Sanremo Benigni: l'inno,
Ruby e "le mie prigioni"
SANREMO LA DIRETTA DI GIOVEDI' 17
Sono seguite altre canzoni, un balletto con Belen che dovrebbe - lo dicono al festival - essere un omaggio a Fellini, Al Bano premiato per le canzoni sui 150 anni d'Italia. Ma quel che restano sono Benigni, con i riferimenti a Silvio e la rilettura dell'inno di Mameli, e la sorpresa gramsciana di Luca & Paolo.
LUCA & PAOLO LEGGONO GRAMSCI: "ODIO INDIFFERENTI"
Luca & Paolo leggono. Sono molto seri. "L'indifferenza è abulia, odio gli indifferenti, l'indifferenza opera potentemente nella storia". Contro l'indifferenza, contro l'abulia. E' Gramsci: dalla rivista 'La città futura' del 1917, numero unico pubblicato dalla Federazione giovanile piemontese del Partito Socialista.
CANTANTI IN OMBRA
I La Crus con il Gnu Quartet fanno Parlami d'amore Mariù. Tricarico con Toto Cutugno in 'L'italiano' di Cutugno, con un coro multietnico formato da ragazzi nati tutti in Italia. Ma dopo Benigni scorrono via come l'acqua.
BENIGNI: CANTA INNO MAMELI
Solo con la voce, luci basse, canta l'Inno d'Italia. E' quasi raccolto, intimo. Sembra commosso. A Sanremo cantare senza orchestra né altri è un azzardo che nessuno osa. Al comico è riuscito e ha saputo rendere l'inno qualcosa di personale. Senza retorica. Applausi scroscianti. Poi se ne va.
BENIGNI: ITALIA FATTA DAL POPOLO
Italia fatta dal popolo. Loro sono morti per la patria perché noi imparassimo a vivere per la patria. Immagina un ragazzo sul campo che ripensa alle parole dell'inno e se lo canta. E annuncia che canta. "Mi gioco tutto".
BENIGNI: FELICITA' NON E' CARA
Arriva ai versi conclusivi. Vorrei che foste felici, viviamo in un paese memorabile. E se qualche volta la felicità si scorda di voi, voi non scordativi della felicità. Che non è cara.
BENIGNI: L'ANALISI DELL'INNO
L'artista compie una lettura esegetica dell'inno di Mameli, sul modello delle sue celebri interpretazioni dei canti della Commedia di Dante. Ma anche l'analisi filologica e appassionata di Fratelli d'Italia non sfugge ai richiami al presente, come quando il premio Oscar si rivolge direttamente al leader della Lega Nord Umberto Bossi. «Dov'è la vittoria, le porga la chioma, chè schiava di Roma Iddio la creò. Umberto, è la vittoria che è schiava di Roma, non l'Italia! Umberto, il soggetto è la vittoria!», avverte Benigni. E poi: «Il federalismo è un'altra cosa. Qui parliamo dell'unità del Paese, che è la ricomposizione quasi religiosa di un corpo fatto a pezzi». E ancora, più avanti: «L'unità è talmente bella che permette pure che qualcuno dice: non la festeggio!».
benigni sanremo lettura
BENIGNI: DA GENOVA A PALERMO
Il passo successivo è Genova nel '700. Poi nella Palermo degli Angioini occupata dai francesi. Una terra occupata sempre da stranieri.
BENIGNI: INVENTATO NOI I COMUNI
Risale al primo '500 quando Carlo V con gli spagnoli assediò la repubblica di Firenze. Siamo noi - annota - che abbiamo inventato i Comuni.
BENIGNI: A LEGNANO SVENTOLATE IL TRICOLORE
Con Legnano arriva al Carroccio, alla Lega Lombarda: distrussero Federico Barbarossa. L'unione è dentro l'inno di Mameli. Ogni volta che dite Legnano potete sventolare il tricolore.
BENIGNI: LE DONNE DEL RISORGIMENTO
Non potete sapere cos'hanno fatto le donne del Risorgimento. Hanno combattuto per noi. Come Anita Garibaldi morta incinta. Ma non hanno mai avuto diritti: il voto è nel 1946. E prima donna ministra Tina Anselmi nel 1976. Democristiana, cattolica, fatto la Resistenza: la omaggia.
BENIGNI: TRICOLORE DALLA DIVINA COMMEDIA
Passa alla Divina Commedia (inciampa nelle parole per un momento) e dice che la nostra bandiera viene da Dante che riporta, nella visione di Beatrice, i tre colori.
BENIGNI: L'ITALIANO NOSTRA IDENTITA'
In dialetto non si può scrivere la Critica della ragion pura o la Divina commedia. La nostra lingua è la nostra identità più profonda.
BENIGNI: CHURCHILL QUANDO PERSE VINSE
Churchill uno dei suoi preferiti. Ci sono nostalgici perfino della nazione. Quando seppe, Churchill, di aver perso le elezioni disse "Abbiamo vinto" perché aveva vinto il nazismo per avere libere elezioni.
BENIGNI: MAMELI PAROLA PER PAROLA
Con ritmo più veloce, analizza il testo come aveva fatto con Dante e la Divina commedia. Ricorda che Metternich l'austriaco non riuscì ad aver ragione di Mazzini.
BENIGNI A UMBERTO: E' LA VITTORIA CHE E' SCHIAVA DI ROMA
Si rivolge direttamente a Bossi.
BENIGNI: ITALIA SVEGLIATI
Italia, svegliati, esorta il comico. Analizza le parole di Mameli. Da Scipione (Scipio) contro Annibale: Scipione cambiò la storia. Nascono da atti eroici i fatti grandi. Passa ai romani: già moderni, hanno inventato il diritto.
BENIGNI: RACCONTA DI NOVARO E MAMELI
Risorgere lo scrisse l'Alfieri, è un verbo mistico, osserva. I dirigenti Rai sono cupi: applaudono quando li riprende la telecamera. Benigni continua a elogiare i grandi d'Italia. Mameli 20 anni. Novaro, autore musica, morto poverissimo. Scrisse una marcetta. Noi, dice, siamo un popolo allegro. Fa l'inno all'Inno. Racconta che i garibaldini avevano giubbe rosse perché rubate, erano destinate a macellai argentini per non far vedere il sangue.
BENIGNI: CAVOUR GARIBALDI MAZZINI USCITI POVERI DA POLITICA
I nostri patriotti non vivevano per il Carpe Diem, non li fermava nessuno. Cavour, Garibaldi e Mazzini: entrati in politica e usciti più poveri, ma hanno arricchito gli italiani.
BENIGNI: NATA PRIMA CULTURA POI NAZIONE
Tutti , dice l'artista, si tassavano, elogia sempre Garibaldi, Mameli. L'Italia unico paese al mondo dove nata prima la cultura e poi la nazione.
BENIGNI: GIOVANI ITALIANI DETTERO LA VITA
Benigni: sono contento della par condicio. Ma, ricorda, la storia del nostro paese è memorabile: quelle persone nel risorgimento hanno dato la vita. Tutto il mondo guardava l'Italia: era una grandezza intrisa di gioventù. Erano ragazzi tutti morti giovani, hanno dato la vita. Garibaldi era famoso nel mondo.
MORANDI PREOCCUPATO ASCOLTA BENIGNI
Morandi è preoccupato.
BENIGNI: SILVIO PELLICO, LE MIE PRIGIONI
Cita Silvio Pellico, "Le mie prigioni". Prima di avere un altro Silvio che scrive un libro così...
BENIGNI: SILVIO, MEGLIO SE VAI AL CINEMA
Ci sono due persone che telefonano, una è qui (Masi, dg Rai), l'altra stasera è meglio se va al cinema: su questo canale ci sono io Silvio, se non ti piace qui cambia canale, vai sul 2, no c'è Santoro".
BENIGNI: ITALIA MINORENNE
Non si trattiene, parla di Ruby Rubacuori: "tutto sto tempo perso con le procure per sapere se era nipote di Mubarak. Bastava andare ad anagrafe e vedere se Mubarak di cognome fa Rubacuori.
BENIGNI: ITALIA MINORENNE, ANCHE LA CINQUETTI NON AVEVA L'ETA'
Quando Mameli lo scrisse (l'inno, ndr) aveva 20 anni, e all'epoca si diventava maggiorenni a 21, quindi era minorenne. Qui sul palcoscenico di Sanremo la questione delle minorenni è cominciata con Gigliola Cinquetti che si era spacciata per nipote di Claudio Villa.
BENIGNI: ITALIA MINORENNE
Cita il testo. "dov'è la vittoria", sembra scritto dal Pd. Parlerò dell'unità d'italia solo. L'Italia ha 150 anni e che sono per un Paese? Nulla. L'Italia è una bambina, una minorenne.
BENIGNI: PROSSIMO FESTIVAL A BERSANI
Siamo qui solo per l'inno di Mameli. Esclusivamente. Tutto il mondo ci ride dietro per Sanremo con Morandi. Siamo popolo responsabile. C'è già par condicio, c'è Barbarossa per la Lega.
BENIGNI: PROSSIMO FESTIVAL A BERSANI
Elogia Morandi. Il prossimo festival facciamolo condurre a Bersani.
BENIGNI AI CAVALIERI ORA NON DICE BENE
Avevo dubbi, ai cavalieri non dice bene in questo periodo. Chiarisce: l'ha pagato la Rai.
BENIGNI SU CAVALLO BIANCO E TRICOLORE
Benigni: "Viva l'Italia". Il cavallo è sul palcoscenico.
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BENIGNI A MINUTI
Dopo lo spot arriva Benigni. Speriamo.
VECCHIONI FA IL NAPOLETANO
Dopo Max Pezzali con Arisa in "mamma mia dammi cento lire" (sempre 'sta mamma), Vecchioni canta "O surdato 'nnamurato". Lui milanese, chiede Morandi? Da genitori napoletani, chiarisce netto. Buona versione.
EMMA E MODA' PER SACCO E VANZETTI
Per Emma e i Moda' "Here's to you" di Joan Baez e Morricone su Sacco e Vanzetti, anarchici giustiziati negli Usa. Erano emigranti.
LE CANZONI D'ITALIA PER I NOSTRI AMICI DI FACEBOOK
A parte Bella ciao i nostri amici su Facebook per i 150 anni dell'Italia vorrebbero queste canzoni: Contessa, Bandiera rossa, l'Internazionale, naturalmente De André, poi citano i Baustelle, Capossela, gli Afterhours. La "Terra dei cachi" di Elio e le storie tese. Di Bertoli scelgono "Italia d'oro". E "Dio e morto" di Guccini.
BELLA CIAO DILAGA ON LINE
"Bella ciao" vietata all'Ariston è risuonata davanti al teatro grazie al Popolo viola. E nel web centinaia di utenti mettono il testo on line.
I DUETTI DI DOMANI.
Duetti e ospiti domani all'Ariston per la quarta serata del festival di Sanremo. Ad affiancare Luca Madonia con Franco Battiato con 'L'Alieno' sarà Carmen Consoli; Anna Oxa ('La mia anima d'uomò) canterà con Marta sui Tubi; Max Pezzali ('Il mio secondo tempò) con Lillo & Greg; Roberto Vecchioni ('Chiamami ancora amorè) con la Premiata Forneria Marconi; Tricarico ('3 colorì) con il Coro di Voci Bianche Si La So...L; Albano ('Amanda è liberà) con Michele Placido; Nathalie ('Vivo sospesà) con L'Aura; Emma e i Mod… ('Arriverà) con Francesco Renga; Davide Van De Sfroos ('Yanez') con Irene Fornaciari; Patty Pravo ('Il vento e le rosè) con Morgan; Giusy Ferreri ( 'Il mare immensò) con Francesco Renga; Anna Tatangelo ('Bastardò) con Loredana Errore; La Crus ('Io confessò) con Nina Zilli; Luca Barbarossa e Rachel Del Rosario ('Fino in fondò) con Neri Marcorè.
DE NIRO, BELLUCCI, TAKE THAT E ROBBIE OSPITI DOMANI
Al festival parteciperanno domani come ospiti Robert De Niro e Monica Bellucci, protagonisti del film 'Manuale d'amore 3' di Giovanni Veronesi, e i Take That con Robbie Williams.
GIUSY STRAZIA "IL CIELO"
Giusy Ferreri fa "Il cielo in una stanza". La sta straziando. A Gino Paoli converrebbe essere altrove.
LUCA & PAOLO: 'MASI HA RISO'
La parte migliore restano Luca & Paolo. Almeno scherzano e prendono per i fondelli Morandi. E il dg Rai Masi: "Ha riso!". Certo la loro satira non intimorisce chi lavora per Berlusconi.
BATTIATO DIRETTORE
Patty Pravo con un filo di charme, ma un po' rigida, in Mille lire al mese. Per Luca Madonia Battiato dirige l'orchestra in "La notte dell'addio" di Remigi. Brano, segnala Morandi, degli anni 60 ingiustamente dimenticato.
IL RINASCIMENTO DI GIANNI
Morandi torna cantante. Interpreta l'inedito "Rinascimento". Con parole di Mogol, l'ha scritto Gianni Bella. Colpito da ictus tempo fa, ricorda il cantante. "Finirà lo smarrimento", intona. Testo generico. Non è uno dei pezzi memorabili cantati da Gianni. Teatro in piedi ad applaudire.
AL BANO, RETORICA AL MASSIMO GRADO
Al Bano in 'Va' pensiero' dal Nabucco: porta la retorica al massimo grado.
POPOLO VIOLA CANTA 'BELLA CIAO'
Una trentina di manifestanti del Popolo Viola canta Bella Ciao davanti al teatro Ariston. La dimostrazione è pacifica, In sala Anna Oxa in azzurro attillatissimo e in O' sole mio.
LUCA E PAOLO: LA RUSSA MINISTRO, SPERANZA PER TUTTI
Luca e Paolo sbeffeggiano La Russa: se lui è ministro c'è speranza per tutti. Ministro livido. Poi gli chiedono di non manifestare in pubblico la sua stima per loro: a casa dei due comici non gradiscono. La Russa ride a denti stretti.
LUCA E PAOLO: MASI IN PLATEA, COSI' NON CHIAMA
Luca e Paolo contenti di vedere in platea Masi. Così non li chiama.
TATANGELO SEMBRA DI CERA
Anna Tatangelo in un vestito bianco sembra di cera. Canta "Mamma". Per andare sul sicuro.
DE GREGORI: VAN DE SFROSS SFUMA IL GRAFFIO
Prima la retorica del 'siamo tutti uniti'. Poi apre il set delle canzoni Van De Sfroos. Lui che canta sempre in dialetto interpreta "Viva l'Italia" di De Gregori in italiano. Bravo, ma sfuma via il 'graffio' amaro dell'artista romano.
GABER AVREBBE GRADITO OMAGGIO?
Dopo il presentatore, dopo l'ingresso di Belen e Canalis, il duo Luca & Paolo rende omaggio a Gaber. Chissa se avrebbe gradito. Per fortuna il duo sdrammatizza: canzone dell'orgoglio gay.
TRICOLORI A GO GO
Rossini, il balletto di Ezralov con ballerini e ballerine in bianco, rosso e verde, una mega bandiera. Per Morandi un balletto meraviglioso. Mah!
CANZONI D'ITALIA, CHI CANTA COSA
Patty Pravo canta 'Mille lire al mese', i Modà con Emma “Here's to you” di Joan Baez sugli anarchici Sacco e Vanzetti. Giusi Ferreri interpreta di Gino Paoli 'Il cielo in una stanza, il duo Luca Madonia-Franco Battiato 'La notte dell'addio' di Iva Zanicchi. Anna Oxa intona 'O sole mio' (sulla carta suona quanto mai improbabile), la vincitrice di 'X Factor' Nathalie canta 'Il mio canto libero' di Mogol e Battisti. La coppia Luca Barbarossa-Raquel Del Rosario canta l'inno del Risorgimento 'Addio mia bella addio', mentre Roberto Vecchioni ha scelto 'O surdato 'nnamurato'. Davide Van De Sfroos canta 'Viva l'Italia' di De Gregori, Anna Tatangelo 'Mamma'. Gli Gnu Quartet si aggiungono ai La Crus per 'Parlami d'amore Mariù. Toto Cutugno con Tricarico fanno 'L'Italiano' di Cutugno stesso, E Al Bano con Iannis Plutarchos e Theodossiou Dimitra il coro verdiano del Nabucco 'Và pensiero'. E Max Pezzali, affiancato stasera da Arisa, rileggono il canto degli emigranti 'Mamma mia dammi cento lire'. Infine canta pure Gianni Morandi con 'Rinascimento', brano inedito di Mogol e Gianni Bella sull'oggi.
CANZONI D'ITALIA, MANCANO DE ANDRE' E 'BELLA CIAO'
La serata per i 150 anni dell'unità del paese è sui canti e le canzoni che hanno fatto la storia d'Italia: dagli inni del Risorgimento alle canzoni storiche anteguerra ai brani dei cantautori italiani (però mancano Dalla e soprattutto Fabrizio De André). Morandi voleva “Bella ciao”, la Destra allora ha detto “Giovinezza”, né la canzone partigiana né quella fascista saranno in scaletta.
BENIGNI ENTRA A CAVALLO?
Benigni entrerà sul palcoscenico a cavallo? E' un'indiscrezione che circola a Sanremo. Il suo monologo sarà sull'inno di Mameli.
LA RUSSA: BENIGNI SPERO NO DI PARTE
Il ministro della Difesa La Russa è a Sanremo per la serata sui 150 anni dell'unità d'Italia. Teme Benigni? «Mi aspetto che sia all'altezza del Benigni migliore, quello dI 'Johnny Stecchino', film che mi è piaciuto molto». Lo ha detto durante la conferenza stampa per la serata sui 150 anni dell'Italia al Festival. «Vale per Benigni quello che ho detto in precedenza sulla satira. Credo che ci si aspetti che Benigni dica qualcosa sull'Inno nazionale, e che abbia la sensibilità da grande comico e da grande uomo dello spettacolo quale è di non utilizzare questa serata per fini di parte». In precedenza il ministro ha detto: «La satira è sempre accettabile quando non è unilaterale e quindi, nell'arco delle serate, non mi pare che lo sia. E quando non è finalizzata a sovvertire gli equilibri politici ma a far sorridere e pensare, secondo me non va mai condannata». Insomma, non deve far male a chi ha il potere.
BORGHEZIO: "BENIGNI SHOW E' PROSTITUZIONE"
Pur di far notizia l'europarlamentare della Lega Mario Borghezio le spara grosse: «Fa schifo il prostituirsi di un artista alle esigenze della retorica di una parte del Paese contro l'altra», ha detto a Klauscondicio parlando del comico atteso al festival. Per Borghezio «Morandi fa pena, ma non è un profittatore. Benigni invece prende un sacco di soldi per fare un untuoso ossequio ai valori risorgimentali. Questi signori sono dei 'marchettari'». Per il leghista le presunte prostitute di Arcore «hanno certamente più dignità di Benigni». E su Morandi: «Molto simpatico, ma resta un agit-prop comunista».
Benigni alle 22.15: sarà "serio?"
Il toscanaccio Roberto arriverà alle 22.15. Il festival, come sempre e com'è logico, non lo "usa" subito ma lo tiene in serbo oltre le 22 per tener su gli ascolti. Riserbo su cosa dirà. Sarà un intervento sui 150 anni d'Italia: le agenzie parlano di un taglio "serio". Ma non si può mai dire, con il comico di Vergaio.
Bella ciao con il Popolo viola davanti all'Ariston
«'Bella Ciao' non è stata inserita tra i brani che stasera celebreranno i 150 anni dell'Unità d'Italia e mi fa piacere se la cantano fuori dall'Ariston. Se passo la canto pure io». Gianni Morandi voleva la canzone simbolo della Resistenza, non ha potuto inserirla in scaletta, e in conferenza stampa si dice d'accordo con il Popolo viola che ha deciso di cantare oggi fuori dal Teatro Ariston la canzone partigiana esclusa dalla serata di oggi sui 150 anni dell'unità d'Italia.
Luca & Paolo: essere dopo Benigni è come porno dopo Siffredi
A Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu piacerebbe «un'Italia in cui si possa scherzare su tutti». Lo hanno detto durante la conferenza stampa di oggi del Festival di Sanremo a proposito della satira. E riguardo alla presenza di Benigni stasera: «Ubi maior minor cessat. Abbiamo rivisto la scaletta: sarebbe stato come fare un film porno dopo che lo ha fatto Rocco Siffredi», scherza Luca Bizzarri. E annunciano un omaggio a Giorgio Gaber «simile a quello di ieri per Ric e Gian».
Lega: ridate Van De Sfroos a Lago di Como
Per una volta la Lega Nord non ha tutti i torti, anche se i parlamentari avrebbero altro di cui occuparsi. I deputati Nicola Molteni e Davide Caparini hanno fatto appello alla Rai di avvisare i telespettatori di risintonizzarsi dopo il guasto di ieri sera al ripetitore di Sommafiume che ha lasciato al buio il lago di Como durante l'esibizione di Davide Van De Sfroos. Il Carroccio insiste nel volersi appropriare del cantautore che a Sanremo partecipa con una canzone in comasco. Lui però ha fatto una versione scritta del testo in molti dialetti italiani dal nord al sud.
Gli allibratori: Emma e Modà primi, sale Vecchioni
Gli allibratori puntano sempre su Emma e i Modà come possibili vincitori, ma come secondo indicano Roberto Vecchioni e il suo brano «Chiamami ancora amore», seguito da Nathalie mentre risulta in calo Giusy Ferreri, ora quarta per gli scommettitori. Quinti la coppia Barbarossa-Del Rosario.
18 febbraio 2011
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