Re:

Cari Marisa Irene Sargon e tutti, ho letto solo ieri con molto ritardo questo post molto interessante, perché ha il merito di essere uno spazio di espressione personale e creativa ,tanto quanto lo sono tutte le altre pagine per ciò che concerne l’espressione intellettuale e culturale…..ma…ahimè … non di solo pane vive l’uomo-si dice-….e anzi qui direi, non di sola cultura e sapienza vive la donna!
Cara Marisa, , sai bene che avrei voglia di partecipare al forum ben più spesso, anche solo come lettrice , ma grazie alla tirannia di qualche sottocavillo tecnologico mi trovo a non avere quasi mai la connessione attiva da casa pur pagandola cara,tanto è che sono quasi pronta a scendere e accamparmi per protesta in piazza con i petardi e le fialette puzzolenti da scagliare contro i passanti, a caso, perché nessuno, che lo si paghi o non lo si paghi per un lavoro di riparazione, ha ancora avuto la creanza in quasi tre mesi di portarmi verso la risoluzione di questo incredibile giallo telecomunicativo chiamato HACKERS , ma qui si parla di SENSIBILITA’, per cui mi sento chiamata a dire la mia , come amica vostra(?) e come soggetto pensante.
Non credo che avrei saputo lanciare io l’argomento per prima, non perché manchino qui interlocutori attenti e intelligenti, o perché il tema non mi tocchi da vicino, ma perché ormai, alla mia veneranda età, ho imparato una cosa, o per lo meno….sto cercando di applicarla più che posso, e cioè:che qualunque sia l’argomento da trattare o il problema da risolvere lo si fa guardandosi diritto negli occhi,con presenza fisica,morale e emozionale, altrimenti, se per la qualsivoglia ragione l’interlocutore non è qui in persona , è meglio lasciare perdere, secondo me.E così lo so che crolla tutta la logica di Internet stessa…dei forum, dei siti etc etc.ma devo dirlo davvero…..il motivo che mi ha portato negli anni a pensarla così credo si chiami proprio -sensibilità-.Per condividere la scienza e la cultura Internet va benissimo,ma per tutte le umane passioni no, sempre mio parere.E’ inutile cercare di far passare per una strada stretta e scivolosa un tir, che rischierà di fare danni, a sé ed altri, tanto per far un paragone.
Del tipo:Posso io raccontare la mia vita e magari i miei problemi(o anche condividere la gioia di una cosa bella) a chi è distante 200 miglia?E perché devo pretendere-supporre che questo/a rimanga indifferente ai miei problemi, tanto da negargli il diritto di dare, o ricevere, una semplice carezza,un’occhiata disincantata o severa, un abbraccio fraterno, o una pacca sulla spalla, quando ci vuole se viene da farla e completa le nostre manifestazioni , solo perché è distante?
Per stare a spremere il cuore come un limone e farne una marmellata?E’ essere invalidi nell’espressività,come voler correre una gara di velocità senza le scarpe….non so…non mi vengono altri paragoni.chi usa molto la rete non si accorge nemmeno più di quanto ne è plagiato nelle espressioni vitali..
Non trovate che sia un diritto accompagnare le proprie emozioni espresse e i propri pensieri con una gestualità che sarebbe da ritenere più che normale in persone non ancora lobotomizzate?
E invece ci svuotiamo come sacchi sul web, propellendo massime e ideali, nonchè lamentele(Marisa non alludo a te qui, ma a vere lagne mediatiche di altra natura)o buoni consigli privi di tatto…..la sensibilità mi piacerebbe potertela definire come farebbe un artista,in tanti ci hanno provato…..La tua sensibilità, che denoti nel tuo post,con ciò che riporti e il contesto, poiché ti conosco da anni, PERO’,è certamente stata ferita, pertanto ottima l’idea di lanciare la discussione.E’ bellissimo ciò che scrive Irene, e come lo scrive….condivido molto di quel pensare, della semplicità , della fondamentale umiltà delle persone veramente sensibili, della corazza sul cuore che nasce( anche a non volerla costruire, essa, cmq, nasce da sé ad un tratto…) e della strada da seguire dinnanzi alla tragica situazione sociale attuale.
Sia la Sensibilità che l’Indifferenza hanno buoni e cattivi maestri, tuttavia,e ottimi o pessimi esempi.
Per me, dal mio punto di vista, Sensibilità fa rima con Salute.Cioè, non sarà facile a una persona che non possiede una salute completa e ferrea ,esprimere una corretta emotività, ma la sua sfera emozionale sarà sempre suscettibile di egopatie dovute al suo rapportarsi agli altri in chiave del benessere personale.Che c’è per alcuni, ma per i più è la più grande chimera.e quando si sta poco bene e poco sereni, tarpati in qualche parte di noi stessi,l’obiettività ci sfugge molto, e giù allora a dare contro al prossimo che ha spesso l’unica colpa in quel momento di non star soffrendo tanto quanto noi…o di sanguinare in un modo diverso e più silenzioso magari, o semplicemente più poetico….…ma a parte le metafore,cara Marisa, mi riferisco a te ma a tutti coloro che hanno scritto qui , essere sensibili è sì una dote innata perlopiù, ma è uno STILE di VITA, diventare più sensibili si può,se lo si desidera, come il viceversa, se si è reso necessario dagli eventi.E sai come si fa?(tu lo saprai)…con la tolleranza, verso sé stessi per prima cosa……non puoi tollerare né perdonare le debolezze del prossimo se non sopporti le tue medesime, lo sai?Perchè mai dici che non si può, o non si deve, sprecare lacrime oggi per cose di ieri?Perchè macinare emozioni oggi non fa bene forse allo stesso modo?E se ci vengono le lacrimucce pure domani, che facciamo?Le mettiamo in una teca ermetica nel Museo della Lacrima, poiché sarebbero andate perse e sprecate altrimenti?Nessuna emozione, quando è sincera, e viene espressa LIBERAMENTE è sbagliata!!
E’ solo che la maggior parte delle persone non hanno la forza di conoscere ed esplorare le proprie e vere, figurati se hanno la pazienza di sopportare quelle altrui…quando si fanno disagio o lamentela…..quando poi fanno attrito con le proprie …o peggio, divengono pura rivelazione del nostro cammino ,sbagliato.
Possiamo e dobbiamo assolutamente coltivare la nostra individuale sensibilità, e esprimerla con dei canali, musica, arte, poesia, scrittura, avanguardie spirituali o azione politica, quello che sia , ma dobbiamo farlo, perché è il nostro primo o quasi dovere.Di noi donne almeno, ma anche gli uomini…..se reprimiamo siamo in errore, e GUAI, dico grossi guai ,sciagura e sortilegio sia a chiunque sia un repressore dell’animo umano e della libera espressione, poiché porta malessere e malattia.Ti giudicano per ciò che esprimi?Pur negativo che sia il giudizio sarai più in armonia con te stesso per aver espresso, anzichenò.
Non si può, però……purtroppo…. inculcare ad un altro la stessa dote …..,o gli discende dal cielo, o non lo gli discende un bel niente.Vedo inutili quintali di castighi di madri ignoranti e selvagge, che innescano nei figli e persino nei mariti i meccanismi piu putridi, continuando a rinfacciare e sottolineare che non hanno sensibilità per il prossimo, per la famiglia etc etc….essi mancheranno di certo, ma l’altro abbonda ed eccede in qualcosa però…..che sia il masochismo?O una errata concezione di perbenistica e pseudo espiatrice sopportazione forse?non so…..il ferito e il feritore….si è sempre in due a fare i disastri…..ci fidiamo di un’ala trasparente a volte, gli doniamo il cuore…..e anche l’anima……e non dovremmo richiedergliela indietro poi…….e quand’anche ci torna indietro…..come un vecchio maglione infeltrito…..a forza di lavarlo si restringe……e non ci va più bene…..perchè siamo già cresciuti.
Un abbraccio a te e tutti.A presto.Cris