Il popolo di Dio in Internet, un dossier di Fides
Di Paolo Luigi Rodari (del 04/01/2006 @ 11:41:58, in Il Tempo, linkato 11 volte)
Come vive il popolo di Dio in internet? Dove è presente? Cosa comunica e quali contenuti cerca sulla rete? Sono le domande a cui ha cercato di rispondere l’agenzia internazionale della congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli, Fides, che ieri ha diffuso la prima parte del dossier “Il popolo di Dio in Internet”.
Un dossier a cui, come hanno spiegato in anteprima ieri a Il Tempo da Fides, seguiranno tante altre parti: 108 le uscite previste in tutto, una ogni quindici giorni. Saranno degli approfondimenti periodici che offriranno continue e capillari informazioni sui siti web più importanti per la Chiesa cattolica. Saranno, insomma, le prove generali di un grande motore di ricerca internazionale che Fides dedicherà, tra un po’ di tempo, ai cattolici e dove, in sostanza, sarà possibile conoscere e consultare anche ogni più piccolo sito web cattolico presente sulla rete.
L’agenzia Fides è molto attenta all’uso che la Chiesa fa della rete. Lei per prima, da tempo - anche grazie all’esperienza del prefetto di Propaganda Fide, il cardinale Crescenzio Sepe (il sito web ufficiale del grande Giubileo del 2000 da lui diretto viaggiava ad una media di 1 milione di visitatori al giorno) - fa uso della rete per divulgare quotidianamente le proprie notizie relative alla missione della Chiesa. È innanzitutto per lei, insomma, che la rete rappresenta uno strumento efficace di evangelizzazione.
Tornando al dossier pubblicato ieri, anche se contare i siti cattolici in Italia e nel mondo è impresa difficile, tuttavia per l’Italia, cui è dedicata la prima parte del dossier, qualche cifra è possibile fornirla. Negli ultimi due anni, ad esempio, i siti cattolici on line sono aumentati vertiginosamente, + 25% con oltre diecimila siti registrati all’interno di uno dei più importanti catalogatori di siti cattolici sulla rete e cioè
www.siticattolici.it.
«Le domande che ci siamo posti nel pensare al dossier - raccontano da Fides - non sono per nulla secondarie». Infatti, «in agenzia - spiegano sempre da Fides - sono state prese molto sul serio le parole che disse Giovanni Paolo II il 12 marzo del 2002, quando affermò che la rete rappresenta un nuovo forum nel senso attribuito a questo termine nell’antica Roma, ossia uno spazio pubblico dove potersi incontrare, parlare, esprimere le proprie opinioni, confrontarsi. Certo - spiegano da Fides - non è un luogo pubblico dove la gente si incontra viso a viso ma, spesso, è l’anticamera che apre la possibilità di nuove amicizie e, perché no, di nuovi incontri che possono benissimo segnare e mutare anche radicalmente la vita delle persone.
Giovanni Paolo II guardò con molta attenzione all’emergere del fenomeno e anzi, spronò i cattolici ad “andare” in rete, ad entrare sul web per essere anche lì veri comunicatori del Vangelo».
Le pagine del dossier parlano anche dei movimenti dei cattolici sulla rete, di cosa dicono e cosa cercano. A mo’ di esempio, sono presentati alcuni siti costruiti direttamente dai fedeli, spesso senza l’aiuto di nessuno, per il solo gusto di “essere” e di dire chi si è all’interno del mondo del web. Esistono siti web, infatti, che pur non appartenenti a nessuna istituzione ufficiale della Chiesa, sono oggi un punto di riferimento importante per molti cattolici. Ma non solo, spesso - e nel dossier Fides è ben testimoniato - è anche grazie a questi siti che persone che avevano smarrito .