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Full Version: Resoconti di Viaggio
napolifuoristrada
Wednesday, January 28, 2004 10:07 AM
napolifuoristrada
Wednesday, January 28, 2004 10:08 AM
Tunisia 2003/2004
Tunisia 2003/2004

a cura di Ugo Botta, un grande amico conosciuto l'anno scorso nel deserto e che ha partecipato al ripetersi di questa fantastica avventura..

Il gruppo è composto da me, un 110Td5, un Disco 200, ed un Toyota Hzj71.
Partenza da Genova il 24 dicembre alle ore 23.00, traversata con la GNV e mare calmo, all'arrivo purtroppo le procedure doganali ci faranno impiegare quasi 5 ore per uscire dal porto, una vera odissea di moduli e dichiarazioni varie!
Le prime vicissitudini inziano già a Douz, ultima cittadina prima del deserto, dove la mattina del 29, giorno previsto per la partenza, l'Agenzia precdentemente contattata e che ci aveva procurato i permessi militari obbligatori, ci comunica che durante la notte è morto il padre di quella che avrebbe dovuto essere la ns. guida, il ns. amico Amor che già conoscevamo dallo scorso anno. L'Agenzia a questo punto cerca un sostituto, mentre noi facciamo una telefonata di doverose e sentite condoglianze a quello che consideriamo un amico.
Verso le ore 11.00 arriva il titolare con la nuova guida, Mohamed, un vero uomo del deserto come scopriremo più avanti. Nel frattempo il gruppo si divide ed io con altri vado a fare la spesa per i giorni a venire, mentre altri vanno a fare il pieno ed a riempire le taniche di gasolio.
Al mercato si compra montone e merguez da fare alla griglia, 6 kg. in totale, 15 kg. di farina per fare il pane nella sabbia, the ed un pezzo di rete in ferro che sarà la ns, griglia.
Alle 13 circa siamo pronti e finalmente si parte, prima tappa Timbaine.

Finalmente si parte, l’emozione è grande e per vari minuti, per la prima volta, i Cb tacciono silenziosi. Il grande Sahara si offre a noi nella sua immensità. Speriamo di essere meritevoli di tanta grandiosità e bellezza.
Come già detto la rivista Sahara che aveva testato i percorsi, riteneva fossero molto impegnativi cosa che anche Roberto, durante una cena a Roma l’otto novembre, ci aveva confermato.
Per fortuna bisogna dire che la sabbia era abbastanza compatta date le recenti piogge, e quindi ritenevamo di riuscire a fare tutto il percorso programmato, cosa che purtroppo però non si avvererà
Il tratto iniziale da Douz a Timbaine è in parte composto da terreno compatto e in parte da piccole dune che non ci hanno creato nessuna difficoltà.
Invece qualche difficoltà la trovavano un gruppo di Austriaci, che incontrate le prime dune degne di nota, non riuscivano a far salire un Iveco 4x4 camperizzato. Dopo aver superato le dune con un percorso alternativo, scendiamo dai mezzi e andiamo a dare una mano all’Iveco. Lui stà spalando come un dannato, come se volesse “spianare” la duna mentre moglie e bimbi giocano nella sabbia. E’ subito chiaro che con le gomme a 3,5 bar ed in prima ridotta non salirà mai, e quindi consigliamo con tatto, leggi ci fiondiamo ai tappini con i manometri alla mano, di sgonfiare e di prendere una discreta rincorsa con una marcia piu lunga. Nel frattempo un classico Isuzu pick-up Tunisino, 2 ruote motrici, che porta viveri alle carovane dei trakkers, arriva e si ferma, una rapida occhiata per individuare un tracciato alternativo e in pochi secondi … sparisce.
Che lezione ! Altro che 4 ruote motrici, pneumatici da sabbia, blocchi ecc. ecc. …
Mettiamo le gomme a 2 bar tanto pesa quasi 40 ql. e le gomme cominciano a spanciare, al secondo tentativo sale, saluti, ringraziamenti e via. Nel deserto ci si aiuta sempre e comunque.
Dopo alcune dune che ci prepareranno a quello che ci aspetta finalmente si intravede la sagoma del panettone che è Timbaine. Rapida sosta per le foto di rito via in direzione del laghetto di Ain Quadrette. Adesso le dune sono più impegnative e i catini si susseguono uno dopo l’altro, gli insabbiamenti anche e allora si lavora di verricello, di strop e di pala. La volevamo la sabbia ? Eccola, tanta e composta di piccole dune con rapide svolte che ci fanno fare delle contropendenze al limite. Il 110 che apre la carovana e sul quale si trova Mohamed ha il compitito di trovare i passaggi anche perché Piero ha portato il suo pc, sul quale si trovano le mappe Zulu satellitari, che collegato al Gps gli indica la direzione da seguire. Fondamentale anche l’aiuto di Mohamed che ogni tanto scende e corre davanti al 110 come un pedone che non vuole farsi stirare, per trovare i passaggi.
Tabella : ora partenza 13.00, arrivo ore 17.44, km in linea d’aria 66,3 percorsi 87,6, media 11 km/ora



Terza puntata :
La notte è passata, e il traffico non mancava. E' passato anche l’Unimog verde anni 60 che avevamo visto fermo ieri verso le 13.oo, e una Ammad, una guida che accompagna un gruppo di Milano che ha fatto campo vicino a noi, e che ci viene a trovare dato che siamo amici, ci dice essere il meccanico del deserto, forse stava andando a prestare assistenza ad un Discovery che aveva rotto il differenziale anteriore. Ma questo lo dico col senno di poi. Spiegherò successivamente le vicende del suo equipaggio e quindi cosa non si deve mai fare nel deserto.
Mohamed che viaggia con un sacco di iuta con dentro la “scara teiera”, il “sacro bicchiere”, il thè, sacco a pelo e basta, non ha voluto saperne di dormire in auto e alle sette di ieri sera, dopo averci fatto il pane nella sabbia e aver mangiato quanto un canarino a dieta, ci ha augurato la buonanotte e si è allontato nel buio. Non stà bene, ha mal di gola e mal di testa, la Gianna, il ns. medico (ginecologa!) lo ha curato con un antibiotico che prenderà per tutta la settimana.
Si disfa il campo, si sgonfiano le gomme a 1,8 e si riparte, destinazione il laghetto Ain Quadrette, il percorso è tosto con paesaggi e colori magnifici. Insabbiamenti, spalate, e tutto quanto di rito. Piero che viaggia con il suo mitico 110 in testa è inarrestabile, deve trovare le giuste uscite ed entrate dei catini e nonostante tutto facciamo fatica a stargli dietro, tanto che il ns. obbiettivo non è più raggiungere El Bhorma ma raggiungere quel maledetto 110 verde che si intravede all’orizzonte.
Qualcuno propone di sparagli ad una gomma, ma l’idea viene bocciata.
Fino a quando dopo l’ennesima risalita per uscire dal relativo catino si para davanti a noi il laghetto di Ain Quadrette ! Che vista davvero ristoratrice per l’anima! E’ ora di fare campo e ci fermiamo vicino alla sorgente e a questo punto un bel bagno nell’acqua a 40 gradi è meglio di qualunque idromassaggio del mondo e di qualunque sofisticatissima Beauty farm.
Dopo cena, ci accorgiamo che il 110 e il Toyota hanno due gomme a terra. Per fortuna hanno semplicemente stallonato, e quindi è entrata della sabbia tra il cerchio e la gomma.Si sgonfiano totalmente gli pneumatici per far leva tra il cerchio e la gomma in modo da pulire il canale dalla sabbia. Il tutto con l’ausilio della bombola da sub che Gigi ha portato.
Un gruppo di Toy ci chiede se abbiamo un inverter per ricaricare le batterie della loro videocamera, e dato che ne abbiamo tre oltre ad un generatore, dopo avergli fatto dire “viva la Land” li accontentiamo.
Tabella : ora partenza 09.07, arrivo ore 17.23, km in linea d’aria 33,4 percorsi 48,6 – media 5,6 km/ora


Quarta puntata :
La mattina sveglia alle 07.00, la giornata sarà lunga. Il programma di oggi è di arrivare al fortino di Bir Auin per in controlli militari e proseguire per alcuni chilometri fino alle successive dune dove faremo campo per la notte.
A colazione un asinello sbuca dalle dune e gironzola intorno a noi. Sono evidenti sulle zampe anteriori i segni delle pastoie segno che l’animale è stato lasciato libero di gironzolare ma che è di qualcuno.
Si parte verso le 08.30 e lasciamo a malincuore il laghetto di Ain Quadrette dove anche i trakkers , appoggiati dai dromedari per quanto riguarda il trasporto dei viveri e dei bagagli, arrivano a piedi. Complimenti a loro, anche se la sera prima, mentre cercavano un luogo adatto a fare il campo, ci siamo avvicinati al loro accampamento e non erano per niente socievoli, anzi ci hanno proprio guardato male. Credo di aver intuito che fossero disturbati dalle auto nel silenzio dell’oasi.. Comprensibile.
Il percorso è molto impegnativo e le numerose insabbiature ci danno modo prenderci qualche pausa di riposo dalla guida e di apprezzare il panoarma.
Mohamed stà meglio, il suo “medico di base” lo cura amorevolmente ed inoltre comincia un po’ ad aprirsi con noi.
E’ timido e il suo francese molto scarso, quindi per capirci facciamo ricorso ad un misto di italiano, francese, napoletano e … mimica.
Ad un certo punto Marco, sul suo Disco, per disattenzione, si insabbia su una cresta, e pur di non farsi tirar fuori da Gigi con il Toyota (gran bel mezzo Hzj71 motore Africano 4.200 aspirato, blocchi e verricello idraulico), cosa che notoriamente un Land non gradisce molto, con perizia fa scivolare il posteriore verso valle con una serie di leggeri spostamenti avanti e indietro. Ma una volta arrivato su una parte di terreno compatto ci dice che lo sterzo sembra bloccato quando gira a sinistra. Rapida verifica sotto la Land e vediamo che l’ammortizzatore di sterzo si è riempito di sabbia non avendo alcuna cuffia che impedisca alla sabbia di entrare. Gigi fa qualche apprezzamento sulla Land che in effetti potrebbe fare le cose con un po’ più di cura.
Mentre marco gira lo sterzo a destra e a sinistra come un forsennato io batto con pala sull’ammortizzatore per facilitare l’uscita della sabbia e dopo cinque minuti si riparte. Per il prossimo viaggio metteremo una cuffia a soffietto tipo moto.
Il 110 verde è sempre all’orizzonte, ma prima poi lo prenderemo.
Alle 13.00 circa decidiamo di pranzare, oddio pranzare è una parola grossa … tonno, simmental e pane. Dopo 20 minuti si riparte, il tempo stringe e El Bhorma è ancora lontana, non è detto che ci si arrivi, ed infatti non tutti arriveranno.
Arriviamo verso le 16.00 al posto di controllo di Bir Auin che altro non è che un piccolo fortino mal ridotto in mezzo al nulla. Comunque affascinante
Mohamed ci indica quello che era il pozzo oggi secco.
Un militare esce e controlla i passaporti ed i permessi di transito: tutto ok possiamo ripartire.
Inizia a calare la sera e percorriamo una pista che dopo pochissimi chilometri finisce e quindi decidiamo di proseguire fino alle prime dune dove ci accamperemo. A questo punto il 110, pur essendo le dune molto basse e facili continua ripetutamente a fare visibilmente fatica ad oltrepassarle. Forse Piero è stanco pensiamo. Gli chiedo via CB se và tutto bene e mi risponde che no non va bene, il motore ha avuto un brusco calo di potenza che gli rende la guida difficoltosa.
Volevamo arrivare al primo vero cordone di dune ma ormai è buio e guidare sulle dune al buio e con poco motore non è possibile, quindi ci fermiamo e iniziamo fare legna per il fuoco.
Le ragazze cominciano a preparare il cenone, mentre noi maschietti ci facciamo intorno al 110 per capirci qualcosa.
Siamo tutti un po’ stanchi e anche preoccupati per la macchina di Piero, che dopo aver controllato il filtro dell’aria risultato perfetto per merito del filtro a ciclone, continua salire di giri molto lentamente. Il filtro del gasolio non può essere in quanto il benzinaio è stato lo stesso per tutti, e quindi cominciamo a chiederci se non possa essere una questione di centralina. Ma li non c’è niente che si possa fare!
Non sarebbe un problema gravissimo perché dal forte pochi chilometri più indietro dovrebbe partire una pista che si ricollega alla Pipeline e quindi tornare indietro non sarebbe cosi difficile.
Tabella : ora partenza 08.30, arrivo ore 18.37, km in linea d’aria 43,5 percorsi 70,4 media 7 km/ora



continua...
santozzi
Thursday, January 29, 2004 1:09 AM
allora??
a qunado la seconda parte del racconto???? Dai che siamo tutti sulle spine!!!!
napolifuoristrada
Friday, January 30, 2004 12:25 AM
Quinta puntata :
E siamo alla mattina del 1 gennaio 2004. A dir la verità il capodanno è stato celebrato alle 23.10 circa, causa manifesta impossibilità di arrivare alle fatidiche 24.00 data la stanchezza ed il freddo particolarmente intenso. Ma quello che preoccupava tutti era : il 110 di Piero andrà o no ? Bisogna dire che lo stesso Piero era notevolmente attapirato, ed era stato silenzioso per tutta la serata.
El Bhorma stava diventando solo un miraggio irraggiungibile, ma come vedrete invece ci arriveremo tutti, cioè non tutti, o meglio tutti noi umani ma non i mezzi meccanici, anzi ci arriveranno tutti i mezzi ma non insieme.
Insomma leggete e capirete!
Mentre noi facciamo colazione, come al solito, dalle dune sbuca il prezioso Mohamed che ha dormito, da vero uomo del deserto, tra le dune. Piero si è portato avanti e dopo aver già caricato la macchina e ripiegato la tenda, quindi si appresta a mettere in moto il 110 per fare un giretto di prova sulle dune circostanti, e verificare se il motore che ieri sera non saliva di giri, questa mattina, dato che si dice “anno nuovo, vita nuova”, sia rinato!
E … miracolo, o misteri dell’elettronica, scegliete voi, vediamo il 110 arrampicarsi come una gazzella del deserto sulle dune. Non vi immaginate la nostra gioia! Si può proseguire per El Bhorma, ma la nostra gioia non durerà che qualche ora, non immaginiamo neanche quello che ci aspetterà verso sera …
Si riparte, abbiamo perso un’oretta e quindi ci sarà da camminare spediti in direzione del primo dei quattro laghetti che è abbastanza lontano ma cerchiamo di raggiungerlo per sera. Sarebbe bellissimo farsi un altro bagnetto termale nel deserto.
La sabbia è più asciutta e il tracciato quindi si fa più insidioso. Facciamo anche due o tre catini “controduna”, e come al solito il maledetto 110 verde è solo un puntino all’orizzonte.
A quel punto l’unico sistema per fermarlo è parlare di cibo, e quindi gli comunichiamo via radio che uno splendido pranzetto è pronto al tale punto GPS!
Lo spuntino, che immancabilmente riporta Piero all’ovile, non è altro che un po’ di scatolame vario e un po’ di pane che Mohamed ieri sera ha cotto nella sabbia. Il pranzo luculliano dura 15/20 minuti … alla Parigi Dakar fanno tappe meno massacranti!
Si riparte e si alza un bel vento che, sulle barkane, ci cancella le tracce del 110. Ormai siamo rassegnati, lo riprenderemo solo a sera per il campo.
Verso il primo pomeriggio marco (nel forum marco88), dice di sentire strani rumori dal posteriore del suo disco200.
Qui devo aprire una parentesi, che si spiegherà successivamente.
Allora, marco è il felice proprietario di un Disco200, quello rosso nelle foto, che prima di partire ha cambiato i ponti del suo disco200 con dei ponti del 300 acquistati da un rottamaio che gli aveva giurato sulla verginità della figlia sedicenne, provenire da un disco del 1998 che aveva fatto massimo 40mila km!
Sempre ad onor del vero, devo dire che marco guida sposando la filosofia del vero landista, e quindi sempre con il piede leggero sul gas e se non passa la duna alla prima, non scava solchi come un trattore ma ci riprova solo con un filo di gas in più.
Io al confronto sono una bestia, non ricordo più quante volte ho fatto saltare l’anteriore con gran godimento del differenziale e dei relativi semiassi …
Ma torniamo a noi, verso le 16.00 stiamo scalando l’ennesima barkana quando noto che marco ha decisamente qualcosa che non và. Lui dice di sentire il solito rumore dal posteriore, ma lo aveva sempre attribuito alla marmitta che vibrava sulla carrozzeria invece … sarà molto ma molto peggio.
Ci fermiamo e Piero torna indietro. La macchina di marco letteralmente non avanza, è come se avesse il freno a mano tirato e quando prova a muoversi in prima ridotta, le altre marce proprio non le tira, si sentono dei rumoracci provenire dal posteriore. A quel punto siamo al tramonto e la prima diagnosi è pessima, si pensa ad un semiasse posteriore rotto.
Il posto dove ci fermiamo è a metà barkana in salita e dato stà calando la sera, chiediamo alle donne di far legna per il fuoco, mentre noi cominciamo a veder come smontare i semiassi posteriore per accertare che sia “solo” un semiasse.
Il Disco è messo in un mezzo twist, e quindi bisogna che si porti almeno in pari per bindarlo (per fortuna ha i paraurti bindabili) ma spostandolo anche di soli pochi centimetri si sentono dei rumoracci tremendi.
Smontiamo il semiasse di sinistra per primo ed è perfetto! Sarà quello destro pensiamo, e quindi tiriamo giù la macchina dalla binda per spostarla e bindarla sull’altro lato.
Se sarà il semiasse, non sarà gravissimo, io con il mio disco andrò avanti, smonterò il mio semiasse, Piero o Luigi con il Toy glielo riporterà indietro, marco lo monterà sul suo disco e ci raggiungerà, non sarà comodo ne veloce ma altri mezzi non ci sono.
Quando marco si sposta per permetterci di smontare l’altro semiasse, una colata d’olio sulla sabbia ...
Jena74
Friday, January 30, 2004 11:56 AM
Commenti
Finalmente ho avuto modo di entrare nel forum e di avere un racconto più dettagliato del viaggio.
Veramente una bella esperienza, spero che nel futuro possa partecipare anche io a questa "avventura" fatta di amici, passioni, sabbia e culture differenti.
Nel frattempo mi limito a leggere e sognare.
Approfitto anche per fare i miei complimenti più sinceri al webmaster che ci ha dato la possibilità di sfruttare questo canale per scambiare idee e chiacchere con gli amici del club.
Un saluto a tutti

Antonio
Wrangler °!!°
santozzi
Saturday, January 31, 2004 7:24 PM
telenovela
signori, avete assistito alla ennesima puntata de" ANCHE I LANDISTI PIANGONO"

Mario4x4
Thursday, June 03, 2004 9:51 PM
Sicilia
Allora, fatevi sotto con i commenti sul viaggio in Sicilia. Attendo le foto, ma nell'attesa voglio racconti e commenti!!!
Risvegliamo questo forum.
Chi ha forato?
Chi ha stallonato?
Chi ha avuto problemi al motore?
A chi non è entrato il blocco?
Chi si è autotranciato il radiatore in qualche guado?
Su ....dateci dentro!!!!
Concludo con una frase che mi sembra una emerita ca...ta,ma, come tutte le ca...te, è molto di moda: BUON GRIP A TUTTI. L'ho dettaaaaa!!!
SUPERHiLuX
Thursday, June 10, 2004 10:48 AM
Viaggio in Sicilia????
Io che in Sicilia non ci sono venuto vorrei che qualcuno raccontasse come è andata, la prossima volta non mi lascerò scappare una tale occasione!!!
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