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Full Version: Paolo Ruffini
free-life
Monday, May 02, 2005 12:50 AM
direttore di RAI3......però


marbev
Saturday, August 06, 2011 5:02 PM
E' ufficiale, Ruffini passa a La7
"Sarà direttore di rete da ottobre"



Continua l'esodo dalla Rai: dopo Santoro, Saviano e Ventura se ne va anche il capo della terza rete, spesso criticato dal centrodestra per trasmissioni come Ballarò, Report e Parla con me. Rammarico di viale Mazzini. Zavoli: "Ora il servizio pubblico è più debole"






ROMA - Paolo Ruffini lascia la direzione di Raitre e approda a La7. Secondo quanto rende noto Telecom Italia Media, Ruffini "entrerà a far parte della squadra di La7 in qualità di direttore di Rete a partire dal 10 ottobre 2011". "Lillo Tombolini continuerà a collaborare con La7 assumendo un nuovo incarico", spiega ancora Telecom Italia Media.

Non sono serviti, dunque, gli ultimi contatti 1 con il direttore generale di viale Mazzini, Lorenza Lei, né gli appelli alla Rai di volti come Fazio e Floris per non perdere un'altra risorsa dopo gli addii di Michele Santoro, Roberto Saviano e Simona Ventura. L'associazione Articolo 21 aveva parlato di "campagna di mobbing" nei confronti di Ruffini, spesso oggetto di critiche in questi anni da parte della maggioranza di governo per trasmissioni di Raitre come Ballarò, Report e Parla con me.

In una nota, la Rai esprime "rammarico" per la decisione di Ruffini. "Il direttore di Raitre", si legge nel comunicato, "ha chiesto ieri la risoluzione del proprio contratto di lavoro ed ha informato i vertici aziendali dando preavviso contrattuale". La Rai "augura a Paolo Ruffini i più brillanti successi professionali e lo ringrazia per il lavoro svolto in questi anni".

Ma secondo Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza, ora "il servizio pubblico si indebolisce nel suo complesso". Secondo Zavoli, da parte dei vertici Rai "occorre una più sollecita, previdente ed efficace percezione del pericolo che queste rinunce rappresentano anche in ordine al più generale problema di un risanamento che l'Azienda non può lasciare alle controversie legali o alle legittime lusinghe che altri esercitano sui suoi più reputati professionisti".

Forti critiche a viale Mazzini per l'ennesimo addio arrivano dal centrosinistra: "Le lacrime di coccodrillo della Rai sull'addio di Ruffini suonano stonate", osserva il capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, Pancho Pardi. "I vertici dell'azienda hanno fatto di tutto per mandarlo via, con pressioni indebite e tentativi di intromissione nelle scelte". Secondo Pardi, "dove aveva fallito Masi sta riuscendo Lorenza Lei che in due mesi", conclude polemicamente, "ha chiuso due colpi, Santoro e Ruffini. Siamo sicuri che non è finita qui".

L'addio di Ruffini è "gravissimo e dimostra il totale disinteresse dell'azienda verso il prodotto ed il valore dei suoi dirigenti" secondo il consigliere d'amministrazione di opposizione Nino Rizzo Nervo. Mentre il suo collega in quota Pd, Giorgio Van Straten, fa sapere di non aver nessuna intenzione di prendere il posto che si è liberato alla terza rete: "Gli amministratori devono fare gli amministratori e basta", spiega. "E proprio da amministratore,", aggiunge, "giudico un grave danno per la Rai che Paolo Ruffini sia passato a La7 e ritengo che l'azienda non abbia fatto tutto quello che poteva e doveva per trattenerlo".

Più articolata la posizione del vicepresidente Pd della Vigilanza, Giorgio Merlo: "Per onestà intellettuale", dice Merlo, "spiace rilevare che la scelta di Ruffini è del tutto personale e non legata a decisioni dell'azienda". Nel clima in cui è maturato l'addio di Ruffini, quindi, Merlo coglie "una doppia volontà tesa ad indebolire il servizio pubblico: da un lato chi la persegue per motivi politici di normalizzazione e, dall'altro, chi punta progressivamente a rafforzare la concorrenza. Che si tratti di Sky o di La7 poca differenza fa"

rep
g
Saturday, August 06, 2011 5:15 PM
Ha fatto 1 rete decente,certo i telefilm pomeridiani e serali e la stragrandissima parte dei film sono pornografia come le sostituzioni di Articolo 3,ma nel merito ha operato infinitamente meglio degli altri
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