Caterina63
Thursday, March 28, 2013 11:35 AM
[SM=g1740758] PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

Mercoledì 27 marzo 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

- il miracolo, attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Teresa Bonzel (al secolo: Regina Cristina Guglielmina), Fondatrice delle Povere Suore Francescane dell'Adorazione Perpetua di Olpe; nata ad Olpe (Germania) il 17 settembre 1830 ed ivi morta il 6 febbraio 1905;

- il martirio dei Servi di Dio Emanuele Basulto Jiménez, Vescovo di Jaén (Spagna), e 5 Compagni; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1937;

- il martirio dei Servi di Dio Giuseppe Massimo Moro Briz e 4 Compagni, Sacerdoti della Diocesi di Ávila (Spagna); uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- il martirio del Servo di Dio Vladimiro Ghika, Sacerdote diocesano; nato ad Istanbul (Turchia) il 25 dicembre 1873 e ucciso in odio alla Fede a Bucarest (Romania) il 16 maggio 1954;

- il martirio dei Servi di Dio Gioacchino Jovaní Marín e 14 Compagni, della Società dei Sacerdoti Operai Diocesani; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1938;

- il martirio dei Servi di Dio Andrea da Palazuelo (al secolo: Michele Francesco González Ganzález), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e 31 Compagni; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1937;

- il martirio del Servo di Dio Giuseppe Girotti, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Predicatori; nato ad Alba (Italia) il 19 luglio 1905 e ucciso in odio alla Fede a Dachau (Germania) nel 1945;

- il martirio del Servo di Dio Stefano Sándor, Laico professo della Società di San Francesco di Sales; nato a Szolnok (Ungheria) il 26 ottobre 1914 ed ucciso in odio alla Fede a Budapest (Ungheria) l'8 giugno 1953;

- il martirio del Servo di Dio Rolando Rivi, Alunno del Seminario; nato a San Valentino di Castellarano (Italia) il 7 gennaio 1931 e ucciso in odio alla Fede a Piane di Monchio (Italia) il 13 aprile 1945; [SM=g1740721]

http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_emilia/cronaca/2012/05/18/714942/images/1252574-rolando_rivi.JPG



- le virtù eroiche del Servo di Dio Eladio Mozas Santamera, Sacerdote diocesano, Fondatore delle Suore Giuseppine della Ss.ma Trinità; nato a Miedes de Atienza (Spagna) il 18 febbraio 1837 e morto a Plasencia (Spagna) il 18 marzo 1897;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Emanuele Aparicio Navarro, Sacerdote diocesano; nato a Madrid (Spagna) l'11 dicembre 1902 ed ivi morto il 28 agosto 1964;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Mosè Lira Serafín, Sacerdote professo dei Missionari dello Spirito Santo, Fondatore della Congregazione dei Missionari della Carità di Maria Immacolata; nato a Tlatempa (Messico) il 16 settembre 1893 e morto a Città del Messico (Messico) il 25 giugno 1950;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Generoso del Ss.mo Crocifisso (al secolo: Angelo Fontanarosa), Sacerdote professo della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; nato a Vetralla (Italia) il 6 novembre 1881 e morto a Mascalucia (Italia) il 9 gennaio 1966;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Olinto Marella, Sacerdote diocesano; nato a Pellestrina (Italia) il 14 giugno 1882 e morto a San Lazzaro di Savena (Italia) il 6 settembre 1969;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Antonio Kowalczyk, Fratello Laico della Congregazione dei Missionari Oblati della Beata Vergine Maria Immacolata; nato a Dzierzanów (Polonia) il 4 giugno 1866 e morto a Edmonton (Canada) il 10 luglio 1947;

 - le virtù eroiche della Serva di Dio Silvia Cardoso Ferreira da Silva, Laica; nata a Paços de Ferreira (Portogallo) il 26 luglio 1882 e morta a Porto (Portogallo) il 2 novembre 1950.

[00421-01.01] [Testo originale: Italiano]




[SM=g1740771]

Caterina63
Thursday, May 09, 2013 10:04 PM
Per questo Anno della Fede, Benedetto XVI, lo aveva iniziato proclamando Santa Ildegarda, mistica e profeta, Dottore della Chiesa, poi, il giorno proprio in cui annunciò le sue dimissioni, aveva appena firmato per la proclamazione a Santi gli 800 martiri di Otranto.... Canonizzazione che sarà proclamata dal suo Successore, Papa Francesco.


Attesa per gli 800 Martiri di Otranto,
domenica diventeranno santi

In piazza San Pietro. La data decisa da Benedetto XVI, nel giorno in cui l'ex Pontefice annunciò le sue dimissioni

http://4.bp.blogspot.com/-ntBsQ5MAZac/UVsVJ21uVMI/AAAAAAAAHWI/x9zHu78uCHs/s1600/otranto%5B1%5D.jpg

OTRANTO (LE) - Grande attesa ad Otranto, in provincia di Lecce, perché domenica 12 maggio in piazza San Pietro si terrà la canonizzazione degli 800 Beati Martiri di Otranto. La data è stata stabilita il 12 febbraio scorso dal Papa Benedetto XVI, proprio nel giorno in cui l'ex Pontefice annunciava le sue dimissioni per il 28 febbraio scorso.

Durante l'assedio dei Turchi del 1480, i cittadini di Otranto dai quindici anni in su furono posti di fronte alla tragica alternativa di convertirsi all'Islam, rinnegando la fede cristiana, o ad essere uccisi. Il primo a rifiutarsi fu Antonio Primaldo, seguito da altri 800 uomini. Furono tutti decapitati sul colle della Minerva. La comunità di Otranto da giorni si sta preparando all'evento con un cammino di preghiera e di riflessione.

Stasera al Monastero delle Clarisse sul Colle del Martirio, l'arcivescovo Donato Negro celebra la Festa dei Giovani. Domenica la cerimonia di canonizzazione dei Beati Martiri sara' seguita da tante persone sia in piazza San Pietro che a distanza in città. Il programma delle celebrazioni si chiuderà il 30 maggio con una messa di ringraziamento per la canonizzazione, presieduta dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.




2013-05-12 L’Osservatore Romano

I numeri della prima canonizzazione di Papa Francesco sono già un piccolo record. Domenica 12 maggio, in piazza San Pietro, in un’unica celebrazione il Pontefice eleva agli onori degli altari ben 802 santi. Di questi, 800 sono martiri, caduti a Arazzo per la beatificazione dei martiri di OtrantoOtranto durante l’assedio dei turchi nel 1480. Le altre due sono suore fondatrici di congregazioni religiose:  Laura Montoya y Upegui — la prima santa della Colombia che viene canonizzata dal primo Papa latinoamericano della storia — e la messicana María Guadalupe García Zabala. Ne abbiamo parlato in questa intervista al nostro giornale con il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

C’è un filo comune che unisce queste canonizzazioni?

Innanzitutto, bisogna dire che questi 800 martiri hanno salvato l’Italia nella sua identità cattolica e cristiana. Va sottolineato che le due suore sono latinoamericane. Per una manifestazione della divina Provvidenza, saranno canonizzate da Papa Francesco, primo Pontefice latinoamericano. È un ulteriore segno di incoraggiamento alla Chiesa di quel continente, chiamata a eccellere nella testimonianza cristiana e nell’espansione del regno di Dio su tutta la terra.




[SM=g1740771]


Caterina63
Tuesday, June 04, 2013 3:14 PM

PROMULGAZIONE DI DECRETI

Città del Vaticano, 4 giugno 2013 (VIS). Lunedì, 3 giugno 2013, il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i Decreti riguardanti:

IL MARTIRIO:

- dei Servi di Dio Mauro (al secolo: Abel Angel Palazuelos Maruri) e 17 Compagni, dell'Ordine di San Benedetto; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- dei Servi di Dio Juan de Jesús (al secolo: Joan Vilaregut Ferrer) e 3 Compagni, dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, nonché Pau Segalá Solé, Sacerdote diocesano; uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- dei Servi di Dio Crisanto, Aquilino, Cipriano, José e 63 Compagni, dell'Istituto dei Fratelli Maristi delle Scuole (Piccoli Fratelli di Maria), nonché 2 Laici; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1939;

- delle Serve di Dio Aurelia (al secolo: Clementina Arambarri Fuente) e 3 Compagne, Suore professe delle Serve di Maria Ministre degli Infermi; uccise in odio alla Fede in Spagna nel 1936.

LE VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Joao De Oliveira Matos Ferreira, portoghese, (1879-1962), Ausiliare di Guarda (Portogallo), Fondatore dell'Associazione "Liga dos Servos de Jesus";

- del Servo di Dio Nicola Mazza, Sacerdote diocesano, italiano, (1790-1865), Fondatore di Istituti per l'educazione;

- della Serva di Dio Maria Celeste (al secolo: Giulia Crostarosa), italiana, (1696-1755), Monaca, Fondatrice dell'Ordine delle Suore del Santissimo Redentore;

- della Serva di Dio Teresa de San José (al secolo: Teresa Toda y Juncosa), spagnola,(1826-1898); Fondatrice della Congregazione delle Suore Carmelitane Teresiane di San Giuseppe.

********************************

[SM=g1740758]  quanto segue non è un Decreto ma è ugualmente una vera ed ottima notizia...


PAPA: IL SORRISO MITE E LA GRANDEZZA DEL CARDINALE VAN THUAN



http://communio.stblogs.org/FXN%20Van%20Thuan.jpg


di Salvatore Izzo


(AGI) - CdV, 6 lug.

Al momento della morte era orma un "principe della Chiesa", capo di un dicastero vaticano nominato da Papa Wojtyla dopo la sua liberazione dai campi di reclusione del Vietnam. Ma il Servo di Dio Francesco Saverio Nguyen Van Thuan rimane nel cuore di tutti come un martire strappato al suo destino perche' tutta la Chiesa e il mondo potessero conoscere le sofferenze dei suoi fratelli vietnamiti. E oggi Papa Francesco ha ricordato che "la sua fama di santita' si e' diffusa proprio attraverso la testimonianza di tante persone che lo hanno incontrato e conservano nel cuore il suo sorriso mite e la grandezza del suo animo".

Ieri il cardinale Agostino Vallini, vicario di Roma, ha presieduto l'udienza conclusiva del processo diocesano di beatificazione di Van Thuan e oggi Francesco ha ricevuto i promotori della causa, che approda dunque alla Congregazione vaticana per le decisioni definitive. "In effetti - ha detto nel suo discorso - sono molte le persone che possono testimoniare di essere state edificate dall'incontro con , nei diversi momenti della sua vita. Molti lo hanno conosciuto anche attraverso i suoi scritti, semplici e profondi, che mostrano il suo animo sacerdotale, profondamente unito a Colui che lo aveva chiamato ad essere ministro della sua misericordia e del suo amore". "Tante persone - ha rivelato inoltre il Pontefice - hanno scritto raccontando grazie e segni attribuiti all'intercessione del Servo di Dio cardinale Van Thuan". "Ringraziamo il Signore - ha dunque esortato Bergoglio - per questo venerato Fratello, figlio dell'Oriente, che ha concluso il suo cammino terreno al servizio del Successore di san Pietro". E, ha concluso, "affidiamo all'intercessione della Vergine Maria il proseguimento di questa causa, come pure di tutte le altre che sono attualmente in corso. La Madonna ci aiuti a vivere sempre di piu' nella nostra vita la bellezza e la gioia della comunione con Cristo".

Nella documentazione presentata al processo c'e' anche il racconto della messa celebrata dall'allora prigioniero Van Thuan in un campo di reclusione del Vietnam, fatto davanti a Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000: "alle 21,30 bisognava spegnere la luce e andare a dormire. Allora mi curvavo sul letto per celebrare la messa, a memoria, e distribuivo la comunione passando la mano sotto la zanzariera. Avevamo fabbricato sacchettini con la carta dei pacchetti di sigarette, per conservare il Santissimo Sacramento e portarlo agli altri". "Gesu' nell'Eucaristia e' stato adorato clandestinamente dai cristiani che vivevano con me, come tante volte e' accaduto nei campi di prigionia del secolo XX", testimonio' lo stesso Van Thuan davanti Giovanni Paolo II che aveva dovuto faticare a convincerlo a restare con un incarico di Curia.

"All'indomani del mio arresto - racconto' al suo arrivo a Roma il futuro cardinale - mi venne consentito di scrivere ai familiari per farmi inviare le cose necessarie. Domandai la medicina contro il mal di stomaco. I miei sapevano che non soffrivo di quel male, cosi mi mandarono il vino per la Messa in una piccola bottiglia con l'etichetta: 'medicina contro il mal di stomaco', e delle ostie in una fiaccola contro l'umidita'". A Papa Wojtyla che lo ha preceduto di poco nel cammino verso la beatificazione, Van Thuan confido' anche "la grande gioia" provata da detenuto quando "ogni giorno, con tre gocce di vino e una goccia d'acqua nel palmo della mano, ho celebrato la Messa. Era questo il mio altare ed era questa la mia cattedrale! Erano - disse - le piu' belle messe della mia vita! Cosi' per anni mi sono nutrito del pane della vita e del calice della salvezza".

Nato nel 1928 a Hue', in Vietnam, Van Thuan era stato ordinato sacerdote nel '53. Compiuti gli studi a Roma, era tornato in patria come professore e poi rettore del seminario, vicario generale e quindi vescovo di Nha Trang. Nominato da Paolo VI arcivescovo titolare di Vadesi e coadiutore di Saigon (ora Citta' Ho-chi-minh) il 24 aprile 1975, dopo pochi mesi, con l'avvento del regime comunista fu arrestato e messo in carcere. Ha vissuto in prigione per 13 anni, 9 dei quali in isolamento: nella sua cella aveva raccolto tutti i pezzetti di carta trovati, realizzando un'agendina sulla quale aveva riportato piu' di 300 frasi del Vangelo, celebrando l'Eucaristia sul palmo della mano e creando anche delle piccole comunita' cristiane che si ritrovavano per pregare insieme. Sempre in prigione, con l'aiuto di una guardia aveva forgiato con del filo elettrico una catena per reggere la croce che lui stesso aveva intagliato da un pezzo di legno. Le avrebbe portate sempre al collo, anche da cardinale.
Liberato dal regime, nel 1994 e' stato nominato da Papa Wojtyla vice presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, per divenirne poi presidente nel 1998. In questa carica rimase fino al 2002, quando mori' per un tumore affrontato dando prova di virtu' eroiche, cosi' come era avvenuto durante la prigionia.
Ed oggi nella Chiesa Santa Maria della Scala a Trastevere, della quale Van Thuan era il titolare e dove oggi riposa, e' stata celebrata una messa di ringraziamento per la conclusione della prima fase del processo. Il rito e' stato presieduto dall'arcivescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, che fu stretto collaboratore di Van Thuan a Roma e che avvio' qualche anno fa la causa di beatificazione.


[SM=g1740733]



Caterina63
Friday, July 05, 2013 3:00 PM
[SM=g1740758] PROMULGAZIONE DI DECRETI DELLA CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

Oggi, 5 luglio 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Signor Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

- il miracolo, attribuito all'intercessione del Beato Giovanni Paolo II (Carlo Giuseppe Wojtyła), Sommo Pontefice; nato a Wadowice (Polonia) il 18 maggio 1920 e morto a Roma il 2 aprile 2005;

- il miracolo, attribuito all'intercessione del Venerabile Servo di Dio Alvaro del Portillo y Diez de Sollano, Vescovo titolare di Vita, Prelato della Prelatura Personale della Santa Croce e dell'Opus Dei; nato a Madrid (Spagna) l'11 marzo 1914 e morto a Roma il 23 marzo 1994;

- il miracolo, attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Speranza di Gesù (al secolo: Maria Giuseppa Alhama Valera), Fondatrice delle Congregazioni delle Ancelle dell'Amore Misericordioso e dei Figli dell'Amore Misericordioso; nata a Santomera (Spagna) il 29 settembre 1893 e morta a Collavalenza (Italia) l'8 febbraio 1983;

- il martirio del Servo di Dio Giuseppe Guardiet y Pujol, Sacerdote diocesano; nato a Manlleu (Spagna) il 21 maggio 1879 e ucciso in odio alla Fede in Spagna il 3 agosto 1936;

- il martirio dei Servi di Dio Maurizio Íñiguez de Heredia e 23 Compagni, dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1937;

- il martirio dei Servi di Dio Fortunato Velasco Tobar e 13 Compagni, della Congregazione della Missione; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1934 e il 1936;

- il martirio delle Serve di Dio Maria Assunta (al secolo: Giuliana González Trujillano) e 2 Compagne, Religiose professe della Congregazione delle Suore Francescane Missionarie della Madre del Divin Pastore; uccise in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Nicola D'Onofrio, Chierico professo dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (Camilliani); nato a Villamagna (Italia) il 24 marzo 1943 e morto a Roma il 12 giugno 1964;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Bernardo Filippo (al secolo: Giovanni Fromental Cayroche), Fratello professo dell'Istituto delle Scuole Cristiane, Fondatore delle Hermanas Guadalupanas de La Salle; nato a Chauvets-Servières (Francia) il 27 giugno 1895 e morto a Città del Messico (Messico) il 5 dicembre 1978;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Isabella della Ss.ma Trinità (al secolo: Maria Isabella Picão Caldeira vedova Carneiro), Fondatrice delle Congregazione delle Suore Concezioniste; nata a Monte do Torrão (Portogallo) il 1° febbraio 1889 e morta a Lisbona (Portogallo) il 3 luglio 1962;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Carmen Rendiles Martínez, Fondatrice delle Ancelle di Gesù, chiamate Siervas de Jesús de Venezuela; nata a Caracas (Venezuela) l'11 agosto 1903 e ivi morta il 9 maggio 1977;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Lazzati, Laico consacrato; nato a Milano (Italia) il 22 giugno 1909 e ivi morto il 18 maggio 1986.

Il Sommo Pontefice ha approvato, infine, i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi circa la canonizzazione del Beato Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli) e ha deciso di convocare un Concistoro, che riguarderà anche la canonizzazione del Beato Giovanni Paolo II (Carlo Giuseppe Wojtyła).

[SM=g1740733]  ricordiamo che: 

giovedì, 20 dicembre 2012

Il Papa Benedetto XVI ha promulgato il decreto sulle «virtù eroiche» di papa Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, passo ulteriore nella causa di beatificazione del pontefice bresciano, morto nel 1978.

Con la promulgazione del decreto sulle «virtù eroiche», papa Paolo VI diventa «venerabile».
Il passaggio successivo prima della beatificazione, sarà l’accertamento ufficiale di un miracolo avvenuto per sua intercessione. Il Papa ha promulgato il decreto relativo al papa che portò a termine il Concilio dopo la morte di Giovanni XXIII ricevendo questa mattina il prefetto della Congregazione per le cause dei santi, cardinale Angelo Amato.








Caterina63
Thursday, July 18, 2013 11:47 PM

Diario Vaticano / Quei santi fatti come lui comanda

Per Romero, Francesco sblocca i freni del Sant'Uffizio. Per Giovanni XXIII e per un gesuita a cui è devoto, va avanti senza aspettare il miracolo richiesto dalle norme. Nelle beatificazioni e canonizzazioni il papa agisce da monarca assoluto

di ***




CITTÀ DEL VATICANO, 15 luglio 2013 – Jorge Mario Bergoglio continua a preferire autodefinirsi vescovo di Roma ed evita, finché può, di far seguire la sua firma dalla doppia "P" che sta per papa.

Ciononostante continua ad agire in tutto e per tutto come sommo pontefice della Chiesa universale.

E lo fa con una prontezza ed efficacia di governo curiale che fa impallidire quella mostrata dai suoi immediati predecessori. Con uno stile che ricorda per certi versi quello di Pio XII, che fu segretario di Stato di se stesso  – lasciandone vacante la carica – e che fu l’ultimo pontefice a non avere un segretario particolare più o meno ingombrante, come è accaduto ai suoi successori fino a Francesco.

Un campo nel quale papa Bergoglio fa sentire tutto il peso delle sue decisioni personali è quello delle beatificazioni e canonizzazioni, che da secoli sono nel potere esclusivo del sommo pontefice.


SEMAFORO VERDE PER ROMERO


Come rivelato, dopo una udienza, dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, postulatore della causa, con papa Francesco la congregazione per la dottrina della fede ha dato finalmente il via libera al processo di beatificazione dell’arcivescovo salvadoregno Oscar Arnulfo Romero, brutalmente assassinato mentre celebrava l’eucaristia.

Era stato l’ex Sant’Uffizio guidato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger a bloccare la causa, anche per l’influenza che sul vescovo Romero – e soprattutto sulla sua sterminata produzione omiletica – aveva esercitato il gesuita Jon Sobrino, esponente di punta della teologia della liberazione, i cui scritti hanno subito una censura con una notificazione della congregazione vaticana.

Non è chiaro comunque se la decisione della congregazione per la dottrina della fede di far riprendere il cammino alla causa fosse stata già presa nell’ultimissima fase del pontificato ratzingeriano.


"MOTU PROPRIO" PER L'AMATISSIMO GESUITA


Una decisione certamente personale di Francesco è quella di procedere – come rivelato su "Avvenire" dalla giornalista e amica dell'attuale papa Stefania Falasca – alla canonizzazione del savoiardo Pietro Favre, uno dei fondatori della Compagnia di Gesù, venerato ora come beato.

Le ragioni di questa intenzione sono facilmente riscontrabili nella evidente analogia che si può riscontrare tra il modo in cui Favre svolse la sua missione durante il terribile periodo di crisi per la Chiesa che quello della riforma protestante e quello con cui papa Bergoglio intende adempiere oggi al compito di successore di Pietro.

Favre infatti, raccontano gli storici, antepose la propria testimonianza di vita e l’insistenza su una forte riforma interna della Chiesa alle controversie teologiche e ad ogni illusione di poter imporre con la forza la fede autentica. E lo fece guadagnandosi la stima di santi che pure sono considerati agguerriti campioni della controriforma cattolica, come Francesco di Sales e Pietro Canisio.

Con ogni probabilità la canonizzazione di Favre avverrà senza l'usuale cerimonia ma con un semplice atto pontificio che certificherà la cosiddetta canonizzazione "equipollente".

Si tratta di una procedura usata di solito per personaggi vissuti nei secoli passati e che il papa, in virtù della sua autorità, decide di elevare al rango di santi senza il miracolo attribuito a una loro intercessione, che è invece necessario nelle cause normali.

Questa procedura è stata utilizzata, ad esempio, da Benedetto XVI per Ildegarda di Bingen, da Giovanni XXIII per Gregorio Barbarigo, da Pio XII per Margherita d’Ungheria, da Pio XI per Alberto Magno.


PAPA GIOVANNI SANTO SENZA IL MIRACOLO


Ma la decisione più clamorosa presa da papa Francesco in questo campo è certamente quella di procedere alla canonizzazione di Giovanni XXIII senza che ci sia un miracolo attribuito alla sua intercessione e avvenuto dopo la sua beatificazione.

Papa Roncalli bilancerà così, di fatto, l’altra canonizzazione prevista, quella di Giovanni Paolo II. E così si ripeterà quando avvenne nel 2000 quando la beatificazione di Angelo Giuseppe Roncalli, il papa del Concilio Vaticano II, venne affiancata da quella di Pio IX, il papa del "Sillabo" antimoderno.

La deroga al miracolo concessa da Francesco a papa Giovanni è particolarmente eclatante.

Per papa Karol Wojtyla Benedetto XVI fece moltissimo, derogando alla norma che stabilisce debbano passare cinque anni dalla morte del candidato agli altari per iniziarne il processo. Ma aldilà di questa importante accelerazione, le norme procedurali sono state formalmente rispettate e ci sono voluti due miracoli attribuiti alla sua intercessione per poterlo iscrivere nell’albo dei santi.

Ma Francesco per Giovanni XXIII ha fatto di più. Proprio esercitando il potere di sommo pontefice ha disposto che per Roncalli non sia necessario il miracolo e che bastino la perseverante fama di santità che circonda la sua figura e la “fama signorum”, cioè le grazie a lui attribuite, che continuano ad essere testimoniate (anche se nessuna di loro è stata certificata canonicamente come miracolo vero e proprio).

In pratica, quindi, Francesco ha sfruttato al massimo grado il potere pontificio di cui dispone in quanto capo della Chiesa universale, per assumere una decisione che non sembra avere precedenti per quanto riguarda cause non concernenti martiri.

Giovanni Paolo II infatti nel 1982, forzando norme e prassi tradizionale, canonizzò Massimiliano Kolbe – che era stato beatificato da Paolo VI come confessore in seguito ai due miracoli richiesti all’epoca – proclamandolo martire della carità.

E poi nel 2000 canonizzò 120 martiri della Cina "esentando" ciascuno di essi dal miracolo. L’atto provocò una grave crisi con il governo di Pechino, anche perché il rito venne celebrato il 1° ottobre, festa nazionale della repubblica popolare cinese: una scelta – quest’ultima – che fu considerata una "gaffe" dal pur combattivo cardinale Joseph Zen.


PiÙ CHE CON MADRE TERESA DI CALCUTTA


Giovanni Paolo II comunque, nonostante una petizione firmata da numerosi cardinali, non concesse che Madre Teresa di Calcutta fosse proclamata subito santa, con il solo miracolo attribuitole nella causa di beatificazione.

Così Francesco ha concesso a Giovanni XXIII quello che Giovanni Paolo II non ha consentito per Madre Teresa.

Ma si può pensare che la suora albanese in cielo non bisticcerà per questo con il pontefice bergamasco.

Né si lamenterà con il papa polacco per non aver esercitato con lei il "munus" petrino al massimo grado, come sta facendo l’attuale vescovo di Roma.

__________
15.7.2013



Caterina63
Monday, August 26, 2013 4:38 PM
[SM=g1740758]  Perché papa Francesco beatifica 500 martiri spagnoli uccisi dai repubblicani.
«E ora è anche peggio»


agosto 6, 2013 Benedetta Frigerio

guerra-civile-spagna-fronte-popolare

Intervista a monsignor Cárcel Ortí che ci racconta le storie dei cattolici spagnoli uccisi nella guerra civile a causa della loro fede. «Allora il nemico aveva il fucile in mano, oggi è la mentalità mondana»

Il 4 giugno scorso papa Francesco ha autorizzato il riconoscimento del martirio di 95 cattolici uccisi dai repubblicani durante la guerra civile spagnola. Fra loro si contano moltissimi sacerdoti e religiosi e anche diversi laici assassinati tra il 1936 e il 1939 in odio alla fede. I martiri dell’ondata anticattolica degli anni Trenta in Spagna, durante la quale anche il 70 per cento delle chiese subì devastazioni, sono migliaia. Già Giovanni Paolo II, tra il 1987 e il 2001, ne aveva beatificati 460. Tra il 2005 e il 2011 Benedetto XVI ne ha beatificati più di cinquecento. Con i 522 che saranno beatificati il 13 ottobre prossimo a Tarragona, la Chiesa avrà qualcosa come 1.500 beati martiri uccisi in Spagna negli anni Trenta, di cui alcuni già canonizzati.
«Ma questi rappresentano solo una piccola percentuale delle circa 10 mila persone morte per Cristo», spiega a tempi.it monsignor Vicente Cárcel Ortí, storico ed esperto dei rapporti Stato-Chiesa nella Spagna del XX secolo e autore di numerosi libri sui martiri di quel periodo.

Monsignor Cárcel Ortí, chi sono questi uomini e donne che morirono a causa delle loro fede?
Bisogna precisare che questi beati non sono propriamente martiri della guerra civile, perché la persecuzione è cominciata prima, con l’istituzione della Repubblica tramite il colpo di Stato del 1931, avvenuto per mano delle variegate anime della sinistra. Fu un attentato alla Corona, che allora era naturalmente associata alla Chiesa, data la cattolicità della nazione spagnola. Combattere la monarchia equivaleva dunque ad attaccare la Chiesa. Per questo i liberali erano anticlericali, e si opponevano alle leggi della Corona considerate cattoliche: cominciò una discriminazione nei fatti e legale, accompagnata da una campagna mediatica non anticlericale appunto, ma anticattolica. Fu così che venne a mancare la libertà religiosa, mentre, giorno dopo giorno, si creava una mentalità per cui la Chiesa cominciò ad essere percepita come la responsabile di tutti i mali. Infine, dopo tre anni, nel 1934, cominciarono gli omicidi: nella Regione delle Asturie vennero uccisi mille civili e 34 religiosi, di cui 9 sono già stati canonizzati, mentre gli altri sono in via di beatificazione. Non solo, furono distrutte anche la bellissima cattedrale della capitale, Oviedo, il seminario e gli edifici religiosi della città. Questo sarebbe diventato il metodo della sinistra anticattolica: uccidere qualsiasi credente, profanare le chiese e distruggere qualsiasi simbolo, edificio o opera d’arte legati alla religione cattolica.

guerra-civile-spagna-chiesaCome si arrivò a compiere atti pubblici tanto atroci, senza pensare di perdere il consenso della popolazione credente?
È difficile capire come si arrivò a un livello di violenza così feroce. Pio XII nel 1936 parlò di «odio di Satana». Non trovo altre spiegazioni a tanto furore, che portò non solo all’omicidio di migliaia di uomini ma anche alla profanazione di tantissime chiese.

Perché la Chiesa cattolica era così invisa al potere?
L’ideologia marxista diceva che occorreva rispondere alla questione sociale tramite il metodo stalinista. Perfino alcuni illuminati, seppur liberali, riconobbero che la guerra civile era proprio il tentativo di ricreare i soviet di Stalin in Spagna. La Chiesa non aveva mezzi per rispondere alle nuove istanze sociali. Così, quando nel 1936 ci fu un nuovo colpo di Stato contro la Repubblica, i militari vennero supportati dal popolo, ormai da anni istigato contro la Chiesa. Ma siccome questo popolo era in maggioranza cattolico lo scontro avveniva spesso tra fratelli, come sottolineò sempre Pio XII: fu l’emblema della Seconda guerra mondiale.

È in questo contesto che gli omicidi e gli atti dissacranti cominciarono a diventare sistema normale.
Prima si cominciò con la propaganda, che incolpava i cattolici retrogradi, e poi si arrivò a giustificare la violenza che si consumava quotidianamente per strada e nelle piazze. Non uccidendo solo preti e suore, ma intere famiglie di fronte a tutti, come si vede in un film uscito di recente. George Orwell, allora anarchico di sinistra e corrispondente di guerra, scrisse che in questa lotta non avevano pace nemmeno i morti. Anche i cimiteri venivano profanati, con i cadaveri riesumati e le tombe distrutte. Ma ripeto, prima ci furono cinque anni di campagna martellante e quotidiana contro i cattolici.

L'udienza generale di Papa FrancescoAnche oggi la Chiesa è accusata di non essere “al passo coi tempi”.
Ora è anche peggio, perché ci si accorge meno della violenza del potere. È più subdola, anche per il fatto che non si sa più chi sia il nemico, che allora riconoscevi con i fucili in mano. Non solo, la mentalità mondana sta entrando nel cervello di molti cattolici. Mentre allora la maggioranza aveva resistito.

Morirono non solo religiosi ma anche laici: giovani, padri e madri di famiglia.
Non si tratta di eroi, ma di persone normali che vivevano una fede per cui valeva la pena dare la vita. E fu una sorpresa anche per la Chiesa: molti pensavano che la fede popolare degli spagnoli fosse insufficiente, folcloristica e sentimentale. Invece, davanti alla prova, emerse la sua forza semplice e cristallina, prima snobbata dagli intellettuali. La cosa impressionante è che in ogni città, senza conoscersi né mettersi d’accordo, morirono tutti allo stesso modo: invitati ad abiurare in cambio della vita, rifiutarono e morirono pregando per i loro assassini e urlando: “Viva Cristo Re”. Come accadeva anche in Messico o in Germania davanti alle SS di Hitler.

Vi furono casi di abiura?
Leggendo tutte le carte dei processi non si trova un solo caso di tradimento. Questo è miracoloso perché non è scontato che uno che ha fede non ceda o non tradisca.

Perché beatificarli proprio ora?
A cominciare fu Giovanni Paolo II, vissuto sia sotto il nazismo sia sotto il comunismo. Nel Novecento si pensava ancora ai martiri cristiani come a quelli morti durante l’impero romano. Invece i martiri sono tornati con i totalitarismi e le dittature. Il Papa voleva che ci si ricordasse di ciascuno di loro, che fosse mantenuta la memoria storica dei disastri provocati da un secolo che ha dimenticato Dio. Per questo anche papa Benedetto ha continuato con le beatificazioni.

E non sembra che sia finita.
Papa Francesco non fa che parlare di martirio, che significa testimonianza. Il Papa invita i cattolici ad andare controcorrente e a non piegarsi alle leggi mondane. Lo ha fatto il 17 di giugno incontrando la curia romana. E continua a ripeterlo anche ai giovani. Voglio chiudere con le sue parole che spiegano perché il martirio sia così attuale.
Sono quelle dell’Angelus dello scorso 23 di giugno: «Che cosa significa “perdere la vita per causa di Gesù”? Questo può avvenire in due modi: esplicitamente confessando la fede o implicitamente difendendo la verità. (…) Quante persone pagano a caro prezzo l’impegno per la verità! Quanti uomini retti preferiscono andare controcorrente, pur di non rinnegare la voce della coscienza, la voce della verità! Persone rette, che non hanno paura di andare controcorrente! E noi, non dobbiamo avere paura! Fra voi ci sono tanti giovani. A voi giovani dico: non abbiate paura di andare controcorrente, quando ci vogliono rubare la speranza, quando ci propongono questi valori che sono avariati, valori come il pasto andato a male e quando un pasto è andato a male, ci fa male; questi valori ci fanno male. Dobbiamo andare controcorrente! E voi giovani, siate i primi: andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente!».



[SM=g1740733]



Caterina63
Monday, December 09, 2013 3:00 PM

  PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 9 dicembre 2013 (VIS). Oggi, 9 dicembre 2013, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Papa ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MIRACOLO

- attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Giovannina Franchi, Fondatrice della Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata; italiana, (1807-1872),

MARTIRIO

- dei Servi di Dio Mario Vergara, Sacerdote professo del Pontificio Istituto per le Missioni Estere, e Isidoro Ngei Ko Lat, Laico e Catechista, uccisi, in odio alla Fede, a Shadaw (Birmania, oggi Myanmar) il 24 maggio 1950.

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Maurice Garrigou, Sacerdote, Fondatore dell'Istituto di Nostra Signora della Compassione; francese (1766-1852);

- del Servo di Dio Clemente (al secolo: Vincenzo Fuhl), Sacerdote professo dell'Ordine di Sant'Agostino; tedesco (1874-1935);

- del Servo di Dio Marcello della Vergine del Carmelo (al secolo: Boldizsár Marton), Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi; ungherese (1887-1966);

- del Servo di Dio Romano Bottegal, Sacerdote professo dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti); italiano (1921-1978);

- della Serva di Dio Rosalia Cadron-Jetté (in religione: Madre della Natività), Fondatrice dell'Istituto delle Suore della Misericordia; canadese (1794-1864);

- della Serva di Dio Maria Rosa Teresa Gay Tibau, Fondatrice dell'Istituto delle Suore di San Giuseppe ora Religiose di San Giuseppe di Gerona; spagnola (1813-1884);

- della Serva di Dio Maria Oliva del Corpo Mistico (al secolo: Maria Oliva Bonaldo), Fondatrice dell'Istituto delle Figlie della Chiesa; italiana (1893-1976);

- della Serva di Dio Orsola Mezzini, Religiosa professa e Superiora Generale della Congregazione delle Suore della Piccola Missione per i Sordomuti; italiana (1853-1919);

- della Serva di Dio Maria Scolastica della Divina Provvidenza (al secolo: Orsola Maria Rivata), Religiosa professa e Prima Superiora Generale delle Pie Discepole del Divin Maestro; italiana (1897-1987);

- del Servo di Dio Raffaele Cordero Molina, Laico; portoricano (1790-1868).



 




Presto Beati padre Vergara e il laico Isidoro, martiri in Birmania, e Madre Giovannina Franchi



Tre Beati, una fondatrice religiosa e due martiri, e dieci nuovi Venerabili, cinque donne e cinque uomini. I loro nomi sono contenuti nei Decreti promulgati ieri da Papa Francesco, dopo l’udienza concessa stamattina al cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il profilo dei nuovi Beati nel servizio di Alessandro De Carolis:RealAudioMP3 

L’assistenza verso gli ammalati per Giovannina Franchi non poteva essere vissuta guardando l’orologio. Né poteva esserci malattia tanto disgustosa nell’apparenza da negare il conforto delle cure per chi ne era affetto.
Sono sufficienti queste due convinzioni, diventate regola nel suo Istituto, per capire chi fosse la prossima Beata della quale è stato riconosciuto il miracolo che la porterà agli altari. Nativa di Como, dove nasce nel 1807, arriva tardi a consacrarsi, 33 anni, dopo una prima parte della vita trascorsa in un educandato e una breve esperienza di fidanzamento.
Intorno alla metà dell’Ottocento si dedica all’assistenza dei malati a domicilio finché nel 1853 fonda, con tre compagne, quella che poi diventerà la Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata. La loro predilezione va ai malati gravi e moribondi, perché più soli e più vicini all’incontro con Dio. Dobbiamo mostrarci, scrive la Franchi, “coraggiose ed umili nel tempo stesso, pazienti e cortesi nelle maniere, amanti del silenzio e della fatica, ben disposte all’assistenza degli infermi ed a qualunque opera di carità senza eccezione di alcun ufficio comeché faticoso e ributtante”. La loro opera rasenta l’eroismo quando Como è impestata dal “vaiolo nero”, ritenuto da alcuni il colera. Giovannina Franchi ne viene contagiata a morte, che la coglie all’alba del 23 febbraio 1872, a quasi 65 anni di età.


Storia di una morte eroica in nome di Cristo è anche quella che racconta, nella prima metà del Novecento, la vita di Mario Vergara, sacerdote professo del Pontificio Istituto per le Missioni Estere (Pime), e Isidoro Ngei Ko Lat, laico e catechista.
Padre Mario, napoletano di Frattamaggiore, ha 19 anni quando entra nel Pime. A 24 viene inviato in Birmania nel distretto di Citaciò, che conta una trentina di villaggi della tribù dei Sokù. Padre Mario è infaticabile e si procura ben presto la stima di tutti sono solo come sacerdote, ma anche come educatore, medico, amministratore e spesso anche giudice e arbitro.
Quando l’Italia dichiara guerra all’Inghilterra, nel 1940, i missionari del Protettorato britannico sulla Birmania vengono etichettati come fascisti e inviati nei campi di concentramento inglesi in India. La prigionia termina alla fine del ‘44 e un indebolito padre Mario torna alla sua missione, temendo di essere ormai considerato inutile.
Al contrario, gli viene data la possibilità di fondare una nuova missione, che diventerà la parrocchia di Shadaw.
I suoi sforzi apostolici portano presto a ottimi risultati e ciò gli attira il risentimento dei protestanti battisti. Quando nel ’48 la Birmania ottiene l’indipendenza, nel Paese esplode la guerra civile. Le truppe ribelli, di religione battista, si macchiano di violenze e soprusi contro i quali padre Mario si schiera coraggiosamente.
Il 24 maggio 1950, accompagnato dal suo catechista, Isidoro, padre Mario si reca a Shadaw per protestare per un torto subito. Entrambi vengono però arrestati come spie del governo centrale e uccisi a colpi di fucile all’alba del 25 maggio 1950. I loro corpi, rinchiusi in sacchi, sono gettati nel fiume Salween e non più ritrovati.


Nei decreti promulgati oggi da Papa Francesco si riconoscono le virtù eroiche di dieci Servi e Serve di Dio. Si tratta di Maurizio Maria Matteo Garrigou, sacerdote, fondatore dell'Istituto di Nostra Signora della Compassione;
Clemente (al secolo: Vincenzo Fuhl), sacerdote professo dell'Ordine di Sant'Agostino;
Marcello della Vergine del Carmelo (al secolo: Boldizsár Marton), sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi;
Romano Bottegal, sacerdote professo dell'Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti); Raffaele Cordero Molina, Laico; nato a San Juan de Puerto Rico (Puerto Rico) il 24 ottobre 1790 ed ivi morto il 5 luglio 1868;
Rosalia Cadron-Jetté (in religione: Madre della Natività), fondatrice dell'Istituto delle Suore della Misericordia;
Maria Rosa Teresa Gay Tibau, fondatrice dell'Istituto delle Suore di San Giuseppe ora Religiose di San Giuseppe di Gerona;
Maria Oliva del Corpo Mistico (al secolo: Maria Oliva Bonaldo), fondatrice dell'Istituto delle Figlie della Chiesa;
Orsola Mezzini, religiosa professa e superiora generale della Congregazione delle Suore della Piccola Missione per i Sordomuti; Scolastica della Divina Provvidenza (al secolo: Orsola Maria Rivata), religiosa professa e prima superiora generale delle Pie Discepole del Divin Maestro.




Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/12/09/presto_beati_padre_vergara_e_il_laico_isidoro,_martiri_in_birmania,_e/it1-754153 
del sito Radio Vaticana 




 

Caterina63
Sunday, December 15, 2013 9:58 PM

13/12/2013 
  Approvato dai medici il «miracolo» di Paolo VI


                                            
PAOLO VI

La consulta della Congregazione dei santi ha dichiarato inspiegabile la guarigione di un bambino non ancora nato. Beatificazione più vicina per il Pontefice bresciano

ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

La consulta medica della Congregazione delle cause dei santi, presieduta dal dottor Patrizio Polisca - medico personale di Benedetto XVI e ora di Francesco - ha dichiarato ieri «inspiegabile» una guarigione avvenuta per intercessione di Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI. Ora il presunto miracolo dovrà essere vagliato dai teologi e dai cardinali, prima dell'approvazione del Pontefice, ma lo scoglio più difficile è stato superato: si può facilmente prevedere che la beatificazione di Montini avvenga nei prossimi mesi.

Il postulatore della causa, padre Antonio Marrazzo, aveva scelto da tempo, tra le segnalazioni ricevute, un caso di guarigione risultato «inspiegabile» ai primi esami clinici. Un anno fa, il 20 dicembre 2012, Papa Ratzinger proclamava «l'eroicità delle virtù» di Paolo VI, chiudendo così il processo canonico. Per la beatificazione serviva soltanto il riconoscimento di un miracolo.

Il presunto miracolo che Marrazzo ha deciso di presentare alla consulta riguarda la guarigione di un bambino non ancora nato, avvenuta nei primi anni Novanta in California. Durante la gravidanza, i medici avevano riscontrato un grave problema nel feto e a motivo delle conseguenze cerebrali che intervengono in questi casi avevano suggerito come unico possibile rimedio alla giovane mamma quello dell’aborto. La donna si era opposta aveva voluto portare a termine la gravidanza affidandosi all’intercessione di Paolo VI, il Papa che nel 1968 scrisse l’enciclica «Humanae vitae».

Il bambino è nato senza problemi: si è atteso che raggiungesse l'adolescenza per constatare l’assenza di conseguenze e la perfetta guarigione. Si tratta, aveva detto Marrazzo un anno fa a Radio Vaticana, di «un avvenimento veramente straordinario e sovrannaturale, avvenuto per intercessione di Paolo VI». Una guarigione, continuava il postulatore della causa, «in linea con il magistero» del Papa che ha scritto la «Humanae vitae», un miracolo collegato alla «difesa della vita, espressa nell'enciclica, ma anche in difesa della famiglia, perché quel documento parla dell'amore coniugale, non soltanto sulla vita nascente. Questa guarigione è logica nella linea di Montini».

Nell'ultimo anno si sono intensificate le discussioni sul caso e si sono confrontati i pareri medici, fino all'esame finale avvenuto ieri. Lo scorso novembre il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, intervenendo a un convegno dedicato al viaggio di Paolo VI in Terra Santa, aveva parlato di beatificazione «che dovrebbe essere relativamente imminente».

Adesso l'ultima parola spetta al Papa regnante.



 



Caterina63
Wednesday, December 18, 2013 6:08 PM

La Chiesa ha un nuovo Santo: il gesuita Pietro Favre



La Chiesa ha da ieri un nuovo santo. Papa Francesco ha infatti esteso alla Chiesa Universale il culto liturgico in onore di Pietro Favre, sacerdote professo della Compagnia di Gesù. In segno di ringraziamento, Papa Francesco presiederà una Messa nella Chiesa di Gesù il 3 gennaio prossimo, alle ore 9, nel giorno della ricorrenza liturgica del Santissimo Nome di Gesù, “Titolo” della Compagnia di Gesù.

A concelebrare con il Papa saranno i suoi confratelli Gesuiti presenti a Roma.

Nel ricevere ieri il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il Pontefice ha inoltre autorizzato la promulgazione dei Decreti riguardanti il miracolo attribuito all'intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Teresa Demjanovich, Suora professa della Congregazione delle Suore della Carità di Sant'Elisabetta, morta a Elizabeth negli Stati Uniti nel 1927, le virtù eroiche del Servo di Dio Emanuele Herranz Establés, sacerdote diocesano e Fondatore delle Religiose Esclavas de la Virgen Dolorosa, morto a Madrid nel 1968, e le virtù eroiche del Servo di Dio Giorgio Ciesielski, Laico e Padre di famiglia morto in Egitto il 9 ottobre 1970.

Sulla figura del nuovo Santo, il servizio di Alessandro De Carolis:RealAudioMP3 


Un uomo pio, al tempo in cui questo appellativo non suscitava come oggi sorrisi di sufficienza ma racchiudeva l’ammirazione per una persona di superiore fibra umana e spirituale. Questo fu ai suoi tempi – 500 anni fa – Pietro Favre, di professione “apostolo”. Apostolo del Vangelo, apostolo del Papa, apostolo del nascente carisma dei Gesuiti, che propagherà dappertutto durante i suoi molti viaggi. Favre studia a Parigi e insegna per due anni alla “Sapienza” di Roma, ma la sua dottrina è per gli istruiti come per gli analfabeti e per lui non fa differenza lasciare il prestigio della cattedra quando il Papa lo invia a insegnare catechismo nelle campagne parmensi. E nessuna differenza ancora farà, più tardi, obbedire al Papa che lo invia in Germania come ponte di dialogo tra Chiesa e il montante protestantesimo di Lutero. Del resto, Favre è un gesuita innamorato della via aperta da Sant’Ignazio, nella quale diventa il primo sacerdote nel maggio del 1534 e il 15 agosto seguente, con il fondatore della Compagnia e altri cinque compagni emette il celebre voto di Montmartre, cioè di vivere in povertà e di andare a Gerusalemme, promettendo di mettersi a disposizione del Papa. 

La guerra tra turchi e veneziani si mette di mezzo a impedire il pellegrinaggio, e allora quel primo nucleo del futuro Ordine si reca da Paolo III. Gli incarichi che il Papa affida sono diversi. Pietro Favre si mette in viaggio attraverso l'Europa. Predica, tiene esercizi, visita monasteri, con una dedizione e una sopportazione della fatica che finisce per minare la sua tenuta fisica. Ed è con la salute malmessa che Pietro Favre si mette in viaggio per Roma, che raggiunge il 17 luglio 1546, per quello che sarà il suo ultimo, grande incarico: offrire un contributo di dialogo alla discussione del Concilio di Trento, col quale la Chiesa intende rispondere alla Riforma di Lutero. Favre però si ammala e a Roma muore il primo agosto 1547.

La bellezza spirituale di Pietro Favre è condensata nello spagnolo e nel latino che usa per redigere il suo “Memoriale”, sorta di diario spirituale che, assieme al suo epistolario, fa brillare la gemma della sua fede e del suo stile di vita genuinamente cristiano.


Sul legame speciale di Pietro Favre con Sant’Ignazio di Loyola, e sulla devozione che nutre tutta la Compagnia del Gesù nei suoi confronti a partire da Papa Francesco, Gudrun Sailer ha intervistato padre Anton Witwer, postulatore generale dei Gesuiti:RealAudioMP3 

R. – Questo incontro è stato decisivo per tutta la sua vita, perché da Sant’Ignazio ha ricevuto la sua formazione spirituale. Poi, però, per Sant’Ignazio stesso era diventato uno che lo sfidava, particolarmente per gli scrupoli che aveva avuto a lungo nel tempo. Questo ha portato Sant’Ignazio a mettere poi nel libro degli Esercizi le regole degli scrupoli. Nella Compagnia, Pietro Favre ha sempre vissuto nell’obbedienza ed è sempre stato in missione per altri: per il Papa, per il padre generale, per l’imperatore, per il re del Portogallo, di Spagna. E così, proprio per questo sforzo immenso durante questi viaggi, lui è morto a 40 anni.

D. – Il Santo Padre, Francesco, apprezza tantissimo Pietro Favre e l’ha chiamato nella sua lunga intervista alla rivista gesuita “un prete riformato”, ma che cosa significa?

R. – All’inizio, tutti i Gesuiti sono stati considerati preti riformati e non solamente Pietro Favre, perché hanno vissuto il sacerdozio in povertà – aspetto decisivo – e si sono messi a disposizione di tutta la Chiesa, senza chiedere niente. Questa è stata la cosa nuova, ed è l’aspetto che è rimasto nella spiritualità della Compagnia. Perché la devozione particolare a Pietro Favre? Perché è stato il primo sacerdote della Compagnia. Lui ha celebrato la Messa, in cui tutti i primi compagni, incluso Sant’Ignazio, fecero voto a Montmartre, il 15 agosto 1534. E dopo la partenza di Ignazio dalla Spagna, Pietro Favre è stato il direttore spirituale di tutto questo gruppo. L’influenza, quindi, del suo modo di vivere il sacerdozio su tutti gli altri compagni è stata molto grande. E per questo, nella Compagnia, rispetto al sacerdozio, lui è la figura più importante.

D. – Pietro Favre viaggiava tanto ed è entrato in contatto anche con la Riforma, con le guerre tra le confessioni. Quale atteggiamento lo contraddistingue nelle situazioni difficili?

R. – Pietro Favre è sempre stato un uomo della riconciliazione, della pace. Ha visto i protestanti essere non tanto un attacco alla Chiesa, anche se soffriva, però, l’”ignoranza” della gente nei confronti della fede. Per questo, ha detto “ciò che noi dobbiamo fare è annunciare il Vangelo”. Era convinto che l’annuncio autentico della fede in Gesù Cristo potesse eliminare tutte le divisioni – anche per noi oggi è molto importante – nella misura in cui tutti crescono come cristiani. Anche l’unità può diventare una realtà.

D. – San Pietro Favre che cosa ci dice oggi come cattolici?

R. – Noi da lui possiamo imparare a guardare la nostra realtà, la realtà quotidiana, con gli occhi di Gesù Cristo.

D. – San Pietro Favre come il Santo della coscienza...

R. – E’ il Patrono dell’esame di coscienza, cui siamo tutti invitati.




Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/12/18/la_chiesa_ha_un_nuovo_santo:_il_gesuita_pietro_favre/it1-756507 
del sito Radio Vaticana 





Caterina63
Monday, January 27, 2014 3:40 PM

PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 27 gennaio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

MARTIRIO:

- del Servo di Dio Pietro Asúa Mendía, Sacerdote diocesano; nato a Valmaseda (Vizcaya, Spagna) il 30 agosto 1890 e ucciso, in odio alla Fede, a Liendo (Santander, Spagna) il 29 agosto 1936;

VIRTÙ EROICHE

- del Servo di Dio Giuseppe Girelli, Sacerdote diocesano; italiano (1886-1978).

- del Servo di Dio Zaccaria di Santa Teresa (al secolo: Zaccaria Salteráin Vizcarra), Sacerdote professo dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi; spagnolo, (1887-1957).

- della Serva di Dio Marcella Mallet, Fondatrice delle Suore della Carità di Québec; canadese, (1805-1871).

- della Serva di Dio Maria Benedetta Arias, Fondatrice delle Suore Ancelle di Gesù nel Sacramento; argentina (1822-1894).

- della Serva di Dio Margherita del Sacro Cuore di Gesù (al secolo: Virginia De Brincat), Fondatrice delle Suore Francescane del Cuore di Gesù; maltese (1862-1952).

- della Serva di Dio Serafina (al secolo: Noemy Cinque), Suora professa della Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo; brasiliana, (1913-1988).

- della Serva di Dio Elisabetta Sanna, vedova Laica, Terziaria professa dell'Ordine dei Minimi di San Francesco, del Sodalizio dell'Unione dell'Apostolato Cattolico fondato da San Vincenzo Pallotti; italiana, (1788-1857).






Caterina63
Thursday, April 03, 2014 2:26 PM

  aggiornamento catalogo dei Santi

2014-04-03 Radio Vaticana

Papa Francesco ha ricevuto oggi il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, iscrivendo nel catalogo dei Santi tre Beati:
- Francesco de Laval, già Vescovo di Québec; nato a Montigny-sur-Avre (Francia) il 20 aprile 1623 e morto a Québec (Canada) il 6 maggio 1708;
- Giuseppe de Anchieta, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; nato a San Cristobal de La Laguna (Tenerife, Isole Canarie) il 19 marzo 1534 e morto a Reritiba (Brasile) il 9 giugno 1597;
- Maria dell'Incarnazione (al secolo: Maria Guyart), Fondatrice del Monastero delle Orsoline nella città di Québec; nata a Tours (Francia) il 28 ottobre 1599 e morta a Québec (Canada) il 30 aprile 1672.

La prassi adottata per questi Beati è quella della canonizzazione cosiddetta «equipollente», pratica utilizzata nei riguardi di figure di particolare rilevanza ecclesiale per le quali è attestato un culto liturgico antico esteso e con ininterrotta fama di santità e di prodigi.
La stessa prassi è stata adottata da Papa Francesco per le canonizzazioni di Angela Foligno (9 ottobre 2013) e di Pietro Favre (17 dicembre 2013).
Formulata da Benedetto XIV nella sua opera “De Servorum Dei beatificazione et de Beatorum canonizatione”, tale pratica è stata effettuata regolarmente dalla Chiesa, anche se non con frequenza; essa comporta che il Papa estenda precettivamente a tutta la Chiesa il culto di un servo di Dio non ancora canonizzato, mediante l’inserimento della sua festa, con Messa e ufficio, nel Calendario della Chiesa universale. E’ quindi una sentenza definitiva del Papa sulla santità del servo di Dio, sentenza espressa però non con la solita formula di canonizzazione, ma mediante un decreto obbligante tutta la Chiesa a venerare quel servo di Dio con il culto riservato ai santi canonizzati.

Come spiegato recentemente dal card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, in un articolo su “L’Osservatore Romano”, per questo tipo di canonizzazione «si richiedono tre elementi: il possesso antico del culto; la costante e comune attestazione di storici degni di fede sulle virtù o sul martirio; la ininterrotta fama di prodigi».

E se si soddisfano queste condizioni «il Sommo Pontefice, di sua autorità, può procedere alla canonizzazione equipollente, cioè all’estensione alla Chiesa universale della recita dell’ufficio divino e della celebrazione della Messa, "senza alcuna sentenza formale definitiva, senza aver premesso alcun processo giuridico, senza aver compiuto le consuete cerimonie"». Molti esempi di questa forma di canonizzazione risalgono al pontificato di Benedetto XIV; per esempio, i santi Romualdo (canonizzato 439 anni dopo la sua morte), Norberto, Bruno, Pietro Nolasco, Raimondo Nonnato, Giovanni di Matha, Felice di Valois, la regina Margaret di Scozia, il re Stefano d'Ungheria, Venceslao duca di Boemia e Papa Gregorio VII. Nella storia recente Giovanni Paolo II ne ha compiute tre ( 3 ottobre 1982: Giovanni da Fiesole, meglio noto come Beato Angelico, insieme a Salvatore Lilli e Giovanna Jugan), una Benedetto XVI ( 10 maggio 2012: Ildegarda di Bingen), l’ultima, quella di Angela da Foligno, è stata firmata il 9 ottobre scorso dallo stesso papa Francesco. (Ma diverso è il caso di Giovanni XXIII la cui prossima canonizzazione - con la decisione del Papa di dispensare la causa dal miracolo - non è però classificabile come equipollente).


Nella medesima udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti relativi a quattro prossimi nuovi Santi, un nuovo Beato e 8 Venerabili Servi di Dio. Questi i prossimi nuovi Santi:

- il Beato Giovanni Antonio Farina, Vescovo di Vicenza, Fondatore dell'Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea Figlie dei Sacri Cuori; nato a Gambellara (Vicenza, Italia) l'11 gennaio 1803 e morto a Vicenza (Italia) il 4 marzo 1888;

- il Beato Ciriaco Elia Chavara, Sacerdote, Fondatore della Congregazione dei Carmelitani della Beata Vergine Maria Immacolata; nato a Kainakary (Kerala, India) il 10 febbraio 1805 e morto a Koonammavu (Kerala, India) il 3 gennaio 1871;

- il Beato Nicola da Longobardi (al secolo: Giovanni Battista Clemente Saggio), Oblato professo dell'Ordine dei Minimi; nato a Longobardi (Cosenza, Italia) il 6 gennaio 1650 e morto a Roma (Italia) il 3 febbraio 1709;

- la Beata Eufrasia del Sacro Cuore (al secolo: Rosa Eluvathingal), Suora professa della Congregazione delle Suore della Madre del Carmelo; nata nel villaggio di Kattoor (Kerala, India) il 17 ottobre 1877 e morta a Ollur (Kerala, India) il 29 agosto 1952;

Sarà presto proclamato Beato il Venerabile Servo di Dio Luigi della Consolata (al secolo: Luigi Bordino), nato a Castellinaldo (Cuneo, Italia) il 12 agosto 1922 e morto a Torino (Italia) il 25 agosto 1977.

Infine, sono stati proclamati Venerabili Servi di Dio con il riconoscimento delle virtù eroiche:

- il Servo di Dio Francesco Simón Ródenas, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Vescovo titolare di Echino, già Vescovo di Santa Marta; nato a La Aparecida (Alicante, Spagna) il 2 ottobre 1849 e morto a Masamagrell (Valencia, Spagna) il 22 agosto 1914;

- il Servo di Dio Adolfo Barberis, Sacerdote diocesano, Fondatore dell'Istituto delle Suore del Famulato Cristiano; nato a Torino (Italia) il 1° giugno 1884 ed ivi morto il 24 settembre 1967;

- il Servo di Dio Maria Clemente (al secolo: Giuseppe Staub), Sacerdote professo della Congregazione degli Agostiniani dell'Assunzione, Fondatore della Congregazione delle Suore di Santa Giovanna d'Arc; nato a Kaysersberg (Alsazia Lorena, Francia) il 2 giugno 1876 e morto a Sillery (Québec, Canada) il 16 maggio 1936;

- il Servo di Dio Sebastiano Elorza Arizmendi, Laico professo dell'Ordine di Sant'Agostino; nato a Idiazábal (Spagna) il 31 ottobre 1882 e morto a Santa María de La Vid (Spagna) l'8 dicembre 1942;

- la Serva di Dio Maria Teresa di Gesù Eucaristico (al secolo: Dulce Rodrigues dos Santos), Fondatrice della Congregazione delle Piccole Missionarie di Maria Immacolata; nata a São Paulo (Brasile) il 20 gennaio 1901 e morta a São José dos Campos (Brasile) l'8 gennaio 1972;

- la Serva di Dio Clara della Concezione (al secolo: Giovanna della Concezione Sánchez García), Monaca professa dell'Ordine di Santa Chiara; nata a Torre de Cameros (Logroño, Spagna) il 14 febbraio 1902 e morta a Soria (Spagna) il 22 gennaio 1973;

- la Serva di Dio Maria Maddalena di Gesù Sacramentato (al secolo: Maria Giuseppina Teresa Marcucci), Religiosa professa della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; nata a San Gimignano-Ponte Moriano (Lucca, Italia) il 24 aprile 1888 e morta a Madrid (Spagna) il 10 febbraio 1960;

- il Servo di Dio Luigi Rocchi, Laico; nato a Roma (Italia) il 19 febbraio 1932 e morto a Macerata (Italia) il 26 marzo 1979.








Questa è la versione 'lo-fi' del Forum Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 12:37 PM.
Copyright © 2000-2014 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com