Forse un parente?
Che tentazione: Non ho saputo resistere.
Ricordo che da bambino, leggendo la storia romana (scritta per un bambino), m’imbattei in Brenno il condottiero dei Galli Senoni (marchigiani, per intenderci), quello del “Vae Victis””! E ricordate pure le oche e Furio Camillo? Si quello del: "Non auro, sed ferro, recuperanda est patria"? Insomma, fu come fu, Brenno prese Roma ed entrò nel Senato dove si trovò di fronte certi vecchiarelli vestiti di bianco, con una barba fluente e bianca pure lei, che se ne stavano fermi, immobili e con uno scettro in mano come fossero tutti dei re. Non battevano ciglio. Insomma al povero signor Brenno sembrarono finti tant’è che spedì un suo fido a controllare e questi, avvicinatosi a uno dei vegliardi che stava seduto in prima fila, per costatarne la vivacità, gli tirò la barba. Mal gliene incolse poveraccio che il Senatore, improvvisamente animatosi, gli scaricò una tortorata sulla capoccia che lo tramortì ma non abbastanza perché il barbaro non l’ammazzasse seduta stante senza pensarci due volte e, dopo di lui, facesse fuori tutti gli altri Padri della Patria..
Mi pareva di ricordare che il mazziatore si chiamasse proprio Lucio Papirio. E invece si chiamava Marco.
Papirio, naturalmente.
Sandro
PS: credo che quello che ti interessa sia il più famoso Lucio Papirio Cursore.