Mettetevi comodi, il post è lungo. Se non vi va di leggerlo, fa lo stesso. Vi faccio gli auguri di Natale e felice 2009 (in ritardo) all'inizio della lettura.
Bene... iniziamo...
Il 2008 è finito. Per me e le persone a me più vicine è stato un anno molto particolare. Il 29/12 ho infatti chiuso (spero definitivamente) la cura chemioterapica iniziata il 30 luglio 2008. Dovevano essere 12 cicli invece me ne' hanno “abbonati” 3.
Sorpresi? Figuratevi io quando me lo hanno detto!
Tutto è iniziato il 4 gennaio. Avevo un po' di problemi allo stomaco per cui mi sono fatto le analisi del sangue. Tutto nella norma solo che il ferro (la sideremia, per essere precisi) nel sangue era un po' bassino. A seguito di questo e altri controlli, ho dovuto fare la gastroscopia grazie alla quale mi hanno trovato un bella ernietta jatale. Il ferro basso poteva dipendere dal fatto che sia l'ernia che l'esofago (causa esofagite da reflusso) erano parecchio incazzosi. Però, visto il valore anomalo, i vari doc mi hanno consigliato di ripetere le analisi del sangue dopo un paio di mesi, ovvero alla fine della cura per l'ernia che avrebbe dovuto normalizzare la cosa.
Quindi cura per l'ernia (dieta + pasticconi e gel vari.. ahibo'!!!) e poi nuove analisi del sangue. Il ferro, da essere basso, non c'era più... I due valori che vengono di solito controllati (ferritina e sideremia) erano uno ad 1/7 del valore minimo e l'altro circa a metà. Infatti non mi sentivo proprio bene bene...
Quindi? Intanto una bella dose di ferro in vena (tradotto: 21 flebo) e poi altre analisi nonché consulti vari... Risultato? Dopo una brillante colonscopia, mi è stato diagnostica un polipo intestinale, seduto proprio sopra la valvola ilio-cecale (che, fino a quel momento, non sapevo di avere...). Chiaramente poi sono arrivati i risultati della biopsia del polipo che dicevano che non era un “polipo vulgaris” ma un “polipo incazzasus”. Quindi? Quindi da operare abbastanza al volo. Infatti... colon fatta il 9, tac poco dopo e operato il 21. Tutto di giugno. Operazione in laparoscopia (ovvero quella tecnica per cui ti fanno delle simpatiche “asole” sulla panza e ti tolgono via qualche pezzo) e via andare. Sì... andare... ma dove? Dopo qualche giorno a casa. Con 28 cm di intestino, 23 linfonodi e l'appendice in meno.
Un po' di pazienza e mi sono ripreso. Visita di controllo, tolti i punti e poi la prima ipotesi di una fantomatica cura (all'inizio nessuno parlava di chemio). Poi, più o meno intorno al 10 luglio, la comunicazione ufficiale. Dovevo fare la chemio, 12 cicli. La notizia non è stata un fulmine a ciel sereno ma a tirarla giù c'è voluto del tempo. Anche la l'oncologa mi aveva anticipato che non era una vera e propria cura ma una prevenzione, non riuscivo a digerire il fatto che dovevo andare in ospedale a sorbirmi il tutto. Tutto cosa, poi? Flebo? Pasticconi? Altre robe? Avrei potuto anche non farne di niente. Però, parlando con un po' di persone, mi sono convinto ed ho messo l'animo in pace.
E quindi mi hanno messo un bel cateterino nella vena surclavia e poi vai di boccioni vari. Alcuni farmaci noti (tipo cortisone, plasil e altre cosucce). Altri proprio sconosciuti.
Ora tutto questo è finito. Dovro' solo fare le varie visite di controllo e, se non verranno fuori casini, prima o poi questa esperienza diventerà solo un ricordo.
Considerazioni? Ma... tante...
Non so di preciso cosa ho rischiato, anche se è facile intuirlo. Sono stato fortunato? Penso di sì. Però non ho fatto finta di niente quando non stavo bene.
E' un'esperienza che ti cambia la vita? Per fortuna, no. Però cambia il modo di vedere le cose. Essere sdraiato in un lettino di ospedale, incapace di alzarsi e di espletare qualsivoglia cosa, sentire le persone che si lamentano e i campanelli che suonano, essere riconosciuto tramite un numero di lettino e non per nome, avere delle ferite sul corpo che ti ricorderanno a vita quello che hai passato... però anche il sapore del purè dell'ospedale dopo 5 giorni di digiuno completo, riuscire ad andare in bagno da solo, togliersi i punti, sentirsi dire “domani ti mandiamo a casa”.
Ci sono un miliardo di cose che diamo sempre per scontate ma che non lo sono affatto. E ce ne sono altrettante a cui non pensiamo ma a cui faremmo bene a pensare.
E la questione chemio non è stata l'unica cosa che ha un po “turbato” il mio 2008. Purtroppo ho perso alcune persone a me molto care. Però la smetto qui.
Vi auguro un 2009 pieno di salute e serenità (una di quelle cose date per scontate ma che scontata non è).
A presto
Mario
PS: uno degli effetti della chemio, si sa, è la caduta dei capelli. Non che fossi parente di Bob Marley già prima della cura, intendiamoci. Pero', anche se i capelli erano ancora abbastanza, ho deciso cmq di "Strangolizzarmi" un po'...
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