Ma non è una novità che riguarda solo l'India perché la macchinina
sarà venduta anche in Europa al prezzo di circa 5mila euro
Il giorno della Tata Nano
L'auto da 1900 euro è realtà

di VINCENZO BORGOMEO
Ora è ufficiale: da oggi l'attesissima Tata Nano, la macchina da 1900 euro è in vendita. Sono infatti partite le prenotazioni dell'auto più economica del globo che sarà in consegna ad aprile e che debutterà anche in Europa nel 2011 al prezzo di 5mila euro per rispettare tutte le norme anti-inquinamento e di sicurezza che impone la Ue.
La produzione però sarà di soli 40 mila esemplari l'anno (quasi nulla visto che dovevano essere 250mila) a causa di problemi per il reperimento dello stabilimento (trasferito dallo Stato del Bengala occidentale al Gujarat per conflitti con la popolazione locale sui terreni). Il nuovo impianto non sara' terminato prima di fine 2009 e ci vorranno mesi per arrivare alla piena capacita'.
Repubblica TV
FOTO: la
presentazione - la
macchina
BLOG
Archivio articoli Nano
"In primo luogo - ha spiegato Ratan Tata - vogliamo servire il mercato indiano e vendere nel paese da 500mila a un milione di unità all'anno. Ma puntiamo anche al mercato americano ed europeo". Numeri produttivi o no la Nano ha qualcosa di assolutamente geniale: riporta il concetto di auto alla sua funzione perché è una macchina progettata solo per uno scopo, costare poco e coprire la mobilità urbana. Basta: nessuna concessione alla moda, nessuna concessione al di più, nessun vezzo. Un esempio che presto molti altri costruttori dovranno per forza seguire.
Di certo la Tata dei miracoli ha la carrozzeria di plastica a 5 porte, un telaio tubolare e un motore di origine motociclistica di 624 cc da 30 Cv, tarato per non superare i 70 Km/h. "Perché produrre qualcosa che vada più forte - spiegano con malizia gli ingegneri indiani - se poi i clienti in città molto difficilmente superano questa velocità?".
Alla Tata la prendono con filosofia, in realtà tutto, ma proprio tutto sulla loro macchina è stato progettato per risparmiare quattrini: limitare la velocità a 70 orari significa infatti fare enormi economie su gomme, freni, sospensioni e rigidità dell'insieme. Stesso discorso per il motore che non è nulla di sofisticato e che, anzi, vanta umili origini motociclistiche, per essere abbinato a un'altrettanto semplice sistema si trasmissione a cinghia, proprio come avviene sui nostri scooter.
La loro ultra-low cost è infatti un concentrato di idee: la spazzola del tergicristallo è unica per risparmiare i leveraggi, i fanali sono fissi e la strumentazione è stata ridotta all'osso: qui ci sono solo la spia della riserva e il tachimetro, rispettivamente per evitare di rimanere a secco e per non incappare in contravvenzioni. Anche se è davvero difficile immaginare questa Tata che supera un limite di velocità. In compenso la lista delle cose che non ci sono è lunghissima: niente aria condizionata, niente servosterzo, niente vetri elettrici.
Stesso discorso per la scocca (che non c'è): la vetturetta è composta da un telaio, proprio come avveniva sulle auto d'anteguerra, ricoperta poi da pannelli di plastica più o meno colorati.
E' stato poi lo stesso Ratan Tata a spiegare che la nuova vettura è l'8% per cento più piccola della Maruti 800 ma allo stesso tempo è il 21% più larga negli interni e può ospitare comodamente fino a quattro persone.
Va detto però che il progetto della macchina economica della Tata è stato piuttosto tormentato: lanciato a gennaio dell'anno scorso, la prima autovettura sarebbe dovuta uscire dagli stabilimenti dello stato nord orientale indiano del West Benagala lo scorso ottobre.
Ma poi il colosso indiano dell'auto Tata Motors, partner della Fiat è stato colpito anch'esso dalla crisi mondiale e solo pochi mesi fa aveva deciso di rinviare ancora l'uscita dell'ultimo modello. Lo aveva rivelato alla stampa fra lo stupore generale il managing director dell'azienda, Ravi Kant. Secondo i dati forniti da Kant, la compagnia ha registrato una perdita netta di circa 40 milioni di euro per il terzo trimestre, annunciando che ci sarebbe voluto almeno un anno per l'uscita della nuova auto. Per far fronte alla caduta della domanda, la casa automobilistica indiana aveva ridotto in modo deciso la manodopera, utilizzando sia i licenziamenti che la chiusura ciclica degli impianti in tutte le linee.
Le cose oggi si sono risolte ma certo è che nei prossimi tre anni la Tata, come ha spiegato il responsabile delle operazioni finanziare, Ramakrishnan, punta a una forte riduzione dei costi e al rifinanziamento dei prestiti per l'acquisto di Land Rover e Jaguar, le cui vendite sono crollate con conseguenti forte perdite per l'azienda indiana e la decisione di tagliare almeno 450 posti di lavoro.
In ogni modo il calvario della Nano sembra finito di colpo, perfino dopo la clamorosa rinuncia del debutto previsto lo scorso 28 dicembre, come 'regalo di compleanno' al presidente del gruppo, Ratan Tata, che quel giorno compiva 71 anni. Ma le proteste di migliaia di contadini indiani, protrattesi per tutto settembre dello scorso anno, hanno costretto la casa automobilistica a trasferire il sito produttivo della Nano dalla sua sede originaria ed a spostare quindi nel tempo la data di arrivo sul mercato.
A dicembre era però arrivato un inatteso colpo di acceleratore per la produzione di Nano, destinata ad essere nelle intenzioni del gruppo indiano l'auto più economica del mondo, venduta al pubblico ad un prezzo di circa 2.500 dollari (circa 1.900 euro al cambio attuale). Tata aveva fatto sapere di essere in grado di produrre le prime migliaia di vetture "entro pochi mesi" nelle linee allestite negli stabilimenti di Pantnagar e Pune. Per le prime macchine, aveva spiegato una fonte del Cda, sarebbe stato difficile mantenere i prezzi bassi, a causa della crescita dei costi a seguito dello spostamento degli impianti di produzione.
Oggi, però, è arrivato l'annuncio: "la Nano è in vendita". Nella speranza che non ci siano altri colpi di scena...
(23 marzo 2009)
Rep