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Full Version: La Voce Avversa
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LadyRatzinger
Tuesday, July 01, 2008 9:04 PM
Re: Re:
Paparatzifan, 30/06/2008 19.25:




Permettetemi una sola parola: IMBECILLE!!!!






Imbecille?Noooooo,per lui è un complimento!!Non fatemi neanche dire quello che è!!



Paparatzifan
Wednesday, July 02, 2008 4:47 PM
Re: Re:
LadyRatzinger, 01/07/2008 21.01:



Se ne incontro uno in giro glieli faccio ingoiare!




Sìììììì!!!!!

Ma forse, Caterina, non ce ne sarà bisogno! Guarda questa maglietta:



Le persone che le indosseranno faranno ricordare a questa gentaccia che coloro che molesteranno i cattolici dovranno pagare 5.500 dollari di multa!!!!




Paparatzifan
Friday, July 04, 2008 9:41 PM
Dal blog di Lella...

Perché no? Facciamoci due risate...

Bibbia, Atei: Disagio per lettura Papa, meglio ricette Gassmann

Roma,

03 LUG (Velino)

I piu' anziani tra gli atei italiani ricordano con una certa nostalgia di quando Vittorio Gassmann leggeva il menu', o gli ingredienti dei frollini, sui canali Rai.
Mentre oggi - si legge in un comunicato della Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar) - ricevono con disagio la notizia che il Papa leggera' la Bibbia in tivu'.
Lo ha annunciato oggi la Rai stessa, con un comunicato in cui dichiara di aver affidato a Joseph Ratzinger la lettura del primo capitolo della Genesi, in onda il 5 ottobre nel tardo pomeriggio di Rai uno. La decisione viene dai vertici di Rai-Vaticano, una struttura dichiaratamente non laica, parte di un servizio pubblico, sulla cui legittimita' la Uaar ha gia' presentato tempo fa un ricorso e invita oggi a riflettere.
"Una struttura di questo tipo dovrebbe essere soppressa - dichiara Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar - tanto piu' che le altre confessioni non hanno spazi simili nelle reti di stato italiane, per non parlare degli atei".
Inoltre, il primo capitolo della Genesi, sottolineano gli atei, avrebbe potuto essere affidato ai "fratelli maggiori" ebrei. Ma evidentemente l'obiettivo dell'iniziativa della nostra tivu' di Stato non e' solo la lettura ad alta voce di un testo storico, e sacro a molte religioni. La Rai, infatti, fa anche sapere che i successivi capitoli della Bibbia verranno affidati ad altri e per ultimo al cardinal Tarcisio Bertone che l'evento e' stato organizzato nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, in coincidenza con l'apertura del Sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio. Gli atei italiani provano dunque a chiedere la lettura di altri testi, storici, perche' no, o scientifici, letterari o anche religiosi, come il testo sacro dei Pastafariani, i seguaci del Flying spaghetti monsterism, certi che il servizio pubblico sara' lieto di avere l'occasione per promuovere l'ecumenismo e il dialogo attraverso i canali della tivu' di Stato.

© Copyright Il Velino, 3 luglio 2008


LadyRatzinger
Saturday, July 05, 2008 12:53 PM
Re: Re: Re:
Paparatzifan, 02/07/2008 16.47:



Sìììììì!!!!!

Ma forse, Caterina, non ce ne sarà bisogno! Guarda questa maglietta:



Le persone che le indosseranno faranno ricordare a questa gentaccia che coloro che molesteranno i cattolici dovranno pagare 5.500 dollari di multa!!!!







Eheheheh!! Benissimo!!Però i soldi ce li becchiamo noi!!


+PetaloNero+
Saturday, July 05, 2008 8:40 PM
ZAPATERO: BASTA CROCEFISSI NEGLI EDIFICI PUBBLICI
(di Martino Rigacci)



ROMA - Lo slogan scelto dal 37/o congresso del Psoe in corso a Madrid è 'la fuerza del cambio': e in effetti i cambiamenti promossi dal partito di José Luis Zapatero non mancano, visto che una mozione esaminata dai socialisti prevede di "sopprimere progressivamente i crocifissi negli spazi pubblici e atti ufficiali", quali per esempio "i funerali di Stato ed i giuramenti dei ministri" al palazzo reale della Zarzuela.

L'obiettivo del Psoe è quello di fare un ulteriore passo in avanti per rafforzare la laicità dello Stato: una decisione che probabilmente innescherà un nuovo scontro nei difficili rapporti tra il governo Zapatero e la Conferenza episcopale spagnola, dopo quattro anni di tensioni su alcune leggi (matrimoni gay e divorzi 'express') promosse dai socialisti. In termini più concreti, la mozione, che è stata presentata dalla direzione del Psoe, punta alla "progressiva sparizione dei simboli e liturgie religiose negli spazi pubblici e atti ufficiali", nell'ambito di una già annunciata revisione della 'Legge organica sulla Liberta' Religiosà (approvata nel 1980).

"L'emendamento fa tra l'altro riferimento alla presenza dei crocifissi nei ministeri o ai funerali di Stato", ha ricordato il quotidiano El Pais, rilevando come la mozione ribadisca che "una concezione laica dello Stato rappresenta un segno d'identità politica del socialismo". La Chiesa cattolica, aggiunge il documento, "deve essere cosciente" del fatto che la Costituzione spagnola non contempla "alcun privilegio" nei suoi confronti.

Essendo un documento interno al partito non sono al momento previsti dei termini precisi per l'entrata in vigore di quanto previsto nella mozione. E d'altra parte, al fine di non dare l'impressione di un eccessivo radicalismo, gli autori del documento hanno sottolineato come "l'obiettivo del Psoe non sia quello di agire tramite un imperativo legale, bensì di orientare e accompagnare" i cambiamenti della società spagnola, che devono essere promossi "tenendo conto del sentimento generale dei cittadini".

Già nelle scorse settimane, diverse federazioni regionali del Psoe avevano reso noto di voler presentare al congresso una mozione che puntasse proprio ad una modifica in senso più laico della 'Legge sulla Liberta' Religiosà. La mozione discussa oggi non ha accolto, invece, un punto avanzato con forza dall'ala sinistra del partito, che vuole riesaminare gli accordi firmati nel 1979 tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede.

Il congresso del Psoe, che per la terza volta rinnoverà il mandato quale leader a Zapatero, sta affrontando anche altri temi eticamente sensibili, in primo luogo l'aborto per il quale si chiede una maggiore liberalizzazione, oltre all'immigrazione e alla difficile situazione economica nella quale si trova da un po' di tempo la Spagna.


www.ansa.it
Paparatzifan
Saturday, July 05, 2008 8:59 PM
Re:
+PetaloNero+, 05/07/2008 20.40:

ZAPATERO: BASTA CROCEFISSI NEGLI EDIFICI PUBBLICI
(di Martino Rigacci)



ROMA - Lo slogan scelto dal 37/o congresso del Psoe in corso a Madrid è 'la fuerza del cambio': e in effetti i cambiamenti promossi dal partito di José Luis Zapatero non mancano, visto che una mozione esaminata dai socialisti prevede di "sopprimere progressivamente i crocifissi negli spazi pubblici e atti ufficiali", quali per esempio "i funerali di Stato ed i giuramenti dei ministri" al palazzo reale della Zarzuela.

L'obiettivo del Psoe è quello di fare un ulteriore passo in avanti per rafforzare la laicità dello Stato: una decisione che probabilmente innescherà un nuovo scontro nei difficili rapporti tra il governo Zapatero e la Conferenza episcopale spagnola, dopo quattro anni di tensioni su alcune leggi (matrimoni gay e divorzi 'express') promosse dai socialisti. In termini più concreti, la mozione, che è stata presentata dalla direzione del Psoe, punta alla "progressiva sparizione dei simboli e liturgie religiose negli spazi pubblici e atti ufficiali", nell'ambito di una già annunciata revisione della 'Legge organica sulla Liberta' Religiosà (approvata nel 1980).

"L'emendamento fa tra l'altro riferimento alla presenza dei crocifissi nei ministeri o ai funerali di Stato", ha ricordato il quotidiano El Pais, rilevando come la mozione ribadisca che "una concezione laica dello Stato rappresenta un segno d'identità politica del socialismo". La Chiesa cattolica, aggiunge il documento, "deve essere cosciente" del fatto che la Costituzione spagnola non contempla "alcun privilegio" nei suoi confronti.

Essendo un documento interno al partito non sono al momento previsti dei termini precisi per l'entrata in vigore di quanto previsto nella mozione. E d'altra parte, al fine di non dare l'impressione di un eccessivo radicalismo, gli autori del documento hanno sottolineato come "l'obiettivo del Psoe non sia quello di agire tramite un imperativo legale, bensì di orientare e accompagnare" i cambiamenti della società spagnola, che devono essere promossi "tenendo conto del sentimento generale dei cittadini".

Già nelle scorse settimane, diverse federazioni regionali del Psoe avevano reso noto di voler presentare al congresso una mozione che puntasse proprio ad una modifica in senso più laico della 'Legge sulla Liberta' Religiosà. La mozione discussa oggi non ha accolto, invece, un punto avanzato con forza dall'ala sinistra del partito, che vuole riesaminare gli accordi firmati nel 1979 tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede.

Il congresso del Psoe, che per la terza volta rinnoverà il mandato quale leader a Zapatero, sta affrontando anche altri temi eticamente sensibili, in primo luogo l'aborto per il quale si chiede una maggiore liberalizzazione, oltre all'immigrazione e alla difficile situazione economica nella quale si trova da un po' di tempo la Spagna.


www.ansa.it




Fino a quando gli spagnoli (e noi, cattolici) dovranno sopportare questo figlio di Lucifero??????

+PetaloNero+
Wednesday, July 09, 2008 1:27 AM
Piazza Navona: Sabina Guzzanti attacca il Papa e Berlusconi, Grillo contro il Quirinale. Di Pietro: "Mi dissocio"

Articolo+filmato qui:

www.roma-citta.it/roma/news_14277-Piazza-Navona-Sabina-Guzzanti-attacca-il-Papa-e-Berlusconi-Grillo-contro-il-Quirinale-Di-Pietro-Mi-dissocio-cron...




GIUSTIZIA/ SABINA GUZZANTI SHOW A PIAZZA NAVONA,DA CARFAGNA A PAPA
Non sono moralista ma non si diventa ministro perchè favorita...


Roma, 8 lug. (Apcom) - Il momento più bollente della manifestazione dei girotondi a piazza Navona arriva quando sale sul palco Sabina Guzzanti. Bersagli della sua satira, a tratti durissima e volutamente offensiva, sono fra gli altri il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, e Sua Santità il Papa. Già l'inizio del pezzo comico della Guzzanti che allude alla ministra è di quelli pesanti: "Osteria delle ministre - canticchia l'attrice - e se a letto sono un portento figuriamoci in Parlamento, dammela a me...".

Di fronte a migliaia di persone Guzzanti ironizza sulle "altre martiri che ci sono in Italia: c'è quella poveretta che è andata in overdose con l'onorevole Mele.. E quella che ha fatto venire il coccolone a Bossi... è una questione di merito!".

Il passaggio più pesante è ancora diretto al ministro Carfagna e si basa sulle voci e sulle allusioni legate a presunte intercettazioni nelle quali si parlerebbe di una relazione che avrebbe avuto con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: "Non sono moralista, non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi, ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché ..." e si diffonde in particolari, ma la nostra cronaca si ferma qui.

Altro bersaglio di Sabina Guzzanti, Benedetto XVI e la polemica sul suo mancato intervento all'università La Sapienza, polemica "inventata", sostiene l'attrice da chi "ha il controllo dei media". E alla fine, l'invettiva della satira colpisce anche il Papa: "Fra 20 anni - è l'anatema di Guzzanti dal palco della manifestazione girotondina - Ratzinger sarà morto e starà dove deve stare: all'Inferno tormentato da due diavoli ...".






GIUSTIZIA/ DI PIETRO SI DISSOCIA DA GUZZANTI: FUORI LUOGO SUL PAPA
"Meglio prendersela col Diavolo"


Roma, 8 lug. (Apcom) - Antonio Di Pietro, uno dei principali promotori della manifestazione dei girotondi sulla giustizia, si dissocia dalla satira a tinte forti di Sabina Guzzanti sul Papa: "Mi dissocio - dice il leader dell'Italia dei valori - trovo fuori luogo, fuori tema, ingiusto e ingiustificato prendersela col Papa quando il Diavolo commette atti impuri. Noi di Idv continueremo a prendercela col Diavolo e a rispettare il Papa".

Di Pietro precisa che quella di Guzzanti, in ogni caso, "è satira", e che "la forza di questa piazza è la libertà di azione e di parola, ognuno si assume la responsabilità delle proprie convinzioni".

Quanto alle parole pesantissime pronunciate dall'attrice dal palco di piazza Navona a proposito delle presunte relazioni personali intercorse tra il premier Silvio Berlusconi e il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, Di Pietro si limita a commentare: "Noi abbiamo sempre detto che non ci interessa quello che accade nelle camere da letto, ma ci interessa come certi incarichi vengono affidati".




GIUSTIZIA/ ORLANDO: MALE INSULTI A PAPA E ATTACCHI A QUIRINALE
Parole su Carfagna? "E' politica anche se volgare"


Roma, 8 lug. (Apcom) - Gli interventi dei comici hanno sconbussolato un po' gli equilibri politici della manifestazione dei girotondini, e dopo Antonio Di Pietro, anche un altro big come Leoluca Orlando sente il bisogno di marcare la distanza da Beppe Grillo e Sabina Guzzanti: "E' una bellissima manifestazione di libertà e valori - osserva Orlando - ma manifesto tutto il mio dissenso nei confronti delle volgarità sul Santo Padre e degli attacchi al Capo dello Stato. Di fronte agli insulti al Santo Padre il dissenso l'ho manifestato anche fisicamente, mi sono allontanato".

A chi gli chiede se non abbia trovati eccessivi anche i toni usati da Sabina Guzzanti a proposito del ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, e della sua presunta relazione col premier Silvio Berlusconi, Orlando risponde: "Il resto è politica, può essere anche volgarità ma riguarda chi certe cose le dice. E' un altro conto rispetto al Santo Padre e al Capo dello Stato: non puoi mettere in discussione il garante della Costituzione e il capo di una religione".






Papaboys: "Parole schifose della Guzzanti sul Papa"

Roma, 8 luglio 2008 - "Sono semplicemente 'schifose' le parole usate questa sera dalla signora Sabina Guzzanti riguardanti il Santo Padre Benedetto XVI". È quanto sottolinea in una nota l'ufficio stampa dell'Associazine nazionale Papaboys, secondo cui quello dell'attrice è "un attacco vergognoso, senza rispetto e pudore che dimostra in quali povere condizioni si trovi la nostra Italietta, tutta magistrati, logge massoniche e tangenti, ed attori e attricette da 4 soldi, senza più un minimo di logica, di educazione e di senso del rispetto".

Secondo l'associazione "non basta la presa di posizione" di Di Pietro, "di essersi dissociato dalle dichiarazioni della Guzzanti, la situazione è ben più grave". "Continueremo a condannare ed alzare la voce ogni volta che ci saranno comportamenti barbari ed indecenti come quello di questa sera - conclude il comunicato - senza sconti e ripetendo sempre la richiesta di ritrovare la strada dell'equilibrio e della giutizia. Purtroppo in questa Italia disturbata ogni iniziativa e pretesto sono buoni per scagliarsi contro la Chiesa, il Suo Pontefice e noi cattolici".

quotidianonet.ilsole24ore.com




Una vergogna!!!!
+PetaloNero+
Wednesday, July 09, 2008 2:56 PM
Da Petrus

Piazza Navona, l'offensiva dell'Agenzia di stampa dei Vescovi: “Contro il Papa menzogne e ignoranza”. Padre Lombardi: “La volgarità si commenta da sola”

CITTA’ DEL VATICANO - Le offese rivolte al Papa dal palco di piazza Navona ad opera di Sabina Guzzanti durante la manifestazione promossa da Antopnio Di Pietro dell’Italia dei Valori "nascono e crescono" in una palude di "menzogna e ignoranza" alla quale la "coscienza laica" del paese si ribella. E' la critica formulata in un corsivo del Sir, agenzia di stampa della Conferenza episcopale italiana. "Trasformare una manifestazione pubblica di dissenso su importanti scelte politiche in un'occasione per insultare e offendere altri con toni di inconcepibile volgarità non può e non deve essere considerata un'espressione di democrazia e, quindi, neppure di intelligenza", scrive il Sir. "Quanto accaduto in piazza Navona, una deriva che ha disgustato perfino alcuni presenti che si sono allontanati, conferma che c'è un'Italia maggioritaria, sana, che discute e si esprime anche con toni vibranti ma sempre rispettosi dell'altro e un'Italia assolutamente minoritaria che per esistere ha bisogno di insultare. Una miserevole realtà che trova - e troverà - spazio per qualche ora su video e giornali ma che è destinata a essere rimossa dalla coscienza laica di un Paese come il nostro. Ed è proprio questa stessa coscienza laica - prosegue il 'Sir' - a ribellarsi soprattutto alle offese a Benedetto XVI, alla menzogna e all'ignoranza che formano la palude in cui nascono e crescono parole ed espressioni che ci rifiutiamo di credere che possano appartenere a un cittadino responsabile, a una persona che pensa e critica, credente o non credente che sia". Al Papa sono giunte espressioni di solidarietà dal mondo istituzionale, politico e civile ai massimi livelli. Sulla vicenda è intervenuto anche il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, dichiarando lapidariamente: "La volgarità si commenta da sola".



+PetaloNero+
Wednesday, July 09, 2008 3:20 PM
Applausi al Senato contro le accuse a Piazza Navona
No cav day, Schifani condanna ingiurie a Napolitano e Papa
Il presidente del Senato esrpime solidarieta'




Roma, 9 lug. - Il Presidente del Senato Schifani, in apertura di seduta, ha espresso solidarieta' al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al Papa, Benedetto XVI per le gravi offese rivolte ieri sera a Piazza Navona durante il "No cav. day", la manifestazione contro il Governo, promossa dai Girotondi e dall'Italia dei Valori.

"Nessuno puo' condividere le ingiurie" ha detto, ed e' "dovere di tutti condannare le parole usate e coloro che le usano con intento distruttivo". Schifani ha aggiunto che Napolitano e il Papa sono figure che "vanno poste al di fuori dello scontro politico". L'intera Assemblea si e' levata in piedi ed ha a lungo applaudito le parole del Presidente del Senato.

Valeria Giangravè


www.voceditalia.it



GIUSTIZIA/ PD ROMA: MOZIONE DI CONDANNA OFFESE A PAPA E NAPOLITANO
Vice presidente Consiglio comunale la presenterà lunedì


Roma, 9 lug. (Apcom) - "Una mozione del Consiglio comunale di Roma che impegni la città a condannare le gravissime espressioni offensive ingiustificabili usate da alcuni degli intervenuti alla manifestazione di ieri a Piazza Navona e mostrare la solidarietà della città di Roma al Presidente della nostra Repubblica Giorgio Napolitano e al Santo Padre Papa Benedetto XVI". Lo annuncia in una nota il vicepresidente del Consiglio comunale di Roma Mirko Coratti, del Pd, secondo il quale "questo è un atto morale ancor prima che istituzionale dovuto al capo dello Stato ed al Sommo Pontefice che ingiustamente e gratuitamente sono stati pubblicamente e pesantemente offesi nella nostra città".

"Ho scritto il testo del documento che presenterò alla prossima seduta utile del Consiglio Comunale, prevista per lunedì 14, perché ritengo che quello che è accaduto ieri è un fatto ingiustificabile e la classe politica ha il dovere di esprimersi - prosegue Coratti -. Il diritto a manifestare proprie ragioni, anche in segno di protesta, soprattutto quando si realizza in forma organizzata pubblica, deve sempre essere garantito a tutti quale principio democratico, purchè sia esercitato in maniera corretta, dignitosa e non lesiva nei confronti di nessuno".

"La volgarità di certi interventi di ieri che tutto il Paese poteva ascoltare via radio e vedere in diretta video streaming da alcuni siti internet mi ha lasciato sbigottito e amareggiato - conclude il vicepresidente del Consiglio comunale - mi rincuora però la convinzione, come già dimostrato da molti esponenti politici che pure erano tra i partecipanti alla manifestazione, che quelle parole e quelle diffamazioni rivolte a Napolitano e al nostro Papa abbiano trovato pochissima condivisione".










Schifani: ''Condanno ingiurie e vergognosi attacchi''

Fini: ''In piazza oscenità, chi le ha permesse rifletta''


Il presidente della Camera sulla manifestazione di ieri a Piazza Navona per il 'No Cav day': ''Gli organizzatori devono sapere che chi semina vento raccoglie tempesta. Contro il Papa e il capo dello Stato parole che non c'entrano con la satira'' ( Il video: www.adnkronos.com/IGN/Video/?vid=1.0.2324490770 ). Lodo Alfano, via libera in commissione.

ascolta la notizia : www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2324375725



Roma, 9 lug. (Adnkronos/Ign) - Quei politici che ieri hanno offerto il palco a chi ha pronunciato "espressioni oscene nei confronti del Papa" e "insulti al Capo dello Stato" dovrebbero riflettere, anche perché "chi organizza le manifestazioni deve essere cosciente che chi semina vento raccoglie tempesta". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini (nella foto), rispondendo a Montecitorio ai giornalisti che gli hanno domandato un commento alla manifestazione di ieri a piazza Navona.

"Le espressioni oscene nei confronti del Papa, gli insulti al Capo dello Stato sono comportamenti che non hanno nulla a che vedere con la satira", ha rimarcato il responsabile dell'assemblea di Montecitorio, aggiungendo che "chi se ne rende responsabile non è un comico ma un esibizionista che va trattato come tale".

Fini ha detto di augurarsi "che riflettano su questo aspetto quegli uomini politici che adesso si dissociano e hanno dato modo a questi personaggi di dar corso a tali espressioni, di cui tutti oggi ovviamente sottolineano la gravità". ''Sarebbe sufficiente il buon gusto e l'educazione - taglia corto il presidente della Camera - andare in piazza è sempre garanzia di libertà, espressione di democrazia. E' evidente che chi organizza le manifestazioni deve essere cosciente che se si semina vento si raccoglie tempesta".

Questa mattina, in apertura di seduta a palazzo Madama il presidente del Senato Renato Schifani aveva espresso solidarietà al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e a Benedetto XVI. ''Nessuno - ha detto Schifani - può condividere le ingiurie ascoltate ieri sera. E' dovere di tutti condannare le parole usate e coloro che le usano con intento distruttivo nelle piazze''. Le parole di Schifani sono state accolte da un lungo applauso dell'Assemblea.

"Nessuno può, in quest'Aula, condividere i contenuti e le forme delle ingiurie che abbiamo ascoltato - ha aggiunto la second acarica dello Stato - La libertà, a tutti preziosa, di manifestare le proprie idee non può, in alcun modo, assumere i toni dell'oltraggio volgare, della consapevole falsità, dell'umiliazione vigliacca dell'altro, di qualsiasi altro, e non solo delle figure autorevoli sopra ricordate, quindi anche del più avversato antagonista politico. In questo caso - ha concluso Schifani - è dovere di tutti condannare con forza le parole usate e coloro che queste parole lanciano con intento distruttivo nelle nostre piazze".
+PetaloNero+
Wednesday, July 09, 2008 6:51 PM
Piazza Navona, Alberoni: Guzzanti figlia del marxismo

Roma, 9 lug (Velino) - “Vi meravigliate per gli insulti della Guzzanti al Papa Benedetto XVI? Siete degli ingenui, lei è figlia del marxismo, odia la Chiesa, tutto ciò che è cattolico”. Lo afferma il noto sociologo Francesco Alberoni, nella rubrica ‘VatiSpy’ curata da Bruno Volpe sul sito miliziadisanmichelearcangelo.org. Secondo Alberoni, quello che è accaduto a piazza Navona non è un caso, in quanto “la Guzzanti appartiene al quel ceppo ideologico marxista e totalitario che vede nella civiltà cattolica un nemico da abbattere e da sconfiggere, cioè un avversario storico”. Insomma, Alberoni parla di una vocazione totalitaria: “Quando si arriva all’insulto pesante e volgare vuol dire che si odia, ripeto, odia. La Guzzanti, ma non solo lei odiano la religione per ragioni ideologiche ben precise, come retaggio di ideologie, marxismo e nazionalsocialismo pagane ed antireligiose”. Il sociologo ne dà conferma storica: “Per caso oggi in Spagna con Zapatero non sta accadendo la stessa cosa con l’idea di togliere i crocefissi dalla pareti dei luoghi pubblici? Nella Russia marxista non esistevano i gulag? Tito non ha perseguitato i cristiani e in Messico la massoneria di Juarez non ha ucciso sacerdoti e proibito la libertà di culto?”.

Dietro a quello che è accaduto, secondo Alberoni, non esiste il nichilismo “ma un odio misurato e scientifico contro tutto ciò che rappresenta il sentimento religioso. La Guzzanti è imbevuta di odio”. Per quanto riguarda chi additare, il noto sociologo spiega che la colpa non è di tutta la sinistra e che “Veltroni e Bersani sono gente moderata che vogliono il dialogo e lo cercano. Anzi direi che certe volgarità erano dirette anche a colpire ed indebolire Veltroni da parte delle frange più estremiste”. Per quanto riguarda Beppe Grillo il professore non si è dilungato molto ma si è solo limitato a dire:“Non merita tanta importanza”. Nell’intervento non è mancata una frecciatina anche verso i media cattolici: “Non tutti. Ma qualcuno ultimamente ha flirtato con certe parti politiche e questa è la ricompensa. I cattolici sappiano difendersi mediaticamente”. Di Pietro, invece, “cavalca bene la tigre della polemica, è il nuovo Robespierre”.

Paparatzifan
Wednesday, July 09, 2008 9:17 PM
Re:

+PetaloNero+, 09/07/2008 1.27:

Piazza Navona: Sabina Guzzanti attacca il Papa e Berlusconi, Grillo contro il Quirinale. Di Pietro: "Mi dissocio"

Articolo+filmato qui:

www.roma-citta.it/roma/news_14277-Piazza-Navona-Sabina-Guzzanti-attacca-il-Papa-e-Berlusconi-Grillo-contro-il-Quirinale-Di-Pietro-Mi-dissocio-cron...




GIUSTIZIA/ SABINA GUZZANTI SHOW A PIAZZA NAVONA,DA CARFAGNA A PAPA
Non sono moralista ma non si diventa ministro perchè favorita...


E alla fine, l'invettiva della satira colpisce anche il Papa: "Fra 20 anni - è l'anatema di Guzzanti dal palco della manifestazione girotondina - Ratzinger sarà morto e starà dove deve stare: all'Inferno tormentato da due diavoli ...".


Una vergogna!!!!




Vorrei sapere dove sarà lei tra 20 anni... Io le darei un consiglio a questa bestia: Non sputare al cielo; non sia cosa che lo sputo ti cada addosso!

Sihaya.b16247
Wednesday, July 09, 2008 11:41 PM
Re: Re:
Paparatzifan, 09/07/2008 21.17:





Vorrei sapere dove sarà lei tra 20 anni... Io le darei un consiglio a questa bestia: Non sputare al cielo; non sia cosa che lo sputo ti cada addosso!





No comment...
+PetaloNero+
Thursday, July 10, 2008 1:05 AM
L'ATTACCO BRUTALE E IGNOBILE DI SABINA GUZZANTI A BENEDETTO XVI

L'articolo qui:
www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=34790&idsezione=4







DA SENATO CONDANNA BIPARTISAN PER ATTACCHI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AL PAPA

Condanna bipartisan del Senato per gli attacchi verbali al Presidente della Repubblica ed al Papa ieri a Piazza Navona. In apertura di seduta il Presidente del Senato, Renato Schifani ha espresso "convinta solidarieta'" al Papa ed al Capo dello Stato. Nel dibattito seguito alle parole di Schifani il capogruppo dell'IDV, Felice Belisario ha detto: "intendo associarmi alle brevi espressioni che lei, Presidente Schifani, ha avuto modo di comunicarci. Ieri sera ero, come tanti bravi e liberi cittadini, in quella piazza e anch'io sono rimasto colpito negativamente dalle espressioni ingiuriose, gratuitamente ingiuriose, ascoltate nella piazza. Prova ne e' che sia il leader del mio partito si e' dissociato immediatamente da queste espressioni, sia io, nella veste istituzionale che ricopro, ho inteso immediatamente trasmettere alla stampa un sentimento di assoluto imbarazzo nei confronti di alcune espressioni usate. E proprio per questo motivo che ho inteso prendere la parola, perche' ci troviamo di fronte al garante della nostra Costituzione e ad una figura al di sopra di qualsiasi parte, qual e' quella del Santo Padre, che devono essere tenuti assolutamente fuori da ogni imbarazzante logica di scontro. La piazza puo' e deve essere un momento di democrazia partecipativa ma non deve giammai sconfinare in una dialettica diversa da quella politica. Noi intendiamo portare avanti la dialettica politica in modo forte, con un'opposizione marcata, ma sappiamo che dobbiamo rimanere nell'ambito degli strumenti della democrazia e del diritto. Entro questi binari noi intendiamo muoverci. Quindi, rinnovo i sentimenti di stima e di affetto nei confronti del Capo dello Stato ed il deferente omaggio nei confronti del Santo Padre". Il capogruppo della Lega Nord, Federico Bricolo ha affermato: "anch'io vorrei esprimere a nome di tutti i senatori del mio Gruppo la massima solidarieta' a Sua Santita' Benedetto XVI e al Capo dello Stato, il presidente Napolitano, dagli attacchi ingiuriosi che ieri, in modo vergognoso, sono stati rivolti nei loro confronti durante la manifestazione organizzata - ricordiamolo - dall'Italia dei Valori, da Di Pietro. Sono loro che hanno invitato sul palco, sul loro palco, queste persone a parlare e ad attaccare il Papa e il Presidente della Repubblica e ora cercano di dissociarsi. Per quanto ci riguarda, mai come oggi l'Italia dei Valori puo' essere definita l'Italia dei disvalori. perche' loro stanno cercando di portare questo Parlamento verso una deriva antidemocratica. Cercano solo la polemica. Attraverso le offese e le ingiurie nei confronti dell'avversario cercano di bloccare anche l'attivita' parlamentare". Federico Bricolo prosegue: "ricordo ai colleghi dell'Italia dei Valori che noi abbiamo vinto queste elezioni, che abbiamo ricevuto un mandato chiaro da parte del popolo per governare e cambiare questo Paese e non saranno certo loro, con le loro azioni ostruzionistiche in Parlamento e sobillando le piazze fuori di qui, a bloccare la nostra azione di riforma.
Voglio rivolgermi anche ai loro alleati, al Partito Democratico. Ieri abbiamo visto anche qualche bandiera del PD in piazza Navona. Da questa manifestazione si sono subito dissociati i suoi leader ma riteniamo non sia sufficiente.
Presidente Finocchiaro, e' facile fare i discorsi buonisti che indicano una voglia di dialogo con la maggioranza in questo Senato e in Parlamento e poi, pero', avere sempre come alleato l'Italia dei Valori che sta cercando di fare esattamente il contrario, volendo interrompere qualsiasi forma di confronto corretto e civile in Parlamento perche' evidentemente vuole raccattare qualche voto attraverso le polemiche televisive.
Bisogna far vedere i fatti. Loro sono gli alleati che vi siete scelti in campagna elettorale. Ricordo che l'unico simbolo che avete voluto vicino al vostro e' quello dell''Italia dei disvalori. Ancora adesso sono vostri alleati e li considerate tali. Ancora adesso ci chiedete di nominare un loro rappresentante preside



www.agi.it
-Giona-
Thursday, July 10, 2008 9:09 AM
Re:
+PetaloNero+, 09/07/2008 18.51:

Piazza Navona, Alberoni: Guzzanti figlia del marxismo

Roma, 9 lug (Velino) - “Vi meravigliate per gli insulti della Guzzanti al Papa Benedetto XVI? Siete degli ingenui, lei è figlia del marxismo, odia la Chiesa, tutto ciò che è cattolico”. Lo afferma il noto sociologo Francesco Alberoni, nella rubrica ‘VatiSpy’ curata da Bruno Volpe sul sito miliziadisanmichelearcangelo.org. Secondo Alberoni, quello che è accaduto a piazza Navona non è un caso, in quanto “la Guzzanti appartiene al quel ceppo ideologico marxista e totalitario che vede nella civiltà cattolica un nemico da abbattere e da sconfiggere, cioè un avversario storico”. Insomma, Alberoni parla di una vocazione totalitaria: “Quando si arriva all’insulto pesante e volgare vuol dire che si odia, ripeto, odia. La Guzzanti, ma non solo lei odiano la religione per ragioni ideologiche ben precise, come retaggio di ideologie, marxismo e nazionalsocialismo pagane ed antireligiose”. Il sociologo ne dà conferma storica: “Per caso oggi in Spagna con Zapatero non sta accadendo la stessa cosa con l’idea di togliere i crocefissi dalla pareti dei luoghi pubblici? Nella Russia marxista non esistevano i gulag? Tito non ha perseguitato i cristiani e in Messico la massoneria di Juarez non ha ucciso sacerdoti e proibito la libertà di culto?”.

Dietro a quello che è accaduto, secondo Alberoni, non esiste il nichilismo “ma un odio misurato e scientifico contro tutto ciò che rappresenta il sentimento religioso. La Guzzanti è imbevuta di odio”. Per quanto riguarda chi additare, il noto sociologo spiega che la colpa non è di tutta la sinistra e che “Veltroni e Bersani sono gente moderata che vogliono il dialogo e lo cercano. Anzi direi che certe volgarità erano dirette anche a colpire ed indebolire Veltroni da parte delle frange più estremiste”. Per quanto riguarda Beppe Grillo il professore non si è dilungato molto ma si è solo limitato a dire:“Non merita tanta importanza”. Nell’intervento non è mancata una frecciatina anche verso i media cattolici: “Non tutti. Ma qualcuno ultimamente ha flirtato con certe parti politiche e questa è la ricompensa. I cattolici sappiano difendersi mediaticamente”. Di Pietro, invece, “cavalca bene la tigre della polemica, è il nuovo Robespierre”.



Del resto la Guzzanti non aveva partecipato al film "Viva Zapatero"? Però si era fatta produrre anche un suo film ("Bimba - È clonata una stella") dalla Medusa, la casa cinematografica del "cattivone" Berlusconi (per dire la coerenza del personaggio). Almeno io avrei sperato che la Guzzanti, essendosi convertita al Buddismo, avesse mostrato un po' di compassione per quelli delle altre religioni come la nostra.

+PetaloNero+
Thursday, July 10, 2008 3:32 PM
«Dalla Guzzanti volgarità senza alibi»
di Redazione

Roma. Levata di scudi del mondo cattolico in difesa del Papa «oltraggiato» l’altroieri da Sabina Guzzanti dal palco di piazza Navona. «La volgarità si qualifica di per sé. Non si commenta»: è lapidario il tono del direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi sull’attacco subito da Benedetto XVI in occasione del «No Cav. Day». Fa sentire la sua voce anche il Vicariato di Roma che, oltre a esprimere «profondo dispiacere per le parole offensive riferite al Santo Padre» in una nota sottolinea che «quanto è avvenuto non merita ulteriori commenti». «Mai caduti così in basso», è il titolo di un corsivo dell’Avvenire che ha bollato «le volgari espressioni» rivolte dalla comica Guzzanti al Papa come «squallida spazzatura» in merito alla quale «non vale neppure l’alibi della satira». Di offese che «nascono e crescono» in una «palude di menzogna e ignoranza» ha parlato invece il Sir, l’agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei.

www.ilgiornale.it



Paparatzifan
Thursday, July 10, 2008 9:09 PM
Dal blog di Lella...

L'ATTACCO BRUTALE ED IGNOBILE DI S.G. A BENEDETTO XVI

Di Alberto Giannino - Associazione culturale docenti cattolici (ADC)

Questa volta, la signora S. G., 45 anni, romana, diplomata all'Accademia Nazionale D'Amico, comica, attrice, e imitatrice, ha superato il limite. Non le bastava insultare ogni due e per tre il capo del Governo, ma ora ha alzato il tiro. Ha partecipato alla manifestazione "No Cav" a Roma a Piazza Navona, insieme a giornalisti (Marco Travaglio, Paolo Flores d'Arcais), intellettuali (Andrea Camilleri, Pancho Pardi), esponenti politici (Antonio Di Pietro, Furio Colombo, Rita Borsellino), del mondo dello spettacolo (Beppe Grillo, Moni Ovadia, Ascanio Celestini) e dei girotondi; polemizzando, in prima persona, sul ruolo della Chiesa cattolica in Italia e insultando Benedetto XVI.

Scriviamole le parole che la soubrette, cineasta, autrice, politica e quant'altro ha detto sul Papa che odia e disprezza dimostrandolo con tutto il suo livore nei fatti e nelle parole. "Tra vent'anni Benedetto XVI - ha detto - sarà all'inferno con 2 diavoli ******".

Che la G. fosse in crisi da tempo lo sapevamo: in Tv non appare da anni se non per brevi comparse, il suo programma su rai 3 Riot è durato una puntata, e per ricordarci del lei dobbiamo ritornare agli inizi degli anni '90 con la Dandini, Avati e Ricci. Insomma, una comica che si era buttata sul politico imitando soprattutto D'Alema e Berlusconi. Ora è toccato al Papa. Per due motivi.

L'opinione pubblica si è dimenticata di lei, e in questa società se non appari purtroppo non conti. E in secondo luogo perché non ama questo Papa che considera conservatore, retrivo e chiuso sui suoi valori (unioni di fatto, aborto, divorzio, eutanasia, libertà di educazione ecc.).

Quelli che per antonomasia sono nella Chiesa i valori non negoziabili, non trattabili, ma in atto nella Spagna e nei Paesi nordici.
Ecco allora che questo Papa è vecchio nelle idee, è un conservatore, è un uomo chiuso al nuovo e soprattutto non recede dai principi del Vangelo di Gesù. Per la signora G. questo Papa propone la solita minestra riscaldata, propone divieti e tabù. E' un uomo chiuso al nuovo.

E in più con il capo della CEI Angelo Bagnasco si ingerirebbe nelle vicende italiane. Ma se lo fa un vescovo progressista, per la G. è del tutto normale, ma a Benedetto XVI non riesce a perdonarglielo e non dorme la notte. Che dire? Questa volta la G. ha fatto un turbiloquio degna della persona più arrogante del mondo del laicismo e dell'anticlericalismo, ha commesso vilipendio nei confronti sia di un Capo di stato straniero che del più importante esponente della religione cattolica.

I giornalisti scrivono che la Procura di Roma ha già aperto un fascicolo nei suoi confronti. Vedremo come va a finire. Tanto all'impunità siamo abituati, signor Travaglio. Giusto?

E, per favore, nessuno mi venga a dire, che la Guzzanti ha esercitato un diritto di critica, ha espresso delle opinioni, ha manifestato il proprio pensiero. Sono tutte balle. La G. ha approfittato della manifestazione di Grillo e Di Pietro per ritornare alla ribalta della cronaca, per ritornare in Tv. Del resto solo sparando cosi in alto poteva in qualche modo ritornare a RAI 3 in ultima serata. Se no razionalmente non si spiega il suo gesto e il suo turpiloquio. Violeva fama, gloria, successo, popolarità. Le ha avute, ma il bilancio è negativo, e non le gioveranno sicuramente nella sua carriera.

E' evidentemente una donna confusa e irrazionale quando fa satira che non sa ponderare le sue azioni e i suoi comportamenti. A proposito: di tutte le autorità che c'erano alla manifestazione quanti si sono dissociati dalla G.? Quanti hanno preso le distanze? Lo dicano e non si limitino a generiche parole di circostanza.

G. ha espresso un linguaggio volgare e scurrile tipico delle osterie, porti, navi e caserme. Anzi, peggio. Per avere un po' di pubblicità ha venduto l'anima al diavolo. In questo senso parla di inferno e di diavoli ***** dimostrando anche un razzismo verso gli omosessuali e le lesbiche che tanto l'adorano.

Contrariamente a questo Papa che finalmente sta allontanando i preti pedofili, non vuole candidati dichiaratamente omosex al sacerdozio, e riduce allo stato laicale chi si trova in certe situazioni di grave peccato e per chi tocca un bimbo.

Ma chi è la G. veramente? Ce lo dice l'UAAR che, lo scorso anno, istituì un premio per il miglior film che sarebbe stato presentato alla 64ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 29 agosto all'8 settembre 2007. Il riconoscimento, che si chiamava "Premio Brian" dal nome del film satirico dei Monty Python Brian di Nazareth, sarebbe dovuto essere conferito per l'UAAR a «un film che evidenziasse ed esaltasse i valori dal laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull'identità di genere, sull'orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose».

Indovinate chi ha vinto? Ma naturalmente la G. con il film "Le ragioni dell'aragosta". Dobbiamo dire altro? Il linguaggio rozzo e truculento verso Benedetto XVI la G. se lo poteva risparmiare.

A lei questo Papa non piace perché è popolare, perchè le sue Udienze generali del mercoledì sono stracolme e strapiene di gente che arriva da tutto il mondo per ascoltare il magistero del successore di Pietro nonchè Vicario di Cristo sulla terra.

Alla G. non va giù un Papa che mette insieme un milione di persone di giovani come peraltro l'amatissimo e indimeticabile Giovanni Paolo II morto al servizio della Chiesa consumandosi e spendendosi fino all'ultimo per essa. Solo Mao, Pol Pot, Stalin Breznev, Saddam, Hitler e dittatori dell'America Latina riuscivano a farlo, ma con la dittatura, la forza e la violenza Benedetto XVI usa altre armi: la mitezza, il cuore e la ragione.

E poi questo Papa non se lo aspettavano. Quando l'hanno visto sul balcone di san Pietro gli è venuto un accidenti. Ma se lo Spirito Santo che è Dio, ha deciso cosi (ispitando i Cardinali elettori) evidentemente era il Papa giusto al posto giusto. Non a caso il nostro è il tempo di Zapatero, di Milingo e di Moon, della Chiesa anglicana che ordina vescovi donne e vescovi gay, dei preti pedofili, delle Chiese vuote, della carenza di vocazioni sacerdotali, del relativismo culturale, del nichilismo e dello scientismo e dello scetticismo inoculato anche nelle scuole di stato in maniera disonesta e scorretta.

La G. con il suo bullismo verbale ha dimostrato di essere un personaggio inquietante, che odia e che non sa amare, che è intollerante e non sa dialogare, che non sa cosa sia la mediazione o il confronto.

Papa Benedetto XVI l'avrà già perdonata. Del resto Cristo ci diceva 2000 anni fa: "Ama il prossimo tuo come te stesso" e inoltre "perdona fino a 70 volte 7."
Benedetto XVI è un uomo di carità e si comporterà di conseguenza. Non sa neanche chi sia questa signora, ma sa che è ostile al cattolicesimo e a lui che ne è il capo. Sa che è una "Killer" della Chiesa con le sue espressioni volgari e ignobili. In questa triste e penosa vicenda viene a galla tutto lo squallore e il degrado morale di personaggi che Rai 3 ha mantenuto e fatto conoscere al grande pubblico con i soldi pubblici.

Per che cosa? Per una forma congenita di ateismo aggressivo e militante che speravamo fosse finito, ma che ogni tanto ritorna, per una ostilità preconcetta contro Benedetto XVI. Ma cosa volete che sia tutto ciò per personaggi che "vivono come se Dio non esistesse" e per loro (senza Dio) tutto diventa lecito. Anche il vilipendio e il turpiloquio?

Certo le sue indimidazioni potevano fermare il Papa, ma non questo Papa. Che ha un unico obiettivo: quello di "annunciare a tutti la Buona Novella fino agli estremi confini della terra". Ricordi signora G. Benedetto XVI è un uomo mite, ma forte. E non saranno le sue volgarità a fermarlo.

IMG PRESS





Paparatzifan
Thursday, July 10, 2008 9:17 PM
Dal blog di Lella...

PURTROPPO HA RAGIONE IL PREMIER»

«Ha ragione Silvio, certa gente è monnezza»

DI TOMMASO LABATE

Ancora non ci credo, non posso credere a quello che ho sentito.
Andava tutto bene fino al discorso fascistoide di quella lì.
Che squallore orribile... Mi sa che purtroppo ha ragione Berlusconi:
certa gente è monnezza.
Ha capito? Mon-nez-za».
Mattia Stella, il ragazzo biondino che ha presentato la manifestazione di piazza Navona, non riesce a darsi pace. Viene dalla Sinistra giovanile, da molti è considerato vicino sia a Walter Veltroni («Sono stato candidato alla costituente del Pd ma non sono vicino a questo o quel gruppetto», ribatte lui) sia a Oscar Luigi Scalfaro. Ma questo è secondario, oggi.
Mattia è fuori di sé per le parole pronunciate da Sabina Guzzanti dal palco girotondino.
«Quelle volgarità su Ratzinger dice al Riformista - hanno offeso me e tutti i cattolici. Offendere il Papa vuol dire offendere tutta la comunità che rappresenta. Ma che c`entrava quello sproloquio con la manifestazione? Io non augurerei mai l`inferno neanche al mio peggior nemico».
Mattia ha provato a fermare la G.
«E sa come mi ha risposto? Mi ha detto: "Ce l'hai con me? Ho aspettato sette ore dietro il palco e ora dico quello che voglio". Quella persona pensava di parlare di fronte a delle bestie che non aspettavano altro che essere aizzate. E io che ero un suo estimatore...».
Il racconto del giovane Stella prosegue. La scena si sposta sotto il palco. «Quando le ho detto che aveva trattato tutti i cristiani come una masnada di imbecilli non ha saputo fare altro che rispondermi: "E questo che cazzo c'entra? Io parlo del Papa e dico quello che voglio".
Ho provato a spiegare le mie ragioni ma, purtroppo, con certa gente non si può parlare. Io me ne volevo andare, come possono testimoniare tanti presenti. Mi ha bloccato Lidia Ravera, che mi ha detto "biondino, dove vai?"».
A tratti, la voce di Mattia Stella, ventisette anni, si fa rabbiosa. Il ragazzo biondino sembra addirittura sotto choc. «Se avessi saputo quello che avrebbe detto la G., le avrei tirato una sedia in testa pur di non farla parlare. Ma le ha sentite quelle cose che ha detto sulla ministra Carfagna? A parte che si tratta di stupide illazioni, ma come possono parole così schifose uscire dalla bocca di una persona che si dice di sinistra? Comunque, se farà causa a quella signora, il ministro delle Pari opportunità può già contare sulla mia testimonianza in tribunale»
Stella non si è pentito di aver presentato la manifestazione di piazza Navona.
«Lo scriva che è stata la signora G. a rovinare una giornata perfetta.

A vederla da vicino mi ha fatto davvero paura: sembrava in preda a una specie di delirio di onnipotenza. La verità è che non sa nemmeno che cos'è la libertà di religione, non conosce la Costituzione, è un'ignorante».

Lo sfogo del giovane presentatore non si esaurisce. «Quelli come la G.?

Gente, come si dice a Roma, impaccata di soldi, che può fare e dire quello che vuole in massima libertà perché tanto casca sempre in piedi. Con questo mondo - continua il j'accuse di Stella - io non voglio più avere nulla a che fare».

I genitori di Mattia sono stati tra i primi occupanti del Forte Prenestino, storico centro sociale della Capitale. «Io non vengo dalla bella borghesia romana, sa? Io sono cresciuto in un quartiere popolare, a Tor Pignattara. Quel tanto o poco che ho avuto me lo sono conquistato da solo. Al contrario di quanto è accaduto alla signora Guzzanti, nessuno mi ha regalato niente».
Dalla comica romana al comico genovese. «Di Beppe Grillo - sostiene Stella - condivido il 99 per cento delle cose che dice. Purtroppo, nell'un per cento che mi separa da lui ci sono le questioni più importanti. Prenda il Quirinale: in questo momento, il compito più delicato è quello del presidente della Repubblica e Napolitano lo sta svolgendo correttamente. Quanto al lodo Alfano e al blocca processi, la mia posizione, quella che mi ha spinto in piazza a manifestare, la trovate nell'appello dei costituzionalisti lanciato da Zagrebelsky, Elia, Onida e Pace». Del battesimo di fuoco con la notorietà, a Mattia Stella rimane solo l'amarezza. «Andava tutto così bene... Durante la manifestazione Giovanni Bachelet mi ha scritto per sms "Bravo Mattia". Stamattina (ieri, ndr ) non si sa chi era il più deluso tra me e lui. Basta una sola persona, putroppo, a rovinare un grande evento».

© Copyright Il Riformista, 10 luglio 2008


Ho una domanda curiosa: perché hanno invitato a salire sul palco una monnezza come quella?


Sihaya.b16247
Thursday, July 10, 2008 11:44 PM
Intanto...

Intanto, l'ineffabile "Manifesto" (ma quando chiude???) si straccia le vesti perchè vogliono multare gli islamici che pregano per strada il venerdì!! Puverielli!! W Zapatero che toglie i crocifissi, abbasso Penati che vuole riportare un po' di ordine; i cristiani che pregano sono dei pecoroni imbecilli, gli islamici che pregano dei fedeli in onore di santità che guai a toccarli!

Ma dove andremo a finire???
elyna.luna
Friday, July 11, 2008 12:55 AM
Re: Dal blog di Lella...
Paparatzifan, 10/07/2008 21.17:


PURTROPPO HA RAGIONE IL PREMIER»

«Ha ragione Silvio, certa gente è monnezza»

DI TOMMASO LABATE

Ancora non ci credo, non posso credere a quello che ho sentito.
Andava tutto bene fino al discorso fascistoide di quella lì.
Che squallore orribile... Mi sa che purtroppo ha ragione Berlusconi:
certa gente è monnezza.
Ha capito? Mon-nez-za».
Mattia Stella, il ragazzo biondino che ha presentato la manifestazione di piazza Navona, non riesce a darsi pace. Viene dalla Sinistra giovanile, da molti è considerato vicino sia a Walter Veltroni («Sono stato candidato alla costituente del Pd ma non sono vicino a questo o quel gruppetto», ribatte lui) sia a Oscar Luigi Scalfaro. Ma questo è secondario, oggi.
Mattia è fuori di sé per le parole pronunciate da Sabina Guzzanti dal palco girotondino.
«Quelle volgarità su Ratzinger dice al Riformista - hanno offeso me e tutti i cattolici. Offendere il Papa vuol dire offendere tutta la comunità che rappresenta. Ma che c`entrava quello sproloquio con la manifestazione? Io non augurerei mai l`inferno neanche al mio peggior nemico».
Mattia ha provato a fermare la G.
«E sa come mi ha risposto? Mi ha detto: "Ce l'hai con me? Ho aspettato sette ore dietro il palco e ora dico quello che voglio". Quella persona pensava di parlare di fronte a delle bestie che non aspettavano altro che essere aizzate. E io che ero un suo estimatore...».
Il racconto del giovane Stella prosegue. La scena si sposta sotto il palco. «Quando le ho detto che aveva trattato tutti i cristiani come una masnada di imbecilli non ha saputo fare altro che rispondermi: "E questo che cazzo c'entra? Io parlo del Papa e dico quello che voglio".
Ho provato a spiegare le mie ragioni ma, purtroppo, con certa gente non si può parlare. Io me ne volevo andare, come possono testimoniare tanti presenti. Mi ha bloccato Lidia Ravera, che mi ha detto "biondino, dove vai?"».
A tratti, la voce di Mattia Stella, ventisette anni, si fa rabbiosa. Il ragazzo biondino sembra addirittura sotto choc. «Se avessi saputo quello che avrebbe detto la G., le avrei tirato una sedia in testa pur di non farla parlare. Ma le ha sentite quelle cose che ha detto sulla ministra Carfagna? A parte che si tratta di stupide illazioni, ma come possono parole così schifose uscire dalla bocca di una persona che si dice di sinistra? Comunque, se farà causa a quella signora, il ministro delle Pari opportunità può già contare sulla mia testimonianza in tribunale»
Stella non si è pentito di aver presentato la manifestazione di piazza Navona.
«Lo scriva che è stata la signora G. a rovinare una giornata perfetta.

A vederla da vicino mi ha fatto davvero paura: sembrava in preda a una specie di delirio di onnipotenza. La verità è che non sa nemmeno che cos'è la libertà di religione, non conosce la Costituzione, è un'ignorante».

Lo sfogo del giovane presentatore non si esaurisce. «Quelli come la G.?

Gente, come si dice a Roma, impaccata di soldi, che può fare e dire quello che vuole in massima libertà perché tanto casca sempre in piedi. Con questo mondo - continua il j'accuse di Stella - io non voglio più avere nulla a che fare».

I genitori di Mattia sono stati tra i primi occupanti del Forte Prenestino, storico centro sociale della Capitale. «Io non vengo dalla bella borghesia romana, sa? Io sono cresciuto in un quartiere popolare, a Tor Pignattara. Quel tanto o poco che ho avuto me lo sono conquistato da solo. Al contrario di quanto è accaduto alla signora Guzzanti, nessuno mi ha regalato niente».
Dalla comica romana al comico genovese. «Di Beppe Grillo - sostiene Stella - condivido il 99 per cento delle cose che dice. Purtroppo, nell'un per cento che mi separa da lui ci sono le questioni più importanti. Prenda il Quirinale: in questo momento, il compito più delicato è quello del presidente della Repubblica e Napolitano lo sta svolgendo correttamente. Quanto al lodo Alfano e al blocca processi, la mia posizione, quella che mi ha spinto in piazza a manifestare, la trovate nell'appello dei costituzionalisti lanciato da Zagrebelsky, Elia, Onida e Pace». Del battesimo di fuoco con la notorietà, a Mattia Stella rimane solo l'amarezza. «Andava tutto così bene... Durante la manifestazione Giovanni Bachelet mi ha scritto per sms "Bravo Mattia". Stamattina (ieri, ndr ) non si sa chi era il più deluso tra me e lui. Basta una sola persona, putroppo, a rovinare un grande evento».

© Copyright Il Riformista, 10 luglio 2008


Ho una domanda curiosa: perché hanno invitato a salire sul palco una monnezza come quella?





perchè TUTTI anche chi la pensa diversamente ha DIRITTO di dire la proprio opinione.

elyna.luna
Friday, July 11, 2008 12:56 AM
certo che ogni volta che entro qui dentro vedo solo poca apertura al fatto checi possono essere persone che la pensano diversamente.. e se la pensano diversamente non sono degni o non capiscono...

Aprite le menti.. c'è altro oltre alla vostra verità..
Duck Slayer
Friday, July 11, 2008 1:26 AM
Re: Re: Dal blog di Lella...
elyna.luna, 11/07/2008 0.55:



perchè TUTTI anche chi la pensa diversamente ha DIRITTO di dire la proprio opinione.





Il diritto d'opinione non è diritto di diffamazione, di calunnia, di ingiuria. E' bene ricordarlo.

Siccome ho un altissimo concetto del Papa, della sua persona e del ruolo che rappresenta, sinceramente avrei messo da parte tutta la mia "franchezza, di stare alla mano" e avrei fatto chiudere IMMEDIATAMENTE la comunicazione dal microfono agli altoparlanti, mentre la Guzzanti si permetteva di agire come una infervorata.
Non solo, l'avrei umiliata pubblicamente, come si sarebbe meritata. A certa gente, che sia di destra (Sgarbi), che sia di sinistra (la Guzzanti, e molti altri) non dovrebbe essere PERMESSO di parlare così impunemente.

In pubblico, davanti a una platea, non ci si può prendere questa libertà di bestia, questo lusso.

Se poi uno vuole dire cretinate o su Benedetto XVI o sulla Carfagna, lo può fare, come ironicamente si addice al discorso della Guzzanti, in osteria. Che è il luogo dove tutte le boiate possono essere dette, fatte e sentite.

Non so cosa faccia la Guzzanti, di lavoro (onestamente, non si capisce); sicuramente è una donna adatta a chiacchiere da osteria. E non è una diffamazione. E' cosa reale, che dimostra il reale valore di una persona.

Certe cose non si possono dire neanche per scherzo, neanche per "l'inalienabile diritto di satira". Un'unica volta posso essere stato d'accordo col motivo del "No Cav. Day". Quando aveva il solo intento di limitare le porcherie che di qui a breve legifereranno una massa di corrotti, con a capo uno fra i corrotti più famosi. E solo in quello. Di altro non si doveva discutere.
Duck Slayer
Friday, July 11, 2008 1:36 AM
Re:
elyna.luna, 11/07/2008 0.56:

certo che ogni volta che entro qui dentro vedo solo poca apertura al fatto checi possono essere persone che la pensano diversamente.. e se la pensano diversamente non sono degni o non capiscono...

Aprite le menti.. c'è altro oltre alla vostra verità..




Pensarla diversamente non è reato. Offendere dignità umana e decoro civile lo è.
Leggiti la costituzione italiana.
elyna.luna
Friday, July 11, 2008 1:29 PM
Re: Re:
Duck Slayer, 11/07/2008 1.36:




Pensarla diversamente non è reato. Offendere dignità umana e decoro civile lo è.
Leggiti la costituzione italiana.




strano.. me la sono letta la costituzione italiana... molto attentamente..

La prossima volta che un cattolico mi offende solo perchè la vedo diversamente da come lui VEDE DIO.. vediamo..
+PetaloNero+
Friday, July 11, 2008 5:08 PM
Da Petrus

Piazza Navona, la deplorazione dei Cardinali Bertone e Bagnasco: “Volgarità abissali”



CITTA’ DEL VATICANO - Il Cardinale Tarcisio Bertone ha ribadito "deplorazione" vaticana pe le offese pronunciate nei confronti del Papa dal palco del 'No Cav Day' di piazza Navona. L'occasione è stato un intervento sulla Costituzione al Campidoglio, durante il quale il porporato ha sottolineato il mutato atteggiamento nei confronti di Benedetto XVI da parte di Paolo Flores D'Arcais, direttore di 'Micromega', e fra i promotori della manifestazione di martedi’. "Devo deplorare certi atteggiamenti negativi", ha detto il segretario di Stato Vaticano in implicito riferimento al 'No Cav Day', "quando il direttore di Micromega era stato promotore e testimone di un dibattito sereno e profondo con il Cardinale Ratzinger". Bertone ha quindi criticato i toni negativi usati nei confronti del Papa "nelle riunioni di questi giorni ma già in alcuni articoli recenti".Le frasi pronunciate da Sabina Guzzanti contro il papa durante la manifestazione di Piazza Navona sono ''volgarita' abissali, che come tali non vanno neppure commentate perche' defluiscano la' da dove sono venute'': a dirlo, interpellato dal Servizio di Informazione Religiosa della Cei, e' invece il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. E' ''molto confortante - secondo l'arcivescovo di Genova - la convergenza di riprovazione e di condanna che in questi giorni si va registrando a proposito delle inattese e inqualificabili espressioni che si sono registrate ad una manifestazione svoltasi martedi' sera in una nota piazza romana''. ''Invece che puntare ad un costruttivo seppur pluralistico dibattito di idee circa i problemi dell'attualita' politica - prosegue il cardinale -, si e' scivolati in una goliardata turpe e indecorosa che e' stata immediatamente respinta dall'opinione pubblica generale come gesto insensato, immotivato e irragionevole''. Per Bagnasco, andrebbe fatta una considerazione ''su certa idea di politica che si vuole confinante con un certo modo di vivere lo spettacolo e che finiscono invece per corrompersi a vicenda''. Il cardinale registra pero' positivamente ''l'ondata di affetto che in questa circostanza sta salendo verso la persona del Papa e il suo mite, pacifico e suadente magistero. Lo stesso dicasi per le manifestazioni di vicinanza e di solidarieta' che sono state espresse nei riguardi del Capo dello Stato''. ''La coscienza vigile della nazione, il sentire diffuso della nostra gente sanno riconoscere l'indegnita' per concentrarsi su cio' e su Chi unisce e costruisce. I vescovi italiani sono accanto al loro popolo e sono come non mai affettuosamente vicini e grati al Santo Padre, in procinto di partire per un lungo viaggio che lo portera' ad incontrare i giovani rappresentanti del mondo intero''. ''E ancora una volta - conclude - esprimono al Presidente della Repubblica la loro viva considerazione e deferente stima''.
elyna.luna
Friday, July 11, 2008 5:10 PM
Re:
+PetaloNero+, 11/07/2008 17.08:

Da Petrus

Piazza Navona, la deplorazione dei Cardinali Bertone e Bagnasco: “Volgarità abissali”



CITTA’ DEL VATICANO - Il Cardinale Tarcisio Bertone ha ribadito "deplorazione" vaticana pe le offese pronunciate nei confronti del Papa dal palco del 'No Cav Day' di piazza Navona. L'occasione è stato un intervento sulla Costituzione al Campidoglio, durante il quale il porporato ha sottolineato il mutato atteggiamento nei confronti di Benedetto XVI da parte di Paolo Flores D'Arcais, direttore di 'Micromega', e fra i promotori della manifestazione di martedi’. "Devo deplorare certi atteggiamenti negativi", ha detto il segretario di Stato Vaticano in implicito riferimento al 'No Cav Day', "quando il direttore di Micromega era stato promotore e testimone di un dibattito sereno e profondo con il Cardinale Ratzinger". Bertone ha quindi criticato i toni negativi usati nei confronti del Papa "nelle riunioni di questi giorni ma già in alcuni articoli recenti".Le frasi pronunciate da Sabina Guzzanti contro il papa durante la manifestazione di Piazza Navona sono ''volgarita' abissali, che come tali non vanno neppure commentate perche' defluiscano la' da dove sono venute'': a dirlo, interpellato dal Servizio di Informazione Religiosa della Cei, e' invece il Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. E' ''molto confortante - secondo l'arcivescovo di Genova - la convergenza di riprovazione e di condanna che in questi giorni si va registrando a proposito delle inattese e inqualificabili espressioni che si sono registrate ad una manifestazione svoltasi martedi' sera in una nota piazza romana''. ''Invece che puntare ad un costruttivo seppur pluralistico dibattito di idee circa i problemi dell'attualita' politica - prosegue il cardinale -, si e' scivolati in una goliardata turpe e indecorosa che e' stata immediatamente respinta dall'opinione pubblica generale come gesto insensato, immotivato e irragionevole''. Per Bagnasco, andrebbe fatta una considerazione ''su certa idea di politica che si vuole confinante con un certo modo di vivere lo spettacolo e che finiscono invece per corrompersi a vicenda''. Il cardinale registra pero' positivamente ''l'ondata di affetto che in questa circostanza sta salendo verso la persona del Papa e il suo mite, pacifico e suadente magistero. Lo stesso dicasi per le manifestazioni di vicinanza e di solidarieta' che sono state espresse nei riguardi del Capo dello Stato''. ''La coscienza vigile della nazione, il sentire diffuso della nostra gente sanno riconoscere l'indegnita' per concentrarsi su cio' e su Chi unisce e costruisce. I vescovi italiani sono accanto al loro popolo e sono come non mai affettuosamente vicini e grati al Santo Padre, in procinto di partire per un lungo viaggio che lo portera' ad incontrare i giovani rappresentanti del mondo intero''. ''E ancora una volta - conclude - esprimono al Presidente della Repubblica la loro viva considerazione e deferente stima''.



Ha esagerato.. quindi che la querelino no?

Duck Slayer
Friday, July 11, 2008 7:42 PM
Re: Re:
elyna.luna, 11/07/2008 17.10:



Ha esagerato.. quindi che la querelino no?





Se non querelano è perché perdonano. Sarebbe lecito e giusto lo facessero. Ma si sa, la vita non è fatta solo di giustizia (secolare) ma anche di misericordia.

"Non ragioniam di lor, ma guarda e passa".
Paparatzifan
Friday, July 11, 2008 9:19 PM
Re: Intanto...

Sihaya.b16247, 10/07/2008 23.44:


Intanto, l'ineffabile "Manifesto" (ma quando chiude???) si straccia le vesti perchè vogliono multare gli islamici che pregano per strada il venerdì!! Puverielli!! W Zapatero che toglie i crocifissi, abbasso Penati che vuole riportare un po' di ordine; i cristiani che pregano sono dei pecoroni imbecilli, gli islamici che pregano dei fedeli in onore di santità che guai a toccarli!

Ma dove andremo a finire???



Sai, si sa com'è: la nostra religione non punisce con la pena di morte... Allora come non approfittarsene? Bastonateci, bastonateci che non succede niente!



Sihaya.b16247
Friday, July 11, 2008 10:18 PM
Re: Re: Intanto...
Paparatzifan, 11/07/2008 21.19:




Sai, si sa com'è: la nostra religione non punisce con la pena di morte... Allora come non approfittarsene? Bastonateci, bastonateci che non succede niente!






Purtroppo non è una questione di paura (non critico gli islamici sennò mi mettono una bomba sotto la redazione) ma, cosa ancora più grave, di autentico convincimento: doppiopesismo e ottusaggine.
La sinistra radicale ha i contorni di una vera e propria setta!


+PetaloNero+
Friday, July 25, 2008 3:29 PM
Cattolici critici al Papa: abrogare divieto contraccezione


ROMA (Reuters) - Più di 50 gruppi cattolici dissidenti hanno pubblicato oggi una inconsueta lettera aperta indirizzata a papa Benedetto XVI, in cui chiedono che la Chiesa ritiri il suo divieto alla contraccezione perché, scrivono, "ha avuto effetti catastrofici".

La lettera è stata pubblicata in uno spazio pubblicitario a mezza pagina sul Corriere della Sera, nel 40esimo anniversario della controversa enciclica "Humanae Vitae" di papa Paolo VI, che sancisce il divieto.

Mentre la stampa in Italia dedica interi articoli ed editoriali alle opinioni e ai punti di vista del Vaticano, raramente un'organizzazione acquista uno spazio pubblicitario per esprimersi contro il papa, specialmente su una testata nazionale.

Nella lettera, si legge che la politica contro la contraccezione condotta dalla Chiesa "ha avuto effetti catastrofici sui poveri e i deboli di tutto il mondo, mettendo in pericolo la vita delle donne ed esponendo milioni di persone al rischio di contrarre l'Hiv".

Da 40 anni, continua la lettera, l'enciclica continua a essere "fonte di grandi conflitti e divisioni all'interno della Chiesa" e poiché molti cattolici usano metodi contraccettivi senza sentirsi dei peccatori, questa politica morale è secondo i mittenti un totale fallimento.

L'enciclica di Paolo VI, scritta nel 1968, è stata difesa dai suoi successori Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

La Chiesa predica che niente dovrebbe bloccare la potenziale riproduzione della vita e approva solo metodi naturali del controllo delle nascite, come l'astinenza durante i periodi fertili della donna.

"Humanae Vitae", redatta in piena rivoluzione sessuale nel corso degli anni 60, è forse l'enciclica più controversa e discussa della storia della Chiesa moderna.

Benedetto XVI ha parlato in sua difesa anche lo scorso maggio, dicendo che essa è stata "troppo spesso fraintesa".

La lettera è firmata da associazioni cattoliche di tutto il mondo come la statunitense Catholics of Choice, l'internazionale We Are Church e la New Ways Ministry.

SCELTA MORALE

Il Vaticano ha criticato la lettera, dicendo che non affronta la vera questione al centro dell'enciclica.

"La 'lettera' non tocca neanche da lontano la vera questione che è al centro della 'Humanae vitae', cioè il nesso fra il rapporto umano e spirituale fra i coniugi, l'esercizio della sessualità come sua espressione e la sua fecondità. In tutta la lettera, la parola 'amore' non compare mai", scrive in una nota Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede.

"Abbiamo pensato che l'establishment a Roma e in Vaticano presti particolare attenzione ai media italiani e che quindi la lettera sarebbe stata vista dalle persone a cui vogliamo che arrivi il messaggio", ha detto a Reuters Jon O'Brien, presidente della Catholics of Choice, al telefono da Washington.

"Ci è chiaro che la Chiesa cattolica non potrà progredire fino a quando non avrà fatto onestamente i conti con il paradosso della Humanae Vitae", si legge ancora nella missiva.

"La maggior parte dei cattolici fa uso di contraccettivi moderni, ritenendola una scelta morale e considerandosi cattolici a pieno titolo, eppure le gerarchie cattoliche negano completamente questa realtà, costringendo i sacerdoti al silenzio su questo come su molti altri temi legati alla sessualità", continua la lettera.

In conclusione, le associazioni scrivono: "Papa Benedetto, noi La invitiamo a sfruttare questo anniversario come occasione per avviare un processo di riforma, restando fedele agli aspetti positivi della dottrina cattolica sulla sessualità e abrogando la posizione sulla contraccezione onde consentire ai cattolici di pianificare la propria vita familiare in modo sicuro e in buona coscienza".
+PetaloNero+
Sunday, August 03, 2008 3:24 PM
Spagna/ Successori dei Templari fanno causa al Papa (El Pais)
Chiedono la restaurazione dell'ordine abolito nel 1307


Roma, 3 ago. (Apcom) - Si fanno chiamare l'Associazione del Sovrano Ordine del Tempio di Cristo e si dichiarano successori dei Templari: per questo motivo hanno deciso di intentare presso un tribunale di Madrid una causa contro il Papa, chiedendo la restaurazione dell'Ordine abolito - in modo tutt'altro che pacifico - nel 1307.

Come spiega il quotidiano spagnolo El Pais, la causa viene intentata contro Benedetto XVI in quanto titolare del soglio pontificio e successore di Clemente V, il pontefice che - dietro pressioni del monarca francese, Filippo IV, fortemente indebitato con i Templari - sciolse d'autorità l'ordine mandando al rogo il Gran Maestro Jacques de Molay.

Secondo la causa i beni sequestrati all'ordine varrebbero oggi 100 miliardi di euro: l'Associazione - legalmente registrata - tuttavia non chiede alcun indennizzo né tanto meno la restituzione, ma solo il riconoscimento del torto subito.

Il tribunale di primo grado Madrid ha respinto la causa, dicendosi privo di giurisdizione in un evento accaduto sette secoli fa e "materia propria degli storici": ora dovrà pronunciarsi la Corte d'Appello.


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