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Full Version: Mercato a Bergamo
claudio18
Thursday, April 02, 2009 11:14 AM
Dal sito de "L'eco di Bergamo"
In città 63.800 case
I ribassi nei rioni di periferia

www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/112636

jago76
Thursday, April 02, 2009 6:37 PM
Sei di bergamo? Pure io...
Senza tirare fuori cifre varie (adesso non ho proprio tempo) cmq negli ultimi sei mesi a Bergamo il calo c'è stato, soprattutto nella prima periferia. Io direi nell'ordine del 10-15% (oltre a quello che puoi spuntare in trattativa.
Per non parlare dell'invenduto che oramai mi sembra a livello mostruoso...
claudio18
Friday, April 03, 2009 9:55 AM
Re:
jago76, 02/04/2009 18.37:

Sei di bergamo? Pure io...
Senza tirare fuori cifre varie (adesso non ho proprio tempo) cmq negli ultimi sei mesi a Bergamo il calo c'è stato, soprattutto nella prima periferia. Io direi nell'ordine del 10-15% (oltre a quello che puoi spuntare in trattativa.
Per non parlare dell'invenduto che oramai mi sembra a livello mostruoso...



no, sono nato e vissuto a Bergamo ma ora vivo da un'altra parte.
pero' c'e' li' ancora mia madre per cui mi tengo informato.
peraltro ho visto che ci sono fior di progetti per cementificare ulteriormente Colognola, Longuelo, Valtesse, Carnovali...
Ho tenuto d'occhio i prezzi, ma mi sembrano comunque troppo alti...

jago76
Friday, April 03, 2009 11:19 AM
Vero...e oltretutto sono progetti della giunta di centro-sinistra...mah...
Cmq i prezzi sono ancora alti perchè lo sono sempre stati (d'altronde se non sono alti a Bergamo...) ma un leggero calo dai massimi dell'anno scorso c'è stato.
E poi il troppo alto resta invenduto. Prendi ad esempio quella ristrutturazione in via Baioni di fronte al ristorante Nerone...ancora due anni fa proponevano MONOlocali a qualcosa come 150.000 € e bilocali a quasi 200.000 €...risultato: praticamente tutto invenduto..ed è ancora lì...
Cmq iniziano ad esserci molti trilocali anche recenti (anche con box o p.auto) a 150/160K..il che non è male...
claudio18
Friday, April 03, 2009 12:45 PM
Re:
jago76, 03/04/2009 11.19:

Vero...e oltretutto sono progetti della giunta di centro-sinistra...mah...
Cmq i prezzi sono ancora alti perchè lo sono sempre stati (d'altronde se non sono alti a Bergamo...) ma un leggero calo dai massimi dell'anno scorso c'è stato.
E poi il troppo alto resta invenduto. Prendi ad esempio quella ristrutturazione in via Baioni di fronte al ristorante Nerone...ancora due anni fa proponevano MONOlocali a qualcosa come 150.000 € e bilocali a quasi 200.000 €...risultato: praticamente tutto invenduto..ed è ancora lì...
Cmq iniziano ad esserci molti trilocali anche recenti (anche con box o p.auto) a 150/160K..il che non è male...



personalmente pensavo di prendermi eventualmente una casa in valle, san pellegrino non mi spiace, ma neanche piu' su sarebbe un problema.
anche in val imagna...
(sylvestro)
Thursday, June 10, 2010 7:37 PM
Mercato immobiliare, la crisi continua: -13% di vendite


clicca per ingrandire





(sylvestro)
Thursday, June 10, 2010 7:38 PM
(segue) Mercato immobiliare, la crisi continua: -13% di vendite


clicca per ingrandire




(sylvestro)
Tuesday, January 18, 2011 3:31 PM
Emergenza case vuote
A Bergamo saranno 2.600


"Potrebbero essere 61.000 nel 2018 le abitazioni vuote in provincia"
(sylvestro)
Wednesday, March 02, 2011 8:16 AM
Re:
(sylvestro), 18/01/2011 15.31:

Emergenza case vuote
A Bergamo saranno 2.600


"Potrebbero essere 61.000 nel 2018 le abitazioni vuote in provincia"




Le case crescono piu' in fretta delle famiglie: 60 mila di troppo

"Oltre 8 mila le case disabitate a Bergamo. E, allargando lo sguardo a tutta la provincia, si arriva superare quota 123 mila".
Mr MAGU
Sunday, March 06, 2011 12:54 AM
Re: Re:
AO' che famo? Qui si danno i numeri... ma quante so' ste case ?



(sylvestro), 02/03/2011 8.16:




Le case crescono piu' in fretta delle famiglie: 60 mila di troppo

"Oltre 8 mila le case disabitate a Bergamo. E, allargando lo sguardo a tutta la provincia, si arriva superare quota 123 mila".




(sylvestro)
Thursday, April 14, 2011 8:11 AM
C'e' bisogno di case ma tante sono vuote perche' troppo care

Nel 2018 boom di alloggi liberi e di famiglie senza una abitazione
(sylvestro)
Thursday, June 09, 2011 9:28 PM
La ricerca - Da uno studio dell'Ance, solamente Pavia (-9,3%) registra un dato più negativo della nostra provincia. Il Lombardia in quattro anni si è perso il 44% degli investimenti.

In caduta il mercato immobiliare:
Bergamo perde l'8,9%


Dati allarmanti per il mercato immobiliare bergamasco. Le compravendite registrano un pesante tonfo (- 8,9%) con 1.424 unità in città, dati ben lontani dal 2006 quando le unità trattate erano 2.047. E non va meglio nemmeno nei comuni della provincia orobica dove si registra un calo del 5,5%.
E' quanto emerge dal terzo rapporto sul mercato immobiliare in Lombardia redatto da Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Lombardia e Cresme.
Dai dati contenuti nello studio emerge che nel 2010 il fatturato del mercato immobiliare in Lombardia vale 22,7 miliardi di euro, di cui 18,2 provenienti dal settore residenziale e 4,4 da quello non residenziale. Dopo il "massimo storico" raggiunto dal mercato lombardo nel 2006 (con un giro d'affari record di poco inferiore ai 40 miliardi di euro), nel 2007 si è avuto un primo contenuto calo del fatturato (-3,4%), a cui sono però seguiti due anni consecutivi con contrazioni a doppia cifra (-17,8% nel 2008 e -23,7% nel 2009).
Il 2010 si è chiuso ancora in campo negativo (-5,9%): dal 2006 il giro d'affari del mercato immobiliare lombardo si è ridotto di circa 44 punti percentuali, corrispondenti a una perdita di 17,3 miliardi di euro di fatturato.
Una lieve ripresa ha interessato solamente i comuni di capoluogo (+4,7%), anche se Bergamo rimane fuori da questo quadro. La crescita interessa in primo luogo Milano, forse anche in vista dell'Expo, e così la metropoli lombarda da sola rappresenta il 64% delle transazioni in Lombardia. Se a Milano le compravendite tornano a sfiorare nel 2010 le 19.000 unità, con un incremento delle transazioni di circa 1.200 abitazioni in più rispetto al 2009 (+6,7%), Bergamo resta momentaneamente fuori dalla ripresa con un calo delle contrattazione dell'8,9%, solamente Pavia riesce con un -9,3% a battere la città dei Mille.
Il calo delle compravendite non risparmia nemmeno i comuni della provincia che registrano un calo del 5,5% (con 11.787 unità immobiliari). Certo dati ben lontani dal 2006 quando nei comuni della provincia bergamasca la compravendita di immobili interessava 18.643 unità.
Il dato forse più negativo che emerge osservando il rapporto dell'Ance è che dal 2006 gli immobili trattati nelle compravendite in provincia di Bergamo sono sempre calati. Nel 2006 erano 18.643; nel 2007 erano 18.042; nel 2008 erano 14.332, nel 2009 12.467 e l'anno scorso si è scesi a 11.787.

Giovedi 9 Giugno 2011
DAVIDE AGAZZI
(sylvestro)
Tuesday, June 14, 2011 9:23 PM
Mercato immobiliare, giù i prezzi
Ma le vendite sono ancora ferme


14 giugno 2011

Case, il calo dei prezzi rende più interessante il possibile acquisto

È ancora con il segno meno il mercato immobiliare bergamasco. Secondo una ricerca resa nota da Ascom, il numero delle compravendite residenziali nel 2010 è calato dell'8.9% in città, del 5.5% negli altri Comuni. In totale il decremento delle vendite è del 5.8%. E' negativo anche il valore del mercato non residenziale: -1.1% nel capoluogo cittadino, -11.4% negli altri comuni, per un tatale di 16.82 immobili venduti nel 2011(-9.8%).

Per quanto riguarda i prezzi delle abitazioni, calano i costi degli immobili sia in città - dove tengono solo gli edifici in centro e in Città Alta - sia in provincia. Le quotazioni sono in discesa (-2.2% in zona semicentrale, -5.5% in zona periferica della città) con un rialzo dell'1.1% in centro. In provincia il calo dei prezzi è del 3.4%: qui tengono le quotazioni del segmento del nuovo e dell'offerta di qualità. Ferma la domanda a scopo di investimento.

Ma cosa si copra a Bergamo? Più abitazioni di dimensioni medie e meno monolocali e abitazioni grandi. A cercare un nuovo nido sono soprattutto famiglie senza figli (34%) che hanno a disposizione una media di 160 mila euro e puntano a una zona periferica ma vicina ai servizi, ma anche famiglie con figli (28%) che preferiscono un trilocale o quadrilocale con una media di spesa di 220 mila euro, optando per la zona centrale. I monolocali sono i preferiti ovviamente dei single: per loro la media di spesa si aggira intorno ai 120 mila euro.

Un capitolo a parte gli affitti: a fronte di un'offerta che resta molto alta, si conferma l'aumento del numero dei contratti di affitto, segnale di consolidamento della ripresa del mercato della locazione. Dopo quattro anni consecutivi di calo dei canoni, si registra la sostanziale stabilità dei canoni. Non mancano casi di aumento per soluzioni di medio grandi dimensioni, di qualità e in area centralissima. Resta prioritaria per i proprietari l'esigenza di selezionare conduttori affidabili e solvibili, anche riconoscendo sconti sul canone. I canoni di locazione sono stabili, con una leggera diminuzioni tra lo 1% e il 2,0%. I prezzi di locazione sono in diminuzione nei principali paesi della provincia, con una riduzione media tra lo il 2% e il 5% rispetto ai valori del 2010. In città, i prezzi medi si aggirano dai 420 euro mensili in zona residenziale per un bilocale arredato ai 650 euro mensili per la stessa superficie ma in Città Alta.

Tiene il numero delle compravendite dei box, dopo tre anni di calo anche significativo. Se da una parte calano le vendite di abitazioni, anche quelle con box, dall'altra aumentano gli acquisti di singoli box,come fattore di qualità e di incremento del valore dell'immobile. In diminuzione i valori di compravendita che avevano toccato punte significative. Calano il numero delle locazioni e i valori degli affitti dei box che, per effetto della crisi e per molti, resta un lusso insostenibile. Il mercato dei posti auto resta molto variabile, con aree (cittadine e dei principali centri della provincia) in cui i prezzi sono stabili ed altre zone con valori in forte diminuzione per l'eccesso di offerta. I fattori che incidono sull'andamento dei prezzi sono la scarsa offerta di posti auto nelle aree di maggior pregio residenziale; l'assenza di parcheggi pubblici o privati in aree centrali e la crescita della domanda di box a scopo di investimento. Per farsi un'idea di prezzo, si passa dai 40 mila euro per un garage nella zona della Conca d'Oro ai 70 mila per un psoto in centro, fino ai 100 mila euro in Città Alta. Altri prezzi in provincia: 22 mila euro a Ponte San Pietro, 25 mila euro a Treviglio, 28 mila euro a Sarnico.

La crisi del settore, poi, ma anche la crisi economica, riduce i prezzi di vendita dei negozi (-6.4% in città, -4.6% in provincia), consolidando anche la diminuzione dei canoni (-4.2% in città, -3.8% in provincia). Il mercato è ancora movimentato dalla domanda, per negozi nuovi e di pregio commerciale (localizzati nelle aree primarie del centro storico e nei centri commerciali) e dalle ubicazioni di elevata visibilità poste sulle arterie principali. La crisi restringe però le aree di interesse e malservite per mobilità e parcheggi mentre le ubicazioni secondarie scontano altresì la riduzione della domanda per attività marginali, etniche e di servizi. Si consolida il segno meno nei canoni di locazione, con cali evidenti soprattutto in città, dove gli affitti hanno raggiunto livelli insostenibili.

Più stabili invece i prezzi di compravendita degli uffici: -0.6% in città, -1.2% in provincia. Dopo anni di leggera crescita, da tre anni si registra un calo dei prezzi di compravendita, più marcato in provincia rispetto alla città, soprattutto nelle aree del territorio a forte vocazione industriale. Calano i canoni di locazione soprattutto in città, dove avevano raggiunto livelli molto elevati (-4.9%). È l'effetto della bassa qualità degli immobili offerti in locazione, che riduce l'appetibilità per il trasferimento di imprese e professionisti. Il mercato regge per l'offerta (limitata) di uffici di alta qualità che resta molto ambita da imprese desiderose di localizzarsi a Bergamo (e vicina ad Orio al Serio).

Ultima categoria di studio i capannoni: in diminuzione il numero delle compravendite registrate, nonostante l'offerta resti stabile. Il calo più pesante si registra nel numero delle locazioni, dove la domanda si mantiene debolissima. Dopo un biennio di aumenti contenuti dei valori nella compravendita e nella locazione, da due anni si registra una diminuzione dei prezzi e degli affitti (-2 e -4.4%). La riduzione è più marcata in provincia dove, dall'avvio della crisi, i tempi medi di vendita si sono allungati e lo sconto concesso fortemente aumentato. Restano le medie e grandi dimensioni a movimentare il mercato, relative a scelte di investimento e di razionalizzazione di imprese medio grandi. Anche per gli immobili industriali esiste un forte divario tra il pregio e la qualità richiesta e quella offerta, soprattutto per il segmento del non nuovo, che incide sul calo delle locazioni e trova sfogo in canoni in diminuzione.

Le previsioni? Dipende da che punto di vista le guardiamo. Se il numero delle locazioni tenderanno a crescere, quello delle compravendite resterà stabile e le analisi parlano di una diminuzione dei prezzi. Un dato che accontenta sicuramente chi è alla ricerca di una casa, ma che scontenterà ovviamente chi punta a vendere gli immobili.

Per maggiori info e dettagli è in edicola il «Listino dei prezzi degli Immobili di Bergamo e provincia 2011», la guida alle compravendite immobiliari curata dai mediatori immobiliari di Fimaa-Ascom e dal Collegio dei geometri e Geometri laureati di Bergamo con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Camera di Commercio, Università degli Studi di Bergamo, Adiconsum e Appe. Il volume, alla sua 17sima edizione, è pubblicato in 8mila copie e viene distribuito nelle edicole di Bergamo e provincia al prezzo di 18 euro. Quest'anno il borsino si arricchisce della piena collaborazione dell'autorevole Collegio dei Geometri e dei Geometri laureati della provincia di Bergamo, che hanno collaborato nell'aggiornamento dei valori e nella stesura dei coefficienti di stima degli immobili. L'edizione 2011 risulta, così, ancora più precisa e attendibile.

Come ogni anno, il Listino dà un quadro completo sull'andamento del mercato indicando tutte le quotazioni per la compravendita e la locazione di appartamenti, box, uffici, negozi e capannoni, della città e dell'intera provincia. Anche in questa edizione l'analisi più completa - corredata da mappe - viene offerta per i prezzi di compravendita in città e nei centri più importanti: Albino, Caravaggio, Clusone, Dalmine, Ponte San Pietro, Romano di Lombardia, San Pellegrino Terme, Sarnico, Seriate, Trescore e Treviglio. Per la città e i centri principali la suddivisione dei valori avviene in tre sezioni: nuovi o ristrutturati, recenti (5-20 anni) e semirecenti (20-40 anni) e da ristrutturare.

© riproduzione riservata
(sylvestro)
Tuesday, June 14, 2011 10:00 PM
Case: a Bergamo solo 1400 compravendite l’anno scorso

14 giugno 2011 Bergamo

Ancora crisi sul mercato immobiliare bergamasco

BERGAMO — Sono state oltre 1400 le compravendite di immobili residenziali in città nel 2010, in diminuzione dell’8,9 per cento rispetto all’anno precedente. Lo sostiene il nuovo “Listino dei prezzi degli Immobili di Bergamo e provincia 2011″, la guida alle compravendite immobiliari in edicola da oggi, curata dai mediatori immobiliari di Fimaa-Ascom e dal Collegio dei geometri e Geometri laureati di Bergamo con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Bergamo, Camera di Commercio, Università degli Studi di Bergamo, Adiconsum e Appe.

Secondo i dati forniti dall’Agenzia del territorio ed elaborati da Ance e Cresme, il dato dello scorso anno è stato negativo anche in provincia dove si sono registrati in tutto 11.787 compravendite di immobili residenziali, cinque punti percentuali e mezzo in mezzo rispetto al 2009.

Il mercato immobiliare non residenziale è sostanzialmente stabile in città (273 compravendite, -1,1 per cento) mentre è ancora negativo in provincia (1.409,- 11,4 per cento).

A Bergamo si comprano più abitazioni di dimensioni medie rispetto alla Lombardia e meno monolocali e abitazioni grandi. Tradotto in percentuale, il 32 per cento bergamaschi in città ha comprato una casa di piccole dimensioni, il 30 per cento di medie dimensioni, il 21 per cento medio-piccola. L’8 per cento dei bergamaschi ha scelto un monolocale, mentre solo il 7,8 per cento sceglie una casa grande.

I prezzi in città lo scorso anno sono scesi del 4,2 per cento. Le quotazioni sono in discesa con leggeri rialzi solo per gli immobili delle aree prestigiose di Città Alta e del centralissimo di pregio. In calo i valori del centrale e dei borghi. Il semicentrale registra una diminuzione dei prezzi ma non mancano prezzi stabili per immobili di qualità. In calo i prezzi della periferia.

Il prezzo degli immobili nuovi evidenzia maggiore tenuta dei prezzi rispetto alle altre categorie. Più vistosa la diminuzione degli immobili più vecchi e da ristrutturare, per i quali è crollata la domanda, soprattutto degli extracomunitari.

In provincia la diminuzione è generalizzata, di circa il 3,5 per cento. I prezzi diminuiscono sia nei centri principali sia nei comuni più piccoli. Tengono le quotazioni del segmento del nuovo e dell’offerta di qualità. In calo la domanda a scopo abitativo, alimentata soprattutto dalle richieste di prima casa mentre l’atteggiamento delle famiglie verso la sostituzione è di selezione e attesa. Ferma la domanda a scopo di investimento.
marco---
Friday, June 17, 2011 9:10 AM
Mercato immobiliare lontani i numeri del 2006 (Fonte: bergamosette.it - 17/06/2011)

Bergamo - Stenta a uscire dalla crisi il mercato immobiliare bergamasco. In un comparto in cui a livello regionale gli scambi del 2010 hanno toccato quota 22,7 miliardi, il 44 per cento in meno rispetto al 2006 (quando si aggirarono sui 40 miliardi), la nostra provincia ha proseguito nella flessione: meno 8,9 per cento rispetto al 2009. E' andata meglio in altre zone della Lombardia, quali Mantova (più 41 per cento), Sondrio (più 29 per cento), Brescia (più 6.8 per cento).
(sylvestro)
Friday, July 29, 2011 5:29 PM
Illusioni ottiche sulla compravendita delle case

Con la rubrica il presidente della Fiaip di Bergamo Giuliano Olivati mette a fuoco per Bergamonews le problematiche che girano attorno alla vendita delle case in Bergamasca, in un momento davvero difficile per il settore.

Il mattone e le illusioni ottiche

Prima illusione ottica: i prezzi non sono scesi.

Oggi chi cerca casa spesso commenta che non è vero che i prezzi degli immobili siamo calati: “costano sempre troppo e girano richieste irragionevoli”, è il commento ricorrente dei clienti che snocciolano una serie di prezzi richiesti per le case messe in vendita. Si tratta di un’illusione ottica dovuta ai molti immobili parcheggiati sul mercato con richieste impossibili: sono case che i proprietari non hanno una vera intenzione di vendere. In realtà, per chi vuole davvero vendere casa, i prezzi sono calati mediamente di un 20 - 30 per cento rispetto ai picchi del 2007: i proprietari che non si adeguano al mercato restano al palo, ingolfando la piazza di immobili invenduti.

Seconda illusione ottica: a vendere ci perdo.

Altra falsa percezione da sfatare, opposta alla prima ma ugualmente illusoria, è quella di molti proprietari che temono di perderci vendendo il loro immobile in questa fase di mercato. Salvo si sia comprato nel 2006/07 (picco del ciclo immobiliare precedente) e si voglia vendere ora che il mercato si è ridimensionato, la paura di “smenarci” è un'illusione ottica. Infatti le case si sono rivalutate di un 120-130 per cento in 10 anni (1997 – 2007), e se negli ultimi tre anni il mercato si è ridimensionato di un 20 - 30% gli immobili hanno comunque raddoppiato il loro valore dall'introduzione dell'Euro ad oggi, altro che perderci. Complice il passaggio alla nuova valuta europea, quello che si vendeva a 100 milioni di lire ora si vende a 100 mila Euro se non 110: chiamiamola perdita… In realtà questa fase di mercato è ottima per comprare, ma è buona anche per vendere, dato che abbiamo una domanda vivace pronta ad acquistare case ai valori attuali. I venditori motivati hanno tutto l'interesse a cogliere quest'occasione. Il problema non è la trattativa e la maggior elasticità richiesta ai venditori, il problema
vero si avrebbe se venisse meno la domanda, allora sì che la macchina si fermerebbe.

Terza illusione ottica: a questo punto il mattone non conviene.
A quanti infine ci chiedono conferma della preminenza del real estate nella protezione dei risparmi di famiglie e consumatori rispondiamo con una domanda: quale altro investimento consente di raddoppiare il capitale in 10 anni (con una crisi in mezzo), traendone anche un ottimo reddito attraverso la locazione o un risparmio (reddito figurativo) in caso di uso diretto?

Giuliano Olivati
presidente Fiaip Bergamo

Martedi 26 Luglio 2011
(sylvestro)
Friday, September 09, 2011 8:50 PM
(sylvestro)
Saturday, November 05, 2011 12:06 PM
dgambera
Monday, January 09, 2012 12:22 AM
FIAIP, ONLINE L'OSSERVATORIO IMMOBILIARE CITTA' DI BERGAMO

FIAIP, ONLINE SU WWW.FIAIPBERGAMO.IT L'OSSERVATORIO IMMOBILIARE PREVISIONALE CITTA' DI BERGAMO - 2012

RAPPORTO FIAIP SULL'ANDAMENTO DEL MERCATO IMMOBILIARE SETTORE URBANO “BERGAMO 2011 - PREVISIONI 2012”
(rilevazione dati su base annua condotta dal 1 al 10 dicembre 2011)
Clicca qui per il report statistico con dati e grafici
Prosegue la discesa dei prezzi nel 2011: in aumento il numero degli immobili messi in vendita, nel residenziale prosegue il calo dei prezzi a -13%, transazioni in contrazione del 9%.
Grande cautela degli agenti immobiliari, che prevedono una diminuzione delle compravendite e una sostanziale tenuta delle locazioni.

Scendono ancora (per il quarto anno consecutivo) i prezzi medi delle compravendite nel 2011. Secondo il Report dell’Osservatorio previsionale Fiaip Bergamo le compravendite immobiliari fanno registrare un andamento medio dei prezzi in calo del 13% per le abitazioni. I valori si attestano invece al -15% per il commerciale, -19% per il segmento direzionale e -22% per i capannoni, segno della crisi del settore terziario e produttivo. Il 45% degli acquirenti bergamaschi comprano casa con il mutuo, percentuale che sale al 73% nel segmento degli extracomunitari: il ricorso al mutuo è in calo rispetto all’anno scorso a causa della stretta creditizia in corso. Il 43% degli acquirenti permuta la sua abitazione. Fase di attenta riflessione sul mercato per gli agenti immobiliari, che non paiono disponibili ad assecondare richieste di realizzo immobiliare slegate dalla realtà. Le previsioni per il 2012 indicano grande cautela e non sono ottimistiche, non ci si aspetta sia l’anno della ripresa. E’ quanto emerge da un campione di informazioni elaborate e raccolte da oltre 100 agenti immobiliari Fiaip bergamaschi, al fine di misurare non solo le variazioni dei prezzi, ma in particolare l’andamento del mercato immobiliare.
Il campione rappresentativo dell’area urbana bergamasca è fotografato dal Report dell’ “Osservatorio previsionale Fiaip Bergamo” dedicato al mercato immobiliare del 2011 e alle previsioni 2012.
L’Osservatorio è curato dal Comitato scientifico Fiaip Bergamo, composto dal presidente provinciale Giuliano Olivati insieme ai consiglieri provinciali Roberto Boffelli, Antonino Chiarini, Salvatore Ranucci e Roberto Tassetti.
Il Report fa da battistrada all’Osservatorio immobiliare urbano nazionale 2012 realizzato anche quest’anno da Fiaip, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali. L’Osservatorio bergamasco e nazionale è realizzato con il supporto scientifico dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Statistiche.
Il mercato delle compravendite e delle locazioni è stato messo sotto la lente per tipologia, ubicazione e stato della conservazione degli immobili. Sono stati individuati i vari tipi di contratti e la loro conclusione, anche con riferimento al credito e alla tipologia della clientela, individuando il numero delle transazioni e delle locazioni concluse tramite l’attività degli agenti immobiliari. Per quanto riguarda i prezzi, per favorire la sinossi statistica sono stati espressi su 3 macrozone, centro, periferia ed estrema periferia, mentre nel prosieguo di questo volume troverete i valori analitici dei 43 quartieri del capoluogo. Ma veniamo alla situazione di Bergamo delineata dall’Osservatorio previsionale Fiaip.
Compravendite

In generale, il mercato indica nel 2011, rispetto all’anno precedente, un andamento dei prezzi in diminuzione del 13,57 per il residenziale. Performance più deludenti invece per il commerciale (- 15,29%), per gli uffici (-19,97%) e per i capannoni (-22,5%). Si tratta di segmenti direttamente influenzati dalla congiuntura economica ancora critica, che determina una stagnazione della domanda. Per quanto riguarda il numero delle transazioni si rileva una diminuzione percentuale che varia dal -9,14% delle abitazioni (in netto peggioramento rispetto al 2010) fino al -13,57% dei negozi e al -14,57% per gli uffici. Fanalino di coda i capannoni anche per numero di compravendite, attestate al -16,25%. Da registrare la lentezza del mercato, con l’85,71% delle rilevazioni di calo della domanda di abitazioni e aumento dell’offerta: questo dato non può segnare la fine del trend negativo che ha ingessato il settore immobiliare dal 2007. Aumenta nel 2011 l’interesse per le abitazioni nuove o ristrutturate (insieme fanno il 60,5% del reale venduto), a scapito degli alloggi usati in buono stato (32,5% delle transazioni residenziali), mentre tiene la nicchia il mercato degli immobili da ristrutturare (7%). Il tempo medio di vendita degli immobili ad uso abitativo a sopresa scende tra i 3 e i 6 mesi per il 43,29%, possibile segnale di autoregolamentazione del mercato che premia il calo dei prezzi. Il 50,71% delle vendite avviene ancora tra i 6 e i 9 mesi e oltre, mentre solo il 5% delle transazioni si concretizza entro i primi 3 mesi di incarico. In lieve calo la percentuale di coloro che ricorrono al sistema creditizio, che scende sotto la metà delle compravendite concluse (45,71%), segno di una contrazione del credito ipotecario. Scende anche la quota di chi compra esclusivamente con mezzi propri (10,71%) e sale quella di chi permuta il suo vecchio alloggio (43,57%), segno che nel mattone sta la ricchezza dei bergamaschi e la loro opportunità di trovare una soluzione residenziale migliore. Anche nel segmento degli acquirenti extracomunitari la quota di chi compra casa con il mutuo scende al 73,6%.
Ma quali sono gli immobili più ricercati? I bergamaschi apprezzano da sempre trilocali e bilocali, centrali/semicentrali ed in buono stato. Dai risultati dell’indagine Fiaip si rileva infatti che le unità residenziali maggiormente compravendute sono per il 44,3% trilocali e per il 26,8% bilocali. Scarso l’appeal del monolocale, tipologia poco presente a Bergamo. L’ubicazione è prevalentemente posta in zone semicentrali (42%, in forte aumento), mentre centro e periferia totalizzano ognuno il 21,5%, l’estrema periferia il 9% e le location di pregio solo il 6%. Lo stato di conservazione che prevale è il nuovo e ristrutturato (insieme totalizzano il 60,5%, in ascesa), seguito dall’usato in buono stato (32,5%), mentre le case da ristrutturare coagulano solo il 7% del reale venduto.
Le previsioni per il 2012 indicano un peggioramento generale dell’andamento delle compravendite degli immobili ad uso abitativo, con performance meno soddisfacente nelle periferie meno qualificate. I dati raccolti per il comparto residenziale danno come previsione un aumento dei tempi di vendita degli immobili residenziali per tutte le location (anche qui fanalino di coda le estreme periferie).

Locazioni
Il mercato della locazione vede nel 2011 un ridimensionamento generalizzato dei prezzi: si tratta di una flessione a -15% per il comparto abitativo, mentre la diminuzione dei canoni è stimata al -10,71% per il commerciale, seguito dagli uffici a -19,57% e capannoni a -22,5%. Rispetto al 2010 il mercato delle locazioni indica, per il comparto residenziale, un calo della domanda e un aumento dell’offerta. In moderata decrescita il numero dei contratti residenziali (-4%), più sensibile contrazione per negozi (-7%), uffici (-7,86%) e capannoni (-12,5%). Per le locazioni i tempi medi per affittare un immobile ad uso abitativo si attestano prevalentemente su un periodo da 3 a 6 mesi, in aumento rispetto al dato rilevato nel 2010. La tipologia residenziale regina della locazione è il bilocale (50%), seguito dal trilocale (27,5%), ubicato in zone centrali (30%) o semicentrali (35,5%), mentre le location di pregio sono ferme al 4% del totale. Gli alloggi affittati sono in prevalenza usati in buono stato (50%), o nuovi/ristrutturati (26%).
Per quanto riguarda le previsioni per il 2012 per il mercato delle locazioni, si indica una sostanziale stazionarietà del numero dei contratti d’affitto ad uso residenziale per gli immobili situati nelle zone centrali e semicentrali del capoluogo, con maggior proobabilità di contrazione nelle periferie.

Trend e interpretazioni
di Giuliano Olivati
Presidente Fiaip Bergamo

Repricing e riqualificazione energetica
Due parole d’ordine per il mattone nel 2012

√ Repricing
Magica parola inglese che significa “dimmi che venditore sei e ti dirò che prezzo fai, e viceversa”

Cosa sta succedendo nel settore immobiliare italiano? Con l'eccezione delle metropoli come Milano o Roma, da sempre più dinamiche e commerciali della media del real estate nazionale, all'ombra dei mille campanili del Belpaese il mercato sembra essersi intorpidito a causa della forbice nel pricing immobiliare tra domanda e offerta. Nel settore residenziale i venditori spesso non hanno necessità né reale volontà di alienare l’immobile, parcheggiato su piazza con richieste anacronistiche e fuori mercato; d’altro canto gli acquirenti, che nella stragrande maggioranza dei casi hanno già un tetto sulla testa e non hanno fretta di comprare, sono alla ricerca di buoni affari o comunque di un acquisto sui valori di mercato correnti.

Per soprammercato una volta individuato l’immobile da acquistare gli acquirenti hanno poi il problema di permutare il loro immobile usato, spesso di difficile collocazione, con un rallentamento del volano del cambio – casa che è il motore di un mercato immobiliare maturo e di sostituzione come quello attuale. Anche i rigidi parametri bancari per l’erogazione dei mutui rallentano gli scambi, e diminuiscono di conseguenza le compravendite, con una sorta di rimpicciolimento del mercato.

La buona notizia è che la casa resta al centro dei desideri dei connazionali (e dei bergamaschi in particolare), la cattiva notizia è che questa voglia di casa tutta italiana si scontra con una richiesta su valori molto alti. Noi agenti immobiliari professionali infatti parliamo di richieste che vanno riviste, il che non vuol dire svendere il proprio immobile ma solo vendere a prezzo di mercato. E oggi il prezzo di mercato non è più riferibile a quello che era nel 2007, anno di punta delle quotazioni del precedente ciclo immobiliare. Detto questo, la casa è ancora il bene rifugio per antonomasia dato che, a fronte di una crisi sistemica (e non più ciclica come in passato) dell'economia, l'immobiliare - Italia ha visto raddoppiare i valori in 10 anni, pur al netto dei ribassi 2007 - 2011. Però chi vende deve rendersi conto che questo mercato ormai è soggetto alle stesse regole di un qualunque altro mercato con i suoi alti e bassi, ma soprattutto senza la certezza della crescita sempre e comunque. Il mercato immobiliare non è più una funicolare con la cremagliera che tira inesorabilmente verso l'alto in linea retta, e forse non lo sarà mai più. Quindi viene meno il ritornello attendistico del passato, "forse chiedo un po' troppo per casa mia, ma tra sei mesi o un anno il mercato con la sua crescita mi darà ragione". Chi è in grado oggi di prevedere cosa succederà nel sistema economico, macro e micro, tra sei mesi o un anno?

Per questo gli agenti immobiliari oggi più di ieri hanno imparato la magica parola inglese "repricing", cioè revisione del prezzo. Quanto più la richiesta iniziale sarà realistica, tanto meno elastica sarà la trattativa, e viceversa: il che significa che se i proprietari venditori richiedono i prezzi del 2007, per vendere dovremo fare una trattativa al ribasso del 20/30 per cento, e prepararla con vari step di riduzione del prezzo richiesto. Se invece il proprietario è realistico nella sua prima richiesta, anche gli acquirenti se ne rendono conto e riducono il margine di controfferta. E’ opinione comune nel settore che se si prendono i valori di picco del 2007 e si toglie il 30%, la richiesta viene considerata congrua dall'acquirente, senza ulteriori trattative. Altra opinione comune è che nelle forchette dei valori di zona minimo/massimo, il reale venduto tenda ad assestarsi sul valore minimo, spesso dopo una laboriosa trattativa per chiudere la forbice tra domanda e offerta.

Il gioco si è fatto duro e solo i duri son rimasti in gioco. Il nostro lavoro di mediatori immobiliari professionali oggi si concentra sulla pre-qualificazione del proprietario venditore (o "finto venditore") e sul costante dialogo con lui, i report periodici sulle azioni di marketing, le visite all'immobile dei potenziali acquirenti, le loro impressioni, le trattative. Alla fine starà alla responsabilità del proprietario trarre le conclusioni e lavorare sull'unica variabile che ha in mano, ossia il prezzo di vendita. Il tutto se davvero vuole vendere la sua casa oggi, ai valori di oggi. La macchina del tempo nemmeno quei satanassi di agenti immobiliari son riusciti ancora ad inventarla.
√ La certificazione energetica di massa rivoluziona il mercato immobiliare
Stiamo vivendo una rivoluzione epocale nel settore immobiliare, un vero e proprio cambio di paradigma. L'obbligo di indicare dal primo gennaio 2012 la classe e l'indice di prestazione energetica negli annunci commerciali per la vendita o l'affitto degli immobili permetterà al consumatore di avere da subito trasparenza sul prodotto che sta cercando, come avviene per le classi Euro nelle automobili. Siamo all’alba di una certificazione energetica di massa del mercato immobiliare, che porterà ad una divaricazione dei valori e alla necessità di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare consolidato, con margini enormi dato che nella sola Bergamo il 50% delle case è in classe G, la meno performante. E' opportuno che i proprietari e le assemblee condominiali approfittino del rinnovo delle agevolazioni del bonus energia per il 2012 per riqualificare il loro immobile con opere di contenimento energetico, come caldaie, cappotti, coibentazioni e serramenti ad alta tenuta termica, per mantenere nel tempo il valore del patrimonio immobiliare. Anche la conferma delle agevolazioni del 36% sulle ristrutturazioni indica la precisa volontà del governo di stimolare l'ammodernamento del parco case nazionale, per rispettare il protocollo di Kyoto e ridurre consumi energetici e inquinamento divenuti ormai insostenibili. La location resta il parametro fondamentale della scelta di una casa; ma a parità di location, è pacifico che saranno gli immobili nelle classi energetiche più performanti (le prime tre) a spuntare quotazioni migliori.

Clicca qui per il report completo con la nota statistica dell'Università di Bologna, la rassegna media e il file pdf con i grafici sul mercato bergamasco 2011 e le previsioni 2012

Posted 4 days ago by giuliano olivati
(sylvestro)
Tuesday, February 21, 2012 7:21 AM
Case: per rilanciare il mercato arriva l’affitto a riscatto

20 febbraio 2012 Bergamo


Il mercato immobiliare a Bergamo

BERGAMO — L’affitto a riscatto salverà il mercato immobiliare? Questa la domanda che aleggiava sul convegno dedicato alle “nuove forme contrattuali di compravendita” tenuto a un passo da Brescia, nella sala congressi dell’hotel President di Roncadelle. L’evento formativo è stato organizzato da Fiaip Lombardia (la Federazione italiana agenti immobiliari professionali), e ha riempito la sala con 200 professionisti del mattone giunti anche dalle province di Bergamo, Cremona e Mantova.

“Vogliamo fornire una chiave di lettura diversa rispetto al passato in fatto di contrattualistica”, spiega Franco Arosio, presidente Fiaip Lombardia, “nessuno ha la bacchetta magica ma la crisi del mercato immobiliare ci spinge a esplorare anche vie nuove”. Giuliano Olivati, presidente Fiaip Bergamo e delegato regionale alla cultura e formazione, commenta “ai nostri associati vogliamo fornire strumenti operativi concreti, modelli di contratto che possono spendere per trovare soluzioni ai problemi dei clienti. Quella di oggi è una tappa di un road show di aggiornamento professionale che il nostro “Servizio formazione permanente” proseguirà in tutta la Lombardia nel corso del 2012, toccando gli argomenti di maggior attualità per i professionisti del real estate”.

I relatori, il notaio Carlo Giani e l’avvocato Ernesto Marchese, hanno illustrato tre modelli contrattuali, vendita con riserva di proprietà, locazione con patto di futura vendita e affitto a riscatto (rent to buy), chiarendo che il primo tipo di contratto si adatta meglio ai rapporti tra privati, mentre gli ultimi due sono utilizzati solitamente nell’acquisto dal costruttore. Il fatto positivo è che le banche si stanno interessando all’affitto a riscatto, perché l’acquirente che lo paga regolarmente dimostra attaccamento al bene-casa e serietà, creandosi un “merito creditizio”. “La notizia – spiega Franco Arosio – è che una banca di credito cooperativo, operante nella Regione Lombardia, ha introdotto un tipo di finanziamento pensato per adattarsi a questo tipo di contrattualistica. Vogliamo lavorare con altre banche, anche attraverso la società di mediazione creditizia della nostra Federazione, perché si moltiplichino iniziative di questo tipo”.

Al termine del convegno Marco Grumetti, presidente Fiaip Milano e coordinatore del centro studi lombardo, ha presentato la nuova modulistica regionale, apprezzata soprattutto per la chiarezza ed efficacia della proposta d’acquisto – preliminare di compravendita. I nuovi moduli saranno disponibili dal prossimo mese in formato cartaceo per gli agenti immobiliari Fiaip della regione.

Il convegno, aperto a tutti gli agenti immobiliari, verrà replicato a Milano giovedì 23 febbraio ore 15.30 – 18.00, nella sala conferenze di Assoedilizia, Via Meravigli 3.
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