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Marisa2003
Tuesday, February 24, 2009 12:05 AM
Un nostro amico e collaboratore ha condotto uno studio su un'erba speciale, che crescerebbe in Italia, che quando calpestata fa cadere i chiodi delle scarpe e i ferri delle bestie da soma. Inoltre farebbe venire una forza straordinaria a chi se la strofina addosso. Ma dov'è quest'erba miracolosa? Esiste ancora o si è estinta? Per saperne di più leggiamo l'articolo di Gianluca Toro:

www.duepassinelmistero.com/erbo.htm


Tempo fa c'era uno studioso che sosteneva che esiste un'erba che farebbe sciogliere niente meno che la...pietra e questa tra l'altro, secondo lui, sarebbe una teoria sul possibile metodo di costruzione dei grandi monumenti megalitici del passato. Ma è un'altra storia.
Mariomar
Tuesday, February 24, 2009 2:29 PM
Ciao, Mari.E' tosta sta erba!

“L’erba del picchio è una pianta magica che ha la proprietà di infondere una forza sovrannaturale a colui che se ne strofini le membra.


A trovarne un po', magari...
Ma poi c'è sotto il discorso "figurato": una forza artificiale dovuta agli effetti? Ma posso capire ingerendola, ma strofinandola, che roba è??
Magri Gianluca può venire a spiegarcelo?
Saluti.
mauroi
Wednesday, February 25, 2009 2:26 PM
cari amici , bisognerebbe capire il significato "recondito"
ad esempio, nei testi antichi ,di scienza ,ma anche di alchimia e magia, si affermavano alcune cose come:

Gli antichi Romani attribuivano alle remore il potere di bloccare, con la forza della ventosa, le navi.

ma era veramente quell'animale?


Le salamandre resistono al fuoco..

ma non erano gli anfibi che conosciamo
ciao
mauro
Mariomar
Thursday, February 26, 2009 11:50 AM
Ciao mauro,come al solito non ho capito un...becco i significati 'reconditi' sono troppo astrusi per un ignorante come il sottoscritto. Ci sono sicuramente, ma... HELP!!!!!!
Tornando all'erba 'magica' mi sono guardato in internet e ho trovato questo, non sto a sto punto quanto scientifico sia:

www.croponline.org/erbasciogliepietra.htm

"Una seconda testimonianza risale all’inizio del 900 e vede protagonista un inglese. In un suo viaggio a cavallo è costretto a proseguire a piedi perché il cavallo si è azzoppato. Chiaramente indossa degli speroni, ma questi misteriosamente si dissolvono nell’attraversamento di un prato di erba rossa. Un altro racconto riporta le ricerche di un prete che ha passato gran parte della propria vita alla ricerca di un misterioso uccello, il pito, di dimensioni molto piccole che ha la particolarità di scavare il proprio nido nella roccia con l’ausilio della nostra erba rossa. Il pito prende in bocca un pezzo di erba rossa e lo strofina nella roccia che pian piano si dissolve fino a formare una cavità adatta a contenere il suo nido".

Troviamo alcune delle caratteristiche dell'erba che Toro descrive nel suo articolo,e il misterioso uccelo.Poi però nell'articolo di Vito Foschi si prosegue con la questione dell'applicazione dell'erba alla pietra:

dall’altra parte una erba particolare capace di sciogliere le pietre.




Ora bisogna attendere la prova definitiva, cioè il ritrovamento di questa pianta, sperando che nel frattempo non sia estinta. In effetti considerando il gran numero di opere megalitiche realizzate dai popoli mesoamericani è ipotizzabile un massiccio sfruttamento di questa erba che l’ha portata a sopravvivere solo nei posti più impervi. Il ritrovamento di questa erba cambierebbe notevolmente le nostre teorie sui popoli antichi e ciò che ora sembra assurdo tornerebbe ad avere una spiegazione razionale.



La Toro l'ha trovata o no?? Sarebbe uno scoop

Divero l'avviso dell'archeologia ufficiale, qualcuno ne ha discusso in questo forum:

www.archeologia.com/forum/archeologia-generico/1386-le-civilta-precolombian...
(so che qui non si dovrebbero postare i link ma... possiamo aprire un post in altra sezione
Saluti.
Marisa2003
Monday, March 09, 2009 9:00 PM
Ciao a tutti. Gianluca mi prega di inserire queste brevi note ai vostri commenti:

"Per l’erba che fa cadere il ferri, ti riporto volentieri un commento a quanto scrivono i visitatori del forum. Puoi riportarlo tu?

Il fatto che un’erba possa manifestare un effetto strofinandola, non
corrisponde necessariamente alla realtà. Si tratterebbe solo di un modo simbolico per rappresentare il suo effetto magico, anche se gli unguenti delle streghe funzionavano quando sfregati sul corpo perché venivano assorbiti i principi attivi dei componenti, i quali davano l’illusione del volo. Quindi, l’atto dello strofinare una piante per ottenere un effetto potrebbe corrispondere alla realtà, ma bisogna comunque distinguere tra effetti reali ed effetti attribuiti dalla cultura popolare. I primi sono oggettivi, gli altri possono subire l’influenza di altre credenze, conoscenze e dell’organizzazione della
società, a volte coincidono, altre no.
La testimonianza inglese non la conoscevo e ringrazio per la segnalazione, è piuttosto interessante per gli elementi in comune con l’ “erbo d’la deifero”. Ho anche trovato che in passato, sempre in Piemonte, era conosciuta una pianta chiamata “cavallo”, perché, se calpestata, faceva cadere i ferri dei cavalli. L’azione è stata attribuita, per magia simpatica, alla forma dei semi che
ricordano un ferro di cavallo. Per estensione, questa pianta aveva anche il potere di aprire le serrature. Sembra che esista una credenza comune sul potere di una certa pianta, in relazione a ferri, nidi di uccelli e apertura di cavità chiuse. Per l’identificazione dell’ ”erbo d’la deifero” con la mandragora, mi sono basato sugli elementi della tradizione locale di una particolare valle alpina e di altri dati che la collegavano al picchio. Questo può valere per una
zona geografica specifica, per altre zone la pianta potrebbe essere
identificata con una specie diversa, dipende dalle tradizioni locali. Inoltre, molte credenze legate alla mandragora sono state adattate a piante che nulla hanno a che fare con questa pianta, proprio per evidenziare le proprietà magiche di queste piante, assimilandole alla pianta magica per eccellenza, la mandragora, appunto.
In definitiva, credo che l’ “erbo d’la deifero” sia stata un’erba reale, oggi forse estinta o molto rara (ma ho notizie che dalle mie parti si trovi ancora…), di cui si è persa la conoscenza.
A presto!

Gianluca

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Vi ricordo che Toro è un chimico di professione e profondo conoscitore di aspetti etno-micologici.La sua biografia e la sua attività è riportata qui
www.duepassinelmistero.com/Toro.htm
Grazie e ciao!
Mariomar
Wednesday, March 11, 2009 5:40 PM
Grazie, ringrazialo.Lo contatterò prossimamente, sembra interessantissimo.
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