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PinKuricchio
Friday, July 08, 2005 2:11 PM
Il calcio si spacca: nasce la Lega di A
Svolta storica dopo una giornata di litigi mentre il governo denuncia: il pallone è in debito di 631 milioni con il Fisco


MILANO - Doveva succedere ed è capitato. Con due anni di ritardo. La Lega di Milano si è spaccata: serie A e serie B si separano, dopo una giornata di grandissima tensione. L’annuncio è venuto dal presidente, Adriano Galliani, dopo otto ore di battaglia: «Le società di serie A hanno trovato un’ottima intesa al loro interno, ma c’è stata una spaccatura con la serie B e si tratta di una rottura grave; questa volta è successo qualcosa che non era mai capitato in passato, ma che doveva accadere. Un fatto imprevedibile e non credo ci siano più spazi per trattare. È molto difficile pensare che si possa ricucire questo strappo. Il futuro con due Leghe rappresenta una grande opportunità che le due categorie dovranno sfruttare bene. Ma dopo una giornata così non si può più tornare indietro».

Nel corso della giornata, aperta dalla furente contestazione di un gruppo di ultrà dell’Atalanta a Preziosi, «colpevole» di aver spinto per le partite di B al sabato pomeriggio (danni all’auto per 4.000 euro), le 22 società di seconda divisione erano riuscite a strappare un accordo biennale molto simile a quello scaduto il 30 giugno 2005: 110 milioni di euro per la prossima stagione, 99 per quella successiva. La B non si è accontentata («dovremo discutere ancora a lungo», la precisazione di Vincenzo Matarrese, appena eletto vicepresidente per la B) e ha chiesto con toni ultimativi un vicepresidente vicario, per consentire la nomina di Zamparini come consigliere delegato, concordata il 23 marzo, giorno dell’elezione di Galliani, anche su pressione della B. È stato a questo punto che le venti società di A, mai così unite, dopo un prologo infuocato, hanno scelto la linea dura: «Noi ce ne andiamo». Uno dei capi della rivolta è stato lo stesso Zamparini: «La mia è una carica di servizio, posso anche farne a meno, ma occorre dire basta a questa situazione. Di fronte a una chiusura illogica, dobbiamo reagire».

Senza perdere tempo, alle sette di sera, tutti i dirigenti di serie A sono stati richiamati d’urgenza in via Rosellini, per firmare i documenti necessari a dar vita a una Lega dei soli club di serie A. Non più 42 soggetti, ma 20. Ha detto Giraudo: «Non ci aspettavamo questo rifiuto da parte della serie B perché avevamo proposto una mutualità simile a quella degli anni passati, che però non è stata accettata. Questo è un grande passo avanti, che dà unità alla serie A e la possibilità di rimettere i conti a posto. Ora la A è più simile ai campionati inglese, spagnolo e tedesco». E Galliani: «Non ci sarebbe nulla di strano se si creassero due Leghe, come previsto dalle carte federali».

La rottura è stata così traumatica, che non sono previsti nuovi incontri, né una ripresa del dialogo. Così la B è precipitata nel giro di un’ora da una situazione di grande potere e di notevole ricchezza a un futuro quanto mai incerto. Fin qui, avendo più voti della A (22 a 20), i club di seconda divisione avevano condizionato l’elezione del presidente di Lega e le scelte del governo della Confindustria del pallone; avevano strappato per sei anni (dal ’99 al 2005) la più alta mutualità d’Europa (200 miliardi di lire, visto che sei anni fa non c’era ancora l’euro), che sarebbe stata riproposta per i prossimi due anni; avevano bloccato per mesi una distribuzione diversa delle risorse all’interno della A; si erano abituate a vivere al di sopra delle proprie possibilità economiche, trascinando situazioni debitorie gravi. Con la convinzione che mai la A avrebbe abbandonato i club di B al proprio destino. Ora il paracadute non c’è più; Galliani ha ricevuto la delega a trattare la cessione dei diritti tv in chiaro (alla Rai) e la cifra, destinata alla B, verrà invece distribuita fra i club di A, così come il ricavato della sponsorizzazione Tim e dei concorsi. La B ora dovrà fare da sola e saranno guai grossi. Ha detto Cellino: «Quando marito e moglie litigano, finisce che ci si separa e che poi si pagano i danni. La B è stata arrogante; non soltanto ha rifiutato la nostra proposta di mutualità, ma ha anche cercato di imporci continuamente un vicepresidente vicario. Ora la A penserà ai suoi problemi e altrettanto farà la B, con la speranza che ci possa essere un futuro migliore per tutti».

I problemi non mancano, a cominciare dai debiti nei confronti dell’Erario. Come ha reso noto il sottosegretario all’Economia, Daniele Molgora, in commissione Finanze della Camera, le 155 società di A, B e C presenti nei campionati dal 2001 al 2003 sono in debito di 631 milioni di euro nei confronti dell’Erario. Una cifra spaventosa.
oasis91
Friday, July 08, 2005 3:28 PM
è questo il calcio che amo.
PinKuricchio
Wednesday, July 20, 2005 3:57 PM
"C'e l’unanimità della serie B contro la separazione dalla serie A". Sono state queste le prime parole del presidente del Brescia, Gino Corioni, uscendo dalla sede della Lega poco dopo la conclusione dell'assemblea delle società di serie B.
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