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Full Version: Lentamente muore
lucy.
Monday, September 05, 2005 4:36 PM
poco prima di farmi entrare in sala operatoria, l'anestesista recita questa bellissima poesia....sicuramente molti di voi la conosceranno, ma merita di esser riletta ogni tanto...per non dimenticare ciò che di più bello abbiamo


LENTAMENTE... Pablo Neruda



Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini
sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova
grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.


Epicureo.d.Lisera
Tuesday, September 06, 2005 10:53 AM
Lucy, come stai?

Scritto da: lucy. 05/09/2005 16.36
poco prima di farmi entrare in sala operatoria



(Se posso) cosa è successo? E ora è tutto a posto?

Invece, per quanto riguarda la poesia, non la conoscevo perché sono un ignorante (lo so... non leggo mai niente e si vede...). Cmq dice cose sacrosante... io non la dovrei leggere spesso, perché tendo a spostare il baricentro più dall'altra parte e cio' non va tanto bene, altrimenti rischio di non avere solidi "punti fermi"... ci vorrebbe una "contro-poesia" per ricordarci delle cose concrete.
Cmq (e qui raccolgo l'invito di Neruda a parlare, a dire la mia, a buttarmi anche su cose che non conosco... come la poesia, x esempio! :-) ) più che una poesia mi sembra un mini-manualetto x la propria sopravvivenza emotiva... 'na specie di dacalogo, di pro-memoria... Insomma, pur riconoscendo il senso e il valore di quello che c'è scritto, mi ha coinvolto più il contenuto (come è giusto che sia, x quello che dice)che l'espressione artistica (non mi ha convinto x niente...).
Insomma la poesia non mi ha colpito molto...
Ecco! mi sono permesso, da ignorante, di non gradire una poesia di Neruda.... io che avro' letto si e no 4 - 5 poesie in vita mia.... mo siete autorizzati a "farmi brutto"! :-)

[Modificato da Epicureo.d.Lisera 06/09/2005 11.05]

Semioticus
Tuesday, September 06, 2005 12:09 PM
La buona strada
Esattamente cinque anni fa, verso la fine di settembre, anche io sono entrato nella sala operatoria di un reparto di cardiochirurgia da cui sono uscito con il cuore rinnovato e meno stanco.

Antonio Tabucchi ha scritto nel 1994 Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa, in cui immagina che il grande scrittore portoghese incontri prima di morire tutti i suoi eteronimi.
Mentre viene accompagnato in Ospedale incontra un poliziotto che, in realtà, era Coelho Pacheco (uno degli eteronimi) e che gli indica una strada breve per arrivare in fretta all'Ospedale. "Che ci faceva Coelho Pacheco travestito da poliziotto? Forse lo aveva mandato il Maestro perché gli preparasse la buona strada. Pessoa alzò la mano e gli fece un segno esoterico. Anche Coelho Pacheco gli fece un segno esoterico, e il taxi prese la prima via a destra."

Mentre la mia barella a rotelle veniva spinta nella Sala operatoria ho alzato la mano sinistra e ho fatto un segno esoterico a mia figlia, che lo ha visto forse, ma non avrà capito, perché non avevo fatto in tempo a spiegarle che avevamo un linguaggio da condividere che non era solo un linguaggio per la comunicazione. Volevo dirle che quello che ci legava poteva essere riassunto in un gesto propiziatorio che era un arrivederci, non importa se in questa vita o da nessun'altra parte. Arrivederci e basta. Perché chi resta ha da far vivere comunque presso di sé chi se n'è andato.

Più avanti, Tabucchi lascia che Pessoa parli così ad Antonio Mora:
"Caro Antonio Mora, disse, Proserpina mi vuole nel suo regno, è ora di partire, è ora di lasciare questo teatro d'immagini che chiamiamo la nostra vita, sapesse le cose che ho visto con gli occhiali dell'anima, ho visto i contrafforti di Orione, lassù nello spazio infinito, ho camminato con questi piedi terrestri sulla Croce del Sud, ho attraversato notti infinite come una cometa lucente, gli spazi interstellari dell'immaginazione, la voluttà e la paura, e sono stato uomo, donna, vecchio, bambina, sono stato la folla dei grandi boulevards delle capitali dell'Occidente, sono stato il placido Buddha dell'Oriente del quale invidiamo la calma e la saggezza, sono stato me stesso e gli altri, tutti gli altri che potevo essere, ho conosciuto onori e disonori, entusiasmi e sfinimenti, ho attraversato fiumi e impervie montagne, ho guardato placide greggi e ho ricevuto sul capo il sole e la pioggia, sono stato femmina in calore, sono stato il gatto che gioca per strada, sono stato sole e luna, e tutto perché la vita non basta. Ma ora basta, mio caro Antonio Mora, vivere la mia vita è stato vivere mille vite, sono stanco, la mia candela si è consumata, la prego, mi dia i miei occhiali."

Di ritorno dal viaggio della malattia si conserva la sensazione semplice ma vera che è facile morire. Fin troppo facile. Si va incontro ai medici con serenità e senza paura. Sapendo bene che è possibile anche non tornare più a casa. L'Ospedale diventa luogo familiare. Il cibo tanto odiato e disprezzato diventa succo delicato e nettare. Sufficiente e gradevole, addirittura. Si diventa docili e disponibili. Attenti alle parole e ai consigli. Si depongono le ostilità e gli affanni. La vita appare bastevole. Basta quello che si è vissuto. Si pensa che è destinato quello che resta, quanto resta da vivere. Ma ogni pensiero lentamente si confonde con la considerazione che dopo tutto la vita di chi ritorna non è esemplare rispetto a quella di chi è rimasto a casa. Ogni pensiero sulla vita e sulla morte diventa poco utile e per niente educativo. Cosa dire al mondo? che è breve il tempo che ci è concesso? e che ogni attimo è prezioso? che si richiede un'altra saggezza? un altro ritmo di vita? Che bisogna essere generosi con se stessi e con gli altri? Che occorrono compassione e mitezza?
Si finisce per non dire niente. Tutt'al più, si propone una poesia, come ha fatto lucy a voi. Perché il dolore patito si trasformi in qualcosa di più alto e non sembri di averlo patito invano.


corrado
Tuesday, September 06, 2005 2:21 PM
ben tornata a lucy
Ci siamo visti solo una volta...alla cena del sito di aprile...abbiamo parlato un pò...poi qualche volte in chat ma non sapevi che ero io (ho giocato un pò a depistarti)...ora magari non ti ricordi neanche chi sono ma non fa niente...ben tornata lo stesso...sia se resti sia se subito te ne rivai
lucy.
Tuesday, September 06, 2005 6:01 PM
x Semioticus
Caro Semioticus, nelle tue ultime righe hai sintetizzato perfettamente tutto ciò che ho provato io....le mie sensazioni, i miei pensieri

[Modificato da lucy. 06/09/2005 18.09]

lucy.
Tuesday, September 06, 2005 6:08 PM
x Epicureo d.Lisera
no, niente di grave anche se me la sono vista un pò bruttina....mi hanno dovuta operare di urgenza all'appendicite...presa pelo pelo, perché stava andando in peritonite...il fatto è che all'inizio i medici non stavano capendo e così la situazione è un attimino degenerata, poi tutto è tornato nella tranquillità.
Ora sono in convalescenza...
Lucy.
Tuesday, September 06, 2005 7:37 PM
x Corrado o dovrei dire il mio caro cerononcero
Ciao Corrado, come dimenticare il mio caro cerononcero?! proprio un pò di giorni fa pensavo: ma che fine avrà fatto? dopo averti incontrato in chat, quando visitavo il sito speravo di trovare qualche messaggio in codice( il nostro era proprio cerononcero), ma niente.....poi sono sparita x un bel pò perché ho avuto mille problemi tra computer e connessione internet...ma ora ecccomi qui, anche se un pochino acciaccata :)
Una cosa però: non mi hai mai fatto capire chi tu fossi....Corrado: ora a distanza di tempo il nome mi ricorda l'amico di Ale che studia a Bologna, ma evidentemente non sei tu perché altrimenti ci saremmo visti anche a Pasquetta...
bhè, ci rivedremo sicuramente alla prossima cena e tu mi aiuterai a riconoscerti, no?
...Grazie x il ben tornata :)
Superpeppe!!!!!!
Wednesday, September 07, 2005 8:04 PM
Lucy e Semioticus......
spero di conoscervi entrambi personalmente alla cena!
Vi abbraccio.
lucy.
Thursday, September 08, 2005 12:06 PM
Superpè,io farò di tutto per esserci... voglio conoscere anch'io il famoso Superpeppe
Un forte abbraccio anche a te
Semioticus
Friday, September 09, 2005 12:56 PM
Grazie per il tacito invito.
Non so se riuscirò ad esserci.
Incontrare le persone è la prima condizione per una comunicazione autentica e sincera.
Vi farò sapere.
corrado
Saturday, September 10, 2005 8:55 PM
per lucy
ceronocero ero io...e ci siamo visti anche a pasquetta (mi ero dimenticato quando ho scritto che c'eravamo visti solo alla prima cena...intendevo quel periodo)...quindi sono "quel" corrado che avevi capito tu (amico di aless, ecc ecc)...a presto, cioè alla cena
lucy.
Sunday, September 11, 2005 7:21 PM
Re: per lucy
uhm...allora la mia memoria non è completamente andata
....finalmente ci rivedremo
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