Aren Firwing Hùnangren
Aren Firwing Hùnangren nasce alla capitale del Sommerlund, Holmgard, il ventiquattresimo giorno del quarto mese, 454 anni prima della grande battaglia.
Di sua madre si sa ben poco, poichè ella sparì appena dopo la nascita del figlio; di ella non si conosce nemmeno il nome ne la razza, ne che fine abbia fatto. Trascorre l’infanzia e la prima parte della sua vita con sua padre, Celedhon Hùnangren, un potente e ricco mago di Sommerlund conosciuto per la sua maestria nell’uso delle arti magiche. Da egli Aren apprende l’uso di alcuni incantesimi elementari.
Aren e Celedhon vissero assieme felicemente per 454 anni, fino alla morte del padre, assassinato da un sicario del signore delle tenebre poiché troppo potente e dalla parte nemica. Da quel giorno Aren si rifiuta di stare a casa, al contrario di suo fratello gemello Füralin e sua sorella maggiore Meleldaiel, che ereditarono le ricchezze del padre. Meleldaiel e Füralin (che avevano rispettivamente 461 e 454 anni) cercarono per anni il loro fratello, invano. Aren era fuggito di casa, e si era inoltrato nei boschi a occidente, nei pressi del monastero dei Ramas, dove visse ramingando per un paio di anni. Quando ritornò in città iniziò una vita da ladro, rapinando mercati e usurai nella città e depredando le carovane di mercanti, anche con l’aiuto della magia; divenne, in breve, un personaggio ricercato dai “boss” di questa mafia Sommerlundiana. Nel 256 d.b. (anno Dopo la Battaglia) fu il culmine dell’ organizzazione criminale, i grandi boss commissionarono agli armatori del porto una nave, per commettere razzie anche in mare. Aren fu imbercato come marinaio e la Hiddegard, come si chiamava la nave, divenne una minaccia pirata dell’Holmgulf e dei mari del Sommerlund. Nel 258, due anni dopo, i soldati di Sommerlund fecero irruzione nel covo dei pirati della Hiddegard, e Aren venne arrestato. Restò in prigione per alcuni giorni, rischiando di essere accompagnato alla forca ma venne fatto uscire su cauzione dalla sorella, che in questi anni non aveva speso le ricchezze di casa Hùnangren e non aveva smesso di desiderare un ritorno del fratello.
Aren visse così un decennio con suo fratello e sua sorella, prima di abbandonare di nuovo la casa e di stabilirsi in campagna, come un’ assistente di mercante. Visse 230 anni in questo modo, andando a trovare sua sorella e suo fratello saltuariamente, e mai per chiedere soldi, nonostante non fosse in brillanti condizioni economiche. Tuttavia, nel 504, tornò ancora in casa Hùnangren, per chiedere del denaro per l’iscrizione al monastero dei Ramas: era sempre stato il suo sogno, e ora ne aveva l’occasione; si rese conto che con il su umile mestiere non si sarebbe mai potuto permettere una cosa del genere, e, in fondo, una parte delle ricchezze di suo padre sarebbero appartenute a lui, per questo prese la decisione di “elemosinare” a sua sorella. Meleldaiel gli accordò tutti i soldi che avesse voluto avere, ma Aren prese solo lo stretto necessario, e nel 505 si iscrisse al monastero Ramas. In questi 5 anni (505-510) conobbe Feanand, Umbar e Belenthrond, che in seguito divennero i suoi migliori amici e compagni di scorribande.
Aren, nonostante la veneranda età di 964 anni, come mentalità è ancora come fosse un ragazzo: estroverso, evasivo, amante della frenesia, al contrario della maggior parte degli elfi. E’ il tipo che “non si piega, ma si spezza”: non accetta di essere sottomesso, ne di essere costretto a qualcosa: con questo si spiega la fuga di casa dopo la morte del padre, poiché restare lo avrebbe ricoperto di responsabilità.
Il padre, Celedhon, era forse l’unica persona che riusciva a interagire con lui e coinvolgerlo in qualsiasi impresa; fu un momento pesante per lui la sua morte, il che lo spinse fino all’omicidio del sicario che aveva attentato il padre: fu anche per questo motivo che entro nella “mafia” sommerlundiana: poichè che era ricercato.
Aren è anche amante della natura, ha una voce limpida e squillante e ama molto il cibo; ciononostante non perde mai la sua incredibile magrezza, e il ciò fa pensare che sia una sorta di anoressico, forse un difetto ereditato dalla scomparsa madre, (la quale sarebbe dovuta essere umana, e non elfica) parzialmente soppresso dall’esistenza elfica. Oltre a questo, Aren è anche albino, testimoniano i suoi lucentissimi capelli bianchi, non dovuti all’età. Il difetto si pensa essere stato ereditato dal nonno Iaraduialion Hunangren, anche lui albino. Anche suo fratello gemello Füralin ha lo stesso difetto, e non solo: Füralin e Firwing sono identici come due gocce d’acqua, con le sole differenze che Aren è più alto di 10-15 cm rispetto a suo fratello (Aren è alto 185cm) e che presenta un taglio profondo dietro la nuca, causato da una sciabolata nel blitz al covo dei pirati.
Aren, cosi come su fratello, presenta due caratteristiche particolari: la prima è il fatto che non riescono a calzare nessun tipo di calzature, perciò devono camminare scalzi; ma questo non gli provoca dolore, nemmeno su distese di chiodi. La seconda è il colore degli occhi, che muta la cambiare del tempo atmosferico: verdi quando è sereno, grigi-azzurri quando si volge al peggio. Si pensa sia una magia antica, ereditata da tempi remoti, anche se non si sa ne chi ne come abbia potuto svolgere un incanto del genere su un essere antropomorfo.
Razza e classe: elfo mago
F1 D2 I6, 3PF
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