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Full Version: Petalo bianco neve.
Caleidos
Saturday, November 11, 2006 1:36 PM
Petalo bianco neve ( racconto di Massisenzacuore-)
Gennaio 2005

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La neve fresca e sporca ricopre i lati della strada,per fortuna sono passati gli spazzaneve e il vento ha cacciato un po'di nebbia,ma la sensazione d'inquietudine rimane.Mi accompagna sempre quando vengo quassù,strano,non mi costringe nessuno,non lo faccio per nessuno eppure venire qua,in questi posti,in questi luoghi,mi porta sempre tanto tanto dolore.Penso tra me e me che forse avrei potuto scegliere un mio momento migliore per affrontare ancora questa cosa,forse un momento in cui io non ho problemi o in cui non ne ha la donna che vivo,eppure sono qua,partito presto,arrivato presto,corso tanto sull'autostrada come sempre,eppure non ho fretta di stare male.Il parco dell'istituto e'enorme,in primavera ci sono tantissimi fiori,tante aiuole e tanti alberi da guardare nei loro cangianti colori,ma siamo in inverno e tutto e'ricoperto dal grigio della nebbia che in alto ancora staziona e dal bianco sporco della neve caduta sulle nostre anime perse nella ragione dei folli.Sono le otto e un quarto,presto ma le porte della portineria già si aprono,in mano ho un sacchetto con le brioches calde prese all'autogrill,un ottimo modo per comprarsi un po'di pace anche quando non ti spetta.Sorrido all'infermiera,lei mi sorride,aggiusto il cappellino e lei si mette a ridere piu'forte..."Sembri sempre un ragazzino Massimo..grazie per le paste non ti dovevi disturbare,ma fanno piacere e questo tu lo sai"...il mio sorriso si fa piu'complice e meno innocente quando parlo anche io.."Posso vederla?Come sta?"...Gli occhi della ragazza sulla quarantina che avevo di fronte si fanno più dolci,mi prende la mano e mi accompagna in fondo al corridoio.Percorriamo piastrelle bianche e nere a scacchi,i suoi tacchi creano musica nel silenzio irreale di questo posto.Mi stringe la mano e ci fermiamo davanti alla macchinetta del caffe'automatico."Hai mangiato stamattina?"
Il mio sguardo si fa piu'impaziente..."No Margherita,non ho fame,sta male?"...Lei sorride e abbassa il viso,l'odore del caffe',anche se fatto da una macchinetta,e'come un elisir di lunga vita quando la nebbia ti entra nelle ossa,quando il freddo ti brucia la pelle e quando il cuore batte troppo forte per il tuo torace.Sorseggia il caffe' e prende tempo,non so perche',ma so che non e'mai nulla di buono quando si attende troppo.Cerco di rilassarmi e allento la tensione nel mio corpo..."Margherita come va con tuo figlio? ancora problemi a scuola? Allora gliel'avete regalata questa benedetta playstation due o no?"...La ragazza sorride,annuisce a tutte le domande e poi si volta di nuovo verso la portineria."Massimo,adesso ti mando Giampaolo ad accompagnarti,sai gia'tutto vero?niente cellulare,penne,cinture,niente di niente.Se arriva chi sai tu,ti faccio avvertire ed esci dall'altra porta,ti ricordi tutto vero?come sempre!!!" Il ragazzone che mi si para davanti e'un uomo sulla cinquantina,un fisico robusto ma coperto di muscoli,strano ma ogni volta che torno qua,mi sembra sempre piu'muscoloso,chissa'come caspita fa.Giampaolo mi sorride,apro lo zainetto e prendo un paio di giornali da dentro,riviste francesi sul modellismo.La sua faccia si spacca lasciando intravedere un sorriso bellissimo,come il suo viso...e ogni volta mi chiedo come mai,un uomo cosi',che reputo anche simpatico e buono,sia solo.Strano vedere Giampaolo senza moglie,strano immaginarlo ancora single,strano cercare di capire cosa lo spinga a fare questo lavoro ancora e ancora...Camminiamo per tutta l'ala est del palazzone,di tanto in tanto da dietro le porte sentivo rumori,gridolini,mugolii,e a volte qualcosa di piu' inquietante...il silenzio assoluto.Stanza novantadue.Giampaolo mi infila il tutone blu,mi toglie la cintura,mi tiene portafoglio,cellulare,braccialetto,tutto.rimango solo con i jeans tenuti su dalla pancia e il maglione a collo alto.Busso.La porta cigola in modo sinistro,o forse é la mia inquietudine che mi attanaglia in modo serrato.La finestra aperta fa entrare il grigio del mattino,le sbarre attaccate al muro mi spaventano sempre,la luce filtra come in carcere,ma ancora qua dentro,non ho capito chi e'il carceriere e chi la vittima,bah,forse sono la stessa persona.M.é li',seduta sul letto.I suoi lunghissimi capelli biondi sono spettinati.Esile la sua figura,esile come la mia forza qua dentro,adesso...Vorrei ci fosse il mio amore a tenermi la mano.Non si volta,ha sentito la porta cigolare,ha sentito Giampaolo che chiudeva a chiave la serratura e ha sentito il mio respiro affannato,ma non si volta.Mai che mi semplifichi un po'la vita vero M.? Respiro a pieni polmoni,gonfio il mio petto come un pavone fa con la coda,ossigeno il mio corpo e prendo la poca forza d'animo che ho per muovermi.Mi avvicino alla finestra stando attento a non coprirle la luce,mi inginocchio davanti a lei,le prendo la mano e ci appoggio il viso sopra.Nessuna risposta.Muovo un po'la guancia come per credere che sia lei ad accarezzarmi ma non e'cosi',lo so io e lo sai lei.I suoi occhi non mi guardano,non sono scesi a seguirmi,sono ancora fissi verso la finestra,i suoi bellissimi occhi di giada.La sua pelle e'ancora e sempre morbida,il suo viso angelico come lo ricordavo,come quando la conobbi.solo la sua voce non ho tenuto dentro,forse perche'da troppo tempo non la sento,forse perche'da troppo tempo non riesco ad associare al suo corpo nessun suono.Comincio a parlare del piu'e del meno,come faccio sempre,intanto prendo dal taschino del camicione un pettine che,gentilmente,Giampaolo mi lascia sempre nonostante sia contro il regolamento,a volte delle riviste di modellismo e qualche preghiera fanno miracoli.Mi alzo in piedi,mi siedo sul letto dietro M. comincio a pettinarle i suoi capelli bellissimi e morbidi e intanto le parlo.Parlo tanto di quell'amico che ho,che e'tanto innamorato,che e'felice,che e'finalmente riuscito a trovare il suo senso,la sua meta,il suo significato,le parlo di lui e intanto le accarezzo la testa.Il suo sguardo e'come sempre immobile.L'ho trovata dimagrita ancora,cavolo,ancora dimagrita,mangia poco mi ha detto Giampaolo,mangia poco e si muove poco,vive alla finestra,guardando fuori un orizzonte inesistente a cercare chissàche."Ce la puoi fare M.,io so che ce la puoi fare,lo sento dentro M.,liberati da questo blocco,lasciati andare..Guardami! dai M.guardami,guardami,guardami."...qualche goccia di sudore scende dalle mie guance e forse da piu'su.Il suo profumo di pelle e'rimasto quello di tanti anni fa quando eravamo assieme,sono passati dodici anni quasi,ma lo ricordo ancora,profumo di latte.Gioco con la mente tra i ricordi e i sogni,tra i miei incubi che non ricordo e i problemi di tutti i giorni,gioco con i miei pensieri per non farmi assalire dalla confusione.Sono sicuro che se potessi entrarle in testa,non ci sarebbe la calma che lascia trasparire il suo corpo,ci sarebbero autostrade di pensieri,folli,forse,innocenti,forse,stupidi,anche ma sempre pensieri in continuo movimento,eppure dai suoi occhi non traspare nulla.Fa freddo e quindi sudo tanto dagli occhi qua dentro,spesso viene Giampaolo a vedere se va tutto bene,mi fa uscire qualche secondo,prendo il cellulare in mano,sorrido unpo'con lui,e mi prendo uno degli abbracci piu'stritolanti che io abbia mai avuto in vita mia."Massi,perche'vieni qua,due o tre o quattro volte l'anno?perche'?"
Non rispondo ma mi lascio stringere da quelle braccia forti.Dal cellulare i messaggi tornano veloci,risposte come baci,come strette,come amore."Sai massimo,presto dovremo chiudere bottega qua,lo faranno diventare un collegio per figli di papà,e tutti questi ragazzi e ragazze,torneranno ad essere ospitati in case che non li vogliono."
Una morsa al cuore,allo stomaco,un sms,mancanza,la follia."L'hai mai vista muoversi,parlare o cercare qualcosa?"..."No,Massi,non l'ho mai vista fare nulla,quando la mia collega le fa il bagno,quando le diamo da mangiare,quando la curiamo,quando vengono i suoi genitori,mai nulla." Entro di nuovo nella stanza,il bianco di quelle pareti rende vomitevole tutto,la voglia di colori che ne esce e'pari alla sete in mezzo ad un deserto di sentimenti.La prendo in braccio,la appoggio a terra dolcemente,le infilo un camice e busso a Giampaolo.Lui apre e rimane sorpreso,mi dice che sono pazzo e che dovrei essere dentro con lei ma come paziente e non come visitatore,mi guarda negli occhi,mi tende il giubbotto e mi aiuta ad infilarglielo.Passeggiamo tanto,tra neve e pietre,tra alberi e freddo.La sua pelle non e'piu'abituata al freddo invernale,le sue labbra tremano,e mi fanno sussultare pensando che stesse per parlare.Si muove adagio,con il mio braccio attorno a sè,con Giampaolo a poca distanza,con il freddo ancora dentro e fuori."M.puoi farcela,io lo so che puoi farcela,ce la puoi fare..."...La passeggiata finisce,come finisce il mio tempo,come finisce il sudore,per ora,come finisce questa intensa mattinata.Mezzogiorno.Seduta ancora e di nuovo sul letto,io seduto di fronte a lei.Il piatto di plastica,la pastina in brodo caldo,il cucchiaio di plastica.La imbocco ma mangia poco,mastica poco,per lo piu'inghiotte,il suo sguardo ancora fisso.Il tempo passa,come ogni volta."M.ti prego,provaci almeno provaci a smuoverti da dentro di te,ti prego M." Suppliche e preghiere non fanno mai effetto,e mi rendo sempre piu'conto che sarebbe meglio senzacuore che ragazzino cosi'.
La stringo forte tra le braccia,forte ma delicato,annuso ancora il profumo del latte,le bisbiglio all'orecchio parole sincere,le prendo le mani e con esse mi accarezzo il viso,ne ho bisogno..."Ciao M.,ora devo andare...Torno presto a trovarti,fai la brava,se un giorno tornassi,chiedi a Giampaolo o Margherita come contattarmi,loro hanno il numero di cellulare e anche di dove lavoro...se un giorno tornerai...Ti voglio bene M....ti voglio davvero un mondo di bene..."Esco dalla stanza,ripercorro tutto il corridoio a scacchi,bianco e nero come me,mi fermo alla portineria."Massimo,fai attenzione che la strada e'ancora gelata,Massimo..." ..."Si,Margherita,vuoi dirmi qualcosa?"...
"Sono sicura che le fa piacere che vieni,non te lo puo'dimostrare,ma sono sicura che le fa piacere...A me e Giampaolo fa piacere,sei un uomo dal cuore vivo Massimo..."
..."Ciao Margherita,se c'e'qualcosa chiamami pure...a presto..."Salgo in macchina,sudo ancora un po',la temperatura da queste parti e'ancora bassa,accendo la radio.
Sto male e questa e'la differenza tra me e lei.Io posso sempre prendere la macchina e tornare a casa,al mare,al caldo...Sorrido,perche'come ogni volta,mi convinco che quando le ho stretto la mano,quando l'ho abbracciata,quando l'ho imboccata,quando l'ho tenuta,sono sicuro che lei mi abbia stretto,guardato e vissuto.Follie,le mie o le sue?

Massisenzacuore.

[Modificato da Caleidos 11/11/2006 13.45]

beren erchamion
Saturday, November 11, 2006 6:04 PM
accidenti massigrandecuore , spezzano sempre il fiato e il cuore le tue storie

"se bastasse una parola
la direi
se potesse una carezza
se è poco..
è tutto quello che ho..


R.Daneel Olivaw
Wednesday, November 15, 2006 10:53 PM
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ABISSI D’ACCIAIO








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