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Sunday, September 30, 2007 4:30 PM
L'allarme della Food and Drug Administration riguarda medicinali mai sperimentati
nè approvati, ma in vendita nelle farmacie degli Stati Uniti con nomi simili a quelli regolarmente testati


di ELENA DUSI

"Quei farmaci killer", allarme negli Usa
Stretta per gli anti-tosse dati ai bambini














ROMA - Le medicine contro tosse e raffreddore non fanno per i bambini. In Italia il 20 settembre l'Aifa, Agenzia del farmaco, ha limitato l'uso di alcune gocce e spray contro il naso pieno ai ragazzi sopra ai 12 anni. E negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha deciso venerdì una stretta contro circa 200 calmanti per la tosse mai passati attraverso le sperimentazioni e privi di autorizzazioni. Il 18 ottobre, sempre dalla Fda statunitense, ci si attende una decisione su antistaminici e decongestionanti contro il raffreddore.

La frase "chiedere al medico prima di dare ai bambini" potrebbe essere cancellata e sostituita con "non somministrare ai bambini al di sotto di 6 anni" (per gli antistaminici) o "dei 2 anni" (per i decongestionanti). Negli Usa il libero mercato dei farmaci ha creato il caos sugli scaffali. E dopo decine di decessi, l'Autorità regolatrice ha deciso di intervenire.

Tra il 1969 e il 2006, 54 bambini sono morti a causa di un overdose da decongestionanti nasali e 69 per colpa di farmaci antistaminici usati per contrastare il raffreddore. Molte delle vittime non avevano neanche compiuto i 2 anni. In Italia poco più di un anno fa un bambino di 2 anni è morto per un prodotto che serve a stappare il naso. Se ne trovano una ventina sui banchi delle farmacie, e la maggior parte sono acquistabili senza ricetta.

D'ora in poi, ha prescritto l'Aifa, su una classe particolare di decongestionante andrà indicato: "Non somministrare il prodotto nei bambini al di sotto dei 12 anni". Il provvedimento riguarda principi attivi noti con il nome di simpaticomimetici (efedrina e simili). La loro azione consiste nel restringere i vasi sanguigni del naso, diminuendo il volume della mucosa e liberando le vie aeree.

I farmaci per la tosse eliminati da farmacie e supermarket americani hanno invece il narcotico idrocodone come principio attivo. Questa sostanza è parente dell'oppioide codeina. È classificata negli Usa come stupefacente, ma viene usata per calmare la tosse fin dagli anni '40. Gli effetti collaterali possono essere irregolarità nel respiro, nel battito cardiaco e perfino dipendenza.

Nel 2005 le segnalazioni di problemi legati al consumo di questi farmaci sono state negli Usa oltre 400 e di fronte a una manciata di anti-tosse regolarmente approvati dalla Fda e vietati ai bambini al di sotto dei 6 anni, l'agenzia ne ha contate sugli scaffali circa 200 irregolari, consigliati perfino a 2 anni di età.

"Le industrie continuano ad aggirare la legge mettendo la salute dei consumatori a rischio" si è lamentata Deborah Autor dell'Agenzia regolatrice americana. Spesso queste confezioni hanno nomi simili ai farmaci regolari e vengono prescritte dai medici per sbaglio. Secondo la Fda circa il 2 per cento delle prescrizioni riguarda medicine sui cui mai nessuna autorità ha compiuto i controlli previsti dalla legge.

(30 settembre 2007)

Rep



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Sunday, September 11, 2011 7:56 PM
IL CASO
"Nascosti i rischi del farmaco Killer"
è bufera sulla cura anti-osteoporosi




Secondo la Ue il Proteos
può avere effetti mortali in caso di allergie.
In Italia è usato da 100mila donne.
Al centro del caso l'azienda Servier,
già accusata per un altro medicinale

di MICHELE BOCCI
EFFETTI collaterali scoperti durante le sperimentazioni e nascosti per poter mettere in commercio senza ritardi e problemi un medicinale. L'azienda farmaceutica francese Servier è finita sotto attacco nel suo paese per un dossier dell'Emea, l'agenzia europea del farmaco, in cui viene accusata di aver "nascosto alle autorità alcuni casi di effetti secondari gravi", che secondo le accuse se conosciuti potevano mettere in discussione la commercializzazione del Protelos.

Si tratta di un farmaco che viene commercializzato anche in Italia e serve per la cura dell'osteoporosi, i medici lo prescrivono per prevenire fratture all'anca e alla colonna vertebrale. Il principio attivo alla base del Protelos è il ranelato di stronzio, presente anche in un prodotto con marchio diverso venduto in farmacia, l'Osseor. Nel nostro paese ogni anno sono vendute 625mila confezioni del primo e 739mila del secondo. Si stima che lo usino almeno 100mila donne.
Già nel 2007, sempre l'Emea aveva fatto un approfondimento sulle reazioni avverse al ranelato di stronzio, visto che dalla messa in commercio del 2004 si erano registrati casi di sindrome di Dress, una grave forma di rush cutaneo di origine allergica. "I rischi legati a questo prodotto si conosceva ma una cosa sono gli effetti collaterali, un'altra è se ci si è resi conto dell'esistenza di problemi prima lancio e si sono taciuti. Sarebbe un fatto molto grave, che deve finire davanti a un tribunale.

Nascondere danni
durante la sperimentazione per commercializzare senza problemi un medicinale è una pratica che purtroppo ha precedenti. È successa la stessa cosa per certi antinfiammatori non steroidei". A parlare è Salvatore Minisola, ordinario di Medicina interna alla Sapienza e presidente della Siommms, la Società italiana dell'osteoporosi. È anche grazie a un'inchiesta del quotidiano Liberation se in Francia sta venendo alla luce una nuova scorrettezza commessa dalla Servier, che si difende smentendo le accuse e sostenendo che è tutto in regola. La casa farmaceutica però ha un precedente pesantissimo: è finita nel ciclone per un altro medicinale, il Mediator, un antifame che avrebbe causato tra 500 e 2mila morti ed è stato ritirato dal mercato nel 2009. Proprio in questi giorni in Francia due associazioni delle vittime hanno annunciato che sono pronte a presentare richieste danni all'azienda. Protelos e Osseor non sono i farmaci più utilizzati nel nostro paese contro l'osteoporosi. "Vengono prescritti maggiormente i bisfosfonati", spiega sempre Minisola. Secondo uno studio dell'Emea il ranelato di stronzio in tre anni di commercio, tra il 2004 e il 2007, ha provocato 16 gravi casi di sindrome di Dress, di cui 2 hanno portato alla morte. L'Agenzia europea arrivò alla conclusione che "medici e pazienti devono essere avvertiti del rischio". Fu avviata una procedura d'urgenza per introdurre l'avvertenza.

(10 settembre 2011)

Rep


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Sunday, September 11, 2011 8:05 PM
Qui a casa mia nn si usa

Voi controllate
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Monday, March 26, 2012 4:13 PM
BARLETTA
Donna muore avvelenata dal farmaco
"Era contaminato, comprato online"




Lo studio medico Spinazzola
dove è deceduta la giovane donna
Teresa Sunna

Una 28enne doveva eseguire un test gastrointestinale
in un laboratorio privato.
Le prime analisi: "Sorbitolo contaminato, forse prodotto in Cina.
Arrivava dall'Inghilterra".
Allertato il ministero per altre partite di reagente
in giro per l'Italia.
Altre due donne trasportate al pronto soccorso,
una di loro è in rianimazione:
salvate da un antidoto dal costo di un euro

di GIOVANNI DI BENEDETTO
Non si è trattato di uno shock anafilattico, come sospettato all'inizio, ma di un avvelenamento. Teresa Sunna, 28 anni, è morta durante l'esame clinico per accertare un'intolleranza alimentare, per un reagente chimico acquistato su internet. La sostanza incriminata è il sorbitolo che, secondo quanto hanno accertato le prime analisi chimiche, era contaminato. Pare sia arrivato dall'inghilterra. Il ministero della Salute è stato allertato per eventuali altre partite di farmaco, acquistate in maniera illecita, e utilizzate da altri centri disgnostici sul territorio italiano.

La tragedia si è verificata sabato mattina nel centro diagnostico privato Spinazzola, in via Rizzitelli a Barletta, dove la donna stava eseguendo un test sulle intolleranze alimentari. E' accaduto intorno alle 9.30, altre due donne di 32 e di 62 anni hanno avvertito un malore dopo il test e sono state portate al pronto soccorso e poi ricoverate all'ospedale Dimiccoli di Barletta. Le loro condizioni sono migliorate e ora sono fuori pericolo.

Le due donne sono state salvate da una fiala blu di metilene che costa appena un euro. A rivelarlo è il medico responsabile del Pronto soccorso dell'ospedale Dimiccoli di Barletta, Cosimo Cannito. "Quando le tre donne sono arrivate - ha detto Cannito - una di loro era già morta, per le altre invece, siamo riusciti tempestivamente a individuare l'antidoto e a somministrarlo". Cannito ha mostrato con soddisfazione la fiala blu del medicinale che ha salvato la vita alle due donne e che, ha detto,
non è in dotazione a tutti i centri di Pronto soccorso.

Il pm della Procura di Trani, Michele Ruggiero, ha fatto prelevare dal medico legale e tossicologo, Roberto Gagliano Candela, alcuni liquidi biologici della ragazza deceduta. I campioni sono stati inviati al centro antiveleni di Pavia e Milano per essere esaminati. Sempre il pm Ruggiero ha già chiesto che venga eseguita l'autopsia sul cadavere della giovane donna, esame che sarà effettuato dal medico legale Giancarlo Divella. Per ora si indaga per omicidio colposo, ma le ipotesi di reato sono destinate ad aumentare quando il quadro sarà più chiaro. La donna, deceduta mentre si sottoponeva ad un test di intolleranza alimentare, era laureata in Economia e commercio e risiedeva nella città della disfida con la sua famiglia. Conosciuta e apprezzata, era impegnata anche nel volontariato.

Il Nucleo antisofisticazioni dei carabinieri ha sequestrato la sostanza utilizzata a scopo diagnostico: dovrebbe essere il sorbitolo. E sempre secondo i militari del Nas non è invece ancora chiaro, se sia stato usato per effettuare l'esame del Breath test o altri esami diagnostici utili a rilevare allergie, intolleranze o altri disturbi gastroenterici.

Sono sei i chili di sorbitolo trovati dai carabinieri del Nas nel centro diretto dal dottor Ruggero Spinazzola. Gli inquirenti sospettano che la sostanza utilizzata possa addirittura essere per uso industriale. La seconda ipotesi al vaglio della Procura di Trani è che il sorbitolo possa essere stato contaminato. Proprio per capire cosa è successo, i carabinieri e il pm Michele Ruggiero hanno ascoltato come persona informata dei fatti il medico responsabile della struttura privata. Al momento non risultano formalmente persone iscritte nel registro degli indagati ma nelle prossime ore potrebbero esserci sviluppi investigativi.

I Nas hanno poi sottoposto a sequestro il centro diagnostico di Barletta: i carabinieri hanno accertato che l'ambulatorio polispecialistico è sprovvisto di autorizzazioni sanitarie. Nella struttura i carabinieri hanno sequestrato documentazione e la sostanza che è stata somministrata alle pazienti, il sorbitolo, sulla cui origine sono in corso accertamenti. La sostanza - a quanto si è saputo - è stata comprata sul mercato telematico in Inghilterra, ma viene anche commercializzata da un'azienda di Rovigo nella quale sono ora in corso verifiche da parte dei Nas di Padova.
(25 marzo 2012)

Rep


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Monday, March 26, 2012 4:17 PM
LA TRAGEDIA DI BARLETTA
Donna avvelenata da farmaco
la rabbia degli amici: "Uccisa"




L'ingresso dell'ambulatorio di Barletta

L'ambulatorio privato era senza autorizzazioni sanitarie.
L'accusa di chi conosceva Teresa:
"Una ragazza d'oro, usata come cavia"

di GIOVANNI DI BENEDETTO
BARLETTA - "L'hanno uccisa, l'hanno ammazzata i medici. Per provare i loro test acquistati chissà dove". La rabbia degli amici è incontrollata, niente scene di isterismo ma pacata rassegnazione. Anche se qualcuno urla: "La pagheranno, Teresa stava bene, doveva fare solo un esame, non tornare a casa in una bara". Sono rimasti fuori dal pronto soccorso dell'ospedale di Barletta dalla mattina fino al tardo pomeriggio, in cerca di notizie che nessuno è riuscito a dar loro.
"Ci rispondono che c'è un'inchiesta della magistratura - dicono - non ci fanno sapere niente, come se gli amici non avessero diritto a capire come Teresa è morta". Aveva fatto diversi esami, aveva avuto in passato dei problemi di stomaco, aveva pensato al peggio. "Prima una gastroscopia - racconta un amico che con lei ha fatto insieme alcuni esami medici - poi la colonscopia. In uno studio privato di Molfetta le consigliarono di fare dei test per capire se fosse allergica a qualche sostanza alimentare in particolare. Ricordo che mi disse di aver vomitato dopo aver fatto quello al lattosio. Questo non so, ma è terribile pensare che una sostanza che contiene zucchero possa ammazzare qualcuno".

Era una commercialista Teresa Sunna, originaria di Andria, ma da anni residente a Trani. Una ragazza in gamba, la descrivono i suoi amici, "una persona fantastica, una umile, una come noi insomma". Frequentava le stesse compagnie da sempre, i genitori sono anziani, un suo fratello era morto in circostanze tragiche alcuni
anni fa. "Era preoccupata da questi dolori allo stomaco - continuano - magari non aveva nulla, solo un po' di stress. E adesso? Morta senza un perché, magari solo perché un medico voleva provare un nuovo test".

I familiari si sono chiusi nel silenzio, hanno poca voglia di parlare. La situazione è ancora poco chiara per lanciare accuse. Non lo fanno neanche le persone che hanno assistito all'andirivieni di ambulanze nella mattinata senza capire cosa stesse in realtà succedendo. Il portiere dello stabile in via Rizzitelli, dove c'è l'ambulatorio privato di gastroenterologia del dottor Ruggiero Spinazzola, spiega che "è tutto assurdo, in questi anni non è mai accaduto niente, il dottore è una persona molto preparata, scrupolosa".

LEGGI Il reagente acquistato online

Così i residenti della zona, i condomini dello stabile che ospita altri studi professionali. È stato un continuo via vai di carabinieri, polizia, medici e infermieri, anche giornalisti e cameramen. "Doveva essere un tranquillo sabato di marzo, si è trasformato in un incubo", dice un condomino. Un altro invita i giornalisti a non diffondere notizie che possa rivelarsi false. "Basta poco - dice - per infangare l'onorabilità di una persona".

A Barletta, lo ricordiamo, è il terzo caso di cronaca nera in poco meno di dieci giorni. Prima il duplice omicidio dei due cittadini rumeni ammazzati, pare da un extracomunitario di origine marocchina, svanito nel nulla. Poi la morte di due signore trovate senza vita in casa, stordite con una padella e poi soffocate. Adesso la drammatica vicenda di Teresa.
Sono fuori pericolo le altre due donne che erano nell'ambulatorio per sottoporsi allo stesso test, Anna Abbrescia, di 32 anni, di Altamura, e Addolorata Piazzolla, di 61, originaria di Margherita di Savoia. Sono salve per miracolo, questione di minuti e avremmo raccontato una storia ancora più tragica.
(25 marzo 2012)

Rep


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Monday, March 26, 2012 4:19 PM
LA TRAGEDIA DI BARLETTA
Donna avvelenata, tre indagati
e ora è caccia al farmaco killer




L'ospedale di Barletta dove sono ricoverate le due donne

La polizia sta cercando in tutta Italia
altre partite del sorbitolo, in vendita su internet.
Mille tonnellate sequestrate a Rovigo e Mantova.
Il ministero lancia l'allerta.
Indagati i due medici del centro e la persona
che ha materialmente acquistato online la sostanza.
Una delle sopravvissute:
"Il liquido era salato, un miracolo se sono viva"

di GIOVANNI DI BENEDETTO e GIULIANO FOSCHINI
E' caccia al sorbitolo killer, la sostanza usata per il test clinico nell'ambulatorio privato di Barletta e che ha portato alla morte la 28enne Teresa Sunna. La polizia in tutta Italia sta cercando partite di farmaco acquistato su internet che potrebbero essere fatali per altri pazienti. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti è la filiera del sorbitolo, prodotto in un'azienda di Rovigo e poi inviato in Inghilterra per la distribuzione, parte della quale su Ebay, il sito di aste telematiche dal quale la sostanza è stata acquistata per conto del laboratorio di Barletta, con un risparmio di poche decine di euro. L'attività degli investigatori, in collaborazione con il ministero della Salute, prosegue per verificare che non ci siano altre partite di quel sorbitolo in circolazione. I carabinieri del Nas di Padova hanno sequestrato ieri circa mille tonnellate di sorbitolo (Foodgrade) in due ditte a Rovigo e Mantova. Secondo quanto si apprende da fonti investigative sanitarie i campioni di ogni lotto saranno analizzati dall'Arpa del Veneto per conoscere la composizione e vedere se sia presente qualche altra sostanza.

Il sequestro effettuato dai Nas è di tipo cautelativo e serve ad accertare la presenza di eventuali inquinanti. Le attività investigative coordinate dalla procura di Trani, stanno seguendo varie ipotesi, in particolare due sarebbero più stringenti. La prima: è stato utilizzata una soluzione per il test clinico a base di sorbitolo industriale e non per uso medico. Un dosaggio e una concentrazione
eccessiva della sostanza potrebbe aver determinato l'intossicazione acuta. La seconda: la soluzione conteneva qualche sostanza tossica non prevista (probabilmente nitrati) ma presente nella confezione del preparato messo poi in vendita su EBay.

Un allerta è stato poi diffuso nella serata di domenica dal ministero della salute per il sorbitolo acquistato su Ebay."Si invitano coloro che hanno effettuato eventualmente acquisti di sorbitolo su Ebay di non farne uso e di richiedere prontamente l'intervento dei Nas per analisi". Il sorbitolo - spiega il comandante del Nas di Bari, Antonio Citarella - è un additivo alimentare, non è un farmaco, e quindi non ne è proibita la commercializzazione via internet nè ci sono vincoli particolari.

L'INCHIESTA - Omicidio colposo in concorso. Queste le accuse che il magistrato della procura di Trani Michele Ruggiero formula nei confronti di tre persone nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Teresa Sunna, la 28enne commercialista, avvelenata da una sostanza con la quale aveva compiuto un test per verificare eventuali intolleranze alimentari. Si tratta del titolare dello studio medico di gastroenterologia di Barletta dove è avvenuta la tragedia, Ruggero Spinazzola, di 64 anni, del collega Donato Pappagallo, di 52, e infine Ettore Cicinelli, 58 anni, con la colpa di aver materialmente acquistato su internet la sostanza utilizzata per il test. La sua posizione, naturalmente, è la più marginale.

L'uomo, da quanto emerge, è un amico del dottor Spinazzola, titolare di una carta prepagata per gli acquisti su Ebay, il sito di aste telematiche più famoso nel mondo. Si tratta di un atto dovuto contestuale all'affidamento dell'incarico per l'autopsia e l'esame tossicologico sul cadavere della 28enne avvelenata dalla sostanza contaminata, il Sorbitol Food Grade, probabilmente tagliata con altro così da trasformarsi in un mix letale. Gli investigatori della polizia e dei carabinieri del Nas stanno cercando di risalire all'esatto contenuto diluito con l'acqua e somministrato alle tre pazienti. Per comprendere se la sostanza, un derivato dello zucchero, possa essere stata o meno alterata ed eventualmente quando.

Oggi, lunedì, è previsto un vertice in procura con il magistrato inquirente, Michele Ruggiero, per fare il punto sulle indagini con polizia e carabinieri del Nas e per l'affidamento dell'incarico per l'esame autoptico, al medico legale Giancarlo Divella, e quello tossicologico, al professor Gagliano Candela. Secondo quanto accertato finora, il sorbitolo usato, che era stato acquistato online dall'Inghilterra, era del tipo destinato ad usi industriali e non alimentari.

IL RACCONTO DELLE SOPRAVVISSUTE - Sulla commercializzazione online dei farmaci, proibita in Italia, l'Aduc ha chiesto la liberalizzare come avviene in Inghilterra. Oggi è stato possibile ricostruire meglio quanto avvenuto ieri nel centro medico di Barletta per capire come mai gli effetti siano stati letali per una donna e non per le altre. La più anziana delle due pazienti sopravvissute, che ha 62 anni, ha raccontato che la prima a bere il liquido contenente sorbitolo era stata proprio Teresa Sunna, poi era toccato a lei.

Poco dopo, ha raccontato ancora, la 28enne aveva avvertito un malore e addirittura era svenuta, le avevano sollevato le gambe. Anche lei, la 62enne, aveva accusato nausea, poi non ricordava più nulla, se non che la terza paziente, la 32enne di Altamura, disgustata dal sapore tipico di quel liquido, in parte lo aveva espulso subito dopo averlo ingerito, vomitando. Era stato in seguito a una colite che alla paziente era stato consigliato di effettuare ulteriori indagini mediche per chiarire se l'origine di quel disturbo fosse legata a una intolleranza alimentare.

"Sono stata fortunata, ci è andata bene. Mi spiace per l'altra ragazza che non ce l'ha fatta. Il sapore della sostanza era salato, non dolce: poi ho avuto subito nausea, ho accusato dei malori. Sono comunque inaccettabili questi acquisti di medicinali su internet", ha raccontato una delle superstiti.

"Il sapore salato riferito da una delle donne ricoverate all'ospedale di Barletta che ha assunto la soluzione per il test clinico, fa pensare alla presenza oltre al sorbitolo di sostanze a base di nitrati, una delle ipotesi che si stanno percorrendo per trovare la causa dell'avvelenamento". E' quanto spiega il tossicologo del centro di Pavia Carlo Locatelli. La sostanza sospettata infatti, ha spiegato l'esperto, interferisce con il trasporto di ossigeno da parte dell'emoglobina e può causare avvelenamento. "Grazie alla pronta diagnosi effettuata all'ospedale di Barletta che ha somministrato l'antidoto - ha aggiunto - è stato possibile contrastare il processo tossico".
(26 marzo 2012)

Rep


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Monday, March 26, 2012 4:22 PM
IL CASO
Sorbitolo, oggi l'autopsia di Teresa
migliorano le condizioni delle ricoverate




Mentre scoppia la polemica sul blocco delle vendite del farmaco
su eBay, dopo la morte della 28enne di Barletta
che lo aveva ingerito nel corso di test
per le intolleranze alimentari in un ambulatorio privato.
Il giovane. Il procuratore: "Verificare eventuali alterazioni".
Un dossier sulla vicenda al ministero della Salute

"Il vero problema, quello sul quale ci stiamo impegnando, è di individuare se ci siano state attività di manomissione di questo sorbitolo". Mentre già infuria la polemica sul blocco delle vendite di sorbitolo su eBay, il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani, Carlo Maria Capristo, tira le fila del caso dopo aver presieduto una riunione tecnica per l'affidamento dell'incarico per l'esame autoptico (nel pomeriggio) di Teresa Sunna, la 28enne morta dopo aver ingerito la sostanza per sottoporsi ad un test clinico. Alla riunione erano presenti, tra gli altri, il prefetto della provincia Bat, Carlo Sessa, dirigenti della polizia e dei carabinieri del Nas, il tossicologo Roberto Gagliano Candela. L'incarico per l'esame autoptico è stato affidato al medico legale Giancarlo Divella e allo stesso Gagliano Candela, quest'ultimo per la parte inerente alla eventuale contaminazione del farmaco ingerito dalla paziente.

Per la morte di Teresa Sunna, il pm Michele Ruggiero, ha iscritto i nomi di tre persone nel registro degli indagati con l'accusa di concorso in omicidio colposo. Si tratta del medico che aveva in cura la paziente, Mario Donato Pappagallo, del titolare dello studio medico di Barletta in cui doveva essere effettuato l'esame, Ruggiero Maria Spinazzola, e di Ettore Cicinelli, colui che materialmente ha acquistato via internet tramite EBay il 'sorbital food grade',
sostanza abitualmente utilizzata per uso alimentare individuata tecnicamente con la sigla 'E420'.

Gli amici della donna morta: "Teresa usata come cavia"
Il farmaco comprato su internet, risparmio di pochi euro

Sulla vicenda, anche l'assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia sta preparando una relazione che sarà inviata nelle prossime ore al ministro della Salute. Ma l'assessore Ettore Attolini non vuole al momento rilasciare dichiarazioni: "Ritengo - ha detto - che prima debba essere informato il ministro Renato Balduzzi", che ha lanciato un'allerta sui farmaci venduti online.

Nel frattempo migliorano le condizioni delle due donne che sabato scorso sono state colte da malore dopo avere ingerito la soluzione di acqua e sorbitolo per il test selle intolleranze alimentari nel un centro diagnostico. Sono ancora ricoverate in rianimazione, la 62enne, Addolorata Piazzola, e nel reparto medicina, Anna Abbrescia, di 32 anni. Le pazienti sono trattenute in osservazione, ma le loro condizioni cliniche non destano preoccupazione. "Sono stata fortunata - ha racconatto la più anziana delle due - ci è andata bene. Mi spiace per l'altra ragazza che non ce l'ha fatta. Il sapore della sostanza era salato, non dolce: poi ho avuto subito nausea, ho accusato dei malori. Sono comunque inaccettabili questi acquisti di medicinali su internet".
(26 marzo 2012)

Rep


g
Monday, March 26, 2012 4:24 PM
Il sorbitolo industrialmente nn co$ta 1 € al kg cui vanno aggiunte delle inezie x il confezionamento ke rende kissà qnt,se il medico avido nn avesse considerato troppo caro il test fatto da Big Farma qst ragazza ke aveva la vita davanti nn sarebbe morta a 28 anni
g
Monday, March 26, 2012 10:52 PM
WEB
Farmaci online e senza controlli
giro d'affari più grande della droga




Si acquistano con facilità e spesso sono pericolosi.
Un traffico 150 volte più esteso di quello degli stupefacenti.
I Nas denunciano la mancanza di leggi specifiche,
ma al momento secondo il Censis
la percentuale di medicinali contraffatti
è dello 0,1% contro l'1% europeo.
L'ultima azione di polizia ha visto 81 paesi
con l'Interpol sequestrare 2,4 milioni di dosi di sostanze illegali

NON SOLO il sorbitolo. Il caso della donna morta a Barletta dopo aver assunto un farmaco acquistato online, non fa che confermare i dati allarmanti forniti dai Nas e dall'Aifa, l'Agenzia del farmaco: i medicinali acquistati via internet hanno conosciuto negli ultimi anni un vero boom: costi bassi, anonimato e scarsi controlli.

Molto spesso c'è il rischio di imbattersi in prodotti contraffatti. E oltre alle rivendite online c'è anche il "sottobanco" in palestra, nei negozi etnici e persino in ufficio. Così gli italiani acquistano medicinali contraffatti, soprattutto prodotti contro i problemi di impotenza o anabolizzanti per un corpo 'scolpito' o una perfetta performance sportiva.

Prodotti non adeguatamente realizzati e testati, spesso pericolosi. E che acquistare non è difficile, basta usare un motore di ricerca. Solo che ciò che arriva spesso non è il prodotto che si crede di comprare.

Ogni euro ne rende 2500. Un dato, che è condiviso a livello internazionale dalle forze dell'ordine, fa comprendere quanto il business sia appetibile dalla criminalità organizzata: il traffico di farmaci falsificati rende circa 150 volte volte più di quello della droga, oltre ad essere meno rischioso.

Si stima che un euro investito in
un medicinale contraffatto ne fa guadagnare in media 2.500. Cifre ancora più importanti se messe a fianco ai profitti medi degli stupefacenti, che producono 'solo' 16 euro ogni euro investito. E quello della contraffazione è un fenomeno in crescita esponenziale, cresciuto di dieci volte negli ultimi cinque anni.

Che sia un fenomeno di massa lo dimostra un'indagine della fine del 2010 da parte della Commissione Igiene e Sanità del Senato: oltre un italiano su tre acquista medicinali su internet (e le pillole contro le disfunzioni sessuali sono solo la punta dell'iceberg), ma il 50% dei farmaci acquistati sul web è contraffatto.

D'altra parte l'85% dei siti non richiede prescrizione, anche quando è obbligatoria per legge, mentre per l'8% dei siti è sufficiente una ricetta inviata via fax. E generalmente i siti sono ben fatti e invitanti, dalla grafica attraente, senza errori di linguaggio e con l'esposizione di certificazioni sanitarie. Uno dei motivi per cui è facile anche per i navigatori più esperti non valutare bene cosa si ha di fronte. Non è raro poi nei luoghi di discussione sociale sul web, trovare contributi di utenti in apparenza normali che partecipano al tema, ma in realtà scritti appositamente per deviare il traffico su questi siti.

Mancano le leggi. Con il futuro recepimento della convenzione Medicrime del Consiglio d'Europa, che introduce norme di diritto penale nei casi di contraffazione farmaceutica e crimini correlati, sicuramente ci sarà un passo avanti. Ma oggi, denunciano i Nas, le leggi non sono specifiche e le sanzioni sono molto meno efficaci rispetto a quelle applicate nei confronti degli spacciatori. Ma come cresce il commercio dei farmaci falsi, aumenta e si affina anche l'attività di contrasto delle forze dell'ordine dell'ordine.

I numeri dei medicinali illegali sequestrati si contano con l'ordine delle centinaia di migliaia l'anno. La vera guerra ai prodotti-killer però si fa sulla rete, sia con tecniche di indagine e tracciabilità delle sostanze contraffatte, che con i sistemi utili a rintracciare i pagamenti effettuati online per gli acquisti. L'anno scorso, tra il 20 il 27 settembre, è stata realizzata la più grande 'retata mondiale' contro i medicinali falsi o illegali su Internet.

Ben 81 Paesi hanno partecipato, con i loro agenti ad una operazione Interpol, sequestrando 2,4 milioni di dosi di sostanze falsificate vendute sul web, per un valore di 4,6 milioni di euro. Solo nel nostro Paese l'operazione ha portato al sequestro di 50.000 dosi di medicinali in sette giorni. Enorme il numero dei siti internet chiusi: 13.485, e tutti dedicati o legati alla vendita di medicine fuorilegge.

Meglio dell'Europa. Ma l'Italia, numeri alla mano, se la cava meglio del resto del mondo: nel nostro Paese secondo il Censis, la percentuale di farmaci contraffatti sul mercato è stimabile a meno dello 0,1%, contro l'1% europeo e il 10% a livello mondiale. Un dato confortante visto che la contraffazione farmaceutica, secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità intende per contraffatto "un farmaco la cui etichettatura è stata deliberatamente preparata con informazioni ingannevoli in relazione al contenuto". E il fenomeno alla fonte presenta oggi un trend in forte crescita, non più circoscritta ai soli Paesi in via di sviluppo.

La vicenda di Barletta evidenzia il fatto che Italia e Ue dovranno vedersela con trafficanti sempre più aggressivi. Dopo l'invasione delle aree arretrate del mondo (in Africa almeno la metà dei farmaci, che non riguardano sesso e sport, e' un falso proveniente dai mercati asiatici), l'e-commerce killer cerca di 'piazzare' i suoi veleni anche nei Paesi cosiddetti 'ricchi'.
(26 marzo 2012)

Rep


g
Tuesday, March 27, 2012 12:42 PM
TEST KILLER A BARLETTA
Primi risultati tossicologici
“Uccisa dal nitrito di sodio”




La Procura: “La partita mortale dal Regno Unito”

di GIOVANNI DI BENEDETTO
BARLETTA - Nitrito di sodio al posto del sorbitolo. O un mix letale composto da entrambe le sostanze diluite nell'acqua. Questa la prima conclusione, secondo indiscrezioni, dell'esame tossicologico effettuato dal professor Roberto Gagliano Candela sul cadavere di Teresa Sunna, la 28enne di Trani morta dopo essersi sottoposta a un test per le intolleranze alimentari. Dunque non c'era solo il sostituto dello zucchero nella soluzione ingerita dalle tre donne, due delle quali si sono salvate per miracolo, ma evidentemente dell'altro. Resta da capire che effetto avrebbe provocato la sostanza, o il mix, sul corpo della paziente. Gli investigatori sospettano che le confezioni di nitrito di sodio, solitamente utilizzato per la conservazione di alimenti (soprattutto carne e pesce affumicato), siano state scambiate con quelle di sorbitolo in sede di impacchettamento. Solo ipotesi, al momento: occorrerà aspettare i risultati dell'autopsia sul cadavere della donna effettuata da Giancarlo Divella dell'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari.

Il contenuto del test somministrato alla donna fa parte dei quesiti, 11 per l'esattezza, posti dal magistrato di Trani Michele Ruggiero ai consulenti. Non solo: gli inquirenti vogliono sapere se la stessa sostanza era ammessa e riconosciuta dalla comunità scientifica. Se ci siano dei protocolli e, in caso positivo, se questi siano stati osservati. Ai periti il pm ha chiesto
anche di sapere se le tre pazienti soffrissero di eventuali patologie pregresse. E dovranno anche accertare se il comportamento del personale sanitario o infermieristico che ha prestato assistenza alle tre donne sia stato "tempestivo e conforme ai dettami della miglior scienza ed esperienza medica in relazione alla gravità, alla natura del caso clinico, alla qualifica professionale rivestita e alle specifiche competenze".

L'ultimo punto riguarda la commercializzazione su internet di sostanze, medicinali, alimentari impiegate in esami di laboratorio o in attività medica. Nel corso della mattinata il capo della procura di Trani Carlo Maria Capristo aveva tenuto un vertice con gli investigatori del commissariato di Barletta, i carabinieri del Nas e il prefetto della Sesta provincia Carlo Sessa confermando dell'allarme sanitario lanciato in tutta Europa e non solo. "Attenzione ai pacchi da 5 chili venduti su internet e provenienti dal Regno Unito", dice Capristo, lasciando intendere che potrebbero essere tutti confezionati in maniera errata. E dunque potrebbero contenere non solo sorbitolo ma forse proprio nitrito di sodio, anch'esso in forma granulare. Attendono di conoscere l'esito degli esami anche i legali difensori dei tre indagati. L'avvocato Domenico Di Terlizzi, che cura gli interessi del dottor Ruggiero Spinazzola, titolare del laboratorio di Barletta dove si è verificata la tragedia, dice: "Il mio cliente ha comprato legittimamente su internet una sostanza, non un farmaco, presentata come sorbitolo, come un sostituto dello zucchero cioè. Nessuno poteva immaginare che all'interno ci fosse dell'altro".

Intanto i carabinieri del Nas hanno eseguito in serata una perquisizione nello studio di Molfetta di Mario Donato Pappagallo, il medico che ha prescritto a Teresa Sunna l'esame clinico durante il quale la 28enne è morta. Nel 2005 il professionista era stato coinvolto in un'inchiesta della procura di Bari su alcune truffe ai danni del Sistema sanitario nazionale, ma era stato poi prosciolto. "Siamo sereni e sicuri che non sarà riscontrato nulla di scorretto", ha detto l'avvocato Massimo Chiusolo.
(27 marzo 2012)

Rep


g
Tuesday, March 27, 2012 12:46 PM
TEST KILLER A BARLETTA
Scatta l’allarme della Regione
"Verifiche su tutti gli studi medici"




Caccia al farmaco letale: "Hanno ingerito un mix al veleno".
Il dossier spedito al ministro:
"Il centro medico non era autorizzato per gli esami diagnostici"

di LELLO PARISE
Un dolcificante prodotto con chissà quale veleno e peraltro acquistato su eBay da medici barlettani che potevano visitare i pazienti, ma che non avrebbero dovuto mandare avanti anche un'attività ambulatoriale perché non erano autorizzati a farlo, né dal Comune né dalla Asl. Sono i due punti chiave della indagine amministrativa trasmessa ieri sera dall'assessorato regionale alla Sanità al ministro Renato Balduzzi. Il titolare dell'assessorato Ettore Attolini decide poi di dare il via ad un'inchiesta "per capire quanti sono in Puglia gli studi medici non autorizzati. E, questo, a prescindere dall'uso del sorbitolo". Contemporaneamente, aggiunge, "voglio convocare i responsabili degli ordini professionali perché insieme dobbiamo essere in grado di fissare una serie di regole del gioco a proposito dei farmaci acquistati attraverso Internet".

L'autopsia: "Teresa uccisa da una sostanza tossica"

Guardia alta, dunque. Con la consapevolezza che "il nostro sistema sanitario ha funzionato". Non fosse stato così, le due donne salvate dopo avere ingurgitato la stessa pozione somministrata alla giovane Teresa Sunna, morta fulminata, in queste ore non potrebbero raccontare lo scampato pericolo. "Sono state prese per i capelli grazie all'intuizione del primario di pronto soccorso, che ha iniettato l'antidoto. Erano diventate cianotiche e l'effetto del
blu di metilene ha contrastato la vaso costrizione" spiega Giovanni Gorgoni, il direttore generale della Asl Bat.

Nel dossier inviato a Balduzzi, c'è la conferma che la sostanza killer è il "sorbital food grade", adoperato generalmente per preparare integratori alimentari. Lo chiamano sorbitolo industriale, "ma è altamente improbabile che possa dare effetti mortali nell'arco di cinque minuti" scuote la testa Gorgoni. Da qui il sospetto che la partita di glucitolo, l'altro nome del sorbitolo, sia sta confezionata con qualche "ingrediente" velenoso. Ecco perché Ebay ne blocca la vendita online. Una partita, quella sotto accusa, di 1.200 tonnellate che sarebbe stata esportata un paio di anni fa in Europa, tra Inghilterra, Svizzera e Germania, dall'americana Cargill, la multinazionale a controllo familiare più grande del mondo. Pure se dall'azienda privata statunitense fondata nel 1865 e che impiega 142mila persone in sessantasei paesi, puntualizzano che "il lotto in questione, al momento della spedizione, risultava conforme ai nostri rigorosi standard di qualità e di sicurezza".

L'altra faccia della medaglia riguarda l'accertamento secondo cui lo studio del gastroenterologo Ruggero Spinazzola, sarebbe clandestino. Ancorché con tanto di targa medica per pubblicizzarsi agli occhi di tutti, davanti al portone d'ingresso. Se nell'appartamento di via Rizzitelli si fossero limitati ad analizzare i guai di quelli che avevano grattacapi di salute, non sarebbe successo niente. Ma in quello studio, a quanto pare, si svolgeva una regolare attività ambulatoriale, indagini diagnostiche comprese. Come quelle che avevano spinto le tre donne, una rimasta uccisa e le altre due "prese per i capelli", a farsi curare le rispettive intolleranze alimentari. Tuttavia per questo genere di operazioni, sarebbe stato necessario il disco verde sia del municipio, sia dell'azienda sanitaria. Né l'uno né l'altra, invece, sapevano dell'esistenza di questa piccola clinica. Il sindaco Nicola Maffei scrive alla Asl una precisazione pesante come un macigno: allo "sportello per le attività produttive", mai era stata presentata una richiesta perché lo specialista con i suoi collaboratori o soci, potessero fare quello che facevano.

Come stanno le cose, il timore dell'assessore Attolini è che il "modello Barletta" non sia isolato. Potrebbe annidarsi, anzi, in diverse città del tacco d'Italia il rischio per chiunque di finire nel posto sbagliato, immaginando di trovare una soluzione a fastidi e malanni, eventualmente guariti a prezzi non proprio nazional-popolari. Attolini è categorico: "Voglio andare fino in fondo".

Sopravvissuta: "La sostanza era salata, un miracolo se sono viva"
Gli amici della donna morta: "Teresa usata come cavia"
Il farmaco comprato su internet, risparmio di pochi euro
(27 marzo 2012)

Rep


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Tuesday, March 27, 2012 12:47 PM
IL CASO
Barletta, l'autopsia scagiona il sorbitolo
"E' uno zucchero, non ha mai ucciso"




Il consulente della procura sui primi risultati dell'autopsia
sul corpo della 28enne morta dopo un test
per le intolleranze alimentari in un ambulatorio privato.
"Ingerita sostanza tossica".
Migliorano le condizioni delle due donne sopravvissute.
Un dossier sulla vicenda al ministero della Salute

La sostanza ingerita da Teresa Sunna, la ventottenne morta sabato scorso a Barletta durante un banale test clinico per le intolleranze alimentari, era tossica. E' quanto emerso al termine dell'autopsia svolta all'Istituto di medicina legale dell'Università di Bari. Lasciando l'istituto di medicina legale il tossicologo Roberto Gagliano Candela, nominato dalla procura di Trani, ha detto ai cronisti che "sicuramente la causa del decesso è tossica" e ha aggiunto che per avere l'esito degli accertamenti tossicologici serviranno "alcuni giorni". Alla domanda dei giornalisti se sia stato il sorbitolo la causa del decesso, ha risposto: "Il sorbitolo è uno zucchero, non ha mai ucciso nessuno".

Le indagini si concentrano infatti sul contenuto del flacone. "Il vero problema, quello sul quale ci stiamo impegnando, è di individuare se ci siano state attività di manomissione di questo sorbitolo". Lo aveva detto, mentre già infuria la polemica sul blocco delle vendite di sorbitolo su eBay, il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, dopo aver presieduto una riunione tecnica per l'affidamento dell'incarico per l'esame autoptico eseguito nel pomeriggio. Alla riunione erano presenti, tra gli altri, il prefetto della provincia Bat, Carlo Sessa, dirigenti della polizia e dei carabinieri del Nas, il tossicologo Roberto Gagliano Candela. L'incarico per l'esame autoptico è stato affidato al medico legale Giancarlo Divella e allo stesso Gagliano Candela, quest'ultimo per la parte inerente
alla eventuale contaminazione del farmaco ingerito dalla paziente.

Per la morte di Teresa Sunna, il pm Michele Ruggiero, ha iscritto i nomi di tre persone nel registro degli indagati con l'accusa di concorso in omicidio colposo. Si tratta del medico che aveva in cura la paziente, Mario Donato Pappagallo, del titolare dello studio medico di Barletta in cui doveva essere effettuato l'esame, Ruggiero Maria Spinazzola, e di Ettore Cicinelli, colui che materialmente ha acquistato via internet tramite EBay il 'sorbital food grade', sostanza abitualmente utilizzata per uso alimentare individuata tecnicamente con la sigla 'E420'.

Gli amici della donna morta: "Teresa usata come cavia"
Il farmaco comprato su internet, risparmio di pochi euro

Sulla vicenda, anche l'assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia sta preparando una relazione che sarà inviata nelle prossime ore al ministro della Salute. Ma l'assessore Ettore Attolini non vuole al momento rilasciare dichiarazioni: "Ritengo - ha detto - che prima debba essere informato il ministro Renato Balduzzi", che ha lanciato un'allerta sui farmaci venduti online.

Nel frattempo migliorano le condizioni delle due donne che sabato scorso sono state colte da malore dopo avere ingerito la soluzione di acqua e sorbitolo per il test selle intolleranze alimentari nel un centro diagnostico. Sono ancora ricoverate in rianimazione, la 62enne, Addolorata Piazzola, e nel reparto medicina, Anna Abbrescia, di 32 anni. Le pazienti sono trattenute in osservazione, ma le loro condizioni cliniche non destano preoccupazione. "Sono stata fortunata - ha racconatto la più anziana delle due - ci è andata bene. Mi spiace per l'altra ragazza che non ce l'ha fatta. Il sapore della sostanza era salato, non dolce: poi ho avuto subito nausea, ho accusato dei malori. Sono comunque inaccettabili questi acquisti di medicinali su internet".
(26 marzo 2012)

Rep


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Tuesday, March 27, 2012 1:04 PM
Teresa


è stata uccisa a 28 anni dal



salnitro,ke è 1 sale di azoto e potassio



ke gli antiki usavano x la polvere da sparo ed usato come conservante dei salumi,al posto del



sorbitolo,1 dolcificante(E420)


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