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g
Thursday, January 10, 2008 5:39 PM
Svelata dopo una lunga attesa la piccola indiana nata per motorizzare
i paesi più poveri. Motore da 30 Cv e velocità limitata a 70 orari

di VINCENZO BORGOMEO

Ecco la Tata da 1700 euro
Sorpresa: non è neanche brutta




Ratant Tata lancia la macchina da 2500 dollari


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Sorpresa: la tanto attesa Tata da 2500 dollari, 1700 miseri euro, è tutt'altro che brutta. Certo, non ci troviamo di fronte a un capolavoro, ma neache a una terrificante vetturetta senza tetto e con capote in tela come immaginavamo.

Battezzata Nano e lanciata all'Autoexpo 2008 a New Delhi, la super low cost potrebbe anche arrivare in Italia, anche se nessuno lo ammette e soprattutto se il suo importatore italiano la Melian smentisce. Se infatti la macchinina avrà un peso inferiore ai 400 chilogrammi e una potenza massima al di sotto di 20,4 cavalli (e per far questo basta depotenziarla) con qualche piccolo sacrificio potrebbe anche essere omologata in Europa come quadriciclo, e quindi circolare con la targa da moto. Vedremo. Una cosa è certa: alla Melian Italia in questo momento non subissati di richieste...

Di certo la Tata dei miracoli ha la carrozzeria di plastica a 5 porte, un telaio tubolare e un motore bicilindrico di origine motociclistica di 624 cc da 30 Cv, tarato per non superare i 70 Km/h. "Perché produrre qualcosa che vada più forte - spiegano con malizia gli ingegneri indiani - se poi i clienti in città molto difficilmente superano questa velocità?".

Alla Tata la prendono con filosofia, in realtà tutto, ma proprio tutto sulla loro macchina è stato progettato per risparmiare quattrini: limitare la velocità a 70 orari significa infatti fare enormi economie su gomme, freni, sospensioni e rigidità dell'insieme. Stesso discorso per il motore che non è nulla di sofisticato e che, anzi, vanta umili origini motociclistiche, per essere abbinato a un'altrettanto semplice sistema si trasmissione a cinghia, proprio come avviene sui nostri scooter.

Alta più del normale da terra per consentire la marcia su terreni sconnessi, la Nano è disponibili in versione Standard e De Luxe: su quest'ultima i fascioni paraurti sono verniciati in tinta con la carrozzeria.

Lunga 3,1 metri, larga 1,5 e alta 1,60, questa Tata ha poi la trazione sulle ruote posteriori ma fra i colpi di genio degli uomini Tata c'è anche una sorta di nuova filosofia costruttiva: "Quello che non c'è non si rompe" teorizzò Henry Ford inventando con il Modello T la prima auto affidabile del mondo, "Quello che non c'è non pesa" raccontò poi Colin Chapman, papà delle Lotus di F1 che grazie alla leggerezza riuscirono a sconfiggere le Ferrari. E "Quello che non c'è non costa" sembrano voler dire al mondo intero gli indiani, dando in qualche modo una dura lezione a tutti gli altri costruttori automobilistici del mondo, in grado ormai di sfornare solo auto ricchissime di accessori.

La loro ultra-low cost è infatti un concentrato di idee: la spazzola del tergicristallo è unica per risparmiare i leveraggi, i fanali sono fissi e la strumentazione è stata ridotta all'osso: qui ci sono solo la spia della riserva e il tachimetro, rispettivamente per evitare di rimanere a secco e per non incappare in contravvenzioni. Anche se è davvero difficile immaginare questa Tata che supera un limite di velocità. In compenso la lista delle cose che non ci sono è lunghissima: niente aria condizionata, niente servosterzo, niente vetri elettrici.
Stesso discorso per la scocca (che non c'è): la vetturetta è composta da un telaio, proprio come avveniva sulle auto d'anteguerra, ricoperta poi da pannelli di plastica più o meno colorati.

Ma qui, anche se in nome del risparmio, arriva la prima gaffe della Tata: la loro microcar non ha effettuato nessun crash test, per cui di sicurezza passiva neanche a parlarne.
In compenso un'altra bella fetta di rupie gli indiani sono riuscite a limarle in fabbrica: la macchina è progettata per essere facilissima da costruire. Così il serbatoio è montato sul muso, come sulla vecchia 500 e gli operai devono fare poche operazioni per completare la macchina. Un po' perché è stata ben studiata, un po' perché di pezzi da assemblare qui ce ne sono davvero pochi...

E' stato poi lo stesso Ratan Tata a spiegare che la nuova vettura è l'8% per cento più piccola della Maruti 800 ma allo stesso tempo è il 21% più larga negli interni e può ospitare comodamente fino a quattro persone. A proposito poi della sicurezza Ratan Tata ha detto invece che "la Nano ha superato con successo tutti i testi frontali e laterali di impatto". Ma ovviamente non si riferisce ai crash test europei: c'è una bella differenza...
(10 gennaio 2008)

Rep


g
Friday, January 11, 2008 4:42 PM
"La costruiamo col nostro sangue, senza nessuna garanzia di sicurezza e con salari
da fame - spiegano gli operai - la macchina non costa poco non perché i progettisti sono dei geni..."
In piazza contro la Tata Nano
rivolta per l'auto da 1700 euro

di VINCENZO BORGOMEO




Gli operai bruciano una sagoma della Nano

Come fa a costare così poco - l'equivalente di 1700 euro - la Tata Nano? Forse bisognerebbe andarlo a chiedere agli operai che la dovrebbero fabbricare che da stamattina sono in piazza per protestare contro il loro sfruttamento.

"La costruiamo col nostro sangue, senza nessuna garanzia di sicurezza e con salari da fame - spiegano i protestanti - la macchina costa poco non perché i progettisti sono dei geni ma perché non pagano gli operai". Operai che hanno semi bloccato gli ingressi della fabbrica di Singur, a 30 chilometri di Kolkata e che - in modo davvero spettacolare hanno incendiato sagome di carta della Nano.

La rivolta è partita dopo la presentazione internazionale della macchina al Salone di New Dheli dove Ratan Tata è stato celebrato come un benefattore dell'umanità e la macchina è stata considerata una specie di svolta epocale per l'India. Altro che svolta: a quelle immagini e a quelle dichiarazioni gli operai sono scesi in piazza. Inscendando una bella manifestazione... Dal punto di vista del marketing un bel disastro: la vicenda della Nano comincia tutta in salita.
(11 gennaio 2008)

Rep


g
Friday, January 11, 2008 4:43 PM
Il dubbio mi sorgeva,ma fino a sto punto...
Alfea
Friday, January 11, 2008 11:08 PM
Re:
g, 10/01/2008 17.39:



Ecco la Tata da 1700 euro
Sorpresa: non è neanche brutta





Ma nenche bella!!




g
Thursday, September 04, 2008 1:51 PM



Tata Nano, produzione rinviata

Il gruppo Tata è stato costretto oggi ad annunciare il rinvio a tempo indeterminato della produzione della Nano, "l'utilitaria dei poveri" che doveva fare il suo ingresso sul mercato indiano a ottobre con un prezzo di listino pari a circa 2.300 dollari. La decisione è stata presa in seguito alle violente proteste contadine contro l'espropriazione delle terre arabili destinate alla costruzione della fabbrica Tata, nello Stato indiano del Bengala occidentale.

Le proteste, che hanno portato a scontri durissimi fra i contadini e la polizia locale, hanno costretto a fermare la costruzione dello stabilimento che era già quasi ultimata. Il gruppo Tata ha annunciato che sta prendendo in esame la possibilità di costruire la fabbrica in un altro Stato dell'India.

Intanto però l'uscita dell'automobile più attesa dell'anno è destinata a subire un ritardo consistente. La Tata Nano, il cui prototipo aveva suscitato grande attenzione nel mondo intero, è stata studiata per rispondere alla domanda di motorizzazione di massa in un paese dalla popolazione vastissima e dal reddito pro capite ancora basso. Sarà l'utilitaria più economica del mondo. Dopo il mercato indiano punta a conquistare altri paesi emergenti.

(2 settembre 2008)

Rep



g
Thursday, September 04, 2008 1:53 PM
Re: Re:
Alfea, 11/01/2008 23.08:



Ma nenche bella!!





Infatti,ma di certo è 1 meraviglia messa a fianco di molte Europee,a partire da tante Lancia



g
Tuesday, March 24, 2009 7:14 AM
Ma non è una novità che riguarda solo l'India perché la macchinina
sarà venduta anche in Europa al prezzo di circa 5mila euro
Il giorno della Tata Nano
L'auto da 1900 euro è realtà



di VINCENZO BORGOMEO

Ora è ufficiale: da oggi l'attesissima Tata Nano, la macchina da 1900 euro è in vendita. Sono infatti partite le prenotazioni dell'auto più economica del globo che sarà in consegna ad aprile e che debutterà anche in Europa nel 2011 al prezzo di 5mila euro per rispettare tutte le norme anti-inquinamento e di sicurezza che impone la Ue.

La produzione però sarà di soli 40 mila esemplari l'anno (quasi nulla visto che dovevano essere 250mila) a causa di problemi per il reperimento dello stabilimento (trasferito dallo Stato del Bengala occidentale al Gujarat per conflitti con la popolazione locale sui terreni). Il nuovo impianto non sara' terminato prima di fine 2009 e ci vorranno mesi per arrivare alla piena capacita'.

Repubblica TV

FOTO: la presentazione - la macchina

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"In primo luogo - ha spiegato Ratan Tata - vogliamo servire il mercato indiano e vendere nel paese da 500mila a un milione di unità all'anno. Ma puntiamo anche al mercato americano ed europeo". Numeri produttivi o no la Nano ha qualcosa di assolutamente geniale: riporta il concetto di auto alla sua funzione perché è una macchina progettata solo per uno scopo, costare poco e coprire la mobilità urbana. Basta: nessuna concessione alla moda, nessuna concessione al di più, nessun vezzo. Un esempio che presto molti altri costruttori dovranno per forza seguire.

Di certo la Tata dei miracoli ha la carrozzeria di plastica a 5 porte, un telaio tubolare e un motore di origine motociclistica di 624 cc da 30 Cv, tarato per non superare i 70 Km/h. "Perché produrre qualcosa che vada più forte - spiegano con malizia gli ingegneri indiani - se poi i clienti in città molto difficilmente superano questa velocità?".

Alla Tata la prendono con filosofia, in realtà tutto, ma proprio tutto sulla loro macchina è stato progettato per risparmiare quattrini: limitare la velocità a 70 orari significa infatti fare enormi economie su gomme, freni, sospensioni e rigidità dell'insieme. Stesso discorso per il motore che non è nulla di sofisticato e che, anzi, vanta umili origini motociclistiche, per essere abbinato a un'altrettanto semplice sistema si trasmissione a cinghia, proprio come avviene sui nostri scooter.

La loro ultra-low cost è infatti un concentrato di idee: la spazzola del tergicristallo è unica per risparmiare i leveraggi, i fanali sono fissi e la strumentazione è stata ridotta all'osso: qui ci sono solo la spia della riserva e il tachimetro, rispettivamente per evitare di rimanere a secco e per non incappare in contravvenzioni. Anche se è davvero difficile immaginare questa Tata che supera un limite di velocità. In compenso la lista delle cose che non ci sono è lunghissima: niente aria condizionata, niente servosterzo, niente vetri elettrici.
Stesso discorso per la scocca (che non c'è): la vetturetta è composta da un telaio, proprio come avveniva sulle auto d'anteguerra, ricoperta poi da pannelli di plastica più o meno colorati.

E' stato poi lo stesso Ratan Tata a spiegare che la nuova vettura è l'8% per cento più piccola della Maruti 800 ma allo stesso tempo è il 21% più larga negli interni e può ospitare comodamente fino a quattro persone.

Va detto però che il progetto della macchina economica della Tata è stato piuttosto tormentato: lanciato a gennaio dell'anno scorso, la prima autovettura sarebbe dovuta uscire dagli stabilimenti dello stato nord orientale indiano del West Benagala lo scorso ottobre.

Ma poi il colosso indiano dell'auto Tata Motors, partner della Fiat è stato colpito anch'esso dalla crisi mondiale e solo pochi mesi fa aveva deciso di rinviare ancora l'uscita dell'ultimo modello. Lo aveva rivelato alla stampa fra lo stupore generale il managing director dell'azienda, Ravi Kant. Secondo i dati forniti da Kant, la compagnia ha registrato una perdita netta di circa 40 milioni di euro per il terzo trimestre, annunciando che ci sarebbe voluto almeno un anno per l'uscita della nuova auto. Per far fronte alla caduta della domanda, la casa automobilistica indiana aveva ridotto in modo deciso la manodopera, utilizzando sia i licenziamenti che la chiusura ciclica degli impianti in tutte le linee.

Le cose oggi si sono risolte ma certo è che nei prossimi tre anni la Tata, come ha spiegato il responsabile delle operazioni finanziare, Ramakrishnan, punta a una forte riduzione dei costi e al rifinanziamento dei prestiti per l'acquisto di Land Rover e Jaguar, le cui vendite sono crollate con conseguenti forte perdite per l'azienda indiana e la decisione di tagliare almeno 450 posti di lavoro.

In ogni modo il calvario della Nano sembra finito di colpo, perfino dopo la clamorosa rinuncia del debutto previsto lo scorso 28 dicembre, come 'regalo di compleanno' al presidente del gruppo, Ratan Tata, che quel giorno compiva 71 anni. Ma le proteste di migliaia di contadini indiani, protrattesi per tutto settembre dello scorso anno, hanno costretto la casa automobilistica a trasferire il sito produttivo della Nano dalla sua sede originaria ed a spostare quindi nel tempo la data di arrivo sul mercato.
A dicembre era però arrivato un inatteso colpo di acceleratore per la produzione di Nano, destinata ad essere nelle intenzioni del gruppo indiano l'auto più economica del mondo, venduta al pubblico ad un prezzo di circa 2.500 dollari (circa 1.900 euro al cambio attuale). Tata aveva fatto sapere di essere in grado di produrre le prime migliaia di vetture "entro pochi mesi" nelle linee allestite negli stabilimenti di Pantnagar e Pune. Per le prime macchine, aveva spiegato una fonte del Cda, sarebbe stato difficile mantenere i prezzi bassi, a causa della crescita dei costi a seguito dello spostamento degli impianti di produzione.

Oggi, però, è arrivato l'annuncio: "la Nano è in vendita". Nella speranza che non ci siano altri colpi di scena...
(23 marzo 2009)

Rep


g
Tuesday, March 24, 2009 7:14 AM
Re:
g, 24/03/2009 7.14:






Ha la facci aincazzata



g
Wednesday, December 30, 2009 12:43 AM
Kandi Coco, l'elettrica da 600 euro



Ecco la Kandi Coco venduta nuova a 600 euro. Il miracolo sta tutto nel fatto che la società, con sedi a Tulsa e Oklahoma City è riuscita ad omologare piccole vetturette cinesi e poi a sfruttare a fondo i doppi incentivi voluti dalll'amministrazione Obama. Così la loro macchina da un iniziale listino di 10.599 dollari grazie all'incentivo Federale scende di 4.435 dollari e poi in virtù del famoso "State Tax Credit" perde altri 5.299 dollari. Si arriva quindi a un prezzo record di 865 dollari, ossia pochi centesimi più di 600 euro al cambio attuale.

Rep


g
Wednesday, December 30, 2009 12:44 AM



g
Wednesday, December 30, 2009 12:45 AM


g
Wednesday, December 30, 2009 12:45 AM
Ricorda 1 pò troppo la Smart
g
Wednesday, January 11, 2012 1:15 PM
di Lettera22 per il Fatto | 3 gennaio 2012
India, battaglia
per l’auto più economica del mondo.
Dopo Tata Nano, ecco la RE60




La Bajaj lancia una vettura lowcost da meno di 2 mila euro

Bajaj Auto ha presentato il primo
modello a quattro ruote della casa costruttrice
leader mondiale dei rickshaw a tre ruote.
Battezzata RE60,
non si conosce ancora il prezzo che però probabilmente
non sarà molto lontano da quello della rivale diretta
venduta sul mercato indiano a meno di 1800 euro

Le prime notizie erano state lanciate quando il progetto era ancora all’inizio, a maggio del 2011. Oggi, in un’affollata conferenza stampa a New Delhi, Rajiv Bajaj, direttore esecutivo della Bajaj Auto ha presentato il primo modello a quattro ruote della casa costruttrice leader mondiale dei rickshaw a tre ruote, popolari in tutta l’Asia meridionale ed elemento essenziale del traffico indiano. La nuova macchina, battezzata RE60, punta a competere con la Tata Nano, al momento l’auto più economica sulla scena mondiale, venduta sul mercato indiano a meno di 1800 euro, mentre la versione europea, presentata al salone di Ginevra del 2009 costa attorno ai 5 mila euro.

Il prezzo della RE60 non è stato ancora rivelato, ma probabilmente non sarà molto lontano da quello della rivale diretta nel segmento delle ULC, cioè Ultra low cost, in piena espansione nonostante la crisi generalizzata del mercato delle automobili.

“Alla Bajaj auto crediamo che le persone di questo pianeta meritino di più e di meglio – ha detto alla stampa Rajiv Bajaj – . E crediamo che la RE60 sia la soluzione adatta per i problemi di mobilità legati all’urbanizzazione dell’India”. Il traffico indiano, per chiunque ne abbia fatto esperienza anche brevemente, è micidiale, sia per la quantità di veicoli di ogni tipo, sia per il pessimo stato della gran parte dei motori, che inquinano in modo micidiale. Bajaj ha puntato proprio su questo, come elemento di forza del suo nuovo modello: emissioni di CO2 molto basse (60 grammi a chilometro, secondo i dati ufficiali, rispetto ai 101 della Nano) e ottime prestazioni di consumo, con un’autonomia dichiarata di 30 chilometri con un litro di benzina, rispetto ai poco più di 23 della Nano. La velocità della RE60 è contenuta, 70 chilometri all’ora, visto che la cilindrata del motore, almeno nella versione presentata a Delhi è di appena 200 centimetri. “Volevamo fare un’auto che fosse alla portata di quante più persone possibile – ha detto ancora Rajiv Babaj – E il cui costo di gestione potesse spingere i possessori di rickshaw a passare alle quattro ruote”.

La Bajaj punta infatti innanzi tutto sulla “sua” clientela storica, conquistata fin dagli anni Sessanta, quando su licenza dell’italiana Piaggio produceva in India la versione locale della Vespa 150. La Babaj ha una lunghissima tradizione motoristica. La prima fabbrica di motociclette è stata fondata negli anni Trenta, nel Rajastan (India del nord), anche se ora il quartier generale è a Pune, nello stato del Maharashtra, quello con capitale Mumbai, la più trafficata e congestionata metropoli indiana. Nei decenni successivi, le attività si sono estese, sia grazie alla produzione su licenza di moto e scooter di varie case internazionali, sia grazie allo sviluppo di modelli propri, fino alla produzione dei rickshaw a tre ruote che sono la spina dorsale del trasporto urbano in molte città indiane. Dal 1998, peraltro, dopo una sentenza della Corte suprema dell’India, i rickshaw stanno passando alla propulsione a gpl o a metano, con positivi effetti per l’aria delle città, che però è ancora molto lontana dall’essere salubre. Il nuovo modello della Bajaj si presenta quindi come un’alternativa abbastanza allettante anche per i taxi a rickshaw, per quanto la sua capacità di carico rispetto al tradizionale tre ruote sia più ridotta.

La RE60 è stata sviluppata assieme alla Nissan e alla Renault e nei piani della Bajaj la produzione dovrebbe arrivare a 400 mila pezzi, non solo per il mercato indiano, ma anche per i paesi vicini e, tendenzialmente, anche per altri e più ricchi mercati, dove in tempi di crisi e di alti costi della benzina, le prestazioni della prima auto targata Bajaj potrebbero essere molto allettanti.

di Joseph Zarlingo

Fat


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