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Marisa2003
Friday, April 04, 2003 2:48 PM
Near-Death Experiences o Stati di Premorte



Il fenomeno denominato Near-Death Experiences (NDE) oppure Stato di Pre-Morte (SPM) o Esperienze di Pre-Morte (EPM), solitamente si verifica nei soggetti che dopo aver avuto un trauma fisico che avrebbe dovuto portarli alla morte (a causa di arresto cardiaco spontaneo, di un grave incidente, o durante un intervento chirurgico) sono sopravvissuti.

Moltissime di queste persone, in tali occasioni sono state dichiarate clinicamente morte, perché oltre ad avere il battito cardiaco totalmente assente, non presentavano più alcuna attività cerebrale (EEG).

Ciononostante, inspiegabilmente, dopo svariati minuti (a volte anche ore, vedi caso Rodonaia in “La pagina degli amputati), una volta tornati alla vita, riferiscono ai medici, agli infermieri, ai parenti e agli amici dei ricordi straordinari: mentre erano “clinicamente morti”, avevano continuato ad avere la percezione visiva e sonora di quello che stava accadendo attorno a loro ed anche in luoghi molto distanti da quello in cui era stato collocato il corpo.

Più precisamente, una volta “risvegliati”, hanno descritto dettagliatamente quello che avevano fatto e detto i primi soccorritori e poi gli infermieri ed i medici, mentre tentavano di rianimarli, ed anche ciò che amici e parenti compivano, dicevano o pensavano, mentre si trovavano all’interno delle rispettive abitazioni o al lavoro.

Negli ultimi trentacinque anni, a livello mondiale, l’interesse per queste esperienze in ambito scientifico è stato sollevato da Raymond A. Moody (precedentemente altri studiosi se ne erano occupati - in particolare Frankl e Potzel - mostrando però maggiore interesse nei confronti dell’evento morte e non per l’esperienza premortale), egli è ritenuto il massimo divulgatore degli studi sulle NDE.

Moody fu il primo a raccogliere dati sulle NDE, rendendoli pubblici durante le sue conferenze e tramite i suoi libri; il primo libro, “La Vita Oltre La Vita”, è ancora oggi un testo fondamentale per tutti coloro che si sono occupati e si interessano del fenomeno. In “La Vita Oltre La Vita” Moody lanciò una sfida a tutti gli studiosi di medicina, a cui chiedeva di impegnarsi maggiormente nelle ricerche concernenti le esperienze vissute in punto di morte (Raymond Moody, è nato in Georgia nel 1944; nel 1969 si è laureato in Filosofia e successivamente in Medicina e in Psichiatria.

Ha insegnato per tre anni etica, logica e filosofia del linguaggio alla East Carolina University. Ha anche insegnato Psicologia al Western Georgia State College di Carrollton, un istituto che ha un reparto di psicologia in cui si enfatizza lo studio del paranormale.

Il Western Georgia State College, non ignora la terapia cognitiva, ma su volere del suo fondatore William Roll, sin dagli anni Sessanta organizza corsi sui fatti inspiegabili, tra essi vi sono corsi sull’astrologia, sulle esperienze di Pre-Morte, sui fantasmi, unitamente a quelli sull’ipnosi, sull’auto-ipnosi e sulla moderna psicoterapia sciamanica. Attualmente è titolare della Cattedra “Bigelow” per gli Studi sulla Coscienza di Las Vegas). Da allora molti studiosi si sono cimentati in questa ricerca e, mentre i non addetti ai lavori erroneamente pensano che essa sia relegata al pensiero esoterico o occultista, in realtà la questione è dibattuta soprattutto in ambito accademico e le rare volte che sono state prese in esame tesi esoteriche, lo si è fatto per invalidarle. I più agguerriti contro le tesi esoteriche sono i parapsicologi che, pur ammettendo l’esistenza di fenomeni paranormali, sono impegnati a cercarne le cause scientifiche per poterli riprodurre in laboratorio, seguendo i canoni della scienza empirica.



FASI CARATTERISTICHE DEL FENOMENO NDE



Di seguito vengono descritti i vissuti (ovvero le esperienze soggettive, simili tra loro, dei soggetti che hanno sperimentato la NDE.) e che sono maggiormente tenuti in considerazione dai ricercatori di tutto il mondo che operano in ambito medico, farmacologico, psichiatrico, psicologico, psicofisiologico e parapsicologico. Per alcuni studiosi la presenza di uno o più di tali elementi è sufficiente per determinare la NDE, mentre per altri sono valide le fasi evidenziate dal test elaborato da Bruce Greyson.

Sensazione della morte

Molte persone non realizzano immediatamente che l’esperienza che stanno vivendo ha a che fare con la morte. Raccontano d’essersi trovate a fluttuare al di sopra del loro corpo, d’averlo guardato a distanza e d’avere improvvisamente provato paura e/o imbarazzo. In questa situazione arrivano a non riconoscere come proprio il corpo che vedono dall’alto, spesso la grande paura iniziale cede il posto alla chiara consapevolezza di quanto sta accadendo. Mentre si trovano in questo stato, le persone sono in grado di comprendere quello che medici ed infermieri si comunicano, anche se non hanno alcuna cultura medica, ma quando tentano di parlare con essi o con altre persone presenti, si rendono conto che nessuno riesce a vederli né a sentirli. Allora cercano di attirare l’attenzione dei presenti toccandoli, ma quando lo fanno, le loro mani passano direttamente attraverso il corpo del medico o infermiera. Dopo avere tentato di comunicare con gli altri, generalmente provano un maggiore senso della loro identità, e a questo punto la paura si trasforma in beatitudine, ed anche in comprensione.

Senso di pace e assenza di dolore

Finché la persona resta nel suo corpo può vivere un’intensa sofferenza, ma quando lo abbandona sopravviene un grande senso di pace e di assenza del dolore.

Il tunnel

Questa esperienza solitamente subentra dopo che è stata sperimentata quella dell’abbandono del corpo (fisico). La persona si trova di fronte ad un tunnel, oppure davanti ad un portale e si sente spinta verso le tenebre. Dopo avere attraversato questo spazio buio, entra in una luce splendente. Alcune persone invece di entrare nel tunnel dicono d’essere salite lungo una scalinata. Altri hanno affermato d’avere visto delle bellissime porte dorate, che indicano il passaggio in un altro regno. Alcuni soggetti hanno dichiarato che, nell’entrare nel tunnel, hanno sentito un sibilo o una specie di vibrazione elettrica oppure un ronzio. L’esperienza del tunnel non è una particolare scoperta degli attuali ricercatori, infatti già nel quindicesimo secolo, Hieronymus Bosch nel dipinto che ha per titolo “Visioni dell’aldilà: Il paradiso terrestre - L’Ascesa all’Empireo”, descrive quello che solitamente racconta chi ha vissuto una NDE.

(continua-)
Marisa
Marisa2003
Friday, April 04, 2003 2:52 PM
Nel dipinto, in primo piano sono raffigurati dei moribondi circondati da esseri spirituali che attirano la loro attenzione verso l’alto; i moribondi attraversano una galleria buia (il tunnel) per raggiungere la luce. Una volta superato il tunnel ed entrati nella luce, i moribondi sono raffigurati mentre si inginocchiano rispettosamente. Anche se le descrizioni variano, l’attraversamento di un passaggio che conduce verso una luce intensa è identico per tutte le persone che hanno vissuto la NDE.

Gli Esseri di Luce

Una volta superato il tunnel, generalmente la persona riferisce d’avere incontrato degli “esseri” che brillano di una stupenda luce, che permea ogni cosa e riempie il soggetto d’amore. In questa dimensione, luce e amore sono la stessa cosa; la luce è descritta come molto più intensa di qualsiasi altra conosciuta in Terra, non è accecante ma è calda, stimolante, viva. Oltre alla intensa luce, molte persone raccontano di avere incontrato amici o parenti (precedentemente deceduti) contraddistinti da corpi luminosi ed eterei; di avere visto bellissime scene pastorali e città fatte di luce la cui grandiosità è indescrivibile. In questa situazione la comunicazione non si svolge come al solito a parole, ma “telepaticamente”, è una comprensione immediata.



Il Supremo Essere di Luce

Dopo avere incontrato diversi esseri di luce, generalmente, la persona “clinicamente deceduta”, incontra un essere che definisce il “Massimo Essere di Luce”. Chi ha avuto un’educazione cristiana spesso lo identifica con Dio o Gesù; coloro che professano altre fedi lo chiamano Buddha o Allah. Gli atei riferiscono che non si tratta di Dio e neppure di Gesù, ma è un essere sacro. Tutte le persone dichiarano che si tratta di un essere che emana amore e comprensione assoluti. Quasi tutte le persone dicono di avere desiderato di restare per sempre con lui, desiderio che però non può essere soddisfatto e, solitamente, uno degli esseri di luce (parenti defunti ecc.) o il Massimo Essere di Luce, dopo che il soggetto ha riesaminato la sua intera vita, lo invita (o gli ordina) di rientrare nel suo corpo terreno.

Visione panoramica della vita

Quando ciò avviene non vi sono più contorni materiali, ma solo una visione panoramica a colori e a tre dimensioni, di ogni singola azione compiuta dal soggetto in stato di NDE, durante la vita. Solitamente questa situazione si verifica nella prospettiva di una terza persona, non si svolge nel tempo da noi conosciuto ma l’intera vita del soggetto è presente contemporaneamente. In questa condizione si rivedono le azioni buone e cattive compiute fino a quel momento, e si percepisce immediatamente l’effetto che esse hanno procurato sul prossimo. Durante tutto il tempo in cui il soggetto riesamina la sua vita, l’Essere di luce gli resta accanto, gli pone delle domande (ad esempio che cosa ha fatto di bene nella sua vita), l’aiuta a compiere la revisione e a sistemare (in prospettiva) tutti gli eventi della sua vita. Le persone che hanno vissuto una NDE si convincono che la cosa più importante della vita è l’amore, seguito (per la maggior parte di loro) dalla Conoscenza. Mentre i sopravvissuti rivedono i momenti della loro esistenza in cui hanno imparato qualcosa, l’Essere di luce sottolinea che, oltre all’amore, una delle cose che si può portare con sé al momento della morte è la conoscenza. Generalmente quando la persona torna in vita, ha un gran desiderio di approfondire le sue conoscenze intellettuali, spesso diventa un avido lettore anche se, nel suo recente passato, non amava studiare, oppure si iscrive a corsi che gli permettono di approfondire argomenti da lui mai prima trattati.

Rapida ascesa al cielo

Non tutte le persone che hanno vissuto una NDE fanno l’esperienza del tunnel, alcune invece raccontano d’essersi sentite fluttuare, di essere salite rapidamente al cielo e di aver visto l’universo dalla stessa prospettiva dei satelliti e degli astronauti.

Riluttanza a tornare in vita

L’esperienza di Pre-Morte è talmente piacevole che molte persone non vorrebbero tornare indietro e, spesse volte, sono molto adirate con i medici che le hanno fatte ritornare. E’ però una reazione momentanea e, solitamente dopo una settimana (anche se rimpiangono lo stato di beatitudine vissuto durante la NDE), sono felici d’avere avuto l’opportunità di continuare a vivere. La maggior parte delle persone riferisce che, se avesse dovuto pensare solo a se stessa, sarebbe rimasta nell’altra dimensione. Tutti dichiarano che sono ritornati per amore dei loro bambini oppure per i genitori o i coniugi.

Differente percezione spazio - temporale

Tutte le persone che hanno sperimentato l’esperienza di Pre-Morte raccontano che in quella dimensione il tempo è notevolmente compresso e assolutamente diverso da quello segnato dagli orologi; spesso viene descritto come l’esperienza o il senso dell’eternità. Durante la NDE, generalmente i confini imposti dallo spazio nella vita quotidiana scompaiono. Infatti, se la persona (ritenuta da medici ed infermieri morta) vuole recarsi in uno specifico posto, può farlo semplicemente pensando di esservi. Alcuni soggetti hanno riferito che, mentre si trovavano fuori dal corpo ed osservavano il lavoro svolto dai medici nella sala operatoria, se volevano vedere i loro parenti, era sufficiente che desiderassero spostarsi nella sala d’aspetto o raggiungere l’abitazione o il luogo in cui si trovavano.

(tratto da www.vspace.it/adryvel/nde.htm)


Sarebbe molto interessante che chiunque di noi abbia avuto esperienze dirette o indirette (anche raccontategli)potesse qui narrarcele per trovare conferme o discordanze con il contenuto di questo articolo.Grazie e un caro saluto
Marisa
Lord Khabirus
Saturday, April 05, 2003 2:41 PM
Io nn so se sia attinente Marisa, ma io ho avuto una premorte al contrario...non sono sicuro di quello che ricordo, ma prima di venire al mondo, ricordo di avere avuto una discussione con un "Essere"...non volevo nascere...non volevo tornare in vita, xkè sapevo che il mondo era solo fonte di indicibili sofferenze...a cosa vale tutto questo reincarnarsi gli ho detto....cosa devo fare io in questa vita??Sapevo già infatti che nn avrei avuto una vita facile...ma Lui disse che dovevo nascere a tutti i costi,xkè i disegni di Dio sono imperscrutabili, e perchè dovevo fare delle "cose" in vita...allora io gli dissi:"Va bene,fa quello che vuoi...ma se mi manderai a rinascere ancora, io prima di venire al mondo mi toglierò la vita!!"...

E così stavo facendo, difatti i miei mi hanno detto che al momento della nascita, sono uscito col cordone ombelicale attorno al collo...in pratica stavo per soffocarmi... ...mentre stavo uscendo, ricordo che nel buio che mi circondava io piangevo, non volevo nascere, ma una Voce nella mia mente mi ripeteva che dovevo nascere, che non dovevo aver paura, che sarebbe andato tutto bene...mi rincuorava, ma allo stesso tempo mi diceva che era necessario che io nascessi.

Che sia solo immaginazione?? .. eppure tali rikordi stranamente li ho molto forti, come se fosse stato ieri...

NOI SIAMO I BORG...LA RESISTENZA E' INUTILE!!!
RobertoL
Monday, April 07, 2003 6:53 PM
Allucinazione, realtà o ricordo?
Mi appaiono tanto vicine l'esperienza di Lord K. e le parole di Marisa che non posso fare a meno di riferire la mia o, forse le mie personali esperienze relativamente all'argomento del "topic".

Qualche sera fa, fra pochi intimi avevo dato la stura alle più intime sensazioni derivate da esperienze, di quelle che difficilmente si riesce a condividere a fondo con altri.

Un'esperienza che definire UNICA (nel senso più Numerologico della parola) è, a mio avviso, assolutamente adeguato.
Sul finire del mese di Maggio del 1999 si manifestarono in me strani sintomi di stanchezza diffusa, di dimagramento e in Giugno i primi sintomi evidenti di una neoformazione dai contorni irregolari e con tracce di formazione di sistema circolatorio autonomo che si era ormai "mangiata" una surrenale
andando a comprimere (evidentemente) il mio rene sinistro.

La diagnosi parziale arrivò nel mese di Settembre, la diagnosi certa fu storia di Ottobre e il 2 Novembre fui sottoposto ad intervento chirurgico.

In questi mesi passai la maggior parte del mio tempo a riflettere sulle cause e sulle finalità umane in questo mondo, mi chiesi il perché dei comportamenti umani, trassi conclusioni su ogni cosa con una lucidità ed una serenità che mai mi avevano contraddistinto prima e di questo fui sorpreso.

Certo la comunicatività venne un po' a mancare, dovevo pensare a tante cose e forse non ci sarebbe stato molto tempo per trarre delle conclusioni su ogni cosa e una sensazione di incompiutezza si stava impadronendo di me.
Nessun panico comunque (strana la freddezza che si acquisisce quando si è il soggetto di fatti che di solito ti vengono raccontati da amici affranti dallo sconforto e che a te non "potranno mai capitare").

Comunque il Primo di Novembre mi viene detto:"Se il primo della lista esce presto dalla sala (il che vuol dire che per lui non c'è niente da fare) domani ti operiamo".
Gli ultimi pensieri mi abbandonano verso le due di notte per lasciare il posto ad un sonno intenso e piacevole come mai prima.

Ore 8.00: "Roberto, sveglia! Ti tocca!!"
Guardo l'orologio e penso che il pover'uomo non ha scampo ... bella premessa! Sono comunque sereno e, con mia sorpresa, in vena di scherzare:"Cosa fate: mi svegliate per riaddormentarmi?
Ma non potevate lasciarmi dormire? Che gente!! ... sadiciiii!!"
Operazioni di preparazione all'intervento (anche dolorose porca miseria!), mascherina, due barzellette, quattro risate e poi ...

Mi trovo in una sorta di corridoio lunghissimo buio ma luminoso, la cui uscita era intuibile al di là di un punto lontanissimo.
Il mio sguardo (la sensazione corporea era inesistente) si muoveva inseguendo una linea retta che percorreva il centro perfetto di questo "spazio", in perfetto equilibrio fra le "quattro pareti del corridoio". Non so come sia possibile che io dica che mi muovessi dato che niente lasciava intendere un'idea di movimento.
In ogni caso sembrava essere uno spostamento lento, costante e inesorabile. Mi lasciavo prendere dalle "sensazioni" come in un film, senza angoscia, senza paura di quel luogo; solo una sorta di "curiosità" mi guidava verso quel punto lontanissimo, ma una curiosità distaccata ... è tutto così difficile da spiegare con le parole scritte!

Questo andò avanti fino a quando mi resi conto che avevo raggiunto un punto in cui entrai in qualcosa di simile ad una nebbia, una nebbia densa attraverso cui potevo chiaramente vedere cosa celava dentro di sé: niente!! Solo il lungo corridoio che proseguiva all'infinito.
Quand'ecco che, improvvisamente, una figura si "formò" dentro questa intensa foschia. La vedevo chiaramente ma non riuscivo a distinguere quali fossero i suoi tratti. Un'ombra, un'ombra scura con occhi di ghiaccio che mi attendeva là in fondo, ma in fondo a cosa?

La mia sensazione di movimento retto divenne in quel momento percettibile chiaramente; la mia velocità cominciò gradualmente ad aumentare, lentamente ma inesorabilmente. Vidi quella figura stendere le sue braccia verso me come se mi volesse invitare a raggiungerla e fu lì che mi resi conto che mi muovevo molto velocemente ... la mia accelerazione era molto simile a qualcosa di "esponenziale" di unità di misura in unità di misura. Come se percorressi ogni millimetro ad una velocità doppia del millimetro precedente, fino a raggiungere quella che mi parve essere la velocità della luce.

Anzi, non mi parve, SAPEVO CHE LO ERA! Anzi di più ancora, ero io stesso il concetto di velocità ma non saprei dire se fossi io a muovermi nello "spazio" o se fosse lui a muoversi intorno a me ... cercate di comprendere la confusione.
Mi "avvicinavo" sempre di più a quell'ombra dagli occhi di ghiaccio eppure non mi avvicinavo per niente, ero sempre più veloce nella sua direzione (ma quale?) ma avevo la consapevolezza di dover coprire ancora infinito spazio per poterla raggiungere; senza ansie, senza angosce, senza paure, senza smania di arrivare: ciò succedeva e basta!

Ero sempre più vicino e sempre più lontano al tempo stesso (il punto di riferimento mi cominciava a dare finalmente l'idea del posto in cui ero) fino a quando, a velocità impossibile, impattai con la figura.
Non un rumore, non una sensazione di arresto di movimento, mi fermai semplicemente nello stesso punto in cui avevo raggiunto quello che intesi come il massimo della velocità raggiungibile.

Quell'ombra mi prese in un abbraccio senza fine fissandomi con i suoi occhi di ghiaccio colmi di enigmaticità e di ... serenità ; serenità che avevo appena imparato a comprendere dopo il lungo (?) viaggio involontariamente intrapreso. Ancora non sapevo fino a che punto quella sensazione avrebbe potuto arrivare a condurmi con lei.

In quel momento la prima sensazione “fisica” dall’inizio di tutto cominciò a far capolino:
una sottile, impercettibile vibrazione iniziò a manifestare la sua esistenza “dentro” di me.
Potrei dire che la sentivo venire su dai piedi salire verso l’alto ma in realtà so che non è così.
Questa sottile vibrazione si tramutò gradualmente, salendo verso l’alto, in una scossa prolungata, sempre più intensa che mai accennava a diminuire e, come quella sensazione di velocità di prima, sembrava anzi aumentare di frequenza in maniera impossibile, man mano che saliva … inesorabilmente.

Questo però non procurava in me alcun senso di fastidio o di disagio: stavo provando una cosa che non poteva “esistere” ma che era nel contempo così … normale!!
Fino a quando questa vibrazione raggiunse un livello che divenne un suono ben definito e che nella mia memoria ricordo con chiarezza; potrei definirlo come un insieme di tutti gli accordi possibili uniti in una prolungata armonia al tempo stesso interprete di una e di tutte le note dell’Universo.

Solo allora mi resi effettivamente conto di cosa stesse succedendo, quella “musica” che saliva in me in realtà era come se dal nucleo di ogni più piccola parte del mio “corpo” si allargasse verso l’esterno come i cerchi che si formano in uno stagno quando vi si butta un sasso.

Percepito il suono per un tempo infinitamente piccolo e grande al tempo stesso sentii distintamente quella vibrazione “uscire“ da me e così, improvvisamente mi trovai “lassù” a vedere quella proiezione di me stesso ancora avvinghiata all’ombra dagli occhi di ghiaccio.
E mi vidi contemporaneamente da ogni angolazione possibile, come se quella vibrazione fosse la materia di me che aveva trovato la sua collocazione in ogni angolo dello spazio mantenendo in ogni parte tutte le caratteristiche di un intero essere.

Ero praticamente ovunque e in ognuno di quei punti in cui mi trovavo ero tutto me stesso con i miei pensieri, le mie sensazioni e una serenità mai provata e non descrivibile, la piena coscienza di quel che stava accadendo con un senso di “distacco” dal tutto che definire distacco non è corretto.
Più una forma di consapevolezza senza bisogno di spiegazioni, una coscienza del mondo reale di quel me stesso là in basso vista da un diverso angolo … da tutti gli angoli.
A pensare che … non m’importava niente di quello lì laggiù anche se lo guardavo con tenerezza.

Posso immaginare che fossi “energia pura”, la stessa che sentii poco prima uscire violentemente da me e come tale non avevo confini pur essendo perfettamente inserito in un contesto di un Universo
tutto uguale a se stesso.
La pace, la serenità, l’energia.
Tutto era lì con me, il cielo, la terra, il mare, le piante, gli animali, il buio, la luce.
Dentro e fuori di ogni cosa al tempo stesso.

E poi anche qui dopo tempo indefinibile … la sveglia.

Occhi chiusi, sensazione di benessere che ancora mi pervade e mi accompagnerà a lungo, anche adesso mentre scrivo.
La netta sensazione di aver visto qualcosa di non secretabile, qualcosa che andasse detto al mondo nonostante il primissimo pensiero sia stato :” Peccato essere qui!”.

Le prime parole dopo un attimo furono:”Che ore sono?” (un classico credo) “Le 14.30 sei stato più di cinque ore in sala operatoria … come stai?” “ Mai stato meglio!!!” risposi.

Quell’energia che avevo conosciuto, che per un indefinibile soffio di tempo ero stato, mi diede la forza di comprendere cose che non avrei immaginato possibili.

Il controllo di ogni funzione dell'organismo su "richiesta" dei medici, il camminare ad un'ora dalla sveglia, il mangiare solido dopo 24 ore (di nascosto per poi dire:"Ormai è fatta vediamo che succede!"). Incosciente forse ma se non facevo così come potevo provare? Il decorso "record" (così definito), le perplessità dei medici sull'opportunità di dimettermi dopo tre giorni come a gran voce chiedevo saltellando per la corsia dell'ospedale con ancora tutti quei maledetti tubi attaccati addosso (che odio!!) che a un certo punto si sentirono costretti a togliermi quando dicevo che dovevano sentire anche quel che avevo da dirgli io e non solo i loro maledetti libri di scienza.

Un autentico animale in gabbia, sprizzavo voglia di vivere da ogni poro al punto da andare oltre qualsiasi logica ospedaliera solo per poter dire a tutto il mondo che si può fare e poterlo dire il più presto possibile.

Nessuna cura, niente di niente da allora, solo il ricordo di quella musica che mi segue come una cara amica in ogni momento della mia vita e mi aiuta sempre senza mai tradire le attese.
Solo il ricordo, l'immateriale presenza di quel "suono" che tutto può.
Quel suono che è la somma del bene e del male, del positivo e del negativo, dell'alto e del basso. Quel "suono" che è l'essenza stessa della vita.

Ho usato in questa condivisione di emozioni termini che non si addicono a quanto effettivamente successo:
sentire, vedere, alto, basso, dentro, fuori, velocità, intensità e altri ancora per quanto possano “rendere l’idea” non hanno senso in quello strano posto.

Tuttavia mi assale ancora un dubbio: ma cosa è successo veramente?
Solo un effetto da anestetico e il placebo ha fatto il resto?
Una allucinazione?
Una “reale” esperienza?
Oppure il ricordo rivenuto a galla di qualcosa che potrebbe essere avvenuto 34 anni prima al Mangiagalli di Milano allorquando vissi dopo quasi un’ora essere venuto alla luce?
O magari di qualcosa avvenuto prima ancora?
Chissà!!

Roberto.

Alessia M
Tuesday, April 08, 2003 8:52 AM
Roberto:
Grazie per questo racconto!

Alessia M
Tuesday, April 08, 2003 9:12 AM
ULTIMI SVILUPPI sulle NEAR-TO-DEATH EXPERIENCES (NDE)

Studi sulle NDE sono stati pubblicati su riviste di anestesiologia e rianimazione (come Resuscitation) o su riviste di psicologia. Per la prima volta una ricerca su questo fenomeno è pubblicata da Lancet (2001; 358: 2039).

Lo studio è stato effettuato da Pin Van Lommel e suoi collaboratori, i cardiologi dell'ospedale di Arnhem in Olanda.
Gli autori hanno organizzato lo studio incuriositi dal fatto che nella letteratura specifica i fenomeni NDE sono molto simili a prescindere dalla provenienza geografica e dalle credenze religiose dei soggetti coinvolti.
Lo studio olandese è però il primo studio prospettico (e non retrospettivo) sull'argomento.
Tutti i pazienti che venivano rianimati dopo arresto cardiaco venivano intervistati per sapere se avevano avuto una NDE. In totale sono stati arruolati 344 pazienti.
Solo 62 pazienti (il 18 per cento) ha avuto una NDE, 41 hanno avuto una "core" experience cioè una esperienza di intensità particolarmente forte. Tutti erano stati trattati allo stesso modo.
All'interno dei pazienti che hanno avuto una NDE sono stati descritti alcuni elementi tipici della NDE:
Consapevolezza di essere morti: nel 50 per cento dei casi di NDE
Emozioni positive (no paura della morte): 56%
Out-of-body experience (OBE): 24%
Sensazioni di muoversi all'interno di un tunnel: 31%
Luce intensa ma non dolorosa: 23%
Osservazione di colori: 23%
Osservazione di un paesaggio celestiale: 29%
Incontro con persone decedute: 32%
Rivisitazione di tutta la vita: 13%
Presenza di un limite da oltrepassare: 8%

Gli elementi delle NDE corrispondono con quelli descritti in letteratura.
Gli autori fanno notare che siccome le NDE si verificano solo in una minoranza di casi non è probabile che siano la conseguenza di uno stato di ipossia cerebrale, una delle più comuni spiegazioni del fenomeno. Non è nemmeno probabile che si tratti di un effetto dei farmaci utilizzati per la rianimazione perché a tutti i pazienti è stata data la stessa terapia.
Alcuni elementi delle NDE (OBE, visione di luci, ricordo di episodi della vita) si riscontrano in alcuni tipi di fenomeni neurofisiologici: stimolazione del lobo temporale durante neurochirurgia, ipossia cerebrale dovuta a forti accelerazioni (addestramento di piloti d'aereo), iperventilazione da manovra di Valsalva, uso di sostanze allucinogene (LSD, psilocarpina, mescalina).
Ma, dice Van Lommel, con le NDE siamo di fronte a una fenomenologia differente: gli episodi della vita non si presentano slegati tra di loro ma appaiono come una "panoramica" di tutta la vita.
Inoltre, negli altri fenomeni neurofisiologici non viene percepito quel senso di felicità e di assenza di paura della morte.

L'Ipotesi della trascendenza
Van Lommel avanza un'ipotesi, detta appunto della "trascendenza". La NDE potrebbe essere un particolare stato di coscienza nel corso del quale il senso di identità, la cognizione e l'emotività funzionano indipendentemente dal corpo. Sono per così dire staccate dal corpo e disposte su un piano trascendente. Sarebbe inoltre in funzione una forma di percezione extra-sensoriale. Quest'ultimo fenomeno, da verificare con ulteriori studi, è particolarmente significativo nei casi di OBE. In letteratura esiste un'aneddotica di pazienti ciechi, che dopo rianimazione, hanno descritto le caratteristiche della sala in cui si trovavano quando non erano coscienti.
Van Lommel riporta il caso di un uomo che ha descritto una OBE, dichiarando di aver visto dall'esterno un infermiere togliergli la dentiera (era incosciente quando è accaduto) e di essersi impegnato per far sapere ai medici che non era ancora morto (i medici all'inizio erano pessimisti e discutevano sulla scelta di continuare la rianimazione).
L'autore scrive: «Come può essere sperimentata una chiara coscienza extra-corporea quando abbiamo le prove elettroencefalografiche che il cervello non sta funzionando ?»
Van Lommel conclude dicendo che le ricerche in quest'ambito devono concentrarsi sugli elementi verificabili delle NDE, come le OBE.

La critica dell'editorialista
L'editoriale di accompagnamento è firmato da Cristopher French, della Anomalistic Psychology Research unit dell'università di Londra. French prende in esame la tesi di fondo di Van Lommel, secondo la quale i risultati dell'indagine richiedono una profonda revisione di alcuni assunti relativi ai rapporti tra coscienza e funzione cerebrale. In particolare, Van Lommel non si spiega come un soggetto possa percepire alcune cose mentre il suo Eeg è piatto. French fa però notare che esiste una spiegazione alternativa: non si può escludere che quelle esperienze di NDE siano dei falsi ricordi. Dopo la rianimazione il cervello è tornato a lavorare e ha costruito un passato prossimo che in realtà non è mai esistito. Il cervello cerca di coprire le lacune ("fill the gap") dovute a un periodo di inattività corticale. Anche le OBE potrebbero essere una costruzione a posteriori del cervello.

Come proseguiranno le ricerche
French ritiene la ricerca di Val Lommel particolarmente importante anche se sostiene che è ancora presto per poter sostenere l'ipotesi della "trascendenza". Concorda con Van Lommel che bisogna concentrarsi sulla raccolta di informazioni verificabili e in particolare sulle OBE. Poco prima dell'indagine degli olandesi è stata pubblicato uno studio analogo firmato da Parnia e Fenwick su Resuscitation. I risultati sono sovrapponibili; in più, Parnia e Fenwick hanno introdotto un nuovo metodo. Mentre il paziente è incosciente e l'Eeg è piatto tirano fuori un oggetto che in sala di rianimazione non dovrebbe esserci (per esempio un pallone di calcio).
Se il paziente sopravvive gli chiedono che cosa ha visto. Questa sarebbe una prova che la OBE è un'esperienza reale, che avviene mentre il cervello del paziente non è in funzione: l'ipotesi della trascendenza potrebbe trarne grande giovamento.
Sfortunatamente, Parnia e Fenwick hanno eseguito l'operazione solo su quattro pazienti e nessuno dei quattro ha riferito una OBE.
Tutti, anche French, concordano sul fatto che i prossimi esperimenti devono essere di questo tipo.


Mariomar
Tuesday, April 08, 2003 12:30 PM
Ciao a tutti,è un po' di tempo che diserto ma impegni di lavoro improgabili mi tengono lontano.Ritrovo argomenti interessanti.

Voglio chiedere a chi ha scritto alcune cose:
Lord Kabirus hai detto che hai la netta sensazione di ricordare il momento prenascita:e quello postnascita?ricordi qualcosa?Potrei desumere che tu sei un caso più unico che raro in quanto mi risulta che nessun umano riesca a ricordare le prime fasi della propria vita se non da due-tre anni di età(e ancora si fa fatica).Tu cosa pensi che sia la sensazione che riporti?

Per Roberto:ti esprimo tutat la mia solidarietà per quanto hai passato,mi auguro si possa annoverare tra i numerosi ricordi dell'esistenza,ovviamente.Quello che ti ha lasciato però difficile cancellarlo:dove sei stato mentre dormivi? Dove era Lord prima di nascere?

Una volta nel forum scriveste(non so chi)che la nostra anima sceglie il corpo dove andare a reincarnarsi,quindi c'è da supporre(leggendo tutto questo topic dall'inzizio)che quella 'dimensione'altro non sia che quel famoso DEPOSITO dove convolgiano tutte le memorie.Già ma sono memorie o anime allora?
Mi sembra ci corra una sostanziale differenza?

E perchè qualcuno 'torna'e qualcuno no a raccontarcelo? Siamo proprio così certi che sia un percorso di 'pre-morte,voglio dire,cosa separa la vita dall'OLTRE?
Questo tunnel e queste visioni?Fanno parte di questo mondo o di un altro?

In ogni caso noi come potremmo vederl ocon gli organi di senso terreni?Avete presente?

A questo punto,sono già abbastanza incasinato e concludo:

la pre-nascita in questo mondo 'terreno' è assimilabile,da quanto detto da Lord K, alla pre-morte, che altro non sarebbe che pre-vita verso un mondo diverso

Un saluto e grazie di eventuali risposte


Mario
Lord Khabirus
Tuesday, April 08, 2003 2:50 PM
Certo!Hai desunto tutto molto bene Mariomar...dimentichi però che nessuno di noi (almeno per ora) ha le risposte che cerchi...anche perchè le stiamo cercando anche noi (non a caso!)

Cosa ricordo dei miei primi anni di vita mi domandi...pochissimo!!!Anzi i ricordi prima dei 4-5 anni si fanno molto confusi..sensazioni forse...Difatti il fatto strano è che aPPunto ricordi quella particolare cosa, e che poi per un lasso di tempo che va fino ai 3-4 anni non ricorda + niente...ma come ben sai i meccanismi del cervello sono molto imperscrutabili...si possono fare mille ipotesi , e nn azzeccarne nemmeno una.
Può essere un semplice scherzo che la natura mi ha giocato, chi lo sa...poi visto da me che ho una visione abbastanza dogmatica e scientifica (avendo poi fatto sempre scuole tecniche, anche se i miei interessi vanno ben oltre la sola scienza) è alquanto singolare non trovi?

Mi dispiace Mariomar...non ti posso dire altro...solo una cosa:quella sensazione che ho detto, era come sse la vivessi per intero...non c'erano i sensi che sentivano quello ke succedeva, ma il mio intero essere...erano sensazioni, sensazioni nel sentire quello che ho raccontato...l'unica figura di cui avevo una cognizione distinta era la figura imponente dell'essere con cui discutevo animatamente...e delle essenze che erano come me che stavano lì vicino.


NOI SIAMO I BORG...LA RESISTENZA E' INUTILE!!!
Alessia M
Wednesday, April 09, 2003 11:15 AM
Cari Mario e LK,
io sono una di quei rari casi che ricorda perfettamente il momento della propria nascita.
Ricordo la sala parto, il medico che mi tirava fuori e che mi prendeva per le gambe mettendomi a testa in giú e dandomi una bella sculacciata per farmi fare il classico primo vagito e ricordo la mia perplessitá e arrabbiatura in quel momento: dicevo tra me e me "Che caspita, ci conosciamo da mesi, finalmente ci vediamo, e cosí mi tratta???"
(perché io LO CONOSCEVO il ginecologo che per mesi aveva avuto in cura mia madre e che mi aveva fatto nascere...quando si dice che quello che accade fuori dal ventre materno il bambino lo capta perfettamente si dice una grande veritá ).
Ricordo benissimo il soffitto della sala parto, a quadrotti e con le lampade che emavano una luce fortissima (almeno secondo me in quel momento).
Da piccola quando ne parlavo con i miei pur rimanendo di stucco di fronte alla descrizione di particolari che non mi avevano mai descritto e che quindi non potevo aver assimilato da loro, mi liquidavano dicendo che era impossibile che mi ricordassi e che erano solo fantasie .
Alla fine ho smesso di raccontarlo...


Sono del parere che questo genere di ricordi li abbiamo, soprattutto nei primi anni di vita...é un peccato che gli adulti finiscano con il convincerci che non é cosí...e che molti di noi finiscano con il crederci!

libellula2873
Wednesday, April 09, 2003 12:31 PM
Non è esatto dire che nessun essere umano ricordi i primi tre anni di vita, a parte alcune eccezioni a livello cosciente come Lord e Alessia, mi risulta che con l'ipnosi regressiva si recupera tale periodo che è solo accantonato e non cancellato...
Adesso l'ipnosi regressiva è famosa perchè alcuni terapeuti hanno perlustrato anche vite antecedenti all'attuale, ma in realtà questa è nata per ricuperare la memoria di alcuni momenti particolarmante traumatici che venivano "rimossi" a livello cosciente.
Io ad esempio mi ricordo quando non potevo ancora parlare, ma ascoltavo e capivo esattamente i discorsi...inoltre mi ricordo i primi passi, episodio confermato da mia madre che per fortuna non mi ha messo a tacere!
Bacioni da Sonia
elenix
Wednesday, April 09, 2003 10:28 PM
Grazie Roberto!
Posso solo immaginare quanto sia difficile descrivere un'esperienza del genere, ma tu lo hai fatto con una 'limpidità' di scrittura ammirevole(è sgrammaticato ma credo renda l'idea!). Quante cose mi hai fatto venire in mente con la tua testimonianza! Tanto x dirne solo due: quella sensazione di serenità, io l'ho provata solo a 'livello umanamente possibile', cioè terreno... (ma è già qualcosa mi pare); quella serenità è ciò che di + prezioso dobbiamo cercare, è uno stato dell'essere che una volta acquisito non ci lascerà mai.
Una serenità simile, di sicuro però meno 'intensa' anke se assolutamente è stata l'emozione + forte che ho mai provato, l'ho percepita per pochissimi minuti in circostanze abbastanza anomale (come per te non mi è facile parlarne... ma se qualcuno vorrà potrei provarci): una sensazione di tranquillità assoluta, di non-paura per qualcosa di cui in genere se ne ha (eccome).
Seconda cosa: quel suono che hai sentito e che ti accompagna ogni giorno. Beh, non ho potuto fare a meno di commuovermi pensando a quanto possa essere bello: mi ha ricordato che le primissime traduzioni del Vangelo di Giovanni, traducevano 'Logos' non con 'Parola' bensì con... 'Suono'. Un Suono Primordiale sarebbe stato alla base della Creazione. Un Suono che è insieme tutti i suoni del mondo, tutti gli accordi, tutte le vibrazioni, tutti i contrasti che si fondono in un'unità di armonia.

Avrei una domanda: nel film 'The dragonfly' (La Libellula, con un attore famoso di cui mi sfugge il nome!) si dice che c'è una 'scala' dei livelli di coscienza. Non ricordo quanti livelli abbia... comunque il discorso era che (poniamo una scala da 1= coscienza, a 100= totale incoscienza) l'anestesia operatoria ti fa arrivare solo ai primi gradi d'incoscienza... mentre c'è anke tutto il resto della scala, ke non conosciamo ancora...

Spero di non aver fatto i miei soliti casini!
elena
elenix
Wednesday, April 09, 2003 10:30 PM
..........beh certo.........l'ora è tarda!
La domanda ovviamente era: è vero che esiste questa 'scala'?
.......I'm so sorry..... ........!
ely
elenix
Wednesday, April 09, 2003 10:38 PM
Oh mamma devo essere davvero fusa!!!
Ho dimenticato un'altra cosa........
Quella sensazione di essere ovunque, ed essere consapevole di tutto allo stesso tempo: qualcuno ha letto l'Aleph di J. L. Borges? Anche in altri racconti il grande scrittore argentino descrive questa sensazione, che mi ricorda moltissimo quella riportata da Roberto.
Lui però non era in sala operatoria: immagina di aver guardato in un oggetto che gli ha fatto avere questa sensazione, gli ha fatto vedere il mondo intero e il cosmo, con le particelle infinitesime e i violini di Stradivari e il suo prof di lingue e insomma tutto quanto...
....scusate se sto monopolizzando il topic, non era proprio mia intenzione!
ely
libellula2873
Thursday, April 10, 2003 10:04 AM
Bello the dragonfly, l'attore è Kevin Costner, si scrive così???
Purtroppo non ricordo il discorso della scala di coscienza-incoscienza, forse è una cosa più scientifica, da anestesisti...
C'è qualche anima buona che ne sa qualcosa?
mauroi
Thursday, April 10, 2003 3:01 PM
care amiche: qualcosa sul film
www.db.acec.it/pls/acec/cn2_acec.c_vedi_film?c_doc=3651&o...
ciao
mauro
Mariomar
Monday, April 14, 2003 5:47 PM
Ciao a tutti.
Io non sono qui per farvi la solita tirata di scatole con l'aria di chi vuol essere cinico ma pongo questi fattori in gioco:

1) il cervello alla nascita è iposviluppato,altrimenti noi saremmo in grado di parlare,camminare,ragionare ecc.senza necessità di una crescita ponderale,somatica e cerebrale.Vi pare?

2)infatti proprio per questo chi nasce con malfunzionamenti cerebrali gravi non sopravvive o in altri casi se vive non sviluppa le facoltà intellettive che gli consentano una vita normale;

3)quanto dicono alcuni di voi io non lo posso mettere in dubbio,perchè se lo dite,ma la domanda è:che cosa di voi ricorda?Nel senso che intendo non può essere il cervello perchè è ancora diciamo in fase 'primitiva',dovrà strutturarsi ed evolvere in tutte le funzioni superiori.

4)Allora quale parte di voi ricorda quelle cose?

5)Se Alessia ricorda la vita embrionale e cerebralmente è impossibile,deve essere un'altra parte o componente che era in azione allora.

6)Libellula dice "E' normale ricordare,se con l'ipnosi possono rievocare quel periodo di vita che noi a livello cosciente non ricordiamo". Siamo ancora qui:quale parte ricorda?E cosa ricorda?

La memoria è fatta di tante cose,di apprendimento,di esperienza,di intelligenza,di un vissuto...altrimenti cosa c'è da ricordare se il contenitore è vuoto(e quello di un neonato lo è ?

7)capite il mio dilemma?

8)E se questo c'ontenitore'non fosse vuoto,di cosa è riempito?

Grazie di eventuali risposte e un saluto a tutti da
RobertoL
Monday, April 14, 2003 9:47 PM
Da cosa può essere riempito il cervello di un bambino?
Beh, dalle esperienze del bambino!!

Se una lavagna è bianca è più facile scriverci sopra e se, in qualche modo si riuscisse ad "evidenziare", quella scritta sarà leggibile anche se ci scriveremmo tutt'intorno e, magari ogni tanto riusciremmo a distinguerla nel mare di "appunti".

Io ho rari ricordi piuttosto frammentari del mio periodo infantile. Ricordo di quando (potevo avere un anno) una mia zia entrò nella stanza dove stavo dormendo (in un comodissimo, accoglientissimo, immenso letto matrimoniale) per svegliarmi di soprassalto con ululati del tipo .... "che bellooooo!! guarda come dormeeeeee!" ... se solo fossi stato più grande!!!

Poi si va al giorno del mio secondo compleanno di cui ricordo ampi stralci del pomeriggio (forse perchè c'è il riferimento di mia madre che prepara la torta), i paesaggi abituali come la strada dove si trovava il negozio del parrucchiere di cui ricordo il nome (Donato) che per tagliarmi i capelli mi metteva a sedere su un odioso "cavalluccio" (ma io volevo la sedia oppure tutti i dettagli degli interni dell'automobile di mio padre, oppure la stanza e il posto nellla stanza in cui dormivo con le mie due sorelle ( e queste sono cose avvenute fra i due e i due anni e mezzo).

Piccoli frammenti che però esistono e il mio cervello si è riempito con queste esperienze.
Certo, qui si parla di eventi precedenti a quanto appena detto ma, come questo succede dopo, mi sembra abbastanza normale che possa succedere prima (dipende da cosa più ci colpisce, da cosa rimuoviamo o da altro ancora).

Roberto.

P.S. Elenix, racconta, ti prego!! Così come ti viene ... siamo fra amici!!

[Modificato da RobertoL 14/04/2003 21.49]

[Modificato da RobertoL 14/04/2003 21.50]

elenix
Tuesday, April 15, 2003 8:44 PM
Ciao a tutti!
In effetti Mario, poni domande affascinantissime, ma nemmeno io ho una benchè minima risposta...
Il fatto è che io non ricordo assolutamente nulla, e non solo di quel periodo così 'remoto', ma addirittura fatico a ricordare eventi fino -diciamo- alle scuole medie... Ma com'è possibile?? Va beh che in memoria sono scarsa, ma non pensavo così tanto! Ricordo frammenti delle belle domeniche passate coi miei in campagna... eccetera, tutte cose molto belle ma purtroppo che ricordo solo a sprazzi!
Cmq qui ci vorrebbe un esperto neurologo (ma magari ci 'basta' la M.M: mitica Marisa! ), per capire fino a che punto possiamo considerare la mente di un neonato del tutto vuota...
Per la mia esperienza, caro Roberto, posso solo dire che riguardava una seduta spiritica, cioè uno di quegli eventi da cui mi sono sempre tenuta bene alla larga, e lo faccio tutt'ora.
Ero alle superiori, una domenica in montagna con amici (tutti + grandi): uno di loro, che era lì con la famigliola, ha chiesto se volevamo provare a fare una seduta. Io mi sono chiamata fuori all'istante.
Avete presente? quelle con bicchiere e frammenti di carta con su le lettere... classica roba da cinema insomma. Io con queste cose non scherzo, per cui ho detto no. Pareva che sto mio amico avesse un certo feeling con spiriti di fanciulli... alè, potete immaginare la mia ulteriore ritrosia sull'argomento. Insomma alla fine, prima di salutare lo 'spirito', mi hanno chiesto solo se volevo mettere il mio ditino sul bicchiere, insieme a loro. E va beh, per un dito.. e lo misi sul bicchiere, che cominciava a ruotare attorno al cerchio di carta con le lettere. Fu in quell'attimo che provai quella strana sensazione di serenità totale, di non-paura, di una calma serena mai provata.
Nonostante la bellezza del momento, ho comunque continuato col mio sano principio di non metter becco in argomenti simili...
Ecco tutto. Spero si sia capito... sono passati anche un po' di anni (e ormai sapete la mia memoria com'è! ): ho riportato solo ciò di cui sono sicura, evitando 'fronzoli' che potrei imputare a 'rimaneggiamenti mentali successivi'...
Scusate la solita lungaggine!
un salutone
ely
libellula2873
Thursday, April 17, 2003 11:48 AM
Caro mario, capisco il tuo dilemma, ma se esistesse una risposta certa e scientifica, sarebbe scritta nei libri di medicina!
Purtroppo si è ancora nella sperimentazione ed è già tanto che medici come B. Weiss, abbiano avuto il coraggio di rendere pubbliche le loro esperienze...
Posso indirizzarti ad un sito interessante:
www.ipnosiregressiva.it
Oppure leggi i libri di B.Weiss o di R.A.Moody
Se vuoi sapere il mio pensiero MOLTO spicciolo è l'anima che ha una propria memoria, il cervello è solo il mezzo per esprimersi nel mondo materiale.
ciao da Sonia
Alessia M
Thursday, April 17, 2003 11:52 AM
Caro Mario,
il tuo dilemma é comprensibilissimo!


Tu dici:



Se Alessia ricorda la vita embrionale e cerebralmente è impossibile,deve essere un'altra parte o componente che era in azione allora.



Consideriamo che l'Essere Umano non é composto solo dal corpo fisico. Per ogni campo di esistenza l'individuo ha dei veicoli, dei corpi: il corpo fisico gli permette di vivere sul piano fisico; il corpo astrale presiede alla sua vita di emozioni, sensazioni, desideri; il corpo mentale dà all'uomo tutte le facoltà che sono proprie della mente, l'intelletto e i pensieri; il corpo akasico, o coscienza, riceve e trascrive, facendola diventare natura medesima dell'individuo, la realtà che l'uomo, esistendo, scopre e acquisisce....
...forse é proprio qui che possiamo tentare di trovare delle risposte...

Che dici?


Un bacio!


[Modificato da Alessia M 17/04/2003 11.53]

Mariomar
Saturday, April 26, 2003 2:34 PM
Ciao Libellula,ciao Alessia.Dato che mi piace usare il Forum per discutere,dal momento che ha questo nome,lo sfrutto per parlare con voi.Ultimamente,infatti,c'era un po' troppa voglia di evitare di parlare e ricorrere alla trascrizione automatica di pezzi già fatti,cosa che in certi casi è utile ma io preferisco comunicare e leggere idee personali.

Non me ne vogliate(tanto è che visito il Forum abbastanza raramente per problemi lavorativi,quindi ci trovo sempre volentieri le vostre risposte o messaggi).

Con tutta la mia buona volontà a venire incontro ai vostri ragionamenti,alle esperienze che dite di avere,alle cose scritte dai Grandi Pensatori,io piccolo uomo con limitate facoltà intellettive non mi riconosco in nessuna di quelle che descrivete e forse dovrei sentirmi sconsolato:non ricordo niente se non prima dei 4-5 anni,assomiglio a mia madre in modo accentuato(il DNA è solo una 'eventualità'per voi?),ho preso un carattere frammisto ai miei genitori,l'ho trasmesso anche alla mia discendenza,insomma il ramo parentale per voi è solo una cosa che nulla a che vedere con la componente umana?

Intendo dire:
siamo fatti di tre o quattro corpi? Bene,lo accetto,ma come fa la componente DNA a non influenzare anche le altre due o viceversa?

Perchè non possono lavorare le altre tre parti ma solo quella fisica,guarda caso?

Potremmo dividerci i compiti...mi sembra più equo,no?

Non è che tiriamo sempre fuori queste componenti quando non sappiamo spiegare perchè avvengano determinati eventi?


Riporto:
"...forse é proprio qui che possiamo tentare di trovare delle risposte...

Che dici? "


Io la risposta non ce l'ho,Alessia,come chiedi,ma aspetto che inizi a darne una che ascolterò molto attentamente

Un saluto e grazie di eventuali risposte
DanieleM
Sunday, April 27, 2003 11:05 AM
A mio avviso si tende a sottovalutare le potenzialità del nostro cervello, o quantomeno a sottovalutarne le risposte in termini di alterazioni dovute in primis, all'introduzione di sostanze chimiche, (e in proposito vorrei ricordare l'esistenza dei neurotrasmettitori, cioè quelle sostanze naturali generate dal nostro sistema nervoso necessarie a inibire o esaltare a seconda delle necessità tutta una serie di sensazioni, dopamina, adrenalina etc. ), e secondariamente la mancanza di ossigeno ( nel caso di arresto cardiaco)nonchè, nei casi estremi l'introduzione di sostanze stupefacenti e quì apro una piccola parentesi a fronte di un'esperienza personale retaggio di gioventù. Io ho avuto un'esperienza simile a quella di roberto attraverso l'uso di una sostanza chiamata acido lisergico o LSD (eravamo giovani e irrequieti!)unica differenza, e scusate se è poco, la non propria sensazione di benessere e di pace che accompagnava il mio stato d'animo. Il fatto è che al momento in cui è scemato l'effetto della sostanza ed io mi sono trovato nella condizione intellettuale di dover dare senso a quello che mi era successo, avevo ben chiaro due cose: l'irrealtà degli eventi, ma soprattutto la totale incoscienza di potenziali esperienze accumulate sicuramente dal mio cervello tramite le quali esso sia stato in grado di farmi vivere tali eventi. Perciò penso che ancor prima di dare valore alla natura trascendentale di certe esperienze, penso di dover essere portato a credere che ci sia qualcosa che ancora sfugge
alla comprensione dell'uomo-scienziato riguardo alle incommensurabili proprietà del nostro cervello. Proprietà tutte materiali.
elenix
Sunday, April 27, 2003 1:09 PM
quel che pensiamo, diciamo, viviamo, lo facciamo con il cervello: voglio dire, ragioniamo col cervello su determinati argomenti... e ora stiamo ragionando col cervello SUL cervello... mi pare chiaro che esiste una difficoltà intrinseca a sviscerare l'argomento. Insomma non è per nulla facile capire come funzioni davvero e quali possibilità abbia il cervello: in primis xhè ciò che riguarda l'oggetto del nostro discorso dobbiamo capirlo proprio CON l'oggetto del discorso... Giustamente Daniele fa notare come ancora poco sappiamo del nostro cervello, nonostante i passi da gigante fatti sinora!
Anch'io Mario non ricordo nulla dei primi anni, e ho acquisito (calcolo a spanne!
) un 50% dei miei 'caratteri ereditari' dal papi e un 50% da mami. Non saprei proprio che dire.
La ricerca di ognuno su se stesso è qualcosa di molto personale. E ciò che ci permette di fare il nostro cervello è anche l'esplorazioni di 'dimensioni' non materiali. Mi pare già una grande 'conquista', che apre le porte a un'infinità di possibili ricerche.
un salutone
elena
Alessia M
Sunday, April 27, 2003 2:36 PM
Caro Mario,
ciao!
E' un piacere ritrovarti, tu perdonerai me invece...per ragioni non lavorative (dicasi ferie intra festive) manco dal forum da un pò...ma domani ritornerò in ufficio davanti al mio PC e potrò risponderti con calma.
Ci tengo, perchè è un argomento molto interessante e importante.

Per ora un caro saluto, un bacione e a presto!
Ale
Lord Khabirus
Sunday, April 27, 2003 2:41 PM
Uhmm...non sapevo dell'esistenza del corpo Akasico...sapevo di quello terrestre,celeste e spirituale, ma nulla di +....uhmmmmm....mi potresti spiegare meglio per piacere Ale??
Alessia M
Monday, April 28, 2003 11:51 AM
Ciao Fede!
Spero di avere un attimo di tempo oggi.
Ora devo scappare...
Acc...che lunedí...la SARS incombe (mi sta dando parecchio da fare!).
A presto...spero!
Bye, Ale.
Alessia M
Tuesday, April 29, 2003 10:05 AM
Oh, eccomi qua!
Un attimo di calma!

Cari Mario e Federico,
premetto che non possiedo nessuna scienza infusa e nessuna risposta, mi limito a pormi delle domande e a cercare di avanzare quanto piú possibile nella conoscenza e nell'esplorazione.
Il discorso dei Corpi é frutto di una antica conoscenza che ha portato fino ai nostri giorni la consapevolezza che oltre al Corpo Fisico (quindi materiale) ne esistono almeno altri quattro:
- Eterico
- Astrale
- Mentale
- Spirituale (e qui siamo proprio sul piano Akasico).
Per comprendere:

Il Corpo ETERICO é una sorta di nostro doppio energetico. Ricalca esattamente il Corpo Fisico in forma e dimensioni.
Attraverso di esso attingiamo al nutrimento cosmico, il Prana, che é per noi di vitale importanza. Potremmo resistere giorni senza mangiare, ma senza Prana molto poco. Questa é una delle sue fondamentali funzioni, tra le quali c'é la non meno importante funzione di mediazione tra i Corpi Superiori e il Corpo Fisico permettendo a quest'ultimo di inviare tutto quanto percepisce con i proprio sensi al Corpo Astrale e Mentale.

Il Corpo ASTRALE.
E'il serbatoio di tutte le nostre emozioni, sensazioni, paure, blocchi, ricordi. Tutto quanto ha a che fare con la sfera emotiva ci giunge da questo Corpo.
E'sede di tutto quanto avviene a livello inconscio e dato che non si estingue con la morte, passando da incarnazione a incarnazione porta con se l'intero nostro bagaglio karmico.
Esprime l'influenza dell'ambiente su di noi ma anche la nostra capacitá di interagire con l'ambiente e le persone che ci circondano. Infatti l'aura (qui ci sarebbe da fare un altro discorso a riguardo, ma credo che se sará il caso bisognerá aprire un'altro topic, specifico, senza intasare questo) del Corpo Astrale si proietta anche a qualche metro di distanza dal nostro corpo, le vibrazioni energetiche del Corpo Astrale si proiettano tutt'intorno.

Il Corpo MENTALE.
Come dice la definizione ha a che fare con tutto ció che é di competenza della mente: pensieri, razionalitá, espressione verbale...ecc.
Quanto proviene dal Corpo Astrale viene rileaborato dal Corpo Mentale e trasformato in pensiero e azione.
Allo stesso modo riceve e converte tutto quanto proviene dai Piani Spirituali Superiori.Fa in pratica da mediatore tra Le Veritá Superiori e la nostra Mente cercando di renderli accessibili.

Infine il Corpo SPIRITUALE (da molti chiamato proprio AKASICO).
E'quello che ha le frequenze piú elevate in assoluto.
E'li che troviamo il collegamento con il nostro Spirito.
Adattando le proprie vibrazioni ai corpi inferiori e allo stesso tempo innalzando quelle di queste ultime contribuisce a rendere accessibili i livelli piú alti di Coscienza e Conoscenza.
E'il CORPO IMMORTALE per definizione.
TUtti gli altri possono arrivati ad un certo sviluppo evolutivo cessare di esistere.
Il Corpo Spirituale non ha ne principio, ne fine.

Saró riuscita a spiegarmi almeno un pochino?
Non lo so.
Certo il discorso sarebbe molto piú ampio e articolato (come dicevo bisognerebbe parlare anche di Aura e Chakras).

Ad ogni modo, Mario, quello che posso dirti é che si continua a credere/pensare che questi siano i soliti argomenti tirati fuori quando non si sá che spiegazione dare, fintanto che non si prova e sperimenta in prima persona che sono REALTÁ, tangibili e visibili.
Come si suol dire: VEDERE PER CREDERE (o PROVARE PER CREDERE).
Te lo dice una che lo ha fatto e lo sta facendo baci.




Lord Khabirus
Tuesday, April 29, 2003 1:29 PM
Cioè??Che stai provando Ale???E come si possono sentire??
Sarei anche curioso riguardo ai chackra e all'aura-....si può vedere l'aura??Che forma ha?Varia a seconda delle persone???Ha senso parlare di colore dell'aura, o è pura Luce??

Sai che nn so neanke cosa domandarti di preciso di queste cose??



Se mi puoi dire qualkosa in + in merito...grazie
la-maria
Tuesday, April 29, 2003 10:19 PM
Ciao a tutti
il poco tempo che dedico al collegamento in rete mi ha " velato" fin'ora la presenza di questo topic che parla di cose che fanno parte della mia vita....
Anch'io ho storie legate all'NDE in famiglia in tempi non sospetti ( mia madre , nel lontano 68 quando di queste cose non si " sapeva" entrò in coma in seguito ad una trombosi celebrale e al suo ritorno raccontò di figure di luce che chiamava angeli senza ali che la accompagnavano lungo un tunnel fino a quando una voce non disse che era troppo presto e che doveva tornare indietro ....da quell'esperienza di pace finì la su apaura della morte), ho personali ricordi di quando avevo pochi giorni di vita, confrontati e confermati con l'aiuto dei miei genitori, ho ricordi di pre-nascita affiorati in seguito ad una situazione non di ipnosi incoscente ma di cosidetta "reverie" uno stato di rilassamento cosciente che mi ha permesso tra l'altro di sottrarmi a dolori ad una spalla, ingiustificati in termini medici, che ho potuto ricondurre al momento della nascita ( anch'io, LK, sono nata con ben 2 giri di cordone ombelicale attorno al collo e questo mi tratteneva e il tentativo di uscire mi fece mal posizionare la spalla).
Ma ciò che da anni riempie la mia vita sono esperienze fatte in situazioni di meditazione, in cui mi capitò di trovarmi coinvolta in viaggi extracorporei, per cui al di fuori di situazioni di grave stress psico-fisico e vi assicuro senza alcun uso di droghe o alcool che potessero alterare le mie capacità. Durante le mie " uscite" mi sono prevalentemente ritrovata nel posto di cui parlate ( magnifici paesaggi fatti di luce,
figure di luce con cui interagivo ed una meravigliosa esperienza in cui sono stata accompagnata in un luogo chiuso rilucente come se fosse stato d'oro in cui improvvisamente mi sono trovata al cospetto di una Figura che era splendente come fosse fatta di oro in fusione, ma tutta questa luce non feriva gli occhi) e la sensazione di immensa serenità e di immensa pace provata hanno cambiato il mio modo di vedere la vita.Aggiungo che quando queste cose mi sono successe non ero ancora a conoscenza delle descrizioni come quelle fatte nei messaggi precedenti......
A Mario vorrei solo dire che non si possono vedere tutte le cose della Vita solo dal punto di vista razionale....noi non conosciamo tutto . Da molti anni cerco di capire ciò che mi è successo e ciò che mi succede tutt'ora ed ho imparato una cosa fondamentale che dico a chi
si sente dubbioso nei confronti di una Vita oltre la morte : che pensare in positivo e in costruttivo su queste cose aiuta molto a sopportare la vita e a non temere la morte , sia la propria che quella di chi ci sta accanto...non abbiamo nulla da perdere.
Tanto, se dopo la morte ci fosse invece il nulla, una volta morti non avremmo modo di pentirci di averci creduto.
Un grosso CIAO!!!!!
Maria
elenix
Thursday, May 01, 2003 6:29 PM
Le ultime righe di Maria mi hanno fatto ricordare un fatto divertente:
un giorno misi in 'crisi' il mio prof di religione al liceo (un giovane prete) chiedendogli: Ma se io credo nel paradiso cristiano, e poi -mettiamo caso- muoio e mi trovo in un paradiso musulmano tipo fiumi di latte e vino ecc... certo ci rimarrei un po' male no?? E lo stesso un islamico che trovasse il paradiso cristiano!
Il prof fece un sorriso stentato e butto lì una frase che non ricordo perché insignificante.
Era una battuta sì, ma le implicazioni profonde non lo erano poi tanto...
ely
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