Prendendo spunto dall’ultimo intervento di Toro che, come i precedenti suoi, è ineccepibile.
I vini citati però se prodotti da signore aziende sono tutti ottimi vini, se non ottimi perlomeno buoni, (stendiamo velo pietoso sul novello).
Giusto quindi che abbiamo avuto successo, vero che in linea di massima si vende il prodotto di moda, però, quando si tratta di eno-gastronomia, oltre ad avere validi sponsor questi prodotti devono avere altrettanto validi contenuti (il big mac o come .az. si chiama per adesso lo ignoriamo

)
Il nocciolo della questione secondo me è un’altro.
Torno ad innescare la bomba:
io credo che solo chi ha vera cultura e conoscenza della materia di cui si tratta apprezza, sino in fondo, il prodotto che in quel momento consuma;. solo chi veramente sa quanta fatica, passione, ricercatezza, studio e chi più ne ha più ne metta, ci sono dietro alla produzione di quel piatto o di quel vino. Chi non sa dice buono, ottimo, si complimenta. Chi sa si entusiasma, si lascia coinvolgere e coinvolge gli altri, gli brillano gli occhi, gode nel vero senso della parola, si informa, chiede, scambia opinioni, cerca di intuire le peculiarità, gli elementi usati, le dosi, la sequenza insomma manifesta tutta la sua personale e soggettiva passione. Sono i complimenti di questi ultimi che danno la piena soddisfazione a chi quel piatto, quel vino, lo ha prodotto. I complimenti di chi sa riconoscere tutta la fatica che c'è dietro.
Passione questa che, come tutte le altre passioni, richiede: in primo luogo una naturale predisposizione poi studio, abnegazione, sacrificio, investimento economico, prove, esperimenti, soddisfazioni e delusioni, ed anni ed anni di piacevoli e non, esperienze.
Ed ora disquisento sull'utiizzo di due aggettivi si vorrebbe appiattire tutto l'impegno e le fatiche profuse, adducendo che tutto era inutile, superfluo in quanto tutto ciò che conta è l'istinto personale.
Non pretendo di convicere nessuno a cui non piace la torta di riso a farsela piacere. Non si può dire, che una torta coi contro fiocchi, non sia buona, quando oggettivamente gli estimatori della torta ne riconoscono la bontà, chi non l'apprezza deve riconoscere che non incontra il suo gusto, più semplicemente: no grazie a me non piace.
In ultimo mi chiedo.... ma com'è che a me piace tutto???? (e con tutto intendo tutto quello che chi ama la cucina riconosce come buono)
fino