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Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:07 PM

PREFAZIONE - SCRIVERE -

Lo scrivere generalmente vuole essere il momento di intimità più assoluta tra sé e i propri pensieri. Il momento in cui affiorano emozioni e ricordi,malinconie e gioie: i rimpianti per quelle dolcezze provate e, magari anche distrutte. Il tutto visto alla luce della riflessione. E' sicuramente il modo di lasciare in eredità i propri sentimenti e ciò che nessuno mai è riuscito a sapere di te. Oggi è un evento normale scrivere,vuoi anche per l'utilizzo delle moderne tecnologie di scrittura, che sono diventati strumenti veri e propri nelle mani di chi possiede risorse mentali e voglia di raccontarsi.

- SCRIVERE INSIEME -

Scrivere insieme è la più bella esperienza che possa capitare a chi ha voglia di condividere attimi della sua vita con altre persone . Scrivere insieme è partecipare e seguire un percorso mentale- psicologico-strutturale -formale,di un discorso aperto a tante soluzioni. Significa dare un contributo all'evolversi di una storia che porta in sè esperienze ed emozioni diverse. SCRIVERE INSIEME significa anche comprendersi,staccare la monotonia del quotidiano, aprire una finestra su altri orizzonti. E' una sorta di nuova letteratura , dove la nascita dell' "opera" coincide con la sua evoluzione e con l'intersezione di altre forme di arte, da parte di gente non avvezza a questo lavoro. Forse una presa di posizione nei confronti dell'"autore-padrone" che ha sempre monopolizzato l'attenzione dei lettori. Con questo non si vuole sminuire il contributo che tutti,grandi e piccoli scrittori hanno dato alla letteratura. IL NOSTRO "scrivere" è un percorso da fare insieme ,tra amici, con i quali condividere i nostri pensieri . Un modo di comunicare attraverso la parola la nostra presenza reale , in un contesto virtuale, che, al di là di essere qualcosa di inesistente, vuole dimostrare che l'uomo è capace di vivere anche in un'altra dimensione. Il nostro scrivere è un "intervento" sequenziale alternato, un richiamare l'altro a dialogare, a inventare, a discutere, a costruire senza peraltro perdere le coordinate essenziali. Nessuno è obbligato a scrivere, ma a leggere, SI ! E.... sarà la lettura a far scattare la molla dell'intervento e della risposta.

REGIT

Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:10 PM
Nuvole all'orizzonte - 1° cap. (regit)
***
Quella sera Selly non aveva voglia di parlare. Assorta nei suoi pensieri cercava un motivo per distrarsi. Era calma e consapevole di quella situazione che si era venuta a creare ai limiti dell'impossibile. Se qualcuno le avesse chiesto ,avrebbe risposto che se l'aspettava. Però non ne parlava con nessuno. Era muta. Sentiva di essere impotente e perciò andava risistemando il tutto in un grande vuoto ,nello stesso vuoto da cui era uscita. Quello che desiderava ora era solo il silenzio .Magari se avesse potuto ,si sarebbe annullata. Sentiva che era ritornata come prima e vedeva davanti ,non la nebbia della Val padana , ma il nero assoluto. Era dispiaciuta o addolorata? Neanche lei avrebbe saputo dirlo : annaspava soltanto cercando una ragione. La ragione c'era ,ma lei non l'accettava . Nessuno le avrebbe creduto. Meccanicamente aprì la chat e si ritrovò con i suoi amici che l'aspettavano. Sembrava una serata monotona,non c'erano grandi discorsi da affrontare,d'altronde entrare in chat di sera ,e sul tardi, tra amici come lo erano loro,non prometteva che lo scambio di qualche battuta,giusto per scaricare la tensione che il lavoro aveva accumulato durante il giorno..
Si parlava del più e del meno; della neve e del freddo . Finedda era preoccupata perchè l'indomani sarebbe dovuta andare fuori per documenti che la riguardavano. Apollonio invece era calmo, ma dispiaciuto perchè nel forum aveva letto l'ultimo avviso in cui Cobalto aveva scritto che gli era stato spudoratamente copiato il Regolamento del Forum. Selly, tra un sito e l'altro , tra una lettura e l'altra ,seguiva il discorso a tratti e ,quando credeva inseriva qualcosa ,e magari cambiava discorso nella speranza di animare un pò la conversazione. Chi seguiva tutti era Ines.Lei era l'anima della chat e quando mancava ,le discussioni non cominciavano e non finivano. Si andava a nanna e basta.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:12 PM
Nuvole all'orizzonte - 2° cap. (florentia)
Pensava... che strano mondo questo della chat. Un video davanti a te e poi? Per molti il nulla, per altri - quelli che come noi trovano degli amici cari - voci, occhi, parole, silenzi densi di significato. Refla aspettava una cara amica, voleva andar via, ma non senza averla almeno salutata. Che strano... un incontro di anime senza troppe parole, semplicemente, come semplicemente nascono tutte le cose più belle e vere e... ma come raccontare tutte queste emozioni a chi non
poteva e non voleva comprendere l'incommensurabile valore di questa amicizia? Una sera come le altre? oh no... una sera speciale come speciale era ogni sera con loro. Ora poteva andare, ora poteva portare un po' di loro con sé nel viaggio notturno nel buio della sua stanza.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:13 PM
Nuvole all'orizzonte - 3° cap. (regit)
Comunque quella sera il discorso scivolò ( come sempre ed era diventata un fissa )sulle foto, ossia sul fatto che era giusto che ognuno mostrasse la sua identità agli altri.Fino a quel momento l'unico che l'aveva fatto era stato Apollonio : si era messo in bella mostra con una chitarra in mano su un haiku che,successivamente, era stato inserito nell'ebook. La discussione andò avanti tra battute e risposte un pò oziose. All'improvviso fece capolino un tale , che dopo aver letto alcune battute , se ne uscì senza salutare e lasciando scritto:--Che spasso 'ste battute!-- Una doccia fredda sarebbe stata più calda, ma loro non se ne curarono, continuarono a parlare . L'argomento si era fatto più serio,si parlava di AMORE. Non era il solito discorso e questo attrasse l'attenzione di tutti. Apollonio asseriva che lui era capace di amare tutte le donne,--Tutte quelle che si fanno amare!--aveva risposto ad Ines quando questa gli aveva detto:-Ami tutte le donne ,eh Apollonio?- -Tutti uguali gli uomini- aveva subito obiettato Selly,seguita de Finedda che, per evidenziare il fatto ,scriveva in verticale:-Condivido!- -Volete l'amore esclusivo- interruppe Apollonio,- ed è anche giusto,però ci sono situazioni di fronte alle quali l'uomo non si può tirare indietro. Io ,per esempio, mi son trovato una volta e dirò che è stato molto difficile condurre la faccenda. Mi sentivo frastornato,ma la coscienza me la sentivo a posto, perchè alla fin fine volevo bene davvero a tutte.Ero innamorato e non mi sentivo mai traditore nei confronti di chi in quel momento era assente.Però a pensarci adesso è un drammone . E' difficile da portare avanti. Sono stato troppo inconsapevole,però ho amato fino alla fine.Certo che ognuno fa delle sue esperienze e dei suoi errori un modo di vivere.- --E' difficile dire cosa è l'amore- interruppe Ines. --Prima d'ogni altra cosa è conquista ,poi diventa fede. Io per esempio sono 25 anni che sto con mio marito. Se non ci avessi creduto, a quest'ora non saremmo più insieme.Certo che poi subentrano altre cose legate al quotidiano e allora diventa una sfida. E questa sfida bisogna portarla avanti con tutti i su e giù ,cercando di parare i colpi e tenendo il tiro dalla parte giusta. E qui chi più può, più fa.- Il discorso era diventato davvero serio , ognuno ,a secondo delle proprie esperienze, metteva in evidenza ciò che diventa la vita quando l'amore si pone nel contesto reale del vissuto. Selly aveva seguito con gli occhi lo svolgersi del dialogo, quello che l'aveva colpita di più era stato l'intervento di Apollonio. - Ma come può un uomo amare più donne - si chiedeva mentalmente cercando una risposta plausibile. Non la trovò,lei la pensava in un altro modo; non ammetteva e non avrebbe mai ammesso questi giochi .Non avrebbe mai accettato una situazione del genere. Per lei era meglio denudarsi della propria anima se questa fosse stata privata della pienezza e della bellezza di un sentimento così profondo.


Nuvole all'orizzonte - 4° cap. (florentia)

Amare qualcuno..."è semplice" - qualcuno potrebbe dire - già forse era per questo che intorno a sé scorgeva tanti fallimenti. Per lei era qualcosa di semplice e complicato difficile. Bisognava fare i conti con la vita frenetica di tutti i giorni, con la quotidianità e con i rischi che essa comportava, con le aspettative altrui e con noi stessi... veri, nudi come davanti ad uno specchio. Amare qualcuno in modo esclusivo, con impegno, perché questo ci vuole. E' vero, il sentimento nasce dal cuore, ma poi per camminare ha bisogno di disponibilità, fiducia, rispetto. Si fermò a pensare a quello che stava dicendo...sembravano vecchi e stantii discorsi accademici, non le interessavano, preferiva parlare di sé, del suo amore per lui, della sua vita, i discorsi li lasciava ad altri. "Da' sempre felicità?" - si chiedeva...oh no a volte ci fa disperare, ci rende tristi perché a volte provava il terrore della perdita...non l'avrebbe sopportata ancora una volta. "Cosa mi aspetto dall'amore...che sto vivendo?" Non più di quello che già aveva: serenità, gioia, piacere di stare insieme, stima reciproca, fiducia e disponibilità incondizionate. Un amore fatto di cose semplici, di condivisione. Non aveva bisogno di altro e, del resto, cosa desiderare di più? Questo era quello che provava e non sarebbe stato che per una sola persona, difficile pensare di provare la stessa cosa per un'altra persona, poteva essere attrazione, ma non amore. Che sensazione di pienezza le dava poter pensare che lui era il suo amore, il suo amore, il suo amore, quello di tutta la vita, quello che aveva cancellato i dolori, le ferite e le aveva regalato quanto di più bello ci potesse essere al mondo. Solo lui e nessun altro, altri sentimenti li lasciava ad altri. Avrebbe preferito annullasi pur di non perdere quello in cui credeva.

[Modificato da Caleidos 05/12/2006 20.05]

Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:14 PM
Nuvole all'orizzonte - 5° cap. (regit)
Quella discussione era stata un punto di confronto, come se fosse scattata finalmente l'ora di farsi conoscere .....cosa che mai era avvenuta da quando essi s'incontravano in chat. . A pensarci bene, ci sarebbe stato un altro sviluppo se fossero stati presenti anche gli altri. Ma quella sera mancava Turi, Amy e Brigitte. Florentia era entrata solo per qualche attimo ed era entusiasta di quell'iniziativa che vedeva tutti coinvolti nella stesura del racconto Sicché nell'uscire non aveva saputo resistere alla tentazione di inserire un suo commento in coda alla prima pagina. Degli altri il più assiduo era Turi, ma in quel periodo era quasi sempre assente.Nessuno sapeva il perché .O per lo meno, chi lo sapeva ,non ne parlava. All'inizio si pensò ad impegni di lavoro, ma quando la cosa si protrasse più a lungo , gli amici cominciarono a preoccuparsi. Turi era dolcissimo con tutti ; era quello che si emozionava al ricordo di un cane che gli era morto e che, per averlo sempre con sè, l'aveva sepolto dietro la casa , sotto l'albero della quercia secolare. Nella sua convinzione, secolare sarebbe stato anche il ricordo che aveva di lui. E col carattere che si ritrovava , lo sarebbe stato sicuramente. Quel cane era stato il compagno indivisibile delle sue escursioni mattutine in cerca di tartufi, lo aveva addestrato ad hoc ed era l'essere vivente col quale parlava , quando relegato nella solitudine del suo eremo, combatteva coi mulini a vento e con le intemperie delle stagioni. Egli usava classificarsi *lavoratore della terra*, ma quella modestia gli serviva poco ,perchè in effetti era un uomo di vedute molto larghe. Autodidatta e anarchico convinto possedeva una vastissima cultura e quando scriveva riusciva a captare l'attenzione di tutti, sia per il contenuto che per la struttura stessa dello scritto. Egli lasciava sempre un'orma dietro di sè. E quella sera la sua mancanza era stata marcata. Anche perché era quello che di solito animava di più la conversazione e ogni tanto buttava la battutina, per portare l'atmosfera su una dimensione più allegra. Era tenero come l'acqua e aveva sempre un sorriso per tutti. Quel sorriso che scatenava domande ed apriva orizzonti luminosi a chi riusciva ad avere un contatto con lui. Il suo vero nome non era Turi. Così lo avevano chiamato gli amici, proprio quella sera della chat. Dopo la morte del suo cane egli ne aveva assunto il nick, ma adesso gli serviva un altro nick per entrare nel racconto. Ne parlarono Apollonio, Ines e Selly. Apollonio gli voleva affibbiare " Willy" ( che poi sarebbe stato il diminutivo di Villicus); Ines lo voleva nomare Vladimiro , solo per dargli un nome astruso e anche perché era arrabbiata con lui, perchè quando lo chiamava al cell non le rispondeva mai. Fu Selly a decidere tra i due e lo chiamò Turi. Ci pensò un pò prima, visto che era il diminutivo di *Turiddu* e conoscendone il carattere si chiedeva se avrebbe accettato tutto ciò; alla fine non se ne fregò più di tanto e gli appioppò Turi. Ma di Turi nemmeno l'ombra! Si erano perse le tracce. La prima domanda che saltava fuori all'entrata in chat era proprio ...-- Chi ha sentito Turi? -- Nessuno rispondeva e allora Ines scriveva in maiuscolo : -- Lo odiooooooooooo -- Era la forma più morbosa per dire che l'amava, a modo suo. In effetti era l'amico del cuore, non quello che comunemente si potrebbe pensare. Era davvero il suo amico, quando AMICIZIA significa avere accanto persone che ti comprendono.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:15 PM
Nuvole all'orizzonte - 6° cap. (soffio68)


Certo il sito era nuovo e la gente che entrava si guardava bene dal servirsene a suo piacimento. C'era una certa ritrosia ad aprire le varie sezioni e, se si aprivano, era solo per leggere. Fu una sera che anche Finedda entrò nella stanza della chat .Chiacchierando del più e del meno, si accorse di trovarsi bene. La sera seguente ritornò ancora e poi ancora. Le piaceva . Era riuscita ad entrare nello spirito della conversazione dicendo la sua; gli argomenti non le mancavano. Era una donna fantastica. Eclettica: si occupava di tutto, aveva famiglia, lavorava e non disdegnava neppure lavori che non le competevano, come per esempio, aiutare i suoceri nelle loro faccende. Ma anche lei si sentiva sola, non lo dimostrava, la sua era un'altra solitudine nera. Era come se si sentisse ad un bivio per scegliere un percorso, che tra l'altro le creava una grande confusione. Pareva che vivesse il presente per abitudine mentre il suo sguardo era rivolto altrove. Forse avrebbe voluto cancellare gli sbagli e le menzogne che la vita, nel suo percorso le aveva affibbiato. Sarebbe stato troppo bello! Lo sarebbe per tutti se ognuno potesse prendere una gomma e cancellare a suo piacimento. Si sarebbe potuto dire che per questo era disperata e se piangeva, le lacrime non bastavano ad allontanarle i pensieri, né a scartare il presente dal quale non poteva assolutamente uscire. Nessuno sapeva di che si trattava , anche perché lei esternava un carattere faceto che faceva intendere una realizzazione soddisfacente della propria vita.
Non era così. Adesso, quando entrava in chat, insieme a quei quattro amici, si sentiva più sollevata; parlando con gli altri, aveva capito che non era soltanto lei ad essere oppressa e che ognuno porta sulle spalle il proprio fardello. L'amicizia che le veniva offerta perciò le apriva il cuore e le discussioni che si presentavano la riportavano a riflessioni interiori . Si sentiva bene nel condividere sensazioni e pensieri con lo stesso linguaggio e con lo stesso tono di chi l'ascoltava. Quasi quasi cominciava ad appropriarsi di quel filo di speranza che le permetteva di capire che tutti quei valori che pensava di aver perso, erano soltanto stati offuscati dalla sfiducia .
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:17 PM
Nuvole all'orizzonte - 7° cap. (caleidos)
-"L'irrealtà è in ogni dove, basta aprire l'uscio oltre la solitudine e ci si ritrova trasformati dalle circostanze dall'interagire con gli altri e quindi costretti nelle finzioni che alimentano l'irrealtà. Per questo ho imparato a non giudicare quella che si definisce realtà. Ed io vivo in modo apparentemente pazzesco anche se poi è reale e la gente cammina a gambe all'aria, si arrampica sugli specchi e si affanna e si ostina a giudicarmi e ad insegnarmi a vivere con iniezioni di luoghi comuni spacciate per saggezza, esperienza, cultura che avanza come un gambero. Quando cerco di dialogare, di farmi comprendere mi prendono per marziano, per pazzo, per visionario, per menefreghista, per rivoluzionario, ma non per quello che sono."- Questo pensava Apollonio preso nella sensazione del momento, senza ombra di dubbio, un senso di impotenza, di calma inspiegabile, di concentrazione superficiale, forse di leggero fastidio o di apatia.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:18 PM
Nuvole all'orizzonte - 8° cap. (regit)
Era evidente che la discussione, nata così per caso, aveva riportato i quattro amici nelle proprie dimensioni e venivano fuori delle verità, che mai si sarebbero sognati di evidenziare in quel modo. Quello che dicevano era verità. Era verità ciò che asseriva Apollonio, ma era verità quello che dicevano le altre, perché in effetti tutti si erano scoperti protagonisti della loro vita e ognuno aveva qualcosa da dire. Un qualcosa che avevano dentro e che marciva ai confini di un orizzonte creduto ormai perso. Non era irrealtà, non era calarsi in dimensioni surreali; anzi quel porsi su una dimensione diversa permetteva loro di dire cose che nella vita comune non era facile confidare. Erano le nuvole, quelle che rabbuiavano l'orizzonte quotidiano e davano all'IO il senso di insoddisfazione e di precarietà. Ognuno voleva parlarne . Ognuno aveva da dire qualcosa, ma non per liberarsi del peso che si portava addosso. Voleva parlare per dimostrare all'altro che nonostante tutto e che al di là di qualsiasi concetto (che l'uno s'era fatto dell'altro),in quella dimensione, diventava veramente se stesso. Eppure erano ancora all'inizio,non erano scesi in particolari percorsi; forse lo avrebbero fatto più in là, forse no. Dipendeva dalla fiducia che uno avrebbe riposto nell'altro o dalla reazione che l'argomento avrebbe suscitato in ognuno. Selly era ritornata più volte a leggere il post di Apollonio. Aveva capito che il suo tono era un pò alto e voleva comprenderne il messaggio . E, a dire il vero, le dava fastidio il suo porsi in una dimensione reale- anticonformista, sol perché sbandierava ai quattro venti la sua identità. Lui era un uomo disponibile e premuroso, molto educato; aveva un gran rispetto di tutti, ma gli dava fastidio se una persona non si presentava con la sua identità personale. Selly era convinta fin dall'inizio, che quella era solo una deformazione professionale. -CHi vive in un contesto pubblico non accetterà mai l'anonimato degli altri- si ripeteva . Ma qui non erano nella stessa dimensione. Nessuno era tenuto a farlo, la loro era un'amicizia "a ponte "senza forzature, che magari con l'andare del tempo sarebbe potuta diventare anche più forte di una di quelle che s'incontrano nella realtà . Quello che non accettava di Apollonio era quel senso di " impotenza"-, calma inspiegabile, concentrazione superficiale, forse di leggero fastidio o di apatia." che chiudeva il suo post. Questo poteva ( e lo faceva ) far supporre che lui a tutto quello che era stato detto non aveva creduto . --Io , diceva Selly, non ho mai pensato che la gente cammini con le gambe all'aria, nè ho accettato pillole di saggezza sol perché gli altri si son proclamati saggi. E dove sta la mia libertà?-- Secondo Selly, la socialità è il vivere nel quotidiano, è identità per tutti, ma è sempre qualcosa che appare, al di là di quello che ognuno si porta dentro. La vera realtà sta dentro. La solitudine è essere " se stessi". Uscire dalla solitudine non significa entrare nell'irrealtà e barare o fingere. La finzione è un'altra cosa. Chi finge deve avere altri scopi che non quelli dello stare insieme per chiacchierare. L''interagire con gli altri " poi, a secondo delle circostanze, ( come diceva Apollonio ) era la liberazione cui avrebbe fatto seguito la catarsi. Una specie di seduta psicologica insomma, durante la quale, attraverso la revisione di episodi e tratti di vita si poteva recuperare la serenità persa. Forse. Ma! Lei la pensava in un altro modo. Aveva sicuramente i suoi motivi.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:19 PM
Nuvole all'orizzonte - 9° cap. (caleidos)
“Si la vita ci cambia...con un susseguirsi di vicende felici ed amare... a volte non ci rendiamo neppure conto...perché noi siamo già cambiati...”così rifletteva Apollonio mentre con gli occhi scorreva le parole scritte nella chat . “Quanto è difficile mostrare il cuore! Dietro questo schermo ! Poi la gente fa “di tutta l'erba un fascio" mettendo in dubbio che possa esistere la sincerità e poi perché considerare la solitudine un sintomo di pazzia?
Mica si può fingere per tutta la vita, soprattutto con se stessi perché alla fine la verità viene a galla. La cosa veramente costruttiva è il saper instaurare quel rapporto di amicizia e di conoscenza che va al di la del "virtuale". “ Quanto è difficile comunicare! Dietro un sorriso si nasconde una lacrima...dietro ogni lacrima può rinascere un sorriso...” Non si dava pace Apollonio e avrebbe voluto mostrare a tutti i suoi occhi con dentro riflesse le immagini dei suoi pensieri, la lacrima dell'emozione, il sorriso della gioia e dietro gli stessi occhi tutte le immagini strappate ai sogni. “Impariamo a leggere il cuore!” stava scrivendo, voleva confidare agli amici che in questi ultimi anni si era sentito spesso molto solo pur vivendo tutti i giorni a contatto con la realtà. Qui nel così detto "mondo virtuale" aveva trovato amicizia ed affetto sincero , la speranza di un mondo migliore e nuova fiducia nella vita. Una finestra sul mondo. “Ora non sono più solo” pensava “il vostro cuore mi tiene compagnia e mi da conforto e la speranza di potervi un giorno abbracciare tutti. “
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:20 PM
Nuvole all'orizzonte - 10° cap. (regit)
Selly aveva letto l'ultimo post di Apollonio. -Eccolo- disse - con la paura di non essere creduto !- E lo vedeva diverso,cominciava a vederlo com'era veramente dentro, con le sue perplessità e le due domande. E chi non ne aveva?
Tra l'altro era preoccupato dal fatto di essere frainteso. Ma no ! Che andava pensando? Tutti lo stimavano proprio per quello che era. Era chiaro che alla sua serenità e alla sua calma si univa un carattere dolce e sincero. E se esprimeva le sue perplessità e i suoi dubbi ( gli amici lo sapevano) era perché non amava la menzogna. E in rete ce n'era tanta. No ! Non era suo, il caso di far di "tutte l'erbe un fascio" ! - Non è difficile mostrare il proprio cuore, il difficile sta nel non essere capiti.- Continuava a commentargli Selly, scorrendo ancora le frasi riportate tra virgolette. Avrebbe voluto scrivergli e dirgli di non prendersela tanto. Gli amici avevano capito chi era . E poi , "raccontarsi", egli già aveva cominciato a farlo, senza volerlo, in quelle poche parole dette col cuore . Il suo parlare infatti era come una pulsazione che andava da cuore a cuore. Non era lui che parlava o scriveva, era il suo cuore che preso dall'emozione di quel contatto, che tanto gli aveva dato negli ultimi anni, veniva fuori e si poggiava palpitante sulla luce bianca del monitor.
Era un'esplosione, un darsi e aversi, una stretta di mano per sigillare quell'amicizia cui credeva tanto. Un grido silenzioso che gli amici, a loro volta,avevano colto a volo e lo avevano scritto nel loro cuore. E gli volevano bene, perché tra l'altro, era una persona "pulita" . Le ultime frasi commossero Selly. Senza muoversi gli mandò un bacio (virtuale), era il massimo che poteva fare, affacciata a quella finestra che apriva questo nuovo orizzonte di comunicazione. Anche lei adesso si sentiva meno sola. E ne aveva tanto bisogno.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:21 PM
Nuvole all'orizzonte - 11° cap. (florentia)
La solitudine? Un ricordo che le faceva ancora male. Quanti giorni di lacrime e preghiere, quante parole non ascoltate da nessuno nel silenzio della sua stanza, la porta chiusa per non farsi sentire e al di là il dolore, la morte. Non poteva dire che si sentiva sola, che stava male, doveva essere forte anche per gli altri. Ma la solitudine...la uccideva e poi aveva intravisto una fiamma lontana in una piccola grotta. L'avevano accolta, coccolata, amata e lei si era lasciata andare, aveva aperto il suo cuore a quegli amici, non cercati, ma tanto desiderati. Erano entrati nel suo cuore e il gelo che aveva dentro si era sciolto. Li aveva sentiti vicini e il suo dolore non le aveva impedito di avere una parola anche per qualcuno che aveva avuto bisogno di lei. Aveva bisogno di loro ed anche ora che la sua vita era splendida, non poteva dimenticarli. Come fare a meno di quei tesori e allora questo mondo virtuale aveva assunto colori suoni, udiva le loro voci, vedeva i loro occhi, leggeva nel loro cuore. Come poter spiegare tutto questo? Quando arrivava, parlava del più e del meno, le sfiorava anche il pensiero di sembrare banale, ma sperava che anche loro leggessero nel suo cuore... avrebbero trovato un affetto immenso. Ora non era più sola, non lo sarebbe stata più...
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:23 PM
Nuvole all'orizzonte - 12° cap. (lun*)
"Tutto è fragile e precario a questo mondo e non voglio che anche i sentimenti risultino tali." pensava Apollonio...mentre con il cuore cercava di superare le distanze...la lontananza... le difficoltà che separano due cuori... La finestrella della chat era diventata la sua casa...un nido sicuro e protetto... caldo e accogliente...ma a volte era così difficile riuscire a trovare la serenità... e le nuvole ritornavano...oscurando la tenerezza dei sentimenti...e i suoi dolcissimi occhi si riempivano di pioggia... "Questa distanza non ci permette di far si che la tenerezza cancelli i momenti di sofferenza
del cuore, un abbraccio, un bacio, una carezza sarebbero la miglior cura e farebbero andare via tutti i pensieri e i dubbi, quelle continue nuvole che ritornano." "Quando vorrei essere vento...e portarti la primavera..." così parlava il suo cuore... mentre negli occhi passavano le immagini dei piccoli sogni che lo aiutavano a vivere... e respirava nell'aria il profumo dei fiori che un piccolo cuore gli regalava ogni giorno.. Lei cercava per lui i colori...anche in pieno inverno...quando tutto è spoglio e triste... cercava di riempire il suo cuore di primavera...perché non si sentisse mai solo... E mentre guardava la primula bianca...il primo fiore che sboccia dopo il lungo inverno... ascoltava insieme a lei tramite quella finestrina...le note di quella canzone... che un giorno di primavera aveva unito i loro occhi e i loro cuori... Tu, per quello che mi dai Quell’emozione in più Ad ogni tua parola Tu, probabilmente, tu Sei stata fino a qui Per troppo tempo sola, Fino a convincerti, come me Che si può stare da soli.

Perché, la solitudine Che non sorride mai Diventa l’abitudine E non la scelta che tu fai Ma ora che son qui Il vento cambierà E sembrerà più facile Il tempo che verrà La vita può sorprenderti In tutto quel che fa E dove non lo immagini Incontri la felicità E sono qui con te E non ti lascerò Ti chiedo di fermarti qui E stare insieme a te E stare insieme a te Sì, adesso ci sei tu Nei sogni e nelle idee Nell’immaginazione… Tu, che sei vicino a me, Così vicino a me Che sei parte di me Cosi dentro di te Come una sensazione Sei le parole e la musica
Per una nuova canzone… Perché la solitudine Non si riprenderà La voglia di sorridere Ora no… E la felicità Se ci sei… Per quello che tu sai se lo sai… Per quello che mi dai anche tu… Per un amore semplice Ma grande più che mai E non è un’abitudine Il bene che mi fai Anche tu E l’allegria di viverti Finché vuoi… Di averti accanto più che mai! E adesso siamo noi Io e te Ci siamo solo noi Solo noi Sicuri di non perderci Di non lasciarci mai… Un’altra solitudine Non ci riprenderà
E tu non te ne andrai… MAI... Quante volta l'avevano ascoltata insieme... con il cuore... pensando a tutte le loro emozioni... "AVERE UN POSTO NEL CUORE DI QUALCUNO SIGNIFICA NON ESSERE MAI SOLI"... Aveva ragione Selly...e Apollonio lo sapeva... ma volte la tristezza prendeva il sopravvento... e il suo cielo diventava pieno di nuvole...
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:25 PM
Nuvole all'orizzonte - 13° cap. (regit)
Era sempre una sorpresa aprire quelle pagine e trovare qualcosa di nuovo. Il più delle volte non c'era quel trait-d'union che uno si aspetta leggendo un racconto normale. Non era da considerarsi una pecca, era fin troppo chiaro e ognuno se lo aspettava. Era la loro prima esperienza, era la prima volta che si erano buttati a scrivere insieme. Erano amici di penna e si erano ritrovati quasi per caso in quel sito che era appena nato. Per lo scrivere non c'era una regola precisa da seguire, ognuno entrava, leggeva e inseriva un post, più che altro per evidenziare la sua presenza. A volte non c'era neppure un nesso logico tra un pezzo e l'altro. Ma a loro non importava. A loro piaceva entrare e trovare uno stralcio, anche un solo lembo di realtà vissuta dall'altro. --Quanto bisogno abbiamo -- pensò Selly-- di parlare !-- Ma era questione di attimi, poi cominciava a guardarsi dentro. No! Lei non sarebbe stata mai capace di aprirsi ad un discorso "intimistico" come lo chiamava un suo amico. Lei non aveva grande esperienza di chat, era la seconda volta che si trovava coinvolta in quel cerchio virtuale,ma niente aveva da rimproverare né agli altri, né a se stessa. Rilesse l'ultimo haiku che aveva scritto quella sera : " Nebbia stagnante ! Mancanza di respiro senza più luce." Il titolo? "Il presente". Voleva commentarsi da sola, ma non trovava parole. Si chiese però il perché di quel pessimismo così pregno di morte. No, non trovò risposta. Il pensiero inconsciamente usciva da solo e lei lo vedeva come un ectoplasma fissarsi sul monitor e prendere consistenza al tocco delle dita sulla tastiera. Scrivere! Si lo aveva sempre fatto, aveva la mania, era la sua libertà. Esprimere i suoi sogni, le sue speranze ... ma ne aveva? Ogni tanto s'illudeva, si aggrappava a qualcosa, a qualcuno .
Ma ! ! ! Il suo lavoro le permetteva di capire tante cose e la rendeva più matura della sua età. Ma, quale poteva essere la sua età? Se lo chiedeva lei stessa e non trovava mai il corrispettivo in anni, forse lo trovava in anni luce. Si vedeva proiettata nel suo percorso da quando si ricordava di aver avuto memoria. E ricordava le cose di quando aveva tre anni.Una memoria terribile, che le poneva davanti ogni momento della sua vita. Momenti di stasi? Si forse qualcuno. Ma così breve che il "dopo" cancellava ,come se non fosse mai esistito. Si fermò, rilesse il post di Frà : --Che tenerezza!-- disse e scorse fino in fondo il testo della canzone . Era un "credo" sancito col cuore.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:26 PM
Nuvole all'orizzonte - 14° cap. (regit)
Quella mattina Selly si alzò presto. Era l'inizio di febbraio e aveva da sbrigare molte pratiche lasciate in coda. Non era molto tranquilla , gli ultimi avvenimenti familiari l'avevano provata terribilmente. Nonostante ostentasse una calma apparente, facilmente si irritava e , a volte , non riusciva a contenersi e scattava come una molla. Eppure doveva controllarsi, doveva far finta di niente e vivere quel momento come se tutto fosse normale. Per fortuna che , una volta a lavoro , trovava le colleghe disponibili ad ascoltarla e a sostenerla.
Lei si scaricava , ma anche quando aveva il desiderio di piangere , non lo faceva mai ! Quella mattina non sarebbe andata a lavoro, il direttore della banca le aveva telefonato per una operazione che la riguardava. Dette una rassettata alla casa ,in modo da avere una decente parvenza,come diceva lei , e prima di uscire,raccomandò agli altri di non combinare "macelli" in sua assenza. Poi indossò un giaccone ,prese la borsa ,le chiavi della macchina e si avvicinò alla porta. Si fermò, si girò di fronte allo specchio dell'entrata e si guardò ancora. Era pallida., quasi incolore, alzò le spalle e si chiuse dietro la porta. La strada era più trafficata del solito e le macchine in coda facevano prevedere ritardi a non finire. Finalmente il semaforo cominciò a funzionare e il verde dette una boccata di respiro a chi aveva più fretta. Era ormai sulla strada . --Accidenti-- pensò, tanto per distrarsi,-- Non riusciamo a far decollare il racconto. Sta diventando un pò monotono. Troppo introspettivo e scollegato. -- ---Bisognerebbe introdurre una " fabula " attorno alla quale far giostrare i protagonisti.-- E capì che la difficoltà maggiore era nella scelta dei personaggi. Chi se la sarebbe sentita di offrirsi e rendersi operante? Posteggiò la macchina e scese; la banca era ancora chiusa , ma la gente sostava sul marciapiede antistante l'ingresso. All'improvviso le si accostò un uomo :-- Scusi signora, può spostare la macchina? Non riesco ad uscire. – Selly si girò e lo guardò, poi girò gli occhi e vide che la sua macchina era sul marciapiedi antistante un garage privato. Si scosse, accennò un sorriso e si mosse. Spostò la macchina; ma non c'era un millimetro di spazio sulla strada. Quello uscì e, passandole accanto, le sorrise -- C'era il divieto -- disse. Lei si scocciò, adesso doveva fare il giro del modo per trovare un posto. Ma si ravvide; tornò a marcia indietro e si piazzò sullo scivolo antistante il garage. Oh! Adesso era tranquilla, perlomeno così credeva.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:27 PM
Nuvole all'orizzonte - 15° cap. (regit)
Quando uscì dalla banca era quasi mezzogiorno. Automaticamente calò le mani nella borsa , prese le chiavi e si diresse verso la macchina. La macchina non c'era più. Guardò la serranda del garage ,ma era chiusa. Guardò in alto ,le finestre del primo piano erano chiuse e le tapparelle abbassate.Si accostò al portone accanto e premette un pulsante del citofono.Non rispose nessuno;ne toccò un altro; sentì all'interno una voce che chiedeva chi fosse. Lei si scostò dal portone ,nel frattempo che una finestra si apriva e una donna si affacciava dalla ringhiera . ---Mi dica-- disse la donna. ---Scusi--- , cominciò Selly -- per caso sa se è stata rimossa la macchina che stava appoggiata sullo scivolo del garage? La sua preoccupazione non era tanto la rimozione, quanto la paura che le fosse stata rubata.ù
La donna sorrise ,poi alzando una mano in alto e scuotendo la testa rispose: -- Signorina, il proprietario di quel garage è intransigente; io non ho visto e non so niente , però ...-- Nel frattempo la strada si era affollata di più: i bambini uscivano dalla scuola che era lì di fronte. Lei vide un vigile e si avvicinò. --Senta, non trovo più la mia macchina-- disse. Quello destreggiando il fischietto tra la mano e la bocca , la fermò con l'altro braccio e abbassando la testa disse in un soffio : --Aspetti un attimo, mi faccia snellire questo traffico.-- La ragazza si girò , andò nel bar e ordinò un caffè. Poi si accese una sigaretta e uscì. Era nervosa ; questo non ci voleva. Finalmente era passata la fiumana dei bambini con i rispettivi genitori ! Il vigile si accostò e le chiese cosa era successo. Nel frattempo Selly vide in lontananza sbucare ,in fondo alla strada, il carro attrezzi: --Scusi un attimo-- disse e si allontanò. A pochi metri dal veicolo , alzò una mano e lo fermò. C'era un giovane alla guida :--Signora, è sua la 500 blu che stava posteggiata davanti a quel garage?-- --Accidenti --pensò Selly e con la testa fece cenno di si. --L'abbiamo portata al deposito, dovrebbe seguirci per ritirarla.-- --Verrò più tardi-- rispose lei , si girò e si avviò a piedi verso casa. Era uno scherzo andarci a piedi ! Avrebbe dovuto attraversare in tangenziale tutta la città ,poi prendere un traghetto e magari anche un tram . Cominciò a sbuffare e a sentir caldo. Attraversò ancora una volta quella maledetta strada :-- Signora! -- si girò; non credeva ai suoi occhi. ---Maledetto!-- esclamò mentalmente guardando in faccia il suo interlocutore. Ma finse di niente e disse :-- Mi dica .-- --Sono stato costretto a far prelevare la sua macchina, mi ostruiva l'ingresso. Cercherò di rimediare, le posso dare un passaggio?-- --Ti venga un accidente !--pensò Selly, invece sorridendo gli rispose : --Certo ,grazie. Però dobbiamo fare un bel pò di strada.—
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:28 PM
Nuvole all'orizzonte - 16° cap. (nina)
Ines uscì di casa con il cappotto nero lungo fino ai piedi. Faceva un freddo ladro, cacciò le mani fino in fondo alle tasche e cominciò a camminare veloce sul marciapiede. Cercava il lato più morbido della sciarpa, se la aggiustò attorno alla bocca. Non sapeva ancora bene quello che voleva fare. Pensò che poteva ragionarci su strada facendo. L’alone attorno ai lampioni li fa sembrare piccole lune fredde, -- Quando finirà questo inverno infinito ?? –- si chiese. La chiave non entrava nella macchina gelata, così lei imprecò. Non faceva altro che imprecare da giorni. Per ogni contrattempo, per ogni cosa che non girava nel verso giusto… Avrebbe avuto voglia di prendere a calci l’auto, il platano vicino l’auto, la panchina vicino al platano. Si immaginava di prendere a calci tutto quanto c’era in fila dal posteggio fino all’altro capo del mondo. Quest’idea così impegnativa da attuare le fece venire un improvviso attacco di ridarella. E finalmente si diede una calmata. Il riscaldamento si accese subito, la radio anche. -- Infondo che ci vuole? – pensò. -- Basta solo che una cosa giri per il verso giusto. Il resto andrà da sé -- Mentre guidava tese dolcemente i muscoli della schiena. Aderì contro lo schienale, e finalmente si rilassò. Il senso di buio assoluto era passato. Fece un sospirone, enfatico, eccessivo. Come eccessiva era Ines, in tutto il suo entusiasmo, a volte. Provò a concentrarsi sulla lista delle cose da prendere. -- Vi preparerò una cena coi controfiocchi -- si disse. Selly non si era presentata puntuale all’appuntamento, probabilmente aveva avuto intoppi col suo macinino blu. Peccato, le piaceva molto fare la spesa con lei. Si concentrò sul vino da prendere e mentre guardava le etichette colorate all’improvviso decise. Lei e Selly avrebbero aspettato Apollonio e dopo cena, senza indugi e ripensamenti sarebbero partiti. Sperava che Finedda avrebbe chiamato per unirsi a loro. -- Va bene. Deciso. – si disse risoluta. Turi poteva opporsi al mondo intero, ma non alla loro decisione sacrosanta di mettere un maglione nello zaino e raggiungerlo nella sua casa in collina.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:29 PM
Nuvole all'orizzonte - 17° cap. (regit)
Nuvole all'orizzonte - 17° cap. (regit) Intanto con questi pensieri invadenti, riempiva il carrello della spesa, senza rendersi conto che quello era già stracolmo, come se avesse dovuto fare un rifornimento da guerra inoltrata. Quando finalmente si decise ad uscire, si ricordò che non aveva preso lo zucchero. Non è che era tanto importante, visto che lei ne faceva poco uso, però avrebbe fatto brutta figura nel caso gli amici gliene avessero chiesto. Allora tornò indietro e prese a volo un pacchetto di zucchero raffinato,lo mise nel carrello e si avviò alla cassa. Si accorse allora che il carrello trasbordava. --Accidenti -- disse-- e che ho comprato. Ma si, guerra all'avarizia !-- Si mise in coda, pregustando già la gioia di trovarsi con i suoi amici a mangiare quelle specialità che pensava di preparare. Veramente lei non è che era una gran cuoca, però quando aspettava ospiti, si dava da fare e cercava di fare del suo meglio. Quella sera doveva cercare di fare molto di più, visto che c'era anche Selly. --Ti frego io a te !-- pensò mentre scostava un bambino che piangendo le urtava il carrello su un fianco. --Vado dalla Pierina, prendo la lasagna già tutta pronta e dico che l'ho preparata io. Così accontento anche Apollonio. Poi preparo i saltimbocca col vin rosso, che tanto quelli si fa presto; gli stuzzichini, antipasti e post-pasto, e via!-- Nel frattempo era arrivato il suo turno. Scaricò la spesa sul banco, pagò e uscì stracarica di buste. --Accidenti ,ma dove ho messo la macchina ; ah, eccola !-- Faceva sempre più freddo, nonostante l'ora.Quel giorno non sarebbe andata a lavoro, però si riprometteva di fare un salto nel tardo pomeriggio,per vedere se c'erano novità e magari ,se non c'era molto da fare , chiedere qualche giorno di permesso per riposarsi un pò. Ultimamente era troppo stressata,si sentiva un'ansia addosso;era insoddisfatta, qualunque cosa facesse non le sembrava al posto giusto.Era anche questo il motivo della cena. Pensava che con gli amici si sarebbe distratta un pò. Ed era anche per questo che aveva pensato di fare quell'escursione a casa di Turi. Il suo pensiero la riportò indietro di qualche settimana; per fortuna che era già arrivata. Fermò la macchina e scese.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:30 PM
Nuvole all'orizzonte - 18° cap. (regit)
Anche Finedda quella mattina si era svegliata molto presto…aveva mille faccende da sbrigare. Aveva aperto la finestra e una leggera aria gelida le aveva attraversato il corpo ancora svestito, --Che freddo!-- pensò, anche se alla fine c' era un tepore meraviglioso. Da dietro i vetri osservò le colline ancora innevate…quella mattina tutto sembrava avere una luce diversa ,come se nell’aria qualcosa di strano stesse per accadere… Rimase lì immobile per diverso tempo sentiva un soffio leggiadro che le oltrepassava il seno: che meravigliosa sensazione! --Mammamia se è tardi!?!?--esclamò…Indossò una vestaglietta e di corsa scese in cucina .Era il suo regno, e quella mattina aveva deciso di fare il pane…Iniziò ad impastare la massa e mentre la pose a lievitare telefonò a Selly . Come al solito dovette aspettare un po’ finché Selly rispose…disordinata com’era chissà dove aveva ficcato il telefono… Ci teneva a sapere se veniva anche lei la sera a cena a casa di Ines … --Il pane lo porto io-- disse Finedda a Selly prima di chiudere la comunicazione… Poi continuò a menare il pane e preparò delle piccole pagnottelle…Era diventato quasi un rito : 2 volte la settimana faceva il pane cotto nel suo forno a legna… Era felice al pensiero che tra qualche ora si sarebbe ritrovata con i suoi amici e forse avrebbe finalmente conosciuto Turi.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:31 PM
Nuvole all'orizzonte - 19° cap. (regit)
La prima cosa che fece Ines appena in casa, si tolse il cappotto; ormai non aveva più freddo. Uscì fuori tutta la spesa dalle buste e la sistemò nel frigo e negli scomparti del mobile. Ora si sentiva più soddisfatta, si sedette; accese una sigaretta e bevve il goccio di caffè che era rimasto della mattina.Poi di gran lena a pulire la casa e fare ordine dappertutto. Alla cucina si sarebbe messa nel pomeriggio. Intanto Selly era quasi arrivata a casa. Durante tutto il tragitto non era stata di molte parole, si era limitata a presentarsi e intanto aveva scoperto come si chiamava il suo gentile accompagnatore. --Kristofer-- Un bel nome -- pensò, --anzi davvero fanatico--. Scosse la testa, --Però !-- e sorrise al pensiero dei suoi amici. Pregustava la loro sorpresa nel momento in cui avrebbe raccontato l'accaduto. --Si fermi-- disse-- sono arrivata !-- Si accorse in tempo che stava per andare oltre. Kristofer fermò la macchina così dolcemente che Selly non la sentì, nello stesso momento, spegnendo il quadro la guardò in faccia. --Senta-- cominciò-- non si preoccupi della macchina, provvederò io stesso a fargliela recapitare. Gliela porterà il mio meccanico entro stasera. Comunque se mi lascia il suo numero di telefono, l'avverto se mai ci dovesse essere qualche contrattempo.-- Selly si girò. --Accidenti, è davvero molto più bello di quello che pensavo ! Sicuramente la rabbia mi aveva offuscato la vista.-- Tra l'altro si rendeva conto che era davvero un " signor uomo ". E usava anche la " rosa di Manchester" ! L'aveva avvertito subito appena entrata in macchina; un sottile e delicato profumo che partiva ad ondata,ogni volta che lui girava la testa o guardava lo specchietto retrovisivo. E poi era impeccabile. Avrebbe potuto avere non oltre 50 anni, ma Selly non se ne fregava niente dell'età. Era un bell'uomo e basta. Automaticamente aprì la borsa e prese un biglietto, scrisse il suo numero di cellulare e porgendoglielo disse :--Faccia con comodo, però stasera verso le 20 dovrei uscire. Sono stata invitata a cena da amici.-- Poi , come colta da un'idea geniale, si fermò, lo guardò ancora negli occhi ( questa volta) e gli disse : --Sa che sto pensando ?-- --Mi dica-- rispose lui, come intuendo la proposta. --Stavo pensando se... non è il caso che venga anche lei ?-- Il viso di Kristofer s'illuminò di botto, istintivamente alzò una mano e le sfiorò la guancia. Selly si sentì sciogliere, ma fece finta di niente e sorrise : -- Allora? Che ne dice ? Sono sicura che i miei amici saranno felici di conoscerla.-- Lui ci pensò qualche attimo, il tempo di uscire, girare dall'altra parte della macchina e aprirle lo sportello, poi sorrise ancora e disse: --OK, verrò qui alle 19 e 45, così saremo puntuali.-- Lei uscì dalla macchina e salì sul marciapiedi, gli tese la mano indi prese la chiave ed aprì il cancello della villa. --Accidenti, mi ha lasciato il suo profumo appiccicato addosso-- disse, e questa volta a voce alta. Ora era più tranquilla, molto euforica; pregustava nei minimi particolari l' espressione di Ines nel momento in cui, aprendo la porta la vedeva in compagnia di Kristofer.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:33 PM
Nuvole all'orizzonte - 20° cap. (regit)
Si liberò del giaccone e andò in cucina. Era tutto a posto, doveva solo apparecchiare e aspettare il rientro degli altri per mangiare. A lei non è che importava tanto, però il pranzo in casa sua era un rito. In perfetto orario e con tutti i santi crismi. Si sarebbe trovato bene Apollonio, lui che era sempre pronto a spiluccare qua e là, ogni volta che se ne presentava l'occasione. Intanto si passò una mano sul viso: sentiva ancora quella carezza improvvisa e rivedeva il suo sorriso a 180 gradi, che metteva in mostra la dentatura perfetta e smagliante. --Accidenti-- pensò -- che mi succede? Alla fine dei conti è stato solo un atto di gentilezza !-- Poi si mosse. Prese il telefono e chiamò il parrucchiere; voleva farsi bella. Niente da fare, rispose la segreteria telefonica dicendo che era la giornata settimanale di chiusura. --Ce l'hanno tutti con me ! Ok, farò da sola .-- Andò nel bagno e si dette una guardata allo specchio. -- Ma si ! Non c'è bisogno, con i capelli corti che mi ritrovo, basterà lavarli; stasera metterò un pò di gel in più, voglio i capelli a spine.-- Poi andò nella camera e aprì il guardaroba. Eh! Cosa avrebbe indossato? Qui le venne la febbre gialla. Voleva essere elegantissima, perché non voleva sfigurare accanto a Kristofer, ma sapeva che andava a una cena a carattere più che familiare. -- Che faccio? --Si chiese mentre staccava dalla gruccia il vestito grigio. --Questo lo adoro-- e se lo appoggiò davanti dando uno sguardo allo specchio. --Metterò questo! E' perfetto, giusto per l'occasione.-- Poi prese il telefono e chiamò Fengary:-- Ho trovato il tuo messaggio, mi dispiace per quel problema alla finestra, non so proprio come aiutarti. -- --Ti ringrazio ,Selly, ho pensato, forse chiamerò un tecnico.--Rispose quella e poi aggiunse:-- Senti,io non sto ancora bene e stasera non potrò venire da Enys, fammi un favore, tieni d'occhio Apollonio. Non farlo mangiare troppo e che non beva molto, altrimenti gli si gonfia la pancia.-- --Stai tranquilla Fengary, ci penso io; cerca di riprenderti al più presto, che prossimamente dobbiamo andare a fare un week-end in collina, e tu non devi mancare.- Al pensiero di Apollonio, Selly scosse la testa :-- Per la miseria! Ma non è possibile che un uomo non riesca a ragionare; quando si parla di mangiare non conosce religione!- Ma il rientro dei suoi la distolse . Ora c'era la sua battaglia familiare tra mestoli , pentole e posate.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:34 PM
Nuvole all'orizzonte - 21° cap. (regit)
Come Dio volle anche il rito del pranzo finì. La cucina e il soggiorno tornarono ad essere in perfetto ordine. Finalmente Selly poté stendersi cinque minuti sul letto. All'improvviso le balenò un'idea. --E se Enys ha preparato soltanto le sue solite cose?--- E pensava che figura avrebbe fatto con Kristofer, visto che gli aveva detto che era ad una cena che lo portava. Si alzò, ritornò in cucina e si mise ai fornelli. --Ecco preparerò le lasagne, così Apollonio la finirà una volta per tutte, e sono sicura che una volta che l'avrà assaggiate, starà zitto per due anni.-- Quando ebbe finito impacchettò tutto nelle borse termiche e chiuse in un cartone . Avrebbe detto a Kristofer che era la macchina da cucire di Ines e che gliela doveva riportare. Guardò l'orologio; era tardi. Dopo aver fatto la doccia, si sentì rilassata; si guardò allo specchio: era serena e le splendeva il viso come se avesse messo un fard traslucido. Comunque si vestì di tutto punto senza trascurare nessun particolare e senza scivolare nell'eccentricità. Scostò la tendina della finestra nel momento in cui Kristofer fermava la macchina sotto il cancello. Lei aspettò che suonasse; si dette un altro sguardo allo specchio, prese la borsa e ordinò a Ghianys di portare giù il cartone che era nel soggiorno. Durante il tragitto Selly gli spiegò che i suoi amici erano un gruppo di 5 -6 persone che si erano conosciuti in chat e che ancora non sapevano neppure loro se il loro rapporto era virtuale o reale, visto che , a volte si comportavano come se fossero a contatto di gomito e, a volte, si salutavano con un clik. Lui rise e credendo che stesse facendo dell'umorismo, la rassicurò e le disse che non aveva problemi. Si girò nel frattempo e la guardò. Il viso della ragazza era all'altezza del suo. --Perbacco, non mi ero accorto che fosse così alta !-- pensò. ---Fermi, siamo arrivati.-- disse Selly. Fuori l'aria era un pò umida e faceva ancora freddo, Selly si chiuse il cappotto blu scuro, alzandosi il bavero e suonò il campanello. Nel frattempo Kristofer aveva preso dal cofano due bottiglie di Martini e avanzava verso il portone tenendole in alto, proprio come la pubblicità in tv. Quando Ines aprì, rimase con la mano sulla porta, aprì la bocca per parlare, ma… --Lui è Kristofer.-- disse Selly. Ines gli sorrise : --Oh yessssssss, with Martini my party !-- e scoppiarono in una grande risata. Gli altri erano nel salone e Ines aveva acceso il camino. C'era nell'aria un tepore profumato di resina in una penombra che invitava a rilassarsi. Si tolsero i cappotti ed entrarono.Quando furono sotto l'arco del salone, tutti si girarono; Kristofer era imbarazzato, Selly non vide quel maledetto scalino, storse il piede destro e si ritrovò (menomale) tra le braccia di Kristofer. Una sensazione annullante.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:35 PM
Nuvole all'orizzonte - 22° cap. (regit)
Sentì il cuore di lui che batteva come un martello pneumatico, --Scusi-- disse lei;-- Ho detto tante volte a Ines di eliminare quel gradino, è molto pericoloso.-- Intanto erano accorsi tutti . --Non è successo niente--intervenne Selly e, come a rassicurarli, sorrise. --Bene o male ho le scarpe basse-- pensò mentre si avvicinava al camino, dove Apollonio aveva già cominciato ad arrostire le castagne. Senza entrare nei particolari, Selly aveva presentato Kristofer a tutti. Poi , presa in disparte Ines le aveva detto che in macchina c'era un cartone. Intanto a destra , quasi sotto il muro, c'era il tavolo grande già apparecchiato. Mancavano Turi e Fengàry; l'atmosfera era più attenuata. Finedda era silenziosa, dispiaciuta in un certo senso, perché era partita che finalmente avrebbe conosciuto Turi, ma proprio quella sera lui non era venuto. Era fuori per motivi di lavoro. E mancava a tutti, perché generalmente era lui il fac-totum della compagnia. Era quello che faceva della serata momenti da non dimenticare. Anche Apollonio, da una parte, era dispiaciuto dell'assenza di Fengàry, però al pensiero della cena si riservava di raccontarle come erano andate le cose. L'atmosfera cambiò quando Ines si avvicinò al camino col vassoio dei bicchieri. Era vin bianco, un ambrato frizzantino con tante bollicine. --This is mine party ! Cin- cin !-- e offrendo a tutti bevve d'un sorso . In un'altra occasione avrebbe buttato il bicchiere fuori dalla finestra, ma quella sera si trattenne, visto che c'era Kristofer e non voleva far fare brutta figura a Selly. La cena fu squisita; quando furono servite le lasagne, restarono tutti a bocca aperta. Non avevano mai visto una cosa del genere. Il fatto era che Selly quando cucinava era un'artista; oltre agli ingredienti che davano sapore curava l'estetica del piatto. Un buon piatto per essere apprezzato deve avere un bell' aspetto, diceva sempre quando le facevano i complimenti. Ma quella sera la figura la faceva Ines , come padrona di casa. Gli occhi di Apollonio lampeggiarono come fulmini a ciel sereno e, quando finalmente ebbe il suo piatto a portata di forchetta, non conobbe religione. Mangiò e zitto. Finalmente le tanto agognate lasagne!
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:36 PM
Nuvole all'orizzonte - 23° cap. (regit)
La serata scorreva piacevole. Ogni tanto ci si alzava da tavola , il camino era troppo invitante. Apollonio aveva messo un grossissimo ceppo, che a tiraggio moderato andava consumandosi lasciando intravedere un cuore rosso vivo, coperto appena da un velo di cenere bianca. Sapeva ,per esperienza ,che avrebbero fatto le ore piccole e non voleva lasciare gli amici con i brividi addosso. Ma la casa era abbastanza riscaldata, tant'è che quasi tutti si erano liberati dei giacchini di lana. Ines era felice,premurosa con tutti: con le maniche della camicetta alzate a metà, passava da uno all'altro porgendo o un bicchiere o uno stuzzichino e faceva il broncio se qualcuno le rifiutava qualcosa. Dopo mezzanotte si riunirono tutti davanti al camino , avevano scostato le sedie: Apollonio aggiustò il ceppo e si mise la pipa tra le labbra. Era sazio ! Gli altri avrebbero gustato volentieri un bel sorbetto al limone,sarebbe stato l'ideale per snellire la sazietà e la pesantezza dello stomaco. Ma, era inverno e per giunta niente era stato programmato per quella occasione. Presero un caffè amaro, quindi cominciarono a parlare del più e del meno. All'improvviso sentirono un rumore che veniva dalla strada. Ines si avvicinò alla finestra , che si poteva dire a livello della strada , visto che abitava a piano rialzato. --Veniteeeeeeeeeeeeeeee !-- gridò. Tutti si alzarono di scatto e le corsero vicino , nel frattempo lei aveva aperto. Una grande luce illuminava il cielo mentre una fascia bianca trasparente ondulava in orizzontale.---BUON COMPLEANNO SELLY-- ---SONO TORNATO-- era scritto sopra a caratteri cubitali e poi sotto come in appendice-- CIAO A TUTTI ..... ...............TURI--- Presi dall'euforia , poco ci mancò che si buttassero tutti giù dalla finestra. Rientrarono e , di corsa alla porta. L'aprirono e si versarono per la strada. Non c'era anima viva e la cosa era ancora più suggestiva.Quasi sotto al cancello il vecchio " Nissan" di Turi , da rosso scuro era diventato traslucido alla luce del lampione che gli stava sopra. Lui era seduto in macchina e giostrava con calma il suo aquilone notturno. --------- TURIIIIIIIIIIII---- fu un coro che svegliò tutta la strada. Si aprirono alcune finestre , c'erano anche dei bambini che gridavano perché volevano uscire fuori a guardare. Poi un battimano risuonò nell'aria e --- AUGURI--- gridarono tutti. Si accesero altre finestre,era bellissimo! Selly , attaccata al braccio di Kristofer si sentì imbarazzata: solo Turi sapeva del suo compleanno . Era emozionata , accostò il viso al braccio di Kristofer ,mentre le tornava in mente che erano passati due anni dal loro primo incontro nel "Giardino incantato della poesia" dove si erano conosciuti per curare tutte le rose di Rosarossa. Quanti ricordi ! E, come era passato il tempo !
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:37 PM
Nuvole all'orizzonte - 24° cap. (regit)
Nuvole all'orizzonte - 24° cap. (regit) Ma le sorprese non erano finite quella sera. Quando finalmente Turi ebbe abbracciato tutti, si pensò di rientrare e di restare tutta la notte insieme. Mai era successo, ma la commozione era tale che nessuno voleva andar via. Sentivano il desiderio di restare uniti come non mai. L'aria della notte era piuttosto fresca, stretti nelle spalle, rientrarono con brividi di freddo accennati sulle labbra. Si accomodarono nel salone e si pensò bene di offrir da mangiare a Turi che , a supporre, tutti sapevano che era digiuno. Mentre Ines andava in cucina per rimediare qualcosa, vide la luce nello studio.Si fermò e spinse la porta. --Ma guarda qua , che sorpresa !-- disse sottovoce , come se stesse parlando a se stessa. Poi gridò agli atri : --RAGAZZI , VENITE, c'è un'altra sorpresa!-- e poi :-- Ma la befana è già passata !--. Tutti si alzarono e corsero verso lo studio. Dalla porta aperta videro Fengàry seduta alla scrivania che cercava di aprire la chat principale della Grotta. Apollonio fece due balzi avanti e si trovò subito accanto a lei. La prese tra le braccia e la teneva così stretta che gli altri non riuscivano più a vederla. __ Che è successo?__ chiese Ines --Mi annoiavo da sola e ,nonostante la febbre, sono uscita;
volevo stare con voi. E poi mi mancava Apollonio. E poi, al pensiero che era qui a mangiare , mi sono preoccupata,,, quello bisogna controllarlo, altrimenti me lo ritrovo che non riuscirà ad entrare dalla porta.-- Tutti si misero a ridere e Selly la redarguì:--Beh, guarda che lo tengo sott'occhio io e come vedo che sgarra, lo fermo.-- Comunque tutti erano felicemente sorpresi dell'arrivo di Fengàry, anche se Apollonio avrebbe preferito che fosse rimasta a casa. Ultimamente era stata poco bene e non voleva che avesse la ricaduta. Tutti le si accalcarono addosso e le chiesero se ci fossero novità. -- Macchè -- disse Fengàry -- nella Grotta non c'è nessuno; chi vuoi che ci sia, se state tutti qui a gozzovigliare?-- Risero, poi lei si alzò e li seguì nel salone. Ines tornò in cucina ,nel mentre Finedda faceva posto a tavola per due. Poi anche lei raggiunse Ines e portò fuori una bottiglia di vino fresco. Bisognava brindare ancora mentre i nuovi ospiti mangiavano. Si sedettero ancora tutti a tavola, Apollonio mise un altro ceppo nel camino,indi spiluccando qua e là ricominciarono a parlare. Era davvero piacevole; una serata da scrivere a caratteri d'oro nel diario del Forum. Ormai era mattino,per fortuna era domenica e nessuno sarebbe andato a lavoro. Quando decisero di alzare le tende, disse Ines :-- Visto che siamo stati così bene, sabato prossimo ,o qualche altro sabato, ce ne andiamo tutti al lago e facciamo un bel week-end, che ne dite?-- Il " SI " risuonò all'unisono come se stessero cantando..."lassù sulla montagna."
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:38 PM
Nuvole all'orizzonte - 25° cap. (regit)
Tra abbracci e sorrisi uscirono dalla casa di Ines e ognuno si avviò per la sua strada. Ma la serata non era finita; non poteva finire così per Selly. Infatti non appena si fu seduta in macchina disse a Kristofer: --Sai? Vorrei andare sulla spiaggia e vedere come sorge il sole.-- Lui si girò, la guardò in faccia per vedere se stava scherzando, poi a marcia indietro imboccò la strada del mare. --Sbrigati-- disse lei--altrimenti il sole sorge e io non lo vedo. -- Lui accelerò e sorrise. --Questa se non è matta lei, farà diventare me, -- pensò. Comunque non disse niente, si limitò ad accendere la radio a volume soft. --Che bella la musica, ci voleva proprio, mi fa distendere !-- Kristofer fermò bruscamente la macchina lì dove si trovava, in mezzo alla strada, si girò, le prese il volto tra le mani e la baciò sulla bocca. Poi, riaccese il motore e ripartì verso il mare. Selly rimase stupefatta, non disse una parola; lentamente si portò una mano sulla bocca e si accorse che era aperta. --Accidenti !-- pensò -- Poi basta, era come se avesse perso conoscenza, non si rendeva più conto di nulla.Comunque non dette adito a nessun discorso, anzi fece finta di niente e cominciò a canticchiare il motivo della radio. Dopo pochi minuti erano sulla spiaggia. Le prime luci squarciavano ormai l'orizzonte e confondevano il limite delle acque con quello del cielo dove a malapena si scorgeva la prima fascia di rossore del sole che annunciava il nuovo giorno. Selly uscì per prima, dopo quel bacio era un pò imbarazzata, ma non lo fece notare. Kristofer uscì dall'altra parte e chiuse lo sportello; passò davanti alla macchina e la raggiunse. --E' bellissimo questo spettacolo-- cominciò, ---Lo sai che non ho avuto mai modo, né occasione di vederlo? --- Trasse di tasca le sigarette e si chiuse il giaccone , c'era umidità. Selly si scostò un pò, si chinò, si tolse le scarpe e con tutte le calze si avvicinò all'acqua. Era frrrreddda! ---Brrrrrrr ! Però, dà una sensazione nuova a quest'ora e di questa stagione.-- Disse guardandolo. --Mi dispiace-- Rispose lui, --è una sensazione che ....--- La raggiunse e con tutte le scarpe entrò nell'acqua. Le cinse la vita con un braccio e disse:--Se potessimo camminare sull'acqua, t'immagini?-- Selly non poteva allontanarsi, restò così ,senza rispondere. Si sentiva strana e il suo profumo :--Accidenti alla rosa di Manchester!-- Ma chi era quell'uomo che le stava accanto a quell'ora del mattino?
Piano piano si girò verso l'orizzonte ed esclamò : --Ecco il sole !-- Kristofer alzò gli occhi :--Io il sole l'ho già visto nei tuoi occhi.-- Poi la prese per mano ed uscirono dall'acqua.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:39 PM
Nuvole all'orizzonte - 26° cap. (regit)
Il giorno dopo si svegliarono tutti oltre il mezzogiorno. Erano come intontiti, ma felici. Ines cercò solo di mettere un pò d'ordine in casa, forse; per il resto non aveva da preoccuparsi; il pranzo era lì, bisognava solo passarlo nel microonde. Perciò , preso il caffè, su un block-notes cominciò a scrivere. Venne fuori una poesia : una delle sue, di quelle introspettive,partorite lì per lì e di grande effetto. --Più tardi la inserisco nel racconto-- pensò, mentre piegava il foglio e si avviava al bagno. Ma quando entrò nella Grotta si accorse che Selly l'aveva preceduta e lasciò perdere . Era una donna straordinaria, di una dolcezza unica . Amava la compagnia, all'interno della quale manifestava sempre un umorismo gradito ed intelligente. Leggeva moltissimo, non disdegnava aggiornamenti di nessun genere e non perdeva occasione di confrontare la sua sicurezza con chi cercava di prevaricarla. Nelle discussioni teneva testa a tutti , anzi, ne era l'anima. Una donna attiva , sempre pronta con zaino e scarpe dietro la porta per uscire, per partire, per conoscere il mondo. Per lo meno questo era il suo desiderio ! Comunque era lei che programmava le uscite, le cene, i weeks-end. E tutti la seguivano, perché avevano fiducia in lei. Una volta, era successo ultimamente, si era arrabbiata con Turi, perché non lo vedeva più entrare nella Grotta. Allora , ogni volta che entrava in chat e non lo vedeva , prima chiedeva: --Dove sta il nostro contadino rustico?-- e quando non riceveva nessun ragguaglio, scriveva maiuscolo strascicato: ---TURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII.... torna, ti aspettiamo !---- Ed era stata proprio la lontananza di Turi a farla decidere per la cena di quella sera, che guarda caso doveva coincidere col compleanno di Selly, evento di cui nessuno sapeva nulla, e col rientro di lui. Ad ogni modo ,anche nella vita di tutti i giorni, dopo il lavoro riusciva ad attivare il tempo libero o andando al cinema con le amiche o andando dalla Pierina, che da cuoca preparava le lasagne che tanto facevano gola ad Apollonio. E quando finalmente rincasava, trovava sempre il modo di rifarsi i suoi momenti di intimità con chi aveva la fortuna di starle amorevolmente accanto.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:40 PM
Nuvole all'orizzonte - 27° cap. (regit)
Anche Finedda quella mattina si svegliò tardi, ma lei non se lo poteva permettere tanto: aveva moltissime cose da fare. Moltissimi impegni e ,nonostante ne sentisse il peso, doveva far finta di niente ed andare avanti. Era una donna forte e coraggiosa,non vedeva mai ostacoli davanti a sè. Stare con quegli amici era stata la cosa migliore che le fosse capitato negli ultimi mesi. Non li conosceva , ma sentiva che erano persone di cui si poteva fidare. Perciò non mancava mai di entrare la sera in chat ed intrattenersi con loro. Dopo la cena della sera prima però , era rimasta sorpresa dell'entrata di Kristofer, tant'è che si era ripromessa che avrebbe chiamato Selly per sapere che svolta avesse avuto il loro rientro. Ma , chissà perché, quella mattina ,nonostante avesse da fare, infilò la tuta e uscì. La giornata era così bella che fu tentata di andare a mare.Ma si ricordò che nel primo pomeriggio era di turno , allora tornò indietro, entrò in casa e telefonò in ufficio. Non c'era molto da fare,le disse la collega; allora lei chiese un giorno di permesso,dette una passatina per casa, prese le chiavi della macchina ed uscì. Sarebbe andata a mare! Ecco che ci voleva proprio, al diavolo gli impegni e il lavoro! Ma , appena dentro si trovò di fronte la raccomandata che aveva ritirato il giorno prima ,che per la fretta non aveva neanche aperto. --Per la miseria !-- esclamò. Aprì la busta :--Ecco ,un'altra stronzata di Paolo, e se stavolta non pago, mi fermano la macchina !-- E alludeva alla contravvenzione che le era stata addebitata a causa del fratello che aveva usato la sua macchina ed era passato col rosso. Poi scosse la testa --Al diavolo lui e la macchina!-- --Non voglio pensare a niente; niente passato, niente presente, niente di niente. Oggi voglio essere qua tutta sola,in piena libertà.-- Per lo meno così sperava. Nel frattempo era quasi arrivata e cercava di superare un tratto di strada piena di ciottoli per scendere quasi vicino al mare. --MA... è Selly con...quello str... di Kristofer.-- Si fermò e restò lì ,ferma; non voleva essere vista. Quei due erano sulla spiaggia : lui le teneva un braccio sulla spalla e il viso le sfiorava la testa. --Oh Dio—disse --Ma allora si conoscono !-- Intanto quelli si erano girati,ora erano uno di fronte all'altra e si guardavano negli occhi; poi lui le prese le mani e se le portò alla bocca e le baciò con tenerezza. Finedda si scosse, aprì il finestrino e vide di nuovo la raccomandata:-- E mò chi mi dà 3890 euro per la fine del mese?-- disse e riavviò il motore.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:41 PM
Nuvole all'orizzonte - 28° cap. (regit)
Intanto tutta la comitiva ,adesso che Turi era tornato , si preparava per il week-end a casa sua. Erano tutti d'accordo che sarebbero partiti un venerdì sera, tutti insieme,magari solo con poche macchine, quelle che sarebbero bastate per contenerli. Intanto alla compagnia si erano aggiunti Bartolomeo e Baby. Questi erano nuovi,però già al primo impatto erano apparsi molto simpatici, e addirittura Ines aveva scoperto di avere degli amici in comune con tutti e due. Quando si parlò del week-end anche loro sembrarono entusiasti.Era un'idea fantastica, un' avventura da non rifiutare,disse Bartolomeo. Il bello era che, quando a Turi avevano espresso questo desiderio, lui non era stato tanto d'accordo. Lui era così. A volte si intestardiva e , quando diceva no, era no. Nonostante la sua dolcezza,per la quale era ricercato da tutte le donne dei confini e di oltre, era anche "cocciuto", come diceva spesso Ines, che lo adorava. E non si convinceva neppure se Finedda gli gridava dietro una riga di TURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII , che usciva fuori dallo schermo. Ma comunque tutti avevano deciso che, volente o nolente lui, avrebbero realizzato quell'altra uscita insieme. Avevano deciso che non ne avrebbero parlato più davanti a lui,anzi approfittando del fatto che non sempre si faceva vivo, andavano programmando ogni cosa con i minimi particolari. Avrebbero preparato le vettovaglie necessarie per una settimana, perché, se il posto fosse stato gradevole, avrebbero soggiornato tranquillamente oltre il week-end. Chi si trovava un pò a disagio era Kristofer, che ,discreto com'era, non voleva sembrare invadente. Però, visto che ci andava Selly, ci sarebbe andato anche lui. Sicuramente non l'avrebbe lasciata sola . Era follemente innamorato di lei. Questo non lo sapeva nessuno, neppure Selly, perché era una persona molto riservata e dimostrava con classe una disponibilità che ad occhio nudo poteva sembrare un segno di superiorità.. Ma non era così. Addirittura , quando il giorno dopo la cena ,Selly doveva andare a ritirare la macchina, lui si offrì di accompagnarla e quando entrarono nel garage lei si accorse che lo conoscevano tutti. --Deve essere un qualcuno-- pensò Selly, ma fece finta di nulla. Quando si avvicino per ritirare la macchina e pagare la penalità,l'impiegato le sorrise e le disse: -- Signora, tutto a posto.-- Selly si riservò di chiedere spiegazione a Kristofer in un altro momento. Per il resto ,altri problemi veri e propri, per il week-end, non ce n'erano. Solo Apollonio aveva chiesto di procrastinare la partenza di qualche giorno ,aspettava che Fengàry avesse sostenuto un esame ,poi sarebbe andato a prenderla e insieme avrebbero raggiunto gli altri alla casa in collina. Ma gli altri potevano partire pure, tanto avrebbero aiutato Turi a sistemare e vestire i letti, ad accumulare la legna vicino al camino, a mettere le provviste nella credenza.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:42 PM
Nuvole all'orizzonte - 29° cap. (regit)
Arrivò S.Valentino. Quella sera la compagnia si disperse. Chi era andato fuori a cena , chi in famiglia con parenti , chi altrove.Nella Grotta era rimasta Selly e i suoi pensieri ;Kristofer era partito anche lui. Dopo aver fatto un giro per distrarsi,entrò nel Forum. Nessuno, neanche l'ombra dell'ombra.Girò per tutte le cartelle in cerca di novità,niente. Finalmente*Musica&Poesia*. Ma che sorpresa ! Un gran fascio di fiori firmato Turi e dedicato a tutte le donne protagoniste del racconto. Selly si commosse, -Ma guarda un pò che sorpresa !--disse. --Quell'uomo è stranamente imprevedibile.-- Poi aprì la chat e se lo trovò anche lì che aveva già scritto:- Quando vengo io,non c'è mai nessuno.-- Cominciarono così a chiacchierare ,finchè non sopraggiunsero gli altri e la conversazione andò avanti fino a tardi. Ines intanto, presa dall'euforia del prossimo week-end non stava nella pelle. Per la gioia aveva scritto una poesia e l'aveva incollata sullo specchio del bagno, così ogni volta che entrava se la leggeva , e, se c'era da fare una ritoccatina,prendeva la matita degli occhi e correggeva. Nonostante il pasticcio del nero ,la poesia era molto bella; doveva fare una sorpresa , ma non aveva detto a chi. Ora era davvero arrivato il momento della partenza , anche Fengàry aveva superato l'esame ed era libera. Ne aveva dato notizia a Selly in un mex ffz ,era felice e non vedeva l'ora di partire. Era un momento elettrizzante. Chi gridava di qua, chi scriveva di là. Turi ,preoccupato per eventuali danni di "sgarrupazione " alla sua tenuta, si faceva vedere quasi ogni sera e cercava di dissuadere tutti . Ma quelli ,niente. Perfino Bartolomeo si era preparato gli stivali di gomma casomai pioveva e aveva deciso che sarebbe andato in macchina con Selly, Ines e Kristofer.
Finedda aveva preparato un cesto enorme con dentro tutto l'occorrente per fare il pane, compreso il lievito, che piaceva tanto a Turi. Aveva raccontato infatti che lui lo mangiava a stomaco vuoto per la flora batterica intestinale. BOH! E siccome Finedda aveva una predilezione per lui , cercava di accontentarlo sempre e in tutti i modi. Era come dire che aveva un debole. Apollonio,in quella confusione , si sentiva stanco del *non far niente* e si autonominava assaggiatore ufficiale della cucina di Selly.Secondo lui ! Non aveva capito che lei ,per quel week-end non avrebbe potuto cucinare ,dato che stava Kristofer. A meno che Kristofer ,visto che l'amava tanto ,non si adattava ad aiutarla , almeno a lavare i tegami e le posate, che per quanto riguardava i piatti , avrebbero sicuramente usato i mono-uso. Ad ogni modo , Selly cominciò a preparare il cestino da metterci il gatto e la brandina per il cagnolino.Poi si ricordò che bisognava avvisare Blue e Florentia , che magari si portavano dietro la pupa, tanto posto ce n'era abbastanza per tutti. Apollonio era l'unico che non aveva gran che di bagaglio, aveva preso la pipa e gli occhiali, il resto lo avrebbe sicuramente trovato in loco.Poi partì incontro a Fengàry . L'incontro alla stazione ,nel momento in cui scendeva dal treno , fu commovente. Lei l'aveva già notato dal finestrino e con la mano agitava un fazzoletto in aria per farsi vedere.Quando furono vicini si abbracciarono, lui la strinse a sè e la sollevò,poi le fece fare un giro di 365 giorni estivi: era felice, finalmente insieme per una settimana.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:43 PM
Nuvole all'orizzonte - 30° cap. (caleidos)
" Sei la mia piumina!" gridava Apollonio mentre faceva fare il girotondo aereo alla piccola Fengary,che stava abbracciata a lui e rideva divertita ed imbarazzata nello stesso tempo con le guanciotte rosse. Era sempre così ad ogni loro incontro si emozionavano tanto, così tanto da commuoversi entrambi. Certo questa del week-end da Turi sarebbe stata un'ottima occasione per socializzare con gli altri ragazzi del gruppo e scacciare tutte le malinconie delle giornate passate a studiare, delle malattie di stagione, dei problemi famigliari, delle lontananze forzate. E poi c'era ancora tutta la settimana da trascorrere insieme per ritrovare la loro intimità e i momenti teneri. Così erano felici e già pregustavano l'atmosfera di quel mondo contadino, semplice e schietto che avrebbe reso speciale l'incontro con gli altri amici. Fantasticavano insieme di destarsi presto ogni mattina, quando il cielo è ancora lattiginoso e fuori fa fresco per ammirare il globo rosso del sole che sale all'orizzonte, di fare lunghe passeggiate, sdraiarsi poi sui prati per rimirare la corsa delle nuvole in cielo e la sera, dopo il tramonto, riuniti intorno al fuoco raccontarsi le storie ed assaporare il cibo semplice e gustoso ed ascoltare le corde della chitarra per poi cantare tutti insieme le canzoni che fanno destare i ricordi più belli e spensierati. " Sarà bello vedrai" ripeteva in continuazione Apollonio e Fengary sorrideva ed annuiva con il capo quasi come a non voler interrompere i pensieri.
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