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Full Version: Lo sapevate che?
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Merpuri
Monday, January 02, 2006 1:42 PM
Le foto di questi posti sono davvero bellissime, e quella raffiguarazione di Madonnina Nera è davvero deliziosa. Il nostro Papa è nato e cresciuto in dei luoghi davvero adorabili!!
RATZGIRL
Tuesday, January 03, 2006 1:30 PM
Bellissima!
Che bella la Baviera!A me evoca immagini di cioia e serenità.
Ratzigirl
Tuesday, January 03, 2006 1:59 PM
MONACO DI BAVIERA





Come la Baviera, anche Monaco è una realtà dalle mille facce, apparentemente molto distanti tra loro, a volte inconciliabili, eppure capaci di creare una speciale atmosfera che avvolge la città, rendendola affascinante agli occhi dei monacensi e dei turisti.



A testimonianza di ciò, basta ricordare che in testa alle città preferite dai tedeschi c'è ormai da diversi anni proprio Monaco, situata a centinaia di km dall'amata-odiata Berlino e nel profondo sud della Germania, la "seconda capitale" del paese, la Milano tedesca, o, secondo una felice definizione, la "città più settentrionale d'Italia".



Oggi, con circa 1,3 milioni di abitanti, è la terza città tedesca, dopo Berlino e Amburgo, è un importante centro turistico e congressuale e ospita prestigiosi musei (basti citare il Deutsches Museum, il più grande museo della scienza e della tecnica al mondo, e la Pinakothek der Moderne, la più prestigiosa collezione d'arte moderna e contemporanea della Germania).



Ma il motore economico non è solo il settore della cultura: qui hanno sede la Siemens, le assicurazioni Allianz, la Munich Re, l'Ufficio Brevetti dell'Unione Europea, la BMW, gli studi televisivi-cinematografici della Bavaria Film e qui si trova il maggior numero di case editrici al mondo dopo New York.


E' una città molto curata, ordinata, per tutti i gusti e per tutte le tasche: grandi alberghi e piccole pensioni a gestione famigliare, eleganti signore che fanno shopping nella Maximilianstraße e giovani che prendono il sole nudi nei centralissimi Englischer Garten o al Feringasee, una ricca stagione teatrale e concertistica ed un'altrettanto fitto calendario di concerti pop e rock...qui si mescolano insieme tradizione e modernità, attaccamento alla propria secolare storia ma anche un attento sguardo rivolto al futuro.







[Modificato da Ratzigirl 03/01/2006 14.00]

euge65
Tuesday, January 03, 2006 6:22 PM
Baviera


Anch'io qualche anno fa visitai la Baviera e ne rimasi subito affascinata, forse perchè amo la montagna o forse perchè ho sempre avuto un certo feeling con quei paesini che sembrano da favola. Anche questo è stato un punto a favore del nostro JOSEPH. Nei miei programmi c'è un nuovo viaggio in Baviera e spero di andare quest'anno. Ho visitato Monaco ed ho trovato la città molto interessante per tradizioni e per altri motivi che qui sarebbe troppo lungo spiegare.Il mio desiderio è ovvio e di visitare MARKTL am Inn perchè in quel viaggio non ebbi modo di andarci. Chissà magari questa è la volta buona.
Ciao Eugenia
Ratzigirl
Tuesday, January 03, 2006 9:47 PM
Ateo ma devoto. Diderot ratzingeriano ante litteram

L'appello di Benedetto XVI a vivere "come se Dio ci fosse" anche quando non si crede in lui, non è tanto campato per aria.



Tra gli atei professi e famosi ce n'è uno che ha messo nero su bianco di aderire "toto corde" all'appello del futuro papa. Futuro per lui, che visse quasi tre secoli fa.

Denis Diderot, 1713-1784, campione degli illuministi francesi e colonna dell'Enciclopedia, toccò più volte la questione e ne scrisse. Lo ha ricordato con felice penna su "il Foglio" - palestra dei moderni atei devoti - lo studioso di letteratura Giuseppe Scaraffia.

Ad esempio, nei "Pensieri sull'interpretazione della natura", pubblicati nel 1753, Diderot conclude con questa preghiera:

"Ho cominciato con la natura, che hanno chiamato la tua opera, e finirò con te, il cui nome sulla terra è Dio. O Dio, so che non
ci sei, ma penserò come se ti vedessi nel mio cuore e agirò come se fossi davanti a te".



Alla sua morte, benché Diderot fosse noto per il suo ateismo, la fama della sua rettitudine era tale che nessuno osò rifiutargli di essere sepolto in terra benedetta.

[Modificato da Ratzigirl 03/01/2006 21.48]

@Nessuna@
Wednesday, January 04, 2006 4:08 AM
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Codice: ZI06010114

Data pubblicazione: 2006-01-01

L’opera letteraria di C.S. Lewis tra “fantasy e Vangelo”

Intervista a Paolo Gulisano, coautore di un volume sull'argomento

ROMA, domenica, 1° gennaio 2006 (ZENIT.org).- Sta suscitando sempre maggiore entusiasmo in Italia la pellicola cinematografica “Le Cronache di Narnia: Il Leone, la Strega e l'Armadio”, tratto da “Le Cronache di Narnia”, la più nota tra le fiabe scritte dallo scrittore anglo-irlandese Clive Staples Lewis.

Si tratta di una saga fantastica che vede per protagonista un grande leone parlante dotato di poteri mistici.

In particolare, l’uscita del film è stata accompagnata dalla pubblicazione di diversi saggi e libri, tra i quali va segnalato il volume “Il mondo di Narnia”, scritto da Andrea Monda e Paolo Gulisano (San Paolo, pp. 182, Euro 14,00).

Autore di “C.S. Lewis: tra Fantasy e Vangelo” (Editrice Ancora, Milano, pp. 200, Euro 15), Paolo Gulisano, medico dedito ad una intensa attività di saggista e scrittore, è tra i maggiori esperti italiani di John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973), Gilbert Keith Chesterston (1874-1936) e Clive Staples Lewis (1898-1963).

Su questi tre autori del fantastico Gulisano ha infatti scritto libri, fondato e animato varie associazioni di rievocazione storica, finalizzate alla conoscenza e diffusione delle loro opere letterarie.

Per conoscere più approfonditamente l’autore de “Le Cronache di Narnia”, ZENIT lo ha intervistato.

Chi è Clive Staples Lewis?

Gulisano: Lewis è stato uno dei più singolari intellettuali dell’Inghilterra del suo tempo, un uomo affascinante e contraddittorio: non era un professionista dei racconti per bambini, nè ebbe mai figli a cui narrare fiabe alla sera, ma realizzò con Narnia un autentico classico; visse gran parte della sua vita in Inghilterra, diventando uno dei massimi protagonisti della vita culturale del Paese, ma era irlandese di Belfast, nel nord dell’Irlanda, di famiglia protestante visceralmente anti-cattolica.

Lewis tuttavia aveva abbandonato in gioventù la religione dei padri, era transitato nei territori aspri dell’ateismo e infine era approdato al Cristianesimo, restando a lungo incerto su quale denominazione di esso (incluso il Cattolicesimo) abbracciare, optando infine, ma non senza precisazioni e distinguo, per l’anglicanesimo: il suo itinerario spirituale fu complesso e tormentato, e quando infine giunse all’ammissione dell’esistenza di Dio, si definì il “convertito più riluttante di tutta l’Inghilterra”.

Ben presto tuttavia divenne uno degli scrittori cristiani più apprezzati della sua generazione, un’apologeta acuto quanto appassionato, autore di testi famosissimi come Le Lettere di Berlicche.

In che modo la letteratura fantastica di Lewis si relaziona con il Cristianesimo?

Gulisano: Lewis cominciò a vedere incrinato il proprio ferreo ateismo dalla lettura, avvenuta durante la convalescenza seguita al ferimento quando era soldato nella Prima Guerra Mondiale, di Gilbert Chesterton, il creatore di Padre Brown, un autore che faceva esplodere nelle pagine dei suoi romanzi e dei suoi saggi – molti dei quali fantastici – una straordinaria vitalità, una passione per il reale, un senso di gratitudine verso la vita pieno di umorismo e di gioia. Una gioia non ottusa – e questo fu subito ben chiaro all’acuta sensibilità di Lewis – ma consapevole e meditata, un sentimento che non prescindeva dall’esistenza del male, del dolore, della contraddizione.

In seguito sarà l’amicizia con Tolkien, inglese dalla profonda fede cattolica, a fargli scoprire che il mito e la fantasia possono essere propedeutici all’incontro con la Verità, e sarà proprio il futuro autore del Signore degli Anelli a far ritrovare la fede a Lewis. Questo “Cristianesimo ritrovato” farà fiorire la creatività dello scrittore di Belfast.

Il sottotitolo del mio libro, tra Fantasy e Vangelo, suggerisce l’esistenza di una relazione profonda tra il linguaggio simbolico del fantastico e il realistico sguardo sulle cose che la fede propone. Sono due realtà solo apparentemente distanti e antagoniste tra loro; vale la pena avventurarsi alla scoperta dei temi, dei significati, dei valori contenuti nella saga delle Cronache di Narnia; vale la pena di cercare ed entrare nel magico armadio di una villa di campagna per esplorare questi mondi fantastici e veri al tempo stesso.

Perché considera così importante l’opera letteraria di Lewis?

Gulisano: Lewis, come Tolkien, attinse dai miti antichi e dai grandi classici della narrativa fantastica per esaltare i temi della trascendenza, partendo dalla nostalgia del Paradiso perduto per esortare l’uomo moderno ad una nuova coraggiosa ricerca del buono, del bello, del Vero. Fu un autore che ebbe modo di cimentarsi con la storia, con la narrativa d’anticipazione, con l’apologia del Cristianesimo tanto da suscitare l’ammirazione di teologi come Von Balthasar e Joseph Ratzinger, nonché la stima dichiarata di Papa Giovanni Paolo II, benché fosse di fede protestante; e che infine riuscì con le sue storie di Narnia a parlare al cuore di milioni di uomini.

Di quali sue opere consiglierebbe la lettura e perché?

Gulisano: Nel mio libro ripercorro tutto il percorso artistico di Lewis, che è ricchissimo e multiforme: si dedicò alla saggistica quanto alla narrativa. Tra i romanzi io consiglierei il ciclo di fantascienza che inizia con “Lontano dal pianeta silenzioso”: non si tratta di semplici avventure spaziali, ma di romanzi che affrontano la condizione umana in tutta la sua drammaticità, e dove al centro delle storie c’è la questione della sopravvivenza dell’umanità a fronte delle sfide luciferine lanciate da chi la vorrebbe manipolare o annientare.

Per quanto riguarda invece la saggistica, tra tutte le opere di Lewis quella che più mi è cara è “Diario di un dolore”, scritto breve sul senso della sofferenza a cui egli lavorò dopo la straziante perdita della moglie. E’ una delle meditazioni più profonde e commoventi sul mistero del dolore, è teologia fatta con la carne e il sangue.

Infine, tra narrativa, immaginazione e ancora una volta sana teologia divulgativa, il classico “Le lettere di Berlicche”: una lettura che dà ristoro e fa riflettere...
Ratzigirl
Wednesday, January 04, 2006 7:41 PM
JOSEF O JOSEPH, IL NOME DI RATZINGER E'' STATO 'RITOCCATO'?

UNA STUDIOSA: NEL DOCUMENTO ANAGRAFICO PREVALE LA PRIMA VERSIONE ORA QUELLA BIBLICA CON IL PH

Citta' del Vaticano, 4 gen.

Josef o Joseph: il nome di papa Ratzinger, nel tempo, e' stato 'ritoccato'? Il curioso interrogativo viene sollevato da una studiosa, autrice della prima guida turistica dedicata ai luoghi dove e' cresciuto il papa tedesco che, venuta in possesso del documento anagrafico relativo al Pontefice, ha notato la modifica nel tempo: ''sino all'epoca della maturita' - argomenta Jeanne Perego, autrice del volume 'La Baviera di Joseph Raztinger: guida pratica ai luoghi di origine di Benedetto XVI' - il papa ha mantenuto il nome di battesimo Josef con la f finale, poi e' cambiato in Joseph''.

Ratzigirl
Wednesday, January 04, 2006 8:20 PM
Papa Benedetto Xvi In Visita All'Ama
Prima visita del suo pontificato per Benedetto XVI al Presepe dei netturbini Ama, il 5 gennaio alle ore 18.00 presso la sede Ama di via Cavalleggeri 5. La visita sara' anche l'occasione per un incontro tra il Pontefice ed i dipendenti dell'Azienda municipalizzata ambiente di Roma. Previsto un importante afflusso di persone comuni e giornalisti.

[devo assolutamnente andarci domani!!!!! ]
Ratzigirl
Wednesday, January 04, 2006 8:34 PM
PAPA NON VOLLE FAR TOGLIERE CARTELLI "SANTO SUBITO"

Piccole rivelazioni vaticane...

La mattina delle esequie di papa Wojtyla, il direttore della sala stampa della Santa Sede chiese di parlare con l'allora cardinale decano Josef Ratzinger, che avrebbe presieduto i funerali, e gli spiego' che in piazza San Pietro erano stati esposti numerosi cartelli con la scritta "Santo subito". "Eminenza, cosa dobbiamo fare, domandiamo che li tolgano?", suggeri' Joaquin Navarro Valls al futuro pontefice. E Ratzinger rispose: "[G]No, per carita'. Questo e' un problema per il prossimo Papa". L'episodio e' stato rivelato oggi dallo stesso Navarro ai giornalisti che erano presenti alla sala stampa estera di Roma, dove e' stata presentata una ricerca dell'Istituto studi sulla pubblica opinione sulle notizie che hanno suscitato maggiore interesse nel 2005. Al primo posto nella graduatoria, richiesta da Sky tv c'e' la morte di papa Wojtyla, mentre i tre personaggi che hanno suscitato maggiore simpatia sono lo stesso Pontefice scomparso, il suo successore Benedetto XVI e il presidente Ciampi. Commentando i dati presentati da Renato Mannheimer, Navarro ha rivelato che i telegiornali italiani della sera sono seguiti "assiduamente" da papa Benedetto, che talvolta ad ora di pranzo segue invece i tg tedeschi e alla sera, quando e' possibile, gli eventi musicali.
@Nessuna@
Monday, January 09, 2006 3:05 PM
Il popolo di Dio in Internet, un dossier di Fides
Di Paolo Luigi Rodari (del 04/01/2006 @ 11:41:58, in Il Tempo, linkato 11 volte)
Come vive il popolo di Dio in internet? Dove è presente? Cosa comunica e quali contenuti cerca sulla rete? Sono le domande a cui ha cercato di rispondere l’agenzia internazionale della congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli, Fides, che ieri ha diffuso la prima parte del dossier “Il popolo di Dio in Internet”.
Un dossier a cui, come hanno spiegato in anteprima ieri a Il Tempo da Fides, seguiranno tante altre parti: 108 le uscite previste in tutto, una ogni quindici giorni. Saranno degli approfondimenti periodici che offriranno continue e capillari informazioni sui siti web più importanti per la Chiesa cattolica. Saranno, insomma, le prove generali di un grande motore di ricerca internazionale che Fides dedicherà, tra un po’ di tempo, ai cattolici e dove, in sostanza, sarà possibile conoscere e consultare anche ogni più piccolo sito web cattolico presente sulla rete.
L’agenzia Fides è molto attenta all’uso che la Chiesa fa della rete. Lei per prima, da tempo - anche grazie all’esperienza del prefetto di Propaganda Fide, il cardinale Crescenzio Sepe (il sito web ufficiale del grande Giubileo del 2000 da lui diretto viaggiava ad una media di 1 milione di visitatori al giorno) - fa uso della rete per divulgare quotidianamente le proprie notizie relative alla missione della Chiesa. È innanzitutto per lei, insomma, che la rete rappresenta uno strumento efficace di evangelizzazione.
Tornando al dossier pubblicato ieri, anche se contare i siti cattolici in Italia e nel mondo è impresa difficile, tuttavia per l’Italia, cui è dedicata la prima parte del dossier, qualche cifra è possibile fornirla. Negli ultimi due anni, ad esempio, i siti cattolici on line sono aumentati vertiginosamente, + 25% con oltre diecimila siti registrati all’interno di uno dei più importanti catalogatori di siti cattolici sulla rete e cioè www.siticattolici.it.
«Le domande che ci siamo posti nel pensare al dossier - raccontano da Fides - non sono per nulla secondarie». Infatti, «in agenzia - spiegano sempre da Fides - sono state prese molto sul serio le parole che disse Giovanni Paolo II il 12 marzo del 2002, quando affermò che la rete rappresenta un nuovo forum nel senso attribuito a questo termine nell’antica Roma, ossia uno spazio pubblico dove potersi incontrare, parlare, esprimere le proprie opinioni, confrontarsi. Certo - spiegano da Fides - non è un luogo pubblico dove la gente si incontra viso a viso ma, spesso, è l’anticamera che apre la possibilità di nuove amicizie e, perché no, di nuovi incontri che possono benissimo segnare e mutare anche radicalmente la vita delle persone.
Giovanni Paolo II guardò con molta attenzione all’emergere del fenomeno e anzi, spronò i cattolici ad “andare” in rete, ad entrare sul web per essere anche lì veri comunicatori del Vangelo».
Le pagine del dossier parlano anche dei movimenti dei cattolici sulla rete, di cosa dicono e cosa cercano. A mo’ di esempio, sono presentati alcuni siti costruiti direttamente dai fedeli, spesso senza l’aiuto di nessuno, per il solo gusto di “essere” e di dire chi si è all’interno del mondo del web. Esistono siti web, infatti, che pur non appartenenti a nessuna istituzione ufficiale della Chiesa, sono oggi un punto di riferimento importante per molti cattolici. Ma non solo, spesso - e nel dossier Fides è ben testimoniato - è anche grazie a questi siti che persone che avevano smarrito .
@Nessuna@
Tuesday, January 10, 2006 4:19 AM
La Chiesa si mobilita in Kenya per alleviare la fame, dichiarata “catastrofe nazionale”

Il presidente dell’episcopato segnala al Governo la sua responsabilità in questo dramma

MOMBASA/NAIROBI, lunedì, 9 gennaio 2006 (ZENIT.org).- La Chiesa cattolica in Kenya ha lanciato un appello ai suoi fedeli e a tutti i Kenioti perché aiutino i 2,5 milioni di abitanti che in questo momento soffrono la fame nel Paese africano.

Nel suo discorso alla Nazione per l’anno nuovo, il presidente del Kenya, Mwai Kibaki, ha dichiarato la fame “catastrofe nazionale” e ha riconosciuto che “nei prossimi sei mesi fino a 2,5 milioni” di Kenioti “avranno bisogno di aiuto per alleviare la fame”.

Diffondendo queste voci di allarme, il Servizio Cattolico di Informazione per l’Africa (CISA) sottolinea che il Governo ha confermato giovedì scorso che almeno 40 persone sono già morte di fame.

Il Presidente imputa la fame ai cattivi raccolti e alla riduzione del bestiame a causa della prolungata siccità. Ha inoltre fatto appello ai donatori locali e internazionali perché aiutino il Governo a gestire la crisi.

La scarsità di alimenti e di acqua sta colpendo drammaticamente alcune regioni del nord-est, dell’est, Rift Valley e le province costiere.

Il presidente della Conferenza Episcopale del Kenya, il Vescovo Cornelius Arap Korir, ha avvertito che le morti per fame registrate nel Paese erano inevitabili: “Il nostro Governo avrebbe dovuto essere più attivo che reattivo”, ha affermato il presule in un comunicato inviato a CISA.

“Questa calamità avrebbe potuto essere prevenuta se il Governo avesse risposto ai sistemi di allerta che avevano previsto la siccità”, ha aggiunto.

“La Chiesa cattolica in Kenya chiede a tutti i nostri cristiani e a tutte le persone di buona volontà di contribuire con cibo, vestiti, medicinali o altre donazioni che possano aiutare a salvare vite umane nelle zone colpite”, è il messaggio diffuso dal presule.

La Chiesa in Kenya sollecita anche lo Stato affinché “aumenti le risorse assegnate a questa emergenza per salvare vite” e si rivolge ai donatori internazionali perché aiutino a contenere la crisi.

Alla guida della Chiesa anglicana nel Paese africano, l’Arcivescovo Benjamin Nzimbi condivide l’opinione della Chiesa cattolica e ha affermato che la sofferenza attuale avrebbe potuto essere prevenuta se si fosse data una risposta immediata ai tempestivi avvertimenti di una grave siccità in determinate regioni del Paese.

Nzimbi ha anche chiesto al Governo di trovare una soluzione a lungo termine per la fame ricorrente.

L’Arcivescovo anglicano ha invitato i Kenioti a saltare un pasto per salvare la vita di quanti sono stati colpiti dalla fame e, lanciando il fondo di aiuti della sua Chiesa per la fame, ha fatto appello alla comunità internazionale, alla Chiesa in generale e a tutti gli abitanti di buona volontà del Paese perché sostengano quanti stanno soccombendo per la fame.

Più di 50.000 prigionieri in tutto il Paese hanno rispettato l’impegno di non pranzare il primo giorno dell’anno e hanno donato 300 sacchi di mais, fagioli e riso per contribuire ad alleviare la fame.

Il Dipartimento Meteorologico del Paese ha avvertito che la siccità che ha già avuto ripercussioni su 2,5 milioni di Kenioti durerà probabilmente fino a metà marzo, quando si attende la stagione delle piogge.

In una dichiarazione alla stampa, il direttore dei Servizi Meteorologici, Joseph Mukabana, ha sottolineato che questi “mesi di gennaio e febbraio si prevedono secchi e soleggiati, soprattutto nelle zone attualmente colpite dalla siccità”.

Tra le regioni colpite da siccità grave, cita quelle del nord-est (Mandera, Wajir e Garissa), sud-est (Machakos, Kitui, Makueni e Kajiado) e alcune regioni della costa (Kwale e Kilifi).

La fame attuale è la conseguenza della mancanza di piogge nelle due stagioni pluviali di marzo-maggio e ottobre-dicembre dello scorso anno.

Ratzigirl
Tuesday, January 10, 2006 6:28 PM
Alì Agca vuole incontrare Benedetto XVI
Mehmet Ali Agca vuole incontrare Papa Benedetto XVI una volta che uscira' dal carcere. Lo ha dichiarato il fratello, Adnan Agca, al quotidiano turco Sabah. ''Se il Papa gli dara' udienza, e' disposto a viaggiare in Italia, in Vaticano'', ha dichiarato il fratello dell'attentatore di Giovanni Paolo II.

Ma il quotidiano l'Avvenire replica:

"Si Scarcera Un Assassino Mai Pentito"

''La giustizia turca si assume la pesante responsabilita' di scarcerare un assassino che fino ad oggi non ha mai dato prova pubblica di pentimento e che continua a prodursi in una serie di ricostruzioni fantasiose e provocatorie per quanto riguarda l'attentato al Papa''. Lo scrive il quotidiano dei vescovi, 'Avvenire', in un commento pungente nel quale evidenzia che il perdono di Giovanni Paolo II al suo attentatore non esonera Ankara da laiche valutazioni.


[...Sono perplessa!!!Scusate ma la vita di Benedetto deve essere protetta!!!!]

[Modificato da Ratzigirl 10/01/2006 18.30]

@Nessuna@
Wednesday, January 11, 2006 4:24 AM
Kephas
Wednesday, January 11, 2006 8:37 PM
...la vita del Papa deve essere protetta...
Pronte a fondare il Corpo Speciale per la Difesa del Sommo Pontefice??? Altro che Guardie Svizzere!
In qualità di uomo penso che avrete bisogno di un comandante..sisterratzi si è già arruolata...aspetto adesioni!

Sono sicuro che non ci sarà bisogno di una chiamata alle armi...!
Ratzigirl
Wednesday, January 11, 2006 9:45 PM
In arrivo la prima enciclica di Benedetto XVI

Benedetto XVI ha concluso la stesura della sua prima Enciclica, intitolata " Dio e' amore ". Il documento, che e' attualmente in traduzione, sara' reso noto la prossima settimana in una conferenza stampa, e diffuso con il settimanale "Famiglia Cristiana" in edicola a partire dal 25 gennaio.


[Prenotate la copia di Famiglia cristiana!!!]
@Nessuna@
Thursday, January 12, 2006 6:39 PM
Di Paolo Luigi Rodari (del 11/01/2006 @ 08:26:52, in il Velino, linkato 27 volte)
La notizia è stata pubblicata recentemente sul quotidiano londinese The Times: l’84enne Graham Leonard, ex vescovo anglicano di Londra, convertitosi al cattolicesimo nel 1992 dopo 30 anni di ministero, potrebbe ricevere la porpora cardinalizia nel prossimo Concistoro.
Prima di lui, un altro precedente illustre: quello del cardinale Newman, nel 1879.
È una storia particolare quella di monsignor Leonard: vescovo anglicano di Londra per oltre 30 anni, sposato con Priscilla, Leonard si converte al cattolicesimo nel 1992 dopo la decisione della Chiesa anglicana di ammettere al sacerdozio anche le donne. “Fu il detonatore di un cammino iniziato molto tempo prima”, raccontò il vescovo alla rivista australiana AD2000, sempre più a disagio per la tendenza della sua Chiesa a valorizzare “interpretazioni individuali e private della fede, legate alle situazioni del momento”. La scelta di entrare nella Chiesa cattolica fu dirompente perché condivisa e fatta propria da molti altri fedeli e preti anglicani. È proprio per questo motivo che Giovanni Paolo II nel 2000 conferì a Leonard, diventato nel frattempo un semplice sacerdote cattolico, il titolo di monsignore. Se la nomina cardinalizia di Leonard venisse approvata da Benedetto XVI, si avrebbe a che fare con il primo porporato sposato della storia. L’unico precedente, infatti, riguarda Henry Edward Manning, divenuto cardinale nel 1830, che tuttavia entrò nella Chiesa cattolica dopo la morte della moglie nel 1818, tenendo però sempre una sua foto sotto il cuscino. La moglie di monsignor Leonard, invece, è ancora viva, come del resto i suoi figli Mark e James, ma la cosa in teoria non sembra essere un ostacolo insormontabile, anche perché in caso di conversioni di questo tipo le situazioni familiari preesistenti rimangono. A prevalere sono piuttosto la stima e l’affetto per una figura che ha avuto il coraggio di cambiare idea. “Come il cardinale Newman - spiega Paul Murphy, già segretario di Stato per l’Irlanda del Nord - monsignor Leonard è un importante teologo che ha avuto un’influenza enorme nel dibattito sulla conversione degli anglicani agli inizi degli anni ’90. Sarebbe un grande onore vederlo cardinale”. Sulla stessa linea, l’ex ministro conservatore Ann Widdecombe: “Monsignor Leonard come vescovo fu la principale guida dell’esodo anglicano verso Roma, lavorando instancabilmente nel promuovere la conoscenza della Chiesa cattolica”. Ma cosa ne pensa il suo diretto superiore, l’arcivescovo di Westminster, cardinale Cormac Murphy-O’Connor? Il suo portavoce ha spiegato a The Times che monsignor Leonard è un buon amico di O’Connor, ma che la scelta di conferirgli la berretta rossa è una prerogativa che spetta esclusivamente al Papa”. Intanto, le pressioni aumentano ed è entrata in gioco anche la diplomazia. L’ex ministro John Gummer e Paul Murphy hanno già scritto al nuovo ambasciatore britannico presso la Santa Sede, Francis Campbell, perché dia sostegno alla proposta. Nel prossimo Concistoro, in programma con tutta probabilità nella prossima primavera, si saprà se il Papa ne avrà tenuto conto.


© Il Velino 10 gennaio 2006
Ratzigirl
Friday, January 13, 2006 2:14 PM
VELTRONI IN BAVARESE A BENEDETTO XVI: 'DAMOSE DA FA''
"Damose da fa'!". Questo il simpatico invito che il sindaco di Roma Walter Veltroni ha espresso in bavarese a Papa Ratzinger al termine dell'udienza privata che in mattinata il Pontefice ha concesso nella sala Clementina del palazzo Pontificio alle amministrazioni locali del Comune e Provincia di Roma e Regione Lazio. Presenti, oltre alle rispettive giunte, e al sindaco anche Enrico Gasbarra e Piero Marrazzo. In risposta alla battuta di Veltroni Benedetto XVI, divertito, ha assicurato che nel prossimo incontro con le stesse istituzioni locali dirà qualcosa in romanesco.


[In romanesco????? WOOOOOOOOW!!! ]

Ratzigirl
Friday, January 13, 2006 7:41 PM
Articolo dalla stampa:
Riporto qui il resoconto dell'articolo che ho postato in I blog più belli....ah! non dimenticate stasera di recarvi in La Stampa, cosa dicono i giornali, perchè scannerizzo l'articolo de " La Stampa" con la versione integrale!!!

Sono già tre le volte nelle ultime settimane che, di sera, quando ormai piazza della città Leonina (appena dietro la Porta Angelica) si svuota dei turisti che la percorrono in lungo e in largo diventa una piazza vuota e semi- deserta.Verso le 21 di sera, sbuca un'auto dall'uscita del Vaticano, ma non la solita berlina nera, precisa l'articolista, che suole accompagnare di solito il Papa, ma un'auto più ordinaria, che ripercorre le strade care a Papa Ratzi quando era ancora cardinale; l'auto inforca via Borgo Pio, svolta in via del Mascherino e rientra in P.zza della città Leonina, dall'auto esce il Papa, seguito da Georg Gaenswein, ma non con la talare bianca, ma in borghese! Tenuta nera, il basco calcato sulla testa e il cappotto nero.Tira fuori dal cappotto la chiave dell'appartamento, e con passo svelto si infila nella sua vecchia casa.
Quello che va a fare in casa rimane un mistero......
L'articolista presuppone un paio di ipotesi: deve terminare il lavoro lasciato in sospeso quando era prefetto della dottrina della fede?
Deve sistemare le ultime cose e decidere cosa portare con sè e cosa lasciare in casa, adesso che l'Appartamento Apostolico è finalmente pronto e restaurato?

L'ultima ipotesi è forse la più romantica, ma personalmente, quella che preferisco, dato che ci mostra un Ratzinger non solo studio e libri, ma con un grande cuore e sensibilità: la nostalgia di casa...quella casa che ha usato per 25 anni e che adesso costituisce, anche per il fermo teologo l'oasi di pace e tranquillità che custodisce i suoi ricordi più belli....
Non dimentichiamo che in quella casa ci ha vissuto anche sua sorella, al quale il Papa era affezionatissimo!!
Tant'è che le soste di Papa Ratzi, non sono corte....da casa, quando vi si reca, non esce che dopo due ore.......

[Modificato da Ratzigirl 13/01/2006 19.43]

Paparatzifan
Friday, January 13, 2006 10:52 PM
Re: Articolo dalla stampa:

Scritto da: Ratzigirl 13/01/2006 19.41
Riporto qui il resoconto dell'articolo che ho postato in I blog più belli....ah! non dimenticate stasera di recarvi in La Stampa, cosa dicono i giornali, perchè scannerizzo l'articolo de " La Stampa" con la versione integrale!!!



Ho comprato "La Stampa". L'articolo è stupendo!!!!
Grande, Papa Ratzi, che ti trovi il tempo per respirare un po' di libertà!!!!
Ratzigirl
Saturday, January 14, 2006 2:25 PM
INTELLETTUALI: RATZINGER TRA I TOP-100 DEL MONDO
Joseph Ratzinger, Antonio Negri e Umberto Eco sono nella lista dei cento intellettuali di tutto il mondo che due autorevoli riviste, 'Foreign Policy' e 'The Prospect', hanno stilato e pubblicato invitando i lettori a votare, tra questi, i migliori cinque. Le riviste spiegano ai lettori che il termine 'public intellettual' sta ad indicare una persona con una spiccata abilita' di comunicare ed influenzare il dibattito mondiale e sulla base di questo sono state selezionati i cento nomi.
Discipula
Saturday, January 14, 2006 2:39 PM
Re: INTELLETTUALI: RATZINGER TRA I TOP-100 DEL MONDO

Scritto da: Ratzigirl 14/01/2006 14.25
Joseph Ratzinger, Antonio Negri e Umberto Eco sono nella lista dei cento intellettuali di tutto il mondo che due autorevoli riviste, 'Foreign Policy' e 'The Prospect', hanno stilato e pubblicato invitando i lettori a votare, tra questi, i migliori cinque. Le riviste spiegano ai lettori che il termine 'public intellettual' sta ad indicare una persona con una spiccata abilita' di comunicare ed influenzare il dibattito mondiale e sulla base di questo sono state selezionati i cento nomi.



Sì, ma, povero Papino, è solo 17°, meriterebbe di più ...

I risultati si possono visualizzare a questo link:

www.infoplease.com/spot/topintellectuals.html

Ratzigirl
Saturday, January 14, 2006 2:51 PM
Novita' in settimana santa

Guidera' rito per gruppi di penitenti in San Pietro



Le celebrazioni della prima settimana santa di Benedetto XVI, ad aprile, registreranno una novita' introdotta dal Papa. Il Pontefice presiedera' l'11 aprile in San Pietro un rito 'per la riconciliazione di piu' penitenti': nella celebrazione i fedeli ascolteranno un brano biblico e un'omelia per procedere a confessione e assoluzione individuali. Infine ci sara' una preghiera comune. Non e' chiaro se il Papa confessera' alcuni penitenti o si limitera' a presiedere il rito.
Paparatzifan
Saturday, January 14, 2006 5:45 PM
Da “La Stampa”, 13 gennaio 2006
La missione discreta di Benedetto XVI: accompagnato da don Georg si è fermato alcune ore

Il Papa ha nostalgia di casa
In fuga tre volte dal Vaticano


Di sera e vestito “in borghese” è tornato nella sua abitazione

Città del Vaticano. Da qualche settimana il Vaticano, fra i tanti suoi grandi misteri, ne ha uno, piccolo, in più: che cosa va a fare il Papa, di sera, per un paio di ore, nel suo vecchio appartamento, al numero 1 di Piazza della Città Leonina, appena al di fuori delle mura del Vaticano? Lavoro “arretrato”, di quando era “solo” cardinale e Prefetto della Congregazione della Fede? La coda di un trasloco che adesso, terminata la ristrutturazione dell’appartamento al terzo piano delle Logge pontificie, è possibile definire negli ultimi dettagli? Oppure semplice nostalgia per una vita certamente più tranquilla e sobria, in un ambiente familiare, - ci ha vissuto ventiquattro anni! – permeato di tanti ricordi? Non ci sarebbe da stupirsene; nel suo caso la quieta esistenza di prima, e quella certo più pesante di ora, sono separate solamente da qualche centinaio di metri; forse una tentazione troppo forte anche per il carattere fermo, ma delicato di Benedetto XVI.

E’ successo almeno tre volte, nelle ultime settimane; ma probabilmente in altre occasioni la missione discreta di Benedetto XVI all’appartamento numero 8 del condominio di proprietà della Santa Sede, e abitato da cardinali e prelati, è passata inosservata. Le modalità sono sempre le stesse. Un agente della sorveglianza pontificia si assicura che lo spazio davanti al portone – sul citofono non sono indicati nomi, solo le cifre degli appartamenti – sia libero. Piazza della Città Leonina è teoricamente zona pedonale; ma vi staziona sempre qualche auto della polizia, ufficiale o in “borghese”, anche perché ci sono gli Uffici dell’Ambasciata USA presso il Vaticano. Di sera però, dopo il trambusto di turisti della giornata, il luogo è quasi deserto; lo attraversano qualche prelato, le guardie svizzere in libera uscita, qualche religiosa che si affretta a tornare a casa. Intorno alle 21 da Porta Angelica esce un’auto scura, ma non una delle berline ufficiali usate per gli spostamenti del Pontefice o del Segretario di Stato. L’autista si infila nel tratto di Borgo Pio percorribile (non pedonale), gira a destra in via del Mascherino, e poi ancora a destra, e spegne il motore davanti al portone in legno chiaro; in realtà, da Porta Angelica sarebbe più veloce arrivarci a piedi, in diagonale.

Lo sportello di destra si apre e ne esce il Papa; ma in talare nera e cappotto dello stesso colore, con il baschetto scuro in testa; insomma, nella tenuta che fino al 19 aprile 2005, quando è stato scelto come successore di Wojtyla, gli era abituale. Dalla tasca del cappotto estrae la chiave, e poi lui, con i suoi passetti svelti, svelti, seguito dal segretario particolare, monsignor Georg Gaenswein, si infila rapidamente nel portone; e la piazza torna allo stato di quiete abituale, in cui l’unico elemento fuori dell’ordinario è l’auto parcheggiata, con l’autista in attesa che, di tanto in tanto, per non congelarsi, accende il motore.

Per rapido che sia, Benedetto XVI è stato colto nella sua visita, sia da un cardinale, residente in loco, sia da un paio di prelati che, stupiti, hanno visto il Pontefice “in borghese” tornare discretamente alla vecchia residenza. E’ un palazzetto di porporati: Darío Castrillón Hoyos, Pio Laghi, Carlo Furno, Virgilio Noè, Walter Kasper abitano lì; ma Papa Ratzinger non va a scambiare quattro chiacchiere con nessuno di loro. Va nel suo appartamento, che è ancora sfitto, e in cui, evidentemente ha mantenuto una parte delle sue cose.. E non si tratta neanche di prendere una valigia, un oggetto, un libro, e, in pochi minuti, tornare al Palazzo Apostolico. Ci rimane un paio d’ore. E, naturalmente, si possono fare solo ipotesi. Due appaiono particolarmente plausibili. Era sua abitudine, da Prefetto, portare il lavoro a casa. Non è escluso che lì siano rimaste pratiche di pertinenza dell’ex Sant’Uffizio, che sarebbe fuori posto portare nell’Appartamento papale; così va a “chiudere” quei dossier, che non vuole rendere, preciso com’è, senza la sua sigla; insomma, va a sbrigare il lavoro arretrato da cardinale, anche se è già Papa. Oppure, adesso che è pronto l’Appartamento, va a fare l’ultima cernita di quello che lo può seguire al di là delle mura, e di quello che deve restare.

Infine, c’è l’ipotesi della nostalgia; e non è niente affatto da scartare. Joseph Ratzinger sperava di andare in pensione con la morte di Giovanni Paolo II. A suonare, sul vecchio piano – un po’ troppo forte, talvolta, dicono i suoi ex vicini – Mozart, Palestrina e Bach.

Marco Tosatti
Ratzigirl
Saturday, January 14, 2006 6:12 PM
Trapelano le curiosità (ma con mesi di ritardo...): L'estate scorsa il Papa era in vacanza in Ticino


Joseph Ratzinger ha fatto una brave vacanza in Ticino l'estate scorsa. Lasciato il Ticino il Papa s'é poi recato nella sua residenza estiva di Castelgandolfo.

La notizia è stata rivelata dal settimanale Famiglia Cristiana. Non è però noto in quale località ticinese Ratzinger abbia alloggiato....
Paparatzifan
Saturday, January 14, 2006 10:11 PM
Re: Trapelano le curiosità (ma con mesi di ritardo...): L'estate scorsa il Papa era in vacanza in Tic

Scritto da: Ratzigirl 14/01/2006 18.12
Joseph Ratzinger ha fatto una brave vacanza in Ticino l'estate scorsa. Lasciato il Ticino il Papa s'é poi recato nella sua residenza estiva di Castelgandolfo.

La notizia è stata rivelata dal settimanale Famiglia Cristiana. Non è però noto in quale località ticinese Ratzinger abbia alloggiato....


Ma in quale momento che ci è sfuggito??????
ratzi.lella
Sunday, January 15, 2006 1:24 PM
GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
grazie per la trascrizione del bellissimo articolo della stampa!!! è sempre un piacere leggere qualche chicca sulle abitudini del papa ehehehehehehe

chissà se ratzi è andato in ticino quando era a les combes oppure se è stata una vacanza in un altro periodo (di sicuro fra agosto e settembre)
buona domenica
Ratzigirl
Sunday, January 15, 2006 2:38 PM
I vecchi amici del Papa
BENEDETTO XVI, primo cittadino dei Castelli Romani, ieri incontrando gli amministratori della Regione, Provincia e Comune di Roma, si è informato sulle comunità religiose dei Castelli Romani. In particolare a Franco Posa, consigliere provinciale e sindaco di Frascati, ha chiesto notizie sulla «Comunità Cattolica d’Integrazione» che opera a Villa Cavalletti nel comune di Grottaferrata.
La comunità che comprende associazioni di apostolato di laici e sacerdoti è stata riconosciuta nel 1978 proprio dall’allora arcivescovo di Monaco, Frisinga Joseph Ratzinger. Al porporato bavarese, ora Papa, tra l’altro, è particolarmente legato uno dei fondatori della comunità, oggi docente a Villa Cavalletti, il teologo Ludwing Wenmer, tra i più brillanti allievi del cardinale negli anni del suo insegnamento a Ratisbona.
Oggi è la sorella del teologo, Rissi Wintermayr, a gestire la comunità, che si estende per diversi ettari tra Frascati e Grottaferrata, insieme a Don Alessandro Perego. Nel corso degli anni è stato sempre vivo il rapporto tra l’allora cardinale Ratzinger e i membri della Comunità Cattolica d’Integrazione. , lo ricorda molto bene per la passione per i dolci bavareAnche la cuoca Regine Gaugersi che sa fare con velocità e maestria: lo strudel di mele bavaresi con salsa di vaniglina.
TERESA BENEDETTA
Sunday, January 15, 2006 4:18 PM
DOV'E TICINO?
Scusate, ma non trovo Ticino sulla mia carta d'Italia a grande scala - soltanto il fiume Ticino! Qualcuna mi dica, per favore!
stupor-mundi
Sunday, January 15, 2006 5:30 PM
Re: DOV'E TICINO?

Scritto da: TERESA BENEDETTA 15/01/2006 16.18
Scusate, ma non trovo Ticino sulla mia carta d'Italia a grande scala - soltanto il fiume Ticino! Qualcuna mi dica, per favore!


Ciao Teresa Benedetta,
il Ticino è un cantone della Svizzera dove si parla italiano e che confina con l'Italia: famoso per la ridente cittadina di Lugano nonchè per le belle montagne.Lugano è a 20 minuti di macchina da Como.
Ciao
Ratzigirl
Sunday, January 15, 2006 9:26 PM
La Valle d'Aosta rinnova l'invito per le vacanze estive di papa Benedetto XVI

.....ma le possibilità sono poche...


A margine della conferenza stampa dell'Esecutivo regionale, il presidente della Regione Luciano Caveri ha riferito della sua visita in Vaticano, lunedì scorso, insieme all'assessore Alberto Cerise. “Abbiamo incontrato padre Georg Gaenswein, segretario di Benedetto XVI, e abbiamo rinnovato l'invito della Valle d'Aosta per le prossime vacanze estive del Santo Padre.

"Purtroppo non ci sono molte possibilità perché sono molti gli inviti anche da parte di altre località per il soggiorno del Papa”. Nell'occasione della visita in Vaticano, Luciano Caveri ha donato, come regalo di Natale, un messale del Quattrocento di Giorgio di Challant, priore di Sant'Orso
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