Print   Search   Utenti   Join     Share : FaceboolTwitter
Pages: [1], 2
Arjuna
Wednesday, January 29, 2003 1:41 PM
Salve a tutti.
Innanzitutto ringrazio Gornova per la disponibilità.
Quello che posterò è un raccontino che ho scritto ispirandomi ad una nostra avventura di cui io ero il Master.
Aspetto i vostri commenti.
Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Wednesday, January 29, 2003 1:43 PM
PROLOGO
Era ormai autunno inoltrato, il periodo in cui le ultime testarde foglie devono cadere dagli alberi, tranne che dai sempreverdi, quelle o sono più che testarde o hanno capito a cosa servono i mutandoni di lana, ed i nostri eroi erano a Broglia, una tranquilla, perfino troppo, e provinciale cittadina, il classico posto in cui non capita mai nulla, insomma un posto veramente palloso per lo standard degli avventurieri.
Ora cosa ci possono fare eroici ed intrepidi avventurieri in una tranquilla cittadina di provincia? A parte il fatto che definirli eroici ed intrepidi vuol dire forzare molto il termine, c’era forse una terribile cospirazione in atto da sventare, vicine rovine maledette da esplorare a rischio della vita, bande di predoni da sgominare per salvare gli inermi cittadini?
Niente di tutto ciò, gli avventurieri erano qui per riposarsi, lontani dai normali casini. L’ultima avventura era andata mooolto bene, dato che avevano ritrovato e saccheggiato un antico tempio pieno zeppo di roba di valore, ora spandevano i soldi in buon cibo, buon vino e nei locali bordelli.
Adesso non fate quelle facce, cosa credete, che un uomo più o meno sano di mente si mette a massacrare mostri, esplorare umidi sotterranei, vivere all’addiaccio, mangiare carne essicata e gallette per il gusto di farlo, no, lo fa per avere un tornaconto, gli avventurieri più esperti mettono da parte i soldi per assicurarsi una vecchiaia decente, quelli più giovani spendono fortune in locande e bordelli. Cosa che ha una sua logica, provate un po’ a vivere settimane o mesi, a volte addirittura anni mangiando carne essicata e gallette, ogni tanto qualche frutto di bosco o radici, alla fine uccidereste per un piatto di pasta e fagioli ed una bistecca che non richieda una spada+1 per essere tagliata. Quanto al sesso, cosa credete? A parte il fatto che sono pochissime le donne avventuriere e la maggior parte di queste si distinguono dagli uomini solo perché un calcio dato nella locazione “gioielli di famiglia” non fa l’effetto sperato, comunque di giorno solitamente si viaggia a tappe forzate, di notte si dorme per essere svegli durante il turno di guardia. E poi parliamoci chiaro, a chi verrebbe in mente di fare sesso in posti tipo l’antico tempio abbandonato e maledetto del dio del massacro? Forse a qualcuno si, ma, statisticamente è molto difficile che nello stesso gruppo ci siano due depravati simili.
Ma basta divagare, passiamo a presentare gli avventurieri, i protagonisti.
Kurazz, detto Azz, il nano, un cubo di metallo con un’ascia in mano, non è esattamente un fulmine di guerra, però svolge bene la sua funzione di tritacarne, o tritaossa a seconda dei casi, conosce la parola paura, ma, non capisce il concetto, come molti altri del resto, è molto orgoglioso della sua pelle di lupo, simbolo tribale del suo clan, abitata da una nutrita colonia di pulci, lui dice di averle ammaestrate, ma, fatti i confronti di intelligenza, molti dicono che in realtà è il contrario, odia fare il bagno perché deve togliersi l’armatura, e non può lavarsi vestito perché l’armatura arruginisce. Come si fa a non volere bene a questo zuzzurellone con l’ascia?
Koji, colui che sa fare di tutto, peccato che lo faccia male, è un ladro-spadaccino-ranger, un uomo che appare calmo, freddo, calcolatore e distaccato, finché non lo si tocca nei soldi, il suo grande pregio è che ha dei sensi sviluppatissimi, è quasi impossibile coglierlo di sorpresa, per il resto la sua utilità in battaglia è pochina, si limita a tenere impegnato il nemico fintanto che arriva qualcuno a dargli manforte per “finirlo”. Dimenticavo, non è un maniaco sessuale, però i suoi ragionamenti riguardo alle donne sono a senso unico.
Lark Spunkiblade, lo spadaccino figo, è un ottimo schermidore, in grado di scontrarsi con più avversari contemporaneamente, il suo limite è dato dal fatto che lo spadino da schermidore non è molto utile per parare l’ascia bipenne dei minotauri, ma, nessuno è perfetto. E’ il membro più giovane ed irruente del gruppo, un suo difetto è che deve sempre spararle grosse.
Simon Gaston, il mago è un registratore vivente, occhio a quello che dite perché lui non dimentica mai, è capace di cose tipo “Guarda che quindici anni, tre mesi, una settimana, due giorni fa, alle ore 12.29 avevi già detto che era la birra più buona che tu avessi mai bevuto, ti stai ripetendo.” Come tutti i maghi necessita di tempo per essere utile, poi però non lo ferma più nessuno.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Tuesday, February 04, 2003 2:23 PM
Capitolo 1 - Il sarto
Era una mattina di un giorno qualsiasi, Simon Gaston si svegliò nel letto della camera, sentiva la testa come se un fabbro avesse deciso di lavorarla dall’interno, a fianco del letto c’erano i rimasugli di quello che aveva mangiato e, soprattutto bevuto, la sera prima, si alzò pensando:
- “E’ stata sicuramente una serata divertente, vorrei solo ricordarmi cosa ho fatto.”
Si diede una lavata e notò i segni di rossetto in varie parti del corpo.
- “Sicuramente molto divertente.”
Scese barcollando la scala e si ritrovò nella sala della locanda, Koji e Lark Spunkiblade erano già lì, entrambi con facce che dicevano “E’ incredibile come uno riesca a ridursi in una sola sera, ma, stasera provo a fare meglio.”
“Salve ragazzi, postumi anche per voi? Oste, dammi quel tuo preparato contro le sbornie. E bisogna dare una pulita nella nostra camera.”
Il preparato contro le sbornie era in pratica acqua calda, zucchero limone, però aveva un effetto rinfrancante. L’oste non lo sapeva, ma aveva inventato il placebo, la medicina che funziona solo perché tu credi che ti faccia bene, purtroppo per lui non lo aveva brevettato, cosa per cui i suoi eredi l’avrebbero maledetto nei secoli a venire.
“Ragazzi, ma, voi vi ricordate cos’abbiamo fatto ieri sera? I miei ricordi si fermano a me che sto facendo la doccia con la birra insieme ad una brunetta.”
Koji rispose, con una voce che faceva sembrare sensuale quella di un Baatezu:
“Mi sembra che poi sei salito in camera, però giurerei che fosse castana.”
Lark non poté fare a meno di fare una spacconata:
“Ragazzi non reggete proprio l’alcool, guardatevi, ho visto zombi più vivo di voi.”
Peccato che la sua voce tremolasse e che sotto gli occhi avesse non borse, bensì delle valigie.
“Che ci vuoi fare lo sai che noi maghi siamo deboli fisicamente, troppe ore passate sulle pergamene e poca ginnastica. Invidio proprio voi forti e giovani guerrieri, anzi faresti un favore a questo poverello? Mi andresti a prendere un altro boccale di preparato?”
Lo disse con un sorriso simile a quello che uno squalo bianco presenterebbe ad un tonno.
Lark sudava, nonostante facesse frescolino sudava parecchio, ma, non poteva tirarsi indietro.
“Nessun problema.”
Si alzò come se stesse scalando l’Everest, dopodiché cominciò a dirigersi verso il bancone, sembrava un marinaio sul ponte di una nave in burrasca, riuscì ad afferrare il boccale ed a portarlo a Simon, peccato che il tremolio delle sue mani ne aveva fatto versare metà.
“Grazie Lark, ma, voi dove avete dormito?”
“E sapessi, ho dormito, no, diciamo che ho passato la notte nella camera di quella biondona che sta andando nel convento di Kassnot, ragazzi dopo farà voto di castità quindi ne approfitta finché può.”
Koji e Simon ridacchiavano.
“Io mi sono svegliato nudo in un fienile ad un chilometro dalla città, per tornare qua senza dare scandalo ho dovuto fregare una tunica stesa ad asciugare.”
“E Kurazz che fine avrà fatto? Non dovrebbe aver fatto troppi danni perché la sua ascia è ancora in camera.”
“Lo sai com’è fatto, si sarà scolato un altro barilotto di birra, avrà detto che noi siamo degli umani pappamolla che non reggono l’alcool e poi avrà dato l’assalto ai bordelli.”
“Mi chiederò sempre quanto si faccia pagare una donna per andare con uno come lui.”
“Forse conta anche le pulci e gli fa il prezzo per le comitive.”
Si dice che quando parli del diavolo spuntano le corna o la coda, nel caso di Kurazz spuntano le pulci e si sente un rumore come di martelli che picchiano ritmicamente.
Kurazz arrivò, con la sua espressione standard da incazzato.
“Salve ragazzi. Sgrunt”
Lark tentò di fare il gioviale, dimenticando che l’idea di scherzo del nano era appendere qualcuno a testa in giù per i testicoli, spalmarlo di miele e lasciarlo in balia degli animali selvaggi.
“Allora Azz, com’è andata la serata? No, non dire niente la tua faccia parla da sola, hai visitato almeno cinque bordelli, vero? Vecchio mandrillone, azz.”
Kurazz alzò tre dita e disse:
“No, ne ho visitati (guardandosi le dita) tre.”
“Solo tre? Azz, mi stai invecchiando, una volta non ti saresti accontentato di così poco.”
“Nel terzo ho finalmente trovato un’umana nana, non una vera Nana, ma, pazienza mi sono accontentato.”
“Vuoi dire che negli altri non hai fatto nulla? Dov’è finito il giovane mandrillone Kurazz che conoscevo?”
“Non capisco Lark, quando ci siamo conosciuti avevo già 124 anni, non ero più giovane da un pezzo.”
Quando si arrivava a questo punto Lark si arrendeva, Kurazz borbottava “Sono pazzi questi umani” e Koji e Simon si spanciavano dalle risate.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Wednesday, February 12, 2003 1:44 PM
Finito il pranzo i quattro compagni si sedettero fuori a godersi il sole pomeridiano sonnecchiando, Koji stava sognando quella chierica bonona che aveva spiato durante le abluazioni rituali del tempio quasi un anno prima, fatto che aveva comportato il suo esilio da Biblos, e si era salvato dalla castrazione solo perché lui e gli altri avevano compiuto una missione per il tempio.
Le sue meditazioni furono interrotte dalla voce potente di un araldo.
”Udite! Udite! Valorosi avventurieri! Il nostro magnifico e munifico signore, il Barone Filippo VII di Broglia del casato di Hastolfh, cavaliere dell’Ordine della rosa bianca, invita tutti i valenti avventurieri al banchetto che si terrà fra tre giorni al suo castello, dove avrà piacere di essere intrattenuto dagli epici racconti delle magnifiche gesta dei valorosi convenuti. Si raccomanda di indossare abiti o armature adatte all’occasione.”
Fu Kurazz a interrompere il silenzio stupito del gruppo.
“Cos’ha detto quella specie di spaventapasseri con le piume in testa?”
Simon tradusse.
“Ha detto che si mangia gratis se si va al castello a raccontare al Barone cosa facciamo.”
“E che gliene frega al Barone? Non sarà mica una spia, o non vorrà mica incastrarci per qualche vecchia storia?”
“No Kurazz, è solo un vecchio annoiato che non sa come passare le giornate.”
“Ho capito, però io non gli racconto di sicuro i fatti miei.”
“E’ sufficiente dirgli qualcosa, mica tutto.”
“Allora va bene.”
Koji sbottò.
“Ma porca zozza, proprio adesso doveva arrivare, non poteva aspettare mezz’ora?”
Lark invece era al settimo cielo, l’idea di andare a scroccare un pranzo e di poterle sparare grosse era un sogno.
“Però dovremo cambiare guardaroba, ho paura che i nostri abiti non siano adatti. Ma, non c’è problema ho sentito che in città c’è un sarto bravissimo, anche se un po’ caro.”
La parola “caro” aveva sempre un brutto effetto sui componenti del gruppo, potevano capire che un’arma magica fosse cara, che una pozione magica fosse cara, ma, accettare l’idea di spendere tanti soldi per qualcosa come gli abiti era un qualcosa che li urtava molto.
“Io non intendo cambiare la mia armatura e la mia gloriosa pelle di lupo per fare un favore ad un vecchio ficcanaso! Io vado così e se non gli piaccio me ne vado!”
Simon e Koji furono più accomodanti, in fondo informarsi sui prezzi non costava nulla.
Fu così che Lark portò gli ignari compagni da Finerycul, il sarto più di grido della città.
Definito sarto di grido non tanto perché i suoi modelli facessero gridare le clienti, bensì perché quando i mariti vedevano il conto di solito gridavano.
Il suo atelier si chiama “Il lustrino di diamante”, lui è un uomo sulla trentina, con i capelli lunghi raccolti in una treccina che gli gira intorno al collo.
Simon e Koji entrarono molto dubbiosi nel negozio, con il nervosismo riservato solitamente a situazioni tipo l’esplorazione del dungeon maledetto, preceduti da Lark.
Appena entrati sentirono delle voci.
“Signovina, vi ho detto di tvatteneve il fiato.”
“Ma, sto trattenendo il fiato.”
“Sfovzatevi di più, pancia in dentvo.”
“Non ce la faccio, soffoco.”
“Uffa, qui sevvirebbe qualcuno vobusto.”
In quel momento il suo sguardo cadde a precipizio su Lark e Koji, che non erano proprio dei culturisti, ma, erano abbastanza robusti, vide anche Simon, che definire robusto è come definire un budino duro.
“Incvedibile, mivacolo, siete avvivati al momento giusto, tre baldi e fovzuti giovani, venite pvesto il vostro aiuto è indispensabile.”
Senza neanche rendersene conto i tre finirono in una stanza e si presentò ai loro occhi una scena disgustosa perfino per i loro standard di ammazzazombi. In mezzo alla stanza c’era una donnona, apparentemente di mezz’età, ma era difficile a dirsi a causa degli strati geologici di trucco che aveva in faccia, con indosso un bustino di stecche che le sarebbe andato bene solo se lei fosse stata larga la metà, i tiranti erano tesi allo spasmo, l’effetto generale era di un salame con le gambe. Quando arrivarono lei si coprì pudicamente il viso con delle mani che sarebbero potuto appartenere ad un orco tanto erano grandi.
“Hooo, ma Finerycul, cosa fate, mi vergogno.”
“Non si pveoccupi madame, sono cevto che questi vagazzoni socchiudevanno gli occhi in modo da vispettave il suo pudove, vevo?”
Koji, la cui mandrillaggine era pari a quella di un carcerato appena uscito da dieci anni di cella d’isolamento, Simon, i cui occhi avevano visto molti orrori evocati da altri piani dell’esistenza dove gli uomini sono considerati crocchette per il corrispettivo dei gatti e Lark, che si vantava di essere coraggiosissimo si coprirono gli occhi all’unisono e dissero:
“Non si preoccupi madame, non intendiamo assolutamente guardarla.”
Dissero la frase con molta enfasi, forse perfino troppa.
“Va bene vagazzi, mi sevvono delle mani vobuste pev chiudeve il busto di madame, vi pvego aiutatemi, altvimenti tutto la mia cveazione savtoviale dovvà esseve vifatta e madame non favà in tempo ad esibivla al ballo di questa seva.”
E così sbuffando i tre tirarono con tutte le loro forze, mentre strati di adipe venivano pressati la signora tratteneva il fiato e teneva la pancia in dentro, alla fine con un rumore che a Simon ricordò molto lo scricchiolio dei biscotti il busto si chiuse.
“Gvazie vagazzi, ova vi pvego uscite devo finive di vestive madame.”
I tre non si fecero ripetere l’invito e si precipitarono fuori con la stessa prontezza con cui sarebbero usciti dalla tana di un drago rosso incazzato nero.
Simon bisbigliò.
“Secondo me quando abbiamo chiuso quella trappola gli si è incrinata una costola.”
Koji annuì, Lark bisbigliò a sua volta.
“Mi ricorda quella volta che abbiamo affrontato una lumaca gigante, a voi no?”
Gli altri non risposero, c’erano cose che era meglio dimenticare molto in fretta.
Attesero un’ora buona e poi videro uscire la grassona, a quel punto il sarto si dedicò a loro.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Saturday, February 15, 2003 7:08 PM
“Allova, miei salvatovi, cosa posso fave pev voi?”
Lark disse:
“Ci servono dei vestiti per il banchetto del Barone, non vogliamo fare brutta figura.”
“Ma cevto, non potevate capitave meglio, io stesso pvovvedo al guavdavoba dell’adovabile figlia del Bavone, Lady Evelynn. Ova, non pevdiamo tempo, innanzitutto ho bisogno di sapeve qual è l’immagine che intendete tvasmetteve, come volete mostvavvi al Bavone, come un possente guevvievo bavbavo, come un potente cultove delle avti mistiche, come un agile vangev? Dite, dite.”
“Beh, io sono un abile spadaccino, nonché un bell’uomo, per cui ho bisogno di qualcosa di elegante ma pratico.”
“Capisco, cominciamo a provave qualche modello, giusto pev favci un’idea.”
Circa un’ora e qualche decina di capi dopo Simon e Koji dormivano su un divano, mentre Lark veniva abilmente vestito e svestito da Finerycul, ogni tanto sembrava che il sarto dimenticasse la mano appoggiata qua e là, ma, Lark non se ne preoccupava troppo. Ci sono cose che certi uomini non riescono proprio a comprendere.
“E’ fatta, è pevfetto!”
Simon e Hoji furono svegliati dall’urlo e non erano del tutto sicuri che quello che vedevano non fosse un sogno causato da qualche cibo avariato.
Lark era vestito con un paio di stivali alti fin sopra al ginocchio di lucida pelle nera, accompagnati da un paio di guanti che gli coprivano tutto l’avanbraccio, anch’essi di lucida pelle nera, i pantaloni erano di cuoio beige, aderentissimi e con un evidente rinforzo sul davanti, aveva poi una camicia bianca piena di merletti rosa e una sopravveste da moschettiere che potremmo definire “mimetica” data l’accozzaglia di parti beige, verde pisello e grigio, peccato che i lustrini la rendessero un po’ appariscente, infine un cappello a tesa larga con una piuma di pavone.
“Che ve ne pare? Sono uno schianto, vero?”
“Non si è mai visto nulla di simile.”
“Si, fai sicuramente colpo.”
“Bene, ova tocca a voi.”
E li fissava con sguardo rapace.
“Ho già visto il modello che mi interessa!”
“Anch’io!”
“Bene, allova bisogna pvovavlo.”
“Faccio da solo!”
“Anch’io!”
Finerycul fece per parlare, ma Simon e Koji, con una velocità da borseggiatori professionisti presero i modelli, si allontanarono e cominciarono a vestirsi.
Simon aveva una lunga tunica blu scura con ricamati qua e là degli strani simboli, un bastone intarsiato ed un cappello a punta blu scuro, Koji invece era vestito completamente di grigio scuro, quasi nero.
“Si, può esseve una buona base di pavtenza.”
“Noi siamo già arrivati, vanno bene questi.”
“Ma…”
Finerycul era un commerciante, in fondo, e capiva quando i clienti non erano disposti a fermarsi oltre, perciò tenne per sé le sue obiezioni.
“Va bene, allova possiamo vitenevci soddisfatti, ora pevò dobbiamo pavlave della vile pecunia. Sono tve modelli di gvan pvegio, come d’altvonde tutti i miei vestiti, vedvete, favete un figuvone, savete l’invidia di tutti”
Lark era raggiante.
“Fantastico!”
Koji restava in silenzio, Simon invece:
“Si, si, va bene, quanto?”
“Una veva sciocchezzuola pev nobili avventuvievi pavi vostvo, la misevia di soli 6.000 Roneju.”
Tutti e tre impallidirono, meno male che non c’era Kurazz, altrimenti sarebbe impallidito Finerycul, per i pochi secondi di vita che gli sarebbero restati, in cui avrebbe visto un’ascia lanciarsi verso di lui e poi più nulla.
Fu Lark a rompere il silenzio.
“Effettivamente sono un po’ carucci, non si potrebbe avere un piccolo sconto?”
Koji urlò.
“Carucci!? Ci potremmo comprare tre ottimi cavalli addestrati per quella cifra! Oppure farci incantare buona parte del nostro equipaggiamento! Ho visto ladri molto meno disonesti! Conosco assassini che per quella cifra sgozzerebbero un asilo nido!”
“Signovi, vi pvego calma, non è adatto a dei nobili avventuvievi un simile compovtamento ed un simile linguaggio.”
“Nobile un paio di palle! Con quella cifra potrei comprare un’armatura di cuoio magica +2 con incantesimo del Silenzio Perenne! Hai una vaga idea di quanto siano stati sudati i nostri soldi? Abbiamo dovuto versare sudore, lacrime e non poco sangue! A queste condizioni non se ne fa niente!”
“Calma, calma, possiamo giungeve ad un accovdo vagionevole. Visto che effettivamente non capita tutti i giovni una vendita simile posso giungeve a 5.000 Roneju.”
Se gli sguardi potessero uccidere in quel momento quello di Koji avrebbe eliminato un battaglione di Demoni Maggiori. Cominciò a dire qualcosa, con la bava alla bocca, quando intervenne Simon.
“Calma Koji, non innervosirti, ho una proposta da fare a Finerycul.”
Detto ciò si allontanò con il sarto verso un angolo e cominciarono a bisbigliare sottovoce.
Koji cominciava a riprendersi dall’attacco di idrofobia, Lark lo tratteneva.
“Non preoccuparti Koji, vedrai come Simon lo fregherà, probabilmente gli farà uno di quei suoi fetentissimi incantesimi mentali e alla fine il sarto ci regalerà pure i vestiti.”
“Hai ragione, a volte è proprio utile un mago.”
Anche se gli sembrava strano che Simon usasse parte delle sue preziose energie magiche per una cosa del genere.
Dopo una mezz’oretta tornarono tutti e due con uno strano sorrisetto in faccia.
“Fatto ragazzi, siamo giunti ad un accordo ragionevole, 3.000 Roneju ed un piccolo servizio. Lark, vieni con me, ti devo parlare.”
Simon e Lark tornarono nell’angolo a bisbigliare, dopo pochi minuti tornarono.
“Bene, Lark è d’accordo. Allora va bene per stasera verso le 20.30?”
“Benissimo, ci vediamo staseva Lavk.”
Il resto della giornata passò senza storia e si arrivò alla sera.
Alle 20.15 Lark si alzò dal tavolo.
“Sarà meglio che mi sbrighi, odio fare tardi, ci vediamo domani ragazzi. Buon divertimento anche a voi.”
“Ciao Lark. Sgrunt!”
“Ciao Lark, divertiti.”
“Ciao Lark.”
Appena Lark uscì dalla porta Simon scoppiò a ridere.
“Insomma Simon, si può sapere che diavolo succede?”
“Semplice Koji, Lark accompagna Finerycul in una serata piccante.”
“Cosa?”
“L’accordo era questo, 3.000 Roneju ed una serata in compagnia di Lark.”
“E lark ha accettato di uscire con quella checca? Io mi avvicinerei solo con un paio di mutande di metallo.”
“Io ho chiesto a Lark se era disposto a fare compagnia a Finerycul per una serata piccante, stasera, e lui ha accettato, probabilmente pensava che l’altro volesse un compagno con cui andare per bordelli.”
“Ma, insomma! Perfino un idiota capirebbe che a Finerycul non interessano le donne, è ovvio che vuole farsi Lark, altro che compagnia.”
“Dipende dal concetto di compagnia, forse che quando vai a puttane non ti accompagni con una donna? Chi ha detto che accompagnare non comporta scopare?”
“D’accordo, d’accordo. Non mi fare l’analisi grammaticale della frase perché sicuramente hai ragione. Però non capisco come mai Lark ha accettato, voglio dire non mi sembra che abbia tendenze di quel tipo.”
“Non le ha sicuramente, l’omosessualità è per lui un concetto assolutamente incomprensibile.”
“Ma, allora, no, non è possibile, ha, ha ,ha, ha, ha, lui crede, ha, ha ,ha, ha, ha, ed invece l’altro, ha, ha ,ha, ha, ha. Simon sei il più gran bastardo che io abbia mai conosciuto. Penso che stasera resterò sobrio solo per vedere la sua faccia quando tornerà.”
Lark tornò verso mezzanotte, aveva la faccia di uno che ha appena scoperto che il mondo è solo un’illusione e che in realtà Dio è solo un vecchio bastardo con un pessimo senso dell’umorismo che si diverte a giocherellare con le patetiche creature che casualmente, senza uno scopo ed una ragione specifica, sono venute al mondo.
“Ragazzi, è pazzesco, non crederete mai a cosa mi è successo.”
Koji non aveva rispettato del tutto il suo proposito di restare sobrio, ma, conservava quel minimo di lucidità necessaria per fare dei discorsi più o meno articolati e sensati.
“Inscomma, cosca ti è scucciesso?”
Simon invece era immerso in quella che si poteva definire una trance mistica indotta dall’alcool, gli sciamani sostenevano che solo funghi, muschi e certe foglie allucinogene potevano indurre lo stato di trance, ma, Simon era un convinto sostenitore dell’altra teoria, secondo lui qualunque sostanza in grado di far funzionare il cervello su binari diversi dal solito poteva causare una trance, era solo una questione di quantità, per ottenere l’effetto di un petalo di loto rosa erano necessari molti boccali di birra, ed in questo momento stava sperimentando a fondo questa teoria, per cui non proferì parola.
“Ma, una cosa incredibile, sono andato dal tipo, il sarto, che mi aspettava a casa sua, sono arrivato, ho bussato e lui mi ha aperto, aveva addosso una cosa stranissima, una specie di vestaglia da notte piena di pizzi e semitrasparente. Comunque, lui mi fa entrare, mi dice di mettermi comodo su una poltrona e mi porta da bere una specie di vino rosso molto forte, ed io penso “adesso andrà a cambiarsi” , macché, si siede vicino a me e comincia ad accarezzarmi, io gli chiedo cosa vuole fare e lui mi dice di usare l’immaginazione, allora gli dico di andare a cambiarsi che andiamo al bordello e lui ride, mi abbraccia e mi bacia in bocca, puah, che schifo. Non ci ho visto più, gli ho dato un cazzotto che l’ha steso per terra e me ne sono andato. Pazzesco, credeva che io fossi una donna, per me si era fumato qualcosa di strano.”
Koji avrebbe voluto cominciare a sfottere Lark, ma, cosa per cui in seguito si sarebbe maledetto a lungo, l’alcool gli impedì di parlale, aveva tutta una serie di battute fulminanti sulla punta della lingua, ma, erano ormai affogate.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Tuesday, February 18, 2003 7:17 PM
Capitolo 2 - Si mangia
I giorni seguenti furono senza storia, a parte un paio di tizi che una sera aggredirono Simon Gaston in un vicolo buio, con l’intenzione di pestarlo e derubarlo, a quanto pare più pestarlo che altro, peccato che Simon fosse in quello stato di euforia alcoolica che consente di lanciare incantesimi con l’abilità di un arcimago. Il giorno dopo un mendicante trovò nella sua ciotola delle elemosine due polli mooolto cotti, quasi carbonizzati. Curiosamente quel giorno la casa di Finerycul venne invasa da una marea di piccoli e disgustosi vermi viola. Quando appresero la notizia Koji e Lark si ricordarono di un oggetto magico ritrovato anni prima che consentiva di evocare vermi, lombrichi e larve. Allora l’avevano considerato inutile e non erano neanche riusciti a venderlo. Una curiosa coincidenza. Possibile che fosse ancora nello zaino di Simon? Meglio non indagare, si dissero.
E così finalmente giunse il terzo giorno, la sera prima si erano imposti di non ubriacarsi e si erano addirittura fatti un bagno, a parte Kurazz ovviamente, l’unica concessione che fece all’igiene fu lucidare l’armatura e l’ascia.
E così verso metà mattinata i 4 intrepidi si diressero verso il castello del Barone Filippo VII di Broglia del casato di Hastolfh, una volta arrivati vennero ricevuti all’ingresso da un tizio vecchio ed arcigno, il maggiordomo, tale Striknix.
“Nome ed occupazione, prego.”

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Wednesday, February 19, 2003 2:25 PM
“Io sono Lark Spunkiblade, uno dei migliori spadaccini del regno, nonché uno dei più amati dalle donne, come avrà sicuramente capito. Membro dell’ordine dei figli del fulmine, campione imbattuto negli ultimi cinque anni al grande torneo di Traynor, Gran Maestro delle spade del vento, discepolo del grande Mekklar di Kemdar.”
L’unica reazione alle sparate di Lark fu l’inarcarsi del sopracciglio sinistro di Striknix.
“Va bene messer Lark, lei è stato vestito da Finerycul, vero?”
“E’ vero! Lei è uno con molto occhio, si vede subito che non le sfugge nulla.”
“Diciamo che nel caso specifico è difficile confondersi, va bene, mi faccia la cortesia di posare le armi, le verrà data una ricevuta e le ritirerà all’uscita. Non si sieda, quando arriverà il Barone penserò io a portarvi ai posti.”
“Posare il mio fido spadino ed il mio ancora più fido pugnale? Mi sentirei nudo senza di essi! Mi hanno salvato la vita un’infinità di volte, senza le mie armi non sono più lo stesso.”
“Non faccia così, sono spiacente, ma, non si può andare al banchetto con le armi, quindi o posa le armi, che le verranno restituite, non si preoccupi, o non partecipa al banchetto, decida in fretta, che mi rallenta la fila.”
“Va bene, va bene, mi raccomando trattetele con cura.”
“Avanti un altro! Nome ed occupazione, prego.”

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Sunday, February 23, 2003 3:47 PM
“Koji, ranger della foresta dei Matthar, detta anche foresta del non-ritorno.”
Striknix stavolta inarcò il sopracciglio destro.
“Sicuramente una località molto interessante da visitare, va bene, posi le armi, le verrà data una ricevuta e le ritirerà all’uscita. Non si sieda, quando arriverà il Barone penserò io a portarvi ai posti. Avanti un altro! Nome ed occupazione, prego.”


Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Sunday, February 23, 2003 3:48 PM
“Simom Gaston, mago.”
Striknix rimase assolutamente impassibile, in attesa. Dopo una decina di secondi disse:
“E…?”
Era il momento che Simon aspettava.
“E cosa?”
“I suoi titoli, onoreficenze, gradi militari, ecc.”
“Non importa, mi segni solo come Simon Gaston, Mago con la M maiuscola.”
“Con la M maiuscola?”
“Si!”
Striknix inarcò il sopracciglio sinistro.
“Come vuole, posi le armi e gli oggetti magici, le verrà data una ricevuta e le ritirerà all’uscita. Non si sieda, quando arriverà il Barone penserò io a portarvi ai posti. Avanti un altro! Nome ed occupazione, prego.”

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Tuesday, February 25, 2003 1:54 PM
“Mi chiamo Kurazz, sgrunt!”
Striknix inarcò il sopracciglio destro.
“Suppongo che lei sia un guerriero, vero?”
“Ti sembro un maestro di cucito? Sgrunt!”
“Decisamente no, va bene, posi le armi, le verrà data una ricevuta e le ritirerà all’uscita. Non si sieda, quando arriverà il Barone penserò io a portarvi ai posti.”
“E se non volessi posare le mie armi?”
“Non potrebbe accedere al banchetto.”
“E se posassi la mia ascia in mezzo alla tua testa?”
“Non potrebbe accedere al banchetto.”
“Stai cercando di dirmi che ho camminato fin qua per nulla?”
“No, deve solo posare le armi e potrà accedere al banchetto.”
“Ti rendi conto di cosa mi stai chiedendo?”
“Di posare le armi.”
“Esatto! Tu osi chiedermi di posare le armi? Io sono Kurazz, figlio di Skad, figlio di Ask del nobile clan degli Skiant! Ho imparato prima a mulinare l’ascia e poi a camminare! In tutta la storia della mia famiglia nessuno ha mai posato un’arma senza aver prima massacrato almeno un centinaio di nemici! Vuoi forse essere il primo?”
Una cosa bisogna dire di Striknix, nelle sue vene non scorre sangue, bensì probabilmente ghiaccio, molti sarebbero almeno preoccupati quando un nano comincia ad elencare le imprese guerresche di famiglia, i più astuti sarebbero già fuggiti, lui no, si limita ad inarcare il sopracciglio sinistro, a corrugare la fronte ed a dire:
“Forse c’è un equivoco.”
“Un equicche? Parla come mangi e come caghi! Sgrunt!”
“Intendevo dire un errore, uno sbaglio. Posare le armi non vuol dire deporre le armi.”
“No?”
“Non ti sto chiedendo di arrenderti e deporre le armi al mio signore, ma, solo di appoggiarle a quella parete per poi riprenderle dopo il banchetto.”
“Non chiedi la mia resa? Non devo giurare di servire il tuo signore?”
“Assolutamente no, devi solo raccontare qualcuna delle tue imprese guerresche, da prode guerriero nano.”
“Ok, ci stò! Sgrunt!”
Detto ciò lanciò l’ascia che andò a conficcarsi nel muro di pietra, e per quanto ci provassero nessuno riuscì più ad estrarla fino al ritorno di Kurazz. Da qualche parte nel multiverso una spada chiamata Excalibur riflettè se era il caso di telefonare al suo avvocato per intentare una causa per violazione di copyright, poi arrivò un giovane ragazzo di nome Artù e decise che era il momento di pensare a cose più importanti.
Koji, Lark e Simon pensarono invece che non era il caso di giocare a poker con uno come Striknix, e non poterono fare a meno di notare come alcuni balestrieri in alto apparissero tutto ad un tratto più rilassati.

Ne uccide + la spada che la penna!

[Modificato da Arjuna 25/02/2003 13.55]

Arjuna
Wednesday, February 26, 2003 1:44 PM
Comunque i quattro entrarono nel cortile. Erano stati disposti tre lunghi tavoloni, a capo di quello centralre c’era una sedia con lo schienale altissimo, vi era inciso l’emblema della casata Hastolfh, una rosa bianca su sfondo verde. Sparsi nel cortile vi erano una cinquantina di persone, alcuni con una faccia modello “O la borsa o la vita”, altri meno minacciosi. Alcuni tizi spiccavano in mezzo alla folla, uno perché era alto due metri e mezzo e largo quasi altrettanto, con braccia simili a nodosi tronchi di quercia, in mezzo alla fronte aveva una serie di escrescenze ossee, Simon lo classificò come mezzo umano e mezzo gigante del deserto, c’era da augurarsi che non seguisse le usanze dei giganti del deserto di considerare cibo tutto quello che non era roccia o sabbia, un altro tizio aveva l’aspetto da eroe, nel senso capelli lunghi, fluenti e biondi, occhi azzurri, alto di corporatura snella, ma, muscolosa, con addosso una corazza pettorale intarsiata d’argento ed oro, un mantello azzurro tenuto da un fermaglio a forma di sole, gli mancava solo la spada da Re ed era davvero completo, un altro invece poteva essere definito solamente come oscuro, era alto, secco, il volto parzialmente coperto da un cappuccio che lasciava intravedere solo lineamenti duri, spigolosi ed allungati, oltre ad un certo pallore della pelle, indossava una specie di tunica di colore marrone-grigio molto sporco, con ampie maniche in cui potevano nascondersi molte cose, troppe!
Striknix cominciò ad aggirarsi in mezzo alla folla, ponendo domande e prendendo appunti su un taccuino, ad un certo punto annunciò:
“Va bene, un attimo di attenzione, adesso vi chiamerò e vi assegnerò il posto, ok? Allora, Revantius del Gran Deserto. Si accomodi qui.”
Era il posto a capotavola in fondo rispetto allo scranno del Barone.
“Perché mi devo sedere così lontano dal capobaroneFilippo? Forse tu pensa che io non abbastanza forte per sedere vicino a capobaroneFilippo?”
Striknix levò gli occhi al cielo, per un attimo la sua espressione mutò da Imperturbabile a Come vorrei bollire questa massa di tagliagole nel loro stesso sangue.
“Per caso nella sua terra i guerrieri si siedono vicino al capo in base alla loro forza?”
“Certo, è cosa ovvia!”
“Qui le usanze sono diverse, il guerriero più forte si siede di fronte al capo.”
“Ma allora come si siedono quelli meno forti? Non capisco.”
“Ci sono tutta una serie di usanze, molto lunghe da spiegare, sarei lieto di farlo, ma per fare ciò dovrei fare attendere gli altri ospiti, sarebbe scortese, e tra un po’ arriverà il cibo, credo che abbiano fatto la porchetta arrosto, ti piace la porchetta arrosto?”
“Buona porchetta arrosto! Si, mi piace!”
“Perfetto allora siedi qui ed aspetta.”
Simon cominciava ad ammirare quel vecchio e pensò fra sè “Il trionfo dell’intelligenza sull’ottusità”.
Non ci furono altre discussioni e l’assegnazione dei posti si concluse senza problemi.
L’assegnazione dei posti più che complicati concetti di valore guerresco ed onore sembrava seguire i concetti dell’igiene personale e dell’eleganza.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Sunday, March 02, 2003 7:02 PM
Kurazz capitò a fianco di Revantius il quale appena lo vide disse:
“Un quaaloosk”
Simon strabuzzò gli occhi, quell’antica espressione della lingua dei giganti si traduceva più o meno con “Quarto di uomo”, ed era uno dei più irriverenti insulti che si potessero pronunciare in quella lingua. Kurazz gli si affiancò e chiese:
“Simon, tu che hai studiato, cosa vuol dire quella parola?”
“Beh, veramente non sono molto sicuro, mi sembra un termine molto arcaico, quasi inutilizzato oggigiorno, ci devo pensare un attimo.”
“Mica mi sta prendendo in giro per la mia altezza?”
Simon rabbrividì, guerre erano state scatenate dai nani per battute sulla loro altezza, l’Imperatore Kimerius, il grande unificatore della razza umana venne brutalmente ucciso dai nani perché la prima volta che li vide commise l’errore di dire “Sono solo dei mezzi uomini”. Poi un’illuminazione lo folgorò.
“Ora ricordo, vuol dire possente guerriero, deve aver capito subito di che pasta sei fatto.”
“Ma, sei sicuro, mi sembrava che sorridesse un po’ troppo mentre lo diceva.”
“Sorride perché ti considera un guerriero con cui è meglio ubriacarsi insieme anziché picchiarsi. Sai com’è cose da giganti, hanno il cervello troppo in alto e ci arriva poco sangue.”
“Va bene, se lo dici tu.”
E così Kurazz si sedette vicino a Revantius e per tutta la durata del pasto non fecero altro che mangiare come 10 persone, bere x 20 e fraternizzare, incredibile quante cose avessero in comune. Gli altri seduti vicino a loro mangiarono e bevvero molto poco e molto nervosamente.
Il tizio oscuro sedeva a metà della tavolata, non parlava e mangiava con molta calma, i tizi seduti vicini a lui rabbrividivano, anche se la giornata era molto calda.
Il posto d’onore, ovvero la sedia alla destra del Barone era vuota.
Lark era a due posti dal barone alla sua destra, il tipo con l’aspetto da eroe era seduto alla sua sinistra.
Simon e Koji erano un paio di posti più in là.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Tuesday, March 04, 2003 2:10 PM
Quando tutti furono seduti si levò alta la voce di Striknix:
“Sua eccellenza Il nostro magnifico e munifico signore, il Barone Filippo VII di Broglia del casato di Hastolfh, cavaliere dell’Ordine della rosa bianca, eroe della guerra contro gli Orchi, amico degli Elfi, domatore dell’ippogrifo, è lieto della vostra presenza e vi offre questo modesto banchetto. Vi prego di dimostrare il vostro rispetto e la vostra riconoscenza alzandovi in piedi. Grazie.”
E così fece il suo ingresso il Barone, un uomo sui 50 – 60 anni, vestito in maniera molto semplice e pratica, aveva l’aspetto di una quercia, ovvero vecchio, ma, ancora molto vigoroso e deciso. Il Barone si sedette.
“Grazie per essere intervenuti così numerosi al mio invito, bene adesso sedetevi pure e mangiate a sazietà.”
A quel punto entrarono i servi con una serie di vassoi pieni di cibarie, che gli invitati presero letteralmente d’assalto, se avessero avuto sempre quell’entusiasmo quei 50 uomini avrebbero potuto tranquillamente espugnare una fortezza con i muri alti 20 metri difesa da 1.000 cavalieri, probabilmente.
Il tizio con la faccia da eroe si presentò come Jon Marconius.
“Consentitemi di dirvi mio Lord che sono deliziato dalla sua cortese ospitalità, spero di poterla un giorno ricambiare, nel mio castello.”
Il Barone osservò con sguardo penetrante Jon per un po’ e poi disse:
“Voi possedete un castello? E ditemi dove? Soprattutto temo di non aver presente il vostro casato.”
“Io possiederò un castello e molte fertili terre, per ora non ho un titolo, ma, lo avrò.”
“Mi sembrate molto sicuro di voi.”
“Tutto mi è stato promesso da…”
“Un saggio indovino?” Terminò il Barone.
“Proprio così! Come fate a saperlo? Forse che la voce delle mie gesta vi era già giunta?”
“No, però diciamo che è un classico.”
“Perdonatemi, ma, temo di non capire.”
“Siete ancora giovane, quando avrete le mie stesse primavere capirete.”
“Capisco. La saggezza che deriva dall’esperienza.”

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Saturday, March 08, 2003 12:01 PM
Il Barone si girò verso Lark.
“Lei ha detto di essere un discepolo di Mekklar di Kemdar, giusto?”
“Certamente! E’ uno dei più grandi maestri di spada del mondo, se non il più grande in assoluto. Pensi che infilza le mosche con la spada. Ne ha sentito parlare? Ma, che domanda sciocca, non può non averne sentito parlare, è troppo famoso.”
“Si lo conosco, mi dica ha per caso in programma di rivederlo in tempi brevi?”
“Non lo so, come lei saprà il maestro insegna alcuni segreti agli allievi e poi lo manda in giro ad allenarsi, lui dice sempre che la vita è il miglior allenatore, o già avuto modo di collaudare molte delle sue mosse, però penso di dovermi ancora perfezionare. Comunque nulla mi impedisce di passare a porgergli omaggio. Devo forse riferirgli un suo messaggio?”
“Si gli dica che Fuffy ha avuto due splendidi cuccioli e che quindi può prendersene uno lui, come d’accordo.”
“Fuffy?”
“Fuffy.”
“E’ la sua gatta? O la sua cagna? O magari la sua cavalla?”
“Diciamo che a volte è stata la mia cavalcatura. Ma, basta parlare adesso, vedo che questo pollo allo spiedo sta ordinando di essere mangiato.”

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Saturday, March 15, 2003 9:19 PM
Una volta sbranate le portate principali vennero portati latte, biscotti e torte e Striknix annunciò:
“Sua Graziosità, lady Evilynn Hastolfh, figlia del nostro amatissimo signore, il Barone Filippo VII Hastolfh di Broglia, ci onora con la sua presenza, vi prego di alzarvi in piedi”
Dalla porta del castello uscì una ragazza con addosso una di quelle cose che si vedono solo nei sogni erotici più deviati, indossava una specie di bikini di cotta di maglia, stivali di cuoio ornati con motivi floreali d’oro e d’argento, mezziguanti di cuoio con il simbolo del casato ricamato sopra, al fianco destro un pugnale con il manico tempestato d’oro e gemme, al fianco sinistro uno spadino corto con il manico tempestato d’oro e gemme, molto carina con dei capelli rossi lunghi e fluenti.
Evilynn tentava evidentemente di camminare con un passo marziale, maschile, ma, c’erano troppe cose che ondeggiavano e l’effetto finale non era quello voluto. Per quanto i commensali sembravano apprezzarlo molto, nessuno fiatò, ma 100 occhi osservarono mooolto attentamente la ragazza e le loro facce parlarono per loro dicendo “Dov’è il letto più vicino?”
La ragazza si sedette vicino al padre, visibilmente imbarazzato ed incupito, il cui sguardo diceva “Il primo che la sfiora con un dito lo do in pasto ai gatti”, ed esordì:
”Sono tutti valorosi compagni avventurieri, venuti a raccontarci le loro eroiche gesta?”.
“Si Evilynn sono avventurieri, ma, come ti ho già detto mille volte, tu non sei un’avventuriera, sei una lady, mia figlia”.
“Sono tua figlia, tu sei stato un prode avventuriero e pertanto sono un’avventuriera, come te e come loro.”
“Non ero un’avventuriero, ho dovuto impugnare le armi per difendere il regno, ho fatto il mio dovere di vassallo e nulla più!”
“Ma ti sei coperto di gloria, le tue gesta sono diventate canzoni narrate dai bardi. Eri uno dei più grandi avventurieri ed anch’io lo sarò! Nelle mie vene scorre il tuo stesso sangue, se il tuo sangue ti ha chiamato alla ventura anni fa perché non può farlo il mio?”
“Essere avventuriero non è divertente e non è una cosa ereditaria!”
“Non tergiversare padre, dillo perché non posso essere un’avventuriera! Il vero motivo!”
“Perché… perché…”
“Non esitare padre, dillo!”
“…”
“Perché sono una donna, perché non sono il figlio maschio che desideravi, vero?”
“Non ho detto questo, non l’ho mai detto!”
“Ma l’hai pensato, vero?”
“No! Adesso basta, smettiamo di dare spettacolo e ascoltiamo i nostri ospiti.”
“D’accordo, come il signor Barone desidera.”
A questo punto il Barone si accasciò sulla sedia con un’espressione rassegnata sul volto.
Lady Evilynn si era seduta nel posto vuoto alla destra del Barone, vicino a Jon Marconius, il quale passò i successivi quindici minuti a decantare la sua bellezza. La ragazza ridacchiava e sembrava apprezzare, il Barone era rosso in viso e sembrava sul punto di esplodere.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Monday, March 17, 2003 2:26 PM
Finito il banchetto Striknix invitò i commensali a raccontare le loro avventure.
Jon raccontò di come un vecchio indovino gli avesse predetto un futuro glorioso, costituito da titolo nobiliare, castello e terreni, fama e potere, moglie bellissima e molti sani figli, dopodichè passò ad elencare le virtù magiche della sua spada La Lacrima di Luce, un’arma forgiata dagli Dei che solo lui poteva usare, e che lo rendeva invincibile. Non era un’arma, era l’Arma Definitiva, a sentir lui lame come Excalibur, Durlindana, Stormbringer impallidivano al suo confronto.
Lady Evilynn era ipnotizzata dalle sue parole.
Il Barone ad un certo punto disse:
“Sarebbe possibile ammirare quest’arma?”
Jon, che stava mimando il suo combattimento contro un drago con 10 teste restò bloccato per una trentina di secondi, poi riuscì a girarsi e disse:
“Certamente, Milord, però, ecco … io … ho dovuto lasciarla all’ingresso.”
“Non c’è problema Striknix fai portare qua la spada di Jon, e anche le armi di Lark.”
Jon aveva un’espressione incredula,
Un soldato portò la spada fighissima di Jon e lo spadino ed il pugnale di Lark al Barone.
“Bene, bene, le armi di messer Lark mi sembrano delle buone armi, non magiche, ma, dannatamente taglienti e resistenti. Devo dire che la spada di messer Jon è molto bella, sarei davvero curioso di osservare le sue virtù magiche. E’ possibile messer Jon?”
“Che idea fantastica padre!”
“Sarei felicissimo di mostrare le capacità dell’arma, onorevole Barone e graziosissima lady Evilynn, tuttavia temo che sia impossibile, la mia spada funziona solo quando è necessario.”
“Capisco, quindi se lei stesse combattendo funzionerebbe, giusto?”
“Si, certo.”
“Messer Lark, sarebbe disposto a dare saggio delle sue capacità contro la spada di messer Jon?”
Lark sorrideva perfidamente.
“Certamente, spero di resistere almeno qualche minuto contro la sua potenza.”

Ne uccide + la spada che la penna!

[Modificato da Arjuna 17/03/2003 14.27]

Arjuna
Tuesday, March 18, 2003 7:44 PM
Jon passò dal pallido al rosso, poi al verde, poi al blu, infine si assestò di nuovo sul bianco.
“Bene signori, consideratela solo una piccola dimostrazione delle vostre capacità, non sentitevi vincolati a combattere fino allo stremo delle forze. Eccovi le vostre armi.”
Il barone lanciò le armi ai due, Lark le afferrò con un movimento fluido delle mani, Jon invece si lanciò in avanti, inciampò e raccolse la spada che era finita a terra.
I due erano faccia a faccia, a circa una decina di passi, Lark nella Posizione Dello Scorpione Rosso Che Blocca Una Tarantola Nera, Jon nella Posizione Di Chi Impugna Un’arma Come Una Clava, l’espressione di Lark era imperturbabile, quella di Jon disperata, buona parte degli uomini osservava in silenzio, Evilynn esortava Jon.
“Mi raccomando messer Jon, trattenetevi. Non versate sangue, fatelo per me.”
Simon sussurrò a Koji:
“Secondo me non ci metterà più di dieci secondi.”
“Naaa! Lo vedo con l’espressione sadica, probabilmente la tirerà per le lunghe.”
“Scommettiamo?”
“Va bene, se vinco io mi farai usare la tua sfera di cristallo per una settimana, OK?”
“D’accordo, se vinco io porterai il mio zaino per una settimana.”
“Andata!”
Jon tentò un attacco, tenendo la spada davanti a sé e caricando con la grazia di un bue zoppo e la precisione di una talpa cieca, Lark non parò nemmeno, si limitò a scansarsi e a colpire, solo pochi occhi notarono il turbine di colpi che investì il povero Jon, la maggior parte credettero che Lark si fosse solo scansato.
Jon fece un passo, poi un altro, poi la cintura dei pantaloni cedette e si rivelarono le sue mutandine bianche con i cuoricini rossi, fece un altro passo e poi i lacci della corazza pettorale cedettero e “CLANG” questa cadde a terra, fece un altro passo e svariate ciocche di capelli finirono a terra.
Jon si girò su se stesso molto lentamente e con un’espressione disperata, Lark era a dieci passi da lui con un’espressione gelida, sorrideva e cominciava ad avvicinarsi lentamente, un passettino alla volta.
“Ho vinto io! Non l’ha fatto fuori subito, si sta divertendo un po’. Paga Simon!”
“Maledizione! Domani ti darò la mia sfera, adesso è nel mucchio all’ingresso. Non voglio neanche pensare all’uso stupido che ne farai.”
“Penso proprio che la indirizzerò su Lady Evilynn. No, ma dico, l’hai vista?”
“Si, si, l’ho vista, almeno stavolta non dovremmo rischiare la castrazione per causa tua. Uff, vediamo quanto la vuole tirare per le lunghe.”
Lark era a cinque passi da Jon, nella Posizione Del Giaguaro Pronto A Balzare Sulla Gazzella, Jon alzò la spada, iniziò a calarla……
E si ritrovò disarmato, con la lama del pugnale di Lark appoggiata alla gola e la punta dello spadino puntata sull’ombelico, la sua spada stava volteggiando in aria.
Lark sibilò:
“Ti consiglio di fare un passo indietro.”
Jon indietreggiò, pallidissimo, Lark anche, e la spada di Jon andò a piantarsi proprio dove loro due erano fino ad un secondo prima.
Per Jon fu troppo, si inginocchiò per terra con un’espressione sconvolta, ed a quel punto, quando ormai era certo di non poter cadere più in basso, il suo intestino decise di umiliarlo ulteriormente ed espulse, da sopra e da sotto, tutto quello che c’era dentro di lui, e finalmente svenne.
Lark decise che oramai era sufficiente, anche per le prossime tre incarnazioni di Jon, si girò verso il Barone e la figlia e disse:
“Pensate che io sia riuscito a resistere abbastanza a lungo?”
Lady Evilynn balbettava e sembrava un bambino a cui hanno appena detto che Babbo Natale non esiste, il Barone sogghignava.
“Guardie! Prendete quell’imbroglione e portatelo fuori dai confini della mia Baronia, ditegli che se mai osasse ripresentarsi lo darò in pasto ai miei pesci rossi!”
Gli altri commensali raccontarono avventure abbastanza verosimili, forse Revantius esagerò un po’ quando raccontò di aver sgominato una tribù di orchi da solo, usando il capo-orco come clava, ma, nessuno sollevò obiezioni.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Friday, March 21, 2003 1:46 PM
CAPITOLO 3 – Metodi educativi
E così passò un ozioso pomeriggio, verso l‘imbrunire gli invitati cominciarono ad andarsene, una volta arrivati al cancello Striknix disse ai nostri quattro avventurieri che il Barone avrebbe voluto parlargli in privato, e così lo seguirono.
Arrivarono nella sala centrale del castello, arredata con gusto molto sobrio e con un bel caminetto acceso, su una poltrona c’era il Barone, su altre 5 c’erano altri scrocconi del banchetto, e vennero fatti accomodare.
Il Barone ordino vino speziato per tutti e disse:
“Devo confessarvi che non ho organizzato questo banchetto solo per ascoltare le vostre avventure, avevo anche un altro motivo. In realtà cercavo uomini adatti per un incarico molto delicato e ho notato i vostri due gruppi. Suppongo che abbiate notato mia figlia, dato il suo modo un po’ originale di vestirsi. Il problema è che mia figlia è sempre stata affascinata dall’avventura, crede che fare l’avventuriero sia una cosa romantica e divertente, la mia paura è che prima o poi qualche poco di buono si approfitti della sua ingenuità.”
Simon colse un sinistro scintillio negli occhi di Koji appena il Barone parlò dell’ingenuità della figlia e delle sua idea romantica della vita di avventuriero.
Lark, come al solito, non potè trattenersi.
“Suvvia Barone, sono sicuro che tutti i padri hanno le stesse preoccupazioni, non c’è nulla da fare, ad una certa età tutti i figli diventano irrispettosi, non si preoccupi troppo.”
“Devo confessarvi che sei mesi fa un bardo itinerante è arrivato al castello e mia figlia è fuggita con lui, per fortuna i miei uomini li hanno ritrovati prima che succedesse qualcosa di irreparabile.”
Molti si domandarono come facesse il Barone ad essere sicuro che la virtù della figlia non fosse stata compromessa, ma, preferirono non fare parola.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Tuesday, March 25, 2003 2:22 PM
“Per questo ho ideato un piano. Voi vi fermerete qui al castello a passare la notte, sicuramente mia figlia si farà raccontare altre vostre mirabolanti avventure e poi chiederà di potersi unire ad uno dei gruppi, bene a quel punto voi accetterete, ideerete un falso piano per simulare la sua fuga e la porterete con voi, sono sicuro che lei agirà così perché ci ha già provato. Il vostro compito sarà di mostrargli la realtà, di demolire quella stupidissima idea romantica di avventura. Penso che già solo la scomodità di dormire all’addiaccio sarà una dura prova per mia figlia. Passerete un po’ di giorni in questo modo dirigendovi a Nord, verso le montagne, un tratto di territorio accidentato e brullo, poi i membri dell’altro gruppo dovranno inscenare una falsa aggressione di briganti, il gruppo con mia figlia dovrà avere la peggio nel modo più disonorevole possibile, anche con scene di vigliaccheria. A quel punto i falsi briganti porteranno via mia figlia in una grotta che vi indicherò, spaventarla e minacciarla un po’ per un paio di giorni, allora arriverò io con i miei uomini a liberarla. A questo punto penso proprio che mia figlia abbandonerà l’idea di fare l’avventuriera.”
Simon, Lark, Koji e Kurazz erano parimenti esterefatti dalle parole del Barone, e dalle espressioni degli altri 5 anche loro. Era una di quelle idee che in altri universi avrebbe causato una rivolta di tutte le associazioni a favore dei figli, e forse un’interdizione con l’accusa di follia del Barone, ma, questo è il bello di essere un ricco e potente nobile, puoi avere un’idea malsana e pure metterla in pratica.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Wednesday, March 26, 2003 1:55 PM
Il silenzio fu rotto da Simon che disse:
“L’idea è interessante, ma, non le sembra un tantinello troppo drastica?”
“Mia figlia ha preso tutta la mia testardaggine più quella di sua madre, è impossibile cercare di convincerla a parole.”
Simon stava pensando che se quelli erano i metodi educativi del Barone era ovvio supporre che sua figlia sarebbe sempre stata un po’ tarata, non testarda.
A quel punto intervenne uno dei 5, un certo Hairak, che sembrava esserne il capo.
“Ok, da parte del mio gruppo non ci sono problemi, sarà perfino divertente. Bisogna però parlare di ricompense.”
“Ovviamente sarete adeguatamente ricompensati. E voi?”
Simon continuava a pensare che fosse una delle peggiori cazzate che avesse mai sentito, tuttavia i soldi sono soldi, e soldi così facili non si vedevano spesso.
“Per me non c’è problema, sarà una passeggiatina.”
Koji aveva una bilancia mentale, su un piatto aveva messo i soldi e la possibilità di viaggiare e dormire a stretto contatto, e lui speravo molto stretto, con l’affascinante figlia del barone, sull’altra non trovava nulla da metterci per obbiettare.
“Per me va bene, però per quanti giorni dobbiamo viaggiare? Sa com’è, per capire esattamente quanto è dura la vita del viandante bisogna stare all’addiaccio almeno un paio di settimane, no cosa dico, un mese.”
Il Barone, fortunatamente, non sembrò cogliere lo sguardo famelico di Koji.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Tuesday, April 01, 2003 2:01 PM
Lark invece non potè evitare di sparare un po’ di cazzate, cosa che lui considerava “tirare sul prezzo”.
“Barone, devo dire che questa missione è molto semplice, però uno dei due gruppi dovrà subire una sconfitta, finta, certo, ma, pur sempre una sconfitta, e lei sa benissimo che per noi la reputazione è tutto. Come potremmo ottenere degli ingaggi se si venisse a sapere che siamo stati sconfitti? Che non siamo stati capaci di garantire la sicurezza di una fanciulla affidata alle nostre cure?”
Il Barone sorrise
“Nulla che una mancia alla Corporazione dei Bardi Erranti non possa risolvere, per il giusto prezzo racconteranno meraviglie su di voi. Sono disposto ad occuparmi della questione.”
A quel punto Simon, Koji e Lark ebbero un’illuminazione, non avevano ancora sentito Kurazz imprecare che non avrebbe mai perso, nemmeno per finta, perché altrimenti l’onore di tutto il suo clan sarebbe stato macchiato per le prossime generazioni, perché?
La risposta era di una semplicità disarmante, Kurazz era collassato abbracciato ad un barilotto di vino speziato, unito ai galloni di vino che s’era tracannato prima, lo aveva addormentato, e forse era meglio così.
Lark disse:
“Che facciamo? Lo svegliamo?”
Simon bisbigliò:
“Meglio di no, sicuramente avrebbe molto da obbiettare.”
Koji apparve perplesso:
“Si, ma, se per caso dobbiamo perdere come facciamo a spiegargli che non deve affettare i finti briganti?”
Simon sfoderò il sorriso delle grandi occasioni.
“Dovrei ancora avere un po’ di quel sonnifero per addormentare i cavalli, penso che vada bene anche per lui.”
Lark e Koji annuirono.
“Ok! Anche per noi va bene.”

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Friday, April 04, 2003 2:26 PM
Il Barone apparve soddisfatto.
“Sono felici che siamo riusciti a trovare un accordo, ora si tratta solo di stabilire le parti, per non fare torto a nessuno direi di lasciare decidere alla sorte. Testa o croce?”
Simon iniziò a dire:
“Te…”
Hairak fu velocissimo:
“Testa!”
“…sta, fa lo stesso, vada per croce.”
Il Barone tirò una moneta
“Croce, spetta a voi quattro scortare mia figlia e farvi sconfiggere. Bene io adesso vado a rinfrescarmi, tra un’oretta verrà servita la cena.”
Durante l’ora successiva i due gruppi si misero d’accordo sulle modalità del finto scontro, Kurazz sarebbe stato addormentato dal sonnifero, Simon atterrato da una randellata che gli avrebbe dato un tizio cogliendolo di sorpresa alle spalle, Lark combattendo eroicamente contro tre avversari, Koji sarebbe rimasto in piedi, ma, rimasto solo sarebbe fuggito abbandonando Evilynn.
Poi Hairak e gli altri se ne andarono.
A quel punto svegliarono Kurazz e gli raccontarono che avrebbero dovuto proteggere lady Evilynn e mostrargli le durezze della vita, omisero il dettaglio della sconfitta.
Ed infine arrivò l’ora di cena.
Evilynn era seduta alla destra del Barone ed aveva un vestito ispirato alla tunica dei ranger, peccato per i lustrini e le pezze di color rosso fuoco che ne compromettevano l’utilità mimetica, anche i campanellini appesi alla cintura erano carini, ma, poco pratici.
Lark era a sinistra del Barone e potè dedicarsi alla sua attività preferita, spararle grosse, il bello era che Evilynn sembrava bersi qualunque cavolata, Simon considerò preoccupante il fatto che lei credesse all’eroica e solitaria lotta di Lark contro un Balrog.
Ad un certo punto il Barone si allontanò con la scusa dell’arrivo di un messo con una lettera urgente.
Evilynn continuò a parlare con Lark.
“Maestro Lark, avete sicuramente una vita interessante, sapeste come vi invidio, voi ed i vostri valorosi compagni in lotta contro le forze del Male, viaggiando per terre esotiche, salvando la povera gente. Tutte queste avventure, ed io devo restare in questo castello ad aspettare che mio padre mi scelga un marito e così inizierò a fare figli per garantire la continuità del casato. Uffa, anch’io vorrei una vita più eccitante.”
Fu Simon ad intervenire:
“Suvvia lady Evilynn, non angustiatevi così tanto. Il motto dei maghi è “Volere è potere”, è solo una questione di volontà.”
“Voi dite così, ma, voi non conoscete mio padre, è così terribilmente testardo, l’unica alternativa sarebbe fuggire.”
Fu Lark a parlare.
“Lady Evilynn, volete fuggire per l’avventura? Ed allora venite con noi!”
“Dite davvero? Potrei venire con voi? Sarebbe così meraviglioso, ma, mio padre ci inseguirebbe, e la sua vendetta sarebbe terribile.”
“Non si preoccupi, correremo volentieri il rischio per aiutare una compagna avventuriera a trovare la sua strada, vero ragazzi?”
Simon annuì.
“Volere è potere! Se volete venire con noi vi accompagneremo volentieri”.
Koji anche, e lo fece con un’espressione famelica.
“Sarà un vero piacere avervi con noi.”
Kurazz era ancora in estasi alcoolica, perciò preferirono non interpellarlo.
“Allora siamo tutti d’accordo, verrete con noi milay.”
“Grazie maestro Lark, non ve ne pentirete, domani comincerò a preparare la mia fuga, dopodomani, all’alba ci troveremo davanti alla locanda dove alloggiate e così partiremo per l’avventura.”
Poco dopo arrivò il Barone, il resto della cena trascorse chiacchierando oziosamente.
Infine i quattro si accomiatarono, recuperarono le armi e tornarono in città.
Appena fuori dal cancello Koji chiese subito a Simon la sfera di cristallo.
“Paga i debiti Simon, allora com’è che si usa?”
“Non preoccuparti, è già sintonizzata su lady Evilynn, basta che sussurri il suo nome e comparirà l’immagine.”
“Bene, bene, bene, vediamo un po’ Evilynn, cavoli perfino la sottoveste da notte dev’essere stata fatta da Finerycul.”
Lark e Kurazz si unirono alle osservazioni di Koji, Simon scosse la testa disgustato.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Tuesday, April 08, 2003 2:01 PM
CAPITOLO 4 - SI PARTE!
Il giorno seguente anziché bere, mangiare e trombare i quattro si dedicarono ai preparativi.
La parte peggiore fu spiegare la cosa a Kurazz.
“Noi dovremmo prendere nel nostro gruppo un altro membro? Effettivamente ci manca un guaritore, purchè non sia come l’ultimo che voleva curarmi il prurito dicendomi che dovevo lavarmi.”
Simon cominciava a rassegnarsi .
“Non è un vero membro del gruppo, dobbiamo fare finta di prenderla nel gruppo, in realtà dobbiamo proteggerla.”
“Dobbiamo farle da scorta? Va bene, ma, cosa vuol dire che dobbiamo fare finta di prenderla nel gruppo? Non capisco, mica pretenderà che si divida il bottino se lei non fa niente!”
“NO! Lei pensa che l’abbiamo presa nel gruppo come compagna d’avventura, in realtà suo padre ci paga per proteggerla.”
“Dobbiamo fare finta che sia un compagno? E cosa vuol dire?”
“Facciamo così, tu comportati come se fossi la sua guardia del corpo, però non dirle mai che sei pagato per proteggerla.”
“Non capisco bene, ma, farò come dici.”

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Monday, April 21, 2003 10:55 PM
E qui si vedono la professionalità e l’esperienza di questi quattro che possono sembrare dei coglionazzi, ma, nel loro campo specifico sono dei maestri, Kurazz prende in custodia tutte le armi e le armature e si preoccupa di ripararle, rinforzarle, sostituirle, Simon comincia a girare tutti gli erboristi ed i negozi di magia nel paese, se durante l’avventura vi servirà un decotto di qualunque tipo lui avrà gli ingredienti, si potrebbe obbiettare che le foglie di Miren, un toccasana per le insolazioni, servano a poco nell’Underdark, ma, come dice lui “Meglio che non serva, piuttosto che non averla quando serve!”, Lark e Koji si occupano delle vettovaglie e delle cavalcature.
La sera i quattro si ritrovarono, stranamente sobri, nella locanda, Kurazz era passato da Sporco Generico a Sporco da Forgia, nel senso che puzzava di fumo, di sudore ed era affumicato, Simon emanava fragranze tipo un prato fiorito, Lark e Koji puzzavano di stalla.
Simon cominciò a spuntare il suo elenco di sopravvivenza, una pergamena frutto di anni di avventure con indicate le cose indispensabili da fare, poi c’erano quelle utili, e poi il superfluo.
“Bene, mi sembra che sia tutto pronto, possiamo mangiare e poi a letto ,domani bisogna alzarsi presto e soprattutto sobri.”
Lo disse con l’entusiasmo che di solito si riserva alla visione delle diapositive delle vacanze della vecchia zia zitella al Santuario di Lourdes.
Kurazz, Koji e Lark annuirono con un unico “SGRUNT!”

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Wednesday, May 14, 2003 2:32 PM
Durante la notte, poco prima dell’alba, una voce incorporea gridò nella stanza: “ORCHI! ALLARME!”, l’effetto fu incredibile, gli occupanti della stanza si svegliarono all’istante, Kurazz impugnò la sua ascia e si piazzò in mezzo alla stanza con lo sguardo truce standard da combattimento, Lark impugnò spadino e pugnale e si mise in posizione di attesa, Koji lanciò un pugnale da lancio verso la direzione da cui proveniva la voce e poi impugnò l’arco ed incoccò la freccia, il tutto in un secondo.
Passarono altri due secondi e la voce si fece risentire:
“Bene, adesso che siete svegli potete vestirvi e scendere di sotto, tra poco sarà l’alba.”
Era la voce di Simon.
“Bastardo di un mago, un giorno o l’altro gli pianterò una freccia in gola.”
“Ed io gli farò un ricamo sulla faccia con il mio spadino.”
“Userò la mia ascia per farlo a pezzetti piccoli piccoli.”
I tre si vestirono bestemmiando contro diversi pantheon, e scesero nella sala comune, dove Simon sorseggiava del te e mangiucchiava biscotti.
L’oste, dall’aria molto assonnata, chiese:
“Cosa gradite di colazione?”
Koji e Lark non gli badarono, si limitarono a dirgli in coro:
“La stessa cosa che sta mangiando lui.” Ed indicarono Simon.
Kurazz fu meno accomodante:
“Una bistecca e birra!”
L’oste guardò strano Kurazz, vide l’espressione accigliata e decise di non fare commenti.
“Si può sapere cosa ti è preso? Ti sembra il modo di svegliarci?”
“Non è colpa mia Lark, ho cercato di svegliarvi, ma, Kurazz ha minacciato di mangiarmi crudo, Koji ha cercato di baciarmi chiamandomi ‘Luana’ e tu volevi sfidarmi a duello. Allora sono ricorso ad un semplice espediente, contando sui vostri riflessi condizionati.”
Koji sbottò:
“E non parlare difficile, che non capisco mai se mi prendi in giro. Cmq non lo fare più, la prossima volta usa una banale, normalissima secchiata d’acqua. Lo so che non è una cosa abbastanza mistica per un mago, ma, funziona perfettamente.”
Kurazz volle aggiungere un tocco di finezza:
“BURRRPPP! Chomp! Ci sono mille modi migliori – chomp! – per svegliarci. Uno come te, che ha – chomp! – studiato dovrebbe saperlo – burp! – per questa volta ti perdono, ma, se lo rifai ti uccido. – Chomp!”
“Va bene, va bene, per farmi perdonare vi offro colazione.”
Il pensiero di fare una qualsiasi cosa gratis aveva sempre un effetto calmante su di loro e così in pochi minuti l’atmosfera si rilassò.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Wednesday, May 21, 2003 6:57 PM
A fine colazione Lark notò che il sole era già sorto.
“Il sole è sorto, ma, la lady non arriva. Che starà combinando quella cretina?”
Una voce incrinata arrivò da dietro di lui.
“La cretina è arrivata!”
Lark, Koji, Simon e Kurazz si voltarono, era lady Evilynn, vestita come al pranzo, con in più un mantello da viaggio stranamente normale.
“Maestro Lark, come vi permettete di definirmi in quel modo altamente offensivo? Dov’è finita la galanteria che da sempre contraddistingue i valenti uomini d’arme? Io sono lady Evilynn Hastolfh, figlia del Barone Filippo VII di Broglia del casato di Hastolfh, cavaliere dell’Ordine della rosa bianca, eroe della guerra contro gli Orchi, amico degli Elfi, domatore dell’ippogrifo, non intendo tollerare un simile insulto. Come avete potuto?”
Lark era paralizzato, per fortuna intervenne Simon, con una faccia di bronzo incredibile:
“Scusate lady Evilynn, ma, cosa succede?”
“Mi prendete forse in giro? O pensate che sia sorda? Ho sentito benissimo Lark chiamarmi cretina!”
“Cosa? No, no, è un equivoco, a volte succede, vede, Lark non ha detto cretina, ha detto Krethainah, con la K iniziale e la H finale, è una parola della sua terra natale, il Saydan, che significa più o meno “Leggiadra donzella”, effettivamente può trarre in inganno. Gielo dico sempre di non usare quella parola, però sa com’è, la lingua natale è sempre la lingua natale, vero Lark?”
“Si, si è proprio così, mi spiace per l’equivoco, in futuro cercherò di stare più attento.”
Koji era ammutolito, era la scusa più stupida che avesse mai sentito, non era possibile che qualcuno sano di mente ci credesse.
Infatti Evilynn disse:
“Davvero? E’ proprio così Messer Lark?”
“Certo milady! E’ proprio così, sono mortificato per questo equivoco, vi prego di accettare le mie scuse più profonde.”
“Siete disposto a giurarlo?”
Lark per un attimo fu spiazzato, poi realizzò, evidentemente nel mondo fiabesco di Evilynn i giuramenti valevano davvero.
“Certo, non ho paura di giurare la verità! Lo giuro sul mio spadino, Fulmine, compagno di mille avventure, mia salvezza in tante occasioni.”
“Allora era proprio vero, non ho più dubbi, mi spiace di aver dubitato di voi, potrete mai perdonarmi?”
“Non c’è nulla da perdonare, è tutto sistemato.”
“Come siete generoso.”


Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Monday, August 11, 2003 12:02 PM
Simon decise di concludere la cosa.
“Va bene, ora che tutto è sistemato direi di partire, dobbiamo fare in fretta.”
Kurazz sbottò:
“Giusto, partiamo, porca miseria, non ci pagano mica per stare qui a fare niente!”
“Chi vi paga mastro Kurazz?”
Simon salvò di nuovo in corner
“Nessuno, è solo un modo di dire tipico dei mercenari, dire “non ci pagano mica per stare qui a fare niente” equivale a “non stiamo qui con le mani in mano”.
“Ho capito, ignoravo questo detto.”
“E’ tipico dei mercenari.”
“Ma noi non siamo mercenari, siamo prodi avventurieri”
“Certamente, ma Kurazz una volta era un mercenario.”
“Capisco, per questo a volte è un po’, diciamo, grezzo?”
Simon ammirò la capacità di minimizzare di Evilynn, definire Kurazz un po’ grezzo era come definire una merda di mucca un cioccolato non tanto dolce.
“Si, sa com’è certe abitudini sono dure a morire. Ora però bando alle ciance, bisogna decidere dove andare, voi lady Evilynn siete del posto, avete delle idee?”
“Certamente, ci dirigeremo a nord, verso le Montagne Bianche, le supereremo e poi andremo ad ovest, verso le sterminate pianure di Temarya, chissà quante avventure vivremo lì.”
L’idea era una cazzata incredibile, a parte il fatto che le Montagne Bianche erano molto fedeli al loro nome, ed in quella stagione i passi erano ormai impraticabili, o quasi, le pianure di Temarya erano abitate da tribù nomadi dedite alla razzia delle città di frontiera, le prospettive di quel viaggio erano o morte per congelamento o morte violenta, se si era fortunati, breve, se invece la tribù non aveva fretta poteva essere una morte mooolto lunga. Comunque non ci furono obiezioni, in fondo le previsioni erano di non arrivare nemmeno ai piedi delle montagne.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Monday, August 11, 2003 12:04 PM
Il gruppetto uscì dalla locanda e si trovò di fronte alla cavalla di Evilynn.
Era una robusta, molto robusta, cavalla da passeggio, quello che stupiva era che riuscisse a muoversi nonostante il sovraccarico di bagagli.
“Vi presento Principessa, è la mia fida cavalcatura, è molto intelligente sapete? Pensate che ho trovato il modo di addestrarla da sola, ed è così semplice, ogni volta che fa qualcosa di giusto le do’ uno zuccherino.”
A giudicare dalla stazza la cavalla faceva tutto giusto.
Koji, che era l’esperto di cavalcature era dubbioso sulla resistenza dell’animale, gli sembrava molto pigra, viziata ed abituata a trottare per brevi tratti, sicuramente non era abituata a portare tutto il peso dei bagagli di Evilynn.
“Scusatemi lady Evilynn, avete mai provato la resistenza della cavalla?”
“Certamente, tutti i giorni facciamo il giro del parco del castello ,ed a volte ci spingiamo fino al paese. E’ molto allenata.”
“Ma corre veloce?”
“Non lo so, non abbiamo mai corso, trottiamo e basta.”
“Ho capito.”
E nel dirlo aveva quasi le lacrime agli occhi.
Koji non era quello che si poteva definire un uomo con molti scrupoli, tuttavia non sopportava l’idea di maltrattare un animale per il gusto di farlo, così divise il carico di bagagli tra tutti i cinque cavalli, i loro cavalli erano abituati a ben altro, per cui non ci furono problemi, la cavalla di Evilynn invece assunse un’espressione sollevata.
Il gruppetto partì, appena fuori dal paese, alla biforcazione della strada si tenne un consiglio.
Koji era la guida, solitamente, per cui volle dare sfoggio della sua esperienza.
“Allora noi vogliamo raggiungere le Montagen Bianche, però è probabile che ci seguiranno, per cui anziché prendere la via Nord prenderemo la via Ovest, dato che è molto frequentata le nostre tracce si perderanno in mezzo a decine di altre, inoltre la via Ovest arriva fino al porto di Yorak, quindi i nostri inseguitori penseranno che vogliamo andare lì ed imbarcarci, invece noi devieremo dalla strada a piccoli gruppi, in modo da non destare sospetti. Bisogna solo decidere i gruppi.”
Simon colse subito il pericolo, non si poteva lasciare Koji da solo con Evilynn.
“Direi che la cosa migliore sia, io ed Evilynn, in caso di necessità posso teletraporatre entrambi lontano dal pericolo, poi Kurazz e Lark, in due dovrebbero farcela a non perdersi, e Koji puoi tranquillamente andare da solo, sei lo scout, no?”
Koji fece per ribattere, ma, fu bloccato dalla voce di Evilynn
“Fantastico! Pensate proprio a tutto! Sarà un piacere viaggiare con voi, sono affascinata dalla magia, così potrete spiegarmela.”
Lark sorrideva.
“Come al solito Simon è quella che pensa meglio di tutti, non per nulla è il mago, ok, dove ci ritroveremo?”
Koji volle dire un’ultima parola.
“Guardate la mappa, direi qui, dopo quest’ansa è indicata una collinetta, andrà benissimo, è vicina al fiume, in posizione elevata e facilmente difendibile.”
E così i cinque si incamminarono lungo la via Ovest, dopo una mezz’oretta Simon e Evilynn deviarono su un piccolo sentiero che portava ad un gruppetto di case.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Monday, August 11, 2003 12:07 PM
Evilynn non stava zitta un secondo.
“Mistico Simon, sono così emozionata, finalmente anch’io parto per l’avventura, chissà quante imprese gloriose ci aspettano. Ma, voi che siete un mago ditemi, com’è praticare la magia seriamente? Io ho imparato qualcosa dai libri della libreria del castello, ma, non ho mai tentato di praticarla seriamente.”
Simon colse subito l’accenno ai libri della biblioteca, possibile che ci fossero dei libri di magia? Perché no, in fondo il Barone aveva viaggiato per molti anni ed aveva sicuramente avuto occasione di trovare qualcosa di interessante. Era il caso di indagare.
“Praticare seriamente la magia? Non è facile, occorrono disciplina, concentrazione e studio, noi maghi tocchiamo e plasmiamo l’essenza stessa della realtà, il più piccolo errore può avere conseguenze imprevedibili, la nostra mente è allenata ad imporsi, non può mai abbassare la guardia, perché la morte non è affatto il peggiore dei destini possibili.”
Evilynn aveva un’espressione sognante.
“Ma, ditemi lady Evilynn, avete detto di avere imparato qualcosa, che cosa, se non sono indiscreto?”
E Simon già si vedeva a depredare la biblioteca del castello, tanto quell’oca di Evilynn gli avrebbe sicuramente rivelato tutto, perfino i passaggi segreti e dov’era nascosta la chiave.
“Si, ho letto molto ed ho imparato tante cose, per esempio che un unicorno può essere avvicinato solo da una vergine, che il pianto sincero di un amico o della donna amata possono spezzare qualunque incantesimo malvagio, ed altro che adesso non mi ricordo, ma, se ci penso un attimo le dico tutto.”
“Scusate, ma, che libri avete letto?”
“Allora, LE AVVENTURE DI GEWHENNA ED HEREBRUND, naturalmente, LE 1001 CANZONI del bardo Horinn, IL VIAGGIO DI ODHONN, e poi qualche altro romanzo minore.”
“E quelli sono libri di magia?”
“Certo, spiegano benissimo come funziona, per esempio la canzone che il bardo Horinn usa per addormentare il gigante Arieno è molto bella.”
“E secondo voi basta cantare quella canzone per addormentare un gigante?”
“Certo che no, bisogna avere il cuore puro ed il favore degli dei del bene.”
Simon ora ne era certo, Evilynn non era solo stupida, era una stupida senza nessun contatto con la realtà.
Il resto del viaggio trascorse mestamente per Simon, che dovette sorbirsi le chiacchiere inconcludenti di Evilynn.

Ne uccide + la spada che la penna!
Arjuna
Monday, August 11, 2003 12:09 PM
Finalmente, a metà pomeriggio, raggiunsero il posto convenuto per l’appuntamento con gli altri.
Simon smontò da cavallo, scaricò i suoi bagagli e quelli della lady, preparò il focolare e poi in un impeto di cavalleria chiese ad Evilynn se aveva bisogno di aiuto, la lady, che nel frattempo si era limitata a complimentarsi con la cavalla e gli aveva già rifilato 5 – 6 zuccherini, lo guardò con aria stupita e gli disse:
“Aiuto? E per cosa?”
“Per montare la tenda.”
“Tenda?”
Un orribile sospetto passò per la mente di Simon.
“Voi non avete una tenda? O una coperta?”
“No, perché?”
“Scusate, ma cosa avete nel vostro bagaglio?”
“Siete un po’ indiscreto, ma vi risponderò. Allora, chiaramente tutto il necessaire da viaggio per la mia toeletta, quindi profumi, saponi, ecc. Poi ho preso il vestito per le feste di ballo, quello per le cene di gala, quello per i matrimoni, quello per i funerali, quello per le colazioni informali, quello per i pranzi informali, quello per le cene informali, quello per il tè, quello per i consigli di guerra, e poi un paio di abitini comodi per il viaggio, e poi la vestaglia e la camicia da notte. Perché mi chiedete questo?”
Simon stava ripetendo fra sé.
“Soldi, un sacco di soldi, non devo ucciderla, vale un sacco di soldi.”
“Come dite?”
“Niente non fateci caso, sono molto curioso ed a volte parlo da solo, ho i miei difetti.”
“Allora io adesso mi faccio un bagno, la cavalcata è stata lunga e polverosa ed i miei capelli sono un disastro.”
Evidentemente l’idea di cameratismo della lady non comportava lo spogliarsi davanti ai propri compagni, per cui si diresse verso un gruppetto di cespugli, Simon pensò che forse era meglio così, poteva essere pericoloso istigare Koji.

Ne uccide + la spada che la penna!
Questa è la versione 'lo-fi' dell Comunità Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 6:17 PM.
Copyright © 2000-2012 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com