Ogni tanto ci ritorno ma qs articolo fa riflettere ancora di +
Torino-Livorno ce lo meritiamo
di Stefano Olivari
22.05.2007
Per quale ragione una persona sana di mente, per quanto interessata al calcio, dovrebbe credere a partite come Torino-Livorno o Empoli-Reggina? Con i protagonisti, si fa per dire, che fanno anche gli offesi davanti alle risatine di giornalisti che quando non parlano di club metropolitani si scoprono leoni o ai silenzi stampa di rivali che a parti invertite avrebbero applicato le stesse logiche. Il pareggio più annunciato dell’universo, tanto che per pietà la SNAI lo dava a 1,40 (ma l’avrebbe volentieri tolto dalla lista), quota da vittoria casalinga del Chelsea con il Wigan, ed una rimonta più incredibile di quella degli Alleati contro i tedeschi in ‘Fuga per la vittoria’ (anche se allo stadio di Colombes si partiva dallo zero a quattro). Il tutto condito dal solito campionario di ammiccamenti, arrabbiature contro i possibili Tuta della situazione, tiri telefonati, passaggi all’indietro che tanto piace ai cultori della tradizione ed agli ‘uomini di calcio’ che sullo scambio di favori hanno basato la loro carriera. E l’impresa del Cagliari, con l’avvicinamento di Camataru Totti alla fondamentale Scarpa d’Oro? L’unico lampo di luce è stato Cristiano Lucarelli in panchina a Torino: comunque la si pensi sulla politica e sulla vita, uno vero rimane uno vero. Alla fine questa domenica di non calcio, unita all’ultimo mese di avvicinamento ragionato, ha già definito la lotta per la salvezza senza che ci si debba scervellare per confrontare tutte le combinazioni possibili di risultati. L’Empoli che si vedrà a Parma per le note leggi non dovrebbe certo essere più motivato di quello del secondo tempo con la Reggina, avendo già ottenuto la sua Coppa Uefa, e poi alla squadra di Ranieri (ancora per poco) basterebbe un punto per essere sicura. Non vogliamo nemmeno pensare alla combattività della Lazio a Siena: la differenza rispetto al Tardini è che il Siena per essere tranquillo al cento per cento avrebbe bisogno della vittoria. Il Milan post Atene si presenterà in ogni caso al Granillo in ciabatte, quindi per giocare l’uno della Reggina ci si potrebbe anche indebitare. Conclusione: Catania-Chievo da possibile superbiscotto di fine campionato si trasformerà invece nell’unica partita vera, con il Catania ovviamente obbligato a vincere ed il risultato che in ogni caso sarà interpretato in chiave ‘poteri forti’. Che odieranno la Sicilia, il Sud, il grande e caloroso tifo catanese, oppure li avranno aiutati, in base al risultato finale. Tanto si può scrivere tutto. Senza playoff e playout (o meglio, playoff salvezza) finirà sempre più spesso così, oltretutto con il ritorno delle corazzate in serie A le retrocesse saranno battezzate già in agosto. Quasi come ai vecchi tempi…
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