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Tuesday, March 24, 2009 7:11 AM
L'edizione 2009 (7 giugno-22 novembre) del più importante evento d'arte
Nuovo padiglione Italia all'Arsenale e tanti record. Ai Giardini Palaexpò permanente
'Fare mondi', la Biennale di Venezia
non si lascia spaventare dalla crisi

Settantasette nazioni partecipanti, il direttore (Daniel Birnbaum)
più giovane di sempre, 39 eventi, tanti linguaggi e premio a Yoko Ono

di LAURA LARCAN
ROMA - "Nonostante la crisi, la Biennale di Venezia è salva e soprattutto non è menomata. Ne viene fuori ingrandita, con importanti iniziative che imprimeranno cambiamenti profondi". Ci tiene a sottolinearlo, il presidente della Fondazione Biennale Paolo Baratta, a corredo di numeri, dati, primati e novità di questa 53 esima Esposizione Internazionale d'Arte, dal 7 giugno al 22 novembre, con un titolo che sarebbe tanto piaciuto a Philip K. Dick "Fare Mondi", presentata oggi nella sala dello Stenditoio del San Michele di Roma.

LE GALLERIE: PADIGLIONE ITALIA / "FARE MONDO"

Un record assoluto di settantasette partecipazioni nazionali, dove spiccano anche Iran e Israele, più una maratona di trentanove eventi collaterali, che portano tra Arsenale e Giardini e il resto della città, oltre novanta artisti da tutto il mondo, una "flotta" come la definisce Baratta. Più i due Leoni d'Oro alla carriera alla vedova di John Lennon, nonché figura chiave dell'arte del secondo dopoguerra Yoko Ono e a John Baldessari, maestro del concettualismo. Il tutto orchestrato da Daniel Birnbaum, che al momento conquista il primato di più giovane direttore della storia della manifestazione.

Birnbaun è nato a Stoccolma: classe '63, ciuffo ribelle e look alla Johnny Cash, cresciuto a pane arte e filosofia tra Berlino e New York, con una carriera fulminea, tanto che a 38 anni era già rettore della Staedelschule, l'Accademia Internazionale di Francoforte. Nel 2003 era già passato per la laguna come co-curatore della sezione internazionale della Biennale, due anni dopo firmava come co-curatore la Biennale di Mosca e l'anno scorso ha curato la Triennale di Torino dal titolo "50 Lune di Saturno". Ancora un primato, stavolta mondiale a detta di Baratta, è quello degli spazi espositivi messe in campo insieme ad alcune novità strutturali. Ai Giardini, il vecchio Padiglione Italia sarà ribattezzato Palazzo delle Esposizioni e grazie ad un accordo col Comune di Venezia diventerà spazio per attività permanenti, e in un'ala restaurata sarà riaperta dopo dieci anni la biblioteca dell'Asac (Archivio storico delle arti contemporanee). E sempre qui, artisti come Tobias Rehberger, Massimo Bartolini e Rirkrit Tiravanija disegneranno il new look di bookshop, caffè e attività educational.

All'Arsenale si spalanca nei suoi nuovi 1800 metri quadrati (mille di più) il nuovo Padiglione Italia, che nel centenario del Futurismo rende omaggio a Filippo Tommaso Marinetti, con la mostra "Collaudi" organizzata dalla Parc, Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio l'architettura e l'arte contemporanea, curata da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice, dove sfileranno una ventina di artisti italiani, da Matteo Basilè a Manfredi Beninati, Sandro Chia, Marco Lodola, il duo Masbedo, Luca Pignatelli, Elisa Sighicelli e Sissi, invitati a meditare sulle idee rivoluzionarie e sperimentali dei futuristi. Un evento da 850 mila euro (di cui 250 mila sostenuti dalla Biennale e il resto dalla Parc) che punta al "ritorno all'opera": "Non ci sono provocazioni, né simulacri tanto meno giochetti - avverte Luca Beatrice - le opere sono lì, nella loro concretezza estetica e intellettuale, con una riflessione sulla bellezza, sfoggiata da una generazione di splendidi quarantenni, come lo è d'altronde il presidente Obama".

E qualche chicca, come Valerio Berruti che porta un lavoro in collaborazione con Paolo Conte, e i Masbedo con i Marlene Kuntz. Quanto a "Fare Mondi" di Birnbaum, evento da nove milioni di euro, nei suoi contenuti artistici tutto rientra nella norma schizofrenica della kermesse. Il direttore enfant prodige lancia prima il sasso del ritorno della pittura in laguna come leit motif perché "pittura non deve essere interpretata come tradizione del passato". Ma poi specifica che "pittura non e solo olio, acrilico, tempera e tele, ma più modi di guardare il mondo, l'espressione di una ricchezza visiva" e quindi sarà la pittura nella sua accezione più ampia come potenzialità immaginativa ad essere indagata da artisti di generazioni diverse che non si possono definire propriamente pittori.

Ed ecco che alla Biennale sfileranno, come sempre d'altronde, tutti i linguaggi, tra installazioni, video e film, scultura, performance, pittura e disegno, persino una parata, a detta del giovane direttore. E curiosando tra i padiglioni, spicca la presenza di Steve McQueen per l'Inghilterra, virtuoso e sopraffino videoartista, vincitore col suo lungometraggio "The Hunger" all'ultimo festival di Cannes. E siccome Daniel Birnbaum ha una vera passione per la poesia, porterà in laguna anche una sorta di Club della poesia, come quello di Mosca scoperto ai tempi della Biennale moscovita, con maratona di reading d'autore ai Giardini.

(23 marzo 2009)

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Tuesday, March 29, 2011 1:32 AM
GRANDI EVENTI
La Biennale in cerca di luce
chiede aiuto al Tintoretto




Presentata la 54esima edizione della kermesse di Venezia,
dal titolo "Illuminazioni", diretta dalla svizzera Bice Curiger.
Tra gli 82 artisti spunta anche Tintoretto.
Ma i tagli pesanti alla Cultura non risparmiano la kermesse.
E il presidente Baratta tuona: "Non farò il Marchionne della Biennale"

di LAURA LARCAN

La Biennale in cerca di luce chiede aiuto al Tintoretto
ROMA - Chissà se Tintoretto salverà quest'anno la Biennale di Venezia. Per la 54esima edizione dell'esposizione internazionale d'arte, al via dal 4 giugno al 27 novembre, la neodirettrice Bice Curiger metterà tre tele del maestro del Cinquecento veneziano come prologo alla mostra dal titolo "Illuminazioni-Illuminations". "Il Tintoretto è il pittore della luce - spiega Curiger, svizzera doc, chiamata in laguna per la sua quasi ventennale attività curatoriale alla Kunsthaus di Zurigo - Non volevo pensare solo ad una mostra contemporanea perché la Biennale si svolge in un luogo profondamente legato all'arte storica, e volevo così inserire qualcosa che vive normalmente al di fuori dei suoi confini dell'Arsenale e dei Giardini. Nel Tintoretto la luce ha un ruolo importante, ne fa un uso febbrile, dando alla composizione un'apparenza di disordine che ribalta le regole del Rinascimento".

LE IMMAGINI

Se il fil rouge è l'illuminazione, allora la speranza è che la luce potente e suggestiva del Tintoretto rischiari e sovverta le sorti di una kermesse che parte già con il peso dei tagli inflitti dalla Finanziaria alla Cultura, come ha lamentato oggi, nel corso della presentazione alla stampa, il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro: "La scure della Finanziaria toccherà
anche la grande istituzione veneziana che pure ha saputo comportarsi virtuosamente nella gestione delle proprie risorse. Fino all'anno scorso la Biennale poteva contare su 5,2 milioni di euro dal capitolo di spesa che riguardava istituzioni come Triennale Quadriennale e Festival di Spoleto. Ma quest'anno il taglio sarà del 50 per cento e si scenderà a 2,5milioni di euro". Inoltre, se dal Fus Cinema la Biennale otteneva 7,1 milioni di euro, per questa edizione ne saranno disponibili solo 4.

Dal canto suo, il presidente della Biennale Paolo Baratta, forte di un'ultima edizione che ha registrato ben 375mila visitatori, avverte con ironia che si è vestito oggi col maglioncino di Marchionne: "Io ho fatto di tutto per ridurre i costi e lanciare un messaggio alla Marchionne. Ma di Binnali nel mondo ce ne sono tante. Noi facciamo il possibile per mantenere in vita la qualità che deve essere un elemento strategico nella nostra collocazione internazionale, ma basta poco per perdere la supremazia. E non voglio fare veramente il Marchionne della Biennale". E precisa Baratta che la mostra mobilita nella sua complessità 13 milioni di euro.

Se ancora non si sa quali siano le opere del Tintoretto che "instaureranno un rapporto artistico, storico ed emozionale con il contesto locale", quello che è sicuro è che saranno ottantadue gli artisti in mostra nel percorso di "Illuminazioni" (tra Padiglione Centrale ai Giardini e Arsenale), di cui 32 artisti sono rigorosamente under 35, e soli 21 hanno già esposto alla Biennale. Non languono le quote rosa, visto che di questo esercito di artisti, 32 sono donne, e dieci italiani, di cui sette mai presentati alla Biennale.

Sensibili al valore estetico di Tintoretto, agli spazi contorti e audaci dei suoi quadri, alla tensione plastica delle sue figure, all'energia visiva e luministica delle sue scene si rivelano Nicholas HLobo, Rashid Jones, Monica Bonvicini con una scultura di gradini che quasi galleggiano con un fluire di luce. "L'accostamento non deriva da analogie formali ma piuttosto dal concepire le opere d'arte come veicoli visivi d'energia", precisa Curiger. Opere create appositamente per la Biennale saranno quelle di James Turrell, Norma Jean, R. H. Quaytman, Haroon Mirza, Loris Greaud, Carol Bove, Gelitin, Dayanita Singh, Christopher Wool. Tra i maestri, spiccano Sigmar Polke, Pipilotti Rist, Cindy Sherman, Gianni Colombo, Urs Fischer, il duo Peter Fischli & David Weiss. Una curiosità. "Una grande mostra di 82 artisti nei corridoi delle Corderie - racconta Curiger -poteva diventare un problema, un'addizione di elementi e basta. Cercavo un metodo di drammaturgia espositiva che risultasse più dinamico, e ho pensato di giocare con l'idea di padiglione". Così, per l'occasione la direttrice ha chiesto a quattro artisti di creare strutture architettoniche che potessero ospitare opere di altri artisti, i "parapadiglioni". Franz West plasmerà la sua struttura come una copia della sua cucina a Vienna, con la bizzarria che le pareti interne saranno ribaltate verso l'esterno, proponendo anche le opere di tutti i suoi amici che attualmente ha in cucina, come Elisabetta Benassi. Ancora l'americano Oscar Tuazon, Song Dong che creerà il suo padiglione come la facciata della casa dei propri genitori e Monika Sosnowska.

Nel toto-numeri, vanno aggiunte anche le ottantotto partecipazioni nazionali (cifra record rispetto alle 77 del 2009), con la new entry di Andorra, Arabia Saudita, Bangladesh e Haiti, ad eccezione del Bahrain prima annunciato, poi oggi smentito per la crisi politica del paese. Dopo una lunga assenza, ritornano l'India, il Congo, l'Iraq, lo Zimbabwe, il Sudafrica, Costa Rica e Cuba. Se la Gran Bretagna propone Mike Nelson, la Francia offre un assolo di Christian Boltanski, e gli Stati Uniti offrono il duetto tra Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla. Confermato poi il carnet di quaranta eventi collaterali disseminati su tutta Venezia.

Capitolo a parte, il Padiglione Italiano ancora top secret (i cui dettagli saranno annunciati con una conferenza stampa a metà aprile) che nell'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia, sarà curato da Vittorio Sgarbi con una programmazione articolata che coinvolgerà gli spazi ampliati dell'Arsenale, ma anche una serie di mostre satellite nelle principali città italiane, come Roma, dove Palazzo Venezia farà da cornice ad una grande rassegna di artisti. Sull'idea di un'apertura al pubblico della Biennale, insistono due progetti clou sul fronte didattico: Biennale Sessions, soggiorni di studio rivolti a Università, accademie e istituzioni di ricerca, e Meeting on Art, incontri e seminari con gli artisti e curatori a giugno e autunno.

Notizie utili - "Biennale di Venezia. 54esima Esposizione internazionale d'arte", dal 4 giugno al 27 novembre 2011, Giardini e Arsenale, Venezia.
Orari: 10-18, chiuso lunedì.
Ingresso: €20 intero, ridotto €16.
Informazioni: 0415218828
Sito web: www.labiennale.org

(11 marzo 2011)

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Tuesday, March 29, 2011 1:33 AM
Le prime immagini della Biennale di Venezia




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