Full Version: Le regole del Gusto
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Liuck75
Friday, November 28, 2008 6:27 PM
Re:
paparel, 28/11/2008 18.25:

ok ragazzi va bene tutto, ma essendo questa la sezione gastronomica vorrei si ritornasse un pò sul tema iniziale, sui gusti enogastronomici appunto, poi magari sui gusti artistici e quant'altro se ne potrà parlare in altro momento e luogo




Ma guarda che il discorso della centralità dell'uomo vale anche e soprattutto per ciò che riguarda il vino!
Lu.K
Friday, November 28, 2008 6:32 PM
Re:
Liuck75, 28/11/2008 18.23:

Chevordì?

Io ho semplicemente detto che tutte queste regole parto da una base comune.

L'uomo.

L'uomo per sua natura è fallibile, può sbagliare, può dire stronzate, quello che dice non è legge.

Quindi chi mi dice che in principio non si sia fatto qualche errore di valutazione che nel tempo si è nascosto?

Questo è il succo del mio discorso.

Al centro di tutto c'è sempre e solo l'uomo e come lui vede qualcosa, quindi è tutto soggettivo!




Allora è soggettiva anche la valutazione, per esempio, dei fondi di investimento che contenevano i subprime?
Chi ne aveva in tasca credo non li definisca "soggettivi".

Se, per ipotesi, domani tutti i possessori di Fontana decidessero contemporaneamente di mettere in vendita i loro quadri perchè colpiti da improvvisa necessità finanziaria, le quotazioni si...ridicolizzerebbero e quei pochi che avrebbero voluto tenerli si troverebbero ad aver perso cifre enormi.
Funziona più o meno così, anche se non piace.
Lu.K
Friday, November 28, 2008 6:34 PM
Re:
paparel, 28/11/2008 18.25:

ok ragazzi va bene tutto, ma essendo questa la sezione gastronomica vorrei si ritornasse un pò sul tema iniziale, sui gusti enogastronomici appunto, poi magari sui gusti artistici e quant'altro se ne potrà parlare in altro momento e luogo




Hai ragione , sorry.
Liuck75
Friday, November 28, 2008 6:35 PM
Re: Re:
Lu.K, 28/11/2008 18.32:




Allora è soggettiva anche la valutazione, per esempio, dei fondi di investimento che contenevano i subprime?
Chi ne aveva in tasca credo non li definisca "soggettivi".

Se, per ipotesi, domani tutti i possessori di Fontana decidessero contemporaneamente di mettere in vendita i loro quadri perchè colpiti da improvvisa necessità finanziaria, le quotazioni si...ridicolizzerebbero e quei pochi che avrebbero voluto tenerli si troverebbero ad aver perso cifre enormi.
Funziona più o meno così, anche se non piace.



Perchè chi le ha decise le quotazioni scusa?

Le hanno decise degli uomini, che infatti hanno toppato alla grande!
Lord Kasko
Friday, November 28, 2008 6:37 PM
Per parte mia, preferisco quei vini geneticamente parenti del Nebbiolo, come Gattinara ed altri, meglio se passati si in legno, ma non in barrique, che mi sa tanto di moda ma che secondo me altera troppo la natura del vino che contiene. Tornando all'arte, Fontana per me è il capitano di una certa corazzata russa, però ci sono cose, anche moderne, che dovrebbero suscitare qualcosa anche nelle menti più grette. Ad esempio,

iron.chief
Friday, November 28, 2008 6:49 PM
Appunto, premesso che il sottoscritto beve tendenzialmente poco (e possibilmente buono) vino...

...la diatriba è come voler decidere il sesso degli angeli... se la qualità fosse OGGETTIVA allora basterebbe un'analisi della composizione della bottiglia per certificarne la qualità, ma non è così (per fortuna) altrimenti saremmo tutti piccoli chimici.

D'altr aparte (adesso bestemmio) avete presente l'acqua minerale?? Una pagina di analisi organolettica con indicate anche le nanoquantità di metalli (facessero la stessa cosa per i vini sai le risate ) e questo non giustifica certamente la differenza di prezzo che passa fra un'acqua e l'altra (rapporto anche di 1/4 dalla meno costosa alla più costosa...)

La differenza la fa ok il palato, ma di certo i costi di promozione e mktg, vero è che con il vino la cosa è differente un pochetto ma in sintesi come per le scarpe al 70% si paga la firma

Dalle nostre parti c'è un IGT (galloni guadagnati da poco) che non passa DOC per questioni politico/economiche ed a mio parere (non solo) è il migliore sul genere... anche come rapporto qualità prezzo. Però non è menzionato in nessuna guida e spero resti nell'ombra in modo che io possa continuare a comprarlo a 14 euro al litro (che in senso assoluto non è poco, ma come dicevo a me piace poco ma buono..)

Come scegliere invece qualcosa di "nuovo" da provare? Semplice , ci si fa consigliare da locali o da chi il vino in questione lo ha già provato, condividere impressioni ed indicazioni con gli amici(multi)

Comunque vale sempre il detto di mio zio: il vino cattivo sta al mal di testa come la salamella cattiva al bruciore di cul@
Lord Kasko
Friday, November 28, 2008 7:00 PM
Saggio, lo zio di Iron!
Toro99
Friday, November 28, 2008 7:23 PM
Re: Re:
multistrangola, 28/11/2008 18.08:




per me sto quadro sta all'arte come il vino del contadino sta all'enologia!!!




Guarda Andrea che se non ci fosse il "Contadino " il vino te lo potresti scordare,e non mi pare che il successo del vino nel mondo sia merito degli improbabili "enologi" di oggi,è venuto molto prima del loro concepimento .
automedonte
Friday, November 28, 2008 11:16 PM
Re: Re: Re:
Toro99, 28/11/2008 19.23:




Guarda Andrea che se non ci fosse il "Contadino " il vino te lo potresti scordare,e non mi pare che il successo del vino nel mondo sia merito degli improbabili "enologi" di oggi,è venuto molto prima del loro concepimento .



Il successo no, ma lo spropositato aumento di prezzo è sicuramente merito "degli improbabili enologi"

In buona parte è grazie a Loro se quando entri in una enoteca sembra di entrare in gioielleria


Lord Kasko
Friday, November 28, 2008 11:33 PM
Re: Re: Re: Re:
automedonte, 28/11/2008 23.16:

...In buona parte è grazie a Loro se quando entri in una enoteca sembra di entrare in gioielleria...




André, hai sbagliato tutto!
MatMec
Sunday, November 30, 2008 5:07 AM
Mi sono letto tutta la discussione e malgrado la chiarezza dell'argomento c'e' una cosa che mi sfugge totalmente: chi sono coloro che pretendono di convincerci che un vino da 1200EUR la bottiglia ci piace o coloro che vogliono a tutti i costi farci dire che una tela di Fontana e' apprezzabile?

Insomma, qui stiamo parlando di due cose totalmente distinte: il gusto soggettivo che in quanto tale e' strettamente personale e non e' viziato da nessun tipo di omologazione e il dato oggettivo che e' invece determinato da una serie infinita di fattori. Se il quadro, come il vino, ha estimatori disposti a pagare cifre che a noi sembrano fuori dal mondo, cosa c'entra con la questione soggettivo/oggettivo?


Detto questo, dovrei essere d'accordo con Paparel. Senno' ho capito ancora meno di quello che pensavo

psound
Tuesday, December 02, 2008 2:34 PM
Io, come già espresso tra le righe da altri, penso che il gusto sia soggettivo, totalmente soggettivo.

Però, in diversi casi, la soggettività di ogni individuo coincide con la soggettività di una buona parte degli altri.

Come diceva automedonte, il vino acetato non piace a molte persone.

Poi, ad esempio, allo Stesso non piace il tartufo mentre io lo adoro (tanto da metterlo nella busta per lo scambio culturale del Chianti vinta, guarda caso, proprio da automedonte).

Fatto sta che a me piace un po' tutto, ma comunque trovo molto più apprezzabili i locali promossi dal "Gambero Rozzo" (tanta qualità con ingredienti "poveri") piuttosto che quelli proposti dalla guida Michelin (tanta qualità particolarmente sofisticata).
automedonte
Tuesday, December 02, 2008 3:01 PM
Re:
psound, 02/12/2008 14.34:





Poi, ad esempio, allo Stesso non piace il tartufo mentre io lo adoro (tanto da metterlo nella busta per lo scambio culturale del Chianti vinta, guarda caso, proprio da automedonte).



Tranquillo mio Padre ha molto gradito


psound
Tuesday, December 02, 2008 4:42 PM
Re: Re:
automedonte, 02/12/2008 15.01:



Tranquillo mio Padre ha molto gradito






La pasta di Campofilone com'era???
automedonte
Tuesday, December 02, 2008 5:09 PM
Re: Re: Re:
psound, 02/12/2008 16.42:




La pasta di Campofilone com'era???



Quella era ottima e l'ho mangiata io

Ancora mi chiedo come è possibile che una pasta confezionata sembrasse fresca


psound
Tuesday, December 02, 2008 11:04 PM
automedonte, 02/12/2008 17.09:



Quella era ottima e l'ho mangiata io

Ancora mi chiedo come è possibile che una pasta confezionata sembrasse fresca






Un segreto c'è...

E poi è bella la storia del produttore di quella pasta.

Date le lamentele dei propri lavoratori per la dura vita con uno stipendio di 1000 € al mese, il titolare dell'azienda ha provato per due settimane a vivere con 1500 € al mese...beh, dopo 10 giorni ha aumentato di sua iniziativa il salario di tutti i dipendenti di 200 €. Tutti i mesi.
MomixRM
Wednesday, December 03, 2008 10:40 AM
Ho seguito attentamente tutta la discussione e non posso non essere d’accordo con Paparel e Lu.K quando dicono che un minimo di “conoscenza e cultura” (e quindi guida e quindi criteri oggettivi) serve per poter meglio apprezzare e valutare soggettivamente gusti ed abbinamenti in modo da comporre da noi una nostra classificazione (per cui delle nostre regole) del gusto.
Senza non saremmo in grado i apprezzare e valutare appieno determinati aspetti…
E non saremmo in grado di proporre noi stessi dei cambiamenti, magari “rivoluzionari” come la “Nouvel Cuisine“ o lo “Slow food”, che più avanti possono rivelarsi quali elementi nuovi e di pregio, o magari delle semplici “corazzate Potëmkin” …
Chiaro che non possono esistere dei principi universali sempre validi, proprio per il concetto stesso di evoluzione del gusto nel tempo e nelle diverse epoche.
Per fare un esempio tratto dalla storia dell’arte Vincent van Gogh è morto povero, disperato ed incompreso. Anzi alcuni suoi dipinti sono stati bruciati (ripeto BRUCIATI!!!! ) da galleristi che non riuscivano a venderli, in quanto ritenuti all’epoca dei precursori (in senso fantozziano) della “corazzata Potëmkin”. Oggi è uno degli artisti più apprezzati e valutati a livello mondiale… anche se a qualcuno potrebbe anche non piacere…

Chiaro che qualsiasi guida applica dei propri “principi” che possono e devono criticamente essere messi in discussone e possono magari non incontrare i nostri favori. Allo stesso modo qualsiasi guida è scritta da esseri umani e come tale è soggetta alle “umane cose”. Gualtiero Marchesi è apprezzatissimo chef, ma avendo “contestato” alcune classificazioni della Guida Michelin è stato da questa recentemente “svalutato” nell’ambito delle proprie classifiche.....
Le guide e i suggerimenti che tu stesso Freevax metti sui tuoi siti sono soggettivi ed indicativi, ma non per questo non rispondono a dei criteri “oggettivi” che tu stesso nell’ambito delle tue personali classificazioni devi chiaramente aver stabilito (consciamente o inconsciamente, in base alla tua educazione e cultura, e quindi al “tuo” gusto).

Il gusto è soggettivo come il colore della multi: per qualcuno è orribile rossa (in quanto colore dei più e quindi indice di omologazione ) o nera (giacché appartenente al “lato oscuro” e quindi triste dell’universo ) mentre grigia è stupenda (oltre che ad andare di più...ed io posso dirlo giacchè sono l'eccezione che conferma tale regola )
Ma in ogni caso la Multi è una moto straordinaria secondo dei criteri oggettivi, poiché maneggevole, potente, fluida e insuperabile nel misto, qualunque sia il suo colore.
Solo conoscendo, e quindi avendo una cultura che ci permetta di fare dei paragoni e delle classifiche, possiamo apprezzare "criticamente" quanto ci viene proposto.


Momix
Lu.K
Wednesday, December 03, 2008 11:54 AM
Re:
MomixRM, 03/12/2008 10.40:

(...)
Solo conoscendo, e quindi avendo una cultura che ci permetta di fare dei paragoni e delle classfiche, possiamo apprezzare "criticamente" quanto ci viene proposto.


Momix




Sintesi che trovo azzeccata! Che, appunto, può applicarsi al "gusto" (inteso in senso enogastronomico), ma anche a molti altri aspetti della nostra vita.
Liuck75
Wednesday, December 03, 2008 9:21 PM
Non sono assolutamente daccordo. In questo modo si sminuisce l'individualità di ciascuno di noi.

Dicendo che "solo chi conosce può capire" si da per scontato che chi non conosce non capisce nulla di gusto.

Per me è sbagliato.

Io posso essere l'ortolano e capire di Gualtiero Marchesi e dei suoi estremi nella cucina.

Oppure posso chiamarmi Sabelico e non capire un'acca del vino del contadino.

L'individualità è bellissima, non facciamoci liquidare passando per imbecilli che non hanno gusto e quindi non sanno abbinare un vino con un piatto.

Se a me piace il vino rosso col pesce non capisco perchè ci deve essere il saputello di turno che mi guarda con aria schifata...

Il gusto è personale e quindi le regole per me le stabilisco io!
Lord Kasko
Wednesday, December 03, 2008 9:41 PM
Trovo giusto ristabilire alcuni punti fermi:

1) In medio stat virtus.

2) Il Lato Oscuro è potente.

2) il Gambero Rozzo è un eclatante esempio di infingarda scopiazzatura, oltretutto fatta veramente male, di altre guide. Per quanto discutibile, visti i locali che scarta o smette di menzionare, difficilmente la Slow Food ti fa mangiar male, Carlo Cambi si!.


alessapo
Wednesday, December 03, 2008 9:46 PM
Re:
Liuck75, 03/12/2008 21.21:

Non sono assolutamente daccordo. In questo modo si sminuisce l'individualità di ciascuno di noi.

Dicendo che "solo chi conosce può capire" si da per scontato che chi non conosce non capisce nulla di gusto.

Per me è sbagliato.

Io posso essere l'ortolano e capire di Gualtiero Marchesi e dei suoi estremi nella cucina.

Oppure posso chiamarmi Sabelico e non capire un'acca del vino del contadino.

L'individualità è bellissima, non facciamoci liquidare passando per imbecilli che non hanno gusto e quindi non sanno abbinare un vino con un piatto.

Se a me piace il vino rosso col pesce non capisco perchè ci deve essere il saputello di turno che mi guarda con aria schifata...

Il gusto è personale e quindi le regole per me le stabilisco io!





ma che quotone ti meriti!


Toro99
Wednesday, December 03, 2008 10:02 PM
Re:
Liuck75, 03/12/2008 21.21:

Non sono assolutamente daccordo. In questo modo si sminuisce l'individualità di ciascuno di noi.

Dicendo che "solo chi conosce può capire" si da per scontato che chi non conosce non capisce nulla di gusto.

Per me è sbagliato.

Io posso essere l'ortolano e capire di Gualtiero Marchesi e dei suoi estremi nella cucina.

Oppure posso chiamarmi Sabelico e non capire un'acca del vino del contadino.

L'individualità è bellissima, non facciamoci liquidare passando per imbecilli che non hanno gusto e quindi non sanno abbinare un vino con un piatto.

Se a me piace il vino rosso col pesce non capisco perchè ci deve essere il saputello di turno che mi guarda con aria schifata...

Il gusto è personale e quindi le regole per me le stabilisco io!





Esattamente.
Io parlo da persona che opera nel settore.
Faccio delle proposte Engastronomiche,NON DEVO ASSOLUTAMENTE PENSARE DI POTER EDUCARE I MIEI CLIENTI ED IMPORRE LA MIA CUCINA OD IL MIO VINO,se piace i Clienti arrivano,se non piace mi devo dare una mossa a cambiare qualcosa,altrimenti sono destinato al fallimento.
Se una guida dice che il miglior vino è xxx ma xxx non piace a nessuno dei miei clienti,io con quel vino ci devo fare il brasato,checchè ne dicano gli esperti.
E chiariamo anche un'altra cosa,purtroppo il continuo proliferare di trasmissioni culinarie,rubriche ecc ecc ... e chi più ne ha più ne metta,ha formato una enorme schiera di "sedicenti"esperti del settore,che spesso sparano una marea di castronerie,specialmente sui vini,per tirar su una volta una una volta l'altra regione o cantina.
Sicuramente esistono tantissime persone che si fregiano a merito di esser dei gran conoscitori di Vini,tipo Stefano,ma è anche vero che ultimamente vedo un dilagare di dilettanti allo sbaraglio che fino a 2/3 anni fa non sapevano neanche con cosa era fatta una bottiglia di Vino,e oggi curano una rubrica in tv .
Io ho la fortuna di avere un paio di Nonni viticoltori,ed un Padre Enologo di vecchia scuola,Socio fondatore della più grossa cantina sociale del Piemonte negli anni 80,fin da ragazzino ho partecipato alle loro riunioni,fatte di assaggi e degustazioni anche di cantine piccolissime scovate in Friuli e Veneto,mi ricordo che partivano la notte per andare a prendere un vino e rientravano la sera dopo ,credo che di Chimica non conoscano proprio nulla.

Poi non bisogna mai generalizzare,sicuramente esistono prodotti industriali ottimi e prodotti artigianali ciofeche.
Ma non venitemi a raccontare che solo i prodotti costruiti in laboratorio sono degni di esser bevuti
(fino)
Thursday, December 04, 2008 12:48 AM
Ma io credo, e ne chiedo a Mauro conferma, che un ristorante abbia successo quando lo chef cucina bene, sceglie con attenzione gli alimenti li manipola seguendo quello che è la sua cultura, le sue tradizioni, la sua esperienza e la sua fantasia poi certamente anche l'esigenze del cliente se non della stagione, offrendo il tutto ad un giusto prezzo con il giusto servizio.
Orbene se ha successo ecco che incontra il gusto dei più.
Se tutti i gusti fossero così soggettivamente diversi difficile sarebbe accontentare più di due persone nella stessa sera.
Certo c’è chi preferisce il pesce alla carne o la torta di riso ma in linea di massima ciò che è buono, buono con la B grande, piace a tutti e questo è un fatto oggettivo.
In fatto di sensazione organolettica credo sia veramente difficile riuscire a plagiare qualcuno, percui ciarlatani dell’ultimo minuto possono sprecare fiato, o inchiostro, come meglio credono, il fallimento è garantito se la materia di cui trattano non ha come oggettivo supporto il fatto che sia buona.
Certo possono attirare qualcuno, istigare all’assaggio ma ciò che farà l’eventuale successo sarà solo la bontà del prodotto che si tratti di vino ovvero di cibo.
Tornando al dilemma oggettività / soggettività, io pur avendo grande rispetto per il mio palato, ribadisco che propendo per la prima.
Non ravvedo tutta questa necessità di distinguersi dagli altri sempre e comunque, in particolare quanto si trattano ragioni, il piacere del mangiare e del bere, che ci accomunano in larga parte.
Sui vini non mi pronuncio mai volentieri, ho quasi 50anni e, se mi nascondono l’etichetta, riconosco la barbera ed il dolcetto, magari qualche altra tipologia ma solo delle mie zone… per certo se un vino è buono te lo so dire, così come se buono non è.
Benvenga qualcuno che in onestà, quando sono al di fuori del mio abitat, mi consiglia cosa bere, starà poi a me decidere se avevo a che fare con un ciarlatano od un'esperto.
Sabato scorso ero a tavola con degli amici, gentaccia che proveniva dalle più disparate regioni del nord, c'erano vecchietti arzilli e giovinastri rampanti, accompagnati da Signore e Signorine, ho portato una bottiglietta, francese, oggettivamente buona...... dico ne porto una sola magari non piace a tutti, è roba forte, magari le Signore.... il prossimo anno ne porterò due.


fino
Freevax
Thursday, December 04, 2008 9:21 AM
Re:
(fino), 04/12/2008 0.48:

Non ravvedo tutta questa necessità di distinguersi dagli altri sempre e comunque, in particolare quanto si trattano ragioni, il piacere del mangiare e del bere, che ci accomunano in larga parte.



Questo è un altro dilemma che varrebbe la pena di discutere e ch in parte si riconduce al topic in oggetto, come mai quando qualcuno non fa altro che ribadire le proprie convinzioni e la propria soggettività che non coincide con quello che viene definito il pensiero comunue viene bollato come uno snob che vuole distinguersi invece di essere riconsciuto solamente come uno che ha delle idee ed un gusto personale???
In fondo non c'e' bisogno di distinguersi, SIAMO diversi, e questo è un dato di fatto, credo sarebbe più interesante capire il perchè della procedura inversa ovvero perchè alcuni tendono a sposare cause che non sono proprio quelle che vorrebbero....

Il piacere del bere e del mangiare ci accomuna certo ma in modo differente da persona a persona ma spesso queste diverse esigenze vengono forzataemnte accumunate da condizionamenti generali, perchè, come dice giustaemnte Liuck, se io al pesce ci accompagno il rosso perchè mi piace cosi, o vengo bollato come uno snob (appunto) oppure come un ignorante, a causa di queste situazioni spesso pur di non essere giudicati tendiamo ad assoggettarci a quelle che non sono le nostre esigenze.

Per rilevare le situazioni di condizionamento non occorre fare molti sforzi, basta analizzare le correnti del gusto, ad inziare dalla bolla della "Novelle Cousine" per arrivare alla rucola passando magari dal Morellino di Scansano (evitando di citare l'ormai troppo vituperato Sassicaia) situazioni di gusto massificato ed indirizzato che teoricamente data la incredibile offerta di prodotti per tutti i gusti non dovrebbero esistere ma che invece essendo persistenti non si spiegano che in un modo...

automedonte
Thursday, December 04, 2008 10:06 AM
Re: Re:
Freevax, 04/12/2008 9.21:


Il piacere del bere e del mangiare ci accomuna certo ma in modo differente da persona a persona ma spesso queste diverse esigenze vengono forzataemnte accumunate da condizionamenti generali, perchè, come dice giustaemnte Liuck, se io al pesce ci accompagno il rosso perchè mi piace cosi, o vengo bollato come uno snob (appunto) oppure come un ignorante, a causa di queste situazioni spesso pur di non essere giudicati tendiamo ad assoggettarci a quelle che non sono le nostre esigenze.





Credo esista una sottile linea di confine tra l'avere un gusto proprio, magari diverso da quello degl'altri, e l'essere snob o "ignorante".

Preferire il Chianti al Brunello o al Sassicaia (quello buono ) può trattarsi di gusto soggettivo ma se uno preferisce il Tavernello ad un buon Morellino è un barbaro ignorante o uno snob

Si può benissimo bere il rosso con il pesce, ovviamente deve essere un rosso giovane e non troppo forte, se ci bevi un Barolo di 10 anni io resto come minimo perplesso.

Penso che esistano delle basi comuni diciamo oggettive anche nel gusto, ovviamente poi queste basi si sviluppano grazie ad opinioni personali e gusto soggettivo il che ci rende diversi.

La capacità di aver gusto personale però si accompagna solitamente alla conoscenza ed esperienza delle cose. Solo dopo averne provate molte riesco a sviluppare un vero gusto personale, viceversa si tratta solo di abitudini alimentari e non di scelte ponderate.

Probabilmente proprio a causa di queste mancanze di base molti si affidano a chi, secondo il proprio gusto, indica quello che è buono e quel che è cattivo.

Anche tra le guide bisogna saper scegliere, ci sono quelle buone e quelle cattive, ma soprattutto sono scritte da uomini che hanno i loro gusti. Ognuno di noi deve trovare la guida scritta da persone che abbiano un gusto più simile al nostro. Di guide per ristoranti ne esistono tante ed allora si deve scegliere guide diverse a seconda se prediligo l'eleganza in un locale o la sua originalità, il cibo elaborato o la tradizione ect.



zav¡
Thursday, December 04, 2008 10:45 AM
Il gusto è oggettivamente soggettivo, le regole del gusto sono un raggruppamento di più soggettività affini.
Ma non sono regole scolpite su tavole di pietra, non rispettarle non vuol dire "ignoranza", vuol dire solo che "a me me piace" a prescindere da, visto che comunque anche le regole scolpite su tavole di pietra non vengono tanto rispettate.

IHMO

(fino)
Thursday, December 04, 2008 11:07 AM
Re:
zav¡, 04/12/2008 10.45:

Il gusto è oggettivamente soggettivo, le regole del gusto sono un raggruppamento di più soggettività affini.
Ma non sono regole scolpite su tavole di pietra, non rispettarle non vuol dire "ignoranza", vuol dire solo che "a me me piace" a prescindere da, visto che comunque anche le regole scolpite su tavole di pietra non vengono tanto rispettate.

IHMO





Marcello hai ragione
lecito è sostenere che un "raggruppamento di più soggettività affini" corrisponde, di fatto, ad un'oggettività


fino
zav¡
Thursday, December 04, 2008 11:13 AM
Re: Re:
(fino), 04/12/2008 11.07:


lecito è sostenere che un "raggruppamento di più soggettività affini" corrisponde, di fatto, ad un'oggettività



Secondo me no, è al limite una sorta di "maggioranza", ma non dovendo governare niente per me non conta.
Nel gusto sono egoista più del solito: mi piace ciò che mi piace.


Toro99
Thursday, December 04, 2008 11:22 AM
Re: Re:
Freevax, 04/12/2008 9.21:




Per rilevare le situazioni di condizionamento non occorre fare molti sforzi, basta analizzare le correnti del gusto, ad inziare dalla bolla della "Novelle Cousine" per arrivare alla rucola passando magari dal Morellino di Scansano (evitando di citare l'ormai troppo vituperato Sassicaia) situazioni di gusto massificato ed indirizzato che teoricamente data la incredibile offerta di prodotti per tutti i gusti non dovrebbero esistere ma che invece essendo persistenti non si spiegano che in un modo...





esatto,esistono le "ere" nella vendita di Vino...

20 anni fa si vendeva solamente,Soave,Verdicchio,Frascati,ed il "Famosissimo" Galestro,un operazione commerciale fatta per liberarsi dell'uva Trebbiano che non si poteva più mettere nel Chianti dal 1985,assieme all'uva Malvasia,due uve bianche che prima potevano esser messe nel Chianti in ragione del 30%.
3/4 anni dopo è arrivata l'epoca dei Rosati e del Pinot Grigio,non facevo in tempo ad ordinarlo che finiva.
Un paio d'anni ed è cominciata l'epoca del Greco di Tufo,pazzesco,tutto quello che vendevi prima finito nel dimenticatoio,vendevi solo Vini Campani,ed infatti al tramonto del Greco di Tufo è cominciata l'Alba della Falanghina.....
$/5 anni fa non so come hanno scoperto il Morellino di Scansano,nel giro di pochi mesi non si vendeva altro,ne dovevi avere almeno tre etichette dato che gli esperti erano tantissimi,e non si capisce come da una piccolissima zona come quella arrivasse tutto quel vino per tutta l'Italia ...vabbe...
Oggi è l'era del Nero D'Avola e del Ribolla,.... e chissà cosa uscirà fuori...
Nel Frattempo siamo passati da un consumo annuale di 180 cartoni di "Novello",quando lo facevano solo i Toscani (a ruota dei Francesi),Antinori e Banfi, a "zero " cartoni di oggi,(quest'anno non l'ho neanche ordinato)...su questo son d'accordo però.Ma guarda caso succede quando le grosse cantine puntano su altro,oggi che il Novello lo fanno proprio tutti....
Vabbe,tutto questo per dire che spessissimo la qualità dei prodotti c'entra molto poco con il buono e non buono,e sopratutto con la quantità di vendita...ma molto di più con operazioni di Marketing e commerciali spronate dalle grosse ditte e dai grossi distributori,e spesso il contadino che fa il buon vino magari non di moda è indicato come un "sofisticatore"
Freevax
Thursday, December 04, 2008 11:23 AM
Re: Re:
(fino), 04/12/2008 11.07:


Marcello hai ragione
lecito è sostenere che un "raggruppamento di più soggettività affini" corrisponde, di fatto, ad un'oggettività

fino




quindi il Big Mac è oggettivamente una delle cose più buone che l'umanità abbia mai prodotto????

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