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@ntonio90
Sunday, November 18, 2007 5:26 PM
Che cos'è "Ammazzateci tutti"?
Qualche informazione sul Movimento.

“Ammazzateci tutti” è il nome del movimento anti-'ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri (RC) negli ultimi mesi del 2005, ossia all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno.
Inizialmente composto da soli ragazzi (per lo più studenti liceali ed universitari), il Movimento nei mesi successivi alla sua nascita ha incontrato il sostegno fattivo anche degli adulti, e nello specifico dei familiari vittime di 'ndrangheta.
Ben presto il Movimento, grazie alla rete e ad internet è riuscito ad unire ragazze e ragazzi da tutta Italia che, all'appello di "giovani contro tutte le mafie!" ha unito e continua ad unire in un unico grido ed in un grande movimento antimafie su scala nazionale la meglio gioventù italiana italiana nella lotta contro le mafie e per la legalità: dalla Sicilia, alla Campania, alla Lombardia, al Lazio, alla Puglia, al Veneto, i coordinamenti del Movimento si stanno costituendo oramai in tutto il Paese.

“Ammazzateci tutti” adesso sta formando un movimento locale nelle zone del basso Lazio con particolare riguardo nelle città di Cassino e/o dintorni. I movimenti territoriali hanno l'obbiettivo in primo luogo di collaborare sia a livello locale che nazionale con gli altri movimenti territoriali e in secondo di diffondere la cultura della legalità nelle scuole, nelle università, tra i ragazzi e tutti i cittadini.

In che modo possiamo diffondere la nostra idea di legalità e antimafia?
Promuovendo:
Manifestazioni pubbliche di carattere locale e nazionale;
Convegni e seminari di piazza;
Convegni, conferenze, meeting e quant'altro nelle scuole ed università.
Tutto quello che è possibile fare per diffondere la cultura antimafiosa.

Cerchiamo ragazzi che hanno voglia di impegnarsi in una giusta causa.
Per qualsiasi informazione e contatto cliccate sul forum del nostro sito:

www.ammazzatecitutti.org/forum.php

www.ammazzatecitutti.org/il-movimento-2.php

www.ammazzatecitutti.org/

www.youtube.com/user/ammazzatecitutti
mary-ellen
Sunday, November 18, 2007 8:53 PM
non so...
salve...
non sono cresciuta in zone dove si poteva avere a che fare con questioni simili, ma...non credo che associazioni o manifestazioni possano fare qualcosa o sensibilizzare qualcuno, cio' che e' radicato nella cultura di queste zone non puo' cambiare...e non uso la parola cultura cosi' a caso, ma perche' e' proprio qualcosa che forma le persone, le organizzazioni di tipo mafioso fanno parte della societa' di quelle zone, non e' bello, ma e' la realta'.
Non si puo' andare contro un sitema. E' un'illusione che delle lotte possano far cambiare, so che nel passato ci sono state persone che hanno manifestato per cambiare le cose, che sono morte per andare "contro" cose non giuste, ma se e' cambiato qualcosa e' solo perche' le cose sono evolute in modo naturale, perche' i poteri si sono persi perche' qualcosa di piu' potente e' entrato in gioco, e queste cose piu' potenti non sono persone che vogliono cio' che e' "giusto e buono".
Ecco...forse il mio pensiero e' a causa di una disillusione verso principi in cui credevo, ma la vita ha le sue regole, siano esse giuste o non giuste, siano essere non legali o legali...con questo pero' non dico che bisogna subire, ma pensare al proprio orticello e come preservarlo al meglio, se non ci si vuol mettere in gioco, se ci si mette in gioco bisogna essere piu' potenti di quelli che combattiamo. Io sono per il secondo pensiero. Si'...sarei diventata una mafiosa. Non perche' ho visto il padrino tante volte, ma perche' dai racconti che ho sentito di persone che sono cresciute in zone simili so che manifestare per la legalita' e' inutile. Mi dispiace...ma e' cosi' secondo me.
Perche' non dovrebbe essere cosi'?
@ntonio
Sunday, November 18, 2007 10:52 PM
E adesso ammazzateci tutti
Ciao, dove abiti? Sarà anche come dici tu, e con questo cosa vuoi fare? guardiamo mentre chiedono il pizzo, mentre spazziao droga, mentre buttano la nostra coscienza nel cemento? appunto come dici tu dobbiamo essere più forte, proprio per questo cerchiamo di mobilitare più giovani possibile, che fanno ammazzano tutti i giovani? e poi ricorda, quando cosa nostra, 'ndrangheta o la camorra minaccia e cerca di intimorire, è buon segno significa che hanno paura e noi dobbiamo rispondere in massa, guarda qualche video su youtube.
mary-ellen
Monday, November 19, 2007 12:47 PM
si.
Ciao...
e' vero che quando la malavita reagisce significa che c'e' qualcosa che da' fastidio, che sta andando "contro", ma certo non sono un gruppo di giovani che manifestano, e potrebbero anche ucciderli tutti se si trattasse di un dittatura, ma si tratta di persone organizzate, che sono all'interno della societa' e il loro uccidere e' piu' sottile, sanno chi puo' impedire il loro lavoro, perche' poi si tratta di un lavoro. Che lavoro fai? chiedo il pizzo.
Quello che intendo dire e' che manifestando dicendo che "Vogliamo la legalita'" non serve a nulla, perche' cio' che e' legale nelle societa' dove c'e' questo tipo di organizzazione e' proprio la mafia.
Chi chiede il pizzo lo chiede in maniera "onesta", nel senso che se guadagni 1000euro io te ne chiedo 500euro, ma non 1200euro.
So che la mia freddezza nel parlare di queste cose e' dovuto al fatto che sono abruzzese e di un piccolo paese sulla majella, quindi da noi non c'e' questo tipo di realta'.
I miei genitori sono stati molti anni in canada, li' avevano aperto un bar, ci sono andati dei mafiosi a dire dovete prendere i prodotti da noi, venite questo giorno a quest'ora al nostro magazzino, i miei sono andati, ma sono capitati al momento di un funerale di uno di loro ed erano tutti come nel film il padrino, e i miei si sono spaventati e hanno detto chiudiamo il bar...questo intendo per dire che se stai al loro modo devi seguire le regole che ti danno, e non puoi uscirne una volta entrato, e nel dire bisogna essere piu' forte significa diventare piu' di loro, avere piu' potere malavitoso.
Non si puo' andare contro per fare la cosa "giusta", ma bisogna diventare peggio di loro se si vogliono combattere, ma solo per prendere il loro posto ed essere noi a chiedere il pizzo.
E' come avere diversi colori nella trama di un tessuto, puoi solo colorarlo, ma la trama e' sempre quella. Questo intendo nel dire che sono insiti nella societa', quelle sono le regole del gioco.
Se uccidono, non uccidono tutti i giovani che manifestano, sarebbe troppo plateale, uccidono un tuo parente che non ha nemmeno manifestato.
Ecco...questa e' la realta'.
La legge del piu' forte. Siamo animali. Io sono un animale. La vita non ci permette di pensare alle generazioni future, ma solo di comprendere almeno un po' la realta'. Ora dico una cosa che non riguarda questo argomento, ma ti fa capire come siamo noi esseri umani, l'inquinamento, sono decenni che si sa che il nostro modo di produrre energia inquina e poi non e' un modo che puo' durare per molto, ma perche' si pensa ad altre forme per produrre energia? perche' il carbone o il petrolio non durano per sempre e sono diventati costosi, non si fa per il bene dell'umanita', per non rovinare questa terra, ma solo perche' sono quantita' ben determinate di materie prime, quindi si guarda all'oggi pensando un po' a domani, ma solo un po' e per questioni che servono sempre a noi di oggi.
Scusami per questa digressione, ma era per rendere evidente su come si comportano le societa'.
Io mi comporterei come un mafioso, non starei al loro gioco, ma per cercare di divenatare un mafioso a mia volta, per poi prendere sempre piu' potere, forse non ci riuscirei perche' non sono molto intelligente, ma cmq ci proverei.
Tienimi cmq aggiornata su come vanno le cose.
@ntonio
Monday, November 19, 2007 12:57 PM
ammazzatemi!
Bene ho afferrato il concetto, qual è il problema hai paura? che ti pensi che loro non hanno paura! E quando ammazzano anche per loro non è così semplice devono pensare il casino che può succedere dopo che hanno ammazzato.... E ti pare che ci ammazzano tutti! e comunque sono le persone come te che fanno crescere il fenomeno, sono i "cittadini spettatori" quelli che rimangono a guardare, quelli che già in partenza sono convinti che è una guerra persa, quelli che quanto ti chiedono 200e di pizzo ne dai invece 400e per paura. Noi invece siamo di quelli che se un giorno chiedono il pizzo... ci facciamo il giorno dopo a manifestare davanti al locale a migliaia di giovani, e se per caso ci fanno saltare in aria (altamente in probabile perchè è contro un loro interesse perchè si troverebbero lo stato contro, e la mafia deve andare d'accordo con lo stato) chiudiamo il locale con un cartello fuori con scritto: ATTIVITà CHIUSA PER RICHIESTA PIZZO DA PARTE DI ORGANIZZAZIONE MAFIOSO, PERCHè PERCHè PREFERIAMO MORIRE DI FAME DA CITTADINI LIBERI E NON SCHIAVI DI UNA LIBERTà FALSA E CRIMINALE.
Al Gore
Monday, November 19, 2007 2:36 PM
marry-allen scrive:

"La legge del piu' forte. Siamo animali. Io sono un animale. La vita non ci permette di pensare alle generazioni future, ma solo di comprendere almeno un po' la realta'. Ora dico una cosa che non riguarda questo argomento, ma ti fa capire come siamo noi esseri umani, l'inquinamento, sono decenni che si sa che il nostro modo di produrre energia inquina e poi non e' un modo che puo' durare per molto, ma perche' si pensa ad altre forme per produrre energia? perche' il carbone o il petrolio non durano per sempre e sono diventati costosi, non si fa per il bene dell'umanita', per non rovinare questa terra, ma solo perche' sono quantita' ben determinate di materie prime, quindi si guarda all'oggi pensando un po' a domani, ma solo un po' e per questioni che servono sempre a noi di oggi"

Mi permetto di dissentire. Tutti gli studi più recenti di etologia dimostrano che la cosiddetta "legge del più forte" è una stortura attraverso la quale gli economisti hanno cercato di dare credibilità ad un sistema economico, quello attuale, che è tutto tranne che naturale. Distorcendo alcuni concetti ripresi da Darwin (competizione/cooperazione, altruismo/egoismo ecc), hanno creato delle dicotomie che non esistono nella realtà.
Faccio un esempio, per intenderci. Durante la vita della Terra ci sono state sei estinzioni di massa (la sesta è la prossima, causata dall'uomo). Ora, le specie che più delle altre sono sopravvissute a queste estinzioni sono state le cosiddette "specie sociali". Come mai? Perché all'interno di esse esiste una forma di cooperazione che le ha aiutate a sopravvivere anche quando le condizioni erano divenute estreme, mentre gli altri animali non ce l'hanno fatta.
Chiariamo un punto: non esiste la dicotomia cooperazione/competizione. All'interno di un tessuto sociale cooperativo esistono forme di competizione, specialmente negli animali sociali cosiddetti "gerarchici", dove cioè naturalmente si creano delle "classi sociali". Ad esempio, i lupi ed i cani sono animali sociali con una gerarchia ben definita. Anche l'uomo fa parte di questo insieme. Dunque: all'interno di una forte rete cooperativa esiste una struttura gerarchica. Non sono concetti opposti, convivono serenamente tra di loro perché operano su piani diversi. Tutto molto semplice.
Gli economisti hanno invece esasperato alcuni aspetti (quelli che facevano comodo al loro meccanismo economico), nascondendone altri.
Noi viviamo all'interno di questa enorme stortura, che di fatto ci sta distruggendo. La sesta estinzione di massa sarà provocata dall'uomo, ma non dalla natura umana. La natura umana ha vissuto in simbiosi con la natura per milioni di anni. Ogni generazione ha pensato al bene di quelle future, innanzitutto.
E' solo da qualche secolo a questa parte che qualcuno ha cercato di cambiare le carte in tavola. Da alcuni secoli l'uomo sta barando a se stesso, ma alla lunga questo gioco gli si sta ritorcendo contro. Non si bara con la natura e con le sue regole, questo è il responso.

Per quanto riguarda Antonio: credo che l'iniziativa sia buona e da sostenere, tuttavia andrebbe argomentata meglio, aldilà del concetto di "ammazzateci tutti", che poi è anche il nome dell'associazione. A mio modo di vedere non farete molta strada se ripetete sempre un solo concetto. Bisognerebbe capire a fondo quali sono le logiche e i meccanismi sociali che poi determinano tali comportamenti mafiosi, perché è da lì che si parte per poter cercare di cambiare qualcosa. Indubbiamente, però, nelle zone come quella ciociara in cui i giovani ragionano come MariaEllen, ovvero sono malinconici già all'età di 14 anni per un tempo passato che non hanno mai vissuto e dicono che il futuro non è scalfibile dalla volontà umana perché tutto è predeterminato, ma in realtà è solo un gioco di parole per giustificare il fatto che non vogliono fare nulla e se ne vogliono stare a casa a vedere "La vita indiretta" ("indiretta" nel senso di non-diretta, ovvero mediata da Alberto Cocuzza) senza avere problemi di coscienza, allora dicevo (mi sono perso), nelle zone come la Ciociaria queste iniziative vanno sostenute ed alimentate, al di là delle ingenuità che possono anche avere (come tutte le cose appena nate).
In ultimo, volevo rendere omaggio a LORENZO MASCOLO e ai suoi seguaci, tutte menti creative impegnate nella risoluzione di problemi complessi e pressanti. Altro che Camorra. Altro che clima.

Ciao Antonio, continua così e non scoraggiarti di fronte a gente tipo MariaEllen: c'è anche tanta altra gente che la pensa diversamente.
Cordialmente
Al Gore
@ntonio
Monday, November 19, 2007 8:13 PM
Scusate sarò breve adesso vado di fretta. Prima cosa vi consiglio di visionare i link postati in precedenza. Poi vi spiego meglio, siamo un movimento formato soprattutto da studenti e quindi giovani, e miriamo in campagne di sensibilizzazione nelle scuole ed unviersità, miriamo ad una campagna di informazone e prevenzione in modo da formare i nostri coetani per un futuro migliore e di consenso negato verso la criminalià organizzata. Poi aggiungo un altra cosa se in ciociaria non si spara, non significa che non ci sia criminalità, anzi dagli ultimi rapporti della D.I.A. (si possono scaricare dal sito dell'Interno)sta uscendo piùttosto bene le infiltrazioni nel casiante e dintorni. E come diceva Borsellino: "Solo se un giorno la gioventù la negherà, anche la mafia scomparirà"
mary-ellen
Tuesday, November 20, 2007 2:24 AM
non e' paura.
Ciao Antonio,
la mia non e' paura, anzi, come ho gia' scritto sarei io ad entrare nella malavita, non sarei uno spettatore, ma sarei partecipe per adeguarmi alle regole. Non dico se tutti rubano anche io ruberei, perche' non sarei cosi' abile, ma perche' penso che la malavita organizzata sia una trama della societa', troppo insita per debellarla, si puo' combattere, come valorosamente fanno giudici, carabinieri e polizia, ma per eventi singoli, non per tutta la struttura.
Ciao Al Gore,
non trovi che la strutturazione sociale sia un modo per sopravvivere? Dunque vale allo stesso modo la legge del piu' forte, si e' semplicemente capito che organizzandosi si diventa piu' forte. Hai ribadito cio' che avevo scritto io. Le regole. Le regole della societa'. La cooperazione in una struttura malavitosa credo sia il piu' chiaro esempio di come questo concetto sia applicato.

Un saluto.
Al Gore
Tuesday, November 20, 2007 3:47 PM
Per Antonio:
ho visitato il sito, sono contento che stia nascendo questa associazione, è da tempo che si dice che "anche a Cassino è arrivata la camorra", quindi la percezione della gente è basata su dati reali. Mi soffermo solo su una cosa che hai scritto: "miriamo ad una campagna di informazione e prevenzione". Per prevenire bisogna conoscere a fondo le cose di cui si parla, altrimenti c'è il concreto rischio di peggiorare la situazione, anche se si parte da buoni propositi.
Mi spiego: si dice che è "meglio prevenire che curare". Uno va dal dentista e chiede: qual è il miglior modo di prevenire la carie? Il dentista, che conosce bene come funzionano i denti e la bocca, darà dei buoni consigli su come evitare la formazione di carie. Se uno rivolge la stessa domanda ad un falegname o ad un impiegato, probabilmente riceverà una risposta, ma anche se il falegname cercherà di essere utile e di dire qualcosa di sensato, non è escluso che possa consigliare una condotta che, al posto di prevenire, peggiori la condizione dei denti.
Tutte queste parole per dire semplicemente che bisogna studiare a fondo la condizione sociale ed economica del Lazio se si vuole fare opera di prevenzione, altrimenti si rischia di fare un buco nell'acqua o di peggiorare la situazione; sul sito ho visto che l'associazione è nata in Calabria, dove c'è un tessuto sociale molto diverso da quello ciociaro. Dunque bisogna capire quali sono le peculiarità di questa parte d'Italia e perché la camorra sta entrando a farvi parte, quali sono le maglie larghe entro cui si sta infiltrando. Secondo me non basta fare un semplice copia-incolla con la Calabria/Campania/Sicilia, perché ogni zona è diversa. Probabilmente tutto ciò che vi dico lo sapete già e lo state già facendo, comunque è meglio sempre ribadire determinati concetti.
Cmq complimenti, mi sono iscritto alla newsletter, teneteci aggiornati.

Per MaryAllen:
Il fatto che alcune specie abbiano una struttura sociale anche molto complessa (vedi uomo, ma anche scimmie antropomorfe) dipende da una serie di fattori correlati tra loro, tra cui anche quello di una maggiore sopravvivenza del gruppo sociale a cui si appartiene (questo sia nei confronti di altri gruppi limitrofi, sia nei confronti di altre specie). Ma vederla solo in questo modo è estremamente riduttivo e forviante. I fattori sono molteplici ed agiscono su piani differenti che in alcuni punti si intersecano. Non mi addentro perché altrimenti si fa lunga.
Poi parli di regole. Gli animali sociali costituiscono dei gruppi, ed ogni gruppo ha le proprie regole che tutti gli individui appartenenti devono scrupolosamente seguire. All'interno di ogni gruppo esiste una gerarchia, e chi è all'apice di essa è il garante di tali regole, controlla se siano rispettate da tutti e punisce i trasgressori. Questo è uno dei motivi per cui tutti gli animali sociali si organizzano attraverso una gerarchia, che è comunque definita e necessaria, anche se in alcuni casi dissimulata.
Queste regole che tutti gli appartenenti al gruppo devono seguire vengono definite MORALI, e vengono definite in base ad alcuni principi cardine.
Tutti gli animali sociali sono animali morali, perché all'interno della società in cui vivono rispettano determinate regole, pena l'esclusione dal gruppo.
Molte volte diciamo che i gatti sono "irrispettosi", oppure "approfittatori" ecc: ovvero ne facciamo un problema di moralità; in realtà il gatto non è un animale sociale, dunque non sottostà a delle regoli morali, non è nella sua natura: è un animale a-morale, senza moralità.
L'uomo è invece un animale sociale, con una moralità. La criminalità organizzata istituisce delle regole che sono immorali, ovvero sono convenienti per una minima percentuale del gruppo sociale coinvolto e sconvenienti per la stragrande maggioranza. Ecco perché va combattuta: perché determina una condizione innaturale all'interno del gruppo di riferimento. Oltretutto la natura prima o poi presenta il conto, perché le regole naturali vanno rispettate. Sarebbe meglio accelerare i tempi, comunque, perché molte volte il corso della natura è molto lungo. Ecco perché bisognerebbe sostenere l'associazione di Antonio e di chi come lui si batte affinché una condizione naturale dell'uomo venga ristabilita.

mary-ellen
Tuesday, November 20, 2007 10:35 PM
si.
ciao Al Gere.
Sicuro la moralita' non e' una questione di percentuale di chi la segue, le regole se ci sono valgono per il gruppo che le segue. La lotta continua tra "bene" e "male" e' una cosa che c'e' da sempre, vince il bene? vince il male? poi alcuni pensano di fare la parte del bene e poi fanno la parte del male. Ora io non sono capace di valutare regole generali per l'umanita', ma bado a cio' che vivo, quando scelgo un comportamento non e' perche' segue un "bene" o un "male".
Ecco...questo spiega cio' che volevo dire in tutta questa discussione, ci si adatta, tutti gli esseri viventi si adattano, all'habitat, alle condizioni esterne, ai nemici, ci si adatta, l'evoluzione e' un continuo adattamento. Se le regole, siano esse morali o immorali, ci sono dettate da qualcuno di piu' forte allora si seguono, io sono una persona orgogliosa e per questo cercherei di divenire un potente anche io, ma ora questo non c'entra nulla.
Ma pensi che le persone che si trovano a vivere questo tipo di realta' siano persone sottomesse o che non sappiano cosa sia la morale? si trovano in un ambiente con quelle regole e basta. Si vive con regole diverse.
Io non sono buona, non sono cattiva, non mi sento morale o immorale.
mary-ellen
Tuesday, November 20, 2007 10:37 PM
scusate la grammatica...
...ops...scusate per la confusione di termini che ho usato...spero si capisca lo stesso...
Al Gore
Thursday, November 22, 2007 10:53 AM
Ciao Mary-Ellen,

vedo che hai messo molta carne al fuoco.
Per quanto riguarda i concetti di bene e di male, più che discuterne si potrebbe pensare ad una bibliografia essenziale di riferimento, data la vastità e la complessità del tema. Basta solo pensare che per la Grecia arcaica e presocratica il bene ed il male non erano nemmeno concetti (ed è per questo che quella società viene solitamente definita "estetica" mentre la nastra è definita "etica). Mi fermo qua perché altrimenti si fa lunghissima.
Poi parli di adattamento. Altro tema complicato, molto sfruttato ma poco conosciuto nella sua complessità. Prima di parlarne bisognerebbe a mio avviso almeno conoscere la distinzione tra prodotto e processo all'interno della teoria evolutiva
Ragioniamo dunque per via pragmatica, con qualche esempio preso in prestito dall'etologia (anche se qui mi si potrebbe accusare di essere un giusnaturalista, ma lasciamo stare e proseguiamo, da troppe premesse non si arriva da nessuna parte).
Ogni qualvolta che un individuo o un piccolo nucleo, all'interno di un gruppo di animali sociali, abbia stabilito regole considerate "ingiuste" dagli altri componenti, è stato rimosso e sostituito all'interno della gerarchia. Non ci sono esempi contrari, sia in cattività, sia in libertà. L'unica variante è il tempo che è stato necessario ai i subalterni per organizzarsi e ribellarsi.
Chi di solito non è d'accordo con le regole condivise ma non riesce a sovvertire l'ordine e a cambiarle, esce dal gruppo e ne cerca un altro che abbia di diverse.
Facciamo ora riferimento alle zone dove la mafia comanda.
In queste zone il 5% della popolazione (ma forse anche meno) ha stabilito delle regole che sono molto favorevoli a loro e sfavorevoli per il restante 95%. La stato di arretratezza culturale, sociale ed economica del sud, specialmente di alcune zone, è un dato di fatto, ed è essenzialmente dovuto a questo ordine di cose. Il casertano è stato proclamato dall'ONU come una delle tre zone del mondo a maggiore devastazione ambientale, tanto per fare esempi. Fino a cento anni fa quella stessa zona era considerata una delle più belle del mondo.
Ora, la gente che non è collusa con la mafia non è certo contenta di questo stato di cose, tuttavia essa finora si è comportata in due modi:
1. ha preferito tacere per il timore di ritorsioni: la mafia uccide senza pietà. Anch'io, se abitassi a Palermo o a Napoli, prima di denunciare qualcuno o qualcosa ci penserei bene, perché la mafia è spietata, casomai uccide un mio familiare la settimana dopo.
2. è andata via, è emigrata in altri posti ed è entrata a far parte di gruppi di animali sociali con differenti regole condivise.

Tuttavia è ragionevole pensare che questo stato di cose non duri in eterno. Il divario tra il sud italia ed il resto d'europa diventa sempre più ampio, mentre i giovani meridionali che sono costretti ad abbandonare le loro città d'origine lo fanno sempre più malvolentieri, la considerano "un'ingiustizia" a cui mettere freno.
Date queste premesse, è possibile pensare che quel 95% di popolazione schiava della mafia alzi prima o poi la testa, proprio perché la situazione peggiora sempre di più.
"Ammazzateci tutti" nasce proprio da queste premesse, almeno credo. Ed è per questo che va sostenuta.

Cordialmente
Al Gore
mary-ellen
Thursday, November 22, 2007 12:23 PM
rispondo di fretta...
ciao Al,
credo di aver compreso quello che dici, ma la mafia nel sud non si e' radicata per l'assenza dello stato? Non sono stati dei potenti che si sono messi a comandare per puro piacere di farlo, ma una persona ha chiesto un piacere ad un amico, cosi' questi lo ha fatto e da un piacere a un altro questo amico e' diventato un riferimento e si e' comportato secondo le sue regole.
Poi questa societa' srl e' diventata piu' forte ed e' diventata per azioni. So che cio' porta a comportamenti "ingiusti", troppo complesso il fatto che il sud si trova in una situazione economica e sociale simile, l'economia e' molto legata all'agricoltura.
ora devo andare. finiro' il discorso stasera.
un bacio.
mary-ellen
Thursday, November 22, 2007 12:29 PM
...
io non conosco molte cose, non so fare discorsi in riferimento all'etologia, ma ragiono secondo cio' che penso, dovrei leggere molto prima di fare discorsi del genere, sono forse presuntuosa nel dare le mie opinioni, ma cerco di basarmi su cio' che vivo, non prendendo come eredita' cio' che molti studiosi hanno cercato di capire prima di me, questo perche' ho poca memoria e quindi non sarei mai capace di ricordare qualcuno che ha detto qualcosa, quindi bisogna prendere i miei ragionamenti come cose che penso io, non come cio' che e' regola per me, perche' io vivo per me, ma cmq questo discorso e' interessante.
Al Gore
Monday, November 26, 2007 11:46 AM
Ciao Mary-Ellen,

non conosco le ragioni profonde e i meccanismi sociali che hanno determinato la nascita e lo sviluppo della mafia, se non in maniera superficiale, quindi, come diceva Newton, "Hypotheses non fingo".
Mi permetto solo di dire che la tua ipotesi non è in contrasto con quanto ho scritto in precedenza. In società complesse e numerose come la nostra, la creazione dello Stato è necessaria per l'istituzione di una struttura gerarchica di riferimento, la quale si faccia garante (tra l'altro) del rispetto delle regole condivise dalla comunità in questione.
Ciò che tu ipotizzi è che la mafia sia nata a causa dell'assenza dello Stato. Ciò è plausibile: una parte degli individui facenti parti di un gruppo sociale, non sentendosi tutelati e rappresentati dalla struttura gerarchica ufficiale, lo Stato, ne hanno creata un'altra che potesse rappresentarli meglio. C'è sempre un discorso morale di fondo: alcuni individui hanno trovato "ingiusta" una struttura e dunque hanno agito affinché una nuova struttura li rappresentasse in modo più equo.
Poi tu ipotizzi che questa nuova struttura si sia espansa e da lì sia venuta fuori la mafia. Tutto molto plausibile, anche perché sicuramente lo Stato (e questa è una verità storica accertata) non ha l'ha mai combattuta fino in fondo, ed anzi le connivenze sono state tante e continuano ad esserci. Un esempio per tutti: il senatore Andreotti è stato condannato in via definitiva per associazione esterna mafiosa, reato poi caduto in prescrizione. E' allarmante che proprio ad Andreotti qualche anno fa la città di Cassino abbia dato la cittadinanza onoraria: dare la cittadinanza onoraria ad una persona condannata per mafia non è un esempio di moralità e di rispetto per la legalità. Fossi in Antonio, partirei proprio da questo.
L'importanza del corretto funzionamento dello Stato è centrale per il benessere e la prosperità del gruppo sociale di riferimento, la Nazione. Non a caso i Paesi dove lo Stato funziona meglio (i Paesi Scandinavi) sono quelli più ricchi ed avanzati del mondo, e non è ovviamente un caso che la zona più arretrata in Europa sia la Calabria, regione in cui c'è l'organizzazione criminale più potente del mondo, la 'ndrangheta.
Poi parli di agricoltura. Il fatto che nel sud ci sia un'economia agricola non è un male o un bene in sé: basta solo pensare che alcune delle zone più ricche d'Europa, l'Emilia e la Lombardia, hanno un'economia basata molto sull'agricoltura. Tuttavia, mentre la Barilla di Parma è il primo gruppo al mondo per produzione di pasta (e non solo), hai mai mangiato pasta che è stata prodotta in Sicilia? Io purtroppo no, anche perché sono convinto che sia molto più buona della Barilla.

In ultimo, volevo ringraziare LORENZO MASCOLO per tutto ciò che fa e che pensa, a priori.

Cordialmente
Al Gore
mary-ellen
Wednesday, November 28, 2007 9:50 PM
plausibile...
Ciao,
si'...i miei discorsi vengono solo da ragionamenti personali, per questo tutto sembra plausibile. In puglia fanno un'ottima pasta, la granoro. Ora, purtroppo, ho fretta. Un abbraccio. Scusami.
Fedele Scarcella
Friday, December 07, 2007 11:23 AM
@ntonio90 non partecipa più alla discussione che lui stesso ha iniziato, tuttavia c'è un articolo su "ammazzateci tutti" che andrebbe letto e commentato. Lo riporto qui sotto.
Ora, mi chiedo: VOGLIAMO VERAMENTE FARE LA FINE DELLA CALABRIA? DELLA CAMPANIA? NON SAREBBE ORA DI SMUOVERSI, VISTO CHE LA SITUAZIONE IN CIOCIARIA PEGGIORA DI GIORNO IN GIORNO?
Leggete l'articolo qua sotto. Ci vogliono due minuti, anche meno.
Cordialmente
Al Gore

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Era un uomo coraggioso, Fedele Scarcella, duro come le balze dell'Aspromonte dove era nato e cresciuto, ma anche generoso come quel mar Tirreno sulle sponde del quale aveva deciso di creare la sua impresa, a Gioia Tauro.
Duro e generoso, come i migliori calabresi, come i fichi d'India che sono difficili da cogliere e pungenti per chi li conosce solo da fuori, ma dolci più di qualsiasi altro frutto quando si impara a conoscerli dentro.
Fedele Scarcella lavorava sodo, come un mulo, e quando quel giorno entrarono nella sua azienda due "picciotti" del boss di Gioia Tauro per chiedergli conto di una parte dei suoi sudati guadagni, la "mazzetta" o "pizzo" per intenderci, andò su tutte le furie, ma riuscì a mantenersi apparentemente calmo perchè bisognava affrontarli con intelligenza, non con la forza quegli animali.
Senza alzare la voce, con calma, disse loro che quel lavoro era la sua vita, e che per mandarlo avanti aveva rinunciato a tutto: alle ferie, alle auto di lusso, ai bei regali per la moglie... e che quello che aveva lui se l'era sudato lira su lira, tra lacrime, cambiali e tanto, tantissimo lavoro.
Perchè doveva condividere con loro la sua azienda? Perchè non si mettevano anche loro, che erano giovani e forti, a lavorare e a faticare invece di vivere come parassiti alle spalle della povera gente?

Ma i suoi aguzzini non si fecero certo convincere dai suoi ragionamenti, e dopo qualche piccolo "avvertimento" tornarono in azienda per chiedere il saldo della "mazzetta".
Di solito a questo punto l'imprenditore si piega, magari imprecando in cuor suo ed invocando ogni maledizione sui suoi aguzzini, ma si piega.
Fedele Scarcella invece non si piegò. Prima rinviò con una scusa al giorno dopo gli estortori, poi andò in casa, si tolse gli abiti da lavoro, si mise il vestito buono, ed andò forse dai Carabinieri, o forse dalla Polizia, per denunciare il racket delle estorsioni con nomi e cognomi, senza paura.
Un eroe?
Ma no, un idealista forse.
Un idealista che non ci stava a farsela sotto davanti a quattro vigliacchi che camminavano in Mercedes e vestivano Caraceni facendo il pieno con il sangue della povera gente per le loro auto di lusso e con i vestiti che se li spremevi grondavano sudore del lavoro altrui.

Fedele Scarcella entrò subito nel programma di protezione per i testimoni di giustizia, e la legge antiracket gli rimborsò tutti i danni subiti.
Poi però volevano trasferirlo al nord Italia, come prevede il programma di protezione, ma lui non accettò. Volle restare in Calabria, sia pure trasferendosi in un'altra provincia, quella di Vibo Valentia.
Certo non sarebbero stati quella cinquantina di chilometri da Gioia Tauro a metterlo al sicuro, ma lui non accettava il fatto di darla comunque, in un modo o nell'altro, vinta ai suoi persecutori.
E non solo rimase in Calabria, ma fu tra i fondatori dell'associazione antiracket di Gioia Tauro, nonchè membro dell'associazione "SOS impresa", che operava nell'ambito della Confesercenti.
No, non era e non voleva essere un eroe, voleva solo essere un testimone, la testimonianza vivente che in Calabria ce la si può fare a non piegarsi ai ricatti della mafia.
Fedele Scarcella sapeva bene di essere un bersaglio, sia per quello che aveva fatto a Gioia Tauro che per la sua attività di divulgatore dell'antimafia, ed aveva chiesto anche, più volte, la concessione del porto d'armi che però la Prefettura gli aveva negato.

Così lo hanno trovato ieri massacrato, bruciato all'interno della sua Punto blu.
Forse sono stati così umani da sparargli alla nuca prima di bruciarlo, o forse l'hanno bruciato mentre era ancora ferito a morte, magari ridendo mentre si contorceva negli ultimi spasimi dell'agonia, prendendosi pure il gusto di chiamare il 112 per avvisarli che c'era puzza di bruciato vicino alla spiaggia di Briatico, che andassero a vedere che forse avevano incendiato una carogna...

Loro ridevano, perchè in fondo era come se anche lo stato (e permettetemi per una volta di scriverlo con la lettera minuscola) avesse partecipato a quel massacro.

Ancora uno di noi, uno dei calabresi fieri ed onesti, è stato ammazzato.
Ancora uno di quelli che combattiamo a mani nude un mostro che ha armi da guerra, killer da imbottire a volontà di cocaina, milioni e milioni di euro per pagarsi quello che vuole.
Qui siamo in guerra, e quelli mandano i soldati in Iraq, in Afghanistan, in Kossovo...
Noi siamo i veri resistenti, i veri partigiani, e moriremo tutti con onore.
O per strada o nei nostri cuori.
Stato assassino, complice della mafia!
Non ti basta che uccidano i tuoi figli migliori, vuoi uccidere anche la speranza in chi resta?
Poveri ragazzi nostri, che volevate lanciare una sfida alla mafia con quello striscione "e adesso ammazzateci tutti!", e invece rischiate di aver issato la più sinistra delle profezie!

Giovanni Pecora
Al Gore
Monday, March 31, 2008 2:03 PM
ciao a tutti

innanzitutto complimenti alla squadra di calcio di Isola Liri!

volevo fare alcune considerazioni.
Ieri sera c'è stata una puntata di Report importante, che ha mostrato come la criminalità organizzata distrugga dalle fondamenta una società civile, obbligando tanta gente ad emigrare. Non a caso, la maggior parte degli emigranti sono partiti (e continuano a partire) dal sud. Ed anche dalla provincia di Frosinone, visto che è in 7ma posizione nella classifica delle province che si vanno svuotando.

Riporto qui un link ad un blog, dove è riportato l'intervento di un magistrato palermitano, Ingroia. E' un intervento breve, di alto livello, che spiega benissimo cosa significa "la mafia" in questo momento storico.

www.pieroricca.org/2008/03/30/una-brava-persona/

Cordialmente
Al Gore
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