Ciao Ria!
Prima di tutto voglio rinnovarti i complimenti per la tua celerità (davvero da record!) e altrettanti complimenti agli/alle altri/e concorrenti. :)
Ora passo a rispondere al tuo giudizio, ma andiamo per punti perché voglio fare le cose per bene.
- la sintassi della virgola: mi dispiace, ma mi trovi parzialmente in disaccordo. Se in alcuni casi, in effetti, la virgola era sovrabbondante (tipo “Per fortuna, ...”) e ti ringrazio per avermelo segnalato; in altri continuo a pensare che fosse necessaria e devo darti torto. La regola per cui “la virgola non precede mai una congiunzione” non è del tutto valida, nel senso che per scopi enfatici l’uso della virgola prima della congiunzione è funzionale (per obbligare il lettore alle stesse pause che metterebbe l’autore nella lettura) : mi riferisco in particolare alla frase “Lo capii a 11 anni, e fu troppo tardi ”. Quando ho letto il tuo commento, mi è venuto un tuffo al cuore e in un attacco di paranoia sono andata a controllare sul sito stesso della Crusca.
- la forma e lo stile spezzati sono finalizzati semplicemente a rendere la frammentarietà dei pensieri della protagonista. Poiché si tratta di un flusso interiore, non è richiesto di un interlocutore definito (da cui immagino derivi la tua confusione iniziale) e i ricordi evocati non devono necessariamente seguire una logica esplicita: si tratta di una pura associazione di idee e in quanto narrazione interna non deve risultare immediatamente comprensibile al lettore (perché quando un personaggio pensa o ricorda, non "si" spiega mai eventi a lui già noti.)
- la caratterizzazione dei personaggi: naturalmente mi sono concentrata sulla protagonista e, considerate le 1000 parole totali, non pretendevo di riuscire a dare un quadro completo pure dei suoi familiari. Infatti, gli altri personaggi sono solo parzialmente trattati e la loro psicologia va dedotta dagli indizi sparsi nel testo, quindi non è sicuramente immediata (né sviluppata come avrei voluto, in un testo più lungo).
- l’utilizzo degli elementi: il filo conduttore dei pensieri/ricordi sono proprio il lilla e le gocce sotto varie forme, non sempre inseriti in modo esplicito e mi dispiace che tu non li abbia notati, probabilmente perché avrei dovuto esaltarne la presenza (volevo che gli elementi costituissero lo scheletro del testo). Provo a chiarirti qualche punto: il gavettone di acrilico lilla (mi fece gocciolare ovunque - vorticare di gocce), avvenimento risalente alla terza media della protagonista, due anni dopo la morte della madre (Lo capii a 11 anni, e fu troppo tardi. - Detestavo il lilla da due anni.); il murale nella camera della madre (un murale di gocce lilla), dove quest'ultima trascorse gli ultimi giorni di vita (fase terminale della malattia), e la protagonista-bambina "ringrazia" di non avere ereditato il talento artistico della madre (“matri-monio” artistico, inteso come patri-monio materno e ho cambiato in matri- considerando che papà era fermo agli omini stilizzati.) perché consapevole che non avrebbe retto la portata psicologica di dipingere la camera (Piansi tutto il pomeriggio.); le bolle di sapone del finale.
Al lilla e alle gocce, fanno contorno una serie di riflessioni incentrate sulle dinamiche familiari pre-/post-mortem della madre, verso la quale i ricordi ricadono puntualmente: sottolineo che l'elaborato si svolge mentre la protagonista si sta recando alla sua tomba (con fratello e figlia), quindi i suoi pensieri si rivolgono a elementi o eventi collegati alla memoria della madre (tutta viola, come piaceva a mamma - il loro stile preferito).
Ci sono altri riferimenti disseminati nel testo, ma non voglio essere logorroica (come in realtà sono stata:) ) e poi non mi piace esplicitare tutto (preferisco che i lettori colgano gli elaborati a seconda delle sensibilità individuali).
Mi dispiace davvero che il mio elaborato ti sia risultato così difficile e spero che le spiegazioni possano renderti la storia più chiara e piacevole (semmai avrai voglia di rileggerlo).
Mi rendo conto che il testo richiede più letture, perché tutte le sue parti siano chiare; tuttavia svelare e spiegare tutto con ordine, dall'inizio, sarebbero stati controproducenti all'efficacia del racconto. Invitare il lettore a ripercorrere passaggi e interruzioni di idee, farlo entrare nel flusso di pensieri della protagonista, indurre una riflessione... ebbene, questo era esattamente il mio scopo.
Inoltre che gusto c'è, se è tutto immediatamente comprensibile? Non è forse più divertente patire/far patire almeno un pochino? (Ma, intendiamoci, si tratta meramente della mia personalissima indole masochista di lettrice e sadica di autrice)
Scritto questo papiro, concludo: ti ringrazio sinceramente per avermi espresso con gentilezza e pazienza le tue perplessità e aver proposto delle migliorie. Inoltre ti ringrazio anche per aggiungere il link nel tuo sito e per il bellissimo banner (vediamo se riesco a inserirlo... sì, perché io e gli indirizzi dei banner siamo in lotta perpetua).
Un saluto grande,
Hebe.
P.S. Giusto giusto dimenticavo il link! Eccolo qui: Distillato di ricordi lilla. -->
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=956522