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(sylvestro)
Thursday, October 28, 2010 5:00 PM
Forte aumento del prezzo degli immobili e ammorbidimento generalizzato nella concessione dei crediti
Immobiliare: presidente BNS mette in guardia da possibile crisi

28.10.2010 | 16:39

Il presidente della Banca nazionale svizzera Philipp Hildebrand, mette nuovamente in guardia dal rischio di una bolla immobiliare: non c'è ragione di lasciarsi andare al panico, ma sussistono segnali d'allarme, ha affermato il banchiere nel suo intervento a Lugano per la giornata dell'economia ticinese.

Il basso livello dei tassi ha stimolato la domanda di ipoteche e la concorrenza fra le banche a dare crediti è elevata, ha spiegato Hildebrand, stando al testo scritto. Il numero uno delle BNS punta il dito sulle banche: le analisi effettuate non hanno infatti messo in luce un ammorbidimento generalizzato nella concessione dei crediti, ma alcuni istituti stanno agendo senza la sufficiente cautela.

Il rischio che i debitori, in caso di aumento dei tassi, non possano far fronte ai loro impegni preoccupa la Banca nazionale. La BNS, insieme all'autorità di vigilanza FINMA, vuole perciò ora tenere maggiormente d'occhio la situazione: se gli istituti non adempieranno ai loro obblighi vi saranno "misure correttive mirate", ha ammonito Hildebrand, che invita anche l'Associazione svizzera dei banchieri a sensibilizzare i suoi membri.

Non c'è comunque motivo di panico: il forte aumento del prezzo degli immobili va spiegato con la domanda, i salari più elevati e soprattutto la netta progressione dell'immigrazione. In alcune regioni l'evoluzione del mercato desta però preoccupazione.

ATS
(sylvestro)
Wednesday, January 19, 2011 9:25 PM
Mercoledì 19 gennaio, 16:22

Rischio bolla immobiliare in Svizzera

Zurigo è una delle aree considerate a rischio



L’allarme, solo per alcune regioni, è stato lanciato dal capo economista di UBS, Daniel Kalt

Zurigo, alcune zone del lago Lemano, Zugo e le più note località turistiche hanno registrato lo scorso anno un aumento eccessivo dei prezzi delle abitazioni, ha sottolineato Kalt.

Questo non significa un rischio bolla in tutto il paese, ha precisato l’economista, che ha raccomandato tuttavia di tenere alta la guardia per scongiurare un effetto domino qualora si giungesse a degli aggiustamenti nelle regioni “incriminate”.

L’evoluzione del mercato svizzero
Per UBS, il rilancio del mercato svizzero è cominciato nel 1998 e non lascia prefigurare almeno per ora una bolla. Il valore di appartamenti e case unifamiliare è cresciuto in 12 anni rispettivamente del 56 e del 37%, in linea con l’aumento del reddito disponibile, progredito del 35%.

Nelle regioni a rischio, però, gli aumenti dei prezzi potrebbero avere una evoluzione non sostenibile: per esempio in alcune aree del Lemano, se l’incremento dovesse proseguire al ritmo attuale si arriverebbe a una moltiplicazione per 6 del valore di un’abitazione in 24 anni. Un aumento estraneo all’andamento del mercato nel resto del paese.

Le conseguenze
Le bolle immobiliari generano due tipi di rischio che intervengono sia quando esse vengono a crearsi, che quando si sgonfiano: nel primo caso chi acquista è confrontato con un aumento dei prezzi immobiliari insostenibile rispetto ai redditi medi. Nel secondo chi è proprietario può ritrovarsi con un valore ipotecario superiore al valore corrente di mercato
(sylvestro)
Sunday, March 27, 2011 9:15 PM
27.03.2011

FINMA: attenti alla bolla immobiliare

In alcune città svizzere il settore delle costruzioni è surriscaldato. Ne è convinta la nuova presidente della FINMA - istanza che si occupa della sorveglianza dei mercati finanziari - Héritier Lachat, che in un'intervista alla "NZZ am Sonntag" e al "Matin Dimanche" ha messo in guardia da una bolla immobiliare.

Gli elementi perché si formi una bolla ci sono tutti, ha spiegato l'esperta. In particolare, il livello dei tassi, da molto tempo è assai basso. "Ciò ha permesso a molte persone di acquistare la casa - ha spiegato la presidente della FINMA - senza tuttavia fare attenzione al prezzo pagato".

Inoltre, molte persone hanno creduto che dopo la crisi finanziaria i prezzi degli immobili sarebbero aumentati e che si trattava di un investimento sicuro. A ciò si aggiunge il fatto che, "ci sono regioni nell'Arco lemanico dove la richiesta non è in grado di soddisfare la domanda". Insomma, questa concomitanza di elementi alimenta le preoccupazioni della FINMA, ha sottolineato la Lachat.

Per tutti questi motivi la FINMA sta monitorando gli istituti attivi sul mercato e il modo in cui le banche gestiscono i rischi, le condizioni delle ipoteche e le eccezioni praticate. In caso di pericolo, la FINMA può chiedere a questi operatori di aumentare il livello dei fondi propri.

ATS
marco---
Monday, February 13, 2012 4:44 PM
Immobiliare: la Svizzera teme una bolla (Fonte: advisoronline.it - 13/02/2012)

I prezzi degli immobili sono aumentati del 35% negli ultimi cinque anni

Se la fuga dei capitali fuori confine è considerata una risorsa preziosa per gli istituti elvetici, non lo è invece l'aumento degli stranieri, soprattutto italiani benestanti, che richiedono la residenza in Svizzera. E che sarebbero la causa del boom dell'immobiliare.

Il mattone, infatti, sarebbe l'asset preferito da chi è interessato a investire soldi nei cantoni elvetici (magari anche per evitare i circuiti bancari, e possibili guai col fisco, in vista di futuri accordi tra Roma e Berna sulla scia di quelli fatti dalla Germania), tanto che secondo un recente outlook di Ubs i prezzi sarebbero lievitati del 35% negli ultimi cinque anni, fino a 20.000 franchi per metro quadro.

E l'esodo oltre frontiera sembra non arrestarsi, visto che oltre il 20% dei residenti a Lugano (come riporta il Corsera) ha il passaporto italiano, come del resto circa il 40% di chi vive in Canton Ticino, anche se per ottenere la residenza occorre dimostrare un reddito stabile di oltre 250.000 euro annuo. Il valore del mercato immobiliare in Ticino è pari a circa 3,5 miliardi di franchi l'anno (circa 3 miliardi di euro), 1,7 concentrati sola a Lugano e dintorni.
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