Ho fatto una ricerca rapidissima su Google: sciopero sicilia.
Mi pare di capire che lo sciopero è, principalmente, degli autotrasporti e che è contro la manovra delle liberalizzazioni del governo monti.
Mah! Non voglio fare, nè credo c'entrino, discorsi politici.
Il mio primo lavoro l'ho iniziato negli anni '80 in Camera di Commercio: a quell'epoca tutto era regolato e contingentato. Albi, Ruoli, Elenchi per i commercianti, gli agenti, i panifici, i mediatori ecc. ecc. . C'era una
selezione sulle competenze necessarie per accedere ad una qualsiasi attività (per es. se uno vuole vendere abbigliamento deve avere delle conoscenze tecniche su quello che vende, direi a tutela principale proprio del cliente) ed un
controllo sul numero delle concessioni/autorizzazioni (è inutile aprire 100 attività identiche su una stessa via).
In
medio stat virtus: certamente vanno eliminate le rendite da privilegio (notai, farmacie, ecc.), ma credo che la
totale liberalizzazione di qualsiasi attività commerciale o, peggio ancora, professionale non sia la soluzione della crisi economica italiana (che ha origine nella crisi e modifiche
mondiali) nè un vantaggio per i clienti-utenti.
Non si può ridurre ogni attività umana alla mera concorrenza sul prezzo. Soprattutto quando il cliente-utente non è immediatamente in grado di verificare la qualità di ciò che gli viene fornito.
A mio parere un controllo sulla qualità e sul numero delle attività commerciali e professionali è giusto. Ampliare indiscriminatamente il numero, ad es. dei taxisti, non crea certo ricchezza ma comporterà impoverimento dell'intera categoria e/o fallimento di molti. Lo stesso dicasi degli edicolanti, che non mi sento certo di definire una categoria "agiata": a parte le impegnative condizioni ed orari di lavoro, io non conosco un edicolante che si sia arricchito (

) ... piuttosto guarderei ai concessionari/distributori (di giornali, di quelli di benzina dirò dopo) che, loro sì, per quanto mi risulta, operano in un regime di poca, o inesistente, concorrenza ed "impongono" agli edicolanti le loro condizioni (quello operante in provincia di TV si è appena finito di ristrutturare una villa fine '800 appena fuori le mura della città

).
Quanto ai benzinai, la liberalizzazione di una quota delle forniture è ridicola (mera propaganda): per quanto mi risulta le pompe/strutture
sono di proprietà delle imprese petrolifere, quindi non vedo come possa un comodatario della Esso, comperare e vendere benzina di altri. Inoltre mi chiedo come farebbe a calcolare i prezzi se metà benzina la prende dalla Esso e l'altro metà da un altro

.
In conclusione, mi sembra si stia facendo mera propaganda, andando a liberalizzare (= colpire) le categorie più deboli o meno difese dalle lobby. Per carità, ben venga un ampliamento delle licenze con una equa verifica della domanda (come detto vanno eliminate posizioni di privilegio), ma se parliamo di "cartelli", "abusi" e quant'altro comincerei (in mero ordine alfabetico):
Assicurazioni,
Banche,
Concessionari/Distributori giornali e riviste,
Deputati (Senatori, Consiglieri regionali, provinciali, ecc.)
Farmacie (ma anche e soprattutto le indistrie farmaceutiche)
ecc. ecc.
qui ci sono i "poteri forti" ed i milioni di euro
non certo fra edicolanti, tassisti, parrucchieri e, consentitemi, gli avvocati (siamo in 220.000

, volete liberalizzare ed aumentare ancora di più il numero? Solo a Roma ci sono più avvocati di tutta la Francia

; piuttosto va dato un concreto impulso al funzionamento = rapidità della Giustizia, problema a cui i giudici appaiono ben poco interessati, tanto il loro, lauto, stipendio lo percepiscono anche se la causa che
oggi gli viene presentata la decideranno nel
2015

)
P.S. Non credo di aver violato le regole del Forum, credo di aver parlato di amministrazione e non di politica. Se così non è, chiedo scusa e cancellate tutto.