Tutti a pagare dazio
Fitch: una crisi bancaria in Cina è probabile al 60% - Le città fantasma della bolla immobiliare (foto)
di Andrea Franceschi 8 marzo 2011
Nonostante gli sforzi delle autorità cinesi per contenere l'inflazione, il rischio di uno scoppio della bolla immobiliare non è ancora del tutto scongiurato. Secondo Fitch c'è il 60% di probabilità che questa eventualità si verifichi entro il 2013 innescando una una crisi bancaria in Cina. L'agenzia, che dal 2005 monitora il rischio sistemico dei singoli paesi, ha assegnato alla Repubblica popolare il grado MPI3. «Questo significa - spiega all'agenzia Bloomberg Richard Fox senior director della sede londinese di Fitch - che c'è il 60% di possibilità che le banche possano subire perdite di bilancio in caso di crisi immobiliare».
Cosa implica una crisi finanziaria sistemica
L'agenzia parla di "crisi finanziaria sistemica", citando una definizione contenuta in un documento del Fondo Monetario Internazionale del 2008. Si tratta di una turbolenza che coinvolge tutto o gran parte del sistema, causando un «grande numero di fallimenti» con conseguente difficoltà delle società finanziare a far fronte alle scadenze. Una sorta di insolvenza a catena che rischia di avere l'effetto di «de-capitalizzare il sistema bancario».
Quali sono i campanelli d'allarme
Una buona fetta (il 60%) dei paesi emergenti ha visto salire il proprio rischio sistemico negli ultimi tre anni secondo l'agenzia. Quando si verifica questa situazione? I principali campanelli d'allarme per Fitch sono il mercato del credito e quello immobiliare. Ci si trova in una situazione di rischio sistemico cioè quando, per due anni di seguito, i prestiti sono cresciuti di oltre il 15% e i prezzi delle case più del 5%.
La bolla immobiliare cinese
In questa situazione si è trovata la Cina. Nel biennio 2008-2009 il credito è cresciuto mediamente del 18,6%. L'ammontare di denaro prestato tra il 2009 e il 2010 è arrivato alla quota record di 2 mila e 700 miliardi di dollari. Un effetto congiunto delle misure di stimolo introdotte dal governo per fronteggiare la crisi e un mercato immobiliare decisamente frizzante. Secondo l'istituto di statistica cinese infatti, lo scorso anno i prezzi delle case sono saliti mediamente del 18%. La crescita si è leggermente attenuata negli ultimi mesi per effetto della stretta monetaria messa in atto dalle autorità (aumentando a più riprese sia i tassi d'interesse che il coefficente di riserva obbligatoria delle banche).
Meno pessimiste le altre agenzie di rating
Quale impatto potrebbe avere lo scoppio di una bolla immobiliare sulle finanze degli istituti di credito? Per dare una risposta a questa domanda bisogna considerare la patrimonializzazione delle banche. Da questo punto di vista le altre agenzie di rating sono meno pessimiste di Fitch. «La capitalizzazione delle maggiori banche si è notevolmente rafforzata nel 2010» fa notare Liao Qiang direttore dell'area finanza della sede pechinese di Standard & Poor's . «Sono convinto - prosegue - che le banche potranno tranquillamente assorbire eventuali scossoni derivanti da un aumento dei crediti deteriorati. E questo perché hanno una forte liquidità e un ragionevole livello di accantonamenti per far fronte ad eventuali perdite». Sulla stessa lunghezza d'onda Moody's che, in una nota dello scorso novembre, ha scritto: «Riteniamo che eventuali perdite dall'esposizione sul mercato immobiliare potranno essere in maggioranza assorbite dal sistema bancario. Grazie alla solidità patrimoniale e ai futuri guadagni».
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