parliamo di ansia?
ma sì, va', parliamo di ansia.
oggi è una delle giornate più brutte di questo anno per lo meno.
sto di merda, sarà che ho bisogno di attenzione, sarà che sono immatura, sarà che mi sento terribilmente oppressa da problemi e difficoltà che ho paura di non saper risolvere.
mi sento morire, ogni tanto parte l'attacco d'ansia e non riesco più a stare neanche dentro me stessa.
ma io non so cos'è, sono terrorizzata dall'idea di avere perso mio marito, di non avere più una famiglia, di avere tutte le rsponsabilità di una persona qualsiasi, sana.
io non so se davvero non sono capace di fare queste cose che ritengo così difficili.
ma la paura mi paralizza certi giorni.
raramente per fortuna, stavo raggiungendo un certo grado di sicurezza, poi è crollato tutto oggi.
male male malissimo.
ho la sensazione di non sapere niente di me.
eppure è un momento decisamente positivo rispetto a certe cose: la separazione mi ha dato più spazi, sicurezza in me stessa, un rapporto più intenso con mio figlio e tutto sommato migliore.
lui è diventato così bravo, fa casino ma migliora di giorno in giorno le capacità di linguaggio, eccetera.
ho anche un lavoro, finalmente, sono stata contattata da una rivista e ora la impagino io al computer.
mi pagano, con la macchina gli porto le bozze, vado in riunione, è gente perbene simpatica e di buona cultura e carattere.
e allora che cazzo ho? si può sapere?
sono fallata, sono bucata come le magliette mangiate dalle tarme, nella mia testa l'ansia si impossessa di tutto il tempo, le sensazioni, gli affetti, i sentimenti.
e io mi sento morire, continuamente.
la sensazione di impazzire lontana da mio marito che è la sicurezza della mia vita.
scappo scappo da casa mia, in cui vivo e mi sento rinchiusa certi giorni, scappo dalla mancanza di vacanze e dalla possibilità di esprimermi, di guarire, di riprendermi, di gioire anche delle cose belle che finalmente stanno arrivando.
mi manca la paura, mi manca il coraggio, tutti e due.
poi, inspiegabilmente, mi passa, sento vicino qualcuno e tutta questa angoscia mortale mi passa e la vita è di nuovo normale.
che cos'ho dentro che non va?
ho sentito la notizia di quel povero calciatore che si è buttato, che brutta storia; ho la sensazione che in certi giorni noi depressi gravi e problematici siamo più esposti, sentiamo la luna come i lupi mannari, o il clima, il grande caldo affollato delle città.
ma vai a sapere che cos'è che ci rovina la vita? eppure io so bene che l'amo la vita, che vorrei di più.
ma la sensazione di non essere capace di prendermi niente per me, da sola, mi schiaccia come un pidocchio a terra.
scusate, ho bisogno di parlarne, non voglio buttare su altri che stanno male i miei problemi, che non so nemmeno se sono reali o solo immaginari per il pessimismo cosmico di oggi.
è che mi vien da dire sto male sto male sto male, ma non ho soluzione per vivere senza le paturnie.
e mi domando "che cazzo avrò?"
come una volta, le prime volte che soffri e ti domandi "mbè?"
grazie, scusate di nuovo, ciao
[Modificato da lillabus 27/06/2006 20.29]