Re: IL BLUES E'ALLA FINE,E EREDI NON CE NE SONO.
Ciao ragazzi,
sono Davide Pannozzo della Almost Blue's Band.
Essendo amico di Alessandro ogni tanto mi faccio un giretto sul suo forum, che trovo sempre interessante nelle discussioni.
Ho visto il post lasciato dal buon Lino a proposito della mia band e quello ambiguo di Giampaolo77.
Essendo,quest'ultimo, scritto a risposta dell'opinione sollevata da Lino rispetto al poco blues che ormai la Almost presenta, penso di avere il diritto di un amichevole replica.
Parto a ritroso replicando a Giampaolo77;
Personalmente sono un appassionato ascoltatore e suonatore di blues da quando avevo 10 anni, che grazie alla passione di mio padre ho abbracciato fin dall'inizio attraverso l'ascolto dei grandi BBking, Clapton,Muddy Waters SRV Hendrix ecc.
Non ho particolari interessi nel dirlo, essendo prodotto da una piccola etichetta discografica non di certo dalla sony che ti impone determinati vincoli musicali, ma penso anche io che il blues può e deve rinnovarsi. La storia della musica, in cui il blues occupa un ruolo fondamentale del XiX secolo, ce lo insegna. Dal canto gregoriano del IX sec dc a Gerswin, la musica ha avuto un incredibile evoluzione, sia nella scrittura che nella teoria che hanno portato la musica ad essere considerata da semplice accompagnatrice secondaria di arti ben più considerate, come la poesia o la danza, a un arte autonoma, degna di attenzione.
Faccio questa premessa per leggittimare, attraverso la musicologia, l'evoluzione stilistica del blues, che con i suoi 100 anni di storia, ha creato e sta creando vari frutti provenienti da un albero comune. Se ascolti charlie parker non puoi non sentire del blues. Se conosci John Coltrane ti accorgerai che come nessuno, era capace di usi fantasiosi della pentatonica, le 5 note magiche del blues sound.
Come vedi tutto ritorna alla matrice principale.
E poi saprete bene che il blues non è uno ed unico. C'è il texas blues, c'è il delta blues, il jazz blues, il chicago blues, ma tutti hanno un denominatore comune, non solo etimologicamente parlando.
E almeno che tu non sia un appassionato esclusivo solo di un determinato genere di blues, se ti definisci amante del genere non puoi non apprezzare ognuno delle singole manifestazioni. Personalmente adoro Robert Jonhnson, ma
amo anche SRV. Vado matto per Muddy Water, ma anche per Charlie Parker e Scott Henderson.
Vengo a Lino:
Personalmente con il mio progetto, dopo tanti anni di adorazione dei miti del passato come SRV Hendrix ecc, ho deciso, molto umilmente, di dire la mia in questo genere, che benchè se ne dica, ha la sua complessità.
Dall'ultimo disco, ho allargato la band. Da un trio siamo diventati un quartetto, fino ad arrivare ad un quintetto formato da 5 musicisti provenienti da esperienze e influenze diverse. Per cui il bassista potrà anche avere troppe corde per essere considerato un bassista blues, ma ne ha abbastanza per essere considerato un musicista completo, ed era quello che interessava a me. L'hammondista proviene da una scuola jazz, il sassofonista dal funk jazz, io e il batterista dal blues e dal rock blues . Ma di certo non facciamo jazz fusion!! non sarà più "gustosamente" rock blues al 100% ma di certo non è pop, rock o heavy metal.
io lo definirei un blues moderno, in cui confluiscono vari generi per creare un sound originale. Tutto qua. Apprezzato o no il tentativo era quello di dire qualcosa di nuovo. Badate bene che anche in italia ci sono musicisti validi, vedi robi zonca o tolo marton, non dobbiamo solo guardare all'estero. E' pur vero che nessuno è profeta in patria però attenzione a sparare sentenze su chi fa della musica prima per passione e poi per lavoro.
E poi fatemi levare un altro sassolino. La notizia è di oggi: il nostro disco è in programmazione nelle radio specializzate di BLUES in francia, olanda e inghilterra. E entro il mese saranno anche in USA.
Fabio TREVES (colonna del blues in italia) ha scelto un brano del disco per inserirlo in uno speciale radiofonico su LIFE GATE a settembre.
Evidentemente "qualcosa" di blues è ancora rimasto. E almeno all'estero viene apprezzato.
Un ultima cosa: anche io ultimamente uso un testata marshall, insieme al mio amato fender twin. Ma ricordate che il sound blues non sta ne negli ampli ne negli effetti ma semplicemente nel cuore e nelle mani. Roy Rodgers docet..
in ognimodo penso che siamo stati molto penalizzati al liri blues per via di un service agghiacciante, che forse non ha evidenziato in maniera migliore il nostro lavoro. Davvero un peccato.
Il blues non è morto, ed è più giovane che mai!
Per ora vi saluto tutti, spero di rileggervi presto..
Davide Pannozzo
www.almostbluesband.com