I dati del rapporto Civita 2008 testimoniano il successo della cultura in Rete
Triplicati in 10 anni siti web museali cliccati da un internauta su tre
Musei, uno su due è ora online
con più di 6 milioni di visitatori
700 milioni i consumatori europei: mercato da 5 miliardi
di PASQUALE NOTARGIACOMO
ROMA - Visitare le sale della Galleria degli Uffizi. O crearsi un percorso personale all'interno dei Musei Capitolini. A colpi di mouse, senza file interminabili e senza distogliere gli occhi dal proprio pc. Non stiamo parlando di un'abitudine riservata a irriducibili amanti di storia dell'arte. Ma di una tendenza che riguarda un numero crescente di internauti italiani. Oltre sei milioni di visitatori, che affollano virtualmente i siti web museali del nostro Paese. Più di un museo su due infatti (precisamente il 51,9%), è raggiungibile su internet. Un numero che si è triplicato negli ultimi dieci anni. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Civita 2008: "Galassia Web. La Cultura nella Rete".
Mercato in espansione. La ricerca che oggi viene presentata a Roma, a cura di Paolo Galluzzi e Pietro Valentino, esamina gli impatti economici e sociali dello sviluppo di Web e Ict legati ai contenuti culturali. Tecnologia e cultura, non sono infatti due termini antitetici. Ma formano un binomio che può far crescere l'economia, le imprese e l'occupazione. Basti pensare che in Europa i potenziali consumatori di servizi internet per motivi di cultura e turismo raggiungono i 700 milioni l'anno. Un mercato, quello dell'e-content (contenuti digitali come video, brani musicali, files) che ha superato i 5 miliardi di euro. E che naturalmente, come tutto quello che riguarda la rete, si nutre di contenuti sempre nuovi. L'Italia in questo senso è ancora indietro. Non solo per deficit infrastrutturali (come nella banda larga), ma anche perché il nostro Paese pur essendo una delle più importanti destinazioni turistiche, non controlla in maniera capillare il processo dei "prodotti" che realizza. Internet offre la possibilità di rimediare, raggiungendo direttamente i potenziali consumatori.
La ricerca. "L'ambiente del web", sottolinea Paolo Galluzzi, "consente di dar vita a meta-musei, meta biblioteche e meta archivi virtuali, superando i limiti della frammentazione del patrimonio culturale, in una miriade di istituzioni e/o collezioni diverse pubbliche e private disseminate nell'intero pianeta". L'indagine curata da Civita ha riguardato 110 musei italiani e altrettanti musei stranieri, con un campione di mille utenti intervistati. Il primo dato rilevante è quello che riguarda l'accessibilità. Nel 1998 solo il 15% dei musei italiani era presente sul web. Oggi sono il 51,9%, o attraverso un proprio dominio (17,25%) o mediante la presenza su un sito web dell'amministrazione che ne ha la titolarità. Una crescita premiata dagli internauti.
Italia e Europa. Il giudizio sui siti web italiani dei visitatori è infatti sostanzialmente positivo. A partire dall'homepage, che viene giudicata molto buona nel 59,8% dei casi. Anche se, sottolineano gli utenti, i musei sono spesso più attenti alla cura dei contenuti che all'interazione virtuale con il proprio pubblico. Una mancanza che risente anche della scarsa disponibilità di risorse economiche impegnate nel web. La spesa dei musei italiani per questo settore non supera quasi mai i 2000 euro annui. Un dato che conferma come resti elevato il digital divide tra l'Italia e i paese europei più avanzati. Ciò nonostante l'interesse per la cultura del nostro Paese resta ai primi posti. Basta guardare la classifica dei siti museali più visitati: Louvre, Uffizi, Vaticani, Capitolini, Leonardo da Vinci, Prado, British Museum.
Utenti in crescita. L'appeal della cultura in rete è confermato dal numero di visitatori italiani che cliccano sulle pagine online dei musei. Sei milioni e mezzo sui 18 totali di utenti della Rete, cioè il 35,1% del totale degli internauti nel nostro Paese. Si tratta in prevalenza di uomini, compresi per il 67% nella fascia di età tra i 25 e i 64 anni. Le motivazioni che li spingono sono soprattutto la curiosità (nell'82% dei casi), la voglia di informarsi (60%) e lo studio (25%). "Analizzando la domanda di informazioni", spiega Pietro Valentino, "si può notare che i grandi utenti del nuovo web sono o i fruitori diretti di cultura o i turisti che sono sempre più motivati al viaggio da una ragione di natura culturale.
Ma resta il fascino dell'originale. Il successo comunque è indiscutibile. I visitatori virtuali sono fino a 10 volte più di quelli reali. Tuttavia, assicurano i curatori della ricerca, non c'è da preoccuparsi. La riproduzione "digitale" ha aumentato il fascino dell'originale. Come conferma l'incremento negli ultimi anni del numero di visitatori in carne e ossa (circa il 25%). Insomma la messa online è spesso uno stimolo per una conoscenza effettiva. "Perché", come spiega Paolo Galluzzi "la galassia web non rappresenta un mondo possibile, bensì una durevole e proliferante realtà". Una rivoluzione informatica all'interno del sistema dei beni culturali.
(25 novembre 2008)
Rep