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g
Thursday, December 21, 2006 6:36 PM
2006-12-20 14:50
LA FLORA INTESTINALE? E' COMPLICE DELL'OBESITA'

ROMA - L'obesità può essere legata alla flora batterica e può essere anche 'contagiosa', almeno quando ci sono di mezzo i batteri che costituiscono appunto la flora intestinale. E' quanto scoperto da due studi, entrambi pubblicati sulla rivista Nature, i quali dimostrano che a seconda della flora intestinale che alberga nel nostro intestino siamo più o meno inclini all'obesità, e che trasferendo la flora di topolini obesi nell'intestino di topolini magri questi ultimi ingrassano pur non cambiando tipo di alimentazione.

Gli studi sono stati diretti dall'equipe di Jeffrey Gordon della Washington University School of Medicine di St Louis. L'obesità ha raggiunto dimensioni epidemiche nei paesi occidentali e, oltre alle errate abitudini di vita e una dieta eccessiva, alcuni ricercatori sostengono che il sovrappeso possa essere almeno in parte imputabile anche al tipo di flora batterica presente nell'intestino. Indispensabile per digerire certi alimenti che da soli non saremmo in grado di assimilare, la microflora che popola l'intestino è formata principalmente da due tipi di batteri, batteroidi e firmicuti. Solo di recente alcuni gruppi di ricerca Usa avevano dimostrato che la composizione della flora batterica può in qualche modo essere legata al sovrappeso. L'ipotesi ventilata è che i batteri esercitino un'influenza rilevante sulla nostra capacità di assimilare il cibo ingerito portando quindi, a parità di dieta, ad assimilare di più o di meno e quindi influendo sul peso corporeo. Questa ipotesi sembra confermata da questo studio: i ricercatori hanno visto che la proporzione dei batteroidi rispetto ai firmicuti presenti varia in funzione del peso dell'individuo. In particolare, spiega Gordon, i batteroidi sono ridotti in individui obesi e viceversa, maggiore è il peso perso con una dieta ipocalorica maggiore è l'aumento dei batteroidi rispetto ai firmicuti presenti nell'intestino.

E non é tutto: gli esperti hanno dimostrato che 'traslocando' la flora batterica di topolini obesi nell'intestino di topolini magri questi ultimi tendono ad ingrassare anche se la loro dieta resta immutata. Tali risultati, concludono gli esperti, suggeriscono che l'obesità ha anche una concausa nella flora batterica, cosa che potrebbe in futuro condurre a nuove opzioni diagnostiche e terapeutiche contro quello che è uno dei mali del secolo.
Ansa

free-life
Thursday, December 21, 2006 9:58 PM


mah!! non so che dire...se non poveri topolini


g
Monday, January 02, 2012 6:03 PM
Lo studio
L’obesità danneggia
anche il cervello

02 gennaio 2012
Genova - L’obesità allarga il girovita e restringe il cervello, atrofizzandolo proprio in una regione, l’ipotalamo, indispensabile per il controllo di appetito e peso corporeo. Lo dimostrano due studi indipendenti condotti rispettivamente da Michael Schwartz della University of Washington presso Seattle e Jeffrey Flier del prestigioso Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, entrambi pubblicati sul Journal of Clinical Investigation.

Si è andato via via chiarendo, attraverso una serie di ricerche pubblicate in questi ultimi anni, che i chili di troppo appesantiscono la “forma” della mente e quindi ne riducono le prestazioni. Inoltre, proprio di recente, ricercatori italiani dell’Università Cattolica di Roma, hanno dimostrato che l’obesità accelera l’invecchiamento cerebrale riducendo i livelli di una molecola, la Creb1, indispensabile per il buon funzionamento delle «meningi».

L’obesità danneggia anche il cervello

Ma in questi due lavori si è visto ancora qualcosa in più: Schwartz ha scoperto, dandone prova sia su modelli animali sia su persone obese, che l’eccesso ponderale atrofizza il cervello, riducendo in particolare una parte di esso deputata, tra le altre cose, al controllo di appetito e peso corporeo, l’ ipotalamo.

Ad avvalorare la sua tesi, poi, giunge l’altro studio, quello di Flier, dove si è visto che, in caso di obesità, nell’ipotalamo risulta rallentato o del tutto assente il fisiologico ricambio periodico di cellule nervose, insomma è inibita la formazione di nuovi neuroni. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui gli obesi hanno un problema a controllare l’appetito e quindi a regolarsi a tavola.

Secondo entrambi i gruppi di ricerca, gli studi pubblicati forniscono informazioni prima sconosciute sui meccanismi che l’obesità fa scattare a livello cerebrale. Questo potrebbe aiutare a sviluppare, nei prossimi anni, nuovi farmaci mirati. Quelli sintetizzati fino ad oggi, infatti, tentano di ricreare la sensazione di sazietà o evitare l’assorbimento dei grassi, ma non agiscono direttamente sui danni prodotti sull’organismo dall’eccesso di peso corporeo

Sec


free-life
Tuesday, January 03, 2012 12:12 PM



prima hanno attaccato il tabagismo.......ora l'obesità....

ma dell'alcolismo galoppante, che miete vittime più del tabagismo e dell'obesità nessuno ne parla .....

a volte ho l'impressione che qualcuno si diverta a manipolare , a proprio piacimento, le informazioni scientifiche da diffondere al mondo.....

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