La cantante palermitana, malata da tempo, aveva appena
compiuto 53 anni. Il successo con "Un'estate al mare"
Addio Giuni Russo
e alla sua splendida voce
Una carriera divisa tra grandi successi e sperimentazione
L'ultima apparizione lo scorso anno a Sanremo
Giuni Russo
MILANO - Lutto nel mondo della musica d'autore italiana: Giuni Russo è morta la scorsa notte, nella sua abitazione a Milano. Aveva appena compiuto, lo scorso 10 settembre, 53 anni, ed era malata da tempo di tumore. Nel corso della sua carriera, aveva legato la sua fama - oltre che alla sua voce, bella e molto particolare - anche a collaborazioni prestigiose come quella con Franco Battiato, che l'aveva lanciata facendole interpretare l'hit Un estate al mare.
Una vita tutta nel segno della musica. Nata a Palermo, col nome di Giusi Romeo, cresciuta in una famiglia cultrice delle lirica, Giuni comincia prestissimo a studiare canto e composizione. Il grande successo arriva dopo l'incontro con un altro artista siciliano, Franco Battiato: autore attentissimo alle interpreti femminili (vedi Alice e Milva), il cantautore catanese scrive, per lei, nel 1982, Un estate al mare. Ed è il successo, per un'interprete che punta, più che sul fascino o sugli effetti speciali, sulla voce e e sulla presenza scenica.
Sempre nell'82, esce l'album Energie, scritto con Battiato. Le successive incisioni - da Vox dell'83 ad Album dell'87 - rivelano la sua tendenza alla sperimentazione; anche se non mancano gli hit facilmente orecchiabili, come Good good bye, Sere d'agosto, Limonata cha cha, Mediterranea, Alghero, Adrenalina.
Da allora, la sua carriera prosegue senza sosta; anche se, forse, senza i grandissimi successi, in termini di vendite, dell'exploit iniziale. Nell'album A casa di Ida Rubinstein, ad esempio, esegue arie e romanze notissime di Bellini, Donizzetti e Verdi. E mostra tutte le sue potenzialità vocali.
E arriviamo così agli anni Novanta: la Russo, mai troppo amata dai discografici delle major, si concentra soprattutto sulle collaborazioni con scrittori e poeti. Nel '97 si esibisce nello spettacolo Verba Tango, a base di musica contemporanea e poesie di Borges; al suo fianco, un personaggio del calibro di Giorgio Albertazzi.
Poi gli ultimi anni, e la malattia. Con la scelta coraggiosa di esibirsi sul palco di Sanremo, lo scorso anno, con il brano Morirò d'amore. Una presena che oggi Pippo Baudo, dopo aver appreso della sua morte, ha ricordato così: "Le ho voluto molto bene - ha detto il conduttore - da quando partecipò a Castrocaro, e poi la portai a Sanremo quando lei era già malata. Per lei è stato molto importante esserci, e contemporaneamente si sottoponeva alla chemioterapia. Era una donna forte, una grande cantante. Con lei se ne va un pezzo di cuore".
L'ultima sua incisione, nell'ottobre scorso, è per il dvd Napoli che canta, film muto del 1926, diretto da Roberto Leone Roberti, il padre di Sergio Leone, che si era perso nel nulla da mezzo secolo: dopo averlo riscoperto, a Giuni fu affidata la colonna sonora.
I funerali della cantante si terranno domani a Milano, al Monastero delle Carmelitane Scalze.
(14 settembre 2004)
Rep