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Friday, July 16, 2010 12:00 AM
Madonna con Hitler.
E Pietrasanta s'infuria

di Stefano Miliani
La Madonna mima nel volto e nelle fattezze le Madonne rinascimentali con bambino. Le campiture sono nitide, il dipinto non sembra chissà quale capolavoro, almeno dalle foto diffuse via agenzia. Solo che al posto del bambino paffutello Maria ha in braccio un hitlerino paffutello in divisa beige e striscia nazista in bella evidenza al braccio. L'immagine pubblicizza la personale in calendario dal 17 luglio a al 22 agosto a Pietrasanta, in Versilia, di Giuseppe Veneziano, pittore, dal titolo “Zeitgeist” (che si traduce “spirito del tempo”). L'accostamento tra sacro e dittatore nazista cicciottello ha fatto infuriare il parroco, associazioni partigiane, ha preso il sindaco in contropiede e sollevato prevedibili polemiche messe probabilmente in conto dall'artista e dal curatore della rassegna, Ivan Quaroni.

Il sindaco, Domenico Lombardi (Pd), ammette: «Mi prendo tutte le responsabilità per aver dato l'ok a quella immagine. Ma non l'avevo vista prima, altrimenti forse ne avrei scelta un'altra». Il quadro dei manifesti s'intitola la “Madonna del Terzo Reich”. Già alla fiera all'Art Verona 2009 fece discutere. Ora fa il bis. D'altronde le polemiche sono spesso tutta pubblicità. Al riguardo non è certo la prima provocazione sul sacro e sulla Madonna: altri artisti di forte spessore (come Serrano o l'anglo nigeriano Chris Ofili che dipinse una Vergine usando anche sterco di elefante) hanno sollevato discussioni globalizzate. C'era materia, però. Qui invece l'accostamento con un un Hitler che suscita quasi tenerezza sembra portare poco lontano al di là della provocazione. Per dirla chiaramente, è lontano pure anni luce dall'Hitler in ginocchio e in preghiera di Cattelan, che inquieta, disturba, spaventa, e non ha l'ambiguità della tenerezza di questa immagine.

Il sindaco chiarisce: Veneziano a Pietrasanta non l'ha invitato la sua giunta ma la precedente, quella guidata da Massimo Mallegni del Pdl. Lombardi ciononostante non si sottrae: «Me ne prendo comunque tutte le responsabilità e chiedo scusa se questo quadro offende la sensibilità degli esponenti religiosi o dei partigiani. Credo però che Pietrasanta da sempre si contraddistingue nel panorama artistico perché preferisce il confronto alla censura». Giuseppe Veneziano, citando Alda Merini, replica così alla polemiche: «La cosa meno scandalosa nella vita è lo scandalo. Sulla provocazione la questione è più complessa. Se l'arte non provoca, allora cosa deve fare?». Intanto si parla della sua mostra. Tutto lascia pensare che era l'effetto cercato.
14 luglio 2010

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Thursday, January 06, 2011 12:01 AM
Damien Hirst, artista o affarista?
A Firenze espone un teschio




Damien Hirst
, foto di Pierluigi Siena

di Stefano Miliani
Damien Hirst è un abile affarista o un artista che dice davvero qualcosa su di noi e sul nostro tempo, sulla vita e sulla morte? E se fosse l’uno e l’altro? Ci sembra l'ipotesi più probabile. Il british artist ex “young” fa discutere e arrabbiare nelle cronache artistiche esponendo in Italia un pezzo unico per le cure di Francesco Bonami: a Palazzo Vecchio a Firenze, casa del Comune, mostra fino al 1° maggio 2011 campeggia buio solitario in una stanzetta un teschio, calco di platino di un teschio umano in scala 1 a 1 coperto da 8.601 diamanti puri “per un totale – informano le note sottintendendo che qualche significato nascosto nei numeri - di 1.106,18 carati. Sulla fronte – aggiunge solerte l’ufficio stampa italiano - è incastonato un grande diamante rosa a forma di goccia anche noto come “la stella del teschio”. I denti sono stati ricavati da un cranio vero del Settecento acquistato da Hirst a Londra”. Titolo: “For the Love of God”. Da una frase esclamata da sua madre.

Il teschio in una sala buia
Il teschio occhieggia da una teca in una saletta buia e nera, illuminato da luci che rifrangono i colori dello spettro ottico, sorvegliato a vista da una guardia armata. È beffardo. Ride, con quei denti in bella vista. Nell’antro si può entrare pochi alla volta per tre minuti a testa dopo aver attraversato un luogo in effetti in sintonia con questo “memento mori” di una ricchezza sfrontata e inconcepibile: dal Salone dei Cinquecento affrescato dal Vasari si sosta nello studiolo di Francesco I de Medici, scrittoio segreto tappezzato da dipinti del secondo Manierismo fiorentino carichi di simboli, rimandi a scienza, magia e alchimia (allora andavano di pari passo), allegorie, miti, realizzato dal 1570 al 1575.

I diamanti non vengono da zone di guerra. Il teschio nel buio attrae morbosamente. Investe due temi. Il primo è quasi scontato: quello della morte e della vanità del lusso, con una concezione pre-barocca se non proprio barocca, intorno a un oggetto che da Shakespeare in poi ha conquistato molti artisti. Dall’altro lato il teschio riapre l’interrogativo: con le sue mucche in formaldeide e gli squali, con gli scaffali di medicinali, Hirst è un affarista con pochi rivali al mondo che sfrutta l’arte? O è un artista mosso dall’urgenza di riflettere sull’esistenza? Per quanto ci riguarda optiamo per questa idea: è un artista autentico, capace di idee folgoranti e inquietanti, e al contempo ha un fiuto mediatico pazzesco ed è un affarista. Forse Hirst in persona è una metafora del turbocapitalismo.

Un’annotazione sulla foto: pubblicare l’immagine del teschio implica tali e tante clausole con l’ufficio legale di Hirst che è impossibile non incappare in sanzioni economiche presumibilmente pesanti. E ingiuste. Per questo non mettiamo il teschio ma l'artista ritratto nel cortile di Palazzo Vecchio dal fotografo Pierluigi Siena.

Info utili
Palazzo Vecchio, 26 novembre 2010 - 1 maggio 2011
Orario:
Tutti i giorni 9.00 – 19.00, giovedì 9.00 – 14.00. La biglietteria chiude un’ora prima. In primavera, in data da definirsi, l'apertura sarà 9-24.

Biglietti: Intero € 10,00, Ridotto € 8,00, Ridotto speciale € 3,00 ragazzi dai 4 ai 17 anni e scolaresche

Il Comune di Firenze, i Musei Civici Fiorentini e Arthemisia Group ringraziano Pitti Immagine per la collaborazione.

www.hirst.it www.comune.fi.it
3 gennaio 2011

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Monday, August 15, 2011 1:26 PM
Ieri hanno parlato su Rai Storia di Gino De Dominicis,1"artista"ke nelle sue mos3 faceva di tutto al punto ke Sordi fece 1 scena di Vacanze Intelligenti in cui la moglie si sedeva su 1 sedia artistica,qnd poi l'hanno cacciata gli spettatori intellettualoidi si facevano pippe sul significato di sedia e donna ke si alza dalla sedia

Sto De Dominicis 1 volta mise 1 bambino Down in mostra come opera d'arte
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