Duncan e il martello
Racconto scritto da Drokur
Finalmente mi trovavo alla leggendaria città dei nani. Vi ero arrivato grazie ad un nano incontrato per le strade del Regno. Gli avevo tenuto compagnia durante il viaggio dato che andavamo tutti dalla stessa direzione e siccome gli ero restato simpatico, mi avrebbe portato a vedere la sua città nascosta tra le montagne. Mi stavo godendo l’architettura dei bei edifici nanici quando Duilio mi fece vedere il luogo di ritrovo dei suoi compagni nani. Era una grande piazza dove al centro di essa vi era una forgia e un vecchio nano dalla peluria bianca stava forgiando un pezzo di armatura di uno strano colore, il metallo pareva irradiare una luce verdognola mentre il vecchio nano lo batteva con il martello. Non potei che restare esterrefatto dalla bravura del nano nel suo mestiere, ma la cosa che piu mi affascinava era il suo piccolo martello fatto con una strana gemma invece che del solito ferro. Quel raro martello mi avrebbe fatto guadagnare tanti soldi se lo avessi avuto e venduto a qualche appassionato d’arte. Lo dovevo avere costi quel che costi. Intorno al fabbro c’erano altri nani, tutti intenti a chiacchierare tra di loro, ma quando mi videro mi fissarono tutti con occhi spalancati e stupiti
- Chi sei umano? Disse uno dei nani.
- Il mio nome è Duncan e sono lieto di fare la vostra conoscenza .
- Duncan!? Mai sentito di un amico dei nani di nome Duncan. Dovete sapere che qui nella nostra città possono entrare solamente gli amici dei nani.
- Si lo sono anch’io! Sono amico di Duilio. Diglielo te Duilio.
- Si ha ragione. Duncan è mio amico, ce lo ho portato io qua in città.
- Pazzo! Non dovevi portare qua un umano!Sai come sono fatti questi gambe lunghe. Sono bravi solo a fare soldi e farsi guerra. Non sono degni di noi nani. E poi se rivelasse l’ubicazione della nostra città agli altri umani? Non ci hai pensato ?
- Ma lui è mio amico…Gli faremo fare il giuramento per non rivelare l’ubicazione della città. Poi che male c’è se ci tiene compagnia per una giornata? Penso nessuno…
- I giuramenti per questi bestioni non valgono niente.
- Certo che valgono. Rispose Duncan cercando di convincere i nani a farlo restare –Io sono un uomo di parola e do la mia parola di non recare danni hai nani in nessun modo e non rivelerò l’ubicazione della vostra città a nessuno. Parola di Duncan Giudrit.
Il nano si sfregò le mani e annuendo disse – Bene che la tua parola sia onore Duncan Giudrit. Ora sarai nostro ospite ma ricorda sempre quello che ti ho appena detto mi raccomando, oppure avrai su di te l’ira di un intero popolo.
Duncan annui al nano sorridendogli – La mia parola è onore messere.
Da quel momento tutti i nani tornarono hai loro discorsi non facendo piu caso a quello che faceva Duncan. Esso continuava a guardare il fabbro desiderando immensamente il suo martello. Il nano fabbro chiese a Duncan –Che hai da fissare umano?
- Sto guardando come siete bravo nell’arte di forgiare.
- Ah bene! Io sono un esperto in questo e lo si vede ad un miglio! Ah ah ah ah
Duncan sorrise al fabbro per poi avvicinarsi a esso e mettergli una mano sulla spalla.
- Siete bravissimo. Ma non vi affaticate a lavorare ore e ore senza farvi mai una pausa?
- Si in effetti incomincio ad essere un po’ stanco. Ma non posso mollare, gli altri nani mi deriderebbero addosso se sapessero che andrei a riposarmi un attimo invece di lavorare.
- Ma cosa ve ne importa degli altri nani. E’ meglio per il nostro fisico farci una bella bevuta di birra ogni tanto, che lavorare per 12 ore di fila senza mai fermarsi.
- Ah la birra! Come mi andrebbe ora un bel boccale di spumosa birra.
- Non si preoccupi. Io distraggo i suoi amici e lei va a prendersi la birra, se la beve e poi torna qua senza dare nell’occhio. E’ una splendida idea vero?
- Ragazzo mi stai veramente tentando. Su facciamo come dici te!
- Perfetto! Disse Duncan strizzando l’occhio al fabbro. Diede uno sguardo hai nani ciarlieri e gli si avvicinò sorridente. – Quanto è bella la vostra città! Messeri vi devo davvero ringraziare di avermi fatto questo splendido dono. Per ricompensarvi vi offro a tutti una bella bevuta. Su prendete questi soldi e andate a bere! Duncan tirò fuori dalla sua scarsella 2 monete d’oro e le porse hai nani. Uno di essi contento alzò le mani al cielo e si inginocchiò a terra dicendo – Per Rogar unico vero dio dei nani! Questa si che è una buona giornata! Rendo grazia al signore! Yahoooo!
- Su bevete alla mia salute messeri.
- Grazie umano. Risposero i nani avviandosi verso l’osteria. Duncan cosi si poté riavvicinare soddisfatto al fabbro .
- Ce la ho fatta! Sono andati tutti via. Presto partite anche voi che forse tra qualche decina di minuti torneranno.
- Vi ringrazio Duncan. Siete davvero bravo per essere un umano. Che Rogar ti benedica.
Duncan sorrise amabilmente al nano. Esso si stava allontanando dalla piazza per andare all’osteria. Era quello il momento di agire. Doveva prendere il martello fatto in gemma. E cosi Duncan fece. Prese il martello e se lo mise nella sua borsa. Ora Duncan doveva fuggire il piu velocemente possibile dalla città. Si mise a correre verso le porte principali. Era quasi arrivato all’uscita quando davanti a lui riconobbe Duilio.
- Duncan ma dove vai cosi correndo? Chiese il nano preoccupato dal comportamento dell’umano.
- Devo andare mi sono ricordato di avere un appuntamento di lavoro a Lance. Ci vediamo Duilio!
Il nano restò sbalordito dal comportamento di Duncan , gli si avvicinò e lo abbracciò teneramente.
- Su Duncan questo abbraccio te lo do per dimostrare tutta la mia amicizia per te.
- Devo andare Duilio i convenevoli lasciamoli per la prossima volta!
- Aspetta un momento. Almeno salutiamoci da amici!
- E va bene. Ducan ricambiò l’abbraccio e mentre si toccavano il nano sentì che nella borsa di Duncan c’era qualcosa che somigliava vagamente ad un martello.
- Ma cosa hai nella borsa?
- Nulla Duilio.
- Come nulla? Fammi vedere! Il nano finalmente stava sospettando che il martello sacro era stato rubato e cosi si dimostrò aprendo la borsa di Duncan. Da quel momento non ricordo piu nulla. So solo che mi sono risvegliato sulla strada di montagna che mi girava la testa e avevo un orribile dolore all’occhio. Credo proprio di aver sognato tutto, ma chissà come sono finito fin qua. Il martello non lo avevo piu nella borsa, avevo solamente questo gran mal di testa e stranamente controllando la mia scarsella mi mancavano ben 2 monete d’oro….
[Modificato da drokur 12/05/2003 21.30]