Madil
Saturday, January 24, 2004 5:08 PM
Alec e Ilana non si parlano da sette anni. Il divorzio è stato brutto, le emozioni in gioco crudeli. Lui si è trasferito negli Stati Uniti ed è diventato famoso per i suoi studi sul fanatismo religioso; lei è rimasta in Israele e si è risposata con un ortodosso. Alec e Ilana hanno un figlio, Boaz, disconosciuto dal padre per un’estrema offesa verso la moglie. Boaz ormai è un adolecente irrequieto, chiama la madre “puttana” e, dopo ripetuti scatti di violenza, si fa buttare fuori da scuola. Ilana, dopo anni di silenzio, scrive ad Alec per chiedergli aiuto. Come nella scatola nera che contiene le spiegazioni dei disastri aerei, così nelle lettere scambiate tra i diversi personaggi si trovano le ragioni della loro catastrofe. La crudeltà delle parole cela una profonda sofferenza. La moglie infedele, il marito arrogante, il figlio ribelle, l’ortodosso: tutti feriscono se stessi e gli altri nella lotta per l’esistenza, in un paese senza compassione.
La scatola nera è uno dei migliori romanzi di Amos Oz e rivela un ricchissimo spettro di emozioni, dispiegato senza pudori.
Gerusalemme, 5.2.76
Caro Alec,
Se non hai distrutto questa lettera appena hai riconosciuto la mia grafia sulla busta, è segno che la curiosità è più forte dell'odio. O che il tuo odio ha bisogno di nuovo combustibile.
Adesso impallidirai, stringerai le mascelle da lupo come fai sempre, sino a far scomparire le labbra, infine ti accanirai su queste righe per scoprire ciò che voglio da te, che cosa ho l'ardire di chiederti dopo sette anni di assoluto silenzio fra di noi.
Quel che voglio è che tu sappia che Boaz si trova in una brutta situazione. Voglio che lo aiuti il più in fretta possibile. Mio marito e io non possiamo fare nulla, perchè Boaz ha troncato ogni rapporto. Come te, del resto.
Adesso puoi anche smettere di leggere e gettare questa lettera nel camino (chissà perchè ti immagino sempre dentro una lunga stanza luminosa, piena di libri, seduto da solo a una scrivania nera di fronte a una finestra che dà su monotone e piatte distese di neve, senza un albero, solo neve candida e luccicante. E un fuoco che brucia dentro il camino alla tua sinistra, un bicchiere vuoto e una bottigli vuota anch’essa sul tavolo vuoto che hai davanti. L’immsgine la colgo in bianco e nero. Anche tu, sai: monacale, ascetico, alto, tutto in bianco e nero).
Ilana
"La scatola nera" di Amos Oz