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marco---
Wednesday, May 27, 2009 9:16 AM
Fonte: parma.repubblica.it - 26/05/2009

Mercato immobiliare in picchiata Calano i prezzi delle case

Mercato immobiliare in picchiata a Parma, anche se la discesa è un po' meno brusca rispetto all'andamento nazionale. Secondo le cifre fornite oggi dal Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l'edilizia e il territorio) nel corso di un convegno organizzato a Parma dall'assessorato alle Politiche abitative parlano chiaro: il numero di transazioni immobiliari è calato nel 2008 del 12% (in Italia del 15,1%).

Scendono del 10% anche i prezzi mentre il periodo di vendita, secondo le agenzie immobiliari dell'area parmense intervistate per la ricerca, si è allungato di almeno sei mesi. E le previsioni per l'anno in corso non sono positive, previsto infatti "un ulteriore decremento ancora più consistente".
Sul mercato resta dunque dell'invenduto anche a fronte, precisa lo studio, dell'aumento dei cantieri edili a cui non è corrisposto, negli ultimi anni, un eguale flusso di nuove famiglie, che anzi si è ridotto. Per quanto riguarda il mercato della locazione, le famiglie in sofferenza economica nel pagare l'affitto sono pari al 12% di quelle in locazione. Un disagio abitativo che riguarda in particolare la popolazione non italiana che nell'ultimo decennio a Parma si è quadruplicata, passando da oltre 4 mila residenti a 18 mila con un tasso di crescita medio annuo vicino al 15%. Dal 2004 al 2008 è raddoppiato anche il numero degli studenti iscritti all'ateneo parmigiano, passati da 12 mila a circa 24 mila, di cui circa 11 mila provenienti da fuori regione.

Una situazione a cui l'assessore comunale alle Politiche abitative Giuseppe Pellacini, dopo aver ribadito l'avvio di cantieri nel corso del 2009 per realizzare 176 nuovi appartamenti, afferma di voler rispondere attraverso la costituzione di un fondo immobiliare etico o di una società patrimoniale pubblico-privata che incrementi il mercato della locazione di appartamenti a canoni di affitto accessibile a soggetti con redditi medio bassi. Al tempo stesso è prevista un'agenzia per la locazione, senza scopo di lucro, per facilitare il rapprto tra proprietari e locatari. "Si affacciano nuove povertà e l'amministrazione comunale ha il dovere di proporre soluzioni concrete". Quindi una risposta implicita anche alla proposta avanzata dalla Lega Nord che punta a privilegiare gli italiani nell'assegnazione delle case popolari. "Il regolamento comunale mira a un mix abitativo tra popolazione Ue ed extra Ue che eviti quartieri ghetto e aiuti l'integrazione, che nel nostro territorio è già un dato di fatto".

Se nel corso del 2008 a Parma la diminuzione dei prezzi conclamata è stata del 10% a fronte di un calo delle transazioni immobiliari nel medesimo periodo del 12%, suppongo sia abbastanza ragionevole pensare che ad un calo delle transazioni a livello nazionale del 15,1% dovrebbe corrispondere un calo medio dei prezzi abitativi analogo (10%) se non superiore.

Marco
Vedi anche: Parma - Concorso FFZ: trova le piccole differenze (evoluzione nel tempo di prezzi, canoni d'affitto e tempi di vendita)
marco---
Saturday, November 13, 2010 10:31 AM
All'orizzonte nessun segnale di ripresa
EconomiaParma7 - Il mercato immobiliare aspetta ancora la ripresa (Fonte: gazzettadiparma.it - di Andrea Violi - 13/11/2010)

Continua la fase di rallentamento del mercato immobiliare di Parma. Un mercato che non è fermo, ma risente della crisi economica e di prezzi che cominciano a calare rispetto agli anni pre-2008. Le famiglie faticano di più ad avere il mutuo o i risparmi per comprare casa; si vende meno di prima e, quando si conclude un contratto, lo si fa con tempi più lunghi.
In sintesi è questo il quadro tracciato da Piersanto Casu, presidente del Collegio di Parma della Federazione agenti immobiliari professionali (Fiaip). Casu fa il punto della situazione e dà i suoi consigli da professionista a chi cerca nella nostra video-intervista.

Niente catastrofismo nelle parole di Casu, che però mette i puntini sulle i. Gli anni d'oro dell'immobiliare, a Parma, sono finiti con il 2007. Nei primi mesi del 2008 c'erano i primi segnali di quella che si è rivelata una crisi forte e duratura. Crisi che vede una «stretta» nel credito: le banche concedono i mutui con più attenzione. Avere un lavoro a tempo indeterminato può non bastare, se la propria azienda naviga in cattive acque.
Il mercato appare polarizzato fra chi ha risorse per comprare a prescindere dalla crisi e chi ha sempre più problemi. Ecco quindi aumentare - in città come in provincia - i cartelli «Vendesi», per i quali non sempre arriva la risposta della clientela. Di queste difficoltà risentono le giovani famiglie - cui resta spesso la volontà di comprare la prima casa - e gli stranieri. Resiste invece la branca di mercato degli investitori, quella fascia di cittadini con buone (o ottime) disponibilità di denaro, interessata agli immobili per investire e magari li dà in locazione.
I prezzi hanno conosciuto un rallentamento, specialmente negli affitti e nei prezzi di immobili usati. Casu fa l'esempio di case e appartamenti degli anni '60 e '70, che hanno bisogno di ristrutturazioni e manutenzioni ma non sempre accendono l'interesse dei potenziali acquirenti.
Ci sono prospettive di miglioramento? Secondo Casu il quadro si farà più roseo nella misura in cui migliorerà l'economia. Senza una ripresa generale, anche l'immobiliare a Parma continuerà a soffrire.
(sylvestro)
Saturday, November 13, 2010 10:35 AM
Re: All'orizzonte nessun segnale di ripresa
marco---, 13/11/2010 10.31:

EconomiaParma7 - Il mercato immobiliare aspetta ancora la ripresa (Fonte: gazzettadiparma.it - di Andrea Violi - 13/11/2010)

Un mercato che non è fermo, ma risente della crisi economica e di prezzi che cominciano a calare rispetto agli anni pre-2008.
...



Finalmente l'ammissione

Ecchecc...

Fino a poco tempo fa "tenuta", "crescita dello zerovirgola", ...


(sylvestro)
Sunday, April 03, 2011 9:37 PM
"Il mercato immobiliare di Parma risente della crisi"

Intervista ad un operatore del settore: il parmigiano C...... B.....

21/03/2011

Intervista ad un operatore del settore: siamo in compagnia dell’agente immobiliare C..... B...., titolare della omonima agenzia Studio B.... con sede in [] a Parma (www.[].it).

Come si sta muovendo il mercato immobiliare a uso residenziale di Parma e provincia?
E' indubbio che il mercato immobiliare di Parma risente della crisi socio-economica attuale. Viviamo in un momento di "incertezze" e di stallo nei consumi.
I prezzi d’acquisto di un’abitazione si sono ridotti in città e in provincia negli ultimi tre anni del 5-10%. Ciò nonostante parecchie abitazioni messe in vendita rimangano invendute.
L’offerta immobiliare, locale e più in generale nazionale, è nettamente superiore alla domanda. Il mercato, per le leggi che lo governano, pone all’acquirente una riduzione dei prezzi di vendita; ma nonostante ciò, a seguito di una sempre più diffusa precarietà lavorativa (che si traduce in redditi non continuativi e crescente disoccupazione), la possibilità di acquistare un immobile oggi come non mai si riduce drasticamente
, soprattutto per le giovani coppie monoreddito. Spesso inutile è la richiesta di mutuo alle banche che in molti casi non danno l’ok all’erogazione del prestito per la casa. Per contro sono leggermente aumentate le richieste di coloro che richiedono un immobile in locazione.

Hai qualche suggerimento da dare a chi deve acquistare casa?
In primis cercare di identificare quale tipologia di immobile risulta più adatto a soddisfare le nuove esigenze abitative.
Destinare un budget per l'acquisto ed in caso che lo stesso sia "integrato" da un finanziamento bancario (mutuo), recarsi dalla propria banca e chiedere se si potrà accedere al mutuo e in caso affermativo quantificare l’importo massimo erogabile.
L'ideale sarebbe farsi rilasciare una pre-delibera scritta, di parere favorevole, all'erogazione del finanziamento. Successivamente consiglio di rivolgersi ad un operatore del settore immobiliare, regolarmente iscritto all’albo di categoria e stimato professionalmente, che assista il cliente sino alla stipula del rogito notarile. Per concludere sarebbe buona norma consultarsi con un notaio per ricevere informazioni sulle modalità tecnico-legislative relative all’acquisto immobiliare.

Quali sono le tipologie d’immobili più richieste nella nostra provincia?
In base all’gvoluzione sociale e dei costumi degli ultimi dieci anni, al triste "degrado" del nucleo familiare ed a seguito di un crescente numero di single, divorzi o separazioni, le soluzioni abitative che vanno per la maggiore sono bilocali e trilocali.
Talvolta si rinuncia alla cucina abitabile preferendo l’angolo cottura ma non rinunciando ad una seconda camera da letto (questa soluzione viene scelta, in genere, da giovani conviventi con un bebè a carico).
Inoltre gli immobili vengono scelti per lo più in zone della primissima periferia della città magari verdi e tranquille, comode ai servizi, dove i prezzi sono più competitivi, nel senso che a parità di prezzo rispetto ad un appartamento posto in zona più centrale, il mercato offre soluzioni di più ampia superficie o a parità di superficie immobili di nuova costruzione, allo stesso prezzo. Particolarmente richieste sono le tipologie semi-indipendenti e indipendenti, magari ricavate in "vecchie corti rurali recuperate", poste nella prima cerchia della città. In tal caso il mercato si rivolge a coloro che, già in possesso di un alloggio, vogliono migliorare la "qualità dell'abitare" e ricercano un'abitazione di "qualità superiore".

Che consigli daresti a coloro che per problemi economici o mancata erogazione del mutuo da parte della propria banca sono costretti a ricercare un immobile da prendere in affitto?
1) Ricercare scrupolosamente un immobile tra le tante proposte, puntando nella scelta sugli aspetti qualitativi dell’abitazione, ossia che abbia ambienti ben rifiniti, con impianti a norma e con basse spese condominiali (oggigiorno sono poco appetibili quegli immobili che hanno il riscaldamento centralizzato ed elevate spese di condominio);
2) Farsi assistere da un professionista del settore nella scelta dell'appartamento da prendere in locazione sino alla stipula del contratto stesso;
3) Formalizzare un regolare contratto di locazione rientrante nella legge 431/1998 (disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili a uso abitativo);
4) Formalizzare in accordo con il proprietario un contratto di locazione a canone concordato;
5) Farsi corrispondere annualmente gli interessi legali maturati sul deposito cauzionale versato al momento della stipulazione del contratto di locazione (tale deposito, in genere, corrisponde all’ammontare massimo di tre mensilità);
6) Richiedere copia del contratto di locazione debitamente registrato;
7) Ricordarsi che in caso di messa in vendita dell’alloggio occupato, se il contratto di locazione è stato formalizzato secondo quanto disciplinato dalla legge 431/1998, l'inquilino ha diritto di prelazione nell’acquisto dello stesso immobile rispetto a terzi.
Consiglio infine di consultare gli articoli 1575 e 1587 del Codice Civile e di conoscere le leggi principali in materia di locazione che sono: la legge 392/78 (nota come legge sull’equo canone) e la legge 431/1998.

Tommaso Villani
(sylvestro)
Thursday, July 28, 2011 4:09 PM
(sylvestro)
Wednesday, February 29, 2012 7:06 AM
(sylvestro)
Tuesday, April 17, 2012 12:15 PM
Parma, cantiere di sprechi

Ponte Nord e niente metro, progetti inutili.
di Nicola Bandini
Sabato, 14 Aprile 2012


Il cantiere aperto per il restyling della stazione di Parma.

da Parma

Il grande tetris dell'edilizia, a Parma, si è inceppato sul più bello. Sono finiti i soldi. Stop: insert coin. Cantieri di enormi infrastrutture, tessere da incastrare in uno spericolato gioco di riqualificazioni urbane, sono in stallo da mesi in questa cittadina di provincia che le amministrazioni di centrodestra hanno ribattezzato 'città cantiere' per via dell'ambizioso piano di espansione strutturale e potenza politica.

LA CAPORETTO DEL NEOLIBERISMO. Doveva diventare uno snodo di capitali e risorse umane, Parma: una vetrina per il Popolo della libertà (Pdl) lungo la via Emilia, 'rossa' da sempre. Doveva far concorrenza a Bologna. E invece è diventata una Caporetto del neoliberismo all'emiliana.
Il sindaco Pietro Vignali si è dimesso lo scorso settembre per gli scandali giudiziari (presunti e vorticosi giri di mazzette) che hanno travolto i suoi collaboratori personali, eppure sono le finanze pubbliche a preoccupare, a spiegare la crisi politica di un capoluogo attualmente commissariato e governato dal prefetto Mario Ciclosi in vista delle elezioni amministrative di maggio.

DEBITI BANCARI PER 460 MILIONI DI EURO. Ovunque ci sono ruspe e betoniere ferme da tempo. I creditori fanno la coda davanti alle casse comunali, debiti bancari per 460 milioni di euro gravano sulle spalle del municipio e su quelle delle sue società partecipate, utilizzate in questi anni come braccio imprenditoriale a cui delegare funzioni strategiche.
Secondo il Partito democratico (Pd), alla cifra vanno ancora sommati i pagamenti arretrati delle numerose imprese edili impegnate in questi anni nella 'città cantiere': si parla di un totale che potrebbe superare agilmente i 600 milioni di debiti. A Parma, non a Milano o a Roma.

MANCATA VIGILANZA SUI COSTI. Ma come ha fatto questa città, da sempre in cima alle classifiche della qualità della vita, ad arrivare sul ciglio della bancarotta? Colpa unicamente della crisi finanziaria o del patto di stabilità, come disse Vignali?
Ecco cosa risponde Isabella Tagliavini, nuova amministratrice unica della Stu Stazione, la società comunale che gestisce un grosso cantiere nell'area ferroviaria in grave difficoltà: «Senza voler dare giudizi di merito sul lavoro svolto da chi mi ha preceduto, credo che sia mancata una rigorosa e seria azione di vigilanza sui costi. Se dovessi definire con una parola il lavoro gestionale fin qui svolto parlerei di sommarietà».
Un cavalcavia sul nulla costato 25 milioni di euro



Il ponte Nord, a Parma.

Basta fare una passeggiata in città per constatare che cosa resti oggi di ambiziosi programmi di intervento urbanistico. È bloccata appunto la riqualificazione della stazione ferroviaria, con i suoi 210 milioni di costi stimati per un debito - al 30 settembre 2011 - di 112,5 milioni di euro. Non decolla la vendita degli appartamenti extra lusso (3.800 euro al metro quadrato) finanziati dal Comune 'palazzinaro' in una zona degradata della città e controllata dai pusher nigeriani, via Pasubio.

METROPOLITANA MANCATA. Mancata del tutto la realizzazione di una metropolitana sotterranea da 365 milioni di euro, per la quale Roma invierà comunque a Parma 70 milioni in base ad accordi precedenti.
Insomma, negli anni di Mario Monti e dei sacrifici del Salva Italia, gli italiani si trovano a pagare un'opera mai nata e concepita nel capriccio in una città che si percorre in bicicletta in un quarto d'ora.
È inoltre ancora ignoto alla gran parte degli abitanti a che cosa serva mai un ponte, il ponte Nord si chiama, eretto alle spalle della stazione ferroviaria e privo di collegamento stradale, costato 25 milioni di euro «interamente a carico dello Stato» e per il quale dunque «i parmigiani non verseranno nulla» come ha dichiarato il suo stesso progettista ed ex senatore Pdl Vittorio Guasti.

UN PONTE SENZA STRADA. E pazienza se i soldi di tutti (e quindi di nessuno?) sono serviti a costruire un cavalcavia da 180 metri e 1000 tonnellate sopra un rigagnolo in secca per vari mesi all'anno e, soprattutto, privo di una strada.
Per giustificare a posteriori la struttura, hanno dovuto sfondare letteralmente un viottolo di quartiere segando il cortile di un condominio e cementificando i cancelli d'ingresso di altre due palazzine.
Al momento, nessuno sa che cosa fare del ponte Nord: i candidati sindaco alle amministrative si lanciano in proposte fantasiose.
Vittorio Guasti, il suo progettista (già capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale poi dimessosi per polemiche nel 2009 per presunti conflitti di interesse), dice che originariamente doveva ospitare un «centro di documentazione e formazione sull'alimentare». Un ponte.
Un palazzo da 38,6 milioni di euro per l'Efsa

È un'abitudine sempre più diffusa, a Parma, quella di dire «tanto paga lo Stato». Lo ha dichiarato di recente anche Francesco Fochi, amministratore unico della Stu Authority, la Società di trasformazione urbana partecipata dal Comune e con il compito di ridisegnare un'intera fetta di città in funzione dell'insediamento dell'Authority per la sicurezza alimentare: l'Efsa, l'agenzia europea che l'allora premier Silvio Berlusconi festeggiò nel 2005 dicendo di aver battuto la concorrenza di Helsinky sfoderando «arti da playboy» con la premier finlandese Tarja Halonen. Ma il cui compito è ancora oscuro.

A CARICO DEL BILANCIO EUROPEO. Lo scorso settembre la società comunale ha concluso - in questo caso sì - la costruzione della sede dell'Efsa: un palazzo di 11 piani costato 38,6 milioni di euro.
«La realizzazione della sede dell'Authority è interamente a carico del bilancio europeo», disse Catherine Geslain Lanéelle, direttrice dell'Efsa. «E noi che cosa siamo», obiettò qualcuno in conferenza stampa, «cittadini americani?».

Lo stesso si potrebbe dire, secondo la medesima logica pilatesca, dei finanziamenti che negli anni sono arrivati per il restyiling della stazione ferroviaria: 25 milioni assicurati dal ministero delle Infrastrutture, 3,2 milioni garantiti dalla Regione Emilia Romagna, 1,5 milioni dalla Tav oltre ai 15,2 preventivati direttamente dal Comune e ai tre divisi a metà fra Regione e Comune per un totale di 48 milioni di euro.

FERROVIA: RESTYLING DA 210 MILIONI. Il costo complessivo dell’intervento è valutato 210 milioni. Il primo stralcio costerà 150 milioni anche se l’appalto iniziale ne valeva 100: la differenza fra il finanziamento e il costo avrebbe dovuto esser coperta dalla vendita di hotel, residence, uffici, esercizi commerciali, parcheggi compresi nel progetto della nuova stazione (affidato all'archistar catalana Oriol Bohigas).

Piccolo problema: la Stu ha finito i soldi. «A causa di una gestione sommaria», come ha detto Tagliavini, gli appartamenti che avrebbero dovuto ripagare le spese neppure sono stati costruiti.

La Società di trasformazione urbana, di recente, è stata ammessa a una procedura di ristrutturazione del debito con banche e imprese creditrici. Ora il cantiere, che a breve dovrebbe tornare ad attivarsi, è solo una delle tessere mancanti nel pantagruelico tetris voluto da un gruppo di amministratori alla fine espulso dalla sala giochi della politica.
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