Gufo
Wednesday, August 07, 2002 8:55 PM
Notte di Incanti (o Incubi?) al Presidio
Nuctemeron.
Questa notte - era circa la 4 ora del mattino - stanca ed assonnata mi recavo alla Torre per godermi qualche ora di riposo e d'un tratto mi sono ritrovata nei pressi del presidio.
Ho pensato, malgrado l'ora fosse tarda, di entrare per sincerarmi che fosse tutto in ordine e per salutare i Soldati...ed ho scoperto così che tutto in ordine non era.
I soldati, capeggiati dal Maresciallo DeFronsac, avevano ingaggiato una lotta con un losco individuo: i tratti nascosti dal mantello, una forza che nulla aveva di umano...e da quel che vidi erano in serie difficoltà.
Lentamente e silenziosa aggirai la figura che all'inizio non si accorse di me e chiamai l'Arcimago Maifard, avendo percepito la sua aura non distante.
L'ArciMago comparve poco dopo accanto a me, in un crepitio di luce vermiglia, subito sincerandosi di quale fosse la situazione.
Non ebbe però il tempo di pensare a quale fosse la mossa migliore da fare, poichè il losco figuro, avvertendo in lui un temibile nemico, scagliò con violenza una daga approfittando del fatto che la concentrazione dell'ArciMago fosse rivolta altrove, colpendolo alla spalla con violenza.
A quel punto mi chinai per aiutare l'ArciMago, entrambi protetti dal Maresciallo DeFronsac che si era posto nel frattempo dinanzi a noi, mentre il figuro da solo, ingaggiava una lotta corpo a corpo con i soldati, tra cui il Maresciallo Gufo.
Dopo che ebbi tolto la lama dalla spalla di Maifard, e tamponato e fasciato la sua ferita utilizzando un lembo della mia veste, rapidamente decidemmo cosa fare.
Io avrei tenuto occupato l'individuo, avrei tentato di distrarlo, mentre l'ArciMago avrebbe castato un incantesimo di identificazione per comprendee di chi o cosa si trattasse.
Così fu. Ci concentrammo, l'aura vermiglia dell'Arcimago iniziò a brillare intorno a lui e così pure la mia prese luminosità.
Mentre l'ArciMago si preparava ad avvicinarsi alla figura onde poterla toccare, avvalendosi della protezione di DeFronsac, io iniziai a salmodiare l'incantesimo che mi avrebbe concesso di distrarre il nemico.
Castai ***Lampo***, accecandolo proprio un istante prima che Maifard, castando ***Identificare*** si lanciasse su di lui per toccarlo, ritornando poi velocemente con un balzo accanto a noi.
Il figuro, temporaneamente accecato dal bagliore dell'incanto, non ebbe il tempo di reagire.
A quel punto l'ArciMago, anche su insistenza del Maresciallo DeFronsac, rivelò quel che aveva veduto grazie all'incanto: la figura misteriosa altri non era che il Console Blackice!!!
Il console era però posseduto da qualche arcana e potente presenza...non vi era di lui in quel momento che l'involucro.
Questa notizia gettò i soldati nell'angoscia, ma l'ArciMago rivelò che avrebbe potuto fare un tentativo, e ancora una volta pensammo di agire su due fronti.
Maifard raccolse tutta l'arcana energia convogliandola nel potente incanto che si preparava a castare, ed io mi concentrai pronta a coadiuvarlo in caso ve ne fosse stato bisogno.
L'aura vermiglia dell'ArciMago riluceva intensa mentre dalla sua bocca uscivano le parole ***Rimuovi Maledizione*** e lo sguardo era fisso sul Console, che nel frattempo aveva preso il Maresciallo DeFronsac, tenendolo con un braccio intorno al collo, quasi volesse usarlo come ostaggio.
L'ArciMago Maifard, ormai privo di energia, si accasciò a terra esausto, ulteriormente indebolito dalla ferita riportata.
A quel punto, per dare la possibilità a DeFronsac di liberarsi dalla morsa, portai la mia attenzione sul console, la mia concentrazione sull'arcana energia e presi a salmodiare, mentre la mia aura riluceva intorno a me, l'incantesimo ***Frastornare***.
Profondamente disturbato dai suoni che presero vita nella sua mente, il console gettò con violenza DeFronsac addosso Maifard, ma io pronta mi lanciai verso di lui assorbendo l'urto, per proteggere l'ArciMago.
Ora i tratti di blackice erano riconoscibili, e anche una lieve luce di consapevolezza nei suoi occhi, ma un'ombra scura era ben visibile, ora resa chiara dall'incanto di Maifard, alle sue spalle.
Oscura e minacciosa presenza stendeva le sue ali intorno al console come a reclamarne la proprietà.
Blackice guardò i suoi soldati e poi si allontanò, silenzioso, dopo aver ordinato:"Se torno, uccidetemi".
Maifard confidò al Maresciallo DeFronsac che l'incanto da lui castato era potente e che avrebbe protetto, per un poco, il console da quell'ombra che lo minacciava, ma la protezione non sarebbe durata a lungo, tanto era potente l'essenza che ci eravamo trovati ad affrontare.
A quel punto, vedendolo indebolito e scosso per il dolore alla spalla, gli somministrai delle spore di felce per lenire la sua sofferenza, e ritornai con lui alla Torre, entrambi accompagnati dal MAresciallo DeFronsac che sostenne l'ArciMago per tutto il cammino.
Rimane...nella nostra mente e in quella dei soldati, un interrogativo: che cosa accadrà ora?
Nuctemeron
Ileen Roredric di Mydwhayn
Neofita delle Vesti Rosse dell'Ordine del Crepuscolo d'Argento
Resoconto vergato su richiesta dell'ArciMago Rosso Maifard.
Gufo