5.
Un drago. Porca Puttana. Tutto pieno di scaglie, ali, e un carattere peggiore di quello delle troie di Calimshan. Cazzo, viaggiando nelle terre selvagge tra Waterdeep e Zhentil Keep uno si aspetta di trovare orchi, goblin, folletti e roba del genere. No, sarebbe stato troppo facile.
Un drago affamato e figlio di puttana.
Stavamo procedendo per un passo di montagna abbastanza arduo, con le palle congelate dal freddo e i postumi della sbornia che mi massacravano il fegato.
Non mangiavo da giorni, avevo lo stomaco bruciato dall’alcool, non riuscivo a dormire, ero sempre in stato confusionale.
E adesso siamo in una valle piena di abeti. Con un drago che svolazza in circolo sopra di noi, sembra un avvoltoio. Da cinquanta tonnellate.
“La mia spada avrà la meglio su quella creatura del male” urla un guerriero, agitando una lama scintillante.
“E come pensi di infilagliela in culo, dato che è a venti metri d’altezza?” gli dico, sarcastico “Sei proprio un gigione senza senso pratico.”
Lui mi lancia un’occhiataccia innervosita e si volta, iniziando a parlare con altri paladini che ragionano sulle tattiche.
Mi avvicino a Sbarabalf.
“Che ne dici?” gli chiedo, indicando il cielo.
Lui osserva il drago con i suoi occhioni da saggio paesano e si gratta la barba.
“Tiragli una cazzo di palla di fuoco.”
Mi squadra un po’ stizzito, e risponde.
“Ai Maghi Rossi come me è vietato interferire con il corso naturale degli eventi. Il Drago, nutrendosi di qualche mercante, non fa altro che esercitare il suo diritto di superiorità razziale. Nella catena alimentare è un gradino al di sopra di noi.”
Che stronzate. “Cazzo c’entra…” dico “…lo so che è la legge dell’Evoluzione, baby. Vince il più forte. Ma alla fine importa solo proseguire il viaggio, e se quel figlio di puttana ci mangia non riuscirò mai a svoltare la mia roccia di oppio, e addio villa con troie e vino. Quindi esercita il tuo istinto di sopravvivenza e friggi quel rettile schifoso.”
“Interessante punto di vista” concluse “Comunque non ha importanza. In effetti, io non conosco incantesimi così potenti da eliminare un drago.”
Prima se la tira tanto con la sua etica professionale, poi si scopre che come mago fa schifo. Siamo messi bene…
Il drago si butta in picchiata, solcando il cielo in spire sempre più strette. Quando arriva sopra una delle carovane, lo schianto è titanico. Sventra il carro con le zampe artigliate e scatarra una vampata di fuoco che riduce in cenere una decina di mercanti.
Alcuni guerrieri si gettano contro di lui a spade parate, ma vengono sbudellati in un attimo. Zoltrabauz, il più anziano tra loro, vero e proprio protettore della spedizione, rimane ad osservare la scena impotente, mangiandosi le unghie.
E’ il panico, la gente corre da tutte le parti in cerca di riparo, si calpestano a vicenda per tentare di sopravvivere.
Chi prova una disperata difesa viene schiacciato in un secondo.
Sbarabalf si nasconde dietro un macigno, ogni tanto si affaccia per vedere cosa stà succedendo.
Entro breve, affianco ai carri ci siamo solo io e la mia roccia. Tutti sono nascosti o morti.
Il drago mi fissa, con il suo ferale ruggito quasi mi butta al suolo. Non riesco a fuggire, sono troppo stanco, e poi la roccia è troppo pesante per permettermi di correre.
Di abbandonarla non se ne parla nemmeno, quindi mi tento l’ultima carta. E’ talmente stupida che potrebbe funzionare.
Gli parlo.
“Senti, lo so che capisci la mia lingua” urlo “Voi draghi siete più intelligenti di quanto sembri.”
Lui rimane in silenzio. Incuriosito, direi.
Mi potrebbe fare fuori in un microsecondo, ma vuole vedere cos’ha da dire questo umano puzzolente.
“Hey, non ti consiglio di seccarci. Questa è una carovana dello Zhentarim. E allo Zhentarim non piace che qualche drago matto gli faccia perdere soldi. Cioè, così facendo stai danneggiando i loro affari. Se non portiamo tutto a Zhentil Keep in fretta, manderanno le loro spie per scoprire dove sono finiti i loro soldi. E poi, quando scopriranno cos’è successo, e stai sicuro che lo scopriranno, manderanno i loro sicari a sterminare nel sonno tutti i draghi della zona. Così la rotta commerciale riprenderà ad essere sicura e loro potranno contrabbandare in tranquillità. Quelli dello Zhentarim sono Bravi Ragazzi.”
Finalmente, dopo minuti di tensione in perfetto silenzio, gracchia la sua risposta. La sua voce è roca, inumana, e l’accento del suo linguaggio ha qualcosa di inquietante.
“Pensi di far paura a mì, terùn?”
Non ce la faccio a trattenermi. Mi cago addosso. La merda esce dal culo senza controllo, mi inzacchera tutti i pantaloni. Sono scosso da violenti tremiti, sull’orlo di svenire.
“Hey, lo dico nei tuoi interessi” parlo con una parvenza di tranquillità forzata, ma non sono molto convincente “Mangia chi vuoi, ma non noi. Finché i nostri affari e i tuoi non si ostacolano a vicenda, va tutto bene. Allo Zhentarim non importa di te, ne di me. Vogliono la loro merce.”
Rimane titubante per qualche attimo, e poi si alza in volo e sparisce. Si alza in volo e sparisce. Cazzo, non ci crede nessuno. Io per primo. Il drago va via, lontano, e non lo vedremo più. Siamo vivi. E il culo inizia a prudermi.
I mercanti, usciti dai loro nascondigli, mi abbracciano, chiamandomi eroe. Incredulo dell’accaduto, non riesco a fare niente tranne stare impalato con la bocca aperta, con lo sguardo fisso in cielo.
Vedo tutti avvicinarsi, mi stringono le mani, mi vogliono bene per qualche attimo. E’ strano. Mi sento, per un fuggevole istante, una persona positiva e coraggiosa.
Sbarbalf quasi mi bacia, la gnoma mi lascia capire che mi scoperà a sangue.
L’unico che rimane stizzito è Zoltrabauz, nei suoi due metri d’altezza. Mi fissa con sdegno.
“Così hai salvato la tua vita con la menzogna.” Mi dice, carico di snobismo “Non hai onore, né dignità. Non sei neanche un uomo. La patria non ama i deboli.”
E’ un poliziotto, ne sono quasi sicuro. Una fottuta cozza. Una guardia di Waterdeep, magari, in missione segreta. Si vede dalle troiate che dice. E mi pare di riconoscerlo.
“Non c’è posto per i meschini come te in questa spedizione” conclude Zoltrabauz.
Abbraccio la mia roccia, mentre tutti si occupano di seppellire i cadaveri. Oggi è un giorno importante. Doppia razione di oppio per me e la gnoma.
Come arriva la notte, mi faccio la scopata migliore della mia vita. Cazzo, sono un eroe.
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"Io non uso la droga. Io SONO la droga" -Salvador Dalì