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marco---
Monday, November 15, 2010 9:27 AM
Più contratti ma prezzi giù di un altro 2% (Fonte: La Stampa - Grassia Luigi - 15/11/2010)

Quando comincia una crisi economica i risparmiatori, scottati dalle perdite in azioni, obbligazioni e fondi assortiti, corrono a mettere al sicuro i soldi residui investendo nel mattone, e così, per un po’, le compravendite e le quotazioni immobiliari crescono, anche se il resto dell’economia ristagna o arretra. Ma dopo un altro po’ i soldi da investire finiscono, appunto perché c’è la crisi e gli introiti di tutti si fanno magri, e allora anche il numero delle compravendite e il prezzo delle case prendono la china discendente. Ma adesso a che punto siamo con il mercato? Si vede qualche segno di ripresa, grazie al traino del timido recupero dell’economia, oppure no? Secondo Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio studi di Tecnocasa, siamo a metà del guado...
Ricominciano i soliti giochi di parole il cui scopo è quello di minimizzare l'inarrestabile discesa del mercato immobiliare, "il calo delle quotazioni si è fatto più lento", così come qualche anno fa, sempre in relazione al mercato immobiliare e poco prima dell'inizio del declino, si parlava di "salutare pausa riflessiva".
Bene, ecco la "pausa riflessiva", una situazione nella quale chi ha comperato in corrispondenza dei massimi del mercato, 2006-2007, dovrà aspettare parecchi anni prima di rintracciare nuovamente il valore che l'appartamento aveva al momento dell'acquisto.
Il mattone come "bene rifugio"? Personalmente ritengo di no.

Marco
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