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@talia@
Friday, May 04, 2007 12:17 AM

traduzione di A.L.Zazo
© 1972 - Mondadori
© 2005 - Sperling & Kupfer

"Le duchesse" afferma gravemente Justin Alastair duca di Avon "non danzano sulla sedia".

Ma ci sono duchesse e duchesse, e se l'autrice del romanzo si chiama Georgette Heyer è per lo meno azzardato voler stabilire prima della fine quali duchesse siano vere e quali false, quale personaggio abbia l'asso nella manica, quale pezzo (il re, la regina, l'alfiere, o soltanto una pedina opportunamente giocata?) permetta di dare scacco all'avversario.

Quando un duca inglese, tanto incredibilmente bello, tanto incredibilmente intelligente, e tanto incredibilmente libertino da meritare, nella Londra libertina dell'ultimo trentennio del settecento, il soprannome di Satana, decide di entrare in un complesso gioco di innocenza tradita, di gioventù oppressa, di perfidia impunita, e di tenerne le fila con raffinata e crudele impassibilità, chi può mai dire che cosa accadrà alla fine, se a muovere i pezzi sulla scacchiera: il re, la regina, l'alfiere e la pedina scambiata, non è affatto lui in realtà, ma Georgette Heyer?

Da tempo, nella letteratura inglese, se il delitto non paga, la virtù rende. E la Heyer non ignora certo questo assioma: ma, correggendo sapientemente la puntigliosa saggezza di un Samuel Richardson con la gioiosa spregiudicatezza di un Fielding, affiancando Tom Jones e la virtuosa Pamela, costruisce un romanzo straordinariamente divertente in cui le fanciulle virtuose e perseguitate hanno sufficiente spregiudicatezza per rendere affascinante il loro candore, e i libertini viziosi e persecutori sufficiente tenerezza d'animo per rendere irresistibile il loro libertinaggio.

Cavalcate, rapimenti, congiure, anime nere, balli a corte, fughe notturne: Georgette Heyer non dimentica nessun ingrediente della grande tradizione del romanzo d'avventura, quello che i lettori e i critici moderni riscoprono, e scoprono di amare, dopo tanti anni di sperimentalismo e di antiromanzo. Con un'intelligenza che non si prende, intelligentemente, sul serio, con un'ironia calibratissima e un'inesauribile vivacità di stile, la Heyer intesse, sull'eterno tema di Pigmalione vinto da Galatea, un arazzo settecentesco perfetto nei particolari come nelle scene d'insieme, delicato, raffinato e sgargiante a un tempo, i cui personaggi, vivi e indimenticabili come creature in carne e ossa, si muovono secondo regole perfettamente congegnate che si liberano tuttavia e si fanno invenzione immediata nel gioco di una fantasia affascinante.
@talia@
Friday, May 04, 2007 12:19 AM
Ho letto questo romanzo per la prima volta in seconda elementare (ci ho messo una settimana :imb e da allora non so quante volte l'ho riletto... penso di saperne certi brani a memoria
se vi capita tra le mani, ne vale davvero la pena
@talia@
Friday, May 04, 2007 12:22 AM
Georgette Heyer



Georgette Heyer, considerata nei paesi anglosassoni come la First Lady del romanzo ambientato nel periodo della Reggenza inglese, è nata a Wimbledon il 16 agosto 1902, ha vissuto per parecchi anni in Tanganica ed è morta a Londra nel luglio del 1974. La sua carriera letteraria è iniziata alla tenera età di diciannove anni col successo istantaneo di "The Black Moth", scritto un paio di anni prima per rallegrare la convalescienza del fratello. Sposata a ventitré anni al giudice George Ronald Rougier, che l'ha aiutata nella stesura dei suoi dodici romanzi polizeschi, Georgette Heyer ha continuato a scrivere i suoi bestsellers mentre come Sig.ra Rougier ha mantenuto una riservatezza quasi perfetta. Non ha mai parlato del suo background, del suo matrimonio o di altri aspetti della sua vita. La sua risposta alle sempre presenti domande è stata "Mi troverete all'interno dei miei lavori". I biografi di questa affascinante donna sono stati ridotti a dipendere da interviste con persone che la conoscevano, ed a una profonda lettura delle sue lettere. Consenso generale vuole che fosse timida in superficie, ma una profonda comunicatrice attraverso la parola scritta. I suoi amici la descrivono unanimamente come una persona positiva sotto una facciata di timidezza, con un forte punto di vista e un grande senso di stile. Quando è morta all'età di settantun anni si è lasciata dietro un tesoro di cinquantuno titoli in stampa tradotti in almeno dieci lingue.

Molto della vita letteraria di Georgette è stato speso sulla punta di un dilemma. La sua dettagliata attenzione all'accuratezza dei suoi romanzi della Reggenza illustra la sua affezione per il periodo, e i suoi lettori li divorarono con gioia. L'élite intellettuale, tuttavia, ha relegato tali frivolezze alle basse regioni dei lavori letterari, nonostante il fatto che ogni suo libro sia stato uno strepitoso successo. Anche i suoi lettori spesso hanno apprezzato il giusto libro per le ragioni sbagliate! Chiedevano a gran voce storie più 'spinte' senza realizzare che stavano apprezzando perfette commedie romantiche leggere che potevano essere comparate alle opere di Sheridan o Congreve. Anche i critici erano poco impressionati dalle opere di Georgette, così non è sorprendente che questa quieta signora si rivolse contro pubblicità di qualsiasi tipo. Tuttavia, il suo lavoro continua a fornire enorme piacere a milioni di persone, ed è raro trovare un'amante dei romanzi rosa che non abbia almeno uno dei suoi libri sullo scaffale. I lettori di almeno due generazioni si sono appassionati e si appassionano alle sue trame in cui vicende perfettamente costruite si intrecciano su di uno sfondo storico vissuto con intelligenza, fantasia, impeccabile precisione e penetrante umorismo.

In Italia ventiquattro dei suoi romanzi storici sono stati pubblicati da due editori, Mondadori e Rizzoli, nel giro di una ventina d'anni a partire dal 1971, anno di pubblicazione de "Una ragazza chiamata carità", fino al 1990 in cui è stato pubblicato "Un contratto conveniente" nella collana BUR. Dopo quasi vent'anni dalla sua prima apparizione in Italia, però, nel 2005 le Edizioni Harlequin hanno pubblicato sette suoi romanzi ancora inediti e la Sperling & Kupfer ha ristampato molti (ma non tutti...) i romanzi usciti a suo tempo per la Mondadori: forse è l'occasione giusta perchè il grande pubblico finalmente conoscosca questa grandissima autrice...
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