Septienna
Friday, December 12, 2003 10:50 PM
Histoire de an vampire: Jislyn
Questa storia è in via di sviluppo da parte di Septienna e LilithTheTremere.
Histoire de an vampire: Jislyn
Capitolo 1 – L’abbraccio
Costretto nell’oscurità,
costretto in un mondo senza sole,
dove anche il piacere
ha un doppio significato.
Un bacio e un abbraccio,
rivoli di sangue scarlatto,
i sensi si acuiscono,
sento il mio respiro affannato,
un attimo di dolore
e un piacere infinito.
Costretto nell’oscurità,
ora lo sono davvero,
ma sono felice di esserlo
perché sono con lei.
La neve attutisce i miei passi.
Cerco.
Cerco il suo profumo,
sangue di un uomo, il suo dolce odore.
Eccolo seduto nel parco,
aspetta che arrivi a baciarti,
parlami, amore, prima che ti porti via.
La neve intrisa di sangue,
persa nella mia estasi di sangue…
Amami, amore… vieni con me,
seguimi nel mondo oscuro,
insieme nell’eterno.
[Modificato da Septienna 19/01/2004 21.59]
Septienna
Friday, December 12, 2003 10:54 PM
Capitolo 2 - Incontri
Uriel si guardò i vestiti macchiati di sangue. Poi volse la testa e la vide: stupenda creatura dai capelli corvini e gli occhi di ghiaccio, la morbida bocca coperta di sangue e i canini non ancora ritratti. Allora esistono davvero, pensava impaurito il barone Uriel.
Le labbra di Jislyn erano ancora macchiate di sangue scarlatto. Sorrideva. Un sorriso così dolce a dispetto dei suoi occhi di ghiaccio. Com’è possibile, pensò Uriel, che una creatura così bella sia l’incarnazione di un tale male?
Una carrozza passò accanto alle due figure immobili che si fissavano, sollevando un pulviscolo di neve. I capelli di Jislyn sfuggiti dal cappuccio del mantello ondeggiarono mossi dall’aria gelida. Uriel sentiva un gran freddo… ma si accorse che ciò non era dovuto al freddo ma al fatto che la sua stessa pelle era gelida, come il marmo.
“E’ arrivato”… Poteva essere la sua voce?
Jislyn rispose: “Certo, Uriel… è la mia voce… tu puoi sentire i pensieri che io ti voglio trasmettere.”.
La carrozza si era fermata. Ne scese un uomo bellissimo, il suo viso era puro ed innocente… possibile che le incarnazioni di due così diversi pensieri, innocenza e dannazione, si conoscessero?
L’uomo che scese dalla carrozza porse una mano guantata a Uriel. “Piacere” disse “Sono Dorian Gray… e tu…?” guardò la vampira “credo sia un nuovo amico di Jislyn…”.
Uriel li fissò entrambi con una smorfia di terrore dipinta sul viso. “Si, lui è il mio nuovo amico” rispose la donna da capelli corvini.
Septienna
Friday, December 12, 2003 10:56 PM
Capitolo 3 – Dorian Gray
Dorian li fissò intensamente, lasciando il suo marchio di terrore nel cuore di Uriel. “Come ti chiami, nuovo amico?” mormorò Dorian. Uriel lo guardava terrorizzato senza riuscire a emettere suono. Cominciava a capire che quello splendido uomo non era l’incarnazione del bene ma era l’esatto opposto. Si pentiva di aver lasciato la sua casa, quella sera, si pentiva di aver lasciato sola nel suo letto una di quelle donne che lo volevano. Voleva fuggire da lì ma quando rivide gli occhi di Jislyn ogni resistenza morì all’istante. Era così bella… Con quello sguardo freddo come un serpente e passionale come il fuoco… Si accorse che Dorian aspettava in silenzio una risposta alla sua domanda. Uriel decise di rispondere: “Sono il barone Uriel McKloire, intendente del Re d’Inghilterra”.”Uriel… ti chiami come l’Angelo della Morte… mi piace…”. Così parlò Dorian Gray, accettando Uriel nel mondo oscuro.
Uriel ebbe un flash: nella sua mente si proiettavano tantissime immagini, immagini provenienti dalla mente di Jislyn… E Uriel capì… Comprese che Dorian non era un immortale qualunque. Vide un desiderio, una ragazza morta, un quadro la cui immagine continuava a mutare e sfigurarsi orribilmente fino a che il volto impresso nel quadro, il volto di Dorian, non divenne vecchio e orribilmente trasmutato dalla perversione.
Capì che l’uomo che aveva di fronte a sé era peggio di tutti i diavoli dell’inferno, era ormai perduto. Dorian intuì i suoi pensieri e sorrise. Il volto di Jislyn si rabbuiò e con voce piatta comunicò: “Lui è il MIO amico. Decido io cosa farne.”. Il sorriso di Dorian fremette impercettibilmente per poi scomparire. “Portalo nel tuo rifugio, Jislyn, e parlagli. Digli tutto quello che sai e che sei.” Disse “In queste cose sei brava.” aggiunse velenoso. Poi risalì sulla carrozza lasciando lì un impietrito Uriel e un’indignata Jislyn.
“Solitamente è più socievole… probabilmente stava ripensando a quel quadro… Il bel Dorian… un tempo credevo di amarlo… ora ho capito invece che mi affascinava soltanto… sa essere molto sensuale… Andiamo Uriel, non fare quella faccia… vieni… andiamo, dobbiamo parlare di molte cose…”.
Si avviarono per le strette stradine di Londra, nel buio più totale. Quando arrivarono davanti a una casa, Jislyn parlò: “Questa è Friesgate Manor’s, casa mia. Vieni Uriel, vieni. Non aver paura. Sei al sicuro qui…”. Uriel la seguì con un misto di riluttanza e desiderio. Quella ragazza gli piaceva terribilmente, così com’era in quel momento: gli occhi sfavillanti, i capelli che sfuggivano dal cappuccio e un rivolo di sangue che le colava dalla bocca. Si impresse quell’immagine in fondo al suo cuore, sepolta da tutti i ricordi, dove nessuno l’avrebbe potuta trovare, nemmeno Jislyn.
Entrarono in casa e Uriel rimase stupito dalla cupa bellezza di quel luogo. Giunse di corsa un piccolo essere gobbo che un tempo dovette essere umano. Uriel sentì Jislyn dare ordini e il fruscio del suo mantello che cadeva lo fece quasi impazzire. La ragazza lo prese per mano e lo condusse nel salotto, dove si sedettero. Poi iniziò a raccontare….
Septienna
Monday, December 15, 2003 3:24 PM
Capitolo 4 – Rivelazioni
“Il nostro mondo è oscuro, Uriel” cominciò Jislyn “dobbiamo nasconderci… dal sole e da quelli come noi che ci odiano. Gli umani stesi non devono sapere che esistiamo.”. Uriel la fissò sbigottito “Non potrò più vedere il sole…”. “ Credo che la tua preoccupazione maggiore siano le donne che ti aspettano nel tuo letto…” Jislyn rise “…non ne avrai bisogno! Il sangue placherà la tua eccitazione! Ma lascia che continui. Siamo soli, il nostro mondo è fatto di solitudine. Il mio gesto di abbracciarti è stato puro egoismo… non avrai creduto fosse amore, vero?” Jislyn mentiva e lo sapeva ma Uriel non se ne accorse. “Quanti anni credi che abbia?” chiese Jislyn. Uriel la fissò sorpreso: era buoncostume non dire l’età di una donna… tuttavia rispose “Credo… beh… non più di venticinque anni.”. Jislyn proruppe in una grande risata ma i suoi occhi rimasero gelidi. “Io” rispose “mio caro Uriel, sono nata negli anni bui… nel medioevo… su, non fare quella faccia!” Scostò una ciocca di capelli che le era caduta sul viso con le lunghe dita affusolate. Le unghie erano lunghissime e ben curate, laccate di rosso scarlatto. “Sono molto vecchia, vero? Ma ce ne sono di più vecchi, caro amico… ora…” si interruppe “passiamo al tuo giaciglio. La tua stanza è di sopra… no, non dormirai con me. Hai a scelta un letto o una bara… la seconda ti assicura di eludere la luce del sole; il primo… beh, so che le abitudini sono dure a morire. Vieni, ti accompagno”.
Uscirono dalla stanza e si diressero verso una grande scalinata. La casa era arredata nello stile dell’epoca. Salirono e imboccarono un corridoio. Jislyn teneva in mano un mazzo di chiavi… che prima non aveva. Uriel pensò le avesse prese durante il tragitto. Jislyn sorrise, aprì la porta ed entrambi entrarono in una stanza calda. Uno affianco all’altra c’erano un grosso letto a baldacchino e una splendida bara intarsiata.
“A te la scelta” disse Jislyn “ora dormi, tra qualche ora il sole sorgerà ma sarebbe bene che tu già dormissi.”. “E tu che farai?” la interruppe Uriel. “Tutto a tempo debito” disse “tutto a tempo debito…”. Chiuse la porta. Uriel fece per correrle dietro, aprì la porta ma Jislyn era già sparita. Perplesso richiuse la porta e si diresse alla finestra. Rimase ad osservare l’oscurità e poi si voltò verso le sue due scelte.
Septienna
Monday, December 15, 2003 3:25 PM
Capitolo 5 – Buonanotte!
Jislyn chiuse piano la porta dietro di sé. Era divertita dall’espressione stupita di Uriel, ma allo stesso tempo si sentiva triste: le spiaceva avergli fatto credere di averlo abbracciato solo perché si sentiva sola. Erano anni che lo seguiva durante le sue passeggiate notturne nel parco, lo sentiva cantare alla luna e lo osservava dipingere o comporre musica seduto nell’erba. Quando non c’era sentiva un’enorme fitta di gelosia al petto perché dopotutto si sapeva che il barone Uriel aveva un grande fascino. Anche lei ne era rimasta ammaliata e aveva imparato ad amarlo durante quelle trasferte notturne. Decise che avrebbe mandato il suo servitore a prendere tele, colori e carta da musica. Dopotutto anche lei di giorno, ogni tanto, non riusciva a dormire. Si avvicinò alla sua maestosa bara, decorata con rose d’oro: una meraviglia che le aveva regalato Dorian. Si chiuse dentro di essa e mormorò una buonanotte all’uomo che era nella stanza a fianco.
Septienna
Monday, December 15, 2003 3:26 PM
Capitolo 6 – La notte dopo
La notte dopo Uriel si svegliò di soprassalto: aveva fatto incubi terribili. Si alzò dal letto, era ancora troppo presto per la bara, e in mutande si diresse verso la vasca di acqua calda che era stata messa lì dal servitore di Jislyn. Si immerse in quella meraviglia di profumi: rose e arancio. Si lavò accuratamente e si rivestì con abiti anch’essi portati dal ghoul. Uscì dalla camera e si diresse verso il salone: lì vi trovò Jislyn che stava confabulando con il suo servitore. Lei si voltò e, dopo averlo squadrato per qualche istante, lo gratificò con un sorriso di approvazione. Uriel si sentì stranamente felice. Osservò curioso un grande pacco ai piedi di Jislyn e lei disse “Cosa c’è da guardare?”. “Niente, niente… Sono solo curioso di sapere cosa c’è l’ dentro.” rispose. “A corte non ti hanno insegnato a farti gli affari tuoi, vero Uriel?” disse sorridente Jislyn “Comunque è per te.”. Uriel non capiva… per lui? Chi sapeva che era lì? Jislyn lo tranquillizzò: “L’ho fatto fare io per te.” . Un regalo! Da parte di Jislyn! Uriel rimase a bocca aperta quando tirò fuori dalla scatola un fascio di fogli da musica, delle tele, colori, pennelli e cavalletto. C’era anche un calamaio di cristallo e una splendida piuma nera per scrivere. Jislyn si impose rimanere seria anche se avrebbe voluto saltargli al collo. Aiutò Uriel a mettere tutto nella sua camera e dispose gli oggetti nel modo più elegante possibile. Ad un certo punto Uriel disse contrito: “Ho fame…”. Jislyn lo guardò un attimo e scoppiò in una risata irrefrenabile…
Septienna
Monday, December 15, 2003 3:26 PM
Capitolo 7 – Rabbia
Dorian entrò in casa e sbatté i suoi abiti in un angolo. Era arrabbiato, anzi, arrabbiatissimo. Come si era permessa la SUA Jislyn di donare l’abbraccio a quello stupido barone? Gli occhi di Dorian Gray fiammeggiavano dalla rabbia. Solo lui doveva avere Jislyn e doveva eliminare quello stolto che aveva attirato la sua attenzione. Era moltissimo tempo, oramai, che lui e Jislyn non erano più insieme, ma era il senso del possesso che reclamava quella donna accanto a sé. Si avvicinò a una tenda e la scostò con violenza: Dietro ad essa comparve il quadro. Lo osservò deformarsi mentre la rabbia e l’ira creavano l’odio dentro di sé. Coprì il quadro e si sdraiò nella sua bara, imponendosi di pensare, ma la stanchezza fu più forte e si addormentò.
Septienna
Monday, December 15, 2003 3:27 PM
Capitolo 8 – Caccia al sangue
Jislyn smise di ridere. Uriel la guardava con gli occhi spalancati dalla curiosità. “Scusami, Uriel! Non potevo resistere, perdonami.” disse “Il nostro cibo è il sangue, di quello ci nutriamo… non fare quella faccia disgustata… ti accorgerai che ti piacerà molto, invece..” . Dopo questa frase sibillina, lo prese per mano e uscirono in strada. La luna non si vedeva e le stelle erano spente. L’oscurità regnava. Camminarono per la Londra oscura alla ricerca di sangue fresco. La caccia era aperta.