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(sylvestro)
Wednesday, September 08, 2010 11:46 PM
Le compravendite di case e mutui stanno davvero ripartendo? non ci crede nessuno!

Mercoledi, 8 settembre 2010 ore 22:14 -

Oggi Repubblica titolava un suo articolo come segue: Decolla il mercato immobiliare Ripartono compravendite e mutui. L'articolista che richiama le ultime statistiche Istat racconta di un mercato immobiliare in risalita segnatamente per quanto riguarda il settore abitativo. E dietro il mercato immobiliare sembrerebbero ripartire anche i mutui che ne costituiscono il naturale carnurante. "Insieme alle compravendite di immobili, continua a crescere il numero di mutui stipulati. Nei primi tre mesi del 2010, l'Istat segnala un balzo del 13,7% rispetto allo stesso periodo del 2009.

Prosegue così la fase di ripresa tendenziale del fenomeno iniziata negli ultimi tre mesi dello scorso anno", anche se rimane "comunque insufficiente a recuperare i livelli antecedenti la discesa". Subito si è scatenata la protesta di chi opera nel settore immobiliare e che nutre giustificati dubbi riguardo a quanto riportato dall'articolista di Repubblica. Riportiamo qualche reazione abbastanza indignata. "Non credo che il mercato immobiliare stia ridecollando. Anzi. Secondo me tra circa 1 anno si tocca il fondo del barile e poi si raschia per 4 - 5 anni almeno. " si firma qhood. E ancora "Smettete di scrivere falsità.

Chiunque sia un minimo dentro al settore sa che non è vero niente. " nuwanda. "Confermo le perplessità di un altro lettore il quale afferma che le città sono piene di cartelli vendesi e i giornali sono piene di pagine di case in vendita. Il problema grosso e che purtroppo le case costano troppo perchè si vuole guadagnare troppo e subito. Mi chiedo come può essere possibile che il mercato si sia messo in movimento quando ieri è uscita la notizia che il monte ore della cassa integrazione è in aumento, i posti di lavoro diminuiscono e i disoccupati aumentano. C'è qualcosa che non torna. Io abito in un paese del nord di quattromila abitanti con tre banche ma metà delle case che sono state costruite negli ultimi tre/quatto anni sono invendute. Credo che siamo di fronte ad un tentativo di falsa informazioni per fare alzare i prezzi e recuperare il tempo e i soldi perduti. " braccobaldo01.

E' davvero non si può dar torto ai tanti che contestano l'inversione di tendenza sbandierata oggi. La verità è che il settore sta affrontando una crisi simile a quella attraversata negli anni '90. Probabilmente siamo solo all'inizio di un ciclo che potrà durare almeno per altri 3-5 anni. Oggi le tempistiche di compravendita sono arrivate ad allungarsi a tal punto che i venditori saranno costretti a rivedere in maniera congrua i prezzi di compravendita. Gli umori degli operatori immobiliari sono ai minimi storici alle prese con venditori che pretendono ancora di vendire ai prezzi di 3/4 anni fa. Solitamente i cicli di crisi si protraggono per periodi di 7-10 anni e l'inizio è segnato proprio dal dilatarsi dell'offerta. E' sufficiente come gli annunci di vendita si stiano riempiendo come anche le liste di immobili presentati alle aste immobiliari.

A questo punto per chi può permettersi di comperare si tratta solo di attendere il cadavere lungo il fiume. Se c'è stata la piccola ripresa di inizio anno potrebbe essere stata alimentata dalla liquidità riveniente dalla scudo fiscale in cerca di investimenti anche a prezzi un pò gonfiati. Per gli altri, con le remunerazioni ferme, la cassa integrazione in crescita con il rischio di non ritornare al lavoro, la crisi che continua a impervesare, difficile ipotizzare decisioni di investimento impegnative come l'acquisto di una casa. Consoliamoci con qualche commento divertente allora: "Ogni tanto si leggono questi segnali di ripresa. Penso siano dovuti agli sbalzi di temperatura" - Questo è il rimbalzo ( rimbalzino) del gatto morto. Il mercato immobiliare, a dispetto di chi ha interesse a farlo credere tonico, vedi questo giornalista del piffero, delle agenzie immobiliari, delle banche, ecc resterà comatoso per almeno i prossimi 3/4 anni ancora. La botta definitiva arriverà quest'altro anno quando chi ha avuto i mutui sospesi per perdita lavoro o quant'altro non riprenderà a pagare. Allora le banche ( che vadano tutte in malora !) si ritroveranno con tantissimi mutui parzialmente scoperti dal valore di case deprezzate e qualche banca farà dei magheggi per saltare per aria. Speravano di sistemare le cose sospendendo il pagamento dei mutui facendosi anche passare per dei filantropi, ma quando mai una banca pensa agli interessi dei suoi correntisti, non è mai esistita una banca così, anzi ..................... - Notizia fasulla e pompata ad arte: mi meraviglio ! - ..le solita palle..messe in giro ad arte..per richiamare qualche fringuello..ma innazitutto per ribadire che tutto si sta mettendo bene..signora la marchesa.


marco---
Thursday, September 09, 2010 9:37 AM
Vedi anche: Mercato immobiliare, come distinguere fra vera ripresa e illusione ottica (Fonte: quotidianocasa.it - 08/09/2010)

Marco
(sylvestro)
Thursday, September 09, 2010 3:58 PM
9 SETTEMBRE 2010 – MERCATI IMMOBILIARI ITALIANI

I quotidiani italiani danno i numeri,
ma non verificano l’immobiliare



Istat, nel 1° trimestre del 2010
+ 2,3% nelle compravendite


REAL ESTATE – IMMOBILIARE | Reporter sens frontière (Rsf) ha pubblicato la prima classifica mondiale della libertà di stampa e non sono mancate le sorprese. Innanzitutto va rilevato che, pluralismo e libertà nella diffusione delle notizie non sono una prerogativa dei paesi più ricchi e sviluppati. L’Italia è al 40° posto, dopo Cile e Corea del Sud. Ma libertà di stampa è anche dovere di informare, cioè di andare oltre la verità ufficiale. I Quotidiani, sia politici che economici o di partito, di oggi 9 settembre 2010, danno ancora una volta acriticamente il dato Istat che conferma quello dell’Agenzia del territorio secondo cui il mercato immobiliare sarebbe cresciuto nel primo trimestre del 2010 del 2,3% annuo. Con gradazioni differenti di ottimismo o di trionfalismo aprono con la ripresa del mattone oppure riprende al corsa al mutuo delle famiglie italiane, i giornali su questo settore oscillano tra il Solone la mosca cocchiera e il fariseo lasciando alle lobby italiane, acriticamente, la possibilità di far arrivare i loro comunicati stampa al grande pubblico senonché poi gridare ai furbetti del quartierino o alla razza padrona o al capitalismo straccione quando appare sulla scena anche solo un rumor di scandalo. Il mattone non oscilla in Italia, i prezzi non possono crollare, una percentuale a una cifra di crescita ben al di sotto del 5% non sposta nulla nei mercati immobiliari italiani, perché di mercati territoriali dobbiamo parlare nel nostro paese non potendo parametrare un immobile di Milano con uno di Genova o di Firenze. Ma perché tutto questo? In Italia ci sono quasi 8 persone su 10 che posseggono un bene di proprietà e questo bene è la loro casa, per cui ci vivono e non la possono utilizzare come leva economica per far crescere il loro benessere indebitandosi come negli Stati Uniti in quanto il nostro sistema creditizio non lo consente e perciò non la scambiano a meno che, come è successo per quasi un decennio, anche le banche non droghino il mercato spingendo sull’acceleratore dell’offerta di mutui facili come è stato nella fase di accorpamento delle stesse in Italia e prima di Basilea 2. I prezzi, che poi sono valori di stima immobiliare, sono come gli exitpoll, solo che qui li si richiede agli addetti ai lavori che tengono una forbice superiore al 30% di oscillazione derivante da molte variabili e non corrisponde mai ai prezzi reali di compravendita perché in Italia c’è l’ennesimo conflitto d’interesse, quello degli agenti immobiliari, che rilevano i prezzi e poi fanno e subiscono il mercato guadagnando a seconda delle fasi più dal venditore che dall’acquirente o viceversa. Le questioni o l’agenda d’interesse del cittadino-consumatore sono sempre le stesse – le riporta in un articolo La Stampa – Domande e risposte sulla casa (qui sotto – scarica il pdf). Le analisi andrebbero fatte sull’Industria immobiliare e delle costruzioni, sulle compravendite immobiliari passate – andata e ritorno – da 600mila a 800mila all’anno. Oltre il 30% di crescita mantenuto per un decennio e poi crollato con la crisi economica globale in un anno. Come è stata possibile una corsa al mattone così sfrenata, qui si sono depositati e immobilizzati capitali, provenienti da dove se non dal sommerso o nero, le società hanno utilizzato gli immobili e la leva finanziaria e li hanno sopravvalutati per gonfiare bilanci di un’economia in perdita. Si sono consentite favole di “Signor nessuno” che sono state utilizzate come “teste di legno” per poi scaricarli come “furbetti” del quartierino ma i grandi operatori o player da tempo con capitali internazionali hanno manovrato dietro le quinte determinando così un’economia italiana cristallizzata e oggi sono troppo grandi per fallire e complice il sistema bancario stanno svendendo i patrimoni per salvarsi. Mentre i piccoli operatori, costruttori e immobiliaristi, che hanno costruito molto, forse troppo, e senza regole perché i Comuni italiani alla canna del gas hanno concesso licenze edilizie a gogo, oggi, soffrono, s’impiccano, falliscono perché hanno creduto, speculando, ma chi non l’avrebbe fatto a un boom di vendite senza fine.

GIOVANNI PIVETTA – Direttore House Living and Business
marco---
Friday, September 10, 2010 11:44 AM
Ma nelle agenzie la ripresa non si vede (Fonte: Il Tirreno - di Luca Dal Canto - 10/09/2010)

marco---
Friday, September 10, 2010 11:44 AM
Mercato immobiliare - Acquisti di case; meno 7% (Fonte: Industria e Finanza - 10/09/2010)


Possibile una differenza così abissale di tendenza del trentino rispetto al resto d'Italia?

Marco
Gli italiani tornano al mattone Ripartono mutui e compravendite (Fonte: unionesarda.it - 08/09/2010)

Il mercato immobiliare rialza la testa, in Italia nel primo trimestre del 2010 le convenzioni relative alle compravendite di unità immobiliari sono state in aumento del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente...
marco---
Tuesday, September 14, 2010 11:57 PM
Ringraziando ccc56 per la segnalazione di questo articolo

Sprint del mattone. Più case e mutui nel primo trimestre. Ma per il secondo è prevista calma piatta (Fonte: ilsole24ore.com - 08/09/2010)

...Le previsioni. I dati del primo trimestre, però, rappresentano solo uno strappo al rialzo più che una netta inversione di tendenza per il settore. Secondo Assofin, infatti, l'associazione del credito al consumo e del mercato immobiliare, nel secondo trimestre il rialzo è stato molto più contenuto. «Dai dati in fase di elaborazione (che saranno resi noti a giorni, ndr) possiamo anticipare che nel periodo marzo-giugno 2010 il mercato dei mutui in Italia ha registrato una crescita decisamente contenuta che potrebbe anche essere vicina allo zero», spiega Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin. La flessione prevista è legata più a un calo dell'offerta, come in parte è avvenuto nel 2009 quando molti istituti hanno praticamente scelto di non erogare mutui, o della domanda? «Stimiamo che la causa sia il calo della domanda perché, lato offerta, in questa fase tutti gli operatori stanno cercando di incentivare, con la dovuta attenzione ai parametri patrimoniali, le erogazioni di mutui. Ci risulta però che molti istituti hanno chiuso il secondo trimestre con dati negativi sul fronte delle erogazioni a causa di un calo delle richieste»...
(sylvestro)
Wednesday, September 15, 2010 9:57 PM
Perplessi i bergamaschi: dati che non trovano riscontro

"Le statistiche Istat non incontrano ancora la realtà del mercato"
dgambera
Wednesday, September 15, 2010 10:19 PM
Re:
(sylvestro), 9/15/2010 9:57 PM:

Perplessi i bergamaschi: dati che non trovano riscontro

"Le statistiche Istat non incontrano ancora la realtà del mercato"




«l'anno in corso sta replicando quanto avvenuto nel 2009. Quindi andrei cauto con espressioni e valutazioni ottimistiche perché sul mercato non vedo ancora variazioni rispetto allo scorso anno. E, in modo particolare, proprio in un periodo come questo, dopo le ferie, che è sempre molto "calmo": se nei mesi precedenti c'era una situazione di stallo, ora siamo alla calma piatta».

...

dall'associazione dei costruttori si fa osservare che il dato statistico non può essere interpretato come una ripresa del settore
dell'edilizia; gli imprenditori del settore non hanno, infatti, per il momento, segnali che indichino una ripresa effettiva del mercato. Il comparto dell'edilizia, anche sul territorio bergamasco, si sottolinea sempre da parte di Ance Bergamo, vive, al contrario, ancora una condizione di sofferenza: i segnali di difficoltà e di crisi sono avvertiti dagli addetti ai lavori ancora in modo consistente.

...

C'è stato un aumento notevole dei mutui surroga e dei mutui di consolidamento debiti più liquidità





Vorrei poi far notare che la valanga di euforia è arrivata tutta dall'ANSA in seconda pagina: questo mi conferma l'incompetenza dell'intero comparto dei giornalisti, che prendono una velina e ci fanno il sugo senza approfondire. A zappare
marco---
Friday, April 27, 2012 9:20 AM
Ance: Mercato abitativo Aprile 2012 (Fonte: lavoripubblici.it - 27/04/2012)

I dati confermano la situazione di forte crisi del settore. La nuova edilizia abitativa risulta il comparto in maggiore difficoltà: il 2012 sarà infatti il quinto anno consecutivo di calo che porterà ad una perdita produttiva complessiva, nell'arco del quinquennio 2008-2012, di oltre il 40% in termini reali (-24,1% per gli investimenti in costruzioni nel complesso).
La forte caduta dei livelli produttivi in questo comparto riflette l'andamento negativo dei permessi di costruire che in cinque anni (2005-2010) si sono più che dimezzati.

Gli investimenti di recupero del patrimonio abitativo - unica eccezione nel settore - continuano invece a registrare una lieve crescita.

Con riferimento al mercato immobiliare residenziale, si conferma anche nel 2011 la tendenza negativa nel numero di abitazioni compravendute, in calo ormai dal 2007. Fanno eccezione le grandi città italiane nelle quali si registrano nel 2010 e nel 2011 risultati positivi. Di contro, le nuove famiglie continuano ad aumentare mantenendo elevato il fabbisogno potenziale di abitazioni.

In questo contesto di crisi il tema della trasformazione urbana può rappresentare un motore di sviluppo e innescare l'avvio della ripresa.
L'Ance, in occasione del convegno del 3 aprile scorso ``Un Piano per le città. Trasformazione urbana e sviluppo sostenibile``, ha formulato proposte concrete sulla riqualificazione delle città, sul come intervenire sul patrimonio esistente, e sull'introduzione di processi di demolizione e sostituzione che in Europa trovano da tempo applicazione. Il tema della trasformazione urbana, rappresenta certamente un fattore strategico per la crescita e la competitività del Paese, al quale il settore delle costruzioni potrà contribuire concretamente.
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