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kira1978
Thursday, September 02, 2004 9:01 PM

Stanno relativamente bene, ma presentano forti segni di stress. Tutta l'area resta circondata dalle forze speciali russe
Un soldato russo tiene sotto tiro la scuola dove si trovano gli ostaggi (Ap)

BESLAN (RUSSIA) - Un gruppo di ostaggi, 26 tra donne e bambini, è stato liberato dalla scuola di Beslan. Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass. I ventisei rilasciati sono 15 bambini e 11 donne, e «stanno più o meno bene», a parte l’inevitabile choc psicologico, comunica il servizio stampa del ministero degli Interni dell’Ossezia del Nord. I negoziati, riferisce l’agenzia Ria-Novosti, continuano «intensi e su una serie di questioni», prima di tutte la distribuzione di cibo agli oltre 300 ostaggi che il commando di terroristi tiene ancora prigionieri nella scuola di Beslan. Secondo fonti locali, per ora l’emergenza è stata superata grazie a scorte alimentari della mensa della scuola.
La liberazione è stata resa possibile dall'intervento del generale Ruslan Aushev, ex presidente della repubblica autonoma russa dell'Inguscezia, eroe della guerra in Afghanistan e attuale presidente di un'associazione di veterani russi.

ESPLOSIONI - Due esplosioni sono state udite in precedenza dalla scuola di Beslan, in Ossezia del Nord, dove da mercoledì un commando terroristico ceceno tiene in ostaggio 354 persone, di cui 132 scolari di età compresa tra i 7 e i 12 anni. Nell'area dell'edificio si è levata una densa colonna di fumo scuro. L'area immediatamente antistante alla scuola è circondata dalle forze speciali russe che però non sono entrate in azione dopo che il presidente russo Vladimir Putin aveva escluso per ora tale opzione. Notizia questa confermata da un giornalista della Reuters presente sul posto, secondo il quale i soldati non si sono mossi.
Le due esplosioni sono state innescate da due granate lanciate dai sequestratori contro due autovetture che sarebbero passate troppo vicine all’edificio. Lo ha riferito la cellula di crisi, precisando che nessuna delle due macchine sarebbe stata colpita.
Dopo la prima esplosione, molti dei parenti degli ostaggi si
sono precipitati verso il cordone di sicurezza che isola l’area,
per tentare di sapere cosa fosse successo. La nuvola di fumo che
si era alzata subito dopo le due esplosione si è velocemente
dissolta. Fonti ufficiali hanno tuttavia precisato che non vi sono state vittime né feriti in questa circostanza.

CIBO DELLA MENSA - Continua a rifiutare le offerte di cibo, acqua e medicinali dei negoziatori russi il commando che da ieri tiene in ostaggio alunni, genitori e insegnanti. Sale l'inquietudine per le condizioni dei bambini, dato che l'acqua dei rubinetti non è classificata come potabile, e le scorte della mensa - che vengono rinnovate giorno per giorno - sono esigue. Una distribuzione di cibo, secondo indiscrezioni trapelate dall'entourage dei negoziatori, oggi è stata fatta. Ma il problema si riproporrà sin da domani.
INCERTEZZA - Rimane incerto il bilancio delle vittime provocate sin'ora dal blitz del commando che da ieri mattina tiene in ostaggio alunni, genitori e insegnanti della scuola numero uno di Beslan, in Ossezia del Nord. Stando ad alcune fonti sarebbero 16, mentre altri parlano di sette morti. Fra quelli accertati, vi sono i due cadaveri che giacciono davanti all'edificio, e che nessuno ha potuto recuperare: i sequestratori sparano a vista su chi si avvicina troppo alla scuola. Altri due sono deceduti in ospedale, dove restano ricoverati 13 feriti. Ma all'interno dell'edificio scolastico, secondo le informazioni che circolano fra i giornalisti sul posto, giacerebbero ancora altri 12 corpi.

P.S:Speriamo che si stia muovendo qualcosa
Roydup
Friday, September 03, 2004 9:45 AM
c'erano bambini piccolissimi...che cattiveria !
kira1978
Friday, September 03, 2004 10:39 AM
Ossezia: gli ostaggi sono più di mille
Spari nella notte, forse morti e feriti tra i prigionieri
Cresce l'angoscia, dopo che alcune donne liberate hanno rivelato che il numero dei sequestrati è più alto di quanto detto.

BESLAN (RUSSIA) - Cresce l'angoscia per gli ostaggi intrappolati intrappolati da mercoledì nella scuola di Beslan nell'Ossezia del nord dopo essere stati sequestrati da un commando composto da 17 guerriglieri ceceni printi a far saltare in aria l'edificio. Ancor di più ora che si sa per certo che i sequestrati non sono più di 300 come era stato annunciato dalle autorità, ma oltre 1000 secondo quanto rivelato da una delle donne liberate giovedì dai sequestratori.
GLI OSTAGGI - Secondo quanto riferisce la stampa locale, una donna liberata ieri ha detto: «Noi siamo 1.020». Un’altra testimone, un’insegnante liberata insieme alla figlia di tre anni, afferma al quotidiano Izvestia: «In televisione dicono che ci sono 350 ostaggi. Non è vero. Ci sono almeno 1.500 persone nella scuola». Anche secondo un’altra ex ostaggio, Zalina Dzandarovaia, «Non ci sono 300 persone, ma 1.500 persone». Un’altra donna, 27 anni, citata dal quotidiano dei commercianti, afferma che i terroristi hanno rinchiuso gli ostaggi nella palestra «dove le persone sono ammucchiate una sull’altra». E aggiunge: «E’ difficile respirare anche se le finestre sono rotte». Zalina Dzandarovaia aggiunge: «I terroristi si dicono ceceni e reclamano il ritiro dell’esercito russo dalla Cecenia. Ci hanno detto che i russi hanno ucciso i loro bambini e che non hanno più niente da perdere».

SITUAZIONE CRITICA - Si continua intanto a trattare anche se la situazione permane critica. All'alba sono cominciati nuovi colloqui, mentre nella notte si sono uditi spari. Secondo la versione di un deputato russo i terroristi avrebbero ucciso 20 ostaggi, mentre secondo alcuni uomini dell'Fsb (il servizio di sicurezza russo) si sarebbe trattato di uno scambio di colpi con le forze dell'ordine in cui sarebbero rimasti colpiti anche dei sequestratori.
CONTATTI - «Al momento sono stati ristabiliti i contatti con i terroristi, e gli sforzi proseguono», ha riferito in proposito Valery Andreyev, responsabile operativo delle forze distaccate intorno all'istituto scolastico per salvare i prigionieri, tra i quali restano moltissimi bimbi anche in tenera età, nonchè portavoce regionale dell'Fsb, i Servizi di Sicurezza Federali che costituiscono l'erede principale dell'ex Kgb di era sovietica. «Però», ha aggiunto Andreyev, «non siamo riusciti a concordare la somministrazione di cibo e acqua ai bambini». La situazione nella scuola di Beslan si va facendo in effetti sempre più drammatica, e non solo per il rischio di una decimazione degli ostaggi, come minacciato dai guerriglieri, nè per le possibili conseguenze di un attacco delle teste di cuoio russe: i pochi viveri custoditi nella mensa sono infatti prossimi all'esaurimento, e i sequestratori si sono finora rifiutati di permettere alcun rifornimento.

www.corriere.it
Roydup
Friday, September 03, 2004 10:41 AM
Grrrrrrrrr mado madooooooooooooooooo bastaaaaa non passa un giorno in cui non si sento guerre efferati omicidi tragedie sequestri rapimenti BASTAAAAAAAAAAAAAAAA!
kira1978
Friday, September 03, 2004 11:38 AM
Ossezia, un venerdì d'angoscia

11,34 - CELLULA OPERATIVA: "BLITZ OBBLIGATO". Le forze speciali hanno avviato il blitz a Beslan dopo che una fuga di ostaggi aveva causato la sparatoria da parte dei terroristi. Lo riferisce la cellula di crisi precisando che si è trattato di una azione obbligata, causata dalla situazione.
11,30 - BLITZ IN CORSO, CROLLA IL TETTO DELLA SCUOLA. Le forze speciali stanno entrando nell'edificio. L'unità di crisi sul posto ha detto che non c'era alternativa. Secondo testimoni è caduto il tetto della scuola. La causa potrebbero essere le due esplosioni udite poco fa.
11,28 - FORZE SPECIALI IN POSIZIONE. Le squadre d'assalto stanno prendendo posizione intorno alla scuola. Ci sono elicotteri che sorvolano la zona. Gli spari continuano.
11,25 - CI SONO BAMBINI FERITI. Tra le persone fuggite dalla scuola, 30 secondo l'Intefraz tra donne e bambini, ci sono ragazzini coperti di sangue. Qualcuno è stato portato su un'ambulanza.
11,23 - AGENTI IN MIMETICA PORTANO VIA BIMBI. Agenti in mimetica sono stati visti portare via almeno 10 bambini dalla scuola di Beslan, ma si continua a sparare dall'istituo e si è udita un'altra esplosione.
11,17 - SPARI E FORTI ESPLOSIONI. La sparatoria ha provocato un fuggi fuggi tra la gente presente nelle vicinanze della scuola. Secondo alcuni testimoni, i terroristi avrebbero sparato dalle finestre, forse sulla folla, forse sul furgoncino che si presumeva fosse stato autorizzato a entrare per recuperare i corpi delle persone uccise dal commando. La sparatoria va avanti da alcuni minuti, dopo due esplosioni. Un fumo intenso si è innalzato sulla zona.
11,16 - GRUPPO DI OSTAGGI SCAPPATO. Un gruppo di ostaggi è riuscito a scappare dalla scuola di Besla. Intanto i sequestratori continuano a sparare.
11.04 - SPARATORIA VICINO ALLA SCUOLA. Davanti alla scuola sotto assedio sono stati uditi parecchi spari e due forti scoppi di granata. Lo hanno detto testimoni sul posto.
11.01 - ACCORDO PER RESTITUIRE I MORTI - Un'auto è arrivata vicino alla scuola per prendere i cadaveri.
10,03 - POLIZIOTTO FERITO ALLE PRIME ORE DI OGGI. Alle prime ore di oggi un agente di polizia russo impegnato nelle operazioni intorno alla scuola, è rimasto ferito dai colpi sparati dai terroristi. A confermarlo è stata l'agenzia di stampa russa Interfax, precisando che gli stessi terroristi hannno successivamente detto di aver sparato dopo aver notato nell'oscurità movimenti sospetti.
9.57 - "NO ALLA FORZA". Il presidente dell'Ossezia conferma: "Per ora non è previsto il ricorso alla forza".
9.40 - "VOGLIAMO L'INDIPENDENZA" - I sequestratori chiedono l'indipendenza della Cecenia.
9.23 - "UCCISI VENTI UOMINI". Lo sostiene un deputato, che ha parlato con alcuni ostaggi liberati ieri. La strage sarebbe avvenuta nella prima fase del sequestro, quando due donne si sono fatte saltare in aria. Secondo altri racconti, gli uomini sarebbero stati assassinati perché hanno fatto da scudo ai bambini nelle prime fasi dell'irruzione.
9.20 - IL NUMERO DEGLI INSEGNANTI. Sono 59 gli insegnanti prigionieri, secondo fonti russe.
9.10 - NIENTE ACQUA E CIBO - Il pediatra Leonid Roshal, uno dei mediatori richiesti dal gruppo terroristico, dichiara: "Parlo con i sequestratori 15-20 volte al giorno. Continuano a rifiutare acqua, cibo e medicine. Non ho paura per i bambini, possono resistere giorni e giorni".
9.01 - ESPLOSIVO SUI CANESTRI. Cariche esplosive sono state sistemate dai terroristi ceceni (che sono tutti mascherati) sui canestri del campo di basket della palestra, dove sono ammassati centinaia di prigionieri.
9.00 - LE KAMIKAZE. Subito dopo l'irruzione nella scuola, due donne si sono fatte saltare in aria in un corridoio, uccidendo un gruppo di uomini presi in ostaggio. Lo riferiscono testimoni.
7.48 - LE TESTIMONIANZE. "Siamo 1.020" ostaggi nella scuola, titola oggi il quotidiano Gazeta, citando i liberati. "Alla tv dicono che ci sono 350 ostaggi. Non è vero, sono almeno 1500 persone nella scuola". Zalina Dzandrarovaia, che fa parte delle 26 persone liberate assicura: "Non vi sono 300, ma 1.500 persone" prigioniere. Gli ostaggi liberati ieri sono ora tutti in un ospedale interdetto alla stampa.
7.36 - GLI OSTAGGI SAREBBERO MILLE. Non sono oltre 300, ma più di
mille gli ostaggi in mano al commando ceceno nella scuola di Beslan, in Ossezia del Nord, secondo ostaggi liberati citati oggi da giornali russi.
7,30 - LA CAUSA DEGLI SPARI. I terroristi temono un blitz, per questo hanno lanciato alcune granate nella notte. Ora c'è calma apparente.
7.15 - GENITORI, MURO UMANO. I genitori dei bimbi hanno deciso di erigere una sorta di muro umano, per evitare un blitz delle forze speciali. Lo scrive un quotidiano russo.
6.42 - SPARI ALL'ALBA. Scambi di tiri sono stati uditi questa mattina all'alba intorno alla scuola. Testimone diretto, un giornalista della France Presse.
6.39 - BESLAN, RIPRESI I CONTATTI. Gli ufficiali russi hanno ripreso questa mattina i contatti con i terroristi. Lo ha dichiarato un ufficiale dei servizi di sicurezza.
Roydup
Friday, September 03, 2004 11:48 AM
speriamo che non ci siano troppe vittime
kira1978
Friday, September 03, 2004 12:05 PM
Sto guardando ora su Raiuno, non ho parole
Roydup
Friday, September 03, 2004 12:06 PM
Re:

Scritto da: kira1978 03/09/2004 12.05
Sto guardando ora su Raiuno, non ho parole



vado a vedereeee
kira1978
Friday, September 03, 2004 12:14 PM
Sembra che la situazione ora sia sotto controllo, speriamo bene
Roydup
Friday, September 03, 2004 12:17 PM
Re:

Scritto da: kira1978 03/09/2004 12.14
Sembra che la situazione ora sia sotto controllo, speriamo bene



si dice che hanno preso il controllo dell'edificio
Barbara23
Friday, September 03, 2004 1:48 PM
Ossezia: blitz, liberati gli ostaggi nella scuola. Almeno 200 feriti e 12 morti
La situazione è precipitata dalle 11 dopo la fuga di 30 ostaggi. Irruzione delle forze speciali. I bambini sono stati tutti evacuati. Pare si combatta ancora, ma le notizie sono confuse

È giunta all'epilogo, dopo un incubo durato 3 giorni, la vicenda del sequestro di Beslan a opera dei terroristi ceceni. Le forze speciali hanno fatto irruzione nell'edificio dopo il suicidio di 5 terroristi che si sono fatti saltare in aria e hanno liberato alcuni ostaggi. Il conflitto a fuoco non è terminato. Dall'interno si sentono ancora esplosioni e spari, segno che forse alcuni kamikaze sono tuttora all'interno. Le notizie sono comunque frammentarie e drammatiche. Militari hanno portato fuori decine di persone, constatando poco dopo che era stato minato.

In tutto ci sarebbero 200 feriti fra cui 120 bambini, ricoverati in ospedale. I numeri restano drammaticamente incerti: le autorità precisano comunque che i prigionieri sono stati tutti evacuati. Per il momento il bilancio parla di 10 vittime, recuperate dai locali.

Tredici terroristi sarebbero invece riusciti a fuggire portandosi forse dietro degli ostaggi. Pare gli stessi che si sono asserragliati in una casa nelle vicinanze, presa d'assalto pochi minuti fa dalle teste di cuoio.

La situazione è precipitata stamattina, dopo la fuga di 30 ostaggi. Subito è nata una sparatoria da parte dei terroristi: parte del tetto dell'edificio è crollato mentre sono stati visti alcuni terroristi scappare inseguiti dalle pallottole dei militari. Gli elicotteri continuano a sorvolare la zona mentre sul posto sono arrivate molte ambulanze. Secondo fonti di agenzia diversi uomini armati sono stati visti, vestiti con abiti civili correre, lungo le strade attorno alla scuola.

La cellula di crisi ha spiegato che si è trattato di un'azione obbligata, causata dalla situazione. Ma fonti giornalistiche sul posto hanno raccontato di aver visto soldati in tuta mimetica portare via dalla palazzina dei bambini, altre persone correvano cercando di allontanarsi dalla scuola mentre in aria fischiavano le pallottole. Poco prima erano risuonate due violente esplosioni, accompagnate da intense e ripetute raffiche di armi automatiche.

Dopo una guerra di cifre sul numero degli ostaggi (350 quella ufficiale, fino a 1500 quella data dagli ostaggi fuggiti), nella notte due violente esplosioni all'interno della scuola avevano fatto temere il peggio. Poi è tornata la calma e all'alba sono riprese le trattative. Tra i mediatori c'era il pediatra Leonid Roshal, che aveva già giocato un importrante ruolo di mediazione nel 2002 durante la tragica presa di ostaggi nel teatro Dubrovka di Mosca. La sua presenza è stata chiesta fin dall'inizio dal commando. Ma evidentemente non è servita a nulla.


Roydup
Friday, September 03, 2004 3:20 PM
IL NUMERO DEI MORTI CONTINUA A SALIRE
Barbara23
Friday, September 03, 2004 9:04 PM
Re:

Scritto da: Roydup 03/09/2004 15.20
IL NUMERO DEI MORTI CONTINUA A SALIRE



Si, purtroppo si...
kira1978
Saturday, September 04, 2004 8:59 AM

"Puoi salvare uno dei tuoi figli"
La scelta impossibile di Zalina
di KIM MURPHY


BESLAN - Zalina Dzandarova culla tra le braccia Alan, un bimbo che dorme col faccino appoggiato al suo petto. Questo è il figlio che Dzandarova è riuscita a salvare, anzi, il figlio che ha scelto di salvare. Letteralmente. Le immagini dell'altra piccola, Alana, una bimba di appena sei anni, la perseguitano: Alana che si appende al suo braccio, Alana che piange e che la chiama, Alana che singhiozza in lontananza mentre Dzandarova esce dalla Scuola Numero 1, stringendo tra le braccia il piccolo Alan di due anni. Giovedì i terroristi hanno consentito a 26 donne e bambini di andarsene. Circa la metà di loro, come Dzandarova, hanno ottenuto il permesso di portare con sé un figlio solo, lasciandosene un altro alle spalle.

"Non volevo prendere questa decisione" racconta Zalina, sconvolta, nella casa del suocero, a poca distanza dalla scuola. "Tutti mi dicono di essere lieti che mio figlio ed io siamo in salvo, ma come posso essere felice se non so più niente della mia bambina?". La violenza spesso sceglie a caso le sue vittime. Molto più raro è che debba essere una madre a fare la scelta di Sophie, salvare un figlio lasciandone un altro davanti all'eventualità della morte.

Mercoledì Dzandarova aveva accompagnato la figlia a scuola, per il suo primo giorno in prima elementare. Mentre gli alunni e i loro genitori si allineavano nell'atrio, hanno visto i terroristi fare irruzione nella scuola. La giovane donna si è messa a correre, cercando riparo con i figli in un'aula, ma è stata catturata insieme a tutti gli altri e condotta in palestra.
In un primo tempo, stando a quanto racconta, a tutti è stato consentito di bere dai rubinetti, ma in seguito i rapitori l'hanno impedito. Senza acqua il latte in polvere fornito dai terroristi per i bambini ha dovuto essere somministrato a cucchiaiate direttamente in bocca. Anche dopo aver rotto i vetri della palestra, l'ambiente era torrido. In soli due giorni il problema si è fatto gravissimo: "Ci dicevano: vedete, i bambini non potranno sopravvivere perché non hanno acqua a sufficienza. Possiamo solo sperare che superino la notte... ".

I guerriglieri, racconta la donna, correvano avanti e indietro nei locali, agitavano le pistole in faccia agli ostaggi, ordinavano e gridavano loro di stare immobili e stare zitti. Quando Alan ha iniziato a strillare per la fame Zalina è stata autorizzata a unirsi ad un gruppo di madri in un'altra stanza, dotata di rubinetti e più fresca.

Giovedì, alle donne di quella stanza è stato comunicato che sarebbero state rilasciate. "Ci dissero di preparare velocemente le nostre cose e di portare con noi i bambini" continua Zalina. Poi è arrivato l'ordine: doveva scegliere tra suo figlio o sua figlia. Lei aveva con sé entrambi. Ha tentato di passare Alana alla cognata sedicenne, ma i guerriglieri se ne sono accorti e le hanno proibito di portare con sé la figlia maggiore. "Alana mi si è appesa al braccio, mi stringeva forte la mano. Loro ci hanno separato". Mi hanno detto: "Vattene col bambino. Lei può rimanere qui con tua sorella". Io ho pianto, li ho supplicati... Alana strillava, tutte le donne intorno a me piangevano. Uno dei ceceni allora ha detto: "Se non ve ne andate adesso, non ve ne andrete più. Rimarrete qui con i vostri figli e noi vi faremo fuori tutti". La scelta dunque era chiara: non potendo salvarli entrambi, Dzandarova poteva morire con i suoi due figli o salvare uno di loro e se stessa. "Non ho avuto tempo per pensare a quello che stavo facendo... mi sono stretta Alan forte al petto e sono uscita. Mentre camminavo sentivo alle mie spalle le urla di mia figlia. Mi chiamava, piangeva. Ho creduto che il cuore mi si sarebbe infranto in quell'istante".

Zalina piange mentre parla. Le lacrime scendono su Alan, che dorme nelle sue braccia e che continua a dormire anche quando, cullandolo, ne scuote il corpicino con i suoi singhiozzi.

P.S:Non ce la faccio più
Barbara23
Saturday, September 04, 2004 7:45 PM
OSSEZIA, UCCISI TUTTI I 26 TERRORISTI. 322 VITTIME ACCERTATE

I terroristi implicati nel sequestro della scuola di Belsan sarebbero stati 26, dice il vice procuratore generale russo Sergei Fridinsky e sarebbero stati tutti uccisi. Citato dall'agenzia Interfax, Fridinsly dice: "26 corpi di combattenti sono stati trovati e portati via dal luogo degli scontri. Non abbiamo dubbi sul fatto che siano le persone che hanno preso parte all'azione terorristica. Attualmente stiamo cercando di identificarli". Alla domanda se vi siano terroristi ancora in fuga, Fridinsky ha risposto: "molto probabilmente no".

Il bilancio ufficiale della drammatica presa di ostaggi sale a 322 morti. Lo stesso vice-procuratore Fridinsky ha confermato la cifra, già fatta circolare dalle autorità locali, specificando che tra le 322 vittime vi sono 155 bambini. Non viene per ora chiarito se il nuovo bilancio tenga conto del dato diffuso dal ministero della Sanità dell'Ossezia del Nord: 63 ostaggi liberati sono morti in ospedale in seguito alle ferite riportate.

Intanto le "Brigate Islambouli", il gruppo islamico legato ad al Qaeda che avrebbe rivendicato le due catastrofi aeree della settimana scorsa in Russia, negano qualsiasi responsabilità nell'azione in Ossezia e puntano il dito contro il governo moscovita. Alcuni ex ostaggi accusano la polizia locale corrotta di complicità con i terroristi mentre le indagini sembrano indicare che l'azione dei terroristi era in preparazione da tempo: armi munizioni ed esplosivi erano stati infatti nascosti nell'edificio scolastico nel corso dell'estate.

Il presidente russo Vladimir Putin rientrato al Cremlino dopo la visita-lampo a Beslan "ha dato ordini alle strutture di potere per le prossime azioni da intraprendere". Il capo del Cremlino, che all'aeroporto di Beslan non è stato accolto da nessun rappresentante delle autorità locali, ha visitato gli ex ostaggi ricoverati in ospedale e ha ribadito che "l'azione di forza non era prevista", ma è stata una scelta obbligata. "Tutta la Russia piange con voi", ha detto, di fronte alle telecamere.


Che strage...
kira1978
Saturday, September 04, 2004 7:52 PM
e meno male che il governo russo, ieri diceva che la situazione era sotto controllo, infatti si è visto
Roydup
Saturday, September 04, 2004 7:57 PM
Re:

Scritto da: kira1978 04/09/2004 19.52
e meno male che il governo russo, ieri diceva che la situazione era sotto controllo, infatti si è visto



siiii eccome
Barbara23
Saturday, September 04, 2004 7:59 PM
E poi come succede sempre,i potenti credono di "risolvere" tutto con delle parole di cordoglio
kira1978
Saturday, September 04, 2004 7:59 PM
Io vorrei avere tra le mani non solo i terroristi che sono stati catturati, ma anche Putin
Roydup
Saturday, September 04, 2004 8:00 PM
Re:

Scritto da: Barbara23 04/09/2004 19.59
E poi come succede sempre,i potenti credono di "risolvere" tutto con delle parole di cordoglio



ehhh la tipica faccia di circostanza
kira1978
Sunday, September 05, 2004 11:34 AM
A Beslan è l'ora della rabbia "Non basta pagare i funerali"

BESLAN - Centinaia di cancelli si aprono, come fossero finestre da cui può fuggire un'aria malata. In Ossezia segnalano una famiglia che si prepara al lutto: i vivi aprono ai defunti le vie del cielo. Centinaia di cancelli, centinaia di morti. Accanto ad ogni cancello una famiglia seduta su una panca, vestita di nero, in attesa di riavere almeno un corpo. Qui tre, là due, più avanti quattro, altri tre nella casa successiva. In una sola strada contiamo quaranta cancelli.

La strage dei bambini e delle loro mamme, quella dei padri che chiedevano di essere uccisi al posto dei figli, è un macigno che nessuno potrà più sollevare da Beslan. Un carico di vite che qui marca la fine e l'inizio della storia. L'eredità di un ricordo che graverà per sempre sulla gente del Caucaso.

Ora la scuola sembra uno scheletro. Restano solo travi d'acciaio, piegate dal calore dell'incendio. Sotto, macerie. Attorno, il cortile, è ciò che rimane di un campo di battaglia. Sacchi neri accolgono i cadaveri irriconoscibili, arsi e consumati dalle fiamme. Dalle finestre al primo piano, il solo a reggersi ancora, si vedono i libri, i quaderni, le lavagne. Un armadio sfondato da una granata mostra alcune paia di scarpine di ginnastica. Una scritta, vecchia e impegnativa: "Viva chi vive".

Al lavoro ora ci sono le ruspe. Nessuna speranza di trovare ancora qualcuno in vita. Si spostano calcinacci e mattoni, vetri. Il luogo dei martirio sarà abbattuto. Al suo posto, annunciano le autorità, sarà eretto un monumento. "Lo Stato sa pagare solo le lapidi - commenta la folla ancora raccolta fuori dal teatro che per tre giorni ha accolto i parenti degli ostaggi - ma non ha saputo salvare i nostri figli". Per il monumento in ricordo della strage di Beslan, verrà bandita una gara internazionale. Il conto sarà spedito a Mosca.

Alla disperazione di venerdì succedono il crollo e la rabbia. Per tutta la notte migliaia di persone hanno vagato tra gli ospedali, scorrendo liste di feriti compilate a mano e affisse sui muri. Cento telefonate, visite a vicini, corse tra il quartier generale dei soccorritori e il punto da cui le ambulanze partivano senza distinguere tra vivi e morti. Per i parenti è il giorno del cedimento nervoso. Chi ha trovato vivi figli, mogli o mariti, crolla sfinito in casa. Andare in ospedale, oggi, per i parenti significa che il destino ha rinviato l'ultimo appuntamento. Sollievo e assieme un senso di ingiustizia, come una colpa da scontare, prima o poi.

Coloro che hanno letto nomi e cognomi sugli elenchi dei deceduti, sostano davanti agli obitori per chiedere almeno la grazia di recuperare un corpo. Quelli che non hanno né morti, né feriti, né fuggiti, sono accasciati sulle transenne che ormai isolano l'area attorno all'istituto. Dispersi: oltre un centinaio. Secondo le autorità potrebbe essere gente impegnata nei soccorsi, o nella stupefacente caccia a fantomatici - testuale da comunicato - "terroristi islamici ancora non individuati". Ma nelle case dei "dispersi al lavoro" ci si prepara ad aprire il cancello, annuncio del funerale.

Colonne di carri armati e camion carichi di soldati lasciano la città. A ricevere il presidente Vladimir Putin, all'alba in visita all'ospedale, non c'è andato nessuno. Non ci sono applausi, per polizia ed esercito. "Sembrava dovessero conquistare l'America - dice Yuri Bezhidev - invece sono stati fermati per dieci ore da un pugno di terroristi. Gridano, sparano, esibiscono elicotteri e blindati, ma nemmeno un briciolo di testa, qualcuno che comandi". Accuse incrociate. "Se non ci fossero state le milizie locali - attaccano gli uomini scelti dell'Omon - avremmo avuto un problema in meno. Dilettanti con il mitra, hanno fatto confusione. Così i guerriglieri si sono potuti confondere tra chi cercava di cacciarli. E noi abbiamo dovuto occuparci sia dei terroristi che degli uomini di Beslan che volevano giocare alla guerra".

Il fallimento dell'intervento dei reparti speciali è però evidente. Quasi 400 morti, in base alle indistinte stime ufficiali che non indicano il numero dei bambini, attestano che l'imponente macchina dell'assalto non ha funzionato. Il crollo delle teste di cuoio, dopo l'ennesimo dei servizi segreti. "Ma ogni catastrofe - grida Telik Gibilov - i generali vengono promossi. In un altro Paese li licenzierebbero: qui, da domani, avanzano di carriera. Capite? La corruzione di polizia e forze dell'ordine è arrivata al punto che i guerriglieri abbiano un listino con i prezzi degli attentati nei vari posti.

La scuola di Beslan era tra i luoghi più economici. Hanno stivato le armi, passato i posti di blocco, sequestrato i camion: tutto per pochi dollari. E oggi ci dicono che il confine tra Ossezia del Nord e Inguscezia è stato chiuso: oggi, dopo 14 anni di sequestri e rapine, dopo la strage degli innocenti".

Potrebbero sembrare gli sfoghi di individui esasperati. Invece la rabbia di Beslan, poco dopo mezzogiorno, esplode. Sulla piazza del teatro parlano il ministro delle Finanze, Mikhail Urtaev, e il vice ministro della difesa, Soslan Sikoev. Il primo annuncia trionfante che tutti i costi per i funerali delle vittime saranno a carico del governo. Il secondo propone una fossa comune per tutti i morti, affinché "il ricordo non distingua un singolo, ma tutti i nostri cari caduti".

Mentre ancora nessuno sa cosa sia accaduto davvero, quali siano state le indicazioni reali trasmesse da Mosca, né quanti manchino all'appello, i due annunci producono gli effetti di un terremoto. La folla comincia a gridare, vorrebbe tirare giù dal podio i due politici. "I nostri cari sono morti per colpa loro - urla l'anziana Vera - e pensano di cavarsela pagando bara e montone? Non ci hanno fatto vedere i cadaveri, non ci restituiscono i corpi, e ci vengono a parlare di fosse comuni? Dove sono i loro figli? A studiare in Svizzera: si dimettano, se hanno una dignità". Sikoev assicura di essere pronto a lasciare il posto, ma che nulla cambierà lo stesso.

E i parenti degli ostaggi si indignano ancora di più. "Hanno i cadaveri già nei camion frigo - grida Aslan Tek - per portarli via e non dire mai al mondo quanti bambini e quante madri hanno lasciato uccidere. No: noi vogliamo i nostri cari, pretendiamo un funerale per ogni vittima. Abbiamo il diritto di riavere quei corpi. E un montone non basta". Il tema, a Beslan, è di una certa importanza. Ad ogni rito funebre, per tradizione, partecipano tra mille e duemila persone. Sono tutti mezzi parenti, in Ossezia, oppure si conoscono.

Vengono organizzati pullman, per le esequie, che raccolgono gente in tutta la regione. E la famiglia del morto offre un banchetto a base di carne. "Un montone non basta - spiega Alan Gibilov - per ogni funerale dei bambini della scuola ci saranno migliaia di persone. Servono almeno un toro e un paio di montoni a testa. Un toro costa 15 mila rubli (circa 450 euro ndr), un montone 2 mila. Ci sono famiglie che hanno avuto tre o quattro vittime: se la Russia non vuole spendere nemmeno qualche migliaio di rubli per far seppellire i nostri figli, significa che avevano ragione i terroristi: di noi al Cremlino non è mai interessato nulla".

I due politici riescono a lasciare la piazza protetti da alcuni agenti e la folla promette che lunedì sfilerà sotto gli uffici del presidente dell'Ossezia del Nord, a Vladikavkaz. Gridano che se Alexander Zazhokov ha rifiutato di incontrare i guerriglieri, non potrà sottrarsi all'incontro con la sua gente. Chiedono di avere presto i corpi, di poter fare funerali singoli entro martedì, di sapere con esattezza il numero dei morti complessivo e quello dei bambini.

L'odio etnico si sparge negli slogan contro i ceceni e contro gli ingusci. Guerre antiche, omicidi non vendicati nel sangue, che riaffiorano in decine di storie personali che tentano di giustificare la voglia di farsi giustizia da sé. La strage nella scuola di Beslan ormai ha risvegliato il mostro dei rancori di clan: nuove guerre, altri orrori, si annunciano nel martoriato Caucaso del Nord. Una vecchia, sorretta da altre due, cerca di entrare nel quartier generale delle autorità, dentro il municipio. Due agenti le si parano davanti, con il mitra spianato. "Accesso vietato", sibilano. Lei infila qualcosa nel taschino di uno. E' la foto dei tre nipotini a cui non potrà più raccontare le sue storie.
(5 settembre 2004)

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Roydup
Sunday, September 05, 2004 11:36 AM
Che tragedia .....ufffffff
kira1978
Sunday, September 05, 2004 11:57 AM
Re:

Scritto da: kira1978 04/09/2004 8.59

"Puoi salvare uno dei tuoi figli"
La scelta impossibile di Zalina
di KIM MURPHY


BESLAN - Zalina Dzandarova culla tra le braccia Alan, un bimbo che dorme col faccino appoggiato al suo petto. Questo è il figlio che Dzandarova è riuscita a salvare, anzi, il figlio che ha scelto di salvare. Letteralmente. Le immagini dell'altra piccola, Alana, una bimba di appena sei anni, la perseguitano: Alana che si appende al suo braccio, Alana che piange e che la chiama, Alana che singhiozza in lontananza mentre Dzandarova esce dalla Scuola Numero 1, stringendo tra le braccia il piccolo Alan di due anni. Giovedì i terroristi hanno consentito a 26 donne e bambini di andarsene. Circa la metà di loro, come Dzandarova, hanno ottenuto il permesso di portare con sé un figlio solo, lasciandosene un altro alle spalle.

"Non volevo prendere questa decisione" racconta Zalina, sconvolta, nella casa del suocero, a poca distanza dalla scuola. "Tutti mi dicono di essere lieti che mio figlio ed io siamo in salvo, ma come posso essere felice se non so più niente della mia bambina?". La violenza spesso sceglie a caso le sue vittime. Molto più raro è che debba essere una madre a fare la scelta di Sophie, salvare un figlio lasciandone un altro davanti all'eventualità della morte.

Mercoledì Dzandarova aveva accompagnato la figlia a scuola, per il suo primo giorno in prima elementare. Mentre gli alunni e i loro genitori si allineavano nell'atrio, hanno visto i terroristi fare irruzione nella scuola. La giovane donna si è messa a correre, cercando riparo con i figli in un'aula, ma è stata catturata insieme a tutti gli altri e condotta in palestra.
In un primo tempo, stando a quanto racconta, a tutti è stato consentito di bere dai rubinetti, ma in seguito i rapitori l'hanno impedito. Senza acqua il latte in polvere fornito dai terroristi per i bambini ha dovuto essere somministrato a cucchiaiate direttamente in bocca. Anche dopo aver rotto i vetri della palestra, l'ambiente era torrido. In soli due giorni il problema si è fatto gravissimo: "Ci dicevano: vedete, i bambini non potranno sopravvivere perché non hanno acqua a sufficienza. Possiamo solo sperare che superino la notte... ".

I guerriglieri, racconta la donna, correvano avanti e indietro nei locali, agitavano le pistole in faccia agli ostaggi, ordinavano e gridavano loro di stare immobili e stare zitti. Quando Alan ha iniziato a strillare per la fame Zalina è stata autorizzata a unirsi ad un gruppo di madri in un'altra stanza, dotata di rubinetti e più fresca.

Giovedì, alle donne di quella stanza è stato comunicato che sarebbero state rilasciate. "Ci dissero di preparare velocemente le nostre cose e di portare con noi i bambini" continua Zalina. Poi è arrivato l'ordine: doveva scegliere tra suo figlio o sua figlia. Lei aveva con sé entrambi. Ha tentato di passare Alana alla cognata sedicenne, ma i guerriglieri se ne sono accorti e le hanno proibito di portare con sé la figlia maggiore. "Alana mi si è appesa al braccio, mi stringeva forte la mano. Loro ci hanno separato". Mi hanno detto: "Vattene col bambino. Lei può rimanere qui con tua sorella". Io ho pianto, li ho supplicati... Alana strillava, tutte le donne intorno a me piangevano. Uno dei ceceni allora ha detto: "Se non ve ne andate adesso, non ve ne andrete più. Rimarrete qui con i vostri figli e noi vi faremo fuori tutti". La scelta dunque era chiara: non potendo salvarli entrambi, Dzandarova poteva morire con i suoi due figli o salvare uno di loro e se stessa. "Non ho avuto tempo per pensare a quello che stavo facendo... mi sono stretta Alan forte al petto e sono uscita. Mentre camminavo sentivo alle mie spalle le urla di mia figlia. Mi chiamava, piangeva. Ho creduto che il cuore mi si sarebbe infranto in quell'istante".

Zalina piange mentre parla. Le lacrime scendono su Alan, che dorme nelle sue braccia e che continua a dormire anche quando, cullandolo, ne scuote il corpicino con i suoi singhiozzi.

P.S:Non ce la faccio più




"Durante le esplosioni si è avvinghiata a un ragazzo
Salva per miracolo. Senza di lui, forse non l'avrei mai più vista"
Costretta a scegliere tra i figli
trova viva la piccola sacrificata
di KIM MURPHY


BESLAN - Per la prima volta in 24 ore, venerdì Zalina Dzandarova ha smesso di sentirsi morta dentro. Ha riavuto la sua bambina, coperta di sangue, in stato di shock e disidratata. Ma viva. Il giorno precedente, i guerriglieri avevano costretto la giovane ventisettenne, madre di due bambini, a lasciare dietro di sé fra i singhiozzi la figlia di sei anni. Soltanto se avesse abbandonato Alana, le era stato intimato, avrebbe potuto portare via con sé verso la salvezza il piccolo Alan, di due anni.

Tormentata dalla scelta, Zalina ha trascorso tutta la notte di giovedì a pensare a cosa stesse accadendo ad Alana nella palestra della scuola, dove era stata confinata insieme ad altri mille tra bambini e genitori terrorizzati. Si sentiva in colpa per tutto quello che la sua piccola stava vivendo. "Non potrò mai dimenticarlo - dice ora -, non sarò più la stessa".

Alana ha raccontato alla mamma che un altro ostaggio, un ragazzo di quindici anni, l'ha salvata, portandola via con sé dalla palestra dopo che le mine collocate dai guerriglieri erano esplose mandando in fiamme il locale. "Mi ha detto che durante le esplosioni si è avvinghiata con tutte e due le braccia al ragazzo - spiega Zalina - implorandolo "Per favore, non lasciarmi qui"". Le stesse identiche parole che aveva rivolto alla madre ventiquattr'ore prima. "Se non fosse stato per lui, probabilmente non l'avrei mai più vista".

Fuori dall'ospedale, dove Alana è stata ricoverata, Zalina ancora stenta a rendersi pienamente conto dell'accaduto: "Non mi pare vero che sia tutto finito e che entrambi i miei bambini siano vivi. Questo è un vero miracolo". E racconta la riunificazione: "Alana è stata felicissima di vedermi e di essere tornata insieme alla sua famiglia. Ci siamo abbracciate forte ed è stato come se un tutt'uno si ricomponesse dopo essere stato diviso".

Come tutti, a Beslan, Zalina aveva trascorso la notte di giovedì e la mattinata di venerdì fuori dalla scuola. Quando le esplosioni all'interno dell'edificio hanno costretto le truppe russe a fare irruzione, Zalina e sua madre sono andate a piedi all'ospedale, camminando per chilometri, sperando di avere notizie di Alana. Lì hanno passato in rassegna tutte le tende dei feriti, senza esito. "Alla fine - è Zamira, la nonna, a parlare - l'abbiamo trovata proprio dentro l'ospedale. Indossava soltanto le mutandine ed era ricoperta di sangue. Ma non ha neppure un graffio... quello è il sangue di qualcun altro".

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P.S:Sono contenta, chissà come si sentiva in colpa la madre
Barbara23
Sunday, September 05, 2004 12:04 PM
Meno male... povera madre avrebbe avuto x tutta la vita laceranti rimorsi di coscienza!
kira1978
Sunday, September 05, 2004 12:07 PM
Re:

Scritto da: Barbara23 05/09/2004 12.04
Meno male... povera madre avrebbe avuto x tutta la vita laceranti rimorsi di coscienza!



Verissimo, meno male che c'era quel ragazzo e che tutto alla fine, almeno per quella famiglia, si sia risolto per il meglio
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