IL DELITTO DI AVETRANA
"Sarah strangolata in 10 minuti
la tenevano in due, Sabrina e Cosima"
Attesa per la decisione del Riesame
che deve pronunciarsi sulla scarcerazione.
L'ordinanza di custodia in carcere per le due donne
era stata inviata dalla Cassazione, che aveva contestato gli indizi
e il debole movente della gelosia.
Ieri il rinvio a giudizio per nove imputati
L'omicidio di Sarah Scazzi è stato compiuto "in un arco temporale non superiore ai dieci minuti quando con assoluta certezza Sarah era in compagnia di Cosima e Sabrina", ed è quindi "chiaro che lo strangolamento di Sarah era opera delle due donne". Lo scrivono il procuratore aggiunto di Taranto, Pietro Argentino, e il sostituto procuratore Mariano Buccoliero in una memoria di 71 pagine depositata al tribunale del Riesame che ha discusso l'ordinanza di custodia cautelare per omicidio e sequestro di persona emessa nei confronti di Cosima Serrano e della figlia Sabrina Misseri il 26 maggio scorso. I giudici si sono riservati la decisione che dovrebbe arrivare entro cinque giorni, anche se il termine non è perentorio. Teoricamente alle due donne potrebbero essere concessi gli arresti domiciliari anche se nei giorni scorsi erano state rigettate le richieste e ieri madre e figlia sono state rinviate a giudizio insieme ad altre sette persone. Il processo inizierà il 10 gennaio davanti alla Corte di Assise di Taranto. Occorre verificare a questo punto se una eventuale decisione favorevole alle due donne da parte del Riesame prevarrebbe rispetto alle due decisioni del gup.
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"Sarah non oppose restistenza" - L'ordinanza, poi confermata dal Riesame, su ricorso dei legali delle due imputate (ieri sono state rinviate a giudizio proprio con queste accuse), era stata annullata con rinvio dalla Cassazione per una serie di motivi, tra i quali la carenza di gravi indizi di colpevolezza. Sabrina, è scritto nella memoria, aveva "un movente forte (la gelosia per Ivano Russo) e in tal senso riconosciuto anche dalla Suprema Corte; Cosima, altrettanto, avendo condiviso quel movente di cui era perfettamente al corrente", come emergerebbe dall'interrogatorio di Cosima del 6 ottobre 2010. "La povera Sarah è stata uccisa senza opporre alcuna resistenza", emerge dalla consulenza del medico legale Luigi Strada citata nella memoria. "Uno strangolamento solitario - è scritto - avrebbe consentito certamente alla vittima il pieno movimento di mani e piedi che nel caso di Sarah non vi è stato. Nessun segno di reazione. L'unica spiegazione possibile era che Sarah era stata bloccata da due persone. Una la teneva e l'altra la strangolava".
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Il caso Ivano e le tensioni tra le sorelle Serrano - Per la Procura era maturato "un grave risentimento di Cosima nei confronti di Sarah, colpevole di aver da un lato mostrato interesse per la persona amata dalla figlia, Ivano Russo, interesse che era causa della rottura del rapporto sentimentale di questa; dall'altro divulgato i particolari intimi del rapporto tra Ivano e Sabrina idonei a screditare, nel contesto del piccolo paese di Avetrana, la famiglia Misseri. Effettivamente, e purtroppo per la povera Sarah - sostiene la Procura - tale 'maturazione' era avvenuta in un contesto familiare non proprio sereno che investiva Concetta e le sue sorelle, Cosima compresa".
Cancellata ogni traccia di Sarah in casa Misseri - In un altro passaggio la Procura si sofferma sull'assenza di tracce di Sarah all'interno dell'abitazione di Misseri, nonostante le ricerche dei Ris, per sottolineare come i Misseri si siano dati da fare per cancellare le prove della presenza della ragazza. "La cosa appariva alquanto strana - scrivono i magistrati - atteso che Sarah frequentava abitualmente l'abitazione dei Misseri e addirittura dalla mattina fino alle 12-12.30 del 26 agosto 2010 era stata lì. Era verosimile ricondurre l'assenza di tracce di Sarah a un'attività di 'bonifica' del luogo del delitto a opera dei Misseri". Questi ultimi avevano avuto a disposizione quei luoghi per 42 giorni, dalla scomparsa di Sarah fino al ritrovamento del cadavere. "Era evidente che nulla poteva essere ritrovato dai Ris - scrive ancora la Procura - nemmeno le tracce che naturalmente dovevano esserci indipendentemente dal loro legame con l'omicidio".
La difesa di Cosima - "Non può seriamente affermarsi che Sarah Scazzi e il suo cellulare siano mai entrati dentro casa Misseri e, anzi, è assolutamente possibile che la ragazza, ove sia mai giunta nei pressi dell'abitazione del Misseri, sia rimasta tutta il tempo in garage (proprio come dichiarato dal Misseri nella prima versione resa dallo stesso)". Lo scrivono gli avvocati Luigi Rella e Francesco De Jaco, difensori di Cosima Serrano nella memoria difensiva depositata oggi al tribunale del Riesame di Tranto. Secondo i legali di Cosima, di conseguenza, "non vi è stato alcuno spostamento del corpo della vittima dalla casa nel garage.
Le testimonianze degli addetti del carcere - Nel corso dell'udienza i difensori di Sabrina hanno inoltre depositato le trascrizioni delle audizioni avvenute in udienza preliminare dello psichiatra e della psicologa del carcere di Taranto, Giovanni Primiani e Dora Chiloiro, i quali hanno dichiarato di aver incontrato numerose volte in carcere Michele Misseri, quando questi era detenuto, e che l'uomo avrebbe sempre detto di essere l'unico colpevole dell'omicidio. Le dichiarazioni delle psicologa, però, vengono contestate dalla Procura che ha già chiesto la trasmissione degli atti relativi all'audizione perché dalla documentazione carceraria risulterebbe che la stessa psicologa ha avuto solo tre colloqui con Michele Miseri nel mese di ottobre 2010.
(22 novembre 2011)
Rep