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Full Version: Marte
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Monday, September 22, 2008 12:33 AM
La sonda Phoenix ha analizzato a fondo un campione di suolo
confermando i risultati già ipotizzati in precedenza
La Nasa: "C'è acqua su Marte
L'abbiamo toccata ed esaminata"




La sonda Phoenix sul suolo marziano

La missione è stata prolungata di cinque settimane, fino al 30 settembre

WASHINGTON - La Nasa ha ufficialmente confermato oggi che c'è acqua su Marte. Le prove dell'esistenza di acqua su Marte sono state fornite dalla sonda Phoenix. "Abbiamo le prove", ha detto il ricercatore della University of Arizona William Boynton in una dichiarazione della Nasa.

"In precedenza avevamo osservato la presenza di acqua ghiacciata - ha aggiunto riferendosi alle osservazioni fatte con la sonda Mars Odyssey - ma questa è la prima volta che acqua su Marte è stata toccata ed esaminata".

GUARDA LA VIDEORICOSTRUZIONE - GUARDA LE FOTO

Infatti un campione del suolo marziano è stato prelevato ed esaminato dalla strumentazione della sonda Phoenix Mars Lander, ed è stato riscontrato che effettivamente si tratta di acqua. Tanto che, con il riscaldamento, si legge nel comunicato della Nasa, si è trasformata in vapore.

La Phoenix è dotata di una raffinatissima strumentazione, compreso uno spettrometro di massa, uno strumento capace di trovare tracce infinitesime di materiale organico e di verificare il rapporto tra i diversi isotopi di ossigeno e azoto, il cui valore può essere influenzato dai processi biologici. E' stato attraverso questi strumenti che Phoenix ha 'assaggiato' per la prima volta nella storia della ricerca spaziale l'acqua marziana. I risultati di quel test sono stati inviati a Terra grazie ai satelliti Mars Odissey e Mars Orbiter.

La Nasa, alla luce della scoperta, ha deciso di estendere di cinque settimane, fino al 30 settembre, la missione: "La Phoenix è a posto, e quindi vogliamo usufruire del vantaggio di avere questa risorsa in uno dei siti più interessanti di Marte", spiega Michael Meyer, lo scienziato a capo del Mars Exploration Program al quartier generale della Nasa. La sonda Phoenix è atterrata sul Polo Nord di Marte il 25 maggio scorso.

Nelle prossime settimane, verranno esaminati pertanto altri campioni. Obiettivo, capire se "in questa parte di Marte era possibile la vita". Mentre sarà compito delle prossime missioni capire se "in questo ambiente c'è anche la vita".

(31 luglio 2008)

Rep








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Monday, September 22, 2008 12:36 AM

C'è acqua sul Pianeta Rosso



Vista panoramica su Marte. Sono le fotografie scattate dalla sonda Phoenix della Nasa, che è atterrata sul Pianeta Rosso nel maggio scorso e ora, dopo settimane di studi e dopo aver individuato il ghiaccio, dà la conferma: c'è acqua. "L'abbiamo toccata", hanno detto gli scienziati. Una scoperta che potrebbe rendere possibile capire se ci sia mai stata la vita su questo pianeta. Intanto, la missione "marziana" è prolungata di cinque settimane

Rep







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Monday, September 22, 2008 12:39 AM

Marte, le "vie" dell'acqua



Marte chiama Terra. Mars Express, il satellite dell'Esa in missione sul pianeta, continua a mandare immagini incredibili. In questa galleria sono raccolte le foto di Echus Chasma, una delle maggiori aree di risorse idriche del pianeta (si estende per 3mila chilometri), scattate con una speciale camera ad alta risoluzione. E' stato ormai dimostrato che su Marte esistono le condizioni per la vita: l'annuncio lo hanno dato gli scienziati della Nasa responsabili della missione della sonda Phoenix. Inoltre sono state individuate tracce di acqua nel metro cubo di suolo raccolto dal braccio robotizzato e analizzato dalla sonda. E nell'emisfero settentrionale sono ora evidenti i segni di un gigantesco impatto cosmico

Rep








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Monday, September 22, 2008 12:40 AM













g
Sunday, November 16, 2008 11:39 PM
La loro presenza attesta la lunga presenza di acqua
Gemme di opale scintillano su Marte
Minerali della pietra preziosa trovati
in abbondanza in un canyon nell'equatore del pianeta



Il satellite che ha individuato
l'opale su Marte

ROMA - L’opale, una delle gemme più raffinate e seducenti, è stata trovata in abbondanza nei terreni, oggi apparentante aridi, di Marte. La notizia sarebbe solo una curiosità se non avesse un più profondo significato geologico: la conferma che un ambiente ricco di acqua caratterizzò la storia del pianeta nostro vicino di casa per un periodo più lungo di quanto finora stimato. Motivo di più per sperare che Marte aveva le carte in regola per l’insorgere e il diffondersi della vita. La scintillante scoperta, alla lettera, è stata fatta da lontano: dall’alto di un’orbita marziana attorno a cui ruota Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), una navicella spaziale americana dotata di uno strumento chiamato spettrometro che è in grado di riconoscere la composizione dei minerali sparsi nei terreni analizzando la loro luce riflessa. L’opale è stata localizzata in diverse aree di quell’immenso canyon chiamato Valles Marineris che si snoda in corrispondenza dell’equatore marziano.

FIUMI - La scoperta costituirebbe una prova indiretta che un tempo quelle zone, formate da rocce di natura vulcanica, erano percorse da fiumi d’acqua che ristagnarono a lungo, dando così la possibilità alle rocce ignee di idratarsi, formando minerali come l’opale. «Per noi si tratta di una scoperta eccitante perché estende il tempo di presenza di abbondante acqua sul pianeta di un miliardo di anni, in un luogo di Marte che poteva essere adatto a sostenere la vita, almeno a livello elementare», riferisce con soddisfazione Scott Murchie, fisico della John Hopkins University del Maryland e responsabile della missione MRO. I risultati della scoperta, annuncia lo scienziato, saranno pubblicato sul numero di novembre della rivista scientifica internazionale «Geology». Ora i cacciatori di vita marziana hanno un indizio in più per programmare esplorazioni automatiche per mezzo di robot nelle zone in cui si evidenziano i giacimenti di opale, nella speranza di trovare almeno i resti fossili di organismi elementari vissuti nell’infanzia del pianeta, prima che la maggior parte dell’acqua evaporasse misteriosamente, riducendo Marte a un mondo arido e freddo. Costituita da una miscela di silicati e di acqua, l’opale, è caratteristica per il suo aspetto lattiginoso, arricchito da striature variopinte. Gli storici inglesi dicono che fosse la gemma preferita dalla Regina Vittoria, che ne indossava sempre una, o pendente al collo, o incastonata su spille e anelli. Peccato che gli organismi marziani non si siano evoluti a tal punto da poter utilizzare quella che c’è in abbondanza nel loro sfortunato pianeta!

Franco Foresta Martin
29 ottobre 2008(ultima modifica: 30 ottobre 2008)

Rep








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Saturday, June 20, 2009 12:13 AM
SPAZIO
Torna il mistero dell'acqua
c'è un lago sul Pianeta Rosso




Scoperto da un ricercatore italiano, l'invaso risale
a tre miliardi e quattrocento milioni di anni fa.

Aveva una dimensione superiore a quello di Como

di LUIGI BIGNAMI
SE potessimo far tornare indietro il tempo di 3 miliardi e 400 milioni di anni e puntassimo i telescopi verso Marte, avremmo l'opportunità di osservare almeno un lago d'acqua più grande di quello di Como, con tanto di spiagge. Quel lago, in quell'epoca, occupava infatti una superficie minima di 195 km quadrati, ma arrivava a estendersi fino a 212 km quadrati.

La scoperta è stata realizzata da Gaetano di Achille, ricercatore all'Università del Colorado (Usa) ed è stata pubblicata sulla rivista Geophisical Research Letters. E' la prima volta che l'analisi di immagini riprese da una delle sonde che ruotano attorno al Pianeta Rosso mette in luce con tanta chiarezza la presenza di antiche rive lacustri.

L'invaso, lungo 57 km, si trovava in una valle che si distende per 1.300 km, nota come Shalbataba Vallis e larga mediamente una ventina di chilometri. Essa drenava le acque che giungevano da un immenso bacino che si trova a nord, noto come Chryse Planitia. Spiega di Achille: "In certi punti il lago raggiungeva una profondità di 450 m e al suo interno vi erano gigantesche conoidi". L'invaso era alimentato da un corso d'acqua con una portata paragonabile alla quantità che possiede un fiume terrestre di medie dimensioni.

Nonostante siano più di uno i laghi e i mari che, stando a diverse ricerche, si svilupparono sulla superficie di Marte, fino ad oggi non ve ne era alcuno che mostrasse evidenze così chiare della sua morfologia e della sua storia. L'erosione causata dal vento, dalla caduta di meteoriti e da eruzioni vulcaniche possenti, infatti, è stata fatale, in un arco di tempo di miliardi di anni, per la maggior parte delle strutture morfologiche lacustri.

Shalbataba Vallis invece è stata preservata da tutto ciò, e grazie alle immagini riprese dalla sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter (da 300 km di quota in grado di osservare oggetti anche soli 30 cm) si è riusciti ad identificare le coste, i delta e gli strati sedimentari lasciati dall'acqua del lago.

Sembra che esso abbia terminato la sua esistenza in un arco di tempo assai breve, in quanto non si osservano coste via via sempre più basse. Continua di Achille: "Vi sono due possibili spiegazioni. Un repentino cambiamento climatico oppure un forte abbassamento della temperatura che ghiacciò il lago, il cui ghiaccio poi, sublimò (passò da solido a vapore, senza passare allo stato liquido) completamente, impedendo la formazione delle coste". Questo confermerebbe precedenti studi che vogliono che nel periodo geologico marziano chiamato Hesperiano, a epoche della durata di migliaia di anni con un clima quasi terrestre, se ne alternavano altre assai più rigide".

La presenza di acqua sulla superficie di Marte si sta connotando con sempre maggiori dettagli. Per quella che fu presente miliardi di anni fa, vi è la testimonianza di giganteschi fiumi ed ora di laghi che coprirono grandi aree del pianeta, per quella attuale invece le testimonianze sono legate alla presenza di ghiaccio certo non solo in prossimità del Poli marziani, ma anche a pochi metri sotto la superficie, in vari punti del pianeta. C'è però da ricordare che acqua liquida potrebbe sgorgare da geyser che sono stati fotografati attorno a vari crateri, la cui acqua però sublima nell'arco di pochi minuti.

Una serie di immagini riprese dalla sonda Phoenix scesa l'anno scorso in prossimità del Polo Nord, infine, mostra chiaramente la presenza di goccioline di acqua liquida accrescersi sulle zampe della sonda stessa. Il fatto che essa possa essere rimasta liquida nonostante le temperature rigidissime è spiegabile grazie alla presenza di una grande quantità di sali che ne hanno abbassato il punto di congelamento.

(19 giugno 2009)

Rep


g
Thursday, July 16, 2009 4:14 PM
Il clima dei pianeti
La vera temperatura del suolo di Marte


Eseguiti test mineralogici indispensabili per interpretare correttamente i dati che verranno raccolti dalla stazione meteorologica spaziale REMS, il cui lancio è previsto per il 2011
Il tipo di mineralogia della superficie di Marte influenza la misurazione della sua temperatura: è quanto afferma uno studio del Centro di astrobiologia CSIC-INTA di Madrid pubblicato sull'ultimo numero della rivista "Journal of Environmental Monitoring". Il risultato consentirà di interpretare più correttamente i dati raccolti dal sensore montato sul Mars Science Laboratory (MSL) della stazione meteorologica REMS (Rover Environmental Monitoring Station) della NASA, il cui lancio è previsto per il 2011.

"Abbiamo verificato per mezzo di test di spettroscopia infrarossa come le associazioni chimico-mineralogiche sulla superficie del Pianeta Rosso possano influenzare la misurazione della sua temperatura", ha commentato María Paz Martin, coautrice dello studio. "La spettroscopia infrarossa registra in che modo le differenti miscele di minerali riflettono questo tipo di radiazione e questa informazione può essere utilizzata per calcolare la temperatura ambientale."

Nel corso della ricerca, gli studiosi hanno selezionato e preparato campioni di minerali terrestri che si sa essere presenti sul Marte, come ossidi, ossi-idrossidi, solfati, cloruri, opali e altri derivati dell'argilla. Dopo essere stati polverizzati per ottenere le dimensioni medie tipiche delle particelle di suolo marziano (45 micron), i minerali sono stati mescolati con il basalto, la più importante tra le rocce del Pianeta Rosso, e sottoposti a test per valutare come la riflettanza infrarossa variasse in funzione dei livelli di lunghezze d'onda a cui lavorerà la stazizone REMS.

"I nostri esperimenti - ha concluso la Martin - confermano come qualunque sviluppo di analisi chimico-mineralogica su Marte richieda la preliminare soddisfazione di alcuni test metodologici da svolgere sulla Terra". (fc)



(15 luglio 2009)

Sci


g
Thursday, July 16, 2009 4:28 PM

E' finita la missione simulata su Marte



E' terminata la prima missione simulata di un viaggio su Marte. Dopo 105 giorni, i sei volontari sono usciti dalla struttura presso l'Istituto di ricerca per i problemi biomedici di Mosca. Qui sono stati in isolamento nell'ambito dell'esperimento Mars 500 dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa)

rep


sperminator
Thursday, July 16, 2009 4:31 PM
chissa' se l' uomo andra' mai veramente su marte oppure anche stavolta hollywood dara' il meglio di se stessa ...
g
Thursday, July 16, 2009 4:37 PM
Re:
sperminator, 16/07/2009 16.31:

chissa' se l' uomo andra' mai veramente su marte oppure anche stavolta hollywood dara' il meglio di se stessa ...

Clicca


sperminator
Thursday, July 16, 2009 5:15 PM
Re: Re:
g, 16/07/2009 16.37:





io intendevo la grandissima farsa del 21 luglio 1969
g
Thursday, July 16, 2009 7:52 PM
Re: Re: Re:
sperminator, 16/07/2009 17.15:




io intendevo la grandissima farsa del 21 luglio 1969

Ma se popo lì dice ke i Russi hanno dato i dati del Lunik ke ha visto tutto dall'orbita della Luna xké orbitava da 2 giorni,Spè



sperminator
Thursday, July 16, 2009 8:00 PM
Re: Re: Re: Re:
g, 16/07/2009 19.52:

Ma se popo lì dice ke i Russi hanno dato i dati del Lunik ke ha visto tutto dall'orbita della Luna xké orbitava da 2 giorni,Spè







ma figurati .. agli americani bruciava il che nel 1961 i russi fossero andati per primi nello spazio, e dovevano ASSOLUTAMENTE andare sulla luna entro la fine degli anni '60 come gia' promesso ad inizio decennio da kennedy .. anche per distogliere l' attenzione dalla guerra del vietnam che doveva finire in un lampo e invece ...
g
Thursday, July 16, 2009 8:01 PM
Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 16/07/2009 20.00:




ma figurati .. agli americani bruciava il che nel 1961 i russi fossero andati per primi nello spazio, e dovevano ASSOLUTAMENTE andare sulla luna entro la fine degli anni '60 come gia' promesso ad inizio decennio da kennedy .. anche per distogliere l' attenzione dalla guerra del vietnam che doveva finire in un lampo e invece ...

Ed invece i Russi k'erano lì con 1 sonda piena di telecamere nn li avrebbero visti allunare e nn hanno fatto ness1 casino tenendosi 1 inculata inesistente,capisco


sperminator
Thursday, July 16, 2009 8:17 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re:
g, 16/07/2009 20.01:

Ed invece i Russi k'erano lì con 1 sonda piena di telecamere nn li avrebbero visti allunare e nn hanno fatto ness1 casino tenendosi 1 inculata inesistente,capisco






se avessero avuto li' la sonda per le telecamere tanto vale che ci andavano loro per primi, sulla luna
g
Thursday, July 16, 2009 8:58 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 16/07/2009 20.17:




se avessero avuto li' la sonda per le telecamere tanto vale che ci andavano loro per primi, sulla luna

X te l'Apollo 10 ke andò a fare i test snz il carburante x allunare a ke serviva?




g
Sunday, August 22, 2010 12:00 AM
Strumenti per Marte

ESA e NASA hanno annunciato i risultati della selezione per gli strumenti scientifici che parteciperanno alla prima tranche della missione congiunta ExoMars. Quella, per intenderci, che parte nel 2016, ed è stata battezza chiama ExoMars Trace Gas and Data Relay Orbiter, dato che l’obiettivo principale è la ricerca di gas, in particolare metano, nell’atmosfera marziana.

In grassetto, gli strumenti con una partecipazione italiana

Ecco l’elenco (in grassetto, gli strumenti con una partecipazione italiana):

The selected science instruments are:
- Mars Atmospheric Trace Molecule Occultation Spectrometer (MATMOS). An infrared spectrometer to detect very low concentrations of molecular constituents of the atmosphere. Principal Investigator: Paul Wennberg California Institute of Technology, Pasadena, USA. Participating countries: US, CA.
- High-resolution solar occultation and nadir spectrometer (SOIR/NOMAD). An infrared spectrometer to detect trace constituents in the atmosphere and to map their location on the surface. Principal Investigator: Ann Vandaele, Belgian Institute for Space Aeronomy, Brussels, Belgium. Participating countries: BE, IT, ES, GB, US, CA.
- ExoMars Climate Sounder (EMCS). An infrared radiometer to provide daily global measurements of dust, water vapour and chemical species in the atmosphere to aid the analysis of the spectrometer data. Principal Investigator: John Schofield, Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, USA. Participating countries: US, GB, FR.
- High-resolution Stereo Color Imager (HiSCI). A camera to provide 4-colour stereo imaging at 2 m resolution per pixel over an 8.5 km swathe. Principal Investigator: Alfred McEwen, University of Arizona, Tucson, USA. Participating countries: US, CH, GB, IT, DE, FR.
- Mars Atmospheric Global Imaging Experiment (MAGIE). A wide-angle multi-spectral camera to provide global images in support of the other instruments. Principal Investigator: Bruce Cantor, Malin Space Science Systems, San Diego, USA. Participating countries: US, BE, FR, RU.

L’orbiter, che sarà lanciato dalla NASA con un Atlas, trasporta anche il dimostratore di un modulo di discesa europeo (EDL)

Se le informazioni che trovo in rete sono corrette, la partecipazione italiana a NOMAD è guidata da Giancarlo Bellucci (IFSI), mentre su HiSCI non saprei. Integrazioni e correzioni sono quindi, come sempre, benvenute.

update: ecco le informazioni su HiSCI!

Scritto mercoledì, 4 agosto, 2010
Il link sul sito delle Scienze



g
Monday, October 03, 2011 1:13 AM
Marte, le immagini
del cratere Eberswalde




Alcune immagini del cratere Eberswalde, formatosi oltre tre milioni e mezzo di anni fa, nell'area montagnosa a sud di Marte. Le fotografie sono state scattate dalla sonda Mars Express

Rep


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Monday, October 03, 2011 1:14 AM



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Monday, December 12, 2011 10:24 PM
venerdì 9 dicembre 2011
di Alfonso Maruccia
Acqua su Marte?
Calma e gesso




Il rover marziano di NASA ha individuato quelle che vengono definite come prove inconfutabili della presenza di acqua su Marte, almeno in un tempo passato
Roma - Le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno fornito indizi ampiamente sufficienti a confermare l'esistenza di giacimenti d'acqua su Marte, e nuovi indizi ancora emergono grazie al lavoro delle agenzie spaziali di tutto il mondo. L'ultima scoperta di NASA appena annunciata sarebbe però la prova inconfutabile del fatto che sì, il Pianeta Rosso era un tempo molto più "bagnato" di quanto lo si possa considerare nel tempo presente.

marteLa nuova traccia del passato di Marte è stata scovata - neanche a dirlo - da Opportunity, il rover gemello del defunto Spirit ammartato (agli antipodi del compagno di viaggio) nel lontano gennaio del 2004. Opportunity ha scovato una sottile vena di gesso, annuncia NASA, fatto che non può essere spiegato se non con la presenza di acqua nei paraggi.

Sedimenti di gesso tendono a formarsi con il filtrare dell'acqua attraverso le rocce, e il rover statunitense ha individuato la vena incastonata in una roccia lungo l'orlo di un enorme cratere (154 km) noto come Endeavour. "Si tratta dell'osservazione più solida che abbiamo fatto nel corso dell'intera missione", ha commentato lo scienziato e responsabile NASA per la ricerca su Spirit e Opportunity Steve Squyres.
Mentre le precedenti "prove" a sostegno dell'esistenza di acqua su Marte presentavano il fianco a osservazioni critiche per via della complessa presenza di composti minerali sulla superficie, dice Squyres, "il gesso individuato di recente è innervato in una roccia. Questa roba si è formata esattamente lì. C'era una spaccatura nella roccia. L'acqua ci è passata attraverso. Il gesso è stato depositato dall'acqua. Fine della storia".

E ora che si ha la prova certa della presenza di acqua nel passato del Pianeta Rosso, non resta che attendere le scoperte potenzialmente sensazionali del nuovo rover Curiosity: il "laboratorio scientifico" in forma di SUV è in viaggio verso Marte per analizzare le rocce e condurre esperimenti chimici complessi direttamente in loco.

Alfonso Maruccia

PI


sperminator
Tuesday, December 13, 2011 9:02 AM
che poi, diciamolo .. ma se c'e' acqua su marte o no a noi che ci cambia ?
g
Tuesday, December 13, 2011 9:13 AM
Re:
sperminator, 13/12/2011 09.02:

che poi, diciamolo .. ma se c'e' acqua su marte o no a noi che ci cambia ?

Capiamo meglio come siamo fatti

Le ricadute tecnologike ne conseguono
Pensa ke il palloncino ke salva la vita del malato allargando le arterie è 1 ricaduta del progetto Apollo



sperminator
Tuesday, December 13, 2011 9:39 AM
Re: Re:
g, 13/12/2011 09.13:

sperminator, 13/12/2011 09.02:

che poi, diciamolo .. ma se c'e' acqua su marte o no a noi che ci cambia ?

Capiamo meglio come siamo fatti

Le ricadute tecnologike ne conseguono
Pensa ke il palloncino ke salva la vita del malato allargando le arterie è 1 ricaduta del progetto Apollo







so benissimo com'e' fatto l' uomo senza bisogno di acqua su marte

istinto primo : cibo
istinto secondo : sesso

poi viene l' arte, la cultura ecc ecc

mica ci vuole la pozzanghera sul pianeta rosso
g
Tuesday, December 13, 2011 10:51 AM
Re: Re: Re:
sperminator, 13/12/2011 09.39:




so benissimo com'e' fatto l' uomo senza bisogno di acqua su marte

istinto primo : cibo
istinto secondo : sesso

poi viene l' arte, la cultura ecc ecc

mica ci vuole la pozzanghera sul pianeta rosso




sqs,con ke strumento mi stai parlando,con il megafono d'8ne dei mercatini del 1800?


sperminator
Tuesday, December 13, 2011 11:15 AM
Re: Re: Re: Re:
g, 13/12/2011 10.51:

sperminator, 13/12/2011 09.39:




so benissimo com'e' fatto l' uomo senza bisogno di acqua su marte

istinto primo : cibo
istinto secondo : sesso

poi viene l' arte, la cultura ecc ecc

mica ci vuole la pozzanghera sul pianeta rosso




sqs,con ke strumento mi stai parlando,con il megafono d'8ne dei mercatini del 1800?





emmoccheccentra l' ottone ?
g
Tuesday, December 13, 2011 1:58 PM
Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 13/12/2011 11.15:



emmoccheccentra l' ottone ?



I computer sono il + brillante esempio di ricaduta tecnologica dal progetto Apollo


sperminator
Tuesday, December 13, 2011 2:41 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re:
g, 13/12/2011 13.58:

sperminator, 13/12/2011 11.15:



emmoccheccentra l' ottone ?



I computer sono il + brillante esempio di ricaduta tecnologica dal progetto Apollo






mi inchino di fronte a tutto cio'
g
Tuesday, December 13, 2011 5:15 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
sperminator, 13/12/2011 14.41:




mi inchino di fronte a tutto cio'



Mi ci stai prendendo?


sperminator
Tuesday, December 13, 2011 7:03 PM
Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re: Re:
g, 13/12/2011 17.15:

sperminator, 13/12/2011 14.41:




mi inchino di fronte a tutto cio'



Mi ci stai prendendo?






come facciamo in ellis tra amici che si conoscono da una decina di anni, in maniera scherzosa e mai cattiva .. rileggiti i tuoi post e fai una considerazione
g
Saturday, May 12, 2012 11:54 PM
Test nel deserto per Curiosity:
il rover sbarcherà su Marte




Test nel deserto vicino Baker, in California, per il rover della Nasa denominato Curiosity in attesa della missione sul pianeta rosso. Secondo un comunicato diffuso dall'agenzia spaziale internazionale mancano 89 giorni alla spedizione del Curiosity, prevista quindi in Agosto. In questa galleria alcune immagini del rover e degli ingegneri Nasa alle prese con le prove tecniche per lo sbarco

Fat


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