Resti
[RIGHT][DIM]10pt[=DIM]Vero è che anche noi cinque non ci conoscevamo prima […]
non ci conosciamo nemmeno adesso, ma ciò che per noi
è possibile ed è tollerato, per quel sesto non è possibile
e non viene tollerato. Inoltre siamo in cinque e non vogliamo
essere in sei […] Lunghe spiegazioni sarebbero già quasi un
accoglierlo nel nostro circolo; preferiamo non dare
spiegazioni e non accoglierlo.
FRANZ KAFKA, Vita in comune[/DIM][/RIGHT]
Scarto e manutenzione si tengono insieme in una coppia filosofica tutta nostra. Nostro è il tempo della spazzatura, dei rifiuti, della vischiosità della coscienza, della malafede, della seduzione mediatica, della truffa ideologica.
Da che cosa si rifugge di più se non dalla trasparenza della coscienza - non vi sembra ingenua, vacuamente innocente -, dall'onestà intellettuale, dall'educazione, dalla cultura?
Noi produciamo scarti. Non sempre, però, ce ne liberiamo e non sempre ci liberiamo di veri scarti, cioè di oggetti degradati: più spesso si tratta di persone.
Non è stato forse scritto da Claudio Risé che una volta i bambini venivano [S]abbandonati[/S] davanti alle Chiese, mentre oggi vengono [S]gettati[/S] nei cassonetti?
Dove sono i folli innamorati della vita? dove i fragili cuori che chiedono sommessamente?
Controllate le vostre discariche. Ci troverete quello che sicuramente non dovrebbe stare lì. Scrutate poi in fondo alla vostra anima. Avete fatto la pulizia di fino? o addirittura tollerate che vi sia lo sporco più grosso e visibile?
[C]Ci sono cose / che si nascondono agli occhi / della gente e che si odono / piangere sommessamente[/C].
In omaggio al principio di citazione, vorrei inaugurare una discussione monologante-delirante (le altre, credetemi!, non lo sono) in cui inzeppare e accatastare le citazioni più belle raccolte per caso negli ultimi decenni. Sono come le lettere d’amore già scritte. Quando ero ragazzo circolavano volumi che ne raccoglievano di tutti i tipi. Una volta ne ho usata una per una fanciulla dagli occhi grandi! Le lettere d’amore non servono più. Le citazioni potrebbero servire per i giorni d’autunno, quando la natura muore e torna utile poter dire in modo efficace qualcosa o mettere in cima ai ragionamenti ‘in esergo’ le parole di un altro, un’autorità indiscussa o più semplicemente parole efficaci che colpiscono e basta e che danno un’impressione di saggezza. Abbiamo diritto tutti a un giorno di gloria, specialmente in autunno!
Si potrebbero poi di raccogliere per tema. Ne ho tante sull’amore. Sono le più acuminate.
Il testo in alto a destra è stato utilizzato da [URL]http://www.kainos.it/numero4/emergenze/bauman-ita.html[=URL]ZYGMUNT BAUMAN[/URL] in apertura della sua opera [C]Vite di scarto[/C].
Bauman parte da una delle città invisibili di Calvino, Leonia.
[CENTER]ITALO CALVINO
Da [C]Le Citta' invisibili[/C]
Leonia[/CENTER]
La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche che dall'ultimo modello d'apparecchio.
Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti di Leonia d'ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo i tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d'imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose di ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità. Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell'esistenza di ieri è circondato d'un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare.
Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori dalla città, certo; ma ogni anno la città s'espande, e gli immondezzai devono arrestrare più lontano; l'imponenza del gettito aumenta e le cataste s'inalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto. Aggiungi che più l'arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermantazioni e combustioni. E' una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.
Il risutlato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d'ieri che s'ammucchiano sulle spazzature dell'altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.
Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell'estremo crinale, immondezzai d'altre città, che anch'esse respingono lontano da sé le montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell'una e dell'altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.
Più ne cresce l'altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d'anni trascorsi, fiori secchi sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle altre città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo. Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.
<p><font class='xsmall'>[<i>Modificato da Le regard 12/06/2005 15.35</i>]</font></p>