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Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:44 PM
Nuvole all'orizzonte - 31° cap. (regit)
Kristofer era arrivato presto quella mattina. La sua macchina brillava come il sole di mezzogiorno. Aprì il portabagagli e ne uscì fuori un mazzo di rose rosse baccarat; si aggiustò la giacca, chiuse il cofano e suonò il campanello. Sulla porta arrivò Selly ancora in vestaglia e con i capelli bagnati a spine di ricci. -- Scusami -- gli disse,poi si scostò e lo lasciò entrare. Si avviarono verso il soggiorno : le finestre erano aperte e lasciavano entrare una leggera brezza che gonfiava le tende. --Ma come -- disse kristofer -- con questo freddo hai le finestre aperte ? Potresti raffreddarti ! -- Si avvicinò e le chiuse, tirando le mantovane fiorite. Poi aggiunse :-- Sono venuto prima ,perchè devo parlarti .-- Selly si girò, lo guardò in faccia; sembrava un pò intontito, però con quell'aria era dolcissimo. Era come se non avesse dormito due o tre notti. --Selly-- cominciò -- io non so come cominciare, non trovo le parole giuste per parlarti -- e si fermava e, quando stava per ricominciare, non sapeva che dire. Selly lo guardava sorpresa ; che c'era di tanto difficile da dire che non riusciva a parlare? Gli si avvicinò, lui intanto si era seduto e col dito tracciava dei ghirigori sul tavolo, come se stesse scrivendo qualcosa. --Che è successo, kris?-- --Io ti amo -- rispose lui tutto d'un fiato ed emise un sospiro di sollievo. Lei , aggiustandosi la vestaglia ,rimase ferma , quasi immobile ; non sapeva che dire. --Ti faccio un caffè -- finalmente ebbe la forza di dire a mezza voce. Andò in cucina e non riusciva a tenere niente in mano, tutto le cadeva per terra. Era emozionata e sorpresa ; quella dichiarazione l'aveva lasciata perplessa. Come Dio volle il caffè fu pronto e ritornò nel soggiorno , senza però aver pensato minimamente ad una probabile risposta da dargli. Quando la vide entrare , lui si alzò , le tolse il vassoio di mano e lo posò sul tavolo, poi si sedettero. Selly ora non riusciva più a parlare guardandolo in faccia. --Ma che vuole questo da me -- si ripeteva ,mentre lui si era alzato e con una mano le sollevava il viso e la guardava negli occhi. --Ti amo, hai capito ?-- ripetè con un tono di voce un pochino più alto. --Ti prego kris ...-- riuscì a dire,poi le venne una crisi di pianto e appoggiò la testa sul tavolo. --Non aver paura , volevo solo dirtelo; cerca di abituarti a questa idea,perchè io a te non rinuncerò mai.—
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:45 PM
Nuvole all'orizzonte - 32° cap. (regit)
Quando finalmente finì di scrivere la poesia,Ines la prese e se la portò nel salone.
Si mise comodamente su una poltrona e se la rilesse: Eternamente è oceano fin dove arriva, affidato alla cura del tuo navigare. E ancora lo percepisci, oltre la linea di orizzonte di spuma e vento e conchiglie da far collane. Continuamente lo senti, dentro un’ onda che si può cavalcare nella tempesta senza fine.. dove la fine è opzionale mentre il coraggio è d’obbligo, a voler ben guardare. Dritto sotto il sole nella mattina di bonaccia, continua il viaggio, che altro modo non c’è per quelli come noi, di camminare.

Ohhhhhhh , benissimo ! -- Manca solo il titolo ! E , come la intesto ?-- Ci pensò un attimo poi prese la penna e scrisse sopra: "Dentro un'onda che si può cavalcare ". --Ecco ,questo è il titolo giusto; adesso vediamo se capisce l'antifona.-- La chiuse e la imbustò. -- Appena lo vedo, gliela dò e se non capisce , non lo voglio sentire più. Eh, caro il mio Pietro !
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:46 PM
Nuvole all'orizzonte - 33° cap. (nina)
Selly l’aveva chiamata per annunciarle del posto in macchina. La macchina di Kristofer…. Ines accolse la notizia con un pizzico di disappunto. Ora che anche Finedda e Fengary avevano accettato di partire, aspettava quel viaggio con una certa impazienza. Come si inseriva l’arrivo di quel tale nella loro vacanza da Turi ? Già. Questo imprevisto faceva parte della follia di Selly, della sua imprevedibilità. Ines era sempre spiazzata dalle sue sorprese, ogni volta brontolava di fronte ai cambi di piano di questa amica così vitale ed esplosiva. Ines era una che le novità doveva metabolizzarle con calma, per questo si sentiva più tranquillizzata dal buon senso di Apollonio e di Finedda. Ma ogni tanto si convinceva anche che nulla succede per caso. E in questa ottica era logico concludere che forse la follia dell’amica era quello che ci voleva per Ines, per smuoverla un pelo dalla sua razionalità che spesso la immobilizzava nelle decisioni. Così, a metà tra un sorriso e un “mah….” , Ines si accinse a tirar fuori dal cassetto la tovaglia di fiandra a fiori. Il profumo di finferli e porcini invadeva la grande cucina laccata di verde acqua, e tutto sembrava perfetto. Ma persino Sgnaps, la sua gatta grigia, si aggirava nervosa tra i suoi piedi e il divano, quasi avesse percepito l’ansia che le serpeggiava nello stomaco. Decise di stappare il Teroldelgo, tanto per fare qualcosa. Con un piccolo balzo si sedette sul piano della credenza col bicchiere in mano. Mentre il cielo prendeva un colore rosso sul filo dell’orizzonte, si impose di sorseggiare con calma e di vuotare la mente, due minuti due, prima dell’arrivo di Pietro. La sera prima era stata davvero speciale, con lui…. E ancora non sapeva se questa cosa era un evento felice o se per disgrazia fosse la cosa peggiore che le potesse succedere. Sicuramente viaggiava a dieci centimetri da terra… E il ritrovarsi così, in completa balìa di una emozione così forte, l’ aveva destabilizzava del tutto. E Ines non amava i cambi di programma, preferiva di gran lunga avere il controllo della situazione. Che era successo? Quell’abbraccio era arrivato assolutamente improvviso. Erano seduti sul tappeto persiano davanti al camino e avevamo mangiato kili di noccioline continuando a ridere per quella vecchia storia di Ines caduta dal lettino in spiaggia mentre si spalmava la crema… I riflessi del fuoco rendevano liquidi gli occhi di Pietro e quando nello sconquasso del ridere si erano trovati quasi appiccicati, Ines realizzò che non ci sarebbe stato modo di sfuggire a quell’incanto. Sentì la mano di lui accarezzarle i riccioli morbidi e sfiorarle lentamente il viso e le labbra. Si abbracciarono con una urgenza quasi disperata, come se una mano gigantesca tirasse giù tutte quante le stelle dal cielo in un momento buio e intenso quanto l’eternità….e poi ci fu quel bacio lunghissimo. Le loro labbra si cercarono con una dolcezza di cui lei non sospettava nemmeno l’esistenza e quando Pietro le mordicchiò il labbro e le mise le mani sui fianchi Ines chiuse finalmente gli occhi e annullò il resto mondo... Pietro non era per lei. Lo sapeva a memoria. Turi lo sapeva e anche Apollonio lo diceva. Finedda capiva e aveva deciso non infierire. Ma Selly, era intransigente e non ne voleva neanche sentire parlare. -- Andiamo da Turi, ci pensa lui a metterti a posto -- diceva con voce decisa. Ed era per quello, anche, che era nata l’idea del viaggio…….
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 6:47 PM
Nuvole all'orizzonte - 34° cap. (regit)
--Ma perchè troncare un amore che ancora non era manco nato? Perchè ?-- Ribatteva sempre Selly a Ines ,ogni volta che lei iniziava a parlare di Pietro. --Perchè ,proprio tu che sai, che hai provato quello che hai provato con lui, mi vieni a dire che non è per te? Tu devi essere matta o sadica, vuoi crearti dei motivi solo per soffrire. E io non potrò sopportare assolutamente vederti triste per una decisione senza fondamento.-- Questa era stata l'ultima battuta di Selly, poi l'aveva salutata ricordandole che l'indomani era venerdì e che in serata sarebbero partiti. Magari se voleva ,poteva suggerire a Pietro di raggiungerli da solo alla tenuta , ciò le avrebbe evitato magari di litigare durante il viaggio, ma anche perchè lei ormai aveva il posto con Kristofer. Dopo il tramonto le macchine erano tutte nella strada di Selly, una dietro l'altra. Avanti Kristofer con Finedda, Ines e Selly; dietro Bartolomeo, Baby e Criss. Per fortuna il tempo era bello , anche se faceva freddino e , fredda era anche l'aria che tirava nella macchina . Il fatto era che sia Finedda che Ines non vedevano di buon occhio la presenza di Kristofer. Per due motivi : primo perchè erano gelose di lui e poi perchè pensavano che Turi si sarebbe sentito imbarazzato , visto che non lo conosceva. Durante il percorso non dissero neanche una parola, menomale che c'era la radio . Intanto anche Apollonio e Fengàry erano partiti e di tanto in tanto davano un colpo di cell. agli altri per vedere a che distanza si trovavano. Apollonio era felicissimo, non credeva a se stesso che a così poca distanza di tempo sarebbe stato ancora insieme al suo grande amore. Ogni tanto si girava e la guardava, lei gli sorrideva ,poi gli poggiava una mano sulla gamba per rassicurarlo che non era affatto un sogno. Arrivarono ad un bivio ed era in salita. --Oh Dio !-- esclamò Apollonio -- e mò dove vado?Non c'è manco un cartello, accidenti Fermò la macchina e scese; si guardò intorno e non c'era un'anima , ma neanche un cane. Anche Fengàry era scesa e l'aveva raggiunto. -- Che c'è ? Perchè sei sceso? Anche se c'è il bivio, io credo che la strada porti sempre su e quindi ,o l'una ,o l'altra ci porterà a destinazione.-- Apollonio si volse e la prese in braccio, la sollevò, come faceva lui, per qualche attimo ,poi disse :-- Ma cosa farei io senza di te? Cosa potrò mai essere se tu mi manchi?-- La baciò appassionatamente e la tenne stretta sul petto per alcuni istanti. Poi ,prima che il paradiso si aprisse,la prese per mano e rientrarono in macchina e proseguirono secondo il suggerimento di lei.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:45 PM
Nuvole all'orizzonte - 35° cap. (regit)
La prima macchina che arrivò alla tenuta fu quella di Bartolomeo con Baby e Criss.Era buio e non si vedeva quasi più. Il cancello era chiuso e Bartolomeo pensò bene di suonare il clacson per richiamare l'attenzione di Turi. Questo non si fece aspettare ,ma prima di aprire , fece uscire il cane, il quale ,non essendo abituato a vedere estranei cominciò ad abbaiare come un forsennato e , se Turi non l'avesse acchiappato per collare e tirato indietro , sicuramente si sarebbe buttato addosso agli ospiti. Baby , non amava i cani , ebbe paura e si guardò bene di avvicinarsi ,lei amava i gatti e ne aveva uno,normalissimo, col quale parlava pure quando era sola e per scacciare la malinconia. Criss, alla vista del cane già era rientrato in macchina e si era chiuso lo sportello dietro , premendo addirittura la sicura. Bartolomeo cominciò a gridare e a cacciarlo via,lui non lo temeva. Nel frattempo era arrivato Kristofer con l'altro gruppo e per questi non ci furono problemi , perchè Turi , l'aveva già preso e portato di sotto con una ciotola di crocchette e un secchiello pieno d'acqua. Quando tutti insieme entrarono si trovarono subito in un ambiente molto accogliente. Una sala molto grande , capiente con tavolo rotondo e sedie molto robuste. Sulla parete di sinistra un mobile in legno massiccio su cui erano sistemati con ordine oggetti e libri e, sul piano a giorno il televisore messo ad angolo ,con la visuale rivolta verso il camino. Di fronte, ma sulla destra , una scala aperta,quasi a chiocciola, con ringhiera e passamano in legno che portava al piano superiore , dove dovevano esserci le camere da letto.Sul muro ,a destra sulla scala, il post del Che. Tutto in perfetto ordine, all'angolo di sinistra il camino che scoppiettava una bellezza; a terra sotto il gradino un tappeto rosso e sopra un grande divano. Tronchi grossissimi ,quasi alberi , ma per metà consumati, emettevano un odore particolare che dava un senso di benessere . Turi era un pò imbarazzato e passava da un abbraccio all'altro tra i sorrisi,le pacche degli uomini e i baci delle donne. --Accomodatevi -- ripeteva ad ognuno indicando il tavolo e il divano .Ma nessuno voleva saperne.Erano tutti alle prese con i suoi libri e le sue carte , che ordinatamente erano su uno scaffale del mobile sotto la tv. Dopo un pò, come al solito, Selly richiamò l'attenzione degli uomini perchè scaricassero le vettovaglie dalle macchine. Nel momento in cui la porta fu aperta, due fari gialli illuminarono la casa in lontananza: era Apollonio e Fengàry, che dopo l'avventura del bivio, avendo presa la strada sbagliata, erano finiti vicino ad un cimitero e lì, solo lì , avevano finalmente trovato il cartello indicativo, con tutte le frecce del percorso che avrebbero dovuto fare. Questo lo raccontarono dopo,per giustificare il loro ritardo e fu la causa scatenante di una serata all'insegna dell'allegria e del buonumore..
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:47 PM
Nuvole all'orizzonte - 36° cap. (turi)
Turi, assorto nei fantasmi del suo io, quasi inconsapevolmente, attraversava assorto il fiume di parole degli amici appena giunti. Sembrava quasi di immergersi nel fosso in piena che scorreva in fondo ai campi coltivati. Le voci gioiose, preludio di una primavera anticipata, avevano portato l’allegria di un ritorno alla vita che l’isolamento dei lunghi mesi invernali avevano fatto dimenticare. Lassù, davanti all’ingresso della casa, c’era un piccolo giardino con panchine, sul ciglio di una tagliata,- una striscia di una decina di metri – che scendeva rettilinea fino ai piedi di un’altura.
Turi si abbandonò su una di quelle panchine, a guardare la pianura lontana. Il bosco scendeva dritto dall’una e dall’altra parte della striscia coperta d’erba, e attraverso la radura la strada sterrata saliva in una limpida luce. Quieta giaceva la pianura sotto un velo di nebbia leggero, appena percettibile, illuminata da una luna che, benché ancora nascosta dal colle, già dava un chiarore sufficiente a scorgere, in lontananza, il bianco dei frutteti in fiore, simili ad isole coperte di neve, e galleggianti nel verde smeraldo della campagna. Più lontano ancora, ai margini della valle, si scorgevano i monti, e le stelle sulle loro cime, come sparsi fuochi di guardia, mentre più rade erano disseminate nella valle altre stelle, le luci vivide delle abitazioni. Verso il paese si muoveva dritta la fila di luci delle auto e se ne percepiva distintamente il rumore ritmico delle ruote che passavano sul ponte mentre altre sparivano alla vista e la collina boscosa e prominente ne nascondeva le luci. Tra la pianura di madreperla, e la conchiglia di velluto delle stelle, l’immenso spazio, l’immensa cupola del cielo calmo di primavera, colma di luci fino all’inverosimile. La primavera penetrava ad ogni respiro nel corpo di Turi, e ad ogni respiro ne usciva, e mite e grande fluttuava la vita, fluttuavano le stelle del cielo e della terra. Turi sedeva piegato in avanti, gli occhi fissi alle ombra della valle, quella oscurità viva su cui affioravano le stelle. La notte da cui egli veniva, tutte le notti già vissute e quelle che si sarebbero aperte alla sua vita di solitudine interiore, cosciente, egli le sentiva dentro di se, ora che le voci lo invadevano e riempivano quei silenzi nelle note alte delle grida gioiose. Risvegliavano una coscienza che, se non era verificabile da un punto di vista anatomico, era tuttavia sempre presente. Era la coscienza umiliata e offesa di un uomo, divenuto malinconico e chiuso proprio per le sconfitte che la vita gli aveva concesso in sorte. Si alzò. Sul suo volto abbronzato, segnato dai venti freddi invernali e dal sole cocente d’estate, un’aria ascetica nascondeva un sorriso impacciato, morbido e beffardo insieme. Era bene che loro non lo vedessero così. Era bene che non lo vedesse Selly che gli era amica da tanto tempo, e che ora si presentava lì con quel azzimato manichino di città, di un colorito bianco-malaticcio, come la nebbia ottobrina che saliva su dalla valle. Forse era stanca di aspettare,..forse era giusto così.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:48 PM
Nuvole all'orizzonte - 37° cap. (regit)
Non ci fu notte , quella notte. Sul tardi, che era quasi mattino , arrivò Pietro. Ines rimase turbata, non se lo aspettava più. Gli andò incontro e se l'abbracciò. Sentì come un fiume alla riscossa muoversi nelle vene. Ma doveva dominarsi di fronte a tutti gli altri che stavano a guardare il nuovo venuto. Sedette anche lui sul divano accanto a Ines , raccontando che aveva avuto dei contrattempi , motivo per cui era arrivato così tardi. Non volle mangiare niente, chiese solo un caffè amaro e fumò una sigaretta. Chi avesse visto o osservato quel gruppetto dal di fuori , avrebbe detto che erano persone felici, non solo per l'espressione che avevano in volto, ma per quello che di tanto in tanto facevano. Ogni tanto,infatti , si guardavano e ridevano;a turno poi si alzavano e si toccavano per verificare che non fosse un sogno. Ma come poteva essere , quale magia o incanto erano stati fatti per il verificarsi di quella situazione? Era un mistero,ma era vero! Quel gruppetto , formatosi per caso in versione html, era diventato reale ed ora godeva di tutti i privilegi che ormai nella realtà è molto difficile trovare. Comunque lasciamo da parte le osservazioni che poco interessano al percorso della storia e torniamo accanto al camino. Dopo tutte le baldorie e le pappatoie a disposizione libera ,ormai un pò sfiniti ,ognuno trovò da fare qualcosa per conto suo. Nessuno voleva andare a dormire. Seduta al tavolo , isolata dal contesto , Finedda leggeva con avidità le poesie di Turi. Era talmente assorta che non si accorgeva più di quello che accadeva intorno. Amava la poesia e quando ne aveva occasione non se la faceva mai sfuggire. Kristofer era un pò a disagio , ma Selly non lo lasciò ; gli stette accanto,senza per altro intavolare nessuna discussione. Era triste anche lei, una crisi di atavica malinconia che la rendeva taciturna, cosa insolita , perchè era lei proprio quella che stuzzicava tutti in continuazione. In un angolo a parte Baby aveva bloccato Turi e gli faceva un interrogatorio di settimo grado,scala Mercalli. Apollonio ,con la testa appoggiata sulle braccia di Fengàry, schiacciava un pisolino , mentre lei con una mano gli accarezzava la testa e la baciava. Ines, sul divano accanto a Pietro, guardava le scintille salire nel camino e ogni tanto le stuzzicava con le molle. Come dire? Per loro il tempo si era fermato, ma fuori era ormai giorno e il sole aveva inondato di luce tutta la vallata e la collina accanto.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:48 PM
Nuvole all'orizzonte - 38° cap. (regit)
Apollonio aprì gli occhi, era spaventato. Si alzò di scatto, facendo quasi cadere Fengàry. -- Che c'è ? Che è successo? Dove siamooo?-- Disse senza rendersi conto nemmeno di quello che diceva. Era spaventato e si guardava intorno,come a scoprire il posto e a riconoscere le persone , che alle sue parole avevano interrotto i loro discorsi e lo guardavano meravigliati. Poi si girò e vide Fengàry, le buttò le braccia al collo e se la strinse forte, come se in quell'abbraccio trovasse tutta la sua forza. --Picci, la mia Picci !-- Esclamò; la guardò negli occhi commosso e la baciò , incurante degli sguardi che gli piombavano addosso. Lei cercò di calmarlo, alla fine quando si svegliò del tutto , si rese conto di tutto e cominciò a stiracchiarsi tra un cuscino giallo e un braccio di Fengàry. -- Eh si ,per forza .-- Esclamò lei, girandosi agli amici , che non lo avevano lasciato più con gli occhi. -- Dovete sapere che ha avuto paura , molta paura, quando ci siamo trovati a ridosso del cimitero. E la cosa non sarebbe poi così grave se ci fosse successo per la prima volta! Il fatto è che ci succede sempre ,ogni volta che ci imbarchiamo in qualche viaggetto e sempre sulla strada che porta al cimitero, e sempre di notte. Una volta ,per esempio, quando andammo a. .... finimmo su una collina dove c'era un boschetto bellissimo. Ci fermammo e passammo tutto il pomeriggio , chiacchierando del più e del meno. Quando ci accorgemmo che dovevamo rientrare era già buio; ci precipitammo a raccogliere le nostre cose e ci mettemmo in viaggio. Ma, che devo dirvi? Ci perdemmo nel boschetto e ci toccò pernottare in macchina finchè all'alba ci rimettemmo in viaggio e giungemmo in citta che erano le sette . A quell'ora trovammo solo gli spazzini.Dovemmo attendere l'apertura di un bar per prenderci un caffè e riprenderci dallo spavento.Eravamo stanchissimi. Non solo, ma quando poi venne l'ora di separarci,io ero talmente stressata, che non appena salii sul treno , svenni. C'era una calca a non finire e comunque la gente mi fece largo e arrivò perfino un vigile con un gelato enorme in mano. Piano piano mi riebbi e ,per evitare un altro svenimento, quello suo , che era diventato cadaverico nel vedermi svenuta, subito gli offrii il gelato. Fu alla vista del gelato che si riprese, così si rasserenò e cominciò a sorridere. Poi un'altra volta ci perdemmo ancora e fu su un'altra strada che andava al cimitero. Si vedevano i cipressi ad una distanza ravvicinata e persino i lumicini delle tombe . Brrrrrr, che paura ! Allora , forse per suggestione , avemmo più paura, facemmo dietro front, a rotta di collo, e via di corsa giù per una scarpata , senza pensarci due volte. Quella di perderci sta diventando un'abitudine ormai, però lui ancora non vuole convincersi che si viaggia con le cartine topografiche in mano , perchè la segnaletica è diventata obiettivo di vandalismi inconcepibili e non esiste quasi più.-- Intanto che Fengàry raccontava, Apollonio la guardava, pendeva dalle sue labbra ed annuiva con la testa specialmente quando parlava di paura..Ogni tanto alzava una mano , le toccava una guancia e se la baciava.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:49 PM
Nuvole all'orizzonte - 39° cap. (regit)
Era giorno alto e si vedeva la stanchezza dipinta sulti volti. Turi, tutto premuroso , disse che i letti erano al piano superiore . Ce n'erano per tutti e che comunque ,per chi avesse voluto restare giù, c'era anche posto sul divano di fronte al camino. Il tepore e la fioca luce delle braci che andavano spegnendosi, creavano un alone romantico attorno al divano rendendolo quasi più appetitoso del letto e fu proprio questo a convincere Apollonio e Fengàry di non spostarsi di lì. Avrebbero dormito abbracciati al caldo, finchè il fuoco non fosse diventato brace e poi cenere. Lentamente , con la flemma dovuta , si alzarono prima le donne e poi gli uomini e cominciarono a salire . La scala non era alta e sul pianerottolo c'erano due porte che immettevano nelle stanze: a destra la porta era aperta e si vedeva una stanza grande e spaziosa, dove in perfetto ordine si poteva ammirare una camera da letto "liberty" ,conservata con cura e meticolosità. Le sponde del letto erano alte e si vedevano a malapena nella penombra luccicare le applicazioni di bronzo ; fregi che erano riportati sulle alzate dei comodini e del comò , al centro del quale poi un piccolo specchio era quasi nascosto da un ventilatore, che sicuramente serviva d'estate. Il comò era a ridosso del muro accanto alla finestra e a sinistra del letto. La finestra non era molto grande e sul davanzale era appoggiato un tappeto a fasce che impediva gli spifferi . A guardarlo bene il comò sembrava una miniatura: aveva sul piano delle bordure rialzate, su cui erano appoggiate carte e libri, qualche posacenere e un pacchetto di sigarette. L'armadio sull'altra parete e dall'altro lato della finestra,era alto quasi quanto il soffitto,dove si potevano vedere distintamente le travi in legno massiccio che mantenevano la volta a sesto acuto . Da una di queste travi pendeva un piatto luce in vetro di murano opaco , smerlato alla base della sua circonferenza. Ai piedi del letto un bel divano massiccio in legno di mogano, a tono con i mattoni di cotto rosso, completava l'ambiente. Sul letto una coperta di lana a quadri con le frange laterali, riparava dalla polvere un piumone morbido nei colori dell'autunno. Non c'erano i cuscini. Come Kristofer si affacciò sulla porta , rimase a bocca aperta -- Che bello -- disse. Poi si rivolse a Selly :-- Noi dormiamo qua !-- Madò! Selly si bloccò. --Ma che si è messo in testa questo qui . Che significa, che io mi corico con lui ? Ma quando maiiiiiii !-- Andava pensando , mentre ,per sviare il discorso chiamava a gran voce Ines alle prese con Pietro. Ma intanto Kristofer era entrato e si era seduto sul divano. La fortuna volle che come cadde , si addormentò con gran sollievo di Selly, che tranquillamente ,quando si assicurò che dormiva,sollevò un lembo della coperta e si stese sul letto. Ahhhh! Era proprio quello che cercava lei , un letto duro e con materassi di lana. Piegò un braccio e appoggiò la testa poi, fissando il soffitto, cominciò a pensare. Chi l'avrebbe mai detto che si sarebbe trovata nella casa di Turi? E dormire nel suo letto ! Ma chissà se lui di solito dormiva lì ! E, però lei adesso dormiva sola , e sul divano ai suoi piedi Kristofer russava. Madò ! Quanto le sembrava strana la vita. E pensava a quante volte Turi l'aveva pregata di raggiungerlo e lei ,testarda e prevenuta , aveva sempre rifiutato. Che caratteraccio ! Eppure , per lei Turi era tutto.Non concepiva passare un giorno senza sentirlo. Aveva un rapporto bellissimo, si sarebbe potuto dire un AMORE , ma uno di quelli eccezionalmente diverso dal solito. Un AMORE fatto di una presenza astrattamente reale,che sostituiva tutte le sue carenze affettive e smaltiva tutte le traversie che la vita le aveva gentilmente proposto e le faceva vivere. L'aveva conosciuto per caso, quasi tre anni prima,tramite un'amica che lo chiamava "Angelo" ed era rimasta colpita dall'amarezza che traspariva dai suoi scritti e dalle sue frasi.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:50 PM
Nuvole all'orizzonte - 40° cap. (regit)
Piano piano se ne andò al sonno, ma non al punto di non sentire una voce che la chiamava quasi a filo d'aria. Si spaventò e alzò la testa di scatto; si girò verso la porta e vide un'ombra stagliata nella penombra della luce che stava sul pianerotto. Si scosse da sotto le coperte e scese dal letto.Tutta intontita si avvicinò alla porta e vide Turi che le sorrideva. -- Lo sapevo che non dormivi -- disse, poi la tirò per mano sulla scala e insieme si sedettero sul primo gradino che portava in soffitta. --Allora mò, che mi dici?-- e parlava così sottovoce che si capiva più dalla movenza delle labbra che dal suono della voce. Lei lo guardò . Nonostante il sorriso sulle labbra, era triste , ma la voce benchè emozionata era la solita, calda e sicura, con quella sua cadenza particolare che gli portava a strisciare la *S* come se fosse una *SC* Non rispose ,lo guardò negli occhi e gli penetrò l'anima.In quel momento sentiva che era suo, che gli apparteneva. Gli avvicinò il viso alla faccia e lo abbracciò. Lo sentì fremere. Sentì il suo cuore che usciva dal petto, batteva come come una campana di Pasqua e non fece in tempo a girarsi che lui la raccolse nelle sue braccia . Selly ora sentiva il fiato ,le era così vicino che lo respirava; sapeva di sigaretta e le sfiorava il viso e le scompigliava i capelli. Non si accorse quando cominciò a baciarla, sentiva solo le sue labbra che le trasmettevano una dolcezza infinita e non sentiva più neppure l'odore del fumo. C'era un silenzio ancestrale , il tempo si era fermato e la scala era inondata dalla luce del sole..... Lo amava , e lo avvertiva nell'ansia che si sentiva addosso,nel desiderio cocente di appartenergli fino a sciogliersi e disintegrarsi nel suo ectoplasma. --Per l'amore non c'è tempo-- pensò appena fu capace di riprendersi un pò. Subito dopo pensò che ora avrebbe potuto rispondere con sicurezza al post di Finedda. Era stata giorni a tentare una risposta soddisfacente, sia dal punto di vista psicologico , che rifacendosi alle risposte postate dagli altri. Niente l'aveva convinta; aveva scritto e cancellato, cancellato e scritto; lei era così ,doveva essere sicura delle cose prima di dirle. Ma ora avrebbe scritto ... l'AMORE è quando lo crei. E lo crei nel momento in cui lo fai, quando cioè fattori che esulano dalla propria volontà concorrono , comunque stimolati dal sentimento e dall'istinto ,a rendere nullo il concetto matematico di numericità per trasformarsi nello stato chimico di fusione. Le venne da ridere , certo che era davvero matta. Ma come le venivano certi pensieri, sicuramente avrebbero dubitato delle sue facoltà mentali. Ma lei non se ne curava , così aveva deciso e così doveva scrivere.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:51 PM
Nuvole all'orizzonte - 41° cap. (regit)
Era proprio tardi, quasi mezzogiorno e sembrava un giorno comune in quella radura solitaria : non c'era aria di vita in casa, dormivano tutti come se fosse notte. Turi scese giù , aveva smaltito in parte quella paura che riguardava il suo rapporto con Selly; sentiva addosso un turbamento ogni volta che la pensava; una cosa forse aveva capito bene , che lei al di là di tutto ,lo amava . Con questi pensieri e muovendosi silenziosamente, raccattò qua e là le cose che erano rimaste in mezzo poche ore prima , facendo attenzione a non svegliare Apollonio e Fengary che dormivano sul divano come due cuccioli di gatti, appoggiati l'uno all'altra sotto un piumino rosso . Facevano tenerezza. Fu per non svegliarli che andò nel sottoscala , liberò il cane e lo portò fuori; lo lasciò libero e , come al solito succedeva quando si vedeva senza controllo, quel forsennato scappò sulla strada. Come una lepre,Turi gli corse appresso , finchè non lo raggiunse e lo trascinò per la collottola fino alla striscia davanti a casa. Qui lo legò al sedile di pietra e sedette pure lui. Le colline in fondo alla vallata brulicavano di verde e nei pressi il pescheto ormai in fiore spiccava sull'erba , che cominciava ad essere alta e necessitava di essere estirpata. Senza gridare ,ma con voce ferma , parlava col cane e lo rimproverava per quell'inutile corsa che gli aveva fatto fare;quello come se lo ascoltasse lo guardava in faccia e poi chiudeva gli occhi come a dar segno di aver capito. Poi si passò una mano prima nei capelli ,irti come spine di ricci e incollaticci di gel, indi sul viso ,come a stirarsi i segni delle preoccupazioni che molto sovente apparivano sotto forma di rughe. Una vita difficile la sua, tra l'altro di un lavoro ingrato e non retribuito, in balia alle intemperanze del clima , che spesso e volentieri riusciva a disattendere il frutto dei suoi sacrifici . Senza parlare di altre cose ,sue personali , o della vita in genere ,che lo rendevano sempre più distaccato dal resto del mondo e gli facevano preferire quella vita in solitudine tra cielo e terra. Ma pure in tante contraddizioni , sopravviveva grazie agli hobbies che si creava e che erano ormai diventati la sua passione. Amava infatti leggere e scrivere e passava tutto il suo tempo libero affacciato su quella finestra del mondo che si chiama cultura. E qui, grazie alla sua intelligenza aveva acquisito padronanza di tecniche sia nella scrittura , che nei linguaggi ,che nella scelta di applicazioni degne di meritevole riguardo. Era segno di orgoglio per lui sottolineare, ogni qualvolta se ne presentava l'occasione , che ... era solo un "lavoratore della terra". Ma la sua casa brulicava di libri, riviste, quotidiani, sparsi in ogni dove, sempre a portata di mano e tenuti con cura .Era aggiornatissimo e non mancava mai l'occasione di poterlo dimostrare. Ad un tratto sentì un rumore, era immerso nei suoi pensieri ,alzò gli occhi ma il sole di mezzogiorno gli impedì la visuale. Si alzò e portandosi una mano a visiera sulla fronte guardò verso il cancello :vide una macchina ferma proprio al limitare della sbarra di protezione. Si tirò su la bretella della salopette e si avviò sul passaggio . -- Chi sarà ?-- pensò , ma il sole gli batteva negli occhi e non riusciva a veder chiaro. Quando fu nei pressi della macchina vide, affacciata al finestrino ,la testa di una bambina di circa due anni, che gridava :-- Zio Turi, zio Turiiii !-- agitando la manina in segno di saluto. --Porca boia !-- pensò nella mente,-- Ma chi è che mi chiama zio Turi, se io non ho bambini nella mia famiglia? Ma va a veder chiaro chi è ?-- E si accostò alla macchina scoprendo con grande sorpresa Cobalto e Florentia . -- Accidenti ! Mi stavo dicendo appunto , chi mai potrà essere che mi chiama così? Ma guarda qua... che bella sorpresa,ormai mi ero rassegnato.-- Alzò la sbarra e la macchina la oltrepassò seguendolo al passo , mentre Cobalto si scusava di essere arrivato tardi a causa di un lavoro che l'aveva trattenuto. La bambina , invece volle uscire dal finestrino e gli piombò in braccio coprendolo di baci.
Lui si commosse , non si aspettava tanta affettuosità da una bambina che tra l'altro non lo conosceva e ripeteva: -- Ma , guarda questa qui ! Ma quando mai m'hai visto prima di oggi? Ma chi sei? --- E Viola , come a rispondergli gli tirava i capelli e gli ,metteva le dita negli occhi. -- Ma,por...boia! ,,, vuoi stare un pò ferma?-- le diceva baciandola e facendole le pernacchiette sul collo. --Zio Turi, zio Turiiii -- continuava quella tirandogli le orecchie e ridendo a crepapelle. Finchè non arrivarono alla casa , lo fece martire , tal che lui non riusciva a rispondere alle domande che gli faceva Florentia. Quando finalmente arrivarono davanti a casa , gli altri erano già usciti e gridavano da matti per la gioia. Finalmente tutti riuniti e non mancava nessuno; ora avevano due giorni interi da passare insieme.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:52 PM
Nuvole all'orizzonte - 42° cap. (regit)
Era Carnevale e bisognava far baldoria,festeggiare ,giocare, visto che c'era una bimba così vivace che non si faceva pregare , in fatto di umorismo poi , non mancava niente a nessuno. La prima che uscì vestita di tutto punto in maschera fu Fengàry. Accompagnata da Apollonio fece il suo ingresso proprio fuori, dove tutti erano ancora a parlare con Cobalto e Florentia; dove Finedda , attratta dalle risate argentine di Viola ,era corsa e , su un angolo del sedile di pietra ,s'era messa a giocare con lei. Apparvero sulla porta, il principe e la principessa. In un primo momento non si distingueva bene chi dei due fosse il principe e chi la principessa, perchè i costumi confezionati in misure abbondanti alteravano la figura di tutti e due.Il principe era bellissimo: aveva un costume azzurro pieno di paillettes , con una grande stella dorata e una piuma bianca sul cappello. Era anche truccato in viso dove, gli occhi sottolineati da lunghissime ciglia finte ,emanavano una luce al neon, che veniva manipolata sicuramente da qualche artificio nascosto sotto il mantello. Sembravano gli occhi dello smile, quello che porta cuoricini per occhi. La principessa era più mastodontica; aveva una folta capigliatura rossiccia che le scendeva su tutto il vestito ,bianco questo e lungo fino a terra,dal cui orlo uscivano le punte delle scarpe di forma rotonda. Da questo particolare si sarebbe subito potuto dire che i personaggi si erano invertiti i ruoli e che per puro divertimento dimostravano la loro capacità di trasformazione per sorprendere e per far ridere. In complesso la scena era bella, i due rivestiti di grande serietà , avanzarono verso la bimba, la quale ,non essendo abituata a tali personaggi reali, dapprima rimase senza parola; ma non appena capì l'imbroglio, scese dalle braccia di Finedda e cominciò a tirare il vestito della principessa,che senza scomporsi la prese in braccio e le assestò due bacioni sulla fronte, lasciandole due stemmoni di rossetto violaceo.Tutti si misero a ridere e lei , per vendicarsi le alzò il vestito e si nascose sotto, no anzi,una volta sotto cominciò a fare il girotondo , facendo girare la principessa come una trottola e ubriacandola al punto da non saper più che pesci pigliare. Intanto il principe si era tolto il cappello e ,per fermare quella girandola, alzò il vestito della principessa , trasse fuori la bimba che rideva ancora e mostrava quattro incisivi piccolissimi e bianchissimi su un sorriso , fermato a destra da una fossetta accentuata. Le posò il cappello in testa , poi la prese in braccio e cominciò a buttarla in aria per riprenderla subito dopo e ricominciare. Ma il tempo si era coperto e l'aria era più rarefatta. Cominciavano a sentire freddo. Qualcuno reclamò il rinforzo di legna nel camino, dove ancora brillava l'ultimo tizzone avvolto dalla cenere. Rientrarono . Le donne che ormai erano di casa, rassettarono alla buona la sala e fecero posto per i nuovi arrivati.Prepararono caffè e the , presero biscotti e merendine, il pane fresco di Finedda e quant'altro e si accinsero a fare colazione quando ormai era già passata l' ora di pranzo. In questo movimento che aveva creato così grande allegria ,nessuno s'era accorto che mancavano Selly e Kristofer. E ora all'improvviso sbucavano in cima alla scala indossando i loro giacconi , si capiva che stavano per partire.Ci fu un attimo di silenzio , poi fu proprio Selly a parlare:--Andiamo , -- disse -- io non mi sento troppo bene -- In effetti era pallida , ma più che pallida era triste. Kristofer le cingeva le spalle,come se volesse proteggerla , ma lei indifferentemente sentiva quel contatto come lo era il giaccone che la copriva.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:53 PM
Nuvole all'orizzonte - 43° cap. (regit)


Ines le andò incontro premurosa, si vedeva che era dispiaciuta. --Non andar via, stai qui con noi, prendi un bel the caldo e vedi che ti passa tutto.-- Ma lei non volle, era solo dispiaciuta per non poter dare il passaggio di ritorno a quelli che erano nella macchina con loro.Ormai aveva deciso così. Salutò tutti e chiedendo scusa uscì con kristofer. Come si sedette in macchina, si accucciò sul sedile e ferma come una statua cominciò a piangere. Kristofer che già aveva messo in moto ,non si era accorto di nulla,ma nel controllare lo specchietto retrovisore la notò. Accostò e si fermò. Le sollevò il viso con la mano : -- Cosa c'è, perchè piangi ?-- -- -- Niente --- rispose lei. Era la sua risposta di sempre. --NIENTE !-- ripetè ancora. --Non è successo niente !-- E piangeva ancora ,senza una smorfia; si sentiva come una statua di sale, sulla quale era stata buttata una pentola d'acqua bollente. Ed era strano quel pianto per lei che era abituata ad incassare sempre . Infatti non si ribellava mai, e non rispondeva , e non reagiva mai , qualunque cosa di negativo le capitava. A che serviva? Lei sapeva che quando le cose andavano in un certo senso,dovevano andare, punto e basta. Anche ora, la stessa cosa. Ma , era la prima volta che reagiva col pianto. Il perchè lo facesse di preciso non lo sapeva , aveva la sensazione di un vuoto,come se all'improvviso le mancasse il terreno sotto i piedi e stesse per sprofondare in un abisso. Si sentiva fuori, come estrapolata ,estratta e scostata; scansata e lasciata a languire in uno stagno di solitudine amorfa..E lo sentiva addosso,avvertiva delle sensazioni strane e il pianto usciva da solo.Adesso era lì e doveva pur darsi un contegno di fronte a Kristofer.Accese la radio , si asciugò gli occhi e guardò fuori dal finestrino. C'era pace fuori ,filari di alberi fioriti scorrevano sotto gli occhi,era una visuale che distendeva i nervi , che si poteva cogliere con mano aperta.Sarebbe bastato uscirla dal finestrino per toccarla , per sfiorare quel bianco profumo di fiori.Era una visione suggestiva che le riportava nell'animo la calma di cui aveva bisogno.Era come se all'improvviso la sicurezza fosse ritornata in lei. Aprì il finestrino per respirare quel profumo,l'aria ne era impregnata e la sentiva entrare in gola con il dolciastro proprio dei fiori di frutti. Ma c'era freddo e fu costretta a richiudere. Kristofer non disse una parola,era assorto e guidava ..Chissà cosa pensava. Fecero un bel tratto di strada, quando arrivarono al bivio Kris fermò la macchina, si accese una sigaretta e si girò verso Selly.Lei sorrise , era più serena --Mi dici che cosa hai?-- e fu brusco e deciso nella domanda. --Niente -- rispose lei. --Era solo un attacco di nostalgia,non lo so con precisione cosa mi ha preso. Tutta quella confusione mi dava fastidio, sentivo che mi rubavano qualcosa, qualcosa che era soltanto mio , quell'angolo sperduto che per tanto tempo ho custodito nell'anima e vissuto in un contesto di sogno, mi era sparito e mi sentivo mancar l'aria. Come se avessi distrutto un sogno, come se mi avessero defraudata della mia anima. Io conosco Turi, lui è la retta parallela della mia vita. Io e lui, parliamo senza parlare e ci capiamo senza guardarci. E' la forza che anima la mia vita, il respiro della mia anima. Però non riesco a vederlo alle prese con gli altri.-- Disse queste cose tutte d'un fiato,poi gli poggiò una mano sulla spalla:--Non è niente, è già passato!-- --Ma , tu lo ami allora!-- E lei : --Non lo so, non so cosa significa amare, è un concetto troppo grande e ogni volta che lo affronto, non ne vengo a capo mai in modo esaustivo. Non lo so . Ma, se fosse, che amore è? Che amore può essere ? Dimmelo tu , se lo sai.-- Kristofer rimase meravigliato da tanta schiettezza e semplicità, non aveva da darle una risposta;non sapeva che dirle. Le parole di Selly erano la conferma schiacciante del suo dubbio e pertanto disarmavano ogni sua altra aspettativa.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:54 PM
Nuvole all'orizzonte - 44° cap. (regit)
La partenza di Selly e Kristofer aveva lasciato tutti silenziosi.Ma fu solo questione di attimi, il tempo di riprendere i discorsi interrotti ed appressarsi al pranzo.Cosa che al momento era necessaria ,vista la tarda ora e la ribellione dello stomaco di Apollonio che ,all'approssimarsi dei fatidici orari, aveva come idea ricorrente le lasagne della Pierina. Lui , forse,e dico forse per non dire certamente, avrebbe senz'altro preferito trovarsi il quel ristorante e soddisfare finalmente la sua voglia impellente da "donna incinta". Ma era un uomo, dolcissimo ed amabile e tutti gli volevano un gran bene. Comunque, riesumando i resti della sera prima sullo stesso tavolo, che non era stato per niente disfatto, tal che sembrava ...la tavola dei briganti,si sedettero e cominciarono a mangiucchiare continuando a parlare .Turi era seduto accanto a Baby ,la quale , vuoi anche per una deformazione professionale , cercava di stuzzicarlo e convincerlo su alcune cose ,nelle quali lui era particolarmente inamovibile.Baby aveva capito quanto era "tosto" e si divertiva, seguendo una logica formale ,di coglierlo in contraddizione per poi fargli riconoscere i suoi torti. Ma quello , più furbo del colombo del lipogramma, le dava corda e la seguiva ,ma non si faceva mai cogliere dalle domande tranello fatte anche al contrario. Motivo per cui, quando Baby credeva di aver raggiunto il suo scopo, proprio allora Turi metteva i puntini sulle "i" e rivoltava la situazione,conducendo lui il discorso. Il tempo passava così senza venire a capo di niente. L'argomento restava più aperto di prima e si restava nella certezza che sarebbe durato oltre la permanenza alla tenuta, magari oggetto di discussione comune anche quando fossero rientrati in chat. Intanto Bartolomeo e Finedda erano accanto al camino e si divertivano ad aprire e chiudere il tiraggio e stuzzicare il fuoco per far uscire flussi di scintille che divertivano tanto la bambina. Ines era seduta accanto a Fengàry con Apollonio ,il quale con il boccone pieno seguiva i loro discorsi , assentendo con la testa . Poi la bambina cadde tra le braccia di Florentia in un sonno profondo e Finedda rimase silenziosa a guardare il fuoco. . Ad un certo punto accesero le luci, visto che erano calate le prime ombre e il camino non era più sufficiente ad illuminare l'ambiente. L'interruttore schiacciato richiamò tutti alla realtà e si resero conto che il tempo era terminato e che l'indomani mattina presto sarebbero dovuti ritornare al nido. A malincuore ne parlarono ,ma si promisero che appena a casa avrebbero ripreso la vecchia via di comunicazione,in attesa che si organizzasse un'altra uscita ,magari a casa di Ines. Il week-end era passato e non si erano accorti neppure dove era cominciato il giorno e dove fosse finita la notte. Un'esperienza bellissima che aveva rafforzato un affetto che andava al di là di ogni previsione.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:55 PM
Nuvole all'orizzonte - 45° cap. (soffio)
Quante cose quei due giorni ! Tra baci e abbracci da una parte , meraviglia,tristezze e dolori da un'altra.. Dopo l'uscita di Selly ,Finedda era rimasta seduta con Bartolomeo sul tappeto davanti al camino…e insieme facevano divertire la bambina. Quando questa finalmente si addormentò, i suoi pensieri vagarono ,erano per Selly e per gli ultimi avvenimenti. Aveva ascoltato senza parlare i commenti degli altri,aveva osservato l'espressione di Turi ed era rimasta colpita da quell'espressione di tristezza che gli solcava il viso. In fondo,lei sapeva cosa provava Selly,sapeva sì, cosa si prova a voler reprimere,a tutti i costi e a qualsiasi prezzo,un sentimento tanto grande quale l’Amore. Chiuse gli occhi ,come presa da una stanchezza senza confini e..... se lo ritrovò accanto. Erano lì al tavolo alle prese con le sue ultime poesie .Non era un commento allo stile o alla forma ,ma piuttosto una riflessione al contenuto così pregno di pessimismo. Ne parlavano e,nello stesso tempo si raccontavano…, a tratti ridevano come due bambini .Poi,scese il silenzio; solo lo scoppiettare della legna nel camino acceso, andava di pari passo col ritmo dei loro battiti cardiaci. Se ne accorsero insieme e Finedda avvertì un forte imbarazzo…Si accorse solo allora che era vestita poco:portava solo una camicia da notte molto corta di seta blu e una piccola vestaglia di lana trovata proprio lì in quella casa…”chi sa di chi fosse poi”.Cercò di coprirsi ,perchè avvertiva gli occhi di lui che cercava piccole nudità da spogliare. Non voleva pensarci non riusciva a crederci , ma provava un certo che di piacere che le faceva dimenticare tutto .Sentì soffice il suo fiato sul collo…un soffio e poi un altro e un altro ancora…Chiuse gli occhi e si lasciò trasportare da quel sublime piacere. Lui si avvicinò sempre più,le sue labbra scivolarono sul collo,sulla pelle,mordicchiando e succhiando piccoli spazi di piacere. Cercarono le labbra di Finedda finchè non le trovò. Piccoli baci ,dati con la punta della lingua quasi a voler sottolineare una carezza penetrante per arrivare all'anima e accenderla col fuoco della passione. La piccola vestaglia si aprì mostrando,decisamente,un corpo tanto splendido quanto voglioso…la folta chioma di biondi capelli,come raggi di sole, si sciolse sulle spalle fino al seno,quasi a voler nascondere volutamente quelle forme in attesa di carezze. Era così ora, lì davanti ai suoi occhi e reclamava baci e altro ancora…Allungò una mano e lo sfiorò con tenerezza ,mentre lui si perdeva nei fruscii di seta blu, raccogliendo fremiti di pelle ed esplorando come per gioco un terreno sconosciuto. Lei tentò di divincolarsi , ma era una finta. Si sentiva oltremodo trasportata in un mondo che non conosceva. Lui , l'aveva intuito e ne raccoglieva i suoi fremiti con carezze che percorrevano ormai tutto il corpo ..… ”-- Finedda,Finedda.... Ti sei addormentata sul tappeto!-- Era la voce di Ines che con Apollonio la guardavano e sorridevano…:-- Sapeste, che bella notte d’Amore ho vissuto !-- Anticipò Finnedda e Apollonio,curioso come una scimmia : -- E , lui chi era ? --…Con aria molto triste Finedda rispose che era solo un sogno e come tutti i sogni ....…era finito.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:56 PM
Nuvole all'orizzonte - 46° cap. (turi)
Il sole del mattino spuntò dalle colline. Entrò nella stanza con violenza, come la luce in un quadro di Van Gogh. Dalla finestra, Turi vide allontanarsi l'auto con Cristofer e Selly. L'erba alta, ai lati, sembrava accarezzare il vento grigio con le tenui estremità, mentre l'alba l' accendeva di una linfa scarlatta. Lasciò che i suoi pensieri tornassero al momento di intimità vissuto il giorno prima in cima alle scale. E al sorriso di Selly. Al colore dei suoi capelli, alle ombreggiature che giocavano a nascondersi in mezzo ai riccioli neri che le incorniciavano il viso e alla magia totale che brillava nei suoi occhi quando lo guardava. La magia che trasformava tutto ciò che era e che avrebbe potuto essere. Ma non era così, non poteva esserlo per lui. Ci aveva provato, aveva provato a crederci. Ma, ancora una volta la pietra focaia che incendia il cuore, aveva battuto su di lui senza generare quella scintilla che accende l'universo e che invece, splendeva negli occhi di Selly. Dall'estate precedente qualcosa era cambiato. Qualcosa di nuovo, nella sublimazione del pensiero era entrata dentro di lui e la conservava gelosamente senza averne dato voce ad alcuno. Lei. Era entrata quasi per caso nel suo mondo, con semplicità, con dolcezza, ma anche come un tornado a spazzar via tutto quel che era stata per lui la solitudine di quegli anni. L'aveva conosciuta l'estate precedente a Sirolo, splendido paesino medievale fra il verde del monte Conero e il blu del mare. Un prezioso scrigno d'arte incastonato in un paesaggio mozzafiato. Interessato all'area archeologica della civiltà picena, alternava visite ai siti principali al relax balneare che la spiaggia vicina gli offriva. Improvviso era subentrato un ordine perfetto, mai sperimentato dalla sua matura esistenza. Come se ogni cosa fino allora, fosse stata preparazione di quel momento come consapevole intuizione a cui s'inchinavano gli alberi di un giardino ormai dimenticato. Che non pensava più di ritrovare. La scintilla si era accesa e concentrava l'essenziale degli eventi dell'universo in un punto ben definito del presente: il suo cuore. Una creatura giovane che respirava parte degli eventi di quell'universo, del respiro delle stelle, del battito cardiaco del futuro. L'essenziale non è esprimibile e la verità ultima erano i limiti della parola. Amore. D'improvviso la parola era lì. Abbracciava il mondo intero nello specchio dei suoi occhi. Il sole che si rifletteva nelle pozzanghere sotto casa, gli rimandava la luce rubata ad un pezzo di cielo. L'aveva vista, la prima volta, sdraiarsi al sole vicino a lui in uno dei rari momenti di relax dedicati alla mondanità della spiaggia. Minuta, perfettamente equilibrata nelle forme, era uscita dall'acqua e si era avvicinata, facendo un cenno di saluto e andando ad occupare il telo che fin dal mattino aveva impegnato la sua curiosità. Si era tolta la cuffia azzurra e una cascata di capelli castani erano approdati sulle sue spalle. L'indole ribelle di questi era stata subito domata da due brevi colpi delle sue dita usate come spazzola. Un viso giovane, non giovanissimo, era la splendida tela di quella cornice di capelli che una leggera brezza riportava alla loro naturale ribellione. Gli occhi erano laghi limpidi di montagna dove i colori accesi dell'autunno erano rimasti incastonati, quasi a sfidare quei giorni della prima estate. Un costume di maglia luccicava umido e nero, e il contorno dei capezzoli si disegnava nettamente; leggermente rigonfio il femminile triangolo fra le cosce. Sorpreso a guardarla, lei si era seduta. Aveva alzato le gambe e teneva le braccia attorno alle ginocchia fissandolo con quegli occhi che entravano e uscivano dal corpo di Turi. Ripetutamente. Come aghi a cucire una rete attorno al suo cuore. Solo una frase banale era uscita dalle sue labbra:-" E' strano che non ci siamo mai incontrati....vengo qui tutti i giorni... --" Di solito vengo qui molto presto "-- fu la risposta. E diretta:--" Io sono Baby, Dueanime....per gli amici. E l'anima di Turi fu imprigionata. :--" Io sono Turi "-- soffocò nella risposta nuotando pian piano nell'ipnosi del suo sguardo. Le voci dell'Ines e di Finedda che salivano le scale ruppero l'incantesimo. Le lacrime accompagnarono il suo viso lontano dalla finestra e come da una immensa lontananza affiorarono dentro di lui due parole. Ti amo. Tenera e terribile preghiera all'altro essere perchè si dischiuda. Preghiera d'essere accolti, tenera e terribile offerta del proprio io. Ti amo. Attimo di libertà tra la servitù del passato e la servitù del futuro. Ti amo. Non era stato Turi a pronunciare quelle parole. Era stato il fantasma del suo futuro ad innalzarle togliendole al suo essere, strappandole con dolore alla nebbia che erano state fino ad allora. Si svestì ed entrò sotto la doccia. L'acqua tiepida cadeva sul suo corpo abbronzato che l'età rispettosa non aveva intaccato. Stava a gambe aperte piegandosi avanti e indietro seguendo a tempo il ritmo dei suoi singhiozzi. Lacrime cristalline ferivano le sue guance e cadevano mescolandosi all'acqua che scivolava giù dalle gambe sul graticcio di legno posto ai suoi piedi. Un tenue sorriso tradiva l'origine del suo pianto. Erano finalmente lacrime di gioia, di speranza. Due giorni prima, Baby era apparsa come per incanto nella sua chat.
Il nick "dueanime" non lasciava adito a dubbi.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:56 PM
Nuvole all'orizzonte - 47° cap. (regit)
Si. Era così, Selly lo sapeva. Quello che Turi aveva scritto era la conferma a ciò che lei aveva captato da tempo ,vuoi per quella sensibilità tipica femminile ,cui niente sfugge quando tra due persone si stabilisce un certo filing e non riguardava questo episodio specifico,che se vogliamo rivestiva il presente. Però ,per dare voce alle sue supposizioni aspettava il momento "clou" .Questo non si era fatto aspettare ed ora ecco l'impatto con la realtà. Non aveva commenti da fare,non ce n'erano: riconosceva le sue colpe e poi lei lo sapeva ,al cuore non si comanda . Orgogliosa com'era non si sarebbe permessa assolutamente una qualsiasi reazione. Sentì qualcosa che le pesava,ma non riusciva a specificarla; appoggiò il gomito sulla scrivania , chiuse il pugno e vi accostò lo zigomo. Svuotò la memoria e si sentì nuda ,come un blocco di cemento armato. Ora in silenzio poteva incassare anche quel colpo. Era abituata.... No, non avrebbe detto una parola. Non serviva. Si mosse per scorrere ancora quella pagina, scritta così bene che sembrava fatta apposta per dare una svolta diversa alla storia. Davvero una svolta sensazionale. Più che un testo, sembrava una poesia a rima baciata : scorreva così gradevolmente che chiunque ,a fine lettura, avrebbe esclamato ... bellissimo! Ed era bello, non mancava niente: un testo concepito e redatto nei minimi particolari. Si guardò intorno.Non era cambiato niente. Tutto le sembrò normale: il cane, sdraiato a terra accanto alla sua poltrona,le era di fronte e la guardava; il gatto arrotolato su se stesso sull'angolo estremo del divano;la tv accesa; la finestra chiusa e, al di là di essa ,il vuoto.Niente era cambiato,tutto al suo posto nella sua immobilità. Fuori pioveva : sui vetri si era formato un leggero velo di umidità che impediva di vedere nettamente i contorni dell'esterno , ma che comunque trasformava la pioggia in un'enorme matassa di fili aggrovigliati ,che davano un senso di soffocamento.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:57 PM
Nuvole all'orizzonte - 48° cap. (regit)
Sospesa così a mezz'aria,ascoltava lo strombazzamento della lambada di qualcuno che ,a quell'ora , sotto l'acqua ,si procacciava la vita girando per strada .Sentì il gelo coprirle le spalle,ma non fece niente. Rabbrividì e ritornò a leggere... ."...La magia che trasformava tutto ciò che era e che avrebbe potuto essere. Ma non era così, non poteva esserlo per lui. Ci aveva provato, aveva provato a crederci. Ma, ancora una volta la pietra focaia che incendia il cuore, aveva battuto su di lui senza generare quella scintilla che accende l'universo e che invece, splendeva negli occhi di Selly."...... Era questo il punto chiave di tutto il contesto che le interessava e di cui non poteva dubitare. Un affollarsi di pensieri contrastanti approdarono a ritmo alternato nella sua mente. Per cui, se da una parte accettava la sincerità di Turi,cosa di cui non aveva mai dubitato, d'altra parte non poteva ammettere l'averle sottaciuto in quest'arco di tempo ,ciò che gli era maturato dentro. Ciò che era cambiato. Se gliene avesse parlato, lei avrebbe capito le sue motivazioni. D'altronde era stata una della primissime cose che avevano stabilito quando si erano conosciuti. Ma forse se ne era dimenticato. O forse aveva pietà di Selly ; pietà di far cadere quella fede ,nella quale, per la prima volta aveva creduto . Comunque aveva sbagliato nell'uno e nell'altro caso e Selly ora che ci pensava , ricordava le volte in cui , sollecitandolo su queste argomentazioni,non sfuggiva mai l'argomento, anzi ne sottolineava la certezza. Lei no. Lei non dimenticava mai quello che diceva ;non solo,ma non prometteva neanche quello che non poteva nè fare,nè dare. Ora ricordava benissimo ,le passava davanti agli occhi come un flash. Erano passati quasi tre anni. --Tre anni !-- e non se n'era accorta. Ogni attimo di tutto questo tempo presente nella mente,minuto per minuto, anche se non c'era niente di particolare da ricordare, perchè tra loro era un ritrovarsi continuamente vicini ... e forse questo era stato l'errore.Aver scambiato l'amicizia per l'amore. L'errore forse anche di non aver stabilito un contatto più intimo sotto certi aspetti, dei quali Selly, sebbene ne sentisse il desiderio e la necessità, non aveva mai approfittato , le sembrava di rubargli qualcosa che non le apparteneva e a cui non aveva diritto, proprio perchè si trovava in un contesto virtuale.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:58 PM
Nuvole all'orizzonte - 49° cap. (regit)
O forse non era abituata;o forse non sapeva amare. Quello che lei chiamava amore era un'altra cosa,forse era ciò che aveva iniziato a dirgli * sottovoce*e che non aveva avuto poi il tempo di terminare. Una cosa era certa , che lui le aveva trasmesso una Fiducia ,immensamente grande, che di più non si poteva. Ma ora si rendeva conto che a niente era servito e doveva avere il coraggio di prendere le cose come stavano e desistere dall'idea di continuare ad idolatrarlo.. No! Non poteva. Era anche questione di dignità e lei sentiva di averne abbastanza per non cadere in luoghi comuni. Si fece forza,com'era d'altronde nel suo carattere, e decise. Non ne avrebbe più parlato , anche se non sarebbe stato possibile non pensarci ! Si, ormai la storia era conclusa e le nuvole erano anche sparite in fondo all'orizzonte. Ora era tutto chiaro e poteva chiudere il racconto. Non avrebbe più sollecitato i suoi amici di penna a collaborare. Avrebbe voluto salutarli ,ma lei non amava gli addii : preferiva portarseli dentro perchè erano una realtà pulita nel contesto virtuale . Perciò lasciava loro tutto il suo affetto . A Turi lasciava la sua anima , gliela aveva data e non poteva ritrattarla. Chiuse quella pagina e cominciò a scrivere: No! Non scriverò più versi dietro al vetro appannato del tempo. Non parlerò parole in questa giornata di pioggia di marzo. Lascio dietro questa finestra l'aggrovigliarsi dei fili inestricabili della vita. E stasera mi vestirò di niente e mi lascerò andare a deporre l'anima nelle braccia della notte... Dove la morte potrà cogliere senza impedimenti i desideri che ho adagiato su quel letto che non è mai stato mio.

--Questa la dedico a me -- e chiuse . Poi telefonò a Kristofer. --Vieni, domani partiamo .-- Disse , si alzò e con movimenti lenti aprì l'armadio . Si, sarebbe partita per sempre in compagnia della sua Coscienza per andare a trovare la Fiducia.. Aveva bisogno di stare sola,per interrogarsi e rispondersi,perciò aveva scelto Kristofer. Perchè lui non era nessuno ,era lo specchio nel quale si rifletteva la sua immagine . Era solo la sua coscienza.
Caleidos
Tuesday, December 05, 2006 7:59 PM
Nuvole all'orizzonte - 50° cap. (cal & lun)
Non si va via a Primavera... "Fengary.." disse Apollonio con voce turbata "Sally è andata via..." "Cosa dici? non ti credo..." rispose lei ancora immersa nei suoi pensieri... Era un periodo strano... l'orizzonte era pieno di nuvole... pioveva continuamente nel suo cuore... "Guarda...è andata via...Ha chiuso il racconto definitivamente. Ha scritto Fine...Devi credermi...se n'è andata..." "Non è vero... Non vedi le nuvole? guarda quante ce ne sono ancora? Non sono sparite... guarda nei miei occhi
guarda nelle parole di Sally... non può essere andata via... perchè aveva trovato degli amici..." "Forse hai ragione piccola...Parla di pioggia... il cielo è ancora triste...e fa ancora tanto freddo... in questa sera di marzo... Non se ne può andare...dalla nostra amicizia... noi siamo suoi amici e la stiamo aspettando..." Apollonio non poteva guardare gli occhi di Fengary... ma era vicino ad ogni suo pensiero...e le accarezzava dolcemente i capelli... mentre lei scriveva con una penna blu su un foglio azzurro ricamato di nuvole bianche: "Tra qualche giorno sarà primavera... il freddo e l'inverno se ne andranno... ma tu no...non devi andare Sally... e se sei davvero andata... devi tornare... non si va via a primavera... si attende insieme il sole... e i nuovi fiori..."

FINE

dueanime
Saturday, March 10, 2007 11:56 AM
mamma


che botta di nostalgia!!!
no dico, a tutti i vecchi pipistrelli, ma ve lo ricordate questo???

vi voglio bene, grottambuli
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