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Friday, January 13, 2012 10:37 PM
Le pietre d'inciampo per don Pappagallo
e 20 familiari della famiglia Spizzichino




Inaugurata nel Rione Monti, tra grande partecipazione dei ragazzi di alcune scuole di Roma, la terza edizione di "Memorie d'inciampo a Roma". Dopo due edizioni, in cui sono state posizionate 84 pietre d'inciampo, per la terza volta l'artista tedesco Gunter Demnig installera 72 'stolpersteine' (pietre d'inciampo) in memoria dei deportati razziali, politici e militari. Il primo sampietrino e' stato posizionato in via Urbana 2, in ricordo di don Pietro Pappagallo, il sacerdote che durante l'occupazione nazista di Roma dette asilo di perseguitati e fu assassinato alle Fosse Ardeatine nel 1944. Il sampietrino, posto proprio ai piedi della targa che lo ricorda, e' stato commissionato da don Francesco Pesce, parroco della chiesa di Santa Maria ai Monti, sede della Confraternita dei Catecumeni e Neofiti fino alla chiusura del Ghetto romano. In via Madonna dei Monti, a pochi passi dalla Chiesa, Demnig ha poi installato, alla presenza anche di Riccardo Pacifici, presidente della Comunita' Ebraica di Roma, 20 sampietrini in memoria dei familiari di Giulia Spizzichino, assassinati ad Auschwitz e alle Fosse Ardeatine

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Friday, January 13, 2012 10:38 PM



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Saturday, January 14, 2012 12:08 AM
VANDALISMO
Rimosse e rubate le "pietre d'inciampo"
dedicate alle vittime dell'Olocausto




La posa delle "Pietre d'inciampo"

I tre sampietrini in ottone collocati in via Santa Maria
in Monticello e dedicati alle sorelle Spizzichino,
deportate nei lager, sono stati rimossi nella notte
e sostituiti con normali cubi di porfido.
La curatrice del progetto Adachiara Zevi:
"Un furto oltraggioso e sicuramente premeditato"

I tre sampietrini di ottone dorato dedicati a tre deportate ebrei (le sorelle Graziella, Letizia ed Elvira Spizzichino), installati appena due giorni fa in via Santa Maria in Monticello, accanto al Ghetto, sono stati divelti e sostituiti da sampietrini normali.



A denunciare l'accaduto è Adachiara Zevi, curatrice del progetto "Pietre d'inciampo a Roma". Le "Pietre di inciampo", realizzate in ottone per un valore di 100 euro, sono state collocate a terra il 10 gennaio scorso dall'artista tedesco Gunter Demnig in ricordo delle vittime dell'Olocausto. Sulla superficie superiore sono impressi i nomi, le date di nascita e di morte e il luogo di deportazione delle vittime del nazifascismo.
"E' un furto oltraggioso - afferma la Zevi -, sicuramente premeditato perché chi lo ha compiuto di certo aveva con sé i sampietrini normali con cui sostituire quelli in ottone. E' un episodio incredibile". Unanime la condanna del gesto da parte del mondo politico e della società civile.

"Un gesto vergognoso - ha commentato il sindaco di Roma Gianni Alemanno - Simili comportamenti vanno condannati con assoluta fermezza. Roma, città simbolo della lotta di liberazione e dei valori di civiltà, libertà e democrazia, non merita di essere sfregiata in questo modo". Mentre
il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ha dichiarato: "A Roma di nuovo un atto ignobile e vergognoso contro la memoria e il nostro passato. Mi domando cosa stia succedendo nella nostra città dove ogni giorno registriamo atti violenti e incivili. E' necessario che Roma recuperi quel senso di solidarietà, tolleranza e di convivenza civile e sociale che sembra aver smarrito".

"Ancora una volta siamo testimoni di un gesto odioso che condanniamo fermamente". E' quanto dichiara la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. "Questi ignobili fatti non fanno che rafforzare il nostro impegno perché la memoria dell'Olocausto sia più viva e più condivisa che mai. Mi auguro che quanto prima vengano individuati i responsabili di questo atto vergognoso".

(12 gennaio 2012)

Rep


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